Visualizzazione di tutti i 7 risultati

Dialogo tra un cinico e un sognatore

Che cosa hanno in comune un matematico e un imprenditore? Chi dei due frequenta di più i sogni e chi insegue una verità cinica? In questo affascinante faccia a faccia fra due mondi apparentemente opposti, Piergiorgio Odifreddi e Oscar Farinetti si confrontano sui temi più urgenti dell’attualità: dai cambiamenti climatici alla politica dei «Grandi Satana come Trump e Orbán», dall’importanza del rispetto per la filiera del cibo alla decrescita – «che è sempre infelice». Naturalmente senza trascurare la tragicomica situazione dell’Italia odierna, incatenata ai suoi falsi problemi, intrappolata tra un «Vaffa» e certi «ducetti rosa o neri», spesso vittima di nuovi media e vecchie fake news. E nell’esplorare tutte le contraddizioni del cinismo contemporaneo dei nuovi sovranisti e dei venditori di sogni, l’uomo di scienza e l’imprenditore attraversano le diverse concezioni attribuite al sogno e al cinismo nell’antichità e nel presente, e discutono su temi di importanza universale – dal valore del tempo e del denaro fino all’amore. Un dialogo filosofico dei tempi moderni, arricchito da citazioni, curiosità, aneddoti personali, dove non si perde mai di vista l’importanza della conoscenza dei fatti, ma neppure la necessità dell’ironia: saper scherzare su se stessi e sul mondo è forse l’unica strada per portare a termine un ragionamento serio. E se è vero che il cinismo rispunta ogni qualvolta i valori di coesione di una società si sfaldano, come nel nostro presente, è forse altrettanto vero che il contraltare costruttivo al ghigno del cinico non può che essere la capacità di sognare.  Viene da chiedersi, in fondo, se quelli di Odifreddi e Farinetti siano due sguardi così diversi sul mondo. O se, almeno in questo caso, cinico e sognatore siano due facce della stessa medaglia.  «La verità è che entrambi vorremmo essere sognatori, ma entrambi riteniamo che l’altro sia un cinico», dicono gli autori. Al lettore l’ultima parola. **
### Sinossi
Che cosa hanno in comune un matematico e un imprenditore? Chi dei due frequenta di più i sogni e chi insegue una verità cinica? In questo affascinante faccia a faccia fra due mondi apparentemente opposti, Piergiorgio Odifreddi e Oscar Farinetti si confrontano sui temi più urgenti dell’attualità: dai cambiamenti climatici alla politica dei «Grandi Satana come Trump e Orbán», dall’importanza del rispetto per la filiera del cibo alla decrescita – «che è sempre infelice». Naturalmente senza trascurare la tragicomica situazione dell’Italia odierna, incatenata ai suoi falsi problemi, intrappolata tra un «Vaffa» e certi «ducetti rosa o neri», spesso vittima di nuovi media e vecchie fake news. E nell’esplorare tutte le contraddizioni del cinismo contemporaneo dei nuovi sovranisti e dei venditori di sogni, l’uomo di scienza e l’imprenditore attraversano le diverse concezioni attribuite al sogno e al cinismo nell’antichità e nel presente, e discutono su temi di importanza universale – dal valore del tempo e del denaro fino all’amore. Un dialogo filosofico dei tempi moderni, arricchito da citazioni, curiosità, aneddoti personali, dove non si perde mai di vista l’importanza della conoscenza dei fatti, ma neppure la necessità dell’ironia: saper scherzare su se stessi e sul mondo è forse l’unica strada per portare a termine un ragionamento serio. E se è vero che il cinismo rispunta ogni qualvolta i valori di coesione di una società si sfaldano, come nel nostro presente, è forse altrettanto vero che il contraltare costruttivo al ghigno del cinico non può che essere la capacità di sognare.  Viene da chiedersi, in fondo, se quelli di Odifreddi e Farinetti siano due sguardi così diversi sul mondo. O se, almeno in questo caso, cinico e sognatore siano due facce della stessa medaglia.  «La verità è che entrambi vorremmo essere sognatori, ma entrambi riteniamo che l’altro sia un cinico», dicono gli autori. Al lettore l’ultima parola.

