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Morte sul fiume

Un sontuoso palazzo in stile veneziano sulle rive del Tamigi. È la sede di un’importante casa editrice. Ma è anche il luogo in cui troppe persone muoiono misteriosamente. Suicidi e omicidi di cui non si riesce a capire la ragione. Un’amante delusa, un manoscritto respinto, un serpente di stoffa. L’ispettore Adam Dalgliesh deve districare il confuso groviglio di indizi e moventi che gli si para dinnanzi. Deve riuscire a guardare al di là delle passioni e dei furori del presente per scoprire, nel passato, il seme dell’odio. Fino a cogliere il filo che lega una serie di delitti d’alta scuola…
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### Sinossi
Un sontuoso palazzo in stile veneziano sulle rive del Tamigi. È la sede di un’importante casa editrice. Ma è anche il luogo in cui troppe persone muoiono misteriosamente. Suicidi e omicidi di cui non si riesce a capire la ragione. Un’amante delusa, un manoscritto respinto, un serpente di stoffa. L’ispettore Adam Dalgliesh deve districare il confuso groviglio di indizi e moventi che gli si para dinnanzi. Deve riuscire a guardare al di là delle passioni e dei furori del presente per scoprire, nel passato, il seme dell’odio. Fino a cogliere il filo che lega una serie di delitti d’alta scuola…

Un sontuoso palazzo in stile veneziano sulle rive del Tamigi. È la sede di un’importante casa editrice. Ma è anche il luogo in cui troppe persone muoiono misteriosamente. Suicidi e omicidi di cui non si riesce a capire la ragione. Un’amante delusa, un manoscritto respinto, un serpente di stoffa. L’ispettore Adam Dalgliesh deve districare il confuso groviglio di indizi e moventi che gli si para dinnanzi. Deve riuscire a guardare al di là delle passioni e dei furori del presente per scoprire, nel passato, il seme dell’odio. Fino a cogliere il filo che lega una serie di delitti d’alta scuola…
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### Sinossi
Un sontuoso palazzo in stile veneziano sulle rive del Tamigi. È la sede di un’importante casa editrice. Ma è anche il luogo in cui troppe persone muoiono misteriosamente. Suicidi e omicidi di cui non si riesce a capire la ragione. Un’amante delusa, un manoscritto respinto, un serpente di stoffa. L’ispettore Adam Dalgliesh deve districare il confuso groviglio di indizi e moventi che gli si para dinnanzi. Deve riuscire a guardare al di là delle passioni e dei furori del presente per scoprire, nel passato, il seme dell’odio. Fino a cogliere il filo che lega una serie di delitti d’alta scuola…

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Menone

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Memorie del sottosuolo

Romanzo del 1864 diviso in due parti, questo capolavoro di Dostoevskij prende il via come una critica sociale che si schiera contro il positivismo e tutti quegli ideali ottimistici che sono i fondamenti di una società basata su benessere, scienza e ragione. Secondo l’autore russo, l’uomo manifesta un desiderio di sofferenza che non può approdare a sentimenti di fratellanza né sfociare in alcuna teoria di ragionevole intelletto. Il protagonista di questo libro si lamenta infatti di non riuscire a trasformarsi nemmeno in un insetto, di non riuscire a ritagliarsi uno spazio nemmeno nella più bassa catena animale, per colpa della propria irrazionalità e del proprio desiderio di volere. Nella seconda parte la riflessione si fa ancora più acuta ed è scritta in prima persona da un protagonista che, per dimostrare come anche una persona istruita e ben inserita nella società possa essere corrotta e corrosa, non esita a mettere su carta alcune delle azioni più miserabili che ha compiuto nel corso della sua esistenza. Una delle opere fondamentali della letteratura russa.

Romanzo del 1864 diviso in due parti, questo capolavoro di Dostoevskij prende il via come una critica sociale che si schiera contro il positivismo e tutti quegli ideali ottimistici che sono i fondamenti di una società basata su benessere, scienza e ragione. Secondo l’autore russo, l’uomo manifesta un desiderio di sofferenza che non può approdare a sentimenti di fratellanza né sfociare in alcuna teoria di ragionevole intelletto. Il protagonista di questo libro si lamenta infatti di non riuscire a trasformarsi nemmeno in un insetto, di non riuscire a ritagliarsi uno spazio nemmeno nella più bassa catena animale, per colpa della propria irrazionalità e del proprio desiderio di volere. Nella seconda parte la riflessione si fa ancora più acuta ed è scritta in prima persona da un protagonista che, per dimostrare come anche una persona istruita e ben inserita nella società possa essere corrotta e corrosa, non esita a mettere su carta alcune delle azioni più miserabili che ha compiuto nel corso della sua esistenza. Una delle opere fondamentali della letteratura russa.

