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La nena que es va empassar un núvol tan gros com la torre Eiffel

Una cartera parisenca ha de viatjar a Marrakech per endur-se’n la seva filla adoptiva, que està molt malalta. Però quan la Providence Dupois està a punt d’anar-se’n, es desperta un volcà islandès i paralitza el trànsit aeri europeu. Desesperada per retrobar-se amb la seva nena, la jove mare entén que només li queda una opció: volar. Un jove enamoradís ajudarà la Providence a emprendre aquest extraordinari viatge, al llarg del qual coneixerà personatges tan diversos com un xinès que parla com un pirata i uns monjos tibetans que escolten Julio Iglesias. I és que l’amor duna mare és tan fort que et pot fer enlairar fins als núvols.

L’increïble viatge del faquir que va quedar atrapat en un armari d’Ikea

Història divertida i amb més bombolles que la Coca-Cola, que alhora és el reflex d’una dura realitat: la lluita dels immigrants il·legals en el camí cap a la llibertat. Una faula del nostre temps, un viatge iniciàtic pel cor humà, una sàtira esbojarrada que transmet un missatge subtil. Dhjamal Mekhan Dooyeghas (vosaltres digueu «Ja’m queden dues eugues»), faquir indi força astut que viu de les seves martingales i trucs de poca volada, viatja a París per comprar un llit de claus a Ikea, model Könxokinsklaus, un luxe format per quinze mil claus desmuntables. Per adquirir-lo només duu un bitllet fals de cent euros. Meravellat per la gran varietat que ofereix aquesta botiga tan gran d’objectes per a la llar, decideix quedar-s’hi tota la nit per gaudir-la i recórrer-la tranquil·lament. Però quan el sorprenen el vigilants de ronda, no té més remei que amagar-se dins un armari. Dhjamal Mekhan Dooyeghas (vosaltres digueu «Quin embolic dues llengües») inicia així una aventura que mai no hauria somniat, a través de la qual aprendrà que és més plaent ajudar els altres que no pas enganyar-los.

La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel

Léon, un controllore di volo dell’aeroporto di Orly, entra da un anziano barbiere per farsi tagliare i capelli. E, visto che il negozio è vuoto, inizia a raccontare una strana storia: la storia di una giovane postina che, il giorno dell’eruzione di un vulcano islandese che ha riempito i cieli d’Europa di una nube di ceneri bloccando tutti i voli, è arrivata alla sua torre di controllo in bikini chiedendo il permesso di prendere il volo. Cioè di volare lei stessa, con la sola forza delle sue braccia. Anche il barbiere si ricorda quel giorno: è quando l’aereo su cui viaggiava suo fratello è caduto a causa della nube; vi furono 162 morti, nessun sopravvissuto. E ricorda pure la notizia folle di Providence Dupois, la donna che ha volato e di cui hanno parlato tutti i giornali. Cosí, Léon comincia a raccontare tutta la storia dall’inizio. Da quando Providence, postina con sei dita al piede destro e una vita tempestosa, viene ricoverata in ospedale durante un viaggio in Marocco per un’appendicite e conosce Zahera che ha sette anni, è orfana, e vive fin dalla nascita in ospedale per una malattia congenita ai polmoni che, in assenza di un trapianto, la condurrà certamente alla morte. C’è una ‘nuvola’ in fondo ai polmoni della bambina, una ‘nuvola grande come la Tour Eiffel’. Le due buffe e amabili creature s’innamorano una dell’altra, Zahera ha una visione del mondo tutta sua dove, ad esempio, le stelle sono lanciate in cielo da cannoni cinesi, mentre Providence le fa scoprire il mondo reale tramite Internet. Il loro legame diventa cosí forte che la donna decide di adottarla. Il giorno dell’eruzione, con tutti i documenti finalmente completati, Providence doveva partire per Marrakech e portare Zahera a Parigi. È una promessa che ha fatto alla sua bambina, e dunque non può non arrivare, cascasse il mondo! Cosí l’intrepida postina comincia un viaggio via via piú bislacco tra Parigi e il Marocco, in un crescendo surrealista e divertente che ricorda le fantasticherie di Boris Vian e la materia onirica dei film di Michel Gondry. Fra truffatori senegalesi che si spacciano per maestri cinesi per avere piú clientela, monaci tibetani a Versailles che giocano a bocce con i pomodori verdi e insegnano a volare con l’aiuto di una console Wii, Providence finirà davvero per prendere il volo dall’aeroporto di Orly: con i capelli tagliati e sul corpo nient’altro che un bikini e una fiala di vetro contenente una pozione miracolosa… Una narrazione che attraversa una realtà a tratti crudele e spietata, e la dolcezza della fiaba che restituisce bellezza alle cose e rende la vita piú lieve. Il risultato è un romanzo scoppiettante, dolce amaro, e ricco di immaginazione funambolica.
(source: Bol.com)