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Le 100 migliori ricette di torte salate

Questa raccolta di ricette è dedicata a chi vuole sperimentare, e con successo, sapori ricchi e sani, in cento nuove seduzioni gastronomiche. La vasta gamma di torte, quiche, flan, paté ecc. qui presentata consentirà al lettore di portare in tavola vivande di alta qualità e fantasia.
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Voyeur. I segreti di uno sguardo. Romanzo per immagini

“Voyeur” è la storia di un fotografo che, nel corso di una vita, perfeziona lo sguardo come “strumento filosofico” per la comprensione del mondo. L’eros e la bellezza, o viceversa l’orrore delle guerre (vissute in prima persona) dell’ultimo mezzo secolo, sembrano raccogliere il loro senso nella vita sempre essenziale delle forme in cui si manifestano le cose. Ma l’ultima verità, sul limite estremo dell’esistenza, porta bellezze e consapevolezze che lo sguardo non aveva saputo cogliere, interpretare, e forse neppure godere…
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La vita sessuale delle gemelle siamesi

«*Sviscera con lucidità le ossessioni più grandi e potenzialmente più pericolose della società occidentale: cibo, salute, sesso e perfezione emotiva.*»
**The Independent**
«*Un provocatorio romanzo a sfondo sessuale che affonda nel ridicolo la cultura dei media.*»< **The Observer** «*Welsh non ha mai scritto con tanta verve. Un romanzo traboccante di energia.*» **The Scotsman** Nell’America di oggi, ossessionata dal successo, dalla celebrità mediatica, dalla perfezione del corpo, può accadere che una personal trainer di Miami Beach finisca sotto i riflettori della televisione per aver disarmato e immobilizzato un uomo, grazie a una testimone che ha avuto la prontezza di riprendere tutto con il telefonino. Le due donne sono Lucy Brennan, l’eroina sportivissima e salutista, e Lena Sorenson, artista bulimica in crisi d’ispirazione. Dopo quell’incontro fortuito, l’obesa Lena si affida a Lucy per tornare in forma, non perché lo desideri ma solo perché non ­riesce a togliersela dalla testa. Sviluppano così un attaccamento morboso, una dipendenza psicologica tinta di sadomasochismo non dissimile dal legame tra le gemelle siamesi quindicenni dell’Arkansas che impazzano su tutti i canali tv: una rivendica il diritto di avere una vita sessuale e l’altra si rifiuta di assecondarla, mentre il grande pubblico, mascherandosi dietro il dibattito morale, segue la vicenda con interesse voyeuristico. Ma in questo nostro mondo così volubile ci vuol poco perché le vittime diventino carnefici, i magri ingrassino e le star improvvisate vengano affossate dalle malelingue... Tra violenze, ritorsioni, depravazione e manipolazione, tra sesso e cibo a volontà, Irvine Welsh affronta le grandi contraddizioni della società attuale e ci racconta una storia tanto tempestosa da oscurare perfino il sole della Florida. «*Una performance di classe.*» **The Independent** «*Nessuno sa scrivere di psicopatici innamorati con tanto sentimento... brillantemente concepito, autenticamente trasgressivo.*» **The Guardian** ** ### Sinossi «*Sviscera con lucidità le ossessioni più grandi e potenzialmente più pericolose della società occidentale: cibo, salute, sesso e perfezione emotiva.*» **The Independent** «*Un provocatorio romanzo a sfondo sessuale che affonda nel ridicolo la cultura dei media.*»< **The Observer** «*Welsh non ha mai scritto con tanta verve. Un romanzo traboccante di energia.*» **The Scotsman** Nell’America di oggi, ossessionata dal successo, dalla celebrità mediatica, dalla perfezione del corpo, può accadere che una personal trainer di Miami Beach finisca sotto i riflettori della televisione per aver disarmato e immobilizzato un uomo, grazie a una testimone che ha avuto la prontezza di riprendere tutto con il telefonino. Le due donne sono Lucy Brennan, l’eroina sportivissima e salutista, e Lena Sorenson, artista bulimica in crisi d’ispirazione. Dopo quell’incontro fortuito, l’obesa Lena si affida a Lucy per tornare in forma, non perché lo desideri ma solo perché non ­riesce a togliersela dalla testa. Sviluppano così un attaccamento morboso, una dipendenza psicologica tinta di sadomasochismo non dissimile dal legame tra le gemelle siamesi quindicenni dell’Arkansas che impazzano su tutti i canali tv: una rivendica il diritto di avere una vita sessuale e l’altra si rifiuta di assecondarla, mentre il grande pubblico, mascherandosi dietro il dibattito morale, segue la vicenda con interesse voyeuristico. Ma in questo nostro mondo così volubile ci vuol poco perché le vittime diventino carnefici, i magri ingrassino e le star improvvisate vengano affossate dalle malelingue... Tra violenze, ritorsioni, depravazione e manipolazione, tra sesso e cibo a volontà, Irvine Welsh affronta le grandi contraddizioni della società attuale e ci racconta una storia tanto tempestosa da oscurare perfino il sole della Florida. «*Una performance di classe.*» **The Independent** «*Nessuno sa scrivere di psicopatici innamorati con tanto sentimento... brillantemente concepito, autenticamente trasgressivo.*» **The Guardian**