Breve Storia Dei Sentimenti Umani

“La storia dei sentimenti umani ci può aiutare a capire che l’economia, la politica e le altre forme di organizzazione umana che paiono vivere di leggi, algoritmi e regole, in realtà sono figlie dei nostri sentimenti. Ve ne sono stati di meravigliosi nel corso della storia. Studiamoli, copiamoli e vivremo più felici.” Dalla scoperta del fuoco alla rivoluzione industriale, dalla democrazia ateniese all’intelligenza artificiale, lo spirito di ogni grande salto della storia dell’uomo si può racchiudere in un sentimento prevalente, in un’emozione collettiva che ha mosso i nostri antenati verso nuove invenzioni. Oscar Farinetti intreccia le storie del passato con l’Italia e il mondo di oggi per invitarci a guardare alle energie positive chiuse dentro di noi, un potenziale enorme di cui abbiamo un grande bisogno, e che aspetta di essere liberato. **
### Sinossi
“La storia dei sentimenti umani ci può aiutare a capire che l’economia, la politica e le altre forme di organizzazione umana che paiono vivere di leggi, algoritmi e regole, in realtà sono figlie dei nostri sentimenti. Ve ne sono stati di meravigliosi nel corso della storia. Studiamoli, copiamoli e vivremo più felici.” Dalla scoperta del fuoco alla rivoluzione industriale, dalla democrazia ateniese all’intelligenza artificiale, lo spirito di ogni grande salto della storia dell’uomo si può racchiudere in un sentimento prevalente, in un’emozione collettiva che ha mosso i nostri antenati verso nuove invenzioni. Oscar Farinetti intreccia le storie del passato con l’Italia e il mondo di oggi per invitarci a guardare alle energie positive chiuse dentro di noi, un potenziale enorme di cui abbiamo un grande bisogno, e che aspetta di essere liberato.

Anatomia di un’indagine

Nel mezzo di un’estate svedese insolitamente torrida, l’attenzione dell’intera nazione converge sulla tranquilla località di Vaxjo: Linda Wallin, vent’anni, brillante e attraente allieva della scuola di polizia, è stata brutalmente uccisa nell’appartamento di sua madre. Nella penuria di uomini dettata dalle vacanze estive, è il commissario Backstrom, arrogante ed egocentrico imbroglione, a guidare un’indagine serratissima. E se nella sua presunzione, Backstrom ritiene di poter risolvere il caso affidandosi a un estenuante controllo del dna dell’intera popolazione maschile del posto, fortunatamente la sua indolenza è bilanciata dall’ottimo lavoro sistematico di poliziotti che, passo dopo passo, con metodi più tradizionali riescono a mettere insieme i pezzi che portano alla soluzione. Ma nel cinico mondo di Persson, popolato di avvoltoi d’ogni genere, giornalisti a caccia di notizie, attorucoli in cerca di fama e pseudopsichiatri più matti dei loro pazienti, la giustizia trionfa solo parzialmente. Il suo è un romanzo impietoso ma assolutamente esilarante, dove il realismo più crudo è sempre bilanciato da una comicità trascinante: con il nuovo caso per Johansson e colleghi, Persson racconta in dettaglio come lavora – e a volte non lavora – la polizia, dimostrando ancora una volta la sua profonda conoscenza del genere umano e la sua capacità di trasformare magistralmente un classico caso di omicidio in un’amara commedia di costume.

Ricordiamoci il futuro: Sette storie e un riassunto

Il fondatore di Eataly torna sui grandi temi che gli stanno a cuore: in primis quelli della biodiversità e dell’eccellenza italiana nel campo agroalimentare. Lo fa con pagine che richiamano la forma delle operette morali, racconti in cui personaggi spesso appartenenti a epoche diverse – da Noè a Fabio Brescacin di NaturaSì, da Plinio il Vecchio a Tonino Guerra, da Hemingway ad Alice, “acciuga filosofa” – dialogano sulla scoperta del fuoco, ripercorrono la storia dell’agricoltura, raccontano la storia del vino, della birra, dell’olio e quella della pesca, si interrogano sul rapporto fra gli uomini e gli animali e provano a immaginare un futuro sostenibile. Farinetti condensa queste storie millenarie in sei brevi racconti vivi di un umorismo e di una spinta etica che rendono piacevole e appassionante la lettura, sicché, pagina dopo pagina, apprendiamo l’origine delle diverse colture e le scoperte che le riguardano, trattate con l’occhio attento e rispettoso di chi crede fermamente nell’innovazione così come nell’importanza della tradizione. Il racconto lungo di chiusura, invece, ci porta nel Rinascimento attraverso il dipinto Il battesimo di Cristo della bottega del Verrocchio. In un ripetuto confronto fra il presente e quel florido passato emerge la necessità di abbandonare le lamentele intorno alle storture del presente e di essere i primi protagonisti del cambiamento. Chiude il libro una sorta di “riassunto” dal Bing Bang ai giorni nostri, una riflessione che ci invita a un modello sociale ed economico basato su un nuovo rapporto con la natura e tra noi uomini, in cui la parola chiave sia “rispetto”. Chi si impegnerà in tal senso potrà essere considerato “FICO”.