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Meglio i Bastardi 2

A Mitra Schon sono sempre piaciuti gli uomini egoisti, disinteressati, opportunisti, vigliacchi… in una parola, ha sempre avuto un debole per i bastardi. Poi ha conosciuto James Blackwater, un bastardo molto particolare, ed è sembrato che il suo destino cambiasse. Ma la convivenza con James si rivela meno facile del previsto e il nuovo lavoro nel marketing di Mitra non la aiuta per niente a sentirsi soddisfatta e propositiva. Quando le viene offerta la possibilità di un avanzamanto di carriera sembra che le cose possano mettersi a posto. Ma il suo nuovo capo, affascinante, sexy, talvolta geniale, la attira presto in un gioco sempre più perverso, al quale Mitra non riesce – o forse non vuole – sottrarsi…
“«Togliti il reggiseno» disse lui, sedendosi sulla mia poltrona e accavallando le gambe.
Inarcai un sopracciglio e gli lanciai un’occhiata ironica. Mi sganciai il reggiseno e glielo tirai. Nyberg se lo portò al viso, aspirando con gli occhi socchiusi.
«Toccati i capezzoli. Falli diventare duri» mormorò.
Mi accarezzai i seni e li pizzicai leggermente. Confesso che vederlo lì, con le gambe accavallate a nascondere un’erezione e il respiro accelerato non era niente male.
Mi avvicinai e gli scostai un ginocchio con un ginocchio, restando in piedi tra le sue gambe. A quel punto potevo vedere chiaramente l’erezione premergli contro la stoffa blu dei pantaloni.
«Fallo ancora» disse lui, con un filo di voce.
Mi accarezzai i seni e mi pizzicai i capezzoli a una ventina di centimetri dalla sua faccia.
«Accarezzati anche sotto» sussurrò lui.
La mia mano scivolò lungo la mia pancia, fino a infilarsi nei miei slip. «Così?» gli chiesi, innocentemente.
Nyberg non rispose. Si limitò a fissare la mia mano, o meglio, il rigonfiamento che produceva nei miei slip.
«No, è inutile. Non ce la faccio» disse, deglutendo. Si slacciò la cintura. «Continua».”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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### Sinossi
A Mitra Schon sono sempre piaciuti gli uomini egoisti, disinteressati, opportunisti, vigliacchi… in una parola, ha sempre avuto un debole per i bastardi. Poi ha conosciuto James Blackwater, un bastardo molto particolare, ed è sembrato che il suo destino cambiasse. Ma la convivenza con James si rivela meno facile del previsto e il nuovo lavoro nel marketing di Mitra non la aiuta per niente a sentirsi soddisfatta e propositiva. Quando le viene offerta la possibilità di un avanzamanto di carriera sembra che le cose possano mettersi a posto. Ma il suo nuovo capo, affascinante, sexy, talvolta geniale, la attira presto in un gioco sempre più perverso, al quale Mitra non riesce – o forse non vuole – sottrarsi…
“«Togliti il reggiseno» disse lui, sedendosi sulla mia poltrona e accavallando le gambe.
Inarcai un sopracciglio e gli lanciai un’occhiata ironica. Mi sganciai il reggiseno e glielo tirai. Nyberg se lo portò al viso, aspirando con gli occhi socchiusi.
«Toccati i capezzoli. Falli diventare duri» mormorò.
Mi accarezzai i seni e li pizzicai leggermente. Confesso che vederlo lì, con le gambe accavallate a nascondere un’erezione e il respiro accelerato non era niente male.
Mi avvicinai e gli scostai un ginocchio con un ginocchio, restando in piedi tra le sue gambe. A quel punto potevo vedere chiaramente l’erezione premergli contro la stoffa blu dei pantaloni.
«Fallo ancora» disse lui, con un filo di voce.
Mi accarezzai i seni e mi pizzicai i capezzoli a una ventina di centimetri dalla sua faccia.
«Accarezzati anche sotto» sussurrò lui.
La mia mano scivolò lungo la mia pancia, fino a infilarsi nei miei slip. «Così?» gli chiesi, innocentemente.
Nyberg non rispose. Si limitò a fissare la mia mano, o meglio, il rigonfiamento che produceva nei miei slip.
«No, è inutile. Non ce la faccio» disse, deglutendo. Si slacciò la cintura. «Continua».”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

