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L’Ultima Vittoria

Babilonia, Seleucia, Ctesifonte: le mitiche città mediorientali che si stagliavano, con i loro edifici regali e la loro storia millenaria, nel cuore di uno dei più grandi imperi del mondo antico. È a quell’impero, l’impero dei Parti, che Marco Ulpio Traiano guarda come al traguardo ultimo per poter fare davvero di Roma la dominatrice incontrastata del mondo conosciuto. E per restare nella Storia da vincitore.
Adesso Traiano è pronto a mettere in atto, dopo lunghi anni di progettazione, la più grande campagna che la storia romana ricordi, la stessa che Giulio Cesare immaginò ma non realizzò mai. Un’impresa di dimensioni tali da ricordare il coraggio e la pazzia di un altro grande uomo della storia antica: Alessandro Magno.
Santiago Posteguillo ci accompagna nell’ultimo, glorioso capitolo della vita leggendaria dell’imperatore Traiano con mano sicura, come sempre, e con la potenza di una narrazione che trae la sua vitalità e la sua forza dal più grande romanzo che esista: la Storia.

Babilonia, Seleucia, Ctesifonte: le mitiche città mediorientali che si stagliavano, con i loro edifici regali e la loro storia millenaria, nel cuore di uno dei più grandi imperi del mondo antico. È a quell’impero, l’impero dei Parti, che Marco Ulpio Traiano guarda come al traguardo ultimo per poter fare davvero di Roma la dominatrice incontrastata del mondo conosciuto. E per restare nella Storia da vincitore.
Adesso Traiano è pronto a mettere in atto, dopo lunghi anni di progettazione, la più grande campagna che la storia romana ricordi, la stessa che Giulio Cesare immaginò ma non realizzò mai. Un’impresa di dimensioni tali da ricordare il coraggio e la pazzia di un altro grande uomo della storia antica: Alessandro Magno.
Santiago Posteguillo ci accompagna nell’ultimo, glorioso capitolo della vita leggendaria dell’imperatore Traiano con mano sicura, come sempre, e con la potenza di una narrazione che trae la sua vitalità e la sua forza dal più grande romanzo che esista: la Storia.

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Iulia. Storia di un’imperatrice

*197 d.C.* È notte fonda quando Elio Galeno, medico personale della famiglia imperiale, decide di scrivere una pagina importante del suo diario. I segreti che conosce, le cose che ha visto, le battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell’impero: tutto viene registrato nel suo diario. Ma c’è una persona in particolare la cui storia Galeno vuole scrivere: Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall’essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un *cursus honorum* che nessuna donna ha mai potuto vantare nella storia dell’impero. Educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo *imperator* , madre di Caracalla, fu *mater senatus et patri* *æ* (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale. Ma non solo: Iulia, l’imperatrice filosofa, ebbe anche molti nemici, e dovette lottare sempre per proteggere se stessa e la sua famiglia. Molto più che semplicemente **«la prima first lady della storia», Iulia Domna è la grande figura al centro di questo romanzo speciale** , che non solo ci immerge nel mondo romano che abbiamo imparato ad amare nelle pagine di Santiago Posteguillo, ma ci dà anche qualcosa di nuovo: un personaggio femminile incredibilmente forte, universale e potente. La storia romana non è mai stata così vicina. **
### Sinossi
*197 d.C.* È notte fonda quando Elio Galeno, medico personale della famiglia imperiale, decide di scrivere una pagina importante del suo diario. I segreti che conosce, le cose che ha visto, le battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell’impero: tutto viene registrato nel suo diario. Ma c’è una persona in particolare la cui storia Galeno vuole scrivere: Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall’essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un *cursus honorum* che nessuna donna ha mai potuto vantare nella storia dell’impero. Educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo *imperator* , madre di Caracalla, fu *mater senatus et patri* *æ* (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale. Ma non solo: Iulia, l’imperatrice filosofa, ebbe anche molti nemici, e dovette lottare sempre per proteggere se stessa e la sua famiglia. Molto più che semplicemente **«la prima first lady della storia», Iulia Domna è la grande figura al centro di questo romanzo speciale** , che non solo ci immerge nel mondo romano che abbiamo imparato ad amare nelle pagine di Santiago Posteguillo, ma ci dà anche qualcosa di nuovo: un personaggio femminile incredibilmente forte, universale e potente. La storia romana non è mai stata così vicina.

*197 d.C.* È notte fonda quando Elio Galeno, medico personale della famiglia imperiale, decide di scrivere una pagina importante del suo diario. I segreti che conosce, le cose che ha visto, le battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell’impero: tutto viene registrato nel suo diario. Ma c’è una persona in particolare la cui storia Galeno vuole scrivere: Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall’essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un *cursus honorum* che nessuna donna ha mai potuto vantare nella storia dell’impero. Educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo *imperator* , madre di Caracalla, fu *mater senatus et patri* *æ* (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale. Ma non solo: Iulia, l’imperatrice filosofa, ebbe anche molti nemici, e dovette lottare sempre per proteggere se stessa e la sua famiglia. Molto più che semplicemente **«la prima first lady della storia», Iulia Domna è la grande figura al centro di questo romanzo speciale** , che non solo ci immerge nel mondo romano che abbiamo imparato ad amare nelle pagine di Santiago Posteguillo, ma ci dà anche qualcosa di nuovo: un personaggio femminile incredibilmente forte, universale e potente. La storia romana non è mai stata così vicina. **
### Sinossi
*197 d.C.* È notte fonda quando Elio Galeno, medico personale della famiglia imperiale, decide di scrivere una pagina importante del suo diario. I segreti che conosce, le cose che ha visto, le battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell’impero: tutto viene registrato nel suo diario. Ma c’è una persona in particolare la cui storia Galeno vuole scrivere: Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall’essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un *cursus honorum* che nessuna donna ha mai potuto vantare nella storia dell’impero. Educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo *imperator* , madre di Caracalla, fu *mater senatus et patri* *æ* (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale. Ma non solo: Iulia, l’imperatrice filosofa, ebbe anche molti nemici, e dovette lottare sempre per proteggere se stessa e la sua famiglia. Molto più che semplicemente **«la prima first lady della storia», Iulia Domna è la grande figura al centro di questo romanzo speciale** , che non solo ci immerge nel mondo romano che abbiamo imparato ad amare nelle pagine di Santiago Posteguillo, ma ci dà anche qualcosa di nuovo: un personaggio femminile incredibilmente forte, universale e potente. La storia romana non è mai stata così vicina.

