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Gli orrori di Yondo e altri racconti

In atmosfere irreali, ai limiti del mondo e fuori di esso, vivono e si muovono personaggi da incubo, mostri e progenie spaventevoli. Una sottile membrana sembra dividere ciò che può essere vero da ciò che è immaginario e molte volte saper distinguere non è davvero facile.
Uomini e dei, terre sconosciute e lontane, bolge infernali e paradisi si mescolano in un affresco letterario indimenticabile.

Atlantide e i mondi perduti

In questo volume le cronache complete di Poseidonis, estremo avamposto dell’arcipelago sprofondato nel mare, insieme alle storie della leggendaria contrada medievale di Averoigne, ai regni impossibili di Xiccarph, un mondo perduto nello spazio, e di Zothique, l’ultimo continente della terra. Mondi sinistri e stupefacenti, dominati dalle oscure leggi della magia e restituiti a noi in una nuova traduzione integrale, basata sull’edizione corretta della Night Shade Books di San Francisco. **
### Sinossi
In questo volume le cronache complete di Poseidonis, estremo avamposto dell’arcipelago sprofondato nel mare, insieme alle storie della leggendaria contrada medievale di Averoigne, ai regni impossibili di Xiccarph, un mondo perduto nello spazio, e di Zothique, l’ultimo continente della terra. Mondi sinistri e stupefacenti, dominati dalle oscure leggi della magia e restituiti a noi in una nuova traduzione integrale, basata sull’edizione corretta della Night Shade Books di San Francisco.

Genius Loci

Tredici racconti che possono essere suddivisi in tre gruppi. Il Mistero della Vita e della Morte. Qual è la verità? Sono veri i personaggi o “I Sei Personaggi in Cerca di Autore”? Il sogno o la realtà? Il cupo Medioevo, immerso negli orrori di demoni scatenati che sconvolgono il mondo di ieri, di oggi, di domani. I Miti della Grecia e di Cartagine rivissuti nella aurata cornice poetica che nasconde il terrore e la morte. La visione apocalittica del cosmo sconvolto dell’uomo al centro della bufera.

Al di là del tempo e dello spazio

Fughe nel futuro, transiti nel passato più remoto dell’umanità, avventure allucinanti, personaggi arcani e misteriosi, maledizioni ed incantesimi: ecco solo alcuni degli ingredienti più avvincenti di questa serie impareggiabile di racconti firmati da uno dei più grandi geni della Weird Fantasy.
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Indice:
p. 7 – La fine della Storia
p. 23 – Un rendez-vous in Averoigne
p. 36 – Una notte a Malneant
p. 42 – La città della fiamma musicale
p. 78 – L’isola senza nome
p. 88 – La seconda sepoltura
p. 98 – La doppia ombra
p. 109 – La catena di Aforgomon
p. 125 – Sadastor
p. 129 – Il ritorno dello stregone
p. 144 – Il testamento di Athammaus
p. 161 – Il destino di Avoosl Wuthoqquan
p. 170 – Ubbo-Sathla
p. 178 – Il racconto di Satampra Zeiros
p. 191 – Il mostro della profezia
p. 223 – La porta di Saturno
p. 241 – Le cripte di Yoh-Vombis
p. 255 – Dalle cripte della memoria
p. 257 – Le ombre

Relatos de los mitos de Cthulhu 1

Alrededor de la figura casi legendaria de Lovecraft, surgieron una serie de autores que explotaron y desarrollaron la terrible mitología evocada por el genio de Providence, dando lugar a uno de los fenómenos literarios más sugestivos e inquitantes de nuestro siglo: LOS MITOS DE CTHULHU. Por primera vez completa en castellano, ésta es la recopilación de LOS MITOS llevada a cabo por August Derleth, colaborador directo y albacea literario de Lovecraft.

La maldición de la momia: Relatos de horror sobre el antiguo Egipto

«Querrías volver a poseerme, Demonio, pero te digo que no podrás, porque ya me llega el fin y diré a los matarifes del dios Shu: ¡Adelante!» Así concluye el “Papiro de Nu”, perteneciente a «El libro de los muertos», que se conserva en el Museo Británico. La fascinación de la literatura fantástica occidental por la figura de la momia egipcia es la consecuencia del temor ancestral a los “resucitados” (vampiros, zombies…) unido al miedo por lo diferente y extraño: una cultura ya desaparecida, oriental y pagana. Lejos de ser un fantasma, la momia es un cadáver que regresa físicamente del más allá para atormentar a los vivos, un resucitado que viene a ajustarnos las cuentas, dispuesto a hacernos daño, a acabar con nosotros de forma brutal. La maldición de la momia. Relatos de horror sobre el antiguo Egipto reúne veinte relatos y un poema, y es la primera recopilación en lengua castellana que se publica sobre tan apasionante mito literario (y cinematográfico). En ella el lector encontrará desde los grandes nombres de la narrativa fantástica como Arthur Conan Doyle, Sax Rohmer, Rudyard Kipling, Willa Carter o Robert Bloch, hasta sorprendentes incursiones en el género de conocidos ocultistas como el Conde Louis Hamon o C.W. Leadbeater, o la novelización, a cargo del escritor inglés John Burke, de una de las más populares películas sobre momias: La maldición de la tumba de la momia. El volumen se completa con la aportación de tres autores contemporáneos en lengua castellana: Pilar Pedraza (“Carne de ángel”), Norberto Luis Romero (“El relicario de Lady Inzúa”) y José María Latorre (“La sonrisa púrpura”). Todos ellos contribuyen a definir y engrandecer el mito de la momia, su poética, su trasfondo macabro e incluso su inconfesable gusto por la necrofilia.