A Mitra Schon sono sempre piaciuti gli uomini egoisti, disinteressati, opportunisti, vigliacchi… in una parola, ha sempre avuto un debole per i bastardi. Poi ha conosciuto James Blackwater, un bastardo molto particolare, ed è sembrato che il suo destino cambiasse. Ma la convivenza con James si rivela meno facile del previsto e il nuovo lavoro nel marketing di Mitra non la aiuta per niente a sentirsi soddisfatta e propositiva. Quando le viene offerta la possibilità di un avanzamanto di carriera sembra che le cose possano mettersi a posto. Ma il suo nuovo capo, affascinante, sexy, talvolta geniale, la attira presto in un gioco sempre più perverso, al quale Mitra non riesce – o forse non vuole – sottrarsi…
“«Togliti il reggiseno» disse lui, sedendosi sulla mia poltrona e accavallando le gambe.
Inarcai un sopracciglio e gli lanciai un’occhiata ironica. Mi sganciai il reggiseno e glielo tirai. Nyberg se lo portò al viso, aspirando con gli occhi socchiusi.
«Toccati i capezzoli. Falli diventare duri» mormorò.
Mi accarezzai i seni e li pizzicai leggermente. Confesso che vederlo lì, con le gambe accavallate a nascondere un’erezione e il respiro accelerato non era niente male.
Mi avvicinai e gli scostai un ginocchio con un ginocchio, restando in piedi tra le sue gambe. A quel punto potevo vedere chiaramente l’erezione premergli contro la stoffa blu dei pantaloni.
«Fallo ancora» disse lui, con un filo di voce.
Mi accarezzai i seni e mi pizzicai i capezzoli a una ventina di centimetri dalla sua faccia.
«Accarezzati anche sotto» sussurrò lui.
La mia mano scivolò lungo la mia pancia, fino a infilarsi nei miei slip. «Così?» gli chiesi, innocentemente.
Nyberg non rispose. Si limitò a fissare la mia mano, o meglio, il rigonfiamento che produceva nei miei slip.
«No, è inutile. Non ce la faccio» disse, deglutendo. Si slacciò la cintura. «Continua».”
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A Mitra Schon sono sempre piaciuti gli uomini egoisti, disinteressati, opportunisti, vigliacchi… in una parola, ha sempre avuto un debole per i bastardi. Poi ha conosciuto James Blackwater, un bastardo molto particolare, ed è sembrato che il suo destino cambiasse. Ma la convivenza con James si rivela meno facile del previsto e il nuovo lavoro nel marketing di Mitra non la aiuta per niente a sentirsi soddisfatta e propositiva. Quando le viene offerta la possibilità di un avanzamanto di carriera sembra che le cose possano mettersi a posto. Ma il suo nuovo capo, affascinante, sexy, talvolta geniale, la attira presto in un gioco sempre più perverso, al quale Mitra non riesce – o forse non vuole – sottrarsi…
“«Togliti il reggiseno» disse lui, sedendosi sulla mia poltrona e accavallando le gambe.
Inarcai un sopracciglio e gli lanciai un’occhiata ironica. Mi sganciai il reggiseno e glielo tirai. Nyberg se lo portò al viso, aspirando con gli occhi socchiusi.
«Toccati i capezzoli. Falli diventare duri» mormorò.
Mi accarezzai i seni e li pizzicai leggermente. Confesso che vederlo lì, con le gambe accavallate a nascondere un’erezione e il respiro accelerato non era niente male.
Mi avvicinai e gli scostai un ginocchio con un ginocchio, restando in piedi tra le sue gambe. A quel punto potevo vedere chiaramente l’erezione premergli contro la stoffa blu dei pantaloni.
«Fallo ancora» disse lui, con un filo di voce.
Mi accarezzai i seni e mi pizzicai i capezzoli a una ventina di centimetri dalla sua faccia.
«Accarezzati anche sotto» sussurrò lui.
La mia mano scivolò lungo la mia pancia, fino a infilarsi nei miei slip. «Così?» gli chiesi, innocentemente.
Nyberg non rispose. Si limitò a fissare la mia mano, o meglio, il rigonfiamento che produceva nei miei slip.
«No, è inutile. Non ce la faccio» disse, deglutendo. Si slacciò la cintura. «Continua».”
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Mattatoio n. 5

Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque “Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini”, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare (“ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”) e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.
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Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque “Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini”, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare (“ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”) e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.
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Le sultane

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l’acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Così, come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, nell’ombra filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote… Dopo la fortunata trilogia della Guerrera, Marilù Oliva racconta una storia irresistibile di amicizia, solitudini, rivincite e desideri inconfessabili, tra sorrisi amari e atmosfere noir.

(source: Bol.com)

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l’acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Così, come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, nell’ombra filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote… Dopo la fortunata trilogia della Guerrera, Marilù Oliva racconta una storia irresistibile di amicizia, solitudini, rivincite e desideri inconfessabili, tra sorrisi amari e atmosfere noir.

(source: Bol.com)

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Le Notti Di Madeline 2 (Bdsm)

Le notti di madeline 2 (bdsm) by Miss Black
Madeline ha dovuto mettersi in gioco, per riuscire a diventare la schiava personale di Diomedes, e nemmeno adesso può dormire sugli allori, perché il suo Padrone non è il tipo da darle troppe certezze. Inoltre, in seno al consiglio dei vampiri sta crescendo il dissenso per l’indulgenza che il nuovo capo, Adrian, riserva ai lupi, nemici storici dei bevitori di sangue. Madeline resterà invischiata in un complotto contro Diomedes e Adrian stesso, e dovrà lottare per sopravvivere… tutto questo su un paio di tacchi dodici, imbavagliata e con i polsi legati dietro alla schiena.
“«Quindi… è questo l’effetto che ti fa venire rapita?» disse, accarezzandole il corpo con le mani guantate. «Ti bagni e inizi a godere?».
«Se… se mi rapisce lei sì, Padrone…» ammise Maddie.
Diomedes si sfilò il passamontagna e lo buttò da un lato. «Dio… guarda che puttanella viziosa… stai per cominciare a gocciolare per terra».
Maddie si sentì tagliare di nuovo, tra i seni, e gemette più di piacere che di dolore. Era semplicemente troppo eccitata per distinguere tra l’uno e l’altro. Inoltre erano giorni che Diomedes non le consentiva di venire, quindi era carica come una molla.
Lui le allargò le cosce con le mani e Maddie sentì la punta di un guanto sul clitoride. Iniziò ad ansimare, senza riuscire minimamente a fermarsi.
Diomedes si sfilò un guanto e le accarezzò le labbra con le dita nude. Maddie iniziò a leccarle. «La vuoi la mia mano? Tutta quanta?» le chiese.”
BDSM – CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

