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Il suicidio dei buoni

È passato da poco il Natale e in una Barcellona fredda, piovosa e in piena crisi economica, l’ispettore di polizia di origine argentina Héctor Salgado è ossessionato dalla misteriosa scomparsa di Ruth, la sua ex moglie, sparita nel nulla sei mesi prima. Nonostante abiti da moltissimi anni nella capitale catalana, Héctor non si sente davvero a suo agio in quella città. A complicare le cose c’è un difficile e quanto mai dubbio caso di suicidi in serie. Tutte le vittime lavoravano per la stessa azienda produttrice di cosmetici. Il direttore finanziario si uccide dopo aver ammazzato la figlioletta di pochi mesi e la moglie. Quello che sembra essere un caso di violenza domestica si rivela da subito qualcos’altro, quando anche Sara, la fedelissima segretaria del direttore generale, fratello della proprietaria dell’azienda, si uccide e un’altra donna viene ritrovata senza vita dopo aver ingerito una quantità eccessiva di sonniferi. Quale può essere il motivo scatenante di questa serie di apparenti suicidi? Le indagini di Héctor si intrecciano fatalmente a quelle relative alla scomparsa della ex moglie, di cui si sta occupando la sua collega, l’agente Leire Castro, che scoprirà segreti sorprendenti. Dopo L’estate dei giochi spezzati, vero fenomeno editoriale in Spagna, anche questo secondo romanzo vede protagonista l’ispettore Salgado e conferma le ottime doti di giallista di Antonio Hill, che confeziona un thriller avvincente, dall’ambientazione curata e dal ritmo incalzante, grazie ai frequenti cambi di prospettiva e ai numerosi colpi di scena.

L’estate dei giochi spezzati

È una calda sera d’estate a Barcellona quando Marc Castells, diciannovenne rampollo di una famiglia dell’alta borghesia, muore cadendo dalla finestra della sua camera da letto. Il ragazzo non era solo: con lui i suoi due migliori amici, Aleix Rovira e Gina Martí. Fin dall’inizio la vicenda non è chiara e diversi particolari non quadrano. Che motivi poteva avere per uccidersi un ragazzo come Marc? La madre, soprattutto, sembra non credere all’ipotesi del suicidio e chiede al capo della polizia, suo amico di vecchia data, di fare luce sul caso. Le indagini vengono affidate all’ispettore Héctor Salgado, quarantenne affascinante e complicato di origine argentina, separato e con un figlio adolescente, appena rientrato in servizio dopo una sospensione disciplinare. Salgado, che si avvale dell’aiuto della giovane e brillante poliziotta Leire Castro, si rende ben presto conto di trovarsi di fronte a un caso molto delicato. Marc, da poco tornato da un soggiorno a Dublino, sembrava ossessionato da un tragico episodio avvenuto molti anni prima, quando era solo un bambino. La sua morte è forse collegata a un passato inconfessabile i cui fantasmi ancora aleggiano nel presente? E perché quella sera ha litigato furiosamente con i suoi amici Aleix e Gina? Entrambi danno all’ispettore l’impressione di nascondere qualcosa e di avere dei conti in sospeso con Marc. E proprio quando la soluzione appare a portata di mano, ecco che tutto torna a ingarbugliarsi lasciando trasparire scenari ancora più torbidi, in un mondo governato da privilegi e abusi di potere. L’estate dei giochi spezzati è stato un vero fenomeno editoriale in Spagna per il suo ritmo incessante, la splendida e accurata ambientazione nella Barcellona di oggi e, soprattutto, grazie a Héctor Salgado, uno straordinario personaggio destinato a entrare con forza nel cuore dei lettori.