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Contro la meritocrazia

“Questo nostro mestiere, che i grandi professori (non a caso chiamati maestri) hanno fatto con passione e rigore, è un compito sociale.Non siamo venditori della merce “sapere’ e neppure i fornitori di un servizio.Siamo, o dovremmo essere, parte di una comunità di liberi e uguali, che ha lo scopo, uno scopo che più degno e importante non si può: accompagnare giovani donne e giovani uomini a diventare cittadini colti e competenti, persone “verticali’, con la schiena dritta, capaci di pensare e di ribellarsi alle ingiustizie, e capaci di farlo perché competenti e istruiti, capaci di sviluppare le loro capacità, i loro talenti, di proteggere le differenze, le relazioni, la cura, e i cui risultati devono dipendere, in ultima istanza, dai loro meriti.”Con il Piccolo Dizionario disperato e demagogico dell’Università curato da Giovanni Azzena e Marco Rendeli e le illustrazioni di Vinicio Bonometto.
(source: Bol.com)