El horror según Lovecraft

Esta antología ofrece, a través de una cuidada selección de los relatos favoritos de Lovecraft, un panorama bastante completo y riguroso del horror en la literatura, desde sus inicios en el siglo XVIII hasta los años treinta del siglo XX, fecha tope impuesta por la desaparación de nuestro autor. El horror según Lovecraft abarca desde los inicios del moderno cuento de miedo en las postrimerías del siglo XIX -Maupassant, Bierce y Le Fanu- hasta los ocasionales cultivadores del género terrorífico: F.M. Crawford o Ch. P. Gilman. La selección incluye también a los maestros modernos del género: Machen, Blackwood, M. R. James y Lord Dunsany, de los que se ofrecen los textos favoritos de Lovecraft; así como otros autores que gozaron de la prelidección del escritor, como el polifacético escritor y guionista alemán H. H. Ewers; el “raro” e infravalorado M. P. Shield, de vida tan extravagante y fabulosa como su casi desconocida obra; el refinado escritor y cuentista inglés Walter de la Mare; o el también poeta y escultor Clark Ashton Smith, amigo personal de H. P. Lovecraft -que cierra este volumen con uno de sus más significativos relatos.

Mondi perduti e altri racconti

Le storie raggruppate in “Mondi Perduti” sono considerate i capolavori della fervida immaginazione di C. A. Smith. Sebbene così diversi l’uno dall’altro questi racconti hanno in comune il senso della sorpresa, del meraviglioso e dello stupore, che incatena, pagina dopo pagina, il lettore. Un mosaico di situazioni assurde e macabre al di là di ogni logica razionale.

Hyperborea

Hyperborea, una terra immaginaria di cui scrissero per la prima volta gli antichi Greci, è stata adottata come scenario di avventure fantastiche e di voli dell’immaginazione da un gran numero di scrittori nel corso degli anni. Ma sicuramente nessuno di questi racconti è mai stato all’altezza, né lo sarà mai, di quelli scritti da Clark Ashton Smith il quale, nel descrivere questi particolari contesti nei quali colloca i suoi personaggi e le sue avventure, raggiunge dei vertici di lirismo sicuramente inarrivabili. Clark Ashton Smith è senza alcun dubbio uno degli autori fantastici più amati dai lettori e le sue qualità narrative lo collocano aldilà di qualsiasi dubbio nella ristretta cerchia dei Maestri del Fantastico.

Margherite per Dorothy

Lo “spazio esterno” con i suoi asteroidi e i suoi satelliti, i suoi pianeti abitati o deserti, le sue comete e le sue stelle, le sue galassie e i suoi extraterrestri malvagi o benevoli… Ecco un’antologia “classica” composta di sette variazioni sul più classico fra i temi della FS: sette note di affascinante musica spaziale che vanno dal tragico al grottesco e al patetico dopo un’inizio idilliaco che non dimenticherete.
Indice:
Ross ROCKLYNNE – Margherite per Dorothy (Daisies yet ungrown, 1968)
Robert Franklyn YOUNG – Il figlio stella (Star mother, 1968)
Clark Ashton SMITH – Gli immortali di Mercurio (The immortals of Mercury, 1932)
Robert BLOCH – Miraggio calvo (The bald-headed mirage, 1965)
Philip LATHAM – Cometa Ikegawa (The red euphoric bands, 1967)
Philip K. DICK – Bacco, tabacco e… Fnools (The war with the Fnools, 1969)
Fred HOYLE – In gabbia (Zoomen, 1969)
Copertina di Karel Thole

Il destino di Antarion

Clark Ashton Smith è forse – anzi sicuramente – il più amato tra gli scrittori di questo particolare genere di narrativa fantastica.
Sarebbe quanto mai inadeguato e riduttivo cercare di delineare Smith in queste brevi righe. E’ un grande autore sotto tutti i punti di vista ed il fascino dell’esotismo che promana da tutte le sue storie, è una caratteristica tutta sua ed esclusiva.
Tutti i centodieci racconti che compongono la sua produzione fantastica, sono raggruppabili in ben distinti Cicli: in questo volume abbiamo voluto riunire tutti quelli che – oltre ad essere inediti – erano abbstanza simili tra loro. Come nota di cronaca, pensate che Il destino di Antarion, il racconto da cui prende appunto nome tutto il volume, non è più stato edito negli Stati Uniti da oltre trent’anni.