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La Legione Perduta

**Ci sono imperatori che muoiono con i loro imperi.**
E altri che sopravvivono nella leggenda.
È il 53 a. C. e Roma guarda il mondo non più da dominatrice incontrastata, ma da uno soltanto dei luoghi di potere: altri imperi, in lande lontane, sono sorti, e ormai si estendono quanto e più di lei. Ma l’Oriente, così vicino, è una tentazione troppo ghiotta per chi è assetato di potere. È così che il console Crasso decide di attraversare l’Eufrate, per portare ancora una volta il nome di Roma oltre i confini e rinnovare la sua grandezza. E, in realtà, per il proprio personale tornaconto: come molti uomini di potere, la sua ambizione è entrare nella storia.
Ma la battaglia di Carre, sanguinosa e violenta, pone fine a ogni sogno di espansione: Crasso scapperà da vile, e del suo esercito non si saprà più nulla.
Centocinquant’anni dopo la sconfitta di Carre, e l’incredibile vicenda della legione perduta, a tenere le redini di Roma è un uomo di tutt’altra pasta. Marco Ulpio Traiano. E il sogno è ancora vivo: la conquista dell’Oriente. È così che Traiano darà inizio alla più grande campagna militare che Roma abbia mai intrapreso. E che non potrà che passare alla storia…
Il nuovo capitolo della grande saga di Traiano è un lungo, incredibile viaggio attraverso un passato che, nonostante l’immensa lontananza, ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare. **
### Sinossi
**Ci sono imperatori che muoiono con i loro imperi.**
E altri che sopravvivono nella leggenda.
È il 53 a. C. e Roma guarda il mondo non più da dominatrice incontrastata, ma da uno soltanto dei luoghi di potere: altri imperi, in lande lontane, sono sorti, e ormai si estendono quanto e più di lei. Ma l’Oriente, così vicino, è una tentazione troppo ghiotta per chi è assetato di potere. È così che il console Crasso decide di attraversare l’Eufrate, per portare ancora una volta il nome di Roma oltre i confini e rinnovare la sua grandezza. E, in realtà, per il proprio personale tornaconto: come molti uomini di potere, la sua ambizione è entrare nella storia.
Ma la battaglia di Carre, sanguinosa e violenta, pone fine a ogni sogno di espansione: Crasso scapperà da vile, e del suo esercito non si saprà più nulla.
Centocinquant’anni dopo la sconfitta di Carre, e l’incredibile vicenda della legione perduta, a tenere le redini di Roma è un uomo di tutt’altra pasta. Marco Ulpio Traiano. E il sogno è ancora vivo: la conquista dell’Oriente. È così che Traiano darà inizio alla più grande campagna militare che Roma abbia mai intrapreso. E che non potrà che passare alla storia…
Il nuovo capitolo della grande saga di Traiano è un lungo, incredibile viaggio attraverso un passato che, nonostante l’immensa lontananza, ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare.
### Dalla seconda/terza di copertina
Autore della saga di Scipione l’Africano (di cui Piemme ha pubblicato *L’Africano* , *Invicta Legio* e *Il tradimento di Roma* ), che si conclude con questo volume, Santiago Posteguillo è uno dei principali autori di narrativa storica a livello internazionale, e in assoluto il più venduto in Spagna. Posteguillo è autore anche della fortunata saga di Traiano, di cui Piemme ha pubblicat

**Ci sono imperatori che muoiono con i loro imperi.**
E altri che sopravvivono nella leggenda.
È il 53 a. C. e Roma guarda il mondo non più da dominatrice incontrastata, ma da uno soltanto dei luoghi di potere: altri imperi, in lande lontane, sono sorti, e ormai si estendono quanto e più di lei. Ma l’Oriente, così vicino, è una tentazione troppo ghiotta per chi è assetato di potere. È così che il console Crasso decide di attraversare l’Eufrate, per portare ancora una volta il nome di Roma oltre i confini e rinnovare la sua grandezza. E, in realtà, per il proprio personale tornaconto: come molti uomini di potere, la sua ambizione è entrare nella storia.
Ma la battaglia di Carre, sanguinosa e violenta, pone fine a ogni sogno di espansione: Crasso scapperà da vile, e del suo esercito non si saprà più nulla.
Centocinquant’anni dopo la sconfitta di Carre, e l’incredibile vicenda della legione perduta, a tenere le redini di Roma è un uomo di tutt’altra pasta. Marco Ulpio Traiano. E il sogno è ancora vivo: la conquista dell’Oriente. È così che Traiano darà inizio alla più grande campagna militare che Roma abbia mai intrapreso. E che non potrà che passare alla storia…
Il nuovo capitolo della grande saga di Traiano è un lungo, incredibile viaggio attraverso un passato che, nonostante l’immensa lontananza, ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare. **
### Sinossi
**Ci sono imperatori che muoiono con i loro imperi.**
E altri che sopravvivono nella leggenda.
È il 53 a. C. e Roma guarda il mondo non più da dominatrice incontrastata, ma da uno soltanto dei luoghi di potere: altri imperi, in lande lontane, sono sorti, e ormai si estendono quanto e più di lei. Ma l’Oriente, così vicino, è una tentazione troppo ghiotta per chi è assetato di potere. È così che il console Crasso decide di attraversare l’Eufrate, per portare ancora una volta il nome di Roma oltre i confini e rinnovare la sua grandezza. E, in realtà, per il proprio personale tornaconto: come molti uomini di potere, la sua ambizione è entrare nella storia.
Ma la battaglia di Carre, sanguinosa e violenta, pone fine a ogni sogno di espansione: Crasso scapperà da vile, e del suo esercito non si saprà più nulla.
Centocinquant’anni dopo la sconfitta di Carre, e l’incredibile vicenda della legione perduta, a tenere le redini di Roma è un uomo di tutt’altra pasta. Marco Ulpio Traiano. E il sogno è ancora vivo: la conquista dell’Oriente. È così che Traiano darà inizio alla più grande campagna militare che Roma abbia mai intrapreso. E che non potrà che passare alla storia…
Il nuovo capitolo della grande saga di Traiano è un lungo, incredibile viaggio attraverso un passato che, nonostante l’immensa lontananza, ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare.
### Dalla seconda/terza di copertina
Autore della saga di Scipione l’Africano (di cui Piemme ha pubblicato *L’Africano* , *Invicta Legio* e *Il tradimento di Roma* ), che si conclude con questo volume, Santiago Posteguillo è uno dei principali autori di narrativa storica a livello internazionale, e in assoluto il più venduto in Spagna. Posteguillo è autore anche della fortunata saga di Traiano, di cui Piemme ha pubblicat

