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Niente di umano

Il nuovo anno porta con sé un’agghiacciante scoperta per la psicologa forense Kate Hanson dell’Unità delitti insoluti di Birmingham: in un vecchio capanno sul lago viene ritrovato il cadavere di un giovane, morto per strangolamento. Si tratta di Nathan Troy, uno studente universitario dalla vita apparentemente senza ombre. Almeno secondo la sua famiglia e gli insegnanti. Ma allora perché alcune persone a lui legate sono svanite nel nulla, e altre sembrano molto reticenti sul suo conto? E qual era il suo rapporto con l’irrequieta figlia del professor Henry Levitte, celebre pittore e docente affermato? Mentre Kate cerca di dipanare un’intricata rete di torbide relazioni, la scoperta di altri due cadaveri conferma che il killer non ha mai smesso di uccidere. E potrebbe tornare a farlo. Serrato come CSI e inquietante come i romanzi di Kathy Reichs, Niente di umano è il nuovo imperdibile thriller di A.J. Cross.

(source: Bol.com)

Nicky (GD Team #0,5)

Una missione tutta italiana per il GD Team, a un anno dalla sua nascita. Nicky si sta godendo una vacanza rilassante al sole della Toscana, quando è costretta a interromperla per entrare in azione. Lei e Jet dovranno fingersi una coppia di texani, per cercare di incastrare un pericoloso russo dagli occhi di ghiaccio, coinvolto in affari particolarmente odiosi. Ma la vera missione, per Nicky, è sforzarsi di tenere Jaime Travis fuori dalla sua vita. E dal suo cuore.Dopo Vertigo, il primo capitolo della serie dedicata al GD Team, una novella che ci porta indietro nel tempo di qualche anno, al 2009, a quell’incarico che Nicky non è mai riuscita a dimenticare…
(source: Bol.com)

Nexus (Universale economica)

“Che ingenuo! Come se il cuore di una donna, una volta chiuso, potesse riaprirsi!”
Nexus è il terzo volume del ciclo La crocifissione rosea, scritto tra il 1949 e il 1960, una trilogia cruciale per l’autore del Tropico del cancro. I tre libri, inizialmente banditi dalle autorità americane, rappresentano il percorso della cosiddetta “illuminazione spirituale” di Miller attraverso l’arte e il sesso, fino alla sua piena consapevolezza di scrittore. In particolare, Nexus contiene importanti elementi autobiografici: con una prosa straripante e piena di energia il libro rievoca l’esperienza vissuta da Miller tra il 1927 e il 1930, e racconta di come egli si sia trovato a poco a poco a essere fuori gioco dal proprio matrimonio. La moglie Mona stabilisce difatti una relazione sempre più intima con un’altra donna, Anastasia. La nuova coppia abbandona Miller a se stesso per fuggire a Parigi. Ma a un certo punto Mona ritorna da lui di propria volontà: insieme decideranno di stabilirsi ancora una volta a Parigi, la città tanto amata dallo scrittore americano.
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### Sinossi
“Che ingenuo! Come se il cuore di una donna, una volta chiuso, potesse riaprirsi!”
Nexus è il terzo volume del ciclo La crocifissione rosea, scritto tra il 1949 e il 1960, una trilogia cruciale per l’autore del Tropico del cancro. I tre libri, inizialmente banditi dalle autorità americane, rappresentano il percorso della cosiddetta “illuminazione spirituale” di Miller attraverso l’arte e il sesso, fino alla sua piena consapevolezza di scrittore. In particolare, Nexus contiene importanti elementi autobiografici: con una prosa straripante e piena di energia il libro rievoca l’esperienza vissuta da Miller tra il 1927 e il 1930, e racconta di come egli si sia trovato a poco a poco a essere fuori gioco dal proprio matrimonio. La moglie Mona stabilisce difatti una relazione sempre più intima con un’altra donna, Anastasia. La nuova coppia abbandona Miller a se stesso per fuggire a Parigi. Ma a un certo punto Mona ritorna da lui di propria volontà: insieme decideranno di stabilirsi ancora una volta a Parigi, la città tanto amata dallo scrittore americano.

