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Alle Radici Della Cavalleria Medievale

Il guerriero a cavallo, con il suo prestigio anche simbolico, ci perviene dal profondo della preistoria, in termini tanto di valori quanto di pratiche di vita e di combattimento. Dagli sciamani centroasiatici ai guerrieri barbari, dagli dèi nordici ai martiri cristiani, senza dimenticare l’evoluzione dell’allevamento, l’affinarsi delle tecniche metallurgiche, lo sviluppo dell’arte della guerra e le relative “visioni del mondo”: se i più lontani presupposti del cavaliere medievale sono rintracciabili nella cultura dei nomadi delle steppe che per primi addomesticarono i cavalli, la sacralità e la superiore aura che lo circondano persistono ancora oggi nell’immaginario occidentale. Tra storia ed epica, il racconto di un mito millenario e dei suoi perduranti riflessi.

Il guerriero a cavallo, con il suo prestigio anche simbolico, ci perviene dal profondo della preistoria, in termini tanto di valori quanto di pratiche di vita e di combattimento. Dagli sciamani centroasiatici ai guerrieri barbari, dagli dèi nordici ai martiri cristiani, senza dimenticare l’evoluzione dell’allevamento, l’affinarsi delle tecniche metallurgiche, lo sviluppo dell’arte della guerra e le relative “visioni del mondo”: se i più lontani presupposti del cavaliere medievale sono rintracciabili nella cultura dei nomadi delle steppe che per primi addomesticarono i cavalli, la sacralità e la superiore aura che lo circondano persistono ancora oggi nell’immaginario occidentale. Tra storia ed epica, il racconto di un mito millenario e dei suoi perduranti riflessi.

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All you need is love

«Il mio modello di business? I Beatles.» Così parlò Steve Jobs, il fondatore di Apple, uno che di business qualcosa capiva. A intrigarlo era soprattutto la formula del collettivo: vedeva i Beatles come un prodigioso moltiplicatore dei talenti individuali. L’indimenticabile quartetto della cultura pop, infatti, fu anche una start-up di successo. Proiettò quattro ragazzi cresciuti nella Liverpool del primo dopoguerra, in una miseria da Terzo mondo, verso la stratosfera della ricchezza. Personalmente, nei testi delle loro canzoni, composte in un periodo di radicali cambiamenti come gli anni Sessanta, ritrovo la mia adolescenza e un’epoca che fu l’ultima Età dell’Oro per l’Occidente: alta crescita, pieno impiego, benessere diffuso, aspettative crescenti per i giovani. Ma anche i germi di quel che accadde in seguito. *Taxman* prefigura le rivolte fiscali. *Get Back* nasce come una satira dei primi movimenti xenofobi e anti-immigrati. *When I’m Sixty-Four* anticipa la crisi del Welfare State da shock demografico. *Eleanor Rigby* e *Lady Madonna* evocano la nuova povertà che oggi è in mezzo a noi. *Across the Universe* , con il suo richiamo al viaggio in India dei Fab Four, ricorda l’irruzione dell’Oriente nel nostro mondo. E *Yesterday* , con il tema della nostalgia, ci costringe ad affrontare domande cruciali: davvero si stava meglio «ieri»? Prima dell’euro, prima della globalizzazione, prima di Internet? L’obiettivo di questo libro è ricostruire una speranza. Se la Grande Depressione degli anni Trenta seppe generare un «pensiero forte» per risolvere quella crisi, cioè la dottrina (allora rivoluzionaria) di Keynes, anche la crisi attuale invoca idee e terapie altrettanto innovative per risolvere il drammatico problema dell’occupazione e superare le sempre più profonde diseguaglianze sociali. Ma per rigenerare l’analisi economica e ridefinirne priorità e obiettivi, liberando la mente dalla presunta «inevitabilità» delle leggi del mercato, sono indispensabili quella fantasia e quella creatività che affascinarono Steve Jobs. Utilizzare come colonna sonora le canzoni dei Beatles, il loro linguaggio semplice, divertente, provocatorio, può essere il primo passo per seppellire ogni pregiudizio contro la «scienza triste». E per riprenderci l’economia dalle mani di chi l’ha sequestrata, sequestrando le nostre vite.

«Il mio modello di business? I Beatles.» Così parlò Steve Jobs, il fondatore di Apple, uno che di business qualcosa capiva. A intrigarlo era soprattutto la formula del collettivo: vedeva i Beatles come un prodigioso moltiplicatore dei talenti individuali. L’indimenticabile quartetto della cultura pop, infatti, fu anche una start-up di successo. Proiettò quattro ragazzi cresciuti nella Liverpool del primo dopoguerra, in una miseria da Terzo mondo, verso la stratosfera della ricchezza. Personalmente, nei testi delle loro canzoni, composte in un periodo di radicali cambiamenti come gli anni Sessanta, ritrovo la mia adolescenza e un’epoca che fu l’ultima Età dell’Oro per l’Occidente: alta crescita, pieno impiego, benessere diffuso, aspettative crescenti per i giovani. Ma anche i germi di quel che accadde in seguito. *Taxman* prefigura le rivolte fiscali. *Get Back* nasce come una satira dei primi movimenti xenofobi e anti-immigrati. *When I’m Sixty-Four* anticipa la crisi del Welfare State da shock demografico. *Eleanor Rigby* e *Lady Madonna* evocano la nuova povertà che oggi è in mezzo a noi. *Across the Universe* , con il suo richiamo al viaggio in India dei Fab Four, ricorda l’irruzione dell’Oriente nel nostro mondo. E *Yesterday* , con il tema della nostalgia, ci costringe ad affrontare domande cruciali: davvero si stava meglio «ieri»? Prima dell’euro, prima della globalizzazione, prima di Internet? L’obiettivo di questo libro è ricostruire una speranza. Se la Grande Depressione degli anni Trenta seppe generare un «pensiero forte» per risolvere quella crisi, cioè la dottrina (allora rivoluzionaria) di Keynes, anche la crisi attuale invoca idee e terapie altrettanto innovative per risolvere il drammatico problema dell’occupazione e superare le sempre più profonde diseguaglianze sociali. Ma per rigenerare l’analisi economica e ridefinirne priorità e obiettivi, liberando la mente dalla presunta «inevitabilità» delle leggi del mercato, sono indispensabili quella fantasia e quella creatività che affascinarono Steve Jobs. Utilizzare come colonna sonora le canzoni dei Beatles, il loro linguaggio semplice, divertente, provocatorio, può essere il primo passo per seppellire ogni pregiudizio contro la «scienza triste». E per riprenderci l’economia dalle mani di chi l’ha sequestrata, sequestrando le nostre vite.