La vita non è in rima (per quello che ne so)

Il pop fornisce il più grande repertorio di lingua contemporanea che sia mai esistito. È a questa impresa di antropologia linguistica che si dedica Giuseppe Antonelli nell’intervista a Luciano Ligabue sui testi delle sue canzoni. Maurizio Ferraris, la Repubblica
Luciano Ligabue per la prima volta ha lasciato da parte il fioretto e impugnato una sciabola: le canzoni dell’ultimo album «sono più dirette di altre con cui in passato ho provato a raccontare un po’ del nostro Paese». Senza mezze misure, dunque, sconti zero. Pasquale Elia, Corriere della Sera
Luciano Ligabue svela il misterioso connubio tra testi e musica e rivela davanti alle domande sulle proprie tecniche di scrittura una serenità limpida e chiara. Marinella Venegoni, La Stampa
Regalare all’intervistatore le strofe che si scrivevano quando non si era ancora capaci di scrivere canzoni, accettare di spiegare i propri versi, canzone per canzone: tutte prove di generosità, di fiducia nel mondo quelle contenute nel libro intervista a Luciano Ligabue. Annalena Benini, il Venerdì di Repubblica
(source: Bol.com)

La vita non è grave

Sette lunghe notti al Pronto Soccorso raccontate dal punto di vista spesso divertito, sempre partecipe e appassionato, di un giovane specializzando in medicina in un ospedale francese. Di giorno Baptiste dorme nel polveroso pensionato della facoltà e di notte si dedica con entusiasmo al suo nuovo lavoro, dividendosi tra le emergenze e il reparto cure palliative. Ama ”collezionare” le storie dei pazienti, che non sono mai solo corpi da curare, ma uomini e donne da accogliere, conoscere, consolare. Esseri umani da cui imparare, nel bene e nel male. Baptiste osserva con curiosità il lavoro dei colleghi, quelli che operano amanti maldestri traditi da improbabili sex toys e quelli che tengono la mano ai piccoli malati di leucemia; si traveste da clown e conforta i moribondi, si affeziona a loro, e in particolare alla paziente terminale della stanza numero 7. Alla quale, in attesa che il figlio bloccato in aeroporto dall’eruzione di un vulcano arrivi a darle l’ultimo saluto, somministra aneddoti e storie dell’ospedale come se fossero medicine, le più preziose a sua disposizione. Perché nel luogo sacro, caotico e per nulla asettico dove tutto comincia e tutto finisce, la vita si rivela in tutto il suo incommensurabile valore.
(source: Bol.com)

