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In viaggio contromano

“Diciamolo pure: mio marito e io non siamo di quelli che viaggiano per ‘espandere la mente’”. Proprio così, Ella e John sono due persone semplici. Nessuna vergogna a confessare che Disneyland, per loro, è una meta importante. Ci sono stati con i figli quando erano bambini. Ci vogliono tornare adesso che hanno ottant’anni, sono quasi bisnonni e sono pieni di acciacchi infernali. Hanno deciso di mollare la chemio, non drammatizzare sull’Alzheimer e regalarsi un grande viaggio: “Alla nostra età nessuno apprezza la leggerezza, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno”. Attraversare l’America seguendo la storica Route 66: Illinois, Missouri, Oklahoma, Texas, New Mexico, California; una galoppata che sfiancherebbe chiunque. In barba a ogni cautela, a ogni divieto, decidono di fare del camper – un Leisure Seeker del 1978 – la propria casa ambulante. Lungo il percorso, ovviamente ne succedono di ogni. Più di una volta, i figli minacciano di farli braccare dalla polizia: “Dovremmo tornare a casa… perché? Più medicine? Più cure? Più dottori?” Un viaggio contromano il loro, fatto di cocktail vietati, hippie irriducibili, diapositive all’alba, malviventi messi in fuga e, perché no? anche un angolino di sesso. Un grande inno alla Strada: uno straordinario caleidoscopio in cui si mescolano ciò che si vede e ciò che accade; quello che è stato, quello che hanno amato, che ancora sognano…

L’offesa

Kurt Cruwell si preparava a fare il sarto, sposare Rachel e suonare l’organo in chiesa.
Peccato che un suo connazionale di nome Hitler avesse altri programmi per lui.
Spedito al seguito della Sesta armata, Kurt subisce un ardore guerresco che non gli appartiene.
Per resistere, rammenda divise, cuce taschini e contempla le bellezze di Parigi.
Finché, una gelida mattina d’inverno, non vede in faccia l’orrore: davanti a lui, per ordine del suo capitano, novantun civili francesi bruciano vivi in una chiesa di pietra.
Annientato dalla brutalità di questo rito criminale, il corpo di Kurt si distacca dal mondo, perdendo completamente la sensibilità.
Kurt non avverte più il freddo, il caldo, il dolore.
Anestetizzato e vulnerabile, inabile alla vita, trascorre le sue giornate in un ospedale a picco sul mare, nella Francia occupata.
In questa solitudine lo trova Ermelinde.
Con passione e infinita pazienza lo restituisce alla bellezza, alla musica, alle carezze dell’amore.
Ma il viaggio di Kurt verso il cuore delle tenebre non è finito.
Quattro uomini e una splendida donna vengono a cercarlo, diabolica seduzione.
Kurt sa bene di entrare in un gioco pericoloso.
Eppure si sente trascinare da una forza straordinaria, come la risacca su una spiaggia.

Controvento

São viene da lontano. Da un’isola al largo della costa africana, da una forza antica, dalla saggezza delle pietre e degli uccelli. Sogna di studiare medicina, di emigrare in Europa e riscattarsi dalla miseria nera. Approda a Lisbona, e le sembra un luogo di salvezza. Cerca una casa, un lavoro: la dignità di stare al mondo. È convinta che nulla la possa fermare. La minaccia in effetti è del tutto inaspettata. Proviene dal terreno insidioso dell’amore. Insidia la sua integrità di donna e di madre, la sottopone a prove tremende, costringendola a ricominciare da capo. Ma lei ha la forza degli alberi che si radicano profondamente nella terra e resistono a tutti i venti. E lotterà come un’amazzone per difendere il suo piccolo André. Questa è la storia di São, ma anche la storia di Natercia, Benvinda, Liliana. Una catena di donne, con le loro fatiche e il loro coraggio. Con i loro piaceri. Le loro strade si incrociano con quella di una donna europea, colta, benestante, che vive nella paura, che perde, per paura, l’uomo che ama. E scopre il mondo per la prima volta quando lo guarda con gli occhi e con il cuore di São. Perché di tutte le persone che ha conosciuto al mondo, São è quella che ammira di più. Un romanzo di amicizie, guerre e alleanze; un romanzo d’amore e d’avventura. Una storia vera.
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