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Unti e Bisunti

Lui non è uno chef come gli altri. È una buona forchetta, ma non pensa che le posate siano sempre indispensabili. Ha girato mezza Italia portandosi dietro i suoi fornelli, la sua arte è rude ma al contempo raffinata e non esiste niente (di commestibile) capace di fargli storcere il naso. Ed è proprio questo che lo rende irresistibile. Chef Rubio, tatuatissimo ex giocatore di rugby, ha scelto di non diventare un cuoco convenzionale e di vivere la passione per il cibo a modo suo: viaggiando, valorizzando le tradizioni culinarie più antiche, più popolari, e sfidando le leggende dello street food all’insegna del piacere estremo. In questo libro racconta la sua esperienza con la trasmissione “Unti e Bisunti”: le persone incontrate, le usanze e la storia dei cibi più tipici e più gustosi da mangiare per strada. Perché tutti possano sapere che, anche dentro un semplice panino con la milza o un cuoppo di alici, c’è un mondo da scoprire. Condito con le ricette delle sfide che lo hanno visto protagonista, insaporito da aneddoti da backstage e curiosità (incluso il motivo della sparizione del mitologico baffo), servito con uno stile frizzante, romanesco e sincero, il diario di viaggio di Chef Rubio ci svela un grande segreto: in cucina non importa che tu sia un cuoco stellato o un semplice appassionato, occorrono curiosità, amore per il cibo e la sua condivisione.

Lui non è uno chef come gli altri. È una buona forchetta, ma non pensa che le posate siano sempre indispensabili. Ha girato mezza Italia portandosi dietro i suoi fornelli, la sua arte è rude ma al contempo raffinata e non esiste niente (di commestibile) capace di fargli storcere il naso. Ed è proprio questo che lo rende irresistibile. Chef Rubio, tatuatissimo ex giocatore di rugby, ha scelto di non diventare un cuoco convenzionale e di vivere la passione per il cibo a modo suo: viaggiando, valorizzando le tradizioni culinarie più antiche, più popolari, e sfidando le leggende dello street food all’insegna del piacere estremo. In questo libro racconta la sua esperienza con la trasmissione “Unti e Bisunti”: le persone incontrate, le usanze e la storia dei cibi più tipici e più gustosi da mangiare per strada. Perché tutti possano sapere che, anche dentro un semplice panino con la milza o un cuoppo di alici, c’è un mondo da scoprire. Condito con le ricette delle sfide che lo hanno visto protagonista, insaporito da aneddoti da backstage e curiosità (incluso il motivo della sparizione del mitologico baffo), servito con uno stile frizzante, romanesco e sincero, il diario di viaggio di Chef Rubio ci svela un grande segreto: in cucina non importa che tu sia un cuoco stellato o un semplice appassionato, occorrono curiosità, amore per il cibo e la sua condivisione.

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Un’estate in Provenza

La vita di Saskia Wagner rischia di andare a pezzi. Ha perso il lavoro di giornalista e ha deciso di rompere con il fidanzato, insensibile ed egoista. Quando scopre che in una tenuta vinicola in Provenza cercano un’aiutante per l’estate, senza pensarci due volte risponde all’annuncio, convinta che la sua vita abbia bisogno di una svolta radicale. Un paio di settimane dopo, lasciata la Svizzera, è alla stazione ferroviaria del piccolo e incantevole villaggio provenzale di Beaumes-de-Venise, in attesa del nuovo datore di lavoro. A Saskia bastano pochi giorni per farsi ammaliare da quel mondo magico, tra filari di vite e campi di lavanda a perdita d’occhio, ancora meno per lasciarsi irrimediabilmente travolgere dal fascino cupo e tormentato del suo nuovo capo, Jean-Luc Rougeon, che risveglia in lei emozioni mai provate prima e forse la aiuterà a sconfiggere una volta per tutte le sue più intime paure. **

La vita di Saskia Wagner rischia di andare a pezzi. Ha perso il lavoro di giornalista e ha deciso di rompere con il fidanzato, insensibile ed egoista. Quando scopre che in una tenuta vinicola in Provenza cercano un’aiutante per l’estate, senza pensarci due volte risponde all’annuncio, convinta che la sua vita abbia bisogno di una svolta radicale. Un paio di settimane dopo, lasciata la Svizzera, è alla stazione ferroviaria del piccolo e incantevole villaggio provenzale di Beaumes-de-Venise, in attesa del nuovo datore di lavoro. A Saskia bastano pochi giorni per farsi ammaliare da quel mondo magico, tra filari di vite e campi di lavanda a perdita d’occhio, ancora meno per lasciarsi irrimediabilmente travolgere dal fascino cupo e tormentato del suo nuovo capo, Jean-Luc Rougeon, che risveglia in lei emozioni mai provate prima e forse la aiuterà a sconfiggere una volta per tutte le sue più intime paure. **

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Togliatti E La Democrazia

Possiamo annoverare Togliatti fra i fondatori della democrazia italiana? In che modo la Svolta di Salerno contribuì alla co- struzione della rappresentanza democratica in Italia? Perché fu osteggiato da più parti, a Mosca come a Roma? Un racconto di storia, di politica e di scelte di vita che, attra- verso gli scritti di Palmiro Togliatti, ci restituisce il significato e il valore di “democrazia” e di “uguaglianza”. Una critica all’oblio sceso sulla nostra storia nazionale, sull’anti- fascismo, sulla nascita della nostra Carta costituzionale: in una parola, sulla conquista della democrazia.

