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Il segreto del silenzio

**Una serie culto tradotta in 22 Paesi

Al calare delle tenebre nulla è ciò che sembra**

Dopo aver trovato rifugio in una località segreta nel Sud della Francia, Allie è convinta di essere al sicuro, almeno fino a quando le guardie di Nathaniel non la attaccheranno. A quel punto, costretta di nuovo alla fuga, dovrà far ritorno in un luogo che può davvero chiamare casa: la Cimmeria Academy. Ma quando arriva, a malapena riconosce quel posto… Le tensioni sono palpabili, la maggior parte degli studenti diserta le lezioni, gli insegnanti non sono più punti di riferimento e le guardie controllano tutto. Nathaniel è vicino – molto vicino – a ottenere tutto ciò che vuole. Nel disperato tentativo di fermarlo, Allie accetta di accompagnare Lucinda in una pericolosa missione durante la notte. Ma così facendo, potrebbe mettere a repentaglio la vita dei suoi amici… Carter e Sylvain sono entrambi pronti a combattere al suo fianco e dimostrarle il loro amore. E Allie sa che deve decidere una volta per tutte chi vuole veramente. Nessuno potrà aspettare per sempre. Il tempo per l’indecisione è finito. Tutto è in gioco e chi vince prende tutto…

**Una serie culto tradotta in 22 Paesi

Esiste una scuola dove ogni giorno accade l’impossibile: segreti, tradimenti, misteri, amori e bugie**

‘Come sempre, il modo di narrare della Daugherty è appassionante. Un altro semestre ricco di brividi alla Cimmeria Academy.’
**The Financial Times **

‘Night School è coinvolgente e pieno di bei personaggi. La miscela perfetta di suspense e romance.’
Sophie McKenzie

C.J. Daugherty

È scrittrice e redattrice, ha collaborato con la Reuters, il ‘Dallas Morning News’ e il ‘New York Times’. Ha scritto alcuni libri a quattro mani con il marito Jack Jewers, e ora si dedica soprattutto alla scrittura per ragazzi. Ex giornalista di cronaca nera, politica e investigativa, è ancora fortemente affascinata dai meccanismi che portano alcune persone a compiere azioni orribili e altre a cercare di impedirlo. La serie Night School è il risultato di questa sua passione. La Newton Compton ha pubblicato con successo Il segreto del bosco, Il segreto della notte, Il segreto dell’alba e Il segreto del silenzio, primi quattro episodi della saga che presto diventerà un film.

(source: Bol.com)

Il ricordo

Pleasure Series Una serie da oltre 2 milioni di copie nel mondo Il desiderio ha molte più sfumature del grigio In psichiatria si parla di cinque fasi del dolore: negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e accettazione. Quando Dominik è morto, non ho attraversato nessuna di queste. Inizialmente ero sotto shock, ma poi ho capito che la sola cosa che avrei potuto fare era sentire la sua mancanza, ancora e ancora. Desiderare la sua presenza, le sue parole, il familiare tepore del suo corpo nel letto accanto a me quando mi svegliavo nelle fredde mattine invernali e tutti i modi in cui faceva l’amore: la foga con cui mi possedeva e il modo in cui ha lasciato che mi aprissi a lui e ai suoi desideri come non avevo mai fatto con nessun altro uomo. Quella che sto per raccontarvi è la nostra calda, felice, dolorosa storia. Tradotta in 20 Paesi Bestseller del Sunday Times Ha sempre saputo di essere diversa dalle altre donne… ‘Una bellissima e sorprendente scrittura.’ Publishers Weekly ‘Il desiderio ha molte più sfumature del grigio.’ Belle de Jour ‘Dà seriamente dipendenza.’ Look Magazine Vina JacksonÈ lo pseudonimo di due autori affermati che lavorano insieme. Provenienti da due diversi continenti, le due metà di Vina Jackson condividono l’amore per le atmosfere dark nelle loro storie romantiche ad alto tasso erotico. Parlano in totale quattro diverse lingue, ma ne hanno solo una in comune. Il loro lavoro è un fenomeno internazionale.

