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Tommaso Sa Le Stelle

Tommaso sa le stelle by Giovanni Montanaro
Proteggi Tommaso, Po. Proteggi Tommaso, pioggia. Proteggi Tommaso, notte. Proteggetelo, stelle. Proteggete il ragazzino. Fate in modo che non gli succeda niente di male.

Guardami Negli Occhi

Nessuno quasi ci fa caso. È un anellino piccolo, d’oro, con una pietra di lapislazzulo. Quasi non lo si vede, quando si guarda la Fornarina di Raffaello. Eppure quell’anello, sulla parte bassa del dipinto, quasi coperto, nasconde una storia che da secoli affascina, incuriosisce, commuove. Ma di cui nessuno ha mai davvero svelato il mistero.
Margherita, detta Ghita, la figlia del fornaio, la ragazzina appena adolescente che sta a Trastevere, mora, con gli occhi scuri, le mani piene di farina, e Raffaello, giovane anche lui, il pittore più grande, prediletto dai papi, pieno di grazia e di furbizia. Una storia d’amore sospesa tra eternità e tormento, una delle più grandi di tutti i tempi, che si muove tra povertà e ricchezza, tra la frenesia degli umili e il potere dei papi e dei cardinali, che deve passare attraverso il fidanzamento quasi obbligato di Raffaello con Maria Dovizi, che si nutre di calunnie e di avidità, sullo sfondo del destino della bottega di Raffaello, e di Giulio Romano. La voce di Ghita, da dietro le grate del convento di Sant’Apollonia, racconta di quella Roma disabitata che, all’inizio del Cinquecento, comincia la gloria del suo Rinascimento, e di tutte le fatiche, le lotte e le violenze di quel loro amore che nessuno vuole, a cui nessuno crede, che viene negato, scacciato, irriso, ma che, in fondo, è l’unica cosa che resta. Grazie a quel dipinto. Che è l’ultima opera che Raffaello ha lasciato su questa Terra, l’unica che ha fatto per lei soltanto, quando le ha chiesto, per l’ultima volta: “Guardami negli occhi”. E si è reso conto di quanto l’aveva amata.
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### Sinossi
Nessuno quasi ci fa caso. È un anellino piccolo, d’oro, con una pietra di lapislazzulo. Quasi non lo si vede, quando si guarda la Fornarina di Raffaello. Eppure quell’anello, sulla parte bassa del dipinto, quasi coperto, nasconde una storia che da secoli affascina, incuriosisce, commuove. Ma di cui nessuno ha mai davvero svelato il mistero.
Margherita, detta Ghita, la figlia del fornaio, la ragazzina appena adolescente che sta a Trastevere, mora, con gli occhi scuri, le mani piene di farina, e Raffaello, giovane anche lui, il pittore più grande, prediletto dai papi, pieno di grazia e di furbizia. Una storia d’amore sospesa tra eternità e tormento, una delle più grandi di tutti i tempi, che si muove tra povertà e ricchezza, tra la frenesia degli umili e il potere dei papi e dei cardinali, che deve passare attraverso il fidanzamento quasi obbligato di Raffaello con Maria Dovizi, che si nutre di calunnie e di avidità, sullo sfondo del destino della bottega di Raffaello, e di Giulio Romano. La voce di Ghita, da dietro le grate del convento di Sant’Apollonia, racconta di quella Roma disabitata che, all’inizio del Cinquecento, comincia la gloria del suo Rinascimento, e di tutte le fatiche, le lotte e le violenze di quel loro amore che nessuno vuole, a cui nessuno crede, che viene negato, scacciato, irriso, ma che, in fondo, è l’unica cosa che resta. Grazie a quel dipinto. Che è l’ultima opera che Raffaello ha lasciato su questa Terra, l’unica che ha fatto per lei soltanto, quando le ha chiesto, per l’ultima volta: “Guardami negli occhi”. E si è reso conto di quanto l’aveva amata.

Tutti I Colori Del Mondo

“Teresa mi ha commosso. Le succedono le cose più sconvolgenti” Tiziano Scarpa 1881, Gheel, detto anche “il paese dei matti”. Teresa Senzasogni non è pazza, ma come tale è stata registrata per poter godere, come è uso in quel villaggio fiammingo, dell’ospitalità della famiglia Vanheim. Un giorno avrà una dote e sposerà il suo Icarus, che le racconta le ingiustizie del mondo. Ma poi arriva un nuovo ospite, un vagabondo rosso di capelli, schivo, rude, gli occhi accesi da una febbre sconosciuta, e Teresa sembra riconoscere in lui un destino incompiuto: diventerà un pittore – lei lo sa, lei lo sente –, troverà nei colori una strada universale. Quando la “profezia” si avvera è passata una decina d’anni e molto è accaduto, a Teresa e a Vincent van Gogh. Teresa scrive al caro signor Van Gogh perché si ricordi, perché la aiuti a mettere ordine nel disordine, speranza nella disperazione, amore nel disamore e colore nel grigio. Lui, in realtà, è l’unico vero amore di tutta la sua vita. E come tutti gli amori è pieno di luce e di futuro. Il romanzo di Giovanni Montanaro è una lunga lettera che si trasforma in una storia di anime in gabbia, di sentimenti che vogliono lasciare il segno e di un bisogno di libertà grande quanto l’immaginazione che lo contiene.