Possiamo annoverare Togliatti fra i fondatori della democrazia italiana? In che modo la Svolta di Salerno contribuì alla co- struzione della rappresentanza democratica in Italia? Perché fu osteggiato da più parti, a Mosca come a Roma? Un racconto di storia, di politica e di scelte di vita che, attra- verso gli scritti di Palmiro Togliatti, ci restituisce il significato e il valore di “democrazia” e di “uguaglianza”. Una critica all’oblio sceso sulla nostra storia nazionale, sull’anti- fascismo, sulla nascita della nostra Carta costituzionale: in una parola, sulla conquista della democrazia.

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Su Nietzsche

“Laspirazione estrema, incondizionata, dell’uomo è stata espressa per la prima volta da Nietzsche a prescindere da un fine morale e dal servizio di un Dio. Nietzsche non può definirla con precisione ma essa lo anima, egli la assume sotto tutti gli aspetti. Ardere senza rispondere a qualche imperativo morale, espresso drammaticamente, è certo un paradosso. È impossibile predicare o agire partendo da queste premesse. Ne deriva un risultato sconcertante. Se di uno stato d’ardore noi non facciamo più la condizione di un altro, successivo e dato come bene attingibile, lo stato proposto sembra una pura folgorazione, uno struggimento vuoto. […] Nietzsche non ebbe chiara coscienza di questa difficoltà. Dovette constatare il suo fallimento: seppe alla fine che aveva parlato al deserto. Eliminando l’obbligo, il bene, denunciando il vuoto e la falsità della morale, distruggeva il valore d’efficacia del linguaggio. La fama tardò e poi, quando venne, egli non potè più far nulla. Nessuno rispondeva alla sua attesa. Oggi credo di dover dire: quelli che lo leggono e lo ammirano, lo scherniscono, ed egli lo seppe, lo disse. Escluso me? (semplifico). Ma tentare di seguirlo come lui chiedeva significa abbandonarsi alla stessa prova, allo stesso suo smarrimento.” (Dallo scritto di Maurice Blanchot) **

“Laspirazione estrema, incondizionata, dell’uomo è stata espressa per la prima volta da Nietzsche a prescindere da un fine morale e dal servizio di un Dio. Nietzsche non può definirla con precisione ma essa lo anima, egli la assume sotto tutti gli aspetti. Ardere senza rispondere a qualche imperativo morale, espresso drammaticamente, è certo un paradosso. È impossibile predicare o agire partendo da queste premesse. Ne deriva un risultato sconcertante. Se di uno stato d’ardore noi non facciamo più la condizione di un altro, successivo e dato come bene attingibile, lo stato proposto sembra una pura folgorazione, uno struggimento vuoto. […] Nietzsche non ebbe chiara coscienza di questa difficoltà. Dovette constatare il suo fallimento: seppe alla fine che aveva parlato al deserto. Eliminando l’obbligo, il bene, denunciando il vuoto e la falsità della morale, distruggeva il valore d’efficacia del linguaggio. La fama tardò e poi, quando venne, egli non potè più far nulla. Nessuno rispondeva alla sua attesa. Oggi credo di dover dire: quelli che lo leggono e lo ammirano, lo scherniscono, ed egli lo seppe, lo disse. Escluso me? (semplifico). Ma tentare di seguirlo come lui chiedeva significa abbandonarsi alla stessa prova, allo stesso suo smarrimento.” (Dallo scritto di Maurice Blanchot) **

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Sorte dell’Europa

Dal 25 luglio 1943 alla fine del 1944 Savinio pubblicò una serie di articoli politici, che poi raccolse in volume l’anno dopo. Mai più ristampati da allora, questi testi, in cui si respira dappertutto l’euforia della liberazione dal fascismo, si rivelano oggi consolante esempio di come un grande scrittore, imprendibile per natura e dilettante per elezione, possa dare prova di una chiaroveggenza e lucidità politica che in ben rari casi troveremmo negli storici e uomini politici suoi contemporanei. Saltando le alternative opprimenti dei blocchi e irridendo le varie borie nazionali, Savinio sembra già parlarci dell’«Europa di oggi», quell’Europa che si è faticosamente costruita negli ultimi decenni – e deve ancora costruirsi. Si direbbe, anzi, che la prospettiva di Savinio rimanga tuttora da recuperare: consapevole dello stato di inermità e cecità politica verso cui l’Europa delle nazioni si stava avviando, Savinio infatti concludeva questi scritti augurandosi addirittura che il movimento della resistenza partigiana trovasse il suo sbocco in un’Europa unita: «L’appello che chiude il manifesto del comunismo va aggiornato così: “Partigiani di tutta l’Europa, unitevi!”, intendendo per partigiani e partigianismo l’elemento dell’Europa che opera per impulso proprio, e non per ordine o ispirazione altrui». Se così non è stato, nessuno ha buone ragioni per rallegrarsene – e la prospettiva è sempre aperta.

Dal 25 luglio 1943 alla fine del 1944 Savinio pubblicò una serie di articoli politici, che poi raccolse in volume l’anno dopo. Mai più ristampati da allora, questi testi, in cui si respira dappertutto l’euforia della liberazione dal fascismo, si rivelano oggi consolante esempio di come un grande scrittore, imprendibile per natura e dilettante per elezione, possa dare prova di una chiaroveggenza e lucidità politica che in ben rari casi troveremmo negli storici e uomini politici suoi contemporanei. Saltando le alternative opprimenti dei blocchi e irridendo le varie borie nazionali, Savinio sembra già parlarci dell’«Europa di oggi», quell’Europa che si è faticosamente costruita negli ultimi decenni – e deve ancora costruirsi. Si direbbe, anzi, che la prospettiva di Savinio rimanga tuttora da recuperare: consapevole dello stato di inermità e cecità politica verso cui l’Europa delle nazioni si stava avviando, Savinio infatti concludeva questi scritti augurandosi addirittura che il movimento della resistenza partigiana trovasse il suo sbocco in un’Europa unita: «L’appello che chiude il manifesto del comunismo va aggiornato così: “Partigiani di tutta l’Europa, unitevi!”, intendendo per partigiani e partigianismo l’elemento dell’Europa che opera per impulso proprio, e non per ordine o ispirazione altrui». Se così non è stato, nessuno ha buone ragioni per rallegrarsene – e la prospettiva è sempre aperta.