Nemesis: La storia completa

Il romanzo è ambientato a Inverness, nelle Highlands della Scozia, tra gelo, vento e neve. La protagonista è la giovane ragazza scozzese Ellen Lynch, che da piccola ha perso il fratello maggiore Damien. Poco dopo aver compiuto quindici anni, Ellen si innamora, a poco a poco ricambiata, di un ragazzo che è appena arrivato nella sua scuola, Kevin Shaw. Ma dopo il suo compleanno sarà coinvolta in una serie di eventi che le sconvolgeranno la vita. La ragazza scoprirà infatti di essere, così come tutta la sua famiglia, un Demone Emerso, mentre Kevin appartiene alla dinastia degli Angeli Ombra. Demoni e Angeli sono rivali da sempre: sono loro a stabilire il Patto dell’Equilibrio che viene rinnovato ogni otto anni, il 30 febbraio, durante il Tetrastile. La tormentata storia d’amore tra Ellen e Kevin si scontrerà persino con la resurrezione dell’Angelo dell’Apocalisse.

Nel mare del tempo

È passato un anno dalla tragica conclusione dell’intrigo archeologico in cui Katherine Sinclaire ha rischiato di perdere la vita. L’ incubo al quale sperava di essere sfuggita torna ad assillarla per mano di un nemico insospettabile. Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara di fronte a lei dopo averle lanciato un anello antico con incisi due nomi. Tormentata da una catena di omicidi e da cinque libri enigmatici, Katherine sarà di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una donna misteriosa vissuta nel Medioevo. Seguendo i dipinti che la ritraggono, Katherine finirà nei cunicoli sotterranei battuti dagli eretici in fuga, e creati da uno stratega per proteggere uno dei più straordinari segreti della storia.
In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno.

Nazisti in fuga

Com’è stato possibile che tanti criminali nazisti siano fuggiti dall’Europa dopo la seconda guerra mondiale? La loro scomparsa ha alimentato le ipotesi più fantasiose, a partire dall’idea che lo stesso Hitler fosse scappato con un sommergibile rifugiandosi in Patagonia. Arrigo Petacco ricostruisce le reali vicende di questi terribili aguzzini attraverso un racconto ricco di sorprendenti e poco noti retroscena. La loro fuga, pianificata fin dalle ultime fasi del conflitto, fu favorita dalla guerra fredda che indusse le potenze occidentali a chiudere in fretta i conti con il passato. In un groviglio di inconfessabili interessi che coinvolgeva la Cia e il Vaticano, ebbero un ruolo centrale alti prelati come il ‘vescovo nero’, l’austriaco Alois Hudal, già uomo di fiducia del Führer. Grazie a queste protezioni e a un’efficiente organizzazione clandestina denominata ‘Odessa’, numerosi scherani del Reich, mimetizzati in un improbabile saio francescano, imboccarono un tortuoso percorso attraverso l’Italia, detto Ratline, ‘via dei topi’, o ‘via dei monasteri’ perché ricevevano asilo nei conventi, per raggiungere Genova. Da lì, provvisti dalla Caritas di passaporti rilasciati dalla Croce Rossa, potevano agevolmente imbarcarsi verso destinazioni lontane. Molti trovarono ospitalità in Sudamerica, in particolare nella compiacente Argentina di Peron, ma anche i Paesi arabi, come la Siria, nel segno del comune odio antiebraico aprirono le porte ai macellai del nazismo. Oltre a parlare dei criminali più famosi, come Adolf Eichmann e Josef Mengele, l”Angelo della Morte’ di Auschwitz, autore di abominevoli esperimenti sui gemelli, Petacco si pone sulle tracce di personaggi solo apparentemente ‘minori’, in realtà responsabili dello sterminio di centinaia di migliaia di persone, che godettero di lunga impunità in terra straniera, come Alois Brunner, un nazista ‘mezzosangue’, implacabile nei rastrellamenti, che presentò con subdolo cinismo alla stampa e all’opinione pubblica il campo di Theresienstadt come un villaggio modello abitato da ebrei ‘felici’, o Franz Stangl, il comandante di Treblinka che camuffò il lager da stazione ferroviaria con tanto di biglietteria, sala d’aspetto, bagno, accogliendo con il sorriso sulle labbra i deportati che mandava alle camere a gas. Fra intrighi spionistici, ricatti, tradimenti, catture romanzesche, viavai di navi e sommergibili carichi di fuggiaschi e di tesori trafugati, il cosiddetto Nazi Gold, Petacco rievoca in tutta la loro portata gli orrori della Shoah mettendo al tempo stesso in guardia dai fantasmi sempre incombenti dell’antisemitismo.

