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Racconti

La più completa raccolta delle opere brevi del maestro anglosassone della fantascienza Oltre 100 racconti, tra cui Spedizione di soccorso, Passeggero del silenzio e La sentinella, il nucleo narrativo che avrebbe dato vita a 2001: Odissea nello spazio. Vincitore dei premi Hugo, Nebula e John W. Campbell e di numerosi riconoscimenti in ambito accademico, Arthur C. Clarke con la sua “prosa scientifica” è stato uno scrittore molto prolifico, e nelle sue opere si ritrova il senso della ricerca e della scoperta che ha animato il suo lavoro di scienziato. Considerato insieme a Isaac Asimov il più importante autore di fantascienza, nel 1964 ha teorizzato l’avvento dei satelliti geostazionari e di Internet: “Le città potrebbero non esistere più nel 2000, non a causa della bomba atomica ma per gli incredibili avanzamenti delle telecomunicazioni, che saranno resi possibili grazie ai satelliti, rendendo pensabile un mondo nel quale comunicheremo costantemente, indifferentemente dal luogo in cui ci possiamo trovare e senza conoscere l’ubicazione fisica dei nostri amici. Tra cinquant’anni sarà possibile che una persona svolga il suo lavoro a Tahiti o Bali, nello stesso modo in cui potrebbe farlo a Londra”. “Racconti” è la traduzione di “The Collected Stories” di Arthur C. Clarke, la più completa raccolta organica delle opere brevi del maestro anglosassone della fantascienza. Si tratta di più di cento racconti che mostrano l’evoluzione tematica e stilistica di sir Arthur Charles Clarke, che abbraccia un arco temporale vastissimo, dal 1937, con il racconto “Travel by Wire!” (“Viaggiare via cavo”) pubblicato in prima edizione nel numero di dicembre della rivista “Amateur Science Fiction Stories”, fino al 1999, con il brevissimo racconto intitolato “Improving the Neighbourhood”, che è stato il primo racconto di SF a uscire sulla prestigiosa rivista “Nature”. Completano il volume una introduzione dello stesso Clarke, alcune brevi annotazioni dell’autore su gran parte dei racconti contenuti nel libro, e poi una corposa appendice con un approfondito ritratto dello scrittore britannico e la bio-bibliografia completa di tutte le opere di Arthur C. Clarke.

La più completa raccolta delle opere brevi del maestro anglosassone della fantascienza Oltre 100 racconti, tra cui Spedizione di soccorso, Passeggero del silenzio e La sentinella, il nucleo narrativo che avrebbe dato vita a 2001: Odissea nello spazio. Vincitore dei premi Hugo, Nebula e John W. Campbell e di numerosi riconoscimenti in ambito accademico, Arthur C. Clarke con la sua “prosa scientifica” è stato uno scrittore molto prolifico, e nelle sue opere si ritrova il senso della ricerca e della scoperta che ha animato il suo lavoro di scienziato. Considerato insieme a Isaac Asimov il più importante autore di fantascienza, nel 1964 ha teorizzato l’avvento dei satelliti geostazionari e di Internet: “Le città potrebbero non esistere più nel 2000, non a causa della bomba atomica ma per gli incredibili avanzamenti delle telecomunicazioni, che saranno resi possibili grazie ai satelliti, rendendo pensabile un mondo nel quale comunicheremo costantemente, indifferentemente dal luogo in cui ci possiamo trovare e senza conoscere l’ubicazione fisica dei nostri amici. Tra cinquant’anni sarà possibile che una persona svolga il suo lavoro a Tahiti o Bali, nello stesso modo in cui potrebbe farlo a Londra”. “Racconti” è la traduzione di “The Collected Stories” di Arthur C. Clarke, la più completa raccolta organica delle opere brevi del maestro anglosassone della fantascienza. Si tratta di più di cento racconti che mostrano l’evoluzione tematica e stilistica di sir Arthur Charles Clarke, che abbraccia un arco temporale vastissimo, dal 1937, con il racconto “Travel by Wire!” (“Viaggiare via cavo”) pubblicato in prima edizione nel numero di dicembre della rivista “Amateur Science Fiction Stories”, fino al 1999, con il brevissimo racconto intitolato “Improving the Neighbourhood”, che è stato il primo racconto di SF a uscire sulla prestigiosa rivista “Nature”. Completano il volume una introduzione dello stesso Clarke, alcune brevi annotazioni dell’autore su gran parte dei racconti contenuti nel libro, e poi una corposa appendice con un approfondito ritratto dello scrittore britannico e la bio-bibliografia completa di tutte le opere di Arthur C. Clarke.

