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Missione su Jaimec

Lanciato, da solo, su Jaimec, pianeta ostile e denso di pericoli, James Mowry si trova nella scomoda posizione di unico combattente alle prese con una missione suicida: sfiancare il nemico con una serie di calcolate, durissime azioni di disturbo. Non solo: lo stato maggiore avversario deve credere di trovarsi di fronte non a un invasore isolato, ma a una forza d’attacco in piena regola, efficiente e mimetizzata. Comincia così l’odissea di James Mowry su Jaimec, una corsa contro il tempo e la morte che tiene il lettore con il fiato sospeso, trasportandolo in una galleria di sistuazioni tanto estreme quanto ingegnose. “Urania” è lieta di riproporre questo classico della fantascienza inglese a una nuova generazione di lettori, un una traduzione completamente rinnovata.

I topi meccanici

Una macchina di cui il suo stesso inventore non sa a che cosa serva… Un animale celebrato come amico dell’uomo e di cui nessuno aveva penetrato finora i sinistri disegni… Il mistero del diluvio universale finalmente svelato… Un’invasione da Riegel stroncata sul nascere… Un epico viaggio al di là delle ultime galassie, oltre gli inconcepibili confini dell’Universo. Cinque inediti, magistrali racconti di un autore che conosce come pochi l’arte più difficile nel campo della FS: quella di non deludere mai. Inoltre, in questo stesso numero una nutritissima appendice in cui a un articolo di Asimov fanno corona altre ghiotte sorprese.
**INDICE**

**I TOPI MECCANICI**
The Mechanichal Mice |  
**L’AMICO DELL’UOMO**
Into Your Tent I’ll Creep |  
**NIENTE DI NUOVO**
Nothing New |  
**OFFESA AL PUDORE**
Exposure |  
**L’ULTIMA THULE**
Ultima Thule |  
**IL CURIOSO CASO DI HENRY DICKENS**
The curious case of Henry Dickens (1975) |
ROBERT F. YOUNG
**VITTORIA SILENZIOSA – Saggio**
Silent Victory (1975) |
ISAAC ASIMOV
**IL PONTE DEGLI DEI – Saggio**
The Bridge of the Gods (1975) |
ISAAC ASIMOV

Il collezionista

“Se vi piace la tronfia verbosità dei best-seller con pretese di alta letteratura”, scrive Russell presentando questi suoi racconti, “o se ritenete indispensabile che ogni storia racchiuda un profondissimo quanto rimasticato messaggio morale, questo libro non è per voi. Andate via. Sciò!” Il campo di lettura offerto dalla presente raccolta, in effetti, ci guadagnerà parecchio ad essere preliminarmente e perentoriamente sgombrato dai pedanti e dagli snob. Così, se vorremo puramente e semplicemente divertirci, potremo farlo senza tirarci addosso occhiatacce di rimprovero. Ma resteremo ugualemente liberi di sospettare che Eric Frank Russell, oltre a saper costruire le sue storie come pochi, abbia anche lui, malgrado tutto, alcuni messaggi da comunicarci: quello metafisico del Collezionista, per esempio, d’una sbigottita malinconia; o quello, sottilmente scettico, di Una questione d’istinto; o infine quello di Io e la mia ombra, dove malinconia e scetticismo si convertono in un arguto, bonario incoraggiamento a sbrigarsela da sé. Per l’interpretazione di questi eventuali messaggi, comunque, non avremo bisogno di istituire paragoni con Kafka, o con Proust, o con Dio sa chi altro: avremo soltanto da mettere questa antologia, dopo averla letta, tra i libri che hanno qualche cosa dentro, e che una volta o l’altra ci verrà voglia di rileggere.