(source: Bol.com)

La nascita della vita nell’universo

Sulla terra scesero degli alieni, scelsero un uomo, che doveva sostenere delle prove, dovevano accertarsi se nell’animo umano era più forte l’amore, e l’altruismo, oppure l’odio e l’egoismo. Superata questa prima prova, doveva restare in vita, quando orde di alieni, di diverse specie, tutti assetati di sangue, lo braccavano per ucciderlo. Se superava le prove, il popolo terrestre poteva beneficiare della loro tecnologia, che era in grado di allungare la vita, renderli immuni alle malattie, di apprendere le loro tecnologie, insomma i terrestri potevano in breve tempo elevare la loro conoscenza al livello di quella posseduta dagli alieni. Mentre l’uomo sosteneva una delle prove, stava per soccombere, intervenne DIO in persona a salvarlo. Così la terra entro a far parte del “consiglio intergalattico” il quale, come gli aveva suggerito DIO aveva “seminato” la vita nelle galassie, compreso sulla terra.
L’umano sostenne, vincendo diverse prove, doveva combattere contro creature aliene, ma in una prova stava per soccombere, Intervenne una figura ancestrale a salvarlo, era DIO che si manifestava agli esseri umani.

(source: Bol.com)

Myra Logan

Chi ha ucciso Nora? E perchè Kate continua ad avere il suo spaventoso incubo ricorrente? Cosa desidera lo spettro senza pace?
Dall’autore di Incubus, Anime Tormentate e Orrore, il nuovo romanzo thriller/horror
Breve estratto:
La giovane donna attraversò l’aia di corsa. Girò attorno al fienile immerso nel buio e si diresse verso il fitto bosco alla sua destra.
Una folgore lacerò il cielo, come una mano scheletrica protesa sopra alle Montagne Rocciose.
Si strinse lo scialle attorno alle spalle e percorse gli ultimi metri che la separavano dalla radura. Sopra di lei, un nuovo lampo graffiò il ventre livido delle nubi e scrisse il suo spettrale nome attraverso il cielo.
Respirando affannosamente si guardò intorno.
Riprese fiato appoggiata allo steccato, con la lampada che oscillava al suo fianco. La pioggia era nell’aria, appesa alle nubi con un ultimo filo sottile. Ansimando risalì il dolce declivio e giunse sotto al portico fatiscente, proprio mentre le prime gocce di pioggia iniziavano a tempestare il terreno come dita possenti.
Spinse la vecchia porta di legno e, compiuti due passi, si fermò.
Estrasse dei fiammiferi dalla tasca del soprabito ed accese la lampada ad olio. Tenendola davanti al volto s’inoltrò nel vecchio ranch.
L’odore di muffa e di legno marcio investì le sue nari.
Nora emise un singulto di puro disgusto.
Avanzò di qualche passo, enormi ragnatele erano appese come autentici festoni al soffitto di legno.
A quella vista, un brivido le percorse la schiena sudata.
Con la pioggia che tamburellava il tetto incessantemente, decise di posare la lampada sul tavolo posto al centro della stanza ed attendere il suo amore.