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La legión perdida

En el año 53 a. C. el cónsul Craso cruzó el Éufrates para conquistar Oriente, pero su ejército fue destrozado en Carrhae. Una legión entera cayó prisionera de los partos. Nadie sabe a ciencia cierta qué pasó con aquella legión perdida. 150 años después, Trajano está a punto de volver a cruzar el Éufrates. Los partos esperan al otro lado. Las tropas del César dudan. Temen terminar como la legión perdida. Pero Trajano no tiene miedo y emprende la mayor campaña militar de Roma hacia la victoria o hacia el desastre. Intrigas, batallas, dos mujeres adolescentes, idiomas extraños, Roma, Partia, India, China, dos Césares y una emperatriz se entrecruzan en el mayor relato épico del mundo antiguo, «La legión perdida», la novela con la que Santiago Posteguillo cierra su aclamada trilogía sobre Trajano. Hay emperadores que terminan un reinado, pero otros cabalgan directos a la leyenda.

En el año 53 a. C. el cónsul Craso cruzó el Éufrates para conquistar Oriente, pero su ejército fue destrozado en Carrhae. Una legión entera cayó prisionera de los partos. Nadie sabe a ciencia cierta qué pasó con aquella legión perdida. 150 años después, Trajano está a punto de volver a cruzar el Éufrates. Los partos esperan al otro lado. Las tropas del César dudan. Temen terminar como la legión perdida. Pero Trajano no tiene miedo y emprende la mayor campaña militar de Roma hacia la victoria o hacia el desastre. Intrigas, batallas, dos mujeres adolescentes, idiomas extraños, Roma, Partia, India, China, dos Césares y una emperatriz se entrecruzan en el mayor relato épico del mundo antiguo, «La legión perdida», la novela con la que Santiago Posteguillo cierra su aclamada trilogía sobre Trajano. Hay emperadores que terminan un reinado, pero otros cabalgan directos a la leyenda.

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La legión perdida

En el año 53 a. C. el cónsul Craso cruzó el Éufrates para conquistar Oriente, pero su ejército fue destrozado en Carrhae. Una legión entera cayó prisionera de los partos. Nadie sabe a ciencia cierta qué pasó con aquella legión perdida. 150 años después, Trajano está a punto de volver a cruzar el Éufrates. Los partos esperan al otro lado. Las tropas del César dudan. Temen terminar como la legión perdida. Pero Trajano no tiene miedo y emprende la mayor campaña militar de Roma hacia la victoria o hacia el desastre. Intrigas, batallas, dos mujeres adolescentes, idiomas extraños, Roma, Partia, India, China, dos Césares y una emperatriz se entrecruzan en el mayor relato épico del mundo antiguo, La legión perdida, la novela con la que Santiago Posteguillo cierra su aclamada trilogía sobre Trajano. Hay emperadores que terminan un reinado, pero otros cabalgan directos a la leyenda.

En el año 53 a. C. el cónsul Craso cruzó el Éufrates para conquistar Oriente, pero su ejército fue destrozado en Carrhae. Una legión entera cayó prisionera de los partos. Nadie sabe a ciencia cierta qué pasó con aquella legión perdida. 150 años después, Trajano está a punto de volver a cruzar el Éufrates. Los partos esperan al otro lado. Las tropas del César dudan. Temen terminar como la legión perdida. Pero Trajano no tiene miedo y emprende la mayor campaña militar de Roma hacia la victoria o hacia el desastre. Intrigas, batallas, dos mujeres adolescentes, idiomas extraños, Roma, Partia, India, China, dos Césares y una emperatriz se entrecruzan en el mayor relato épico del mundo antiguo, La legión perdida, la novela con la que Santiago Posteguillo cierra su aclamada trilogía sobre Trajano. Hay emperadores que terminan un reinado, pero otros cabalgan directos a la leyenda.

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El séptimo círculo del infierno

El séptimo círculo del infierno: Escritores malditos, escritoras olvidadas by Santiago Posteguillo
El KGB, el régimen nazi, la Inquisición, las guerras, el FBI, el gobierno chino, el hambre, la pérdida de un ser querido, la enfermedad, el exilio, la censura… Muchos son, en efecto, los infiernos de la literatura a los que se han tenido que enfrentar escritores y escritoras de todos los tiempos.
¿Cuál es el séptimo círculo de este universo infernal? Para Kipling su infierno fue la muerte de su hija Josephine, y de ese infierno surgió una obra tan vital y esperanzadora como *El libro de la selva*. Para Imre Kertesz su infierno fue ser víctima del holocausto, pero también del desprecio por parte de los suyos. Y de ahí salió *Sin destino*. Carson McCullers, la gran olvidada, la mejor autora estadounidense del siglo xx, menospreciada por ser mujer.
Con la elegancia y el tino literario de las obras que homenajea, de los autores y autoras que reivindica, navegando entre viajes, anécdotas, episodios y experiencias propias, Santiago Posteguillo consigue contagiarnos su amor por los libros y en especial por los autores cuyo genio y talento hizo que del infierno salieran con obras que aún hoy nos elevan a los altares.

El séptimo círculo del infierno: Escritores malditos, escritoras olvidadas by Santiago Posteguillo
El KGB, el régimen nazi, la Inquisición, las guerras, el FBI, el gobierno chino, el hambre, la pérdida de un ser querido, la enfermedad, el exilio, la censura… Muchos son, en efecto, los infiernos de la literatura a los que se han tenido que enfrentar escritores y escritoras de todos los tiempos.
¿Cuál es el séptimo círculo de este universo infernal? Para Kipling su infierno fue la muerte de su hija Josephine, y de ese infierno surgió una obra tan vital y esperanzadora como *El libro de la selva*. Para Imre Kertesz su infierno fue ser víctima del holocausto, pero también del desprecio por parte de los suyos. Y de ahí salió *Sin destino*. Carson McCullers, la gran olvidada, la mejor autora estadounidense del siglo xx, menospreciada por ser mujer.
Con la elegancia y el tino literario de las obras que homenajea, de los autores y autoras que reivindica, navegando entre viajes, anécdotas, episodios y experiencias propias, Santiago Posteguillo consigue contagiarnos su amor por los libros y en especial por los autores cuyo genio y talento hizo que del infierno salieran con obras que aún hoy nos elevan a los altares.