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Ombre sulla luna

The time: 200 years after man’s first landing on the Moon. There are permanent populations established on the Moon, Venus and Mars. Outer space inhabitants have formed a new political entity, the Federation, and between the Federation and Earth a growing rivalry has developed. EARTHLIGHT is the story of this emerging conflict.

The time: 200 years after man’s first landing on the Moon. There are permanent populations established on the Moon, Venus and Mars. Outer space inhabitants have formed a new political entity, the Federation, and between the Federation and Earth a growing rivalry has developed. EARTHLIGHT is the story of this emerging conflict.

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Polvere di luna

“Seguendo il drammatico ‘montaggio’ del bestseller di Clarke il lettore vedrà subito perché una grande Casa di produzione abbia già acquistato, a poche settimane dalla pubblicazione, i diritti cinematografici di questo *Titanic* del futuro.” Così scriveva nel 1962 Carlo Fruttero, nel presentare al pubblico la sua prima scelta come curatore di “Urania”. E poco importa che il mastodontico film non sia mai stato realizzato (pur se in questi tempi di kolossal effettistici, non è detta l’ultima parola…): il grande schermo è già qui, in queste pagine argentate dalla polvere che ricopre la luna, “né liquida né solida, un mare uniforme e infido dove si svolge la spaventosa avventura del battello Selene, mirabilmente narrata ora per ora da uno dei maestri della fantascienza moderna”. **
### Sinossi
“Seguendo il drammatico ‘montaggio’ del bestseller di Clarke il lettore vedrà subito perché una grande Casa di produzione abbia già acquistato, a poche settimane dalla pubblicazione, i diritti cinematografici di questo *Titanic* del futuro.” Così scriveva nel 1962 Carlo Fruttero, nel presentare al pubblico la sua prima scelta come curatore di “Urania”. E poco importa che il mastodontico film non sia mai stato realizzato (pur se in questi tempi di kolossal effettistici, non è detta l’ultima parola…): il grande schermo è già qui, in queste pagine argentate dalla polvere che ricopre la luna, “né liquida né solida, un mare uniforme e infido dove si svolge la spaventosa avventura del battello Selene, mirabilmente narrata ora per ora da uno dei maestri della fantascienza moderna”.

“Seguendo il drammatico ‘montaggio’ del bestseller di Clarke il lettore vedrà subito perché una grande Casa di produzione abbia già acquistato, a poche settimane dalla pubblicazione, i diritti cinematografici di questo *Titanic* del futuro.” Così scriveva nel 1962 Carlo Fruttero, nel presentare al pubblico la sua prima scelta come curatore di “Urania”. E poco importa che il mastodontico film non sia mai stato realizzato (pur se in questi tempi di kolossal effettistici, non è detta l’ultima parola…): il grande schermo è già qui, in queste pagine argentate dalla polvere che ricopre la luna, “né liquida né solida, un mare uniforme e infido dove si svolge la spaventosa avventura del battello Selene, mirabilmente narrata ora per ora da uno dei maestri della fantascienza moderna”. **
### Sinossi
“Seguendo il drammatico ‘montaggio’ del bestseller di Clarke il lettore vedrà subito perché una grande Casa di produzione abbia già acquistato, a poche settimane dalla pubblicazione, i diritti cinematografici di questo *Titanic* del futuro.” Così scriveva nel 1962 Carlo Fruttero, nel presentare al pubblico la sua prima scelta come curatore di “Urania”. E poco importa che il mastodontico film non sia mai stato realizzato (pur se in questi tempi di kolossal effettistici, non è detta l’ultima parola…): il grande schermo è già qui, in queste pagine argentate dalla polvere che ricopre la luna, “né liquida né solida, un mare uniforme e infido dove si svolge la spaventosa avventura del battello Selene, mirabilmente narrata ora per ora da uno dei maestri della fantascienza moderna”.