Alla sua destra, una scalinata di legno, conduceva al piano superiore. Nel riverbero dei fulmini, appariva e spariva continuamente.
«  Ti prego amore, sbrigati… »  sussurrò raccogliendo da terra un piccolo bastone; iniziò a giocarci nervosamente, mentre le ombre – ingigantite – dalla lampada, strisciavano sulle pareti di legno come enormi creature fatte di tenebra. La giovane donna represse un gemito di raccapriccio.
Era ancora immersa nei suoi tetri pensieri, quando improvvisamente, la porta alle sue spalle si spalancò.
Un guizzo di piacere e sollievo accese i suoi occhi.
Con la gioia nel cuore si voltò verso la porta.
«  Finalmente sei arriv… »  si ammutolì. La felicità le venne strappata dal volto come una maschera grottesca. Una mano gelida le accarezzò il viso e gettò quella maschera ai suoi piedi.
L’uomo avvolto nel lungo soprabito la osservò con un ghigno ferino e colmo di autentico piacere. Ai suoi piedi, le gocce di pioggia iniziarono a maculare il polveroso pavimento.
«  Ciao Nora, »  esordì avanzando e richiudendo la porta. «  Credevi davvero che non ti avrei ritrovata?! »  Dopodiché emise una sardonica risata. Nora sgranò gli occhi. Il terrore vi prese dimora.
«  Oh Dio, no! »  gemette, arretrando di alcuni passi.
«  La scongiuro non mi faccia del male. »  disse portandosi le mani alla bocca. L’uomo non replicò, avanzò lentamente. Per tutta risposta estrasse un lungo coltello da caccia. La lama scintillò nel riverbero della lampada ad olio.
La ragazza percepì la forza defluire dal suo corpo. Con gambe molli fece l’unica cosa che la sua mente terrorizzata le consigliò: salì le scale e corse al piano superiore.
L’uomo sorrise.

Una mutevole verità

Un buon investigatore deve essere capace di costruire una storia, immaginare che cosa è successo prima e dopo il crimine, come in un romanzo. Poi, costruita la storia, deve andare in cerca di ciò che la conferma e la contraddice.

Cosí pensa il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese trapiantato a Bari, che si trova a indagare su un omicidio dove tutto appare troppo chiaro fin dall’inizio. Non fosse che al principale sospettato, su cui si concentra ogni indizio, mancava qualsiasi movente per commettere il delitto. In un folgorante romanzo breve, Gianrico Carofiglio orchestra una storia perfetta e dà vita a un nuovo personaggio: malinconico e lieve, verissimo, indimenticabile.

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‘Ottimo, quando un’indagine prende un’accelerazione cosí immediata e rapida. Però il rischio, in questi casi, è di mettere a fuoco una cosa soltanto, e di tralasciare ogni altro dettaglio, che magari è importante o addirittura decisivo. E lí c’era qualcosa fuori posto, che non era riuscito a identificare. Un’incoerenza, un elemento dissonante. La dote fondamentale dello sbirro è proprio questa, Fenoglio lo aveva sempre pensato. Andare alla ricerca delle discontinuità, delle note dissonanti’.

(source: Bol.com)

