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Il libro dell’impero

Non si conosce il luogo di nascita di Majno, sia per la mancanza di documentazioni certe sulle sue origini, sia perché egli stesso ci fornisce scarse notizie al riguardo degli anni giovanili. D’altronde il periodo storico nel quale si presume sia vissuto rappresenta uno dei momenti più confusi della storia di un Impero ormai travagliato da profondi sommovimenti interni. La leggenda di Majno ha attraversato i secoli, arricchendosi di volta in volta di elementi spesso contrastanti che offrono un’immagine ambigua, indefinibile della sua personalità poetica e letteraria e da essi deriva l’alone di fascino e di mistero che sempre lo circonda. Certo, Majno si adatta assai bene a queste interpretazioni in bilico tra la crudezza di una realtà storica priva di rasserenanti prospettive e il mito di una vita condotta al di fuori da convenzioni sociali e vincoli morali, anarchicamente libera. L’esistenza vagabonda del poeta sfiorata, più d’una volta, dall’ombra del carnefice, le sue incessanti peregrinazioni per le province settentrionali dell’Impero, l’angoscioso senso del dramma, appena stemperato dalla risata amara e beffarda, che permea le ballate a lui attribuite, hanno contribuito a suffragare l’immagine del cantore compagno di strada e di bagordi, del giullare scanzonato pronto a procurare ai compagni di ventura cibo caldo e letto, non solo per dormire. Non ci è di grande aiuto per conoscere meglio la sfuggente figura di Majno la sua incompleta, e presumibilmente apocrifa, autobiografia, ma restano gli illuminanti squarci poetici delle ballate e i frammenti della cronaca in prosa e in versi noti come Il Libro dell’Impero a dimostrare quale lucido cronista egli sia stato (pur attraverso la metafora di storie leggendarie che coprono per un vastissimo periodo l’epopea imperiale) delle tribolazioni esistenziali della gente d’ogni strato sociale dell’epoca in cui visse. I popoli dell’Impero non lo hanno mai dimenticato. Egli fu l’attore del loro dramma, la mutevole maschera dei loro molteplici volti. (Gherard Curtius, L’archetipo Majno.)

La saga del mondo dei ladri

Lynn Abbey e Robert Asprin, hanno creato un mondo meraviglioso violento e magico, nel quale si muovono una miriade di personaggi che costituiscono la saga di Heroic Fantasy più apprezzata ed amata dagli appassionati di tutto il mondo: basti pensare che il gioco di ruolo più venduto negli Stati Uniti — ed ora anche in Italia — è proprio quello che si rifà al Mondo dei Ladri. La gente che abita Santuario è veramente caratteristica. Si va dal singolare oste del Vulgar Unicorn a Enas Yorl, un Mago che, a seguito di una sfida persa, deve continuamente cambiare forma; da Jubal, un ex-gladiatore e schiavo diventato ora un pilastro della comunità, a Lythande e a Cappen Varra, il Menestrello, l’unico uomo onesto in tutto Santuario. Ma questi sono solo alcuni dei tanti indimenticabili personaggi che danno vita al Mondo dei Ladri, un mondo nel quale l’assassinio, il furto, l’avventura e la magia sono cose all’ordine del giorno. Concorrono alla stesura di questo primo volume del Ciclo che vi presenteremo per intero, nomi prestigiosi quali quelli di Poul Anderson, John Brunner, Joe Haldeman, Andrew J. Offutt e, ovviamente, Lynn Abbey e Robert Asprin.
INDICE
**Come è nato il mondo dei ladri**, di Robert Asprin
**IL MONDO DEI LADRI
Preludio**, di Robert Asprin
**Condanne a morte**, di John Brunner
**Il volto del caos**, di Lynn Abbey
**Il cancello dei coltelli che volano**, di Poul Anderson
**Figliodombra**, di Andrew J.Offutt
**Il costo di stare in affari**, di Robert Asprin
**Fratelli di sangue**, di Joe Haldeman
**Myrtis**, di Christine De Wees
**Il segreto della stella blu**, di Marion Zimmer Bradley
**SEZIONE ITALIANA**
**Alcune considerazioni e una proposta**, di Gianni Pilo
**La battaglia di gola del vento**, di Adalberto Cersosimo
**Dove sono le nevi**, di Adalberto Cersosimo