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Preludio allo spazio

I lettori conoscono già Arthur C. Clarke, che ha inaugurato la serie dei romanzi di Urania con “Le sabbie di Marte”. Con lo stesso stile avvincente, la stessa precisione di scienziato, Arthur Clarke ci narra ora come gli esseri umani si preparino al primo volo nello spazio: destinazione Luna. Siamo nel 1980 circa. “Per migliaia d’anni” dice l’Autore “la razza umana si è diffusa sulla Terra, finchè l’intero globo non fu esplorato e colonizzato. Ora è arrivato il momento di fare il passo seguente e attraversare lo spazio. L’umanità deve sempre avere nuovi orizzonti, per non sprofondare nella decadenza. La Terra era grande abbastanza per gli uomini dei giorni della diligenza e della nave a vela, ma ora che possiamo farne il giro in poche ore è diventata troppo piccola… E questa conquista è possibile, perchè gli uomini hanno l’eredità del sapere che conquistarono dalla loro comparsa sulla Terra ad oggi. Durante tutti questi secoli, in lontani mondi, sotto soli stranieri, il Tempo ha preparato per l’Uomo i luoghi dove sorgeranno città nuove e uomini nuovi… Molti dei giovani di questa generazione assisteranno certo alla partenza della prima astronave per la Luna.” Questo libro vi farà vivere il momento che segnerà una nuova era per l’umanità, quando il primo uomo supererà la stratosfera per lanciarsi alla conquista degli spazi e delle stelle!
Copertina di Curt Caesar.

I lettori conoscono già Arthur C. Clarke, che ha inaugurato la serie dei romanzi di Urania con “Le sabbie di Marte”. Con lo stesso stile avvincente, la stessa precisione di scienziato, Arthur Clarke ci narra ora come gli esseri umani si preparino al primo volo nello spazio: destinazione Luna. Siamo nel 1980 circa. “Per migliaia d’anni” dice l’Autore “la razza umana si è diffusa sulla Terra, finchè l’intero globo non fu esplorato e colonizzato. Ora è arrivato il momento di fare il passo seguente e attraversare lo spazio. L’umanità deve sempre avere nuovi orizzonti, per non sprofondare nella decadenza. La Terra era grande abbastanza per gli uomini dei giorni della diligenza e della nave a vela, ma ora che possiamo farne il giro in poche ore è diventata troppo piccola… E questa conquista è possibile, perchè gli uomini hanno l’eredità del sapere che conquistarono dalla loro comparsa sulla Terra ad oggi. Durante tutti questi secoli, in lontani mondi, sotto soli stranieri, il Tempo ha preparato per l’Uomo i luoghi dove sorgeranno città nuove e uomini nuovi… Molti dei giovani di questa generazione assisteranno certo alla partenza della prima astronave per la Luna.” Questo libro vi farà vivere il momento che segnerà una nuova era per l’umanità, quando il primo uomo supererà la stratosfera per lanciarsi alla conquista degli spazi e delle stelle!
Copertina di Curt Caesar.