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Quella Notte Tutto È Cambiato

**Dall’autrice bestseller di «New York Times» e «USA Today»
*Rhett Series* **
Mi chiamo Rhett. Sono presuntuoso perché me lo posso permettere: ho lo sguardo adatto, i soldi, ci so fare. Sono quello con cui ogni ragazza vuole stare, anche se nessuna di loro è stata mai capace di legarmi a sé. Non voglio relazioni. Né mi sposerò mai. Ogni settimana c’è una donna diversa nel mio letto. I miei amici sono gelosi di me. I miei nemici m’invidiano. Chiunque vorrebbe essere al mio posto. E tutto nella mia vita è assolutamente perfetto. Il mio primo bacio a scuola è stato con Clementine. Lei è simpatica. Abbiamo sempre condiviso tutto. Ma non siamo mai stati insieme perché io non la amo. E proprio non m’interessa se si è innamorata di un altro e ha deciso di andarsene, di trasferirsi per un ragazzo. Non mi importa perché non ne sono innamorato. Perché non mi lego a nessuno. Mai. Questo pensavo. Poi una notte tutto è cambiato. Quella notte, tutto ciò in cui credevo è stato messo in discussione. E a un tratto, essere Rhett non significava più molto…
**Un’autrice da 100.000 copie
Dall’autrice bestseller di «New York Times», «USA Today» e «Wall Street Journal»**
«Rhett è hot e divertente! Mi piacciono lui e Clemmie. Leggere questa storia è stato un vero piacere!» 
«La Cooper ha catturato il comportamento tipico dei ragazzi ventenni; che pensano sempre al sesso e sono incapaci di vivere le emozioni, negando quello che provano. Ho amato Clementine e Rhett; sono belli insieme e c’è una grande chimica tra loro.»
«Questo è davvero un bel libro. I protagonisti sono migliori amici da quando sono piccoli. Rhett aveva bisogno di Clementine, ma non aveva messo in conto il potere dei sentimenti.»
**J.S. Cooper**
È un’autrice bestseller del «New York Times», «USA Today» e «Wall Street Journal». È nata a Londra e si è trasferita negli Stati Uniti all’età di diciassette anni, ha studiato Storia all’università e poi ha frequentato la scuola di legge. Scrive romance new adult perché questo è ciò che ama anche leggere.

**Dall’autrice bestseller di «New York Times» e «USA Today»
*Rhett Series* **
Mi chiamo Rhett. Sono presuntuoso perché me lo posso permettere: ho lo sguardo adatto, i soldi, ci so fare. Sono quello con cui ogni ragazza vuole stare, anche se nessuna di loro è stata mai capace di legarmi a sé. Non voglio relazioni. Né mi sposerò mai. Ogni settimana c’è una donna diversa nel mio letto. I miei amici sono gelosi di me. I miei nemici m’invidiano. Chiunque vorrebbe essere al mio posto. E tutto nella mia vita è assolutamente perfetto. Il mio primo bacio a scuola è stato con Clementine. Lei è simpatica. Abbiamo sempre condiviso tutto. Ma non siamo mai stati insieme perché io non la amo. E proprio non m’interessa se si è innamorata di un altro e ha deciso di andarsene, di trasferirsi per un ragazzo. Non mi importa perché non ne sono innamorato. Perché non mi lego a nessuno. Mai. Questo pensavo. Poi una notte tutto è cambiato. Quella notte, tutto ciò in cui credevo è stato messo in discussione. E a un tratto, essere Rhett non significava più molto…
**Un’autrice da 100.000 copie
Dall’autrice bestseller di «New York Times», «USA Today» e «Wall Street Journal»**
«Rhett è hot e divertente! Mi piacciono lui e Clemmie. Leggere questa storia è stato un vero piacere!» 
«La Cooper ha catturato il comportamento tipico dei ragazzi ventenni; che pensano sempre al sesso e sono incapaci di vivere le emozioni, negando quello che provano. Ho amato Clementine e Rhett; sono belli insieme e c’è una grande chimica tra loro.»
«Questo è davvero un bel libro. I protagonisti sono migliori amici da quando sono piccoli. Rhett aveva bisogno di Clementine, ma non aveva messo in conto il potere dei sentimenti.»
**J.S. Cooper**
È un’autrice bestseller del «New York Times», «USA Today» e «Wall Street Journal». È nata a Londra e si è trasferita negli Stati Uniti all’età di diciassette anni, ha studiato Storia all’università e poi ha frequentato la scuola di legge. Scrive romance new adult perché questo è ciò che ama anche leggere.

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La Rivincita Del Paganesimo

**Un viaggio alla scoperta delle radici della nostra identità** Quali sono le radici profonde della civiltà moderna? Alcuni anni orsono la Chiesa cattolica domandò all’Unione Europea di riconoscere nella costituzione le “radici cristiane” dell’Europa. La richiesta fu respinta. Il rifiuto opposto dalla quasi unanimità dei paesi europei sta ad indicare non soltanto che viviamo ormai in una società secolarizzata e post-cristiana, ove i seguaci di Cristo sono soltanto un gruppo di cittadini tra gli altri, ma che non è nemmeno così pacifico che i valori e le istituzioni che costituiscono l’ossatura della Modernità siano innanzitutto un’eredità del messaggio evangelico. Questo libro intende dimostrare che, se proprio vogliamo andare in cerca delle radici storiche della Modernità, dobbiamo guardare altrove. Ci sono infatti buone ragioni per interpretare l’emersione della Modernità come una “rivincita del paganesimo”. I germi della democrazia, della mentalità scientifica, della libertà di commercio, della tolleranza religiosa, dell’agonismo sportivo, delle belle arti, dell’edonismo, della libertà sessuale, della bioetica laica, e di tanti altri tratti della Modernità, sono infatti più facilmente rintracciabili nel mondo pagano e, in particolare, nella civiltà dell’Antica Roma o dell’Antica Grecia, che non nel Medioevo cristiano. **L’AUTORE** : Riccardo Campa è un sociologo e filosofo italiano che vive e lavora a Cracovia. È conosciuto soprattutto per i suoi studi nel campo dell’etica della scienza e del transumanesimo e, precisamente, per la sua difesa dell’idea di evoluzione autodiretta. Svolge ricerche sia nella veste di Professore associato di Sociologia della scienza e della tecnica all’Università Jagellonica di Cracovia, sia nella veste di Presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti, della quale è fondatore.