7 mosse per l’Italia

Un navigatore e un mercante, aiutati da 5 velisti, accompagnati da 3 grandi chef e da 15 compagni di viaggio – gente di pensiero e di azione, che si è alternata di tappa in tappa – si sono confrontati sulle 7 mosse da attuare subito per migliorare il nostro Paese.
**

Storie Di Coraggio

**Storie di Coraggio**
**vino,ti amo**
*È facile imparare a diventare coraggiosi. Il metodo migliore è guardare storie di coraggio di persone normali che attraverso il coraggio sono diventate speciali. Fatevi contagiare e poi diventate voi stessi contagiosi. Questa Italia ha bisogno di coraggio. Oscar Farinetti* Fondatore di Eataly
Oscar Farinetti è considerato oggi uno dei più grandi imprenditori italiani, un visionario, in grado di esportare ovunque il made in Italy.
“Storie di coraggio” nasce da un’intuizione, o meglio da una convinzione, secondo la quale, cibo e vino d’eccellenza, in quanto sinonimi di economia, cultura ma soprattutto bellezza salveranno il nostro Paese dall’attuale crisi economica e porteranno l’Italia entro 10 anni a divenire la Nazione più ricca d’Europa.
Sono stati selezionati 12 tra i più meritevoli produttori di vino dei nostri tempi, veri modelli da premiare e da emulare per dar il via al processo di rinascita del nostro Paese. Un viaggio da Nord a Sud dell’Italia che, tappa dopo tappa, mette a confronto, le menti di donne e uomini straordinari che hanno avuto il coraggio di scommettere sulla terra divenendo la forza trainante del futuro. In questo viaggio tra le più prestigiose cantine d’Italia, Farinetti non sarà solo, ma in compagnia di Shigeru Hayashi, uno dei sommelier più apprezzati.
Per tutti la priorità è una sola: portare avanti un modello di agricoltura sostenibile ovvero economicamente vantaggioso, rispettoso dell’ambiente e eticamente corretto.

Mangia con il pane

‘La vita è un film a lieto fine, basta restare onesti e non mollare mai’ amava ripetere Paolo Farinetti, il ‘comandante Paolo’ che, a capo della XXI brigata Matteotti ‘Fratelli Ambrogio’, combatté i nazifascisti sulle colline delle Langhe durante la Resistenza. E infatti, lui non ha mai mollato, né allora né dopo. Perché Paolo, quella scelta di battersi per la giustizia e per la libertà l’ha fatta una volta per tutte. Nato da poverissimi contadini su quelle colline della ‘malora’ rese celebri da Fenoglio, il ventenne Paolo, colpito da una brutta peritonite, alla fine del 1943 rifiuta di tornare sotto le armi e sceglie di diventare un ‘ribelle’ e di ‘salire in montagna’. Dove l’iniziale avversione per la retorica guerrafondaia del fascismo matura presto in una coscienza politica chiarissima: lui e i compagni che hanno condiviso la sua scelta sono lì perché vogliono un’Italia diversa, più libera e giusta. Dapprima inquadrato nelle formazioni autonome del comandante ‘azzurro’ Mauri, Paolo, con un’intuizione decisiva, sposta il teatro operativo del suo gruppo dalla montagna alle più familiari colline albesi e alla bassa Langa, dove può contare non solo sulla conoscenza del territorio ma soprattutto sul sostegno della ‘sua’ gente pronta a offrirgli collaborazione, riparo, cibo, abiti, informazioni. Diventato il carismatico ‘comandante Paolo’ grazie alla capacità di conciliare il coraggio indomito con la prudenza e l’umanità, compie gesta tanto spericolate ed eclatanti da suscitare presto intorno a lui e alla sua brigata un alone di leggenda. Anche perché usa la forza solo se necessario, preferendo catturare prigionieri da scambiare piuttosto che uccidere. Sono imprese giudicate quasi impossibili, come i sabotaggi alla linea ferroviaria che porta ad Asti, o che hanno il sapore della beffa, come la liberazione dal carcere del capoluogo langhese di una dozzina di partigiani condannati a morte, messa a segno senza sparare un solo colpo. E poi, nell’ottobre 1944, la partecipazione alla prima occupazione di Alba, durata solo ventitré giorni, ai quali seguirono i rastrellamenti a tappeto e le ritorsioni dei nazifasciti in un autunno e un inverno durissimi. Fino al successivo tentativo di riprendere la città, azione durante la quale una sventagliata di mitra lo colpisce a una gamba. E proprio da ferito, su una scalcinata ambulanza, entrerà in Alba, definitivamente liberata il 26 aprile 1945. La sua epopea rivive oggi nel racconto appassionato e appassionante che ne fa il figlio Oscar, che per la prima volta dà voce ai ricordi di quei mesi, ascoltati dalla viva voce del padre, rivelando alcuni particolari inediti del ‘tesoro della IV armata’ e del controverso episodio della rapina del ’46 in cui lui fu ingiustamente coinvolto. Quel padre che partigiano lo è stato per sempre, le cui regole di vita erano semplici ma inderogabili: le persone sono più importanti delle cose, i dubbi sono meglio delle certezze e le critiche meglio dell’adulazione, distingui tra il difficile e l’impossibile e sappi individuare le priorità, non mollare mai. Regole riassumibili in quel ‘mangia con il pane’, il mantra che Oscar si è sentito ripetere spesso dalla nonna paterna Teresa, vero filo rosso di una filosofia di vita che attraversa le generazioni della famiglia Farinetti.
(source: Bol.com)