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Le fontane del paradiso

“‘Un gigante della fantascienza’ è definito Arthur C. Clarke, il profeta dell’Odissea 2001, nell’autorevole e severo Who’s Who in Science Fiction di Brian Ash.” Così scrivevano, nel 1979, gli allora vati della sf in Italia, Carlo Fruttero e Franco Lucentini, presentando la prima edizione di questo celebre romanzo. E poco importa se il critico citato non era, in realtà, né severo né tantomeno autorevole: prendiamolo come un gesto munifico dei Nostri verso tutto quanto è british, per un impeto d’entusiasmo nato dalla lettura delle *Fontane del Paradiso*. Che non è solo un libro ricercatissimo, e qui proposto per la prima volta dopo trentaquattro anni, ma è la realistica, insuperata storia del prometeico elevatore spaziale. **
### Sinossi
“‘Un gigante della fantascienza’ è definito Arthur C. Clarke, il profeta dell’Odissea 2001, nell’autorevole e severo Who’s Who in Science Fiction di Brian Ash.” Così scrivevano, nel 1979, gli allora vati della sf in Italia, Carlo Fruttero e Franco Lucentini, presentando la prima edizione di questo celebre romanzo. E poco importa se il critico citato non era, in realtà, né severo né tantomeno autorevole: prendiamolo come un gesto munifico dei Nostri verso tutto quanto è british, per un impeto d’entusiasmo nato dalla lettura delle *Fontane del Paradiso*. Che non è solo un libro ricercatissimo, e qui proposto per la prima volta dopo trentaquattro anni, ma è la realistica, insuperata storia del prometeico elevatore spaziale.

“‘Un gigante della fantascienza’ è definito Arthur C. Clarke, il profeta dell’Odissea 2001, nell’autorevole e severo Who’s Who in Science Fiction di Brian Ash.” Così scrivevano, nel 1979, gli allora vati della sf in Italia, Carlo Fruttero e Franco Lucentini, presentando la prima edizione di questo celebre romanzo. E poco importa se il critico citato non era, in realtà, né severo né tantomeno autorevole: prendiamolo come un gesto munifico dei Nostri verso tutto quanto è british, per un impeto d’entusiasmo nato dalla lettura delle *Fontane del Paradiso*. Che non è solo un libro ricercatissimo, e qui proposto per la prima volta dopo trentaquattro anni, ma è la realistica, insuperata storia del prometeico elevatore spaziale. **
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“‘Un gigante della fantascienza’ è definito Arthur C. Clarke, il profeta dell’Odissea 2001, nell’autorevole e severo Who’s Who in Science Fiction di Brian Ash.” Così scrivevano, nel 1979, gli allora vati della sf in Italia, Carlo Fruttero e Franco Lucentini, presentando la prima edizione di questo celebre romanzo. E poco importa se il critico citato non era, in realtà, né severo né tantomeno autorevole: prendiamolo come un gesto munifico dei Nostri verso tutto quanto è british, per un impeto d’entusiasmo nato dalla lettura delle *Fontane del Paradiso*. Che non è solo un libro ricercatissimo, e qui proposto per la prima volta dopo trentaquattro anni, ma è la realistica, insuperata storia del prometeico elevatore spaziale.

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La città e le stelle

Un’immensa città del futuro. Una superciviltà arrivata all’ultimo stadio dello sviluppo sostenibile. Un pianeta deserto, ostle, “proibito”: è in questo scenario che si muove Alvin, il giovane eroe del romanzo, che resta fra i più celebri di Clarke. La domanda che lo ossessiona è: come riscoprire l’antico segreto della razza umana? Come uscire dal labirinto e tornare al volo spaziale?

Un’immensa città del futuro. Una superciviltà arrivata all’ultimo stadio dello sviluppo sostenibile. Un pianeta deserto, ostle, “proibito”: è in questo scenario che si muove Alvin, il giovane eroe del romanzo, che resta fra i più celebri di Clarke. La domanda che lo ossessiona è: come riscoprire l’antico segreto della razza umana? Come uscire dal labirinto e tornare al volo spaziale?

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Voci di terra lontana

Thalassa. Tre isole sparse in un pianeta quasi interamente coperto dall’acqua. Un meraviglioso Eden fondato secoli addietro dai robot di un’astronave che aveva lasciato la Terra prima che venisse distrutta dall’esplosione del Sistema Solare.
I Thalassani non conoscono la violenza, gli odi tra i popoli, la guerra: gli ideatori della missione avevano fatto in modo che la nuova umanità destinata a popolare il lontano pianeta non fosse contaminata dai vizi e dalle storture della vecchia Terra. Ma l’incanto si spezza quando una scia luminosa attraversa il cielo di Thalassa.
La Magellano, sfuggita anch’essa alla distruzione della Terra con un equipaggio di 161 membri e un carico di un milione di ibernati in attesa di risvegliarsi a nuova vita, vaga nello spazio verso una meta irraggiungibile senza l’aiuto del Thalassani: acqua da trasformare in ghiaccio.
Ma che dare in cambio dell’acqua? L’equipaggio si chiede se è bene o male dotare il giovane popolo di una tecnologia avanzata, dare loro gli strumenti perché acquisiscano il potere della conoscenza. Ridare loro la Storia, il legame con la Terra lontana. E i Thalassani, a loro volta, si interrogano sulle reali intenzioni dei Terrestri, che potrebbero decidere di colonizzare il pianeta anziché ripartire.
Nel frattempo, un evento evoluzionistico di portata monumentale prende forma sotto le placide acque del mare di Thalassa…