**Un viaggio alla scoperta delle radici della nostra identità** Quali sono le radici profonde della civiltà moderna? Alcuni anni orsono la Chiesa cattolica domandò all’Unione Europea di riconoscere nella costituzione le “radici cristiane” dell’Europa. La richiesta fu respinta. Il rifiuto opposto dalla quasi unanimità dei paesi europei sta ad indicare non soltanto che viviamo ormai in una società secolarizzata e post-cristiana, ove i seguaci di Cristo sono soltanto un gruppo di cittadini tra gli altri, ma che non è nemmeno così pacifico che i valori e le istituzioni che costituiscono l’ossatura della Modernità siano innanzitutto un’eredità del messaggio evangelico. Questo libro intende dimostrare che, se proprio vogliamo andare in cerca delle radici storiche della Modernità, dobbiamo guardare altrove. Ci sono infatti buone ragioni per interpretare l’emersione della Modernità come una “rivincita del paganesimo”. I germi della democrazia, della mentalità scientifica, della libertà di commercio, della tolleranza religiosa, dell’agonismo sportivo, delle belle arti, dell’edonismo, della libertà sessuale, della bioetica laica, e di tanti altri tratti della Modernità, sono infatti più facilmente rintracciabili nel mondo pagano e, in particolare, nella civiltà dell’Antica Roma o dell’Antica Grecia, che non nel Medioevo cristiano. **L’AUTORE** : Riccardo Campa è un sociologo e filosofo italiano che vive e lavora a Cracovia. È conosciuto soprattutto per i suoi studi nel campo dell’etica della scienza e del transumanesimo e, precisamente, per la sua difesa dell’idea di evoluzione autodiretta. Svolge ricerche sia nella veste di Professore associato di Sociologia della scienza e della tecnica all’Università Jagellonica di Cracovia, sia nella veste di Presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti, della quale è fondatore.

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La donna perfetta è una stronza

La donna perfetta è quella che ha sempre le mani perfette, che si ciba di semi e insalate, fa, o almeno dice di fare, vacanze bellissime e sta in bilico sul tacco 12 per ore sostenendo che sono pantofole. Insomma la donna perfetta è simpatica come un’unghia spezzata prima del party di Capodanno. E soprattutto è una bugiarda, perché anche Victoria Beckham ha le dita dei piedi a mini-wurstel dopo tre ore di Louboutin.Per le donne imperfette, cioè tutte noi, questo libro è una manna dal cielo. Un manuale di sopravvivenza che copre tutte le voci dello scibile femminile: dalla gelosia tra amiche a come venire bene in foto barando un po’, da qual è la distanza di sicurezza dalla ciotola delle noccioline a come reagire di fronte a un neonato brutto. Non c’è complesso o senso di colpa di quelli da cui le donne normali sono afflitte che non venga affrontato e depotenziato efficacemente da questo indispensabile vademecum.Un libro da regalare a tutte le bambine, ragazze, donne come antidoto all’ansia da prestazione imposta dagli standard di oggi.

La donna perfetta è quella che ha sempre le mani perfette, che si ciba di semi e insalate, fa, o almeno dice di fare, vacanze bellissime e sta in bilico sul tacco 12 per ore sostenendo che sono pantofole. Insomma la donna perfetta è simpatica come un’unghia spezzata prima del party di Capodanno. E soprattutto è una bugiarda, perché anche Victoria Beckham ha le dita dei piedi a mini-wurstel dopo tre ore di Louboutin.Per le donne imperfette, cioè tutte noi, questo libro è una manna dal cielo. Un manuale di sopravvivenza che copre tutte le voci dello scibile femminile: dalla gelosia tra amiche a come venire bene in foto barando un po’, da qual è la distanza di sicurezza dalla ciotola delle noccioline a come reagire di fronte a un neonato brutto. Non c’è complesso o senso di colpa di quelli da cui le donne normali sono afflitte che non venga affrontato e depotenziato efficacemente da questo indispensabile vademecum.Un libro da regalare a tutte le bambine, ragazze, donne come antidoto all’ansia da prestazione imposta dagli standard di oggi.

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La congiura del silenzio: Un’avventura di Cotton Malone