La musica è pericolosa

Quella di Nicola Piovani è una vita nel segno della musica, e degli incontri che la musica ha reso possibili: con Ennio Morricone, Manos Hadjidakis; con il pubblico che lo ha ascoltato dal vivo negli auditorium, nei teatri, nei cabaret; con i registi come Federico Fellini e Mario Monicelli, per i quali ha scritto alcune delle colonne sonore che hanno segnato quarant’anni di cinema. Ma se «la musica è pericolosa», come diceva Fellini, è un pericolo che vale la pena correre perché regala inaspettati scampoli di divinità. In queste pagine, Nicola Piovani, uno dei musicisti più noti e amati nel mondo, ricorda com’è cambiata la sua vita con l’arrivo in casa della rivoluzionaria Lesaphon Perla, la fonovaligia acquistata per le feste da ballo di suo fratello e su cui lui ascoltava insaziabilmente Bach e Beethoven. Racconta come sono nate molte delle sue musiche prendendo ispirazione anche dalla sua infanzia, come La banda del pinzimonio composta per Roberto Benigni, la combinazione mi-fa-sol di Il bombarolo scritta per Fabrizio De André o la canzone Quanto t’ho amato, scritta con l’amato amico Vincenzo Cerami, al fianco del quale ha lavorato per tanti anni. Ma racconta anche gli scherzi goliardici che si concedeva con Gigi Magni, come quello di approntare un testo provvisorio per la metrica di una nuova lirica di I sette re di Roma usando il turpiloquio al posto dei numeri, che si usano normalmente. Prende forma così una «vita cantabile» dove la musica diventa un pretesto per parlare della vita, e dove la vita si lascia agganciare proprio in quei momenti in cui un’aria, una combinazione di suoni, il fragore di una banda o l’audacia di un’orchestra hanno saputo toccarci il cuore e dirci qualcosa di più su questa rocambolesca avventura di essere musicalmente al mondo.
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### Sinossi
Quella di Nicola Piovani è una vita nel segno della musica, e degli incontri che la musica ha reso possibili: con Ennio Morricone, Manos Hadjidakis; con il pubblico che lo ha ascoltato dal vivo negli auditorium, nei teatri, nei cabaret; con i registi come Federico Fellini e Mario Monicelli, per i quali ha scritto alcune delle colonne sonore che hanno segnato quarant’anni di cinema. Ma se «la musica è pericolosa», come diceva Fellini, è un pericolo che vale la pena correre perché regala inaspettati scampoli di divinità. In queste pagine, Nicola Piovani, uno dei musicisti più noti e amati nel mondo, ricorda com’è cambiata la sua vita con l’arrivo in casa della rivoluzionaria Lesaphon Perla, la fonovaligia acquistata per le feste da ballo di suo fratello e su cui lui ascoltava insaziabilmente Bach e Beethoven. Racconta come sono nate molte delle sue musiche prendendo ispirazione anche dalla sua infanzia, come La banda del pinzimonio composta per Roberto Benigni, la combinazione mi-fa-sol di Il bombarolo scritta per Fabrizio De André o la canzone Quanto t’ho amato, scritta con l’amato amico Vincenzo Cerami, al fianco del quale ha lavorato per tanti anni. Ma racconta anche gli scherzi goliardici che si concedeva con Gigi Magni, come quello di approntare un testo provvisorio per la metrica di una nuova lirica di I sette re di Roma usando il turpiloquio al posto dei numeri, che si usano normalmente. Prende forma così una «vita cantabile» dove la musica diventa un pretesto per parlare della vita, e dove la vita si lascia agganciare proprio in quei momenti in cui un’aria, una combinazione di suoni, il fragore di una banda o l’audacia di un’orchestra hanno saputo toccarci il cuore e dirci qualcosa di più su questa rocambolesca avventura di essere musicalmente al mondo.

Museo delle cere

Prima di rivelarsi pienamente come narratore, Joseph Roth lavorò come giornalista, in quegli anni Venti particolarmente adatti alle incursioni nella realtà da parte di un viaggiatore «dappertutto a casa, ma senza casa». E subito fu riconosciuto «prosatore di prim’ordine, un maestro della lingua tedesca» (Hermann Kesten). In “Museo delle cere”, pubblicato nel 1930, Roth volle raccogliere il meglio di quegli scritti: una trentina di feuilleton apparsi per la maggior parte nella «Frankfurter Zeitung». Il titolo originale, “Panoptikum”, riprendeva il termine tedesco per «museo delle cere» – accenno a un mondo sempre più spettrale, dove i manichini del Musée Grévin potevano apparire come «imitazioni più vere» –, e al tempo stesso implicava una visione «panotticale», una veloce panoramica delle esperienze fatte da Roth, uomo e giornalista, a Vienna e in Germania ma anche su e giù per l’Europa, in Francia come in Albania: «figure e sfondi», come dice il sottotitolo. Tra le «figure» sfilano i piccoli personaggi della vita d’albergo che sarebbe diventata la vita stessa di Roth, gli oscuri colleghi in giornalismo, le ombre indaffarate che partecipano a un solenne ma effimero congresso: profili che un giorno acquisiranno nomi e cognomi nei romanzi di Roth, comparse di un’epoca che pochi come lui ci hanno saputo restituire. Tra gli «sfondi» emerge un ricordo che diviene una pagina memorabile: l’addio a tutto un mondo, con il funerale di Sua Maestà Apostolica Imperial-regia Francesco Giuseppe – cerimonia alla quale il giovane Roth aveva partecipato indossando la «nuova uniforme grigio-verde con la quale saremmo andati al fronte qualche settimana più tardi».
(source: Bol.com)