Thalassa. Tre isole sparse in un pianeta quasi interamente coperto dall’acqua. Un meraviglioso Eden fondato secoli addietro dai robot di un’astronave che aveva lasciato la Terra prima che venisse distrutta dall’esplosione del Sistema Solare.
I Thalassani non conoscono la violenza, gli odi tra i popoli, la guerra: gli ideatori della missione avevano fatto in modo che la nuova umanità destinata a popolare il lontano pianeta non fosse contaminata dai vizi e dalle storture della vecchia Terra. Ma l’incanto si spezza quando una scia luminosa attraversa il cielo di Thalassa.
La Magellano, sfuggita anch’essa alla distruzione della Terra con un equipaggio di 161 membri e un carico di un milione di ibernati in attesa di risvegliarsi a nuova vita, vaga nello spazio verso una meta irraggiungibile senza l’aiuto del Thalassani: acqua da trasformare in ghiaccio.
Ma che dare in cambio dell’acqua? L’equipaggio si chiede se è bene o male dotare il giovane popolo di una tecnologia avanzata, dare loro gli strumenti perché acquisiscano il potere della conoscenza. Ridare loro la Storia, il legame con la Terra lontana. E i Thalassani, a loro volta, si interrogano sulle reali intenzioni dei Terrestri, che potrebbero decidere di colonizzare il pianeta anziché ripartire.
Nel frattempo, un evento evoluzionistico di portata monumentale prende forma sotto le placide acque del mare di Thalassa…

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Terra imperiale

XXIII secolo: la Terra è diventata la capitale e il giardino dei mondi, un pianeta addirittura favoloso. Qui deve sbarcare Duncan Makenzie, titaniano, il rampollo della più grande dinastia di mercanti d’idrogeno. La missione è diplomatica ma il romanzo si rivelerà ricco di misteri. Come hanno scritto Carlo Fruttero e Franco Lucentini, “ci sono mille modi di fare la fantascienza, ma a uno solo si deve la sua fortuna, la sua fama, la sua stessa esistenza. E’ il modo che combina l’avventura con l’accurata informazione scientifica, lo stupore di fronte alla grandiosa verità della natura con la verosimiglianza dell’invenzione romanzesca. Da questi elementi base la fantascienza è nata, e continua a vivere in scrittori come Arthur C. Clarke, giustamente considerati classici”.
Copertina di Franco Brambilla

XXIII secolo: la Terra è diventata la capitale e il giardino dei mondi, un pianeta addirittura favoloso. Qui deve sbarcare Duncan Makenzie, titaniano, il rampollo della più grande dinastia di mercanti d’idrogeno. La missione è diplomatica ma il romanzo si rivelerà ricco di misteri. Come hanno scritto Carlo Fruttero e Franco Lucentini, “ci sono mille modi di fare la fantascienza, ma a uno solo si deve la sua fortuna, la sua fama, la sua stessa esistenza. E’ il modo che combina l’avventura con l’accurata informazione scientifica, lo stupore di fronte alla grandiosa verità della natura con la verosimiglianza dell’invenzione romanzesca. Da questi elementi base la fantascienza è nata, e continua a vivere in scrittori come Arthur C. Clarke, giustamente considerati classici”.
Copertina di Franco Brambilla