(source: Bol.com)

Il Pugile Polacco

Nel libro L’angelo letterario, durante l’incontro con lo scrittore Andrés Trapiello, a Madrid, Eduardo Halfon accenna a un misterioso pugile polacco. ‘Il tuo cognome, Eduardo, da dove viene? Libano, risposi. Mio nonno era un ebreo libanese identico ad Alfred Hitchcock. E il tuo nonno materno? Polacco. Anche lui ebreo? Sì, anche lui ebreo e gli parlai un po’ di Lodz, di Sachsenhausen, di Auschwitz, del pugile. Guarda, amico, esclamò alzandosi per rispondere al telefono, tutto questo o lo scrivi tu o lo scrivo io. Spero che lo scriva lui.’ Da allora, e attraverso altri personaggi, come un filo ininterrotto si susseguono e si intrecciano altre storie. Quella di un poeta indigeno immerso in un mondo avulso; quella di un accademico nordamericano esperto di Mark Twain; quella di una hippie israeliana in viaggio per il Centroamerica; quella segreta, unta di jazz, di un pianista serbo; quella di un ragazzo imprigionato in una realtà che non lo comprende; quella di un regno sottomarino ormai privo di vita; quella di una madre che cerca di sopravvivere al suo dolore. Da tutte queste storie quella del pugile polacco inizia a germinare, a imporsi, a chiedere di essere scritta da un nipote che a sua volta vorrebbe non scriverla. E che però sa che dovrà farlo. ‘Voi ebrei, mi disse Andrés sedendosi, nascete con un romanzo già scritto sotto il braccio.’
(source: Bol.com)

Il principe rosso. Il nono caso dell’ispettore capo Chen Cao

Durante gli anni dell’università sognavo di diventare un poeta, non un poliziotto iscritto al Partito. Ma quando hai dato così tanto al tuo lavoro, e per così tanti anni, quel lavoro diventa parte di te. Essere un poliziotto comporta degli obblighi, è una cosa che non si può cancellare di colpo.

Il principe del male

Nella sua Firenze, la Signoria delle trame di potere e dei mercenari, non esistono uomini come quelli della Roma dei Cesari: politici che governano per il bene comune e soldati pronti a morire per la patria. Di quella grandezza non vi è più traccia, e lo capisce molto presto, il giovane Niccolò, il naso sempre nascosto tra le pagine polverose dei classici latini. È poco più di un ragazzino, il Machia, quando la congiura ordita contro i Medici insanguina Firenze e vede i cadaveri dei colpevoli penzolare, impiccati, dalle finestre di Palazzo della Signoria. Da quel momento, anche se fuori manterrà sempre la consistenza del ghiaccio, dentro Niccolò inizierà a bruciare un fuoco caparbio, insieme a un’intelligenza senza eguali, capace di manipolare le menti. Perché a non avere il potere, lo sa bene Niccolò, si conta meno di niente e si rischia di morire con un pugnale piantato nella schiena. E se il mestiere delle armi non è la sua strada, nell’arte sublime della politica troverà la linfa della sua vita: come segretario della Repubblica prima e negli anni dell’esilio poi, continuerà a orchestrare da dietro le quinte il minuetto delle guerre tra i signori della penisola. Tra il sangue dei campi di battaglia e la corruzione delle stanze del potere. Con “Il principe del male” Francesco Ongaro racconta l’anima oscura del più audace personaggio politico del Rinascimento, che ha saputo fare della forza velenosa della parola l’arma più letale.
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Il Pappagallo Di Flaubert