La mostra delle atrocità

L’opera che ha consacrato Ballard autore di culto, formidabile visionario, profeta dei destini del mondo. Un’opera totale che fonde la forma del romanzo, le cadenze del saggio e uno straordinario apparato di note, ricco come un romanzo nel romanzo, come una lucida summa delle icone della contemporaneità. Protagonista un uomo dal carattere sfaccettato e dai molti nomi (Travis, Talbot, Traven, Tallis, Talbert, Travers), e intorno (o dentro di lui?) un universo stravolto e artificiale: celebrità anatomizzate, fantasie oniriche e libere associazioni, crudeltà e pornografia, civiltà e inferno. “Qual è il reale significato della morte di Marilyn Monroe o dell’assassinio di Kennedy? Come agiscono su di noi a livello neurale, a livello dell’inconscio? Questi eventi dei media, il suicidio della Monroe, l’assassinio di Kennedy, l’elezione di Reagan (riportata nel libro quindici anni prima dell’evento reale) hanno qualche significato nascosto nella nostra mente, influenzano la nostra immaginazione secondo modalità impreviste?” J.G. Ballard

Morto due volte

‘*Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.*’
Andrea Camilleri

‘*Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da ‘come eravamo’, per un’attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all’esistenza e ai ritratti della gente comune… un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano.*’
Giovanni Pacchiano

‘*C’è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un’Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.*’
Carlo Lucarelli

‘*…Una tormentata figura di investigatore e un’Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.*’
Il Venerdì di Repubblica – Corrado Augias

‘*Bordelli, il commissario più amato da Camilleri dopo il suo Montalbano.*’
Il Piccolo

Due cimiteri di Firenze, due tombe con lo stesso nome, la stessa data di nascita ma una diversa data di morte. Come è possibile che Antonio Samsa sia deceduto due volte? Quale segreto si nasconde dietro a quella strana faccenda scoperta per caso? Il commissario Bordelli affronta una delle sue indagini più singolari, scoperchiando una vecchia storia seppellita dal tempo.

Scopri tutti i romanzi e i racconti del** commissario Bordelli:**

Il commissario Bordelli
Una brutta faccenda
Il nuovo venuto Morte a Firenze
La forza del destino
Fantasmi del passato
Perché dollari?
Morto due volte

E la nuova attesissima indagine nata dalla penna di **Marco Vichi**:

Nel più bel sogno

Disponibile in **preorder **e in vendita dal **16 novembre 2017**.
(source: Bol.com)