La vita è un viaggio – Versione light

“Per partire non servono troppe parole: ne bastano venti, come i chilogrammi di bagaglio consentiti in aereo (classe economica). Venti bagagli in grado di accompagnarci e orientarci.”
Questo estratto gratuito contiene il tredicesimo vocabolo: Precisione.
Buon viaggio e buona lettura!
La vita è un viaggio, e gli italiani viaggiano soli. Com’è difficile trovare chi ci guidi, chi ci incoraggi, chi ci accompagni. Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un paese incerto tra immobilità e fuga. Fuga all’estero, fughe tra piccole ossessioni (tecnologiche, sportive, gastronomiche, sessuali) che sanno di anestetico.
La vita è un viaggio non vuole indicare una mèta. Intende solo fornire qualche consiglio per la traversata di questo tempo incerto. Suggerimenti individuali, non considerazioni generali (o, peggio, generiche). La destinazione la decide chi viaggia. Ma un navigatore, come sappiamo, può essere utile. Per partire non servono troppe parole: ne bastano venti, come i chilogrammi di bagaglio consentiti in aereo (classe economica). Venti vocaboli in grado di accompagnarci e, magari, orientarci.
Parleremo di incoraggiamento, di insegnamento, di ispirazione. Parleremo di brevità e precisione, qualità indispensabili in questi tempi affollati. Parleremo dell’importanza di trovare guide e punti di riferimento. Parleremo della gioia di impegnarsi con gli altri e, magari, per gli altri. Parleremo della saggezza di trovare soddisfazione nelle cose semplici. Parleremo di scelte, atteggiamenti, comportamenti, insidie da evitare e consolazioni a portata di mano. Di ciò che ci portiamo dietro, e magari potremmo abbandonare. Di quello che abbandoniamo, e invece dovremmo portare con noi. “Non prometto soluzioni” scrive Beppe Severgnini. “Offro solo alcuni suggerimenti sul bagaglio, qualche indicazione sui mezzi di trasporto, un paio di avvertimenti sui compagni di strada”. Dopo Italiani di domani, un nuovo libro come navigatore. Un navigatore ironico, affettuoso e preciso. L’autore, ancora una volta, riesce a intuire il momento dell’Italia, le sue ansie e le sue possibilità: e lo fotografa con implacabile lucidità. La vita è un viaggio è dedicato “a tutte le ragazze e i ragazzi italiani, tra dieci e cent’anni”. Per ripensare a se stessi non è mai troppo tardi o troppo presto.

Vita e opinioni di Tristram Shandy

Tristram, rampollo di una nevrotica famiglia i cui membri sono tutti vittime di strane ossessioni, è il protagonista e l’io narrante dell’opera più famosa di Sterne, che può a ragione essere considerata una sorta di prototipo del romanzo moderno. Tristram dipinge con arguzia e ironia la vita della famiglia Shandy, con tutte le sue manie e nevrosi creando così nello zio Toby e nel padre Walter due tra le fi gure più eccentriche e indimenticabili della letteratura occidentale. Sterne-Tristram gioca con la parola, la disseziona, la sostituisce con pagine vuote e con segni grafi ci, e in una continua lotta contro il tempo e il suo alter ego, la morte, nega alla storia una vera e propria conclusione ampliandola con digressioni avvolgenti e fascinose.
(source: Bol.com)

Vita di Samuel Johnson (Piccola biblioteca Adelphi)

Marcel Schwob ha scritto che se Boswell fosse riuscito a concentrare in dieci pagine la sua monumentale “Vita di Samuel Johnson”, avrebbe dato alla luce l’opera d’arte tanto attesa. Quasi raccogliendo la sfida, Giorgio Manganelli scrisse nel 1961 questo trattatello, che rappresenta una stupefacente ‘biografia sintetica’ e insieme un geniale ritratto collettivo dove – sullo sfondo di una Londra torva e sordida, ma amatissima – accanto a Johnson figurano i suoi più cari amici: Richard Savage, scrittore fallito, sregolato e ribaldo, Topham Beauclerk, ilare e irresponsabile libertino, e naturalmente James Boswell, autore di un «calco letterario fedele fino alla allucinazione» del modo di essere del Dottore. Uomini dalla prensile passionalità, capaci di offrirgli un’immagine già vissuta e intellettualizzabile dell’esistenza: l’ideale per lui, che ambiva a essere «esperto e incorrotto». Ma il Johnson di Manganelli è ancora di più: il primo eroe di una civiltà di massa, un divo ammirato e amato per il fatto stesso di esistere, di conglomerare con la sua bizzarria e la sua sarcastica conversazione ascoltatori e spettatori. Ed è, anche, un perturbante alter ego, soprattutto laddove di Johnson ci appare il lato più segreto: la malinconia, l’ipocondria, l’infelicità, fieramente combattute con il lavoro, con «i doveri dell’intelligenza, presidio della chiarezza interiore e dunque della moralità».
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### Sinossi
Marcel Schwob ha scritto che se Boswell fosse riuscito a concentrare in dieci pagine la sua monumentale “Vita di Samuel Johnson”, avrebbe dato alla luce l’opera d’arte tanto attesa. Quasi raccogliendo la sfida, Giorgio Manganelli scrisse nel 1961 questo trattatello, che rappresenta una stupefacente ‘biografia sintetica’ e insieme un geniale ritratto collettivo dove – sullo sfondo di una Londra torva e sordida, ma amatissima – accanto a Johnson figurano i suoi più cari amici: Richard Savage, scrittore fallito, sregolato e ribaldo, Topham Beauclerk, ilare e irresponsabile libertino, e naturalmente James Boswell, autore di un «calco letterario fedele fino alla allucinazione» del modo di essere del Dottore. Uomini dalla prensile passionalità, capaci di offrirgli un’immagine già vissuta e intellettualizzabile dell’esistenza: l’ideale per lui, che ambiva a essere «esperto e incorrotto». Ma il Johnson di Manganelli è ancora di più: il primo eroe di una civiltà di massa, un divo ammirato e amato per il fatto stesso di esistere, di conglomerare con la sua bizzarria e la sua sarcastica conversazione ascoltatori e spettatori. Ed è, anche, un perturbante alter ego, soprattutto laddove di Johnson ci appare il lato più segreto: la malinconia, l’ipocondria, l’infelicità, fieramente combattute con il lavoro, con «i doveri dell’intelligenza, presidio della chiarezza interiore e dunque della moralità».