Washington, 1861. «Non tutto è come sembra…» Con queste enigmatiche parole, Abraham Lincoln riceve dalle mani del suo predecessore una lettera e alcuni documenti. Come ogni presidente prima di lui, leggendo quelle carte Lincoln viene a conoscenza di un segreto sconvolgente che, se rivelato, potrebbe placare i venti di guerra che soffiano sull’Unione. Ma le conseguenze sarebbero devastanti… Copenhagen, oggi. «La persona giusta al momento giusto.» Così lo ha definito Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, quando gli ha chiesto di ritrovare un agente della Sezione Magellano, rapito mentre era in missione in Danimarca. E infatti solo Cotton Malone poteva arrivare in tempo in Svezia per salvare da morte certa Berry Kirk, l’unico testimone del rapimento. Tuttavia gli bastano pochi minuti per rendersi conto che Berry Kirk non è affatto chi dice di essere, bensì proprio uno degli uomini su cui stava indagando l’agente scomparso. E adesso Malone non ha scelta: per uscire vivo da quella situazione, deve stare al gioco. Anche se ciò significa lasciarsi condurre sulle tracce di una verità antichissima, una verità che nessuno ha mai avuto il coraggio di divulgare e che, se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe segnare la fine dell’intero genere umano…
**Steve Barry** è autore della serie ” *Le avventure di Cotton Malone* “:
1 – *L’ultima cospirazione*
2 – *Le ceneri di Alessandria*
3 – *L’ombra del leone*
4 – *La tomba di ghiaccio*
5 – *Il tesoro dell’Imperatore*
6 – *L’esercito fantasma*
7 – *Il sigillo dei traditori*
8 – *Le chiavi del potere*
9 – *La congiura del silenzio*
10 – *Il patto dei giusti* **
### Sinossi
Washington, 1861. «Non tutto è come sembra…» Con queste enigmatiche parole, Abraham Lincoln riceve dalle mani del suo predecessore una lettera e alcuni documenti. Come ogni presidente prima di lui, leggendo quelle carte Lincoln viene a conoscenza di un segreto sconvolgente che, se rivelato, potrebbe placare i venti di guerra che soffiano sull’Unione. Ma le conseguenze sarebbero devastanti… Copenhagen, oggi. «La persona giusta al momento giusto.» Così lo ha definito Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, quando gli ha chiesto di ritrovare un agente della Sezione Magellano, rapito mentre era in missione in Danimarca. E infatti solo Cotton Malone poteva arrivare in tempo in Svezia per salvare da morte certa Berry Kirk, l’unico testimone del rapimento. Tuttavia gli bastano pochi minuti per rendersi conto che Berry Kirk non è affatto chi dice di essere, bensì proprio uno degli uomini su cui stava indagando l’agente scomparso. E adesso Malone non ha scelta: per uscire vivo da quella situazione, deve stare al gioco. Anche se ciò significa lasciarsi condurre sulle tracce di una verità antichissima, una verità che nessuno ha mai avuto il coraggio di divulgare e che, se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe segnare la fine dell’intero genere umano…
**Steve Barry** è autore della serie ” *Le avventure di Cotton Malone* “:
1 – *L’ultima cospirazione*
2 – *Le ceneri di Alessandria*
3 – *L’ombra del leone*
4 – *La tomba di ghiaccio*
5 – *Il tesoro dell’Imperatore*
6 – *L’esercito fantasma*
7 – *Il sigillo dei traditori*
8 – *Le chiavi del potere*
9 – *La congiura del silenzio*
10 – *Il patto dei giusti*
### Dalla seconda/terza di copertina
Steve Berry è da oltre vent’anni uno stimato avvocato nella Camden County. Spinto da due grandi passioni, la Storia e la narrativa, agli inizi degli anni ‘90 comincia a dedicare gran parte del suo tempo e delle sue conoscenze alla stesura di romanzi e racconti. Dopo aver venduto i diritti del «Terzo segreto» e della «Profezia dei Romanov» in tutto il mondo, Berry si è confermato un autore di bestseller internazionali grazie al clamoroso successo dei romanzi che raccontano le avventure di Cotton Malone, un ex agente operativo del dipartimento di Giustizia americano che si è trasferito a Copenhagen per gestire una libreria antiquaria.

Washington, 1861. «Non tutto è come sembra…» Con queste enigmatiche parole, Abraham Lincoln riceve dalle mani del suo predecessore una lettera e alcuni documenti. Come ogni presidente prima di lui, leggendo quelle carte Lincoln viene a conoscenza di un segreto sconvolgente che, se rivelato, potrebbe placare i venti di guerra che soffiano sull’Unione. Ma le conseguenze sarebbero devastanti… Copenhagen, oggi. «La persona giusta al momento giusto.» Così lo ha definito Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, quando gli ha chiesto di ritrovare un agente della Sezione Magellano, rapito mentre era in missione in Danimarca. E infatti solo Cotton Malone poteva arrivare in tempo in Svezia per salvare da morte certa Berry Kirk, l’unico testimone del rapimento. Tuttavia gli bastano pochi minuti per rendersi conto che Berry Kirk non è affatto chi dice di essere, bensì proprio uno degli uomini su cui stava indagando l’agente scomparso. E adesso Malone non ha scelta: per uscire vivo da quella situazione, deve stare al gioco. Anche se ciò significa lasciarsi condurre sulle tracce di una verità antichissima, una verità che nessuno ha mai avuto il coraggio di divulgare e che, se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe segnare la fine dell’intero genere umano…
**Steve Barry** è autore della serie ” *Le avventure di Cotton Malone* “:
1 – *L’ultima cospirazione*
2 – *Le ceneri di Alessandria*
3 – *L’ombra del leone*
4 – *La tomba di ghiaccio*
5 – *Il tesoro dell’Imperatore*
6 – *L’esercito fantasma*
7 – *Il sigillo dei traditori*
8 – *Le chiavi del potere*
9 – *La congiura del silenzio*
10 – *Il patto dei giusti* **
### Sinossi
Washington, 1861. «Non tutto è come sembra…» Con queste enigmatiche parole, Abraham Lincoln riceve dalle mani del suo predecessore una lettera e alcuni documenti. Come ogni presidente prima di lui, leggendo quelle carte Lincoln viene a conoscenza di un segreto sconvolgente che, se rivelato, potrebbe placare i venti di guerra che soffiano sull’Unione. Ma le conseguenze sarebbero devastanti… Copenhagen, oggi. «La persona giusta al momento giusto.» Così lo ha definito Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, quando gli ha chiesto di ritrovare un agente della Sezione Magellano, rapito mentre era in missione in Danimarca. E infatti solo Cotton Malone poteva arrivare in tempo in Svezia per salvare da morte certa Berry Kirk, l’unico testimone del rapimento. Tuttavia gli bastano pochi minuti per rendersi conto che Berry Kirk non è affatto chi dice di essere, bensì proprio uno degli uomini su cui stava indagando l’agente scomparso. E adesso Malone non ha scelta: per uscire vivo da quella situazione, deve stare al gioco. Anche se ciò significa lasciarsi condurre sulle tracce di una verità antichissima, una verità che nessuno ha mai avuto il coraggio di divulgare e che, se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe segnare la fine dell’intero genere umano…
**Steve Barry** è autore della serie ” *Le avventure di Cotton Malone* “:
1 – *L’ultima cospirazione*
2 – *Le ceneri di Alessandria*
3 – *L’ombra del leone*
4 – *La tomba di ghiaccio*
5 – *Il tesoro dell’Imperatore*
6 – *L’esercito fantasma*
7 – *Il sigillo dei traditori*
8 – *Le chiavi del potere*
9 – *La congiura del silenzio*
10 – *Il patto dei giusti*
### Dalla seconda/terza di copertina
Steve Berry è da oltre vent’anni uno stimato avvocato nella Camden County. Spinto da due grandi passioni, la Storia e la narrativa, agli inizi degli anni ‘90 comincia a dedicare gran parte del suo tempo e delle sue conoscenze alla stesura di romanzi e racconti. Dopo aver venduto i diritti del «Terzo segreto» e della «Profezia dei Romanov» in tutto il mondo, Berry si è confermato un autore di bestseller internazionali grazie al clamoroso successo dei romanzi che raccontano le avventure di Cotton Malone, un ex agente operativo del dipartimento di Giustizia americano che si è trasferito a Copenhagen per gestire una libreria antiquaria.