Le notti di madeline 2 (bdsm) by Miss Black
Madeline ha dovuto mettersi in gioco, per riuscire a diventare la schiava personale di Diomedes, e nemmeno adesso può dormire sugli allori, perché il suo Padrone non è il tipo da darle troppe certezze. Inoltre, in seno al consiglio dei vampiri sta crescendo il dissenso per l’indulgenza che il nuovo capo, Adrian, riserva ai lupi, nemici storici dei bevitori di sangue. Madeline resterà invischiata in un complotto contro Diomedes e Adrian stesso, e dovrà lottare per sopravvivere… tutto questo su un paio di tacchi dodici, imbavagliata e con i polsi legati dietro alla schiena.
“«Quindi… è questo l’effetto che ti fa venire rapita?» disse, accarezzandole il corpo con le mani guantate. «Ti bagni e inizi a godere?».
«Se… se mi rapisce lei sì, Padrone…» ammise Maddie.
Diomedes si sfilò il passamontagna e lo buttò da un lato. «Dio… guarda che puttanella viziosa… stai per cominciare a gocciolare per terra».
Maddie si sentì tagliare di nuovo, tra i seni, e gemette più di piacere che di dolore. Era semplicemente troppo eccitata per distinguere tra l’uno e l’altro. Inoltre erano giorni che Diomedes non le consentiva di venire, quindi era carica come una molla.
Lui le allargò le cosce con le mani e Maddie sentì la punta di un guanto sul clitoride. Iniziò ad ansimare, senza riuscire minimamente a fermarsi.
Diomedes si sfilò un guanto e le accarezzò le labbra con le dita nude. Maddie iniziò a leccarle. «La vuoi la mia mano? Tutta quanta?» le chiese.”
BDSM – CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO

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Lamento di Portnoy

Alex Portnoy ha trentrè anni ed è commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Nel lavoro è abile, intransigente, stimato. Il libro riporta il monologo di Alex che, dall’analista ripercorre la sua vita per capire perché è travolto dai desideri che ripugnano alla “mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri”.
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Alex Portnoy ha trentrè anni ed è commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Nel lavoro è abile, intransigente, stimato. Il libro riporta il monologo di Alex che, dall’analista ripercorre la sua vita per capire perché è travolto dai desideri che ripugnano alla “mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri”.
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La voce del desiderio (I Romanzi Oro)

Stella nascente del Parlamento, Michael Anstruther-Wetherby è destinato a fare strada. Aristocratico, attraente, arrogante quanto basta, con l’appoggio dei Cynster, un futuro di successo è garantito. Gli manca solo una moglie che sia malleabile e da poter guidare con facilità nei circoli politici. Ma quando individua la candidata nella diciannovenne Elizabeth Mollison, trova anche un ostacolo insormontabile: sua zia Caroline Sutcliffe, giovane vedova di un diplomatico. Perché Caroline è decisa a distogliere l’attenzione di Michael dalla nipote, dimostrandogli che a lui serve una lady con più esperienza…

(source: Bol.com)

Stella nascente del Parlamento, Michael Anstruther-Wetherby è destinato a fare strada. Aristocratico, attraente, arrogante quanto basta, con l’appoggio dei Cynster, un futuro di successo è garantito. Gli manca solo una moglie che sia malleabile e da poter guidare con facilità nei circoli politici. Ma quando individua la candidata nella diciannovenne Elizabeth Mollison, trova anche un ostacolo insormontabile: sua zia Caroline Sutcliffe, giovane vedova di un diplomatico. Perché Caroline è decisa a distogliere l’attenzione di Michael dalla nipote, dimostrandogli che a lui serve una lady con più esperienza…

(source: Bol.com)

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La verità sull’amore (I Romanzi Oro)

Gerrard Debbington è uno dei migliori partiti di Londra, ma non è interessato a sposarsi. Celebrato e talentuoso pittore, ha un unico sogno: dipingere i meravigliosi giardini di Hellebore Hall, nel castello di lord Tregonning in Cornovaglia. Un’opportunità alla sua portata se acconsentirà a ritrarne la figlia Jacqueline. Tuttavia Gerrard considera questo compito uno spreco di tempo per la propria arte, salvo rimangiarsi presto questa convinzione. Il fascino della ragazza, infatti, accende in lui addirittura la certezza di aver trovato l’anima gemella. Ma Jacqueline sta correndo un tremendo pericolo, e Gerrard dovrà fare di tutto per proteggere la donna di cui ora è perdutamente innamorato…

(source: Bol.com)

Gerrard Debbington è uno dei migliori partiti di Londra, ma non è interessato a sposarsi. Celebrato e talentuoso pittore, ha un unico sogno: dipingere i meravigliosi giardini di Hellebore Hall, nel castello di lord Tregonning in Cornovaglia. Un’opportunità alla sua portata se acconsentirà a ritrarne la figlia Jacqueline. Tuttavia Gerrard considera questo compito uno spreco di tempo per la propria arte, salvo rimangiarsi presto questa convinzione. Il fascino della ragazza, infatti, accende in lui addirittura la certezza di aver trovato l’anima gemella. Ma Jacqueline sta correndo un tremendo pericolo, e Gerrard dovrà fare di tutto per proteggere la donna di cui ora è perdutamente innamorato…

(source: Bol.com)