Visto, ma mai guardato

Turno di notte. L’ispettore capo Filippo Carnevali interroga in commissariato un sospetto spacciatore che si aggirava intorno a una scuola con indosso sì e no quattro dosi di maria. Notte noiosa che ha seguito una giornata iniziata male, con Laura che appena sveglia lo ha guardato come se fosse l’ultimo verme sulla terra per poi correre in bagno a vomitare … non sarà mica incinta?
(source: Bol.com)

Violet (La Saga dei Chase #5)

Inghilterra, 1673

Il motto della famiglia Ashton è “Metti in dubbio le convenzioni,” e la sorella maggiore Violet è completamente d’accordo. Ad esempio, non ha intenzione di sposarsi. La semplice Violet è abbastanza intelligente da rendersi conto che gli eventuali corteggiatori punterebbero alla sua grossa eredità, oppure si interesserebbero alle sue belle sorelle minori—e comunque lei preferisce di gran lunga passare il tempo espandendo la mente, invece di rischiare il suo tenero cuore…

Dopo sei anni sprecati a corteggiare una donna che ha poi deciso di sposarne un altro, Ford Chase, il Visconte di Lakefield, ha deciso di farla finita con le donne. Preferisce passare il tempo dedicandosi agli studi scientifici e costruendo il primo orologio da tasca con la lancetta dei minuti. Quando gli affidano per un po’ la giovanissima nipotina, la distrazione è garantita… finché una vicina di casa di intelligenza non comune, di nome Violet, viene in suo aiuto…

L’AUTRICE

LAUREN ROYAL ha deciso di diventare una scrittrice in terza elementare, dopo aver vinto un concorso con il tema “Perché la mia mamma è la migliore”, ma ha passato quattordici anni della sua vita come presidente della sua catena di gioiellerie prima di scrivere il suo primo libro. Da allora, i suoi libri sono stati nella lista dei bestseller in tutto in mondo, tra cui New York Times e USA Today e hanno vinto premi quali il Golden Quill e il Booklist’s Top 10 Romance of the Year.

Lauren vive nel sud della California, con il marito, tre figli e un gatto che perde continuamente il pelo, e continua a pensare che sua madre sia la migliore.

LA TRADUTTRICE

Quando non sto leggendo, passo il mio tempo libero traducendo alcuni dei libri che mi sono piaciuti (e mi piacerebbe essere più veloce per riuscire a tradurne di più), per dare anche ad altri la possibilità di leggerli in italiano. Potete contattarmi al mio indirizzo e-mail: [email protected] Sarò felice di rispondervi (e di correggere tutti i refusi che mi segnalerete!).