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Las legiones malditas

SUMMARY: Publio Cornelio Escipión. que pasaría a la historia con el sobrenombre de Africanas. sólo tenía 26 años cuando aceptó comandar las tropas romanas en Hispania. Poseedor de las cualidades militares de su padre y su tío. el joven Escipión también heredó a algunos de los feroces enemigos de éstos. como Asdrúbal. el hermano de Aníbal. o el general pánico Ciscón. quienes planeaban derrotar a su ejército en el campo de batalla. Sus opositores también le acechaban en el mismísimo Senado de Roma. donde el todopoderoso Quinto Fabio Máximo. detractor de la familia de los Escipiones desde tiempo atrás. logró forzarle. una vez concluida la campaña en Hispania. al aceptar la demencial tarea de liderar las legiones V y VI que permanecían desde hacía tiempo olvidadas en Sicilia. Estas eran unas legiones malditas. constituidas por los soldados supervivientes a Cannae. la más humillante derrota de Roma ante Aníbal. En el exilio. las legiones habían perdido el sentido del deber. la disciplina y toda esperanza de regresar a la patria. Con esta maniobra. Quinto Fabio Máximo creía abocar al último Escipión de la estirpe a una muerte segura. Lo que Fabio Máximo no podía prever era que el joven Escipión y sus legiones malditas estaban llamados a cambiar el curso de la historia.En un fascinante relato que recrea no solamente un momento decisivo de la expansión del imperio. sino también la vida cotidiana en el esplendoroso mundo de la antigua Roma. Santiago Posteguillo hace al lector cómplice y testigo de las batallas. conquistas y derrotas de Africanus y sus ejércitos. Las legiones malditas es una trepidante novela sobre la guerra. el amor. la envidia. la amistad y la supervivencia.

SUMMARY: Publio Cornelio Escipión. que pasaría a la historia con el sobrenombre de Africanas. sólo tenía 26 años cuando aceptó comandar las tropas romanas en Hispania. Poseedor de las cualidades militares de su padre y su tío. el joven Escipión también heredó a algunos de los feroces enemigos de éstos. como Asdrúbal. el hermano de Aníbal. o el general pánico Ciscón. quienes planeaban derrotar a su ejército en el campo de batalla. Sus opositores también le acechaban en el mismísimo Senado de Roma. donde el todopoderoso Quinto Fabio Máximo. detractor de la familia de los Escipiones desde tiempo atrás. logró forzarle. una vez concluida la campaña en Hispania. al aceptar la demencial tarea de liderar las legiones V y VI que permanecían desde hacía tiempo olvidadas en Sicilia. Estas eran unas legiones malditas. constituidas por los soldados supervivientes a Cannae. la más humillante derrota de Roma ante Aníbal. En el exilio. las legiones habían perdido el sentido del deber. la disciplina y toda esperanza de regresar a la patria. Con esta maniobra. Quinto Fabio Máximo creía abocar al último Escipión de la estirpe a una muerte segura. Lo que Fabio Máximo no podía prever era que el joven Escipión y sus legiones malditas estaban llamados a cambiar el curso de la historia.En un fascinante relato que recrea no solamente un momento decisivo de la expansión del imperio. sino también la vida cotidiana en el esplendoroso mundo de la antigua Roma. Santiago Posteguillo hace al lector cómplice y testigo de las batallas. conquistas y derrotas de Africanus y sus ejércitos. Las legiones malditas es una trepidante novela sobre la guerra. el amor. la envidia. la amistad y la supervivencia.

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La traición de Roma

SUMMARY: How did they die Scipio and Hannibal? The two legendary generals are famous for their exploits during the Second Punic War: Hannibal by his incredible journey through the Alps with his army and his countless victories against the Romans on italic ground; Scipio for his conquest of Hispania and its strategy of taking the war to Africa where in October 202 BC Hannibal got beat in an epic battle near Zama. What happened later? What happened to both warriors? None of them died at Zama. Both surviving to the second Punic War and both returned to their cities, Rome and Carthage, and there each one launched a political career as the ruler of the epic cities of the ancient Mediterranean.

SUMMARY: How did they die Scipio and Hannibal? The two legendary generals are famous for their exploits during the Second Punic War: Hannibal by his incredible journey through the Alps with his army and his countless victories against the Romans on italic ground; Scipio for his conquest of Hispania and its strategy of taking the war to Africa where in October 202 BC Hannibal got beat in an epic battle near Zama. What happened later? What happened to both warriors? None of them died at Zama. Both surviving to the second Punic War and both returned to their cities, Rome and Carthage, and there each one launched a political career as the ruler of the epic cities of the ancient Mediterranean.

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Escipión II. Las Legiones Malditas

Publio Cornelio Escipión, que pasaría a la historia con el sobrenombre de Africanus, sólo tenía 26 años cuando aceptó comandar las tropas romanas en Hispana. Poseedor de las cualidades militares de su padre y su tío, el joven Escipión también heredó algunos de los feroces enemigos de éstos, como Asdrúbal, el hermano de Aníbal, o el general púnico Giscón, quienes planeaban derrotar a su ejército en el campo de batalla. Éstas eran las *legiones malditas* , constituidas por los soldados supervivientes de Cannae, la más humillante derrota de Roma ante Aníbal.

En el exilio, la legiones habían perdido el sentido del deber, la disciplina y toda esperanza de regresar la patria. Con esta maniobra, Quinto Fabio Máximo creía abocar el último Escipión de la estirpe a una muerte segura. Lo que Fabio Máximo no podía preveer era que el joven Escipión y sus legiones malditas estaban llamados a cambiar el curso de la historia.