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La sposa segreta

Scozia, 1075 – Rimasta vedova anzitempo, Isabelle viene cacciata di casa dai parenti del marito perché non ha saputo dargli un erede, ed è costretta a tornare dal padre. Due sono le scelte che le si prospettano a quel punto: il convento o il matrimonio con Ban, un nobile sassone privato delle proprie terre da Re Guglielmo. Ban è più che disposto a prendere in sposa la bellissima fanciulla, tuttavia pone una condizione: la loro unione dovrà rimanere segreta fino a quando lei non concepirà un figlio; solo allora la riconoscerà come legittima moglie. Sembra la soluzione ideale, ma ben presto l’orgoglioso guerriero si rende conto che Isabelle ha paura di lui. E che per rendere effettivo il loro accordo dovrà prima conquistare il suo cuore.
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### Sinossi
Scozia, 1075 – Rimasta vedova anzitempo, Isabelle viene cacciata di casa dai parenti del marito perché non ha saputo dargli un erede, ed è costretta a tornare dal padre. Due sono le scelte che le si prospettano a quel punto: il convento o il matrimonio con Ban, un nobile sassone privato delle proprie terre da Re Guglielmo. Ban è più che disposto a prendere in sposa la bellissima fanciulla, tuttavia pone una condizione: la loro unione dovrà rimanere segreta fino a quando lei non concepirà un figlio; solo allora la riconoscerà come legittima moglie. Sembra la soluzione ideale, ma ben presto l’orgoglioso guerriero si rende conto che Isabelle ha paura di lui. E che per rendere effettivo il loro accordo dovrà prima conquistare il suo cuore.

Scozia, 1075 – Rimasta vedova anzitempo, Isabelle viene cacciata di casa dai parenti del marito perché non ha saputo dargli un erede, ed è costretta a tornare dal padre. Due sono le scelte che le si prospettano a quel punto: il convento o il matrimonio con Ban, un nobile sassone privato delle proprie terre da Re Guglielmo. Ban è più che disposto a prendere in sposa la bellissima fanciulla, tuttavia pone una condizione: la loro unione dovrà rimanere segreta fino a quando lei non concepirà un figlio; solo allora la riconoscerà come legittima moglie. Sembra la soluzione ideale, ma ben presto l’orgoglioso guerriero si rende conto che Isabelle ha paura di lui. E che per rendere effettivo il loro accordo dovrà prima conquistare il suo cuore.
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### Sinossi
Scozia, 1075 – Rimasta vedova anzitempo, Isabelle viene cacciata di casa dai parenti del marito perché non ha saputo dargli un erede, ed è costretta a tornare dal padre. Due sono le scelte che le si prospettano a quel punto: il convento o il matrimonio con Ban, un nobile sassone privato delle proprie terre da Re Guglielmo. Ban è più che disposto a prendere in sposa la bellissima fanciulla, tuttavia pone una condizione: la loro unione dovrà rimanere segreta fino a quando lei non concepirà un figlio; solo allora la riconoscerà come legittima moglie. Sembra la soluzione ideale, ma ben presto l’orgoglioso guerriero si rende conto che Isabelle ha paura di lui. E che per rendere effettivo il loro accordo dovrà prima conquistare il suo cuore.

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La Sposa Nella Torre

La sfida del terrorismo globale ha colpito a morte le Torri Gemelle di New York e migliaia di vittime innocenti. La risposta degli USA non è stata soltanto la guerra, ma anche leggi speciali che sembrano minare diritti civili fondamentali. Sono stati rimessi in discussione i principi della democrazia americana. Perché così poche grida d’allarme?
Perché il giornalismo non ha fatto fino in fondo il suo mestiere? E come evitare che la vendetta prevalga sul diritto?
Domande e inquietudini al centro delle conversazioni che Giulia Fossà ha tenuto con autorevoli testimoni del nostro tempo: Alberto Abruzzese, Fausto Bertinotti, Marco Bertotto, Luigi Bobba, Rocco Buttiglione, Domenico De Masi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Fulco Lanchester, Sebastiano Maffettone, Dacia Maraini, Sergio Romano, Adriano Sofri, Marcello Veneziani, Sandro Veronesi.

La sfida del terrorismo globale ha colpito a morte le Torri Gemelle di New York e migliaia di vittime innocenti. La risposta degli USA non è stata soltanto la guerra, ma anche leggi speciali che sembrano minare diritti civili fondamentali. Sono stati rimessi in discussione i principi della democrazia americana. Perché così poche grida d’allarme?
Perché il giornalismo non ha fatto fino in fondo il suo mestiere? E come evitare che la vendetta prevalga sul diritto?
Domande e inquietudini al centro delle conversazioni che Giulia Fossà ha tenuto con autorevoli testimoni del nostro tempo: Alberto Abruzzese, Fausto Bertinotti, Marco Bertotto, Luigi Bobba, Rocco Buttiglione, Domenico De Masi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Fulco Lanchester, Sebastiano Maffettone, Dacia Maraini, Sergio Romano, Adriano Sofri, Marcello Veneziani, Sandro Veronesi.