Parole chiave: Restaurazione, storia d’amore, sexy, Inghilterra, umoristica, famiglia Chase, profumo, scienza, scienziato, Christopher Wren, filosofia, visconte, matrimonio, giardinaggio, sorelle, mamma impicciona, sensale di matrimoni, aristocrazia, 17° secolo, 1600.

(source: Bol.com)

Vintage dream

È impossibile resistere al fascino di un vecchio abito di seta con bottoni smaltati e maniche a sbuffo. Lo sa bene Amanda, che ha fatto degli abiti vintage la sua più grande passione. Nel negozio vicino ad Astor Place, a Manhattan, si diverte a dare nuova vita a gonne, giacche e tailleur. I suoi clienti affezionati ormai si fidano solo del suo inconfondibile gusto. Eppure ora la sua amata bottega è in pericolo: sta per essere sfrattata. Amanda sente il mondo crollarle addosso. C’è un’unica cosa che può riportarle il sorriso: andare a caccia di vestiti usati. La sua ricerca la porta a un baule in cui, tra rasi fruscianti e pizzi delicati, trova un piccolo tesoro: un vecchio diario. Pagina dopo pagina scopre che a scrivere quelle righe ingiallite è stata Olive, una donna vissuta nella New York di inizio Novecento. Una donna forte e indipendente che ha realizzato il suo sogno di fare carriera in un prestigioso grande magazzino della città. Una donna che ha scoperto la potenza dell’amore e la profondità delle sue ferite. Il racconto di Olive dà ad Amanda la forza di lottare per essere di nuovo felice. Ma non solo. Perché quel vecchio taccuino nasconde molto di più. Il destino a volte percorre strade inaspettate… Strade che possono salvare quello che Amanda ha di più caro: il suo piccolo negozio vintage. E forse anche il suo cuore. Vintage Dream è un esordio che ha stupito la stampa americana e i lettori diventando un fenomeno del passaparola. Le fan dei vestiti vintage l’hanno adorato. Erica Stephens ci regala un romanzo indimenticabile in cui le storie di due donne si incrociano, tra presente e passato, tra un rammendo a un vestito elegante e una passeggiata nell’affascinante Manhattan. Un romanzo che insegna come, al di là del tempo, il destino di una donna sia quello di lottare affinché i propri sogni si avverino e di non rinunciare all’amore. Perché c’è sempre un filo capace di ricucire le ferite del cuore.
(source: Bol.com)

Vicolo della Duchesca

Un romanzo che comincia nei primi anni del secolo scorso e arriva ai giorni nostri. La storia di due donne che provengono da ambienti opposti, l’antica aristocrazia del sud Tirolo e i bassi napoletani. Le loro vicende si intrecciano nel corso del tempo, creando un affresco del mondo femminile. Josefa e Teresella attraversano la vita tra mille vicissitudini con tenacia, coraggio e senza mai scendere a compromessi.
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I viali di circonvallazione

Un figlio cerca il padre che dieci anni prima lo ha abbandonato. Lo trova in uno dei villaggi più graziosi della Seine-et-Marne, ai margini della foresta di Fontainebleau, nel ristorante dell’albergo del Clos-Foucré, in compagnia di due individui orribili. Lui – un falsario vissuto di ogni tipo di imbrogli – è un uomo corpulento, di tipo orientale: sembra un enorme mollusco accasciato dalle vicende della vita. I due amici – dai quali è trattato malissimo, con irrisione e disprezzo – si barcamenano, uno dirigendo un giornale di pettegolezzi e articoli ricattatori, l’altro (ex legionario) cercando denaro col poker e il biliardo. Attorno a loro, una piccola corte di donne ambigue, ex prostitute, personaggi loschi, rappresentanti della Francia peggiore che odia i comunisti e gli ebrei. Questo il quadro all’interno del quale si muove la vicenda de I viali di circonvallazione, romanzo giovanile di Patrick Modiano. Sono sufficienti dieci anni perché un padre, trovandosi a tu per tu con il figlio, non lo riconosca? O dobbiamo pensare che finga di non riconoscerlo e aspetti il momento opportuno, per gettare la maschera e rivelare a se stesso, e a suo figlio, la propria abiezione morale? Modiano non si preoccupa, ovviamente, di sposare né l’una né l’altra tesi. A lui interessa il tempo: quello che precede la distanza dei dieci anni, e il figlio, lo sperduto Telemaco parigino, ricostruirà con infinita pazienza per raccontare la vita trascorsa insieme fino al momento dell’abbandono. È il racconto picaresco, struggente, a tratti inverosimile, di due sconfitte. E di un immenso amore: quello del figlio per il padre; quello finale del padre per il figlio disconosciuto. Ma anche questo amore ha bisogno di tempo per rivelarsi. E qui sta la bellezza del romanzo di Patrick Modiano: come affiora, come cresce, e poi sempre più è legittimato dal passato, il sentimento che nessuna avversità potrà mai distruggere. Giorgio Montefoschi
(source: Bol.com)