Publio Cornelio Escipión, que pasaría a la historia con el sobrenombre de Africanus, sólo tenía 26 años cuando aceptó comandar las tropas romanas en Hispana. Poseedor de las cualidades militares de su padre y su tío, el joven Escipión también heredó algunos de los feroces enemigos de éstos, como Asdrúbal, el hermano de Aníbal, o el general púnico Giscón, quienes planeaban derrotar a su ejército en el campo de batalla. Éstas eran las *legiones malditas* , constituidas por los soldados supervivientes de Cannae, la más humillante derrota de Roma ante Aníbal.

En el exilio, la legiones habían perdido el sentido del deber, la disciplina y toda esperanza de regresar la patria. Con esta maniobra, Quinto Fabio Máximo creía abocar el último Escipión de la estirpe a una muerte segura. Lo que Fabio Máximo no podía preveer era que el joven Escipión y sus legiones malditas estaban llamados a cambiar el curso de la historia.

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Africanus. el hijo del cónsul

SUMMARY: A finales del siglo IV antes de Cristo, Roma se encontraba a punto de ser aniquilada por los ejércitos cartagineses al mando de Aníbal. Ese era su inexorable destino hasta que surgió un solo hombre, un joven oficial de las legiones, que transformó lo que debía ocurrir en lo que finalmente fue: la génesis de un imperio y una civilización secular en el tiempo y en la historia del mundo. Aquel niño recibió el nombre de su progenitor, Publio Cornelio Escipión, quien fuera cónsul de Roma durante el primer año de aquella guerra. Las hazañas del hijo del cónsul alcanzaron tal magnitud que el pueblo le concedió un sobrenombre especial, un apelativo referente a uno de los territorios que conquistó: Africanus. Africanus, el hí]o del cónsul narra con una prosa ágil y directa el.tormentoso y a la vez fascinante mundo de la juventud de Publio Cornelio Escipión, el Africano. Esta novela describe con detalle las batallas de Tesino, Trebia, Trasimeno y Cannae, los asedios de Sagunto, Tarento o Cartago Nova, los tensos debates en el senado, las marchas forzadas de las legiones, el avance de los elefantes, las frías noches previas al combate, la amistad de los legionarios durante la campaña, el dolor de la muerte, el sinsentido de la guerra, el significado, de la gloria y el honor, las costumbres y las tradiciones de una Roma milenaria. / At the end of IV Century before Christ, Rome was at the brink of being annihilated by the Carthage army at the command of Hannibal. This was its inexorable destiny, until one man emerged, a young officer of the legions that transformed the inevitable into what finally was: the genesis of an empire and a secular civilization in world history. That child got the name of his father, Publio Cornelio Escipión, who was consul of Rome during the first year of that war. The heroic deeds of the son of the Consul reached such magnitude that his people gave him a special nickname, because of the territories he conquered: Africanus.

SUMMARY: A finales del siglo IV antes de Cristo, Roma se encontraba a punto de ser aniquilada por los ejércitos cartagineses al mando de Aníbal. Ese era su inexorable destino hasta que surgió un solo hombre, un joven oficial de las legiones, que transformó lo que debía ocurrir en lo que finalmente fue: la génesis de un imperio y una civilización secular en el tiempo y en la historia del mundo. Aquel niño recibió el nombre de su progenitor, Publio Cornelio Escipión, quien fuera cónsul de Roma durante el primer año de aquella guerra. Las hazañas del hijo del cónsul alcanzaron tal magnitud que el pueblo le concedió un sobrenombre especial, un apelativo referente a uno de los territorios que conquistó: Africanus. Africanus, el hí]o del cónsul narra con una prosa ágil y directa el.tormentoso y a la vez fascinante mundo de la juventud de Publio Cornelio Escipión, el Africano. Esta novela describe con detalle las batallas de Tesino, Trebia, Trasimeno y Cannae, los asedios de Sagunto, Tarento o Cartago Nova, los tensos debates en el senado, las marchas forzadas de las legiones, el avance de los elefantes, las frías noches previas al combate, la amistad de los legionarios durante la campaña, el dolor de la muerte, el sinsentido de la guerra, el significado, de la gloria y el honor, las costumbres y las tradiciones de una Roma milenaria. / At the end of IV Century before Christ, Rome was at the brink of being annihilated by the Carthage army at the command of Hannibal. This was its inexorable destiny, until one man emerged, a young officer of the legions that transformed the inevitable into what finally was: the genesis of an empire and a secular civilization in world history. That child got the name of his father, Publio Cornelio Escipión, who was consul of Rome during the first year of that war. The heroic deeds of the son of the Consul reached such magnitude that his people gave him a special nickname, because of the territories he conquered: Africanus.

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Invicta Legio (La saga di Scipione l’Africano Vol. 2)

Lui si chiama Publio Cornelio Scipione, ma i posteri lo conosceranno con un solo nome: l’Africano. A lui – in un momento terribile per la Repubblica – il compito di rimettere la Storia sulla retta via e proteggere Roma dalla minaccia più grande: quella di Cartagine.
Ma i nemici si annidano anche a Roma, dove il senatore Quinto Fabio Massimo, con un colpo da maestro, obbliga Scipione ad accettare una missione apparentemente senza speranza: condurre le legioni V e VI, le cosiddette “legioni maledette” stanziate in Sicilia, in una campagna contro Asdrubale Barca, fratello di Annibale. Così Quinto Fabio Massimo pianifica, in realtà, di disfarsi dell’Africano. Ma il giovane Scipione ha più di una freccia al suo arco, e una disfatta apparentemente certa si trasformerà nell’inizio di un trionfo senza pari.
Da un autore da un milione di copie solo in Spagna, una saga straordinaria, che fa rivivere con maestria le gesta dei grandi di Roma, consegnandoci un romanzo epico e di grande respiro, come la Storia stessa.
**
### Sinossi
Lui si chiama Publio Cornelio Scipione, ma i posteri lo conosceranno con un solo nome: l’Africano. A lui – in un momento terribile per la Repubblica – il compito di rimettere la Storia sulla retta via e proteggere Roma dalla minaccia più grande: quella di Cartagine.
Ma i nemici si annidano anche a Roma, dove il senatore Quinto Fabio Massimo, con un colpo da maestro, obbliga Scipione ad accettare una missione apparentemente senza speranza: condurre le legioni V e VI, le cosiddette “legioni maledette” stanziate in Sicilia, in una campagna contro Asdrubale Barca, fratello di Annibale. Così Quinto Fabio Massimo pianifica, in realtà, di disfarsi dell’Africano. Ma il giovane Scipione ha più di una freccia al suo arco, e una disfatta apparentemente certa si trasformerà nell’inizio di un trionfo senza pari.
Da un autore da un milione di copie solo in Spagna, una saga straordinaria, che fa rivivere con maestria le gesta dei grandi di Roma, consegnandoci un romanzo epico e di grande respiro, come la Storia stessa.
### Dalla seconda/terza di copertina
Autore numero uno di romanzi storici in Spagna, è nato a Valencia nel 1967. Dopo L’Ispanico, grandissimo successo in Spagna e in Italia, con questo romanzo torna a raccontarci le gesta di Traiano. Piemme ha pubblicato in Italia anche L’Africano e Invicta Legio, i primi due volumi di una trilogia su Scipione.