La Venere di Azombeii

Pochi scrittori hanno avutò la possibilità di creare qualcosa di davvero nuovo ed originale nel genere che hanno scelto come proprio.
Clark Ashton Smith è stato uno dei fortunati.
Il suo è un fenomeno strano che, in gran parte, non può essere spiegato ne capito appieno: infatti, dopo essersi espresso per lungo tempo nel settore della poesia, cominciò all’improvviso ascrivere racconti macabri, scritti in una prosa lapidaria, incastonata e punteggiata di parole esotiche, ornata di scure allusioni mitologiche, comunque storie stimolanti e sempre argute, scritte con un umorismo mordace.
La maggior parte dei suoi racconti è ambientata sullo sfondo di tempi antichi: in favolose civiltà preistoriche come Atlantide o Iperborea, o in una mitica provincia della Francia meridionale: Averoigne. Ma gran parte dei suoi lavori migliori nel genere del macabro fantastico, confinano con quello che qualsiasi purista chiamerebbe fantascienza: basti pensare al ciclo di Zothique, ambientato in un lontano futuro, verso la fine della storia della Terra.
Questo volume illustra la seconda fase del suo lavoro, ossia quella che si avvicina alla vera fantascienza anche più di quanto facciano i racconti di Zothique.

Mondi perduti

Le storie raggruppate in “Mondi Perduti” sono considerate i capolavori della fervida immaginazione di C. A. Smith. Sebbene così diversi l’uno dall’altro questi racconti hanno in comune il senso della sorpresa, del meraviglioso e dello stupore, che incatena, pagina dopo pagina, il lettore. Un mosaico di situazioni assurde e macabre al di là di ogni logica razionale.

Malneant

Nelle storie presenti in questo volume, vi sono quelle lussureggianti, esotiche e terribili visioni che hanno fatto della narrativa di Clark Ashton Smith qualcosa di unico ed irripetibile nella storia della Letteratura Fantasica. I suoi Cicli su Iperborea, Zothique, Averoigne, Xiccarph ed Atlantis, tanto per citare i più noti, non trovano alcun riscontro ne un altro tipo di narrativa similare in tutta la Fantascienza ed il Fantastico di qua e di là dall’oceano. Nessuno sa far vibrare le note dell’orrore cosmico come Clark Ashton Smith, e lo stesso Lovecraft – ancora Smith vivente – ebbe modo di affermare che nessuno scrittore era mai riuscito ad eguagliare la forza dell’inventiva e la cupa malinconia presenti negli scritti di Smith. Un altro stupendo tassello della serie TUTTE LE OPERE DI CLARK ASHTON SMITH.

Le metamorfosi della terra

Con questo terzo volume, termina la proposizione agli appassionati italiani di tutti gli inediti di Clark Ashton Smith. Non terminano però i volumi dedicati a questo autore, dato che provvederemo a fornirvi tutta l’opera completa di questo grande Maestro del Fantastico in una serie di volumi successivi. Una delle caratteristiche più sconvolgenti della narrativa di C.A. Smith è il suo particolarissimo approccio al Male, ossia la delineazione di personaggi apparentemente inqualificabili, preda delle forze oscure e al tempo stesso complici nella scontata constatazione della progressiva esistenza del Male. Smith è sicuramente il più completo tra gli scrittori fantastici di questo secolo. La sua prosa è scintillante, magnifica, ridondante di preziosismi linguistici, di nomenclature arcane e sognanti: una prosa capace anche di scendere nel dettaglio più scabroso ed inquietante, senza mai scadere nella volgarità o nel turpiloquio. È insomma, un Artista completo, e nessun appassionato del Fantastico può fare a meno della conoscenza dei suoi scritti.

Averoigne

Proseguendo nella proposizione ai lettori di tutta l’ opera di Clark Ashton Smith, siamo giunti al ciclo di Averoigne, ossia tutta quella serie di racconti incentrati sulla fantastica terra di Averoigne appunto, che è situabile in una Francia medievale costellata di Maghi, Stregoni e Negromanti, ma dove è presente anche la Chiesa Cattolica con il suo clero e le sue gerarchie ecclesiastiche. Parecchi critici americani sostengono che quello di Averoigne sia sicuramente il più bel Ciclo di C.A. Smith, ma noi ci permettiamo di dissentire. Pur riconoscendo l’estrema validità dei racconti presenti in questo volume, e l’affascinante contesto nel quale vengono situati, pensiamo che non si possano posporre a questi racconti altri come quelli facenti parte del Ciclo di Iperborea o di Zothique. Comunque, fare di queste discussioni vuoI dire solo dissertare sul sesso degli angeli, ed è meglio quindi lasciarle ai critici. Per quanto ci concerne, limitiamoci ad assaporare un’altra stupenda raccolta di scritti di un autore la cui unica colpa è stata quelia di aver smesso troppo presto di scrivere.