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Il gatto che aggiustava i cuori

Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po’ di carezze, un po’ di fusa rumorose, ed è felice. Ma all’improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal fidanzato; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e ad ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori. Un romanzo che è un caso editoriale unico. Con 100.000 copie vendute in un mese è salito in vetta alle classifiche inglesi. Adorato dai librai indipendenti, Il gatto che aggiustava i cuori ha acceso tra i lettori un inarrestabile passaparola. Un protagonista dolce e buffo come il gatto Alfie, e la sua capacità di aiutare le persone a ritrovare sé stesse. Un libro che regala felicità, e insegna che c’è sempre una sorpresa in arrivo.
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### Sinossi
Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po’ di carezze, un po’ di fusa rumorose, ed è felice. Ma all’improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal fidanzato; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e ad ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori. Un romanzo che è un caso editoriale unico. Con 100.000 copie vendute in un mese è salito in vetta alle classifiche inglesi. Adorato dai librai indipendenti, Il gatto che aggiustava i cuori ha acceso tra i lettori un inarrestabile passaparola. Un protagonista dolce e buffo come il gatto Alfie, e la sua capacità di aiutare le persone a ritrovare sé stesse. Un libro che regala felicità, e insegna che c’è sempre una