Il viaggio di Elisabet

Che i negozi di giocattoli siano per ogni bambino (e anche per più di un adulto) mondi incantati, pieni di sorprese e di meraviglie, non è certo un mistero. Ma. qual è invece il mistero che si cela dietro l’improvvisa scomparsa, proprio dal reparto giocattoli di un grande magazzino, di Elisabet Hansen, una ragazzina simpatica e volitiva? Semplice: quando ha visto un agnellino di peluche prendere vita e scappar via come un fulmine, Elisabet non ha saputo resistere alla tentazione d’inseguirlo per fargli anche soltanto una piccola carezza… E come darle torto? Tanto più che, ben presto, all’agnellino si sono affiancati alcuni angeli maliziosi e birichini, svariati personaggi biblici, il governatore della Siria, un altezzoso imperatore e altre pecore, formando così una straordinaria comitiva che ha preso a viaggiare a ritroso nel tempo e verso la Terrasanta. Ma qual è lo scopo di quel viaggio così singolare? A scoprirlo sarà un ragazzino, Joakim, aprendo, giorno dopo giorno, le ventiquattro finestrelle di un calendario dell’Avvento da cui cadono, come per magia, altrettanti misteriosi foglietti che lo trasportano in un altro tempo, in un altro mondo, in un’altra storia che, forse, è la storia di Elisabet… o forse no. Originalissimo e avvincente, Il viaggio di EIisabet è una sorta di giallo surreale che, tappa dopo tappa (o meglio finestrella dopo finestrella) coinvolge il lettore in un’emozionante caccia alla verità (ammesso che ve ne sia una soltanto), fondendo storia e leggenda, mito e realtà in una scrittura tesa e lucidissima, ma anche così naturalmente ingenua da sfiorare, a volte, la tenerezza.
(source: Bol.com)

Via delle Botteghe Oscure

“Gente strana, che al passaggio lascia solo una scia di nebbia che prontamente svanisce. Con Hutte chiacchieravo spesso di questi esseri di cui le orme si perdono. Nascono un bel giorno dal nulla e al nulla ritornano dopo un fugace brillio. Reginette di bellezza, gigolos, farfalle. La maggior parte, anche da vivi, non avevano più consistenza di un vapore destinato a non condensarsi mai.” Chi parla è Pedro McAvoy Stern, protagonista-narratore di Via delle Botteghe Oscure, il romanzo con il quale Patrick Modiano, già noto al grande pubblico, vinse nel 1978 il Premio Goncourt. Hutte è il responsabile di una Agenzia di Investigazioni nella quale il narratore ha lavorato per alcuni anni: ora è stanco, lascia l’agenzia e si trasferisce a consumare la sua vecchiaia a Nizza. Pedro McAvoy Stern è un uomo che alcuni anni prima, per colpa di una amnesia, non sa più chi è. Gli “esseri di cui le orme si perdono” sono il suo passato. L’agenzia è chiusa. Lui può cominciare a investigare su se stesso.
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Vertigo (GD Team #1)

Benjamin “Buck” Buckler è un ex capitano SAS. Nessuno ha mai parlato di un suo errore, di una sua sconfitta, eppure lui sente il bisogno di dare un taglio al passato e voltare pagina. Lo fa con un nuovo lavoro, con un nuovo team. E soprattutto con un nuovo capo, il ricco ed enigmatico David Langdon, detto GD. Quando GD scompare, Buck incontra la donna che vive con lui, la brasiliana Alex Xavier, misteriosa e pericolosamente irresistibile. E Buck si troverà di fronte a un grande dilemma: scegliere tra la lealtà e le ben più profonde ragioni del cuore.
(source: Bol.com)