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Pensare come un antropologo

Pensare come un antropologo by Matthew Engelke
Intrecciando esempi e teorie provenienti da tutto il mondo, Matthew Engelke ci presenta dell’antropologia un quadro vivace, sempre accessibile, talvolta irriverente, che attraversa una vasta gamma di approcci e temi, classici e contemporanei, e chiama in causa il contributo dei suoi protagonisti. Presentando una serie di casi esemplari, il volume invita il lettore a riflettere su alcuni concetti chiave attraverso i quali l’antropologo si propone di decifrare il mondo: da cultura, civiltà e natura ad autorità, sangue e identità. Lungo il percorso, si chiarisce il ruolo centrale ricoperto da questa disciplina: un sapere di frontiera che ci aiuta a penetrare culture lontane e punti di vista diversi, svelando contemporaneamente qualcosa di noi stessi e del nostro modo di vivere.

L’Olocausto

L’Olocausto by Lawrence Rees
«Chiunque desideri una spiegazione convincente e di grande leggibilità su come e perché abbia potuto verificarsi l’Olocausto non deve far altro che leggere questo splendido libro».
**Ian Kershaw**
«Di gran lunga il libro piú chiaro mai scritto sull’Olocausto, e anche quello che meglio ne spiega sia le origini e la grottesca mentalità, sia il suo frenetico sviluppo».
**Antony Beevor**
Quali furono le ragioni per cui i nazisti decisero di sterminare un intero popolo? Perché fecero prigionieri milioni di uomini, donne e bambini e li mandarono nelle camere a gas, li fucilarono, li lasciarono morire di fame, li percossero fino ad ammazzarli? Dove si colloca il genocidio tra gli altri orrori di cui furono responsabili i nazisti? Questo libro è una nuova storia dell’Olocausto per tre ragioni. Innanzitutto, Rees ha scritto un racconto coinvolgente che si avvale di una gran quantità di testimonianze inedite, raccolte nell’arco di venticinque anni di ricerche. In secondo luogo, tali interviste vengono inserite nel contesto di un’analisi del processo decisionale dello Stato nazista, mettendo cosí in evidenza l’escalation di eventi che, accumulandosi, hanno generato l’orrore. Infine, l’autore ha avvicinato molti fra coloro che perpetrarono i crimini e sostiene che, sebbene l’odio per gli ebrei restò sempre al centro del pensiero nazista, ciò che è accaduto non può essere completamente compreso senza considerare accanto allo sterminio degli ebrei i piani messi in atto per uccidere milioni di non ebrei, inclusi omosessuali, zingari e disabili. Un’analisi convincente sul piú abominevole crimine della storia, che si avvale di una narrazione cronologica di grande leggibilità, ed è ugualmente attento ai documenti del tempo, alle testimonianze oculari e agli studi piú recenti.

L’invenzione delle notizie

Ben prima dell’invenzione della stampa o della possibilità di leggere un quotidiano, la gente desiderava essere informata. Nell’era preindustriale le notizie venivano raccolte e diffuse attraverso le conversazioni e il gossip, le cerimonie civili e religiose, le prediche e gli annunci degli araldi. Con la stampa arrivarono i libelli, gli editti, le ballate, le pubblicazioni periodiche e i primi fogli di notizie: l’informazione passava dal ristretto ambito locale alla platea mondiale. Questo libro innovativo ne segue l’evoluzione, delineando la storia delle notizie in dieci paesi nel corso di quattro secoli. Ci rivela l’inaspettata varietà di modi grazie ai quali l’informazione veniva trasmessa, al pari dell’impatto avuto dalla diffusione dei media sugli eventi del tempo e sulle vite di un pubblico sempre piú informato. Andrew Pettegree indaga su chi controllava le notizie e su chi le trasmetteva; sull’uso di esse come strumento di protesta politica e di riforma religiosa; su questioni di privacy e di stimolo dell’opinione pubblica; sulla continua ricerca di notizie fresche e di informatori affidabili; sul mutamento della percezione di sé delle persone affacciate a questa nuova finestra aperta sul mondo. Dalla fine del Settecento, conclude Pettegree, la trasmissione delle notizie divenne cosí efficiente e diffusa che i cittadini – ormai ragguagliati su guerre, rivoluzioni, crimini, disastri e scandali – si trovarono pronti per la prima volta a diventare protagonisti dei grandi eventi che li avrebbero coinvolti.

(source: Bol.com)