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Il tè del Cappellaio matto

«Rileggendo uno dopo l’altro questa sessantina di saggi che Pietro Citati ha scritto tra i venticinque e i quarant’anni, il lettore … s’accor­ge che non è più il critico che sta visitando ma uno scrittore d’invenzione, un narratore. Distaccati dall’attualità dell’informazio­ne bibliografica e dai giudizi di valore letterario, gli articoli si danno qui per quello che in fondo sono sempre stati: racconti che mettono in scena città sontuose dell’Egitto e del Messico, Costantinopoli e Micene, o personaggi di varie mitologie … Non diversamente procedeva nel comporre le sue “vite immaginarie” Marcel Schwob». Così, nel 1972, Italo Calvino individuava acu­tamente la cifra di questa splendida raccolta che il tempo non ha intaccato. Né poteva essere altrimenti, giacché lo stesso titolo, preso a prestito da Lewis Carroll («Adesso, sono sempre le sei del pomeriggio» dice il Cappellaio ad Alice), sembra alludere a un tempo negato, immobile: come osserva ancora Calvino, «Lo scrittore auspicato dal critico Citati come voce diretta del mondo viene assomigliando sempre di più allo scrittore che Citati è diventato nel frattempo, il bibliotecario visionario che esplora continenti sterminati nei margini di pagine già scritte».

«Rileggendo uno dopo l’altro questa sessantina di saggi che Pietro Citati ha scritto tra i venticinque e i quarant’anni, il lettore … s’accor­ge che non è più il critico che sta visitando ma uno scrittore d’invenzione, un narratore. Distaccati dall’attualità dell’informazio­ne bibliografica e dai giudizi di valore letterario, gli articoli si danno qui per quello che in fondo sono sempre stati: racconti che mettono in scena città sontuose dell’Egitto e del Messico, Costantinopoli e Micene, o personaggi di varie mitologie … Non diversamente procedeva nel comporre le sue “vite immaginarie” Marcel Schwob». Così, nel 1972, Italo Calvino individuava acu­tamente la cifra di questa splendida raccolta che il tempo non ha intaccato. Né poteva essere altrimenti, giacché lo stesso titolo, preso a prestito da Lewis Carroll («Adesso, sono sempre le sei del pomeriggio» dice il Cappellaio ad Alice), sembra alludere a un tempo negato, immobile: come osserva ancora Calvino, «Lo scrittore auspicato dal critico Citati come voce diretta del mondo viene assomigliando sempre di più allo scrittore che Citati è diventato nel frattempo, il bibliotecario visionario che esplora continenti sterminati nei margini di pagine già scritte».

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Il baco da seta: Le indagini di Cormoran Strike

IL SECONDO IRRESISTIBILE ROMANZO DELLA SERIE NOIR SCRITTA DA ROBERT GALBRAITH, PSEUDONIMO DI J.K. ROWLING, AUTRICE DI HARRY POTTER«Per le strade ghiacciate e fangose di Londra si aggira zoppicando un eroe di cui sentiremo parlare a lungo. L’eroe giusto per i nostri tempi.»Antonio D’Orrico – Corriere della Sera«Una nuova prova di maestria. Un giallo classico con venature rosa e commedia sociale. Variano gli ingredienti, resta la piacevolezza.»La StampaUN PERICOLOSO MANOSCRITTO, UN BRUTALE ASSASSINIO, UN’INDAGINE MOZZAFIATO.Londra. L’eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l’investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito. Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n’è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore.Appassionante e ricco di colpi di scena, uno spaccato degli intrighi del mondo editoriale londinese, Il baco da seta è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

IL SECONDO IRRESISTIBILE ROMANZO DELLA SERIE NOIR SCRITTA DA ROBERT GALBRAITH, PSEUDONIMO DI J.K. ROWLING, AUTRICE DI HARRY POTTER«Per le strade ghiacciate e fangose di Londra si aggira zoppicando un eroe di cui sentiremo parlare a lungo. L’eroe giusto per i nostri tempi.»Antonio D’Orrico – Corriere della Sera«Una nuova prova di maestria. Un giallo classico con venature rosa e commedia sociale. Variano gli ingredienti, resta la piacevolezza.»La StampaUN PERICOLOSO MANOSCRITTO, UN BRUTALE ASSASSINIO, UN’INDAGINE MOZZAFIATO.Londra. L’eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l’investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito. Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n’è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore.Appassionante e ricco di colpi di scena, uno spaccato degli intrighi del mondo editoriale londinese, Il baco da seta è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

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Europe

L’Europa è fatta di nazioni che nascono, rinascono, si rinnovano, si fondono, si separano. Forte della sua profonda conoscenza della Russia, Vittorio Strada propone il suo contributo a una discussione sempre aperta su temi cruciali e attuali. Gli interrogativi a cui il libro cerca di dare risposta non sono pochi: si deve parlare di Europa o forse di Europe, aree diverse orientate verso un’unificazione ideale, anziché fuse in una compatta unità? E qual è il rapporto Russia-Europa dai punti di vista religioso, politico, culturale? Come leggere le storie di Polonia e Ucraina, aree che per secoli hanno fatto parte della Russia (dell’impero russo) e che, componenti a pieno titolo della civiltà europea, costituiscono una fascia di transizione? Quali sono le radici dell’eurasismo, il movimento nato negli anni venti che identifica la Russia come uno spazio tra Europa e Asia dotato di una sua specificità, riapparso oggi come ideologia del neoimperialismo russo postsovietico? Le due anime dell’impero, zarista e comunista, come si sono risolte nella Russia attuale? Riflessione storica sul significato della Russia, il volume è utile a tutti coloro che vogliano comprendere anche la “questione ucraina”, oggi drammaticamente al centro delle cronache.