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SPEDIZIONE DI SOCCORSO

Considerato l’autore più popolare della sf inglese, Arthur Clarke ha legato per sempre il suo nome all’avventure di 2001: Odissea nello spazio, di cui scrisse romanzo e sceneggiatura nel 1968. Ma Clarke, scomparso nel marzo di quest’anno all’età di novant’anni, è anche un celeberrimo autore di racconti, e “Urania Collezione” non poteva non rendergli omaggio con un volume che contenesse alcune delle short stories più belle. Accanto all’indimenticabile suspense di “Spedizione di soccorso” sfilano capolavori come “Lezione di storia”, “Estate su Icaro”, “La stella” e, soprattutto, “I nove miliardi di nomi di Dio” nella classica traduzione di Carlo Fruttero.
Indice:
Spedizione di soccorso (Rescue Party, 1946)
Lezione di storia (History Lesson, 1949)
Sua altezza spaziale (This Earth of Majesty, 1955)
Superiorità (Superiority, 1951)
Prima dell’Eden (Before Eden, 1961)
L’estate su Icaro (Summertime on Icarus, 1962)
Gli anelli di Saturno (Saturn Rising, 1961)
Seguendo la cometa (Into the Comet, 1962)
La nube (Out of the Sun, 1958)
La stella (e Star, 1955)
I nove miliardi di nomi di Dio (The Nine Billions Names of God, 1953)
Copertina di Franco Brambilla

Considerato l’autore più popolare della sf inglese, Arthur Clarke ha legato per sempre il suo nome all’avventure di 2001: Odissea nello spazio, di cui scrisse romanzo e sceneggiatura nel 1968. Ma Clarke, scomparso nel marzo di quest’anno all’età di novant’anni, è anche un celeberrimo autore di racconti, e “Urania Collezione” non poteva non rendergli omaggio con un volume che contenesse alcune delle short stories più belle. Accanto all’indimenticabile suspense di “Spedizione di soccorso” sfilano capolavori come “Lezione di storia”, “Estate su Icaro”, “La stella” e, soprattutto, “I nove miliardi di nomi di Dio” nella classica traduzione di Carlo Fruttero.
Indice:
Spedizione di soccorso (Rescue Party, 1946)
Lezione di storia (History Lesson, 1949)
Sua altezza spaziale (This Earth of Majesty, 1955)
Superiorità (Superiority, 1951)
Prima dell’Eden (Before Eden, 1961)
L’estate su Icaro (Summertime on Icarus, 1962)
Gli anelli di Saturno (Saturn Rising, 1961)
Seguendo la cometa (Into the Comet, 1962)
La nube (Out of the Sun, 1958)
La stella (e Star, 1955)
I nove miliardi di nomi di Dio (The Nine Billions Names of God, 1953)
Copertina di Franco Brambilla

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Le Guide Del Tramonto

Fine del XX secolo: una razza aliena giunge sulla Terra. Gigantesche astronavi occupano i cieli del pianeta ma i Superni – così gli uomini chiamano i misteriosi visitatori che per decenni non si mostrano e limitano quanto più possibile i contatti – non hanno intenti bellicosi. Usano i loro straordinari poteri non per conquistare il nostro mondo, ma per imporre la fine di ogni ostilità. Tutte le risorse precedentemente destinate agli armamenti vengono così dirottate verso il progresso e inizia una vera Età dell’Oro. Un lungo periodo di pace e prosperità durante il quale però i Superni non consentono viaggi ed esplorazioni spaziali: «Le stelle non sono per l’uomo» avvertono. Solo Jan Rodricks, inquieto astrofisico, continua a chiedersi cosa ci sia oltre l’atmosfera e cerca un modo per aggirare il divieto. In tutta la narrazione fantascientifica di Arthur C. Clarke il tema di fondo è l’avventura della razza umana fra i misteriosi fondali dell’universo, l’enigma del nostro destino fra gli astri. Nelle *Guide del tramonto* , pubblicato originariamente nel 1953, particolarmente intensa e struggente risuona la nota metafisica, personificata da queste misteriose figure dall’aspetto di demoni giunte sulla Terra con un progetto più alto per l’umanità che non la mera sopravvivenza. **
### Sinossi
Fine del XX secolo: una razza aliena giunge sulla Terra. Gigantesche astronavi occupano i cieli del pianeta ma i Superni – così gli uomini chiamano i misteriosi visitatori che per decenni non si mostrano e limitano quanto più possibile i contatti – non hanno intenti bellicosi. Usano i loro straordinari poteri non per conquistare il nostro mondo, ma per imporre la fine di ogni ostilità. Tutte le risorse precedentemente destinate agli armamenti vengono così dirottate verso il progresso e inizia una vera Età dell’Oro. Un lungo periodo di pace e prosperità durante il quale però i Superni non consentono viaggi ed esplorazioni spaziali: «Le stelle non sono per l’uomo» avvertono. Solo Jan Rodricks, inquieto astrofisico, continua a chiedersi cosa ci sia oltre l’atmosfera e cerca un modo per aggirare il divieto. In tutta la narrazione fantascientifica di Arthur C. Clarke il tema di fondo è l’avventura della razza umana fra i misteriosi fondali dell’universo, l’enigma del nostro destino fra gli astri. Nelle *Guide del tramonto* , pubblicato originariamente nel 1953, particolarmente intensa e struggente risuona la nota metafisica, personificata da queste misteriose figure dall’aspetto di demoni giunte sulla Terra con un progetto più alto per l’umanità che non la mera sopravvivenza.