[*Leggi un estratto*
][Leggi un estratto_](http://www.einaudi.it/content/download/15091/98348/version/1/file/BARNES_Il_pappagallo_di_Flaubert.pdf) ***
La «pura e semplice storia» di questo romanzo è quella di un vedovo, Geoffrey Braithwaite, medico inglese, in viaggio nei luoghi del suo autore di culto: Gustave Flaubert. Una sorta di pellegrinaggio fisico, ma soprattutto intellettuale alla ricerca di un frammento di verità possibile sulla vita, gli amori, gli amici, i vizi, le meschinità e la grandezza dell’impareggiabile maestro francese.
Ma può mai essere pura una storia, e può forse essere semplice? A complicare ogni vita e perfino ogni biografia, vale a dire il preteso riassunto oggettivo di un’esistenza è la miriade di dettagli, il moltiplicarsi degli sguardi, l’affievolirsi e la costante fallacia della memoria. E il caso che, nella modesta avventura di Braithwaite, si presenta sotto forma di un pappagallo impagliato custodito nel museo di Rouen, forse proprio lo stesso esemplare che accompagnò la stesura di *Un coeur simple.* Forse proprio Loulou, che la morente Félicité trasforma, nell’ultima pagina del racconto, in una visione mistica, salvifica, struggente e grottesca dello Spirito Santo. Ridimensionando fino al ridicolo le proprie ambizioni, e costeggiando da presso il confine del maniacale, Braithwaite si mette perciò sulle tracce del «pappagallo di Flaubert», avanzo impagliato di una verità inattingibile. Frattanto lo scintillante tesoro di splendori e miserie di Gustave Flaubert è offerto al lettore in una varietà di generi e stili, dalla cronologia – le cronologie anzi, perché nemmeno le date recano qui la consolazione dell’univocità, per triplicarsi in possibili punti di osservazione – al bestiario, dai quesiti d’esame al saggio critico, dalle opere realizzate a quelle potenziali. Procede cosí l’inutile assedio del segreto essenziale al cuore del romanzo mentre, pagina dopo pagina, magistralmente, Barnes ci intrattiene con l’antico espediente del rinvio narrativo. Soltanto alla fine infatti affiorerà, ambigua e dolente, la pura e semplice storia di Braithwaite, intrecciata, nella sua dimessa eccezionalità, con le grandi invenzioni della letteratura.
**Susanna Basso**
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«Un gioiello. Un romanzo di spudorata raffinatezza che non ha paura di essere anche leggibile e spassoso. Chapeau».
**John Irving**
«*Il pappagallo di Flaubert* si può leggere come un “romanzo in incognito” ed è in questa veste il più insolito esempio che mi sia capitato da *Fuoco pallido* di Nabokov, oppure come la biografia critica di un autore del passato, e rivaleggia allora con la fantasiosa stravaganza che il genio russo impiegò nel suo *Nikolai Gogol*».
**John Updike**

Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali?

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall’alfabetizzazione all’obesità, la maggior parte di noi dà per scontate alcune caratteristiche della modernità, ma per la quasi interezza dei suoi sei milioni di anni di vita la società umana non ha conosciuto nulla di tutto ciò. E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un’idea di com’era il nostro antico stile di vita. Società come quella degli abitanti degli altipiani guineani ci ricordano che, in termini evoluzionistici, le cose sono cambiate soltanto di recente, e questo libro ci offre un affascinante ritratto di prima mano di ciò che per decine di migliaia di anni è stata la vita dell’umanità, soffermandosi sul significato che le differenze fra quel passato ormai quasi scomparso e il nostro presente hanno per l’uomo di oggi. “Il mondo fino a ieri” è il libro più personale scritto da Jared Diamond, che attinge a piene mani a decenni di lavoro sul campo nelle isole del Pacifico e da testimonianze sugli inuit, gli indios dell’Amazzonia, i san del Kalahari e molti altri popoli. Diamond non idealizza romanticamente le società tradizionali: alcune fra le loro pratiche restano per noi inaccettabili, ma è importante riconoscere dove e quando le loro esperienze hanno fruttato dei passi avanti nella società e nel comportamento umani.
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Il mistero del rubino birmano

**«Un vero scrittore.»
Antonio D’Orrico
Un intrigo internazionale alla periferia di Roma.
Una nuova indagine del detective Max Mariani.**
A Roma il momento in cui la notte lascia posto alla luce abbagliante del giorno è un momento magico e carico di aspettative. Ed è proprio all’alba di un giorno qualunque che Max Mariani, sciagurato detective con una passione per la vodka e le ragazze a pagamento, si è appena abbandonato al sonno ristoratore quando riceve una telefonata da una donna misteriosa.
Chi è la sconosciuta che lo chiama in preda al panico, dicendo di aver sparato a un uomo e implorandolo di tirarla fuori dai guai? Max, come al solito, non sa resistere a una voce femminile che chiede aiuto, anche se stavolta si sta per infilare in un pasticcio degno di un thriller di Hitchcock. La bionda dall’altra parte del telefono, infatti, è nientemeno che una contessina russa con una forte dipendenza dalla polvere bianca, un datore di lavoro pericoloso e al dito un gioiello che scotta. Al fianco dell’eterno amico-nemico Giuliani – ruvido poliziotto –, Mariani si ritroverà, suo malgrado, in un intrigo internazionale che lo porterà dalle periferie di Roma, popolate da spietati gangster colombiani e pusher ivoriani, fino alle strade piene di insidie di Sofia, in Bulgaria. Non male, per un ex avvocato dei Parioli senza un soldo in tasca. Solo che in questo complicato puzzle, il detective rischia davvero di rimetterci molto più della reputazione e del conto in banca…
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Dopo il successo di *Il gigante sfregiato* torna Enrico Vanzina con una nuova avventura del suo eccentrico detective
Hanno scritto di Enrico Vanzina:
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«Questo è un gran bel romanzo scritto da un vero scrittore con un tocco neochandleriano di freschissima malinconia.»
**Antonio D’Orrico, Sette-Corriere della Sera**
«Una cosa è certa, *Il gigante sfregiato* fa venire voglia di vedere di nuovo in scena il simpatico Max Mariani…»
**Luca Crovi, Il Giornale**
«Vanzina ha costruito un plot vertiginoso in cui nulla è come appare, nemmeno il cinismo dei protagonisti.»
**Brunella Schisa, il Venerdì di Repubblica**
«Omicidi romani in salsa multietnica. Un esordio che non delude.»
**Alessandro Rota, La Repubblica**
«Una storia a tinte forti che si colora di commedia.»
**Gloria Satta, Il Messaggero**
«Un thriller che corre come una palla da biliardo.»
**Libero**
**Enrico Vanzina**
È nato a Roma, tempo fa. Suo padre, Steno, era un regista. Il fratello Carlo, un regista. Lui, invece, fa lo sceneggiatore. Ha firmato circa cento film, alcuni dei quali famosissimi. Fa il giornalista, ha scritto per il teatro e ha pubblicato dieci libri. Nel 2013 con la Newton Compton ha pubblicato il suo primo romanzo giallo *Il gigante sfregiato*, acclamato dalla critica, con cui ha vinto il prestigioso premio di letteratura internazionale della Citt&agrave

Il mistero del cavaliere

1486. Quando viene assunto come paggio alla corte dei Savoia, nessuno scommetterebbe un soldo su Pierre Terrail di Bayard. Figlio minore di una famiglia della piccola nobiltà francese, fatalmente destinato al mestiere delle armi, Pierre è solo un ragazzino che tutti prendono in giro. Tuttavia dovranno ricredersi in fretta: abilissimo cavallerizzo, spadaccino invincibile, stratega geniale, il timido rampollo dei Bayard si trasformerà sotto gli occhi meravigliati dei suoi signori in un’autentica macchina da guerra. Ma la storia preme alle porte del piccolo regno piemontese. Un immenso conflitto tra le potenze europee sta per travolgere l’Italia. La Francia e l’Impero si preparano a fronteggiarsi in uno scontro feroce che modificherà per sempre il destino del continente. Presto noto sui campi di battaglia come il “cavaliere senza macchia e senza paura”, Bayard diventa una leggenda. Intrepido nel combattimento, devoto a Dio e alla patria, generoso con i nemici, Bayard è l’ultimo erede della più gloriosa tradizione cavalleresca. Eppure, anche l’eroico cavaliere nasconde un segreto. Un mistero circonda la parte più intima della sua vita. Chi è la nobile dama che gli ha dato una figlia e perché Pierre si ostina a non volerne rivelare l’identità? Sullo sfondo fosco e terribile delle Guerre d’Italia, mentre nuove armi tecnologiche fanno piazza pulita di ogni codice d’onore, anche l’invincibile Bayard andrà incontro al proprio destino.
(source: Bol.com)

Il misterioso caso di Samuel Fleet

**’Un thriller storico non poteva essere meglio di così.’
Jeffery Deaver

Risolvere il caso è la sua unica via di fuga**

Londra, 1727. Vino, donne e gioco d’azzardo: Tom Hawkins è un uomo che ama correre rischi, anche se questo significa dover sfuggire con ogni mezzo ai creditori e mettere in pericolo la propria famiglia. È così che in un giorno più crudele degli altri Tom viene arrestato e condannato a scontare la pena al Marshalsea Gaol. Non è un carcere qualunque, è l’inferno in terra: punizioni corporali, ricatti e violenze sono all’ordine del giorno e bisogna lottare anche per un tozzo di pane. Nelle buie segrete c’è anche chi lava con il sangue le offese e si fa giustizia da solo. L’unico che sembra aver conservato un po’ di umanità è Samuel Fleet, finito a marcire in galera per una colpa che nessuno conosce. Tom si affida a lui per sopravvivere, ma qualcuno gli sussurra un terribile segreto: l’ultimo compagno di cella di Samuel è stato trovato senza vita in una pozza di sangue… Possibile che Samuel Fleet sia un assassino? E di chi altri potrà fidarsi Tom?

Londra 1727
Quale segreto nasconde il misterioso Samuel Fleet?

‘Un thriller storico non poteva essere meglio di così!’
Jeffery Deaver

‘Una scrittura così ricca di dettagli e atmosfera da rivaleggiare con quella di Dickens. La Hodgson è un’autrice da tenere d’occhio.’
Daily Express

‘Una maglia fitta di menzogne e ambiguità vi catturerà tra le pagine di questo incredibile romanzo.’
The Times

Antonia Hodgson

Nata nel Derbyshire, ha studiato letteratura inglese all’Università di Leeds. Lavora nell’editoria da quindici anni ed è caporedattrice alla sede inglese della casa editrice Little, Brown. Vive a Londra, in una casa da cui vede le rovine delle mura che delimitavano la vecchia City. Il misterioso caso di Samuel Fleet è il suo primo libro.

(source: Bol.com)

Il mio cuore è più stanco della mia voce

Negli anni Settanta Oriana Fallaci è un mito. Prima il Vietnam, poi Città del Messico e infine la storia d’amore con Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, simbolo dell’opposizione a qualunque regime liberticida. Dopo la morte di lui e la pubblicazione di Un uomo, Oriana riesce a creare un incantamento globale: vorrebbero essere come lei i tanti giovani e meno giovani attratti dalla personalità dei suoi reportage di guerra e dal suo coraggio. E vorrebbero essere come lei molte donne, per le quali la scrittrice rappresenta la realizzazione di un sogno. In quegli anni la Fallaci accetta i sempre più frequenti inviti a incontrare i suoi lettori stranieri, nelle città e nelle università del mondo. Questo libro raccoglie alcune delle sue conferenze di maggior rilievo, pagine rimaste a lungo inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l’impegno civile, la sua “ossessione per la libertà”. È il suo autoritratto più autentico, una sorta di manifesto in cui Oriana rivendica e difende con vigore il diritto a “stare dalla parte dell’umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro che sia un futuro migliore del presente”.
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### Sinossi
Negli anni Settanta Oriana Fallaci è un mito. Prima il Vietnam, poi Città del Messico e infine la storia d’amore con Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca, simbolo dell’opposizione a qualunque regime liberticida. Dopo la morte di lui e la pubblicazione di Un uomo, Oriana riesce a creare un incantamento globale: vorrebbero essere come lei i tanti giovani e meno giovani attratti dalla personalità dei suoi reportage di guerra e dal suo coraggio. E vorrebbero essere come lei molte donne, per le quali la scrittrice rappresenta la realizzazione di un sogno. In quegli anni la Fallaci accetta i sempre più frequenti inviti a incontrare i suoi lettori stranieri, nelle città e nelle università del mondo. Questo libro raccoglie alcune delle sue conferenze di maggior rilievo, pagine rimaste a lungo inedite che rivelano il suo rapporto con la scrittura, la sua passione per la politica e per l’impegno civile, la sua “ossessione per la libertà”. È il suo autoritratto più autentico, una sorta di manifesto in cui Oriana rivendica e difende con vigore il diritto a “stare dalla parte dell’umanità, suggerire i cambiamenti, innamorarci dei buoni cambiamenti, influenzare un futuro che sia un futuro migliore del presente”.

Il Lungo XX Secolo

Le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi quarant’anni non sono incidenti di percorso, ma riflettono tendenze storiche di lungo periodo. Giovanni Arrighi ha dimostrato che, da secoli, quando la produzione di beni e il commercio non bastano più a garantire alti profitti, l’accumulazione del capitale si sposta nella sfera della finanza e della speculazione. Ne conseguono instabilità economica, incertezza politica e nuovi conflitti sociali, che possono rappresentare il preludio a una svolta epocale negli equilibri globali. Il capitalismo si è evoluto attraverso una sequenza di «lunghi secoli», ciascuno dei quali ha insediato una nuova potenza al centro dell’economia-mondo. Al capitalismo genovese e veneziano seguì nel XVII secolo un ciclo economico olandese, la cui crisi aprì la strada all’impero britannico e infine alla leadership globale degli Stati Uniti. In passato fu l’ascesa della finanza a preannunciare la transizione da un ciclo all’altro: dietro le turbolenze economiche del nostro tempo si cela forse la fine del dominio statunitense? «Il lungo XX secolo» proietta le vicende del Novecento in un quadro storico di lunga durata, che mette in luce il rapporto quasi simbiotico tra il capitalismo e la formazione dello stato moderno. Conduce il lettore attraverso imperi e colonie, porti commerciali e campi di battaglia, colossi industriali e banche internazionali, fin dentro le stanze segrete in cui si incontrano politica e alta finanza, potere e denaro. E a vent’anni dalla prima edizione si conferma un capolavoro di sociologia della storia, indispensabile per comprendere le trasformazioni del presente in una prospettiva sistemica mondiale.

Il gran diavolo: I signori della Guerra

I colpi d’artiglieria sovrastano il fracasso del metallo delle armature e le grida dei soldati all’attacco. Della guerra e della morte, però, non ha paura Giovanni: lui è un Medici, nelle sue vene scorre sangue nobile, ma combattivo e fiero, e ogni giorno affronta il nemico alla testa delle più feroci truppe mercenarie d’Italia, le Bande Nere.Il campo di battaglia è grigio, freddo, immerso nella nebbia, eppure i suoi uomini lo seguirebbero anche all’inferno. Tra questi marcia Niccolò, un giovane soprannominato il Serparo per l’inquietante abitudine di tenere tre o quattro serpenti avvolti intorno al braccio. Custode di una sapienza antica, si affida loro per conoscere il futuro. Perciò gli altri soldati lo tengono a distanza, ma presto conquisterà la fiducia del Capitano, riuscendo a penetrarne lo sguardo severo. E dove Giovanni lo avesse posato, là Niccolò si sarebbe fatto trovare, al suo fianco, in mezzo alla mischia. Sempre. Sacha Naspini, con una lingua affilata che si misura con il dolore, il male, la morte, racconta di un’amicizia e di quello scorcio di ’500 che fu uno tra i momenti più tumultuosi della Storia d’Italia, quando ogni cosa stava cambiando, e tutti tradivano tutti. E lo fa attraverso un personaggio che incarna perfettamente il suo tempo, quel Gran Diavolo disposto a tutto per dominare la sorte e gli uomini. E continuare a combattere. IL SECONDO EBOOK DELLA SERIE “I SIGNORI DELLA GUERRA”. AMBIZIOSI, CORAGGIOSI, SENZA SCRUPOLI. SONO LE ANIME NERE DELLA STORIA D’ITALIA: CONDOTTIERI, POLITICI, SOLDATI AUDACI E SPREGIUDICATI MOSSI DA UN’INARRESTABILE SETE DI POTERE. Gli altri titoli della serie: – Il crociato infedele, di Davide Mosca – Il falco nero, di Mauro Marcialis – Il principe del male, di Francesco Ongaro

Il falco nero. Federico II, il destino di un imperatore. I signori della guerra

Federico II è il sovrano dei mari italiani e delle nevi germaniche, un mito destinato a percorrere per secoli le pagine della Storia. A quattordici anni, però, è ancora un ragazzino, e non desidera altro che la libertà. Eppure deve dire addio agli amici di sempre per dedicarsi ai suoi doveri di imperatore. Sarà una separazione temporanea, si dicono in una limpida alba davanti al mare di Palermo. Nulla può dividerli. Ma Federico presto è costretto a partire per il Nord. Passa lunghi anni nel cuore del suo regno e, quando può finalmente tornare nell’amata Sicilia, tutto è cambiato. È ormai un uomo, la politica dell’impero è troppo ostile agli infedeli perché i suoi amici saraceni possano riaccoglierlo a braccia aperte, e la bellissima Esmeray, che non ha mai dimenticato, da tempo sembra scomparsa nel nulla. Tra congiure silenti e guerre di religione, segreti che non possono più rimanere nascosti e lettere che emergono da un passato lontano, Federico cercherà di riannodare i fili spezzati, e di ritrovare la donna che ama da sempre e che amerà per sempre. Mauro Marcialis affronta con coraggio la sfida di riempire un vuoto nella biografia di uno dei personaggi più discussi del medioevo, mostrandocelo nei suoi aspetti più intimi e personali. E intreccia la storia di un amore tenero e disperato con quella dell’uomo che stupì il mondo.
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Il domatore di leoni

La nona indagine di Erica Falck e Patrik Hedström. L’inverno è particolarmente gelido e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte, i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio solo un ricordo. Mentre l’intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un’auto la investe, uccidendola. All’arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un’inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, così simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento? Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un’oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che ha generato e sostenuto negli anni una spirale di odio incomprensibile: mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un’apparente normalità.

(source: Bol.com)

Il dio impossibile

Il percorso di coincidenze a ostacoli che ha portato alla luce questa trilogia non programmatica è scritto sul sentiero ancora frastagliato della letteratura italiana degli ultimi vent’anni. Il dio impossibile non esisteva nella mente del Walter Siti che quasi cinquantenne dava alle stampe con raziocinio kamikaze il suo primo e, nelle sue intenzioni, ultimo romanzo con protagonista un altro Walter Siti, quello che stava vivendo un’esistenza parallela facendo della verità menzogna e delle bugie il suo segreto profondissimo e pubblico. “Ordigno inesploso” che tutto aveva in ventre ma che per compiersi ha avuto bisogno della carne e dell’evoluzione dei romanzi successivi. E se Un dolore normale affermava la presa di coscienza di un sopravvissuto capace di raffinatissime bassezze, Troppi paradisi con il suo “Mi chiamo Walter Siti, come tutti” è stato un autentico detonatore di poetica. Se tutto è vero, allora anche il falso è vero, bisogna crederci e credere, disseminare le giuste tracce, depistare, incantare con una prosa perfetta e capace di ogni abiezione e disinvolto piacere. In questo libro mastodontico e prezioso il Walter Siti scrittore ha seguito le tracce del Walter Siti personaggio e il suo destino che non prevedeva felicità. Lo ha guardato in faccia forse per la prima volta, ma sicuramente per la prima volta lo ha inchiodato alle proprie responsabilità riaffrontandone le nevrosi, le fughe, i plagi. Il dio impossibile è un libro-monumento indispensabile per capire cosa sia successo in Italia mentre si teorizzava il tramonto delle ideologie e l’appeal dell’inorganico ma guardavamo altrove. Al lettore sembrerà di leggere la cronaca della nostra intimità, del nostro male, della fine del Paese. E leggere nelle radici riannodate della nostra storia recente l’orrido selfie della nostra anima può essere un esercizio crudele che vivamente consigliamo. Parrebbe semplicistico chiudere con un “Walter Siti c’est moi” ma senza dubbio non spaventa dire che “Walter Siti c’est en moi”, in una spericolata arrampicata sul nulla. O sul suo contrario.
(source: Bol.com)