Lui si chiama Publio Cornelio Scipione, ma i posteri lo conosceranno con un solo nome: l’Africano. A lui – in un momento terribile per la Repubblica – il compito di rimettere la Storia sulla retta via e proteggere Roma dalla minaccia più grande: quella di Cartagine.
Ma i nemici si annidano anche a Roma, dove il senatore Quinto Fabio Massimo, con un colpo da maestro, obbliga Scipione ad accettare una missione apparentemente senza speranza: condurre le legioni V e VI, le cosiddette “legioni maledette” stanziate in Sicilia, in una campagna contro Asdrubale Barca, fratello di Annibale. Così Quinto Fabio Massimo pianifica, in realtà, di disfarsi dell’Africano. Ma il giovane Scipione ha più di una freccia al suo arco, e una disfatta apparentemente certa si trasformerà nell’inizio di un trionfo senza pari.
Da un autore da un milione di copie solo in Spagna, una saga straordinaria, che fa rivivere con maestria le gesta dei grandi di Roma, consegnandoci un romanzo epico e di grande respiro, come la Storia stessa.
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### Sinossi
Lui si chiama Publio Cornelio Scipione, ma i posteri lo conosceranno con un solo nome: l’Africano. A lui – in un momento terribile per la Repubblica – il compito di rimettere la Storia sulla retta via e proteggere Roma dalla minaccia più grande: quella di Cartagine.
Ma i nemici si annidano anche a Roma, dove il senatore Quinto Fabio Massimo, con un colpo da maestro, obbliga Scipione ad accettare una missione apparentemente senza speranza: condurre le legioni V e VI, le cosiddette “legioni maledette” stanziate in Sicilia, in una campagna contro Asdrubale Barca, fratello di Annibale. Così Quinto Fabio Massimo pianifica, in realtà, di disfarsi dell’Africano. Ma il giovane Scipione ha più di una freccia al suo arco, e una disfatta apparentemente certa si trasformerà nell’inizio di un trionfo senza pari.
Da un autore da un milione di copie solo in Spagna, una saga straordinaria, che fa rivivere con maestria le gesta dei grandi di Roma, consegnandoci un romanzo epico e di grande respiro, come la Storia stessa.
### Dalla seconda/terza di copertina
Autore numero uno di romanzi storici in Spagna, è nato a Valencia nel 1967. Dopo L’Ispanico, grandissimo successo in Spagna e in Italia, con questo romanzo torna a raccontarci le gesta di Traiano. Piemme ha pubblicato in Italia anche L’Africano e Invicta Legio, i primi due volumi di una trilogia su Scipione.

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Circo Massimo

Dopo L’Ispanico, Santiago Posteguillo, l’autore numero uno di fiction storica in Spagna, torna a raccontare le gesta di Marco Ulpio Traiano. Roma non fu mai così grande come sotto il suo dominio: primo imperatore nato fuori dalla penisola italica, in Hispania, Traiano governò un regno estesissimo, pieno di contraddizioni e lacerazioni. Eppure, non dimenticò mai di applicare la giustizia e la legge, ispirato dall’amore per l’onestà e la clemenza che lo contraddistingueva. Davanti a lui, negli anni, scorreranno come in parata la rivalità politica, la ragione e il sentimento, la violenza e l’onore, l’odio e la cattiveria, la meschinità e la lussuria, ma anche lampi di nobiltà e speranza. Starà a lui, l’Optimus Princeps, elevarsi al di sopra delle piccolezze umane, e governare come solo un vero imperatore sa fare. Un imperatore deciso a passare alla storia. Ma ci sono notti in cui la fiamma del tempio di Vesta tremola… e la ruota del destino comincia a girare. In quei momenti, tutto è possibile. Anche la morte di Traiano, che, nonostante tutto, molti vorrebbero…
Circo Massimo è la prima parte del volume Circo Máximo. Nel corso del 2017 sarà pubblicata la seconda parte, con il titolo L’ira di Traiano.

(source: Bol.com)

Dopo L’Ispanico, Santiago Posteguillo, l’autore numero uno di fiction storica in Spagna, torna a raccontare le gesta di Marco Ulpio Traiano. Roma non fu mai così grande come sotto il suo dominio: primo imperatore nato fuori dalla penisola italica, in Hispania, Traiano governò un regno estesissimo, pieno di contraddizioni e lacerazioni. Eppure, non dimenticò mai di applicare la giustizia e la legge, ispirato dall’amore per l’onestà e la clemenza che lo contraddistingueva. Davanti a lui, negli anni, scorreranno come in parata la rivalità politica, la ragione e il sentimento, la violenza e l’onore, l’odio e la cattiveria, la meschinità e la lussuria, ma anche lampi di nobiltà e speranza. Starà a lui, l’Optimus Princeps, elevarsi al di sopra delle piccolezze umane, e governare come solo un vero imperatore sa fare. Un imperatore deciso a passare alla storia. Ma ci sono notti in cui la fiamma del tempio di Vesta tremola… e la ruota del destino comincia a girare. In quei momenti, tutto è possibile. Anche la morte di Traiano, che, nonostante tutto, molti vorrebbero…
Circo Massimo è la prima parte del volume Circo Máximo. Nel corso del 2017 sarà pubblicata la seconda parte, con il titolo L’ira di Traiano.