Fine del XX secolo: una razza aliena giunge sulla Terra. Gigantesche astronavi occupano i cieli del pianeta ma i Superni – così gli uomini chiamano i misteriosi visitatori che per decenni non si mostrano e limitano quanto più possibile i contatti – non hanno intenti bellicosi. Usano i loro straordinari poteri non per conquistare il nostro mondo, ma per imporre la fine di ogni ostilità. Tutte le risorse precedentemente destinate agli armamenti vengono così dirottate verso il progresso e inizia una vera Età dell’Oro. Un lungo periodo di pace e prosperità durante il quale però i Superni non consentono viaggi ed esplorazioni spaziali: «Le stelle non sono per l’uomo» avvertono. Solo Jan Rodricks, inquieto astrofisico, continua a chiedersi cosa ci sia oltre l’atmosfera e cerca un modo per aggirare il divieto. In tutta la narrazione fantascientifica di Arthur C. Clarke il tema di fondo è l’avventura della razza umana fra i misteriosi fondali dell’universo, l’enigma del nostro destino fra gli astri. Nelle *Guide del tramonto* , pubblicato originariamente nel 1953, particolarmente intensa e struggente risuona la nota metafisica, personificata da queste misteriose figure dall’aspetto di demoni giunte sulla Terra con un progetto più alto per l’umanità che non la mera sopravvivenza. **
### Sinossi
Fine del XX secolo: una razza aliena giunge sulla Terra. Gigantesche astronavi occupano i cieli del pianeta ma i Superni – così gli uomini chiamano i misteriosi visitatori che per decenni non si mostrano e limitano quanto più possibile i contatti – non hanno intenti bellicosi. Usano i loro straordinari poteri non per conquistare il nostro mondo, ma per imporre la fine di ogni ostilità. Tutte le risorse precedentemente destinate agli armamenti vengono così dirottate verso il progresso e inizia una vera Età dell’Oro. Un lungo periodo di pace e prosperità durante il quale però i Superni non consentono viaggi ed esplorazioni spaziali: «Le stelle non sono per l’uomo» avvertono. Solo Jan Rodricks, inquieto astrofisico, continua a chiedersi cosa ci sia oltre l’atmosfera e cerca un modo per aggirare il divieto. In tutta la narrazione fantascientifica di Arthur C. Clarke il tema di fondo è l’avventura della razza umana fra i misteriosi fondali dell’universo, l’enigma del nostro destino fra gli astri. Nelle *Guide del tramonto* , pubblicato originariamente nel 1953, particolarmente intensa e struggente risuona la nota metafisica, personificata da queste misteriose figure dall’aspetto di demoni giunte sulla Terra con un progetto più alto per l’umanità che non la mera sopravvivenza.

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L’ultimo teorema

Un uomo non potrà mai volare nello spazio, dicevano i saccenti. Negli stessi anni, e per lo stesso motivo, decretarono che un’astronave non potesse atterrare in Italia. Invece l’astronave Ares atterrò, “prima nave di linea regolare tra i pianeti”, e cambiò tutto. Era quella del n. 1 dei “Romanzi di Urania”, scesa su di noi il 10 ottobre 1952. Oggi, a sessant’anni di distanza e quasi 1600 numeri dopo, l’ultimo romanzo di Arthur Clarke – scritto in collaborazione con Frederik Pohl – viene a festeggiare degnamente il nostro anniversario. E se qualcuno si chiedesse: “Ma che teorema mi hai fatto?”, gli risponderemmo che si tratta del celebre teorema di Fermat, e che un giovane matematico dello Sri Lanka è il primo ad averne scoperto la dimostrazione originale. Mentre ai danni della Terra, strisciante e insidiosa, si prepara l’invasione aliena…

Un uomo non potrà mai volare nello spazio, dicevano i saccenti. Negli stessi anni, e per lo stesso motivo, decretarono che un’astronave non potesse atterrare in Italia. Invece l’astronave Ares atterrò, “prima nave di linea regolare tra i pianeti”, e cambiò tutto. Era quella del n. 1 dei “Romanzi di Urania”, scesa su di noi il 10 ottobre 1952. Oggi, a sessant’anni di distanza e quasi 1600 numeri dopo, l’ultimo romanzo di Arthur Clarke – scritto in collaborazione con Frederik Pohl – viene a festeggiare degnamente il nostro anniversario. E se qualcuno si chiedesse: “Ma che teorema mi hai fatto?”, gli risponderemmo che si tratta del celebre teorema di Fermat, e che un giovane matematico dello Sri Lanka è il primo ad averne scoperto la dimostrazione originale. Mentre ai danni della Terra, strisciante e insidiosa, si prepara l’invasione aliena…

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Isole cosmiche

Viviamo in un’era in cui la fantasia di ieri è la realtà scientifica di oggi, e la narrativa d’immaginazione si rivela spesso più adernte alla realtà di quanto non si sospetti. Questo vale in particolar modo per “Isole Cosmiche”, un nuovo romanzo dell’indimenticabile autore delle “Sabbie di Marte”. Le Isole Cosmiche non sono che le future stazioni spaziali – o satelliti artificiali – che l’uomo si accinge a lanciare nello spazio, lungo orbite diverse, in quell’immenso vuoto di 384.000 km. che divide la Terra dalla Luna. Questi satelliti artificiali serviranno, tra l’altro, di base agli astronauti che si accingeranno a esplorare la Luna e i pianeti più vicini. Molti sono gli scienziati e i tecnici che si sono provati a studiare come si potranno costruire i satelliti artificiali, ma nessuno forse vi è riuscito così compiutamente e , insieme, così fantasiosamente, come Arthur C. Clarke. Con “Isole Cosmiche” la fantascienza si arricchisce di un nuovo, affascinante gioiello.
Copertina di Curt Caesar

Viviamo in un’era in cui la fantasia di ieri è la realtà scientifica di oggi, e la narrativa d’immaginazione si rivela spesso più adernte alla realtà di quanto non si sospetti. Questo vale in particolar modo per “Isole Cosmiche”, un nuovo romanzo dell’indimenticabile autore delle “Sabbie di Marte”. Le Isole Cosmiche non sono che le future stazioni spaziali – o satelliti artificiali – che l’uomo si accinge a lanciare nello spazio, lungo orbite diverse, in quell’immenso vuoto di 384.000 km. che divide la Terra dalla Luna. Questi satelliti artificiali serviranno, tra l’altro, di base agli astronauti che si accingeranno a esplorare la Luna e i pianeti più vicini. Molti sono gli scienziati e i tecnici che si sono provati a studiare come si potranno costruire i satelliti artificiali, ma nessuno forse vi è riuscito così compiutamente e , insieme, così fantasiosamente, come Arthur C. Clarke. Con “Isole Cosmiche” la fantascienza si arricchisce di un nuovo, affascinante gioiello.
Copertina di Curt Caesar

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