L’Europa è fatta di nazioni che nascono, rinascono, si rinnovano, si fondono, si separano. Forte della sua profonda conoscenza della Russia, Vittorio Strada propone il suo contributo a una discussione sempre aperta su temi cruciali e attuali. Gli interrogativi a cui il libro cerca di dare risposta non sono pochi: si deve parlare di Europa o forse di Europe, aree diverse orientate verso un’unificazione ideale, anziché fuse in una compatta unità? E qual è il rapporto Russia-Europa dai punti di vista religioso, politico, culturale? Come leggere le storie di Polonia e Ucraina, aree che per secoli hanno fatto parte della Russia (dell’impero russo) e che, componenti a pieno titolo della civiltà europea, costituiscono una fascia di transizione? Quali sono le radici dell’eurasismo, il movimento nato negli anni venti che identifica la Russia come uno spazio tra Europa e Asia dotato di una sua specificità, riapparso oggi come ideologia del neoimperialismo russo postsovietico? Le due anime dell’impero, zarista e comunista, come si sono risolte nella Russia attuale? Riflessione storica sul significato della Russia, il volume è utile a tutti coloro che vogliano comprendere anche la “questione ucraina”, oggi drammaticamente al centro delle cronache.

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Dopo la democrazia

Dove è finita la democrazia? Paralizzata in Europa, scavalcata dalla globalizzazione, sopraffatta dal marketing politico, impantanata tra anarchia di piazza e apatia elettorale. Come si può costruire una ‘nuova democrazia’, dopo la morte di quella che conoscevamo?Appassionato e rigoroso, puntuale e premonitore, Ralf Dahrendorf continua a riflettere sulle sfide della e alla democrazia contemporanea. Piero Ignazi, “Il Sole 24 Ore”Senza profezie azzardate o banali osservazioni, questo libro-intervista abbraccia quasi tutti i temi del dibattito politico corrente, dalla globalizzazione al nuovo localismo, dall’Europa alla bioetica. Ed è uno sforzo per capire e per formulare proposte di riforma tenendo fede a un fondamentale assunto etico-politico: «dopo la democrazia, noi dobbiamo e possiamo costruire una nuova democrazia». Maurizio Griffo, “L’Indice”

Dove è finita la democrazia? Paralizzata in Europa, scavalcata dalla globalizzazione, sopraffatta dal marketing politico, impantanata tra anarchia di piazza e apatia elettorale. Come si può costruire una ‘nuova democrazia’, dopo la morte di quella che conoscevamo?Appassionato e rigoroso, puntuale e premonitore, Ralf Dahrendorf continua a riflettere sulle sfide della e alla democrazia contemporanea. Piero Ignazi, “Il Sole 24 Ore”Senza profezie azzardate o banali osservazioni, questo libro-intervista abbraccia quasi tutti i temi del dibattito politico corrente, dalla globalizzazione al nuovo localismo, dall’Europa alla bioetica. Ed è uno sforzo per capire e per formulare proposte di riforma tenendo fede a un fondamentale assunto etico-politico: «dopo la democrazia, noi dobbiamo e possiamo costruire una nuova democrazia». Maurizio Griffo, “L’Indice”

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Di[zion]ario Erotico

A metà tra il sillabario divagante e la confessione personale, il volume esplora più di centocinquanta voci inerenti l’universo erotico femminile così come lo vedono gli uomini A come «Atto sessuale» B come «Bocca» C come «Culo» Scorrendo l’indice delle voci di questo audace dizionario-diario, che vanno dai prevedibili «Viagra», «Vibratore», a meno prevedibili spunti filosofici (vedi alla voce «Kant») o neologismi come «Fica Power», si potrebbe pensare a un’opera di machismo impunito, un trattato per lemmi che esalta la donna-oggetto, una lode alla femmina da letto. Ma questa guida alla libido femminile rigorosamente osservata dal maschio riserva più di una sorpresa, e la conclusione non è affatto scontata. Con uno stile crudo, che non si nega nulla ma non è mai volgare, spesso sarcastico, talvolta persino tenero, il Di(zion)ario è anche una provocatoria analisi del costume che, in qualche modo, ci mostra una delle tante prospettive con cui possono essere osservati, e vissuti, i rapporti uomo-donna.

A metà tra il sillabario divagante e la confessione personale, il volume esplora più di centocinquanta voci inerenti l’universo erotico femminile così come lo vedono gli uomini A come «Atto sessuale» B come «Bocca» C come «Culo» Scorrendo l’indice delle voci di questo audace dizionario-diario, che vanno dai prevedibili «Viagra», «Vibratore», a meno prevedibili spunti filosofici (vedi alla voce «Kant») o neologismi come «Fica Power», si potrebbe pensare a un’opera di machismo impunito, un trattato per lemmi che esalta la donna-oggetto, una lode alla femmina da letto. Ma questa guida alla libido femminile rigorosamente osservata dal maschio riserva più di una sorpresa, e la conclusione non è affatto scontata. Con uno stile crudo, che non si nega nulla ma non è mai volgare, spesso sarcastico, talvolta persino tenero, il Di(zion)ario è anche una provocatoria analisi del costume che, in qualche modo, ci mostra una delle tante prospettive con cui possono essere osservati, e vissuti, i rapporti uomo-donna.

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