Morte di un uomo felice

Milano, estate 1981: siamo nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di inquirenti, indaga da tempo sulle attività di una nuova banda armata, responsabile dell’assassinio di un politico democristiano. Il dubbio e l’inquietudine lo accompagnano da sempre. Egli è intensamente cattolico, ma di una religiosità intima e tragica. È di umili origini, ma convinto che la sua riuscita personale sia la prova di vivere in una società aperta. È sposato con figli, ma i rapporti con la famiglia sono distanti e sofferti. Ha due amici carissimi, con i quali incrocia schermaglie polemiche, ama le ore incerte, le periferie, il calcio, gli incontri nelle osterie.
Dall’inquietudine è avvolto anche il ricordo del padre Ernesto, che lo lasciò bambino morendo in un’azione partigiana. Quel padre che la famiglia cattolica conformista non poté mai perdonare per la sua ribellione all’ordine, la cui storia eroica Colnaghi ha sempre inseguito, per sapere, e per trattenere quell’unica persona che ha forse amato davvero, pur senza conoscerla.
L’inchiesta che svolge è complessa e articolata, tra uffici di procura e covi criminali, tra interrogatori e appostamenti, e andrà a buon fine. Ma la sua coscienza aggiunge alla caccia all’uomo una corsa per capire le ragioni profonde, l’origine delle ferite che stanno attraversando il Paese. Si risveglia così il bisogno di immergersi nella condizione degli altri, dall’assassino che gli sta davanti al vecchio ferroviere incontrato al bar, per riconciliare la giustizia che amministra con l’esercizio della compassione. Una corsa e un’immersione pervase da un sentimento dominante di morte. Un lento disvelarsi che segue parallelo il ricordo della vicenda del padre che, come Giacomo Colnaghi, fu dominato dal desiderio di trovare un senso, una verità. Anche a costo della vita.
Insieme al precedente romanzo di Giorgio Fontana, *Per legge superiore*, anche *Morte di un uomo felice* riflette sulla giustizia, le sue possibilità e i suoi limiti.

La montagna nuda

IL NANGA PARBAT, LA MONTAGNA NUDA, 8125 METRI, È DA DECENNI IL SACRO GRAAL DELL’ALPINISMO MONDIALE. Negli anni Trenta Willy Merkl tentò la salita e morì. Il fratellastro, Karl Herligkoffer, ne raccolse l’eredità spirituale e organizzò alcune spedizioni in memoria di Merkl, fra cui la spedizione del 1970 alla quale presero parte Reinhold Messner e il fratello Günther, che aveva come scopo la salita alla vetta da versante Rupal, una parete di ghiaccio e roccia che piomba nel vuoto per più di 4500 metri. Reinhold e Günther per primi salirono lungo quella via ma, temendo il maltempo, decisero di scendere dal versante opposto, il Diamir, una via sconosciuta dove Günther perse la vita travolto da una slavina. Il ricordo della tragedia non abbandonerà mai più Reinhold Messener che però, solo ora, a trent’anni di distanza e dopo essere stato oggetto di critiche e polemiche per le scelte compiute in quell’occasione, decide di raccontare la sua versione dei fatti e lancia pesanti accuse ai membri della spedizione di cui lui e il fratello avevano fatto parte. ‘La Montagna Nuda’ è il libro migliore del più grande scalatore vivente. Per tutti gli amanti dell’alpinismo e per quanti desiderano comprendere l’uomo che sta dietro al mito.
(source: Bol.com)

Il mondo atlantico e la globalizzazione. Europa e Stati Uniti: storia, economia e politica

Esiste una stretta interdipendenza tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti: il tema è al centro dei dibattiti del Parlamento europeo. Questo libro discute la divaricazione tra economia pianificata e economia capitalistica e il modo in cui i paesi occidentali vissero la Guerra fredda. Lo scontro bipolare era accompagnato da una dialettica interna al sistema atlantico. La fine dell’Urss mutò i rapporti globali, senza intaccare l’interdipendenza del modo di produzione capitalistico. Nacquero invece nuovi problemi, come la dominazione degli Stati Uniti e la crescita di nuove potenze, quali la Cina e l’India. Si trattava di sfide per il sistema atlantico, che continua a prevalere, ma che in prospettiva può essere sopraffatto dalla concorrenza asiatica. Di qui le ragioni di una nuova intesa atlantica che dia vita a un soggetto economico-politico che ricopra un ruolo centrale nell’economia globale. Tre capitoli del saggio documentano l’importanza del tema in termini statistici, in termini politici e con una ricostruzione delle fasi del negoziato.
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