(source: Bol.com)

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L’ira di Traiano

105 d.C. Per la seconda volta, Roma si trova a difendere i confini a nord del Danubio e fronteggiare i Daci, e questa volta è Traiano a guidare le legioni. Mosso dal desiderio di espandere il dominio dell’impero, ma anche di punire Decebalo, re dei Daci reo di non aver rispettato gli accordi con Roma, alleandosi con le altre popolazioni di confine per tornare ad attaccare le postazioni romane, Traiano organizza una spedizione senza precedenti. Una nuova guerra da cui non può che tornare vincitore, perché in gioco ci sono le redini dell’impero e la sua stessa esistenza. Eppure non tutti, a Roma, sono con lui: i senatori sembrano più interessati alle beghe interne, la famiglia reale è divisa, e l’ombra della congiura si allunga sul suo trono. E la difficilissima, epica costruzione del ponte più lungo del mondo sul Danubio, ordinato da Traiano all’architetto Apollodoro, non fa che complicare le cose
Ricca, avvincente, piena di colpi di scena, la narrazione di Santiago Posteguillo delle ultime gesta di Traiano è un irresistibile mix di storia, azione e gusto del racconto. Un nuovo imperdibile pezzo della saga dedicata a uno dei più grandi imperatori che Roma abbia conosciuto.

L’ira di Traiano è la seconda parte del volume Circo Máximo. Nel corso del 2017 Piemme ha pubblicato anche la prima parte, dal titolo Circo Massimo.
(source: Bol.com)

105 d.C. Per la seconda volta, Roma si trova a difendere i confini a nord del Danubio e fronteggiare i Daci, e questa volta è Traiano a guidare le legioni. Mosso dal desiderio di espandere il dominio dell’impero, ma anche di punire Decebalo, re dei Daci reo di non aver rispettato gli accordi con Roma, alleandosi con le altre popolazioni di confine per tornare ad attaccare le postazioni romane, Traiano organizza una spedizione senza precedenti. Una nuova guerra da cui non può che tornare vincitore, perché in gioco ci sono le redini dell’impero e la sua stessa esistenza. Eppure non tutti, a Roma, sono con lui: i senatori sembrano più interessati alle beghe interne, la famiglia reale è divisa, e l’ombra della congiura si allunga sul suo trono. E la difficilissima, epica costruzione del ponte più lungo del mondo sul Danubio, ordinato da Traiano all’architetto Apollodoro, non fa che complicare le cose
Ricca, avvincente, piena di colpi di scena, la narrazione di Santiago Posteguillo delle ultime gesta di Traiano è un irresistibile mix di storia, azione e gusto del racconto. Un nuovo imperdibile pezzo della saga dedicata a uno dei più grandi imperatori che Roma abbia conosciuto.

L’ira di Traiano è la seconda parte del volume Circo Máximo. Nel corso del 2017 Piemme ha pubblicato anche la prima parte, dal titolo Circo Massimo.
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Il tradimento di Roma

Il tradimento di Roma by Santiago Posteguillo
*Il mio nome è Publio Cornelio Scipione. Sono stato due volte console, censore e princeps senatus di Roma. Ho servito la mia patria con orgoglio e lealtà. Devo ammettere che mai avrei pensato di scrivere le mie memorie. Nella mia vita ho ottenuto successi encomiabili, alcuni di essi celebrati da poeti, pensando che sarebbero rimasti senza dubbio nella storia, ma per via delle circostanze attuali mi vedo costretto a lasciare per iscritto i miei sentimenti riguardo a tutto ciò che è accaduto a Roma negli ultimi anni: un periodo in cui la nostra città, dall’importante centro in Italia che era, si è convertita nella capitale di un immenso impero, un impero del quale io ancora non intravedo i confini. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di me. Il mio lavoro è stato epico, il mio sforzo improbo, il prezzo che ho dovuto pagare desolante. Ho perduto mio padre e mio zio, le due persone che mi formarono, per colpa di una lunghissima guerra alla quale io posi fine. Ho conosciuto l’orrore della guerra attraverso la mia stessa famiglia. Dopo di che, ho finito col contrastare proprio coloro che mi amavano, e a tutti loro ho recato danno. È questo, inevitabilmente, ciò che più mi ferisce.*
È l’anno 201 a.C. Nel lungo ritorno a Roma, Scipione è acclamato in ogni porto per le sue vittorie contro Annibale. Ma dietro tanta adulazione, si celano i sospetti e il tradimento. Roma non sembra volergli tributare tutti gli onori che merita, e il Senato si trincera dietro una freddezza che sa di congiura.
In questo penultimo volume della saga di Scipione l’Africano, l’uomo che piegò Annibale e conquistò gli immensi territori africani, Santiago Posteguillo, come sempre, fa rivivere con straordinaria forza i giorni più epici della storia di Roma.

Il tradimento di Roma by Santiago Posteguillo
*Il mio nome è Publio Cornelio Scipione. Sono stato due volte console, censore e princeps senatus di Roma. Ho servito la mia patria con orgoglio e lealtà. Devo ammettere che mai avrei pensato di scrivere le mie memorie. Nella mia vita ho ottenuto successi encomiabili, alcuni di essi celebrati da poeti, pensando che sarebbero rimasti senza dubbio nella storia, ma per via delle circostanze attuali mi vedo costretto a lasciare per iscritto i miei sentimenti riguardo a tutto ciò che è accaduto a Roma negli ultimi anni: un periodo in cui la nostra città, dall’importante centro in Italia che era, si è convertita nella capitale di un immenso impero, un impero del quale io ancora non intravedo i confini. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di me. Il mio lavoro è stato epico, il mio sforzo improbo, il prezzo che ho dovuto pagare desolante. Ho perduto mio padre e mio zio, le due persone che mi formarono, per colpa di una lunghissima guerra alla quale io posi fine. Ho conosciuto l’orrore della guerra attraverso la mia stessa famiglia. Dopo di che, ho finito col contrastare proprio coloro che mi amavano, e a tutti loro ho recato danno. È questo, inevitabilmente, ciò che più mi ferisce.*
È l’anno 201 a.C. Nel lungo ritorno a Roma, Scipione è acclamato in ogni porto per le sue vittorie contro Annibale. Ma dietro tanta adulazione, si celano i sospetti e il tradimento. Roma non sembra volergli tributare tutti gli onori che merita, e il Senato si trincera dietro una freddezza che sa di congiura.
In questo penultimo volume della saga di Scipione l’Africano, l’uomo che piegò Annibale e conquistò gli immensi territori africani, Santiago Posteguillo, come sempre, fa rivivere con straordinaria forza i giorni più epici della storia di Roma.

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La Fine Di Scipione

*«Io e Annibale siamo stati entrambi grandi generali, traditi dai nostri rispettivi Senati, esiliati: come non potrei provare empatia per quest’uomo, nonostante lo abbia combattuto per anni?»*
Publio Cornelio Scipione sa di essere arrivato alla fine. È il 190 a.C. La crisi siriaca è al suo culmine, e Roma, anche se sfinita da anni di guerra, ha deciso di fronteggiare il re di Siria, Antioco, costante minaccia ai confini orientali della Repubblica. Scipione è tra i legati inviati in Grecia a negoziare la pace, e anche se la missione è un successo, che porta a Roma di fatto l’incontrastato dominio del mar Egeo e ricchezze inestimabili, Publio Cornelio non viene salutato da Roma come crede di meritare. Lontano dall’essersi arricchito, è tuttavia accusato, insieme al fratello Lucio, di aver accettato doni e denaro da Antioco, per una negoziazione giudicata da Roma troppo mite. È così che Scipione l’Africano, l’uomo che aveva sottratto l’Africa ad Annibale, e che aveva fatto di Roma la sua ragione di vita, decide di ritirarsi a Liternum, in Campania, dove la morte lo coglierà nel 183 a.C.
Santiago Posteguillo racconta il maestoso ultimo atto della saga dedicata a uno degli uomini più grandi e forse meno capiti della storia di Roma, facendolo rivivere nei pensieri e nelle azioni, e negli ultimi momenti in cui, ritornando con la memoria alle gesta passate, Scipione si congeda dalla vita e dalla Storia compiendo un doloroso e commosso bilancio.
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### Sinossi
*«Io e Annibale siamo stati entrambi grandi generali, traditi dai nostri rispettivi Senati, esiliati: come non potrei provare empatia per quest’uomo, nonostante lo abbia combattuto per anni?»*
Publio Cornelio Scipione sa di essere arrivato alla fine. È il 190 a.C. La crisi siriaca è al suo culmine, e Roma, anche se sfinita da anni di guerra, ha deciso di fronteggiare il re di Siria, Antioco, costante minaccia ai confini orientali della Repubblica. Scipione è tra i legati inviati in Grecia a negoziare la pace, e anche se la missione è un successo, che porta a Roma di fatto l’incontrastato dominio del mar Egeo e ricchezze inestimabili, Publio Cornelio non viene salutato da Roma come crede di meritare. Lontano dall’essersi arricchito, è tuttavia accusato, insieme al fratello Lucio, di aver accettato doni e denaro da Antioco, per una negoziazione giudicata da Roma troppo mite. È così che Scipione l’Africano, l’uomo che aveva sottratto l’Africa ad Annibale, e che aveva fatto di Roma la sua ragione di vita, decide di ritirarsi a Liternum, in Campania, dove la morte lo coglierà nel 183 a.C.
Santiago Posteguillo racconta il maestoso ultimo atto della saga dedicata a uno degli uomini più grandi e forse meno capiti della storia di Roma, facendolo rivivere nei pensieri e nelle azioni, e negli ultimi momenti in cui, ritornando con la memoria alle gesta passate, Scipione si congeda dalla vita e dalla Storia compiendo un doloroso e commosso bilancio.

*«Io e Annibale siamo stati entrambi grandi generali, traditi dai nostri rispettivi Senati, esiliati: come non potrei provare empatia per quest’uomo, nonostante lo abbia combattuto per anni?»*
Publio Cornelio Scipione sa di essere arrivato alla fine. È il 190 a.C. La crisi siriaca è al suo culmine, e Roma, anche se sfinita da anni di guerra, ha deciso di fronteggiare il re di Siria, Antioco, costante minaccia ai confini orientali della Repubblica. Scipione è tra i legati inviati in Grecia a negoziare la pace, e anche se la missione è un successo, che porta a Roma di fatto l’incontrastato dominio del mar Egeo e ricchezze inestimabili, Publio Cornelio non viene salutato da Roma come crede di meritare. Lontano dall’essersi arricchito, è tuttavia accusato, insieme al fratello Lucio, di aver accettato doni e denaro da Antioco, per una negoziazione giudicata da Roma troppo mite. È così che Scipione l’Africano, l’uomo che aveva sottratto l’Africa ad Annibale, e che aveva fatto di Roma la sua ragione di vita, decide di ritirarsi a Liternum, in Campania, dove la morte lo coglierà nel 183 a.C.
Santiago Posteguillo racconta il maestoso ultimo atto della saga dedicata a uno degli uomini più grandi e forse meno capiti della storia di Roma, facendolo rivivere nei pensieri e nelle azioni, e negli ultimi momenti in cui, ritornando con la memoria alle gesta passate, Scipione si congeda dalla vita e dalla Storia compiendo un doloroso e commosso bilancio.
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### Sinossi
*«Io e Annibale siamo stati entrambi grandi generali, traditi dai nostri rispettivi Senati, esiliati: come non potrei provare empatia per quest’uomo, nonostante lo abbia combattuto per anni?»*
Publio Cornelio Scipione sa di essere arrivato alla fine. È il 190 a.C. La crisi siriaca è al suo culmine, e Roma, anche se sfinita da anni di guerra, ha deciso di fronteggiare il re di Siria, Antioco, costante minaccia ai confini orientali della Repubblica. Scipione è tra i legati inviati in Grecia a negoziare la pace, e anche se la missione è un successo, che porta a Roma di fatto l’incontrastato dominio del mar Egeo e ricchezze inestimabili, Publio Cornelio non viene salutato da Roma come crede di meritare. Lontano dall’essersi arricchito, è tuttavia accusato, insieme al fratello Lucio, di aver accettato doni e denaro da Antioco, per una negoziazione giudicata da Roma troppo mite. È così che Scipione l’Africano, l’uomo che aveva sottratto l’Africa ad Annibale, e che aveva fatto di Roma la sua ragione di vita, decide di ritirarsi a Liternum, in Campania, dove la morte lo coglierà nel 183 a.C.
Santiago Posteguillo racconta il maestoso ultimo atto della saga dedicata a uno degli uomini più grandi e forse meno capiti della storia di Roma, facendolo rivivere nei pensieri e nelle azioni, e negli ultimi momenti in cui, ritornando con la memoria alle gesta passate, Scipione si congeda dalla vita e dalla Storia compiendo un doloroso e commosso bilancio.

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