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La scienza dei Simpson

Guida non autorizzata all’universo in una ciambella. Edizione per la scuola. Che c’entra con la scienza la famiglia televisiva più amata degli ultimi vent’anni? Gran parte degli autori di I Simpson ha una laurea scientifica: lo si capisce dal fatto che gli episodi sono costellati, addirittura intrisi, di cultura e attualità tecnica e scientifica: dal nucleare all’emergenza rifiuti, dall’abuso di alcol alla cattiva alimentazione, dagli OGM alle missioni spaziali fino agli accesi scontri tra evoluzionisti e creazionisti. Il come e il perché di tanta dedizione alla scienza li scoprirete in questa appassionata disamina degli ingredienti scientifici della più divertente ma anche della più dotta tra le serie animate: matematica, fisica, astronomia, biologia, ecologia, medicina, e chi più ne ha più ne metta. Leggere questo libro, forse, non servirà a migliorare le prestazioni scolastiche; tuttavia, proprio come l’assunzione regolare della serie, avrà effetti collaterali ugualmente interessanti: terrà desti curiosità e senso critico, e sarà d’aiuto nell’esercizio del pensiero indipendente. Per il triennio della scuola superiore. Marco Malaspina, giornalista scientifico di Bologna, lavora all’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Scrive per le pagine di salute del settimanale «Oggi» e conduce Pigreco Party, il programma settimanale all’incrocio fra scienza e società di Radio Città del Capo.
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Guida non autorizzata all’universo in una ciambella. Edizione per la scuola. Che c’entra con la scienza la famiglia televisiva più amata degli ultimi vent’anni? Gran parte degli autori di I Simpson ha una laurea scientifica: lo si capisce dal fatto che gli episodi sono costellati, addirittura intrisi, di cultura e attualità tecnica e scientifica: dal nucleare all’emergenza rifiuti, dall’abuso di alcol alla cattiva alimentazione, dagli OGM alle missioni spaziali fino agli accesi scontri tra evoluzionisti e creazionisti. Il come e il perché di tanta dedizione alla scienza li scoprirete in questa appassionata disamina degli ingredienti scientifici della più divertente ma anche della più dotta tra le serie animate: matematica, fisica, astronomia, biologia, ecologia, medicina, e chi più ne ha più ne metta. Leggere questo libro, forse, non servirà a migliorare le prestazioni scolastiche; tuttavia, proprio come l’assunzione regolare della serie, avrà effetti collaterali ugualmente interessanti: terrà desti curiosità e senso critico, e sarà d’aiuto nell’esercizio del pensiero indipendente. Per il triennio della scuola superiore. Marco Malaspina, giornalista scientifico di Bologna, lavora all’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Scrive per le pagine di salute del settimanale «Oggi» e conduce Pigreco Party, il programma settimanale all’incrocio fra scienza e società di Radio Città del Capo.
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La Ninfa

## Il Figlio del Buio, Ardan, è stato confinato sottoterra per centocinquant’anni, imprigionato in un sarcofago dai suoi nemici, che erano… be’, i buoni. È stato intrappolato per proteggere il mondo dalla sua sete di potere, dalla devastante forza della sua magia e dalla sua crudeltà. Ma centocinquant’anni (153, per la precisione) sono un periodo molto lungo, specie se non puoi fare altro che riflettere su ciò che è stato. Nonostante questo, quando Ardan viene liberato da un mago nero, le cose vanno come tutti si aspettano: grazie alle sue oscure arti riconquista le terre che gli sono state sottratte e sembra che il suo dominio si espanderà fino agli angoli del mondo. Ma c’è qualcosa che può fermarlo. Non un esercito di maghi bianchi, non un avversario più forte di lui e neppure gli déi… ma la ninfa che doveva essere sacrificata al suo risveglio. Lili non è stata uccisa, e potrebbe essere l’unica persona in grado di far scoprire al Figlio del Buio che cosa sia l’umanità.
“Ardan entrò nella stanza da bagno in cui era lei, con i lunghi capelli ancora umidi e un telo nero drappeggiato attorno al corpo.
«Hai finito?» le chiese.
«Sì, mio signore» rispose Lili e fece per uscire dalla vasca.
Ardan la sollevò direttamente dall’acqua. Lili non fece resistenza. Lo guardò, mentre lui la guardava a sua volta.
Il Figlio del Buio la portò fino alla sua stanza. La posò sul suo letto, lasciando che i capelli fradici di lei inzuppassero le coperte. Lili rimase ferma, senza dimostrare paura, mentre lui tornava a guardarla.
Ardan si chinò su di lei. Le posò l’orecchio sulla pancia, come se volesse ascoltare, poi ci appoggiò la fronte. Lili sentiva la punta del suo naso sotto l’ombelico e il suo respiro poco più in basso.
«Sì, percepisco la scintilla» mormorò lui.
La sua bocca toccò la pelle di lei. Lili chiuse gli occhi e aprì le cosce.
«Decisa a essere Sacrificio fino in fondo» mormorò lui, vagamente sarcastico. La sua bocca, mentre parlava, disegnò una forma sulla pelle di lei. «E sento la tua malìa, non temere. Quando hai paura sei più umana… ma d’altronde, vale per noi tutti».
Lili sentì le sue labbra che scendevano verso il basso. La sua lingua scivolò nel suo intimo, assaggiandola. Lili provò l’impulso di chiudere le cosce, ma non lo fece. Lasciò che lui la leccasse e sentì un brivido di paura, di eccitazione e persino di piacere, quando la lingua di Artan la sfiorò sulla piccola cuspide sensibile sopra il suo sesso.
«Un sapore che non sentivo da molto tempo» commentò lui, risollevandosi. Lili rimase ferma, ma sapeva che Artan non si sarebbe spinto oltre. Per il momento.”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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### Sinossi
## Il Figlio del Buio, Ardan, è stato confinato sottoterra per centocinquant’anni, imprigionato in un sarcofago dai suoi nemici, che erano… be’, i buoni. È stato intrappolato per proteggere il mondo dalla sua sete di potere, dalla devastante forza della sua magia e dalla sua crudeltà. Ma centocinquant’anni (153, per la precisione) sono un periodo molto lungo, specie se non puoi fare altro che riflettere su ciò che è stato. Nonostante questo, quando Ardan viene liberato da un mago nero, le cose vanno come tutti si aspettano: grazie alle sue oscure arti riconquista le terre che gli sono state sottratte e sembra che il suo dominio si espanderà fino agli angoli del mondo. Ma c’è qualcosa che può fermarlo. Non un esercito di maghi bianchi, non un avversario più forte di lui e neppure gli déi… ma la ninfa che doveva essere sacrificata al suo risveglio. Lili non è stata uccisa, e potrebbe essere l’unica persona in grado di far scoprire al Figlio del Buio che cosa sia l’umanità.
“Ardan entrò nella stanza da bagno in cui era lei, con i lunghi capelli ancora umidi e un telo nero drappeggiato attorno al corpo.
«Hai finito?» le chiese.
«Sì, mio signore» rispose Lili e fece per uscire dalla vasca.
Ardan la sollevò direttamente dall’acqua. Lili non fece resistenza. Lo guardò, mentre lui la guardava a sua volta.
Il Figlio del Buio la portò fino alla sua stanza. La posò sul suo letto, lasciando che i capelli fradici di lei inzuppassero le coperte. Lili rimase ferma, senza dimostrare paura, mentre lui tornava a guardarla.
Ardan si chinò su di lei. Le posò l’orecchio sulla pancia, come se volesse ascoltare, poi ci appoggiò la fronte. Lili sentiva la punta del suo naso sotto l’ombelico e il suo respiro poco più in basso.
«Sì, percepisco la scintilla» mormorò lui.
La sua bocca toccò la pelle di lei. Lili chiuse gli occhi e aprì le cosce.
«Decisa a essere Sacrificio fino in fondo» mormorò lui, vagamente sarcastico. La sua bocca, mentre parlava, disegnò una forma sulla pelle di lei. «E sento la tua malìa, non temere. Quando hai paura sei più umana… ma d’altronde, vale per noi tutti».
Lili sentì le sue labbra che scendevano verso il basso. La sua lingua scivolò nel suo intimo, assaggiandola. Lili provò l’impulso di chiudere le cosce, ma non lo fece. Lasciò che lui la leccasse e sentì un brivido di paura, di eccitazione e persino di piacere, quando la lingua di Artan la sfiorò sulla piccola cuspide sensibile sopra il suo sesso.
«Un sapore che non sentivo da molto tempo» commentò lui, risollevandosi. Lili rimase ferma, ma sapeva che Artan non si sarebbe spinto oltre. Per il momento.”
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## Il Figlio del Buio, Ardan, è stato confinato sottoterra per centocinquant’anni, imprigionato in un sarcofago dai suoi nemici, che erano… be’, i buoni. È stato intrappolato per proteggere il mondo dalla sua sete di potere, dalla devastante forza della sua magia e dalla sua crudeltà. Ma centocinquant’anni (153, per la precisione) sono un periodo molto lungo, specie se non puoi fare altro che riflettere su ciò che è stato. Nonostante questo, quando Ardan viene liberato da un mago nero, le cose vanno come tutti si aspettano: grazie alle sue oscure arti riconquista le terre che gli sono state sottratte e sembra che il suo dominio si espanderà fino agli angoli del mondo. Ma c’è qualcosa che può fermarlo. Non un esercito di maghi bianchi, non un avversario più forte di lui e neppure gli déi… ma la ninfa che doveva essere sacrificata al suo risveglio. Lili non è stata uccisa, e potrebbe essere l’unica persona in grado di far scoprire al Figlio del Buio che cosa sia l’umanità.
“Ardan entrò nella stanza da bagno in cui era lei, con i lunghi capelli ancora umidi e un telo nero drappeggiato attorno al corpo.
«Hai finito?» le chiese.
«Sì, mio signore» rispose Lili e fece per uscire dalla vasca.
Ardan la sollevò direttamente dall’acqua. Lili non fece resistenza. Lo guardò, mentre lui la guardava a sua volta.
Il Figlio del Buio la portò fino alla sua stanza. La posò sul suo letto, lasciando che i capelli fradici di lei inzuppassero le coperte. Lili rimase ferma, senza dimostrare paura, mentre lui tornava a guardarla.
Ardan si chinò su di lei. Le posò l’orecchio sulla pancia, come se volesse ascoltare, poi ci appoggiò la fronte. Lili sentiva la punta del suo naso sotto l’ombelico e il suo respiro poco più in basso.
«Sì, percepisco la scintilla» mormorò lui.
La sua bocca toccò la pelle di lei. Lili chiuse gli occhi e aprì le cosce.
«Decisa a essere Sacrificio fino in fondo» mormorò lui, vagamente sarcastico. La sua bocca, mentre parlava, disegnò una forma sulla pelle di lei. «E sento la tua malìa, non temere. Quando hai paura sei più umana… ma d’altronde, vale per noi tutti».
Lili sentì le sue labbra che scendevano verso il basso. La sua lingua scivolò nel suo intimo, assaggiandola. Lili provò l’impulso di chiudere le cosce, ma non lo fece. Lasciò che lui la leccasse e sentì un brivido di paura, di eccitazione e persino di piacere, quando la lingua di Artan la sfiorò sulla piccola cuspide sensibile sopra il suo sesso.
«Un sapore che non sentivo da molto tempo» commentò lui, risollevandosi. Lili rimase ferma, ma sapeva che Artan non si sarebbe spinto oltre. Per il momento.”
CONTIENE SCENE ESPLICITE – CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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### Sinossi
## Il Figlio del Buio, Ardan, è stato confinato sottoterra per centocinquant’anni, imprigionato in un sarcofago dai suoi nemici, che erano… be’, i buoni. È stato intrappolato per proteggere il mondo dalla sua sete di potere, dalla devastante forza della sua magia e dalla sua crudeltà. Ma centocinquant’anni (153, per la precisione) sono un periodo molto lungo, specie se non puoi fare altro che riflettere su ciò che è stato. Nonostante questo, quando Ardan viene liberato da un mago nero, le cose vanno come tutti si aspettano: grazie alle sue oscure arti riconquista le terre che gli sono state sottratte e sembra che il suo dominio si espanderà fino agli angoli del mondo. Ma c’è qualcosa che può fermarlo. Non un esercito di maghi bianchi, non un avversario più forte di lui e neppure gli déi… ma la ninfa che doveva essere sacrificata al suo risveglio. Lili non è stata uccisa, e potrebbe essere l’unica persona in grado di far scoprire al Figlio del Buio che cosa sia l’umanità.
“Ardan entrò nella stanza da bagno in cui era lei, con i lunghi capelli ancora umidi e un telo nero drappeggiato attorno al corpo.
«Hai finito?» le chiese.
«Sì, mio signore» rispose Lili e fece per uscire dalla vasca.
Ardan la sollevò direttamente dall’acqua. Lili non fece resistenza. Lo guardò, mentre lui la guardava a sua volta.
Il Figlio del Buio la portò fino alla sua stanza. La posò sul suo letto, lasciando che i capelli fradici di lei inzuppassero le coperte. Lili rimase ferma, senza dimostrare paura, mentre lui tornava a guardarla.
Ardan si chinò su di lei. Le posò l’orecchio sulla pancia, come se volesse ascoltare, poi ci appoggiò la fronte. Lili sentiva la punta del suo naso sotto l’ombelico e il suo respiro poco più in basso.
«Sì, percepisco la scintilla» mormorò lui.
La sua bocca toccò la pelle di lei. Lili chiuse gli occhi e aprì le cosce.
«Decisa a essere Sacrificio fino in fondo» mormorò lui, vagamente sarcastico. La sua bocca, mentre parlava, disegnò una forma sulla pelle di lei. «E sento la tua malìa, non temere. Quando hai paura sei più umana… ma d’altronde, vale per noi tutti».
Lili sentì le sue labbra che scendevano verso il basso. La sua lingua scivolò nel suo intimo, assaggiandola. Lili provò l’impulso di chiudere le cosce, ma non lo fece. Lasciò che lui la leccasse e sentì un brivido di paura, di eccitazione e persino di piacere, quando la lingua di Artan la sfiorò sulla piccola cuspide sensibile sopra il suo sesso.
«Un sapore che non sentivo da molto tempo» commentò lui, risollevandosi. Lili rimase ferma, ma sapeva che Artan non si sarebbe spinto oltre. Per il momento.”
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La natura dell’amore

Sembra incredibile che di uno dei più grandi poeti della storia umana, Tito Lucrezio Caro, si sappia di certo poco più del suo nome. Stando a quanto racconta san Girolamo, l’autore del “De rerum natura” era nato all’inizio del I secolo a.C., per morire poco più che quarantenne, forse mentre ancora era impegnato nelle ultime correzioni del suo poema. Più sconcertante e con ogni probabilità leggendaria è l’unica altra notizia che ci viene tramandata su Lucrezio, che sarebbe morto a causa dell’ingestione di un filtro d’amore che lo aveva condotto alla follia, costringendolo a scrivere sfruttando i momenti di temporanea remissione. Pochi e opinabili accenni che, molti secoli dopo, avrebbero ispirato Marcel Schwob nel capitolo dedicato a Lucrezio delle sue “Vite immaginarie”, proposto in appendice a questo volume. Solo Catullo, tra i contemporanei di Lucrezio, si inoltrò così a fondo nei meandri psicologici dell’eros, che non è fatto solo di presenza fisica, ma agisce anche attraverso le immagini mentali della persona amata, quei “simulacri” che sono formati da sottilissimi, impalpabili aggregati di atomi capaci di generare ossessioni inestinguibili. Probabilmente Lucrezio non è mai stato vittima di una pozione magica, ma di sicuro conosceva bene, e fu capace di analizzare in versi immortali, tutti i veleni del desiderio e i loro effetti. Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.
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Sembra incredibile che di uno dei più grandi poeti della storia umana, Tito Lucrezio Caro, si sappia di certo poco più del suo nome. Stando a quanto racconta san Girolamo, l’autore del “De rerum natura” era nato all’inizio del I secolo a.C., per morire poco più che quarantenne, forse mentre ancora era impegnato nelle ultime correzioni del suo poema. Più sconcertante e con ogni probabilità leggendaria è l’unica altra notizia che ci viene tramandata su Lucrezio, che sarebbe morto a causa dell’ingestione di un filtro d’amore che lo aveva condotto alla follia, costringendolo a scrivere sfruttando i momenti di temporanea remissione. Pochi e opinabili accenni che, molti secoli dopo, avrebbero ispirato Marcel Schwob nel capitolo dedicato a Lucrezio delle sue “Vite immaginarie”, proposto in appendice a questo volume. Solo Catullo, tra i contemporanei di Lucrezio, si inoltrò così a fondo nei meandri psicologici dell’eros, che non è fatto solo di presenza fisica, ma agisce anche attraverso le immagini mentali della persona amata, quei “simulacri” che sono formati da sottilissimi, impalpabili aggregati di atomi capaci di generare ossessioni inestinguibili. Probabilmente Lucrezio non è mai stato vittima di una pozione magica, ma di sicuro conosceva bene, e fu capace di analizzare in versi immortali, tutti i veleni del desiderio e i loro effetti. Con e-book scaricabile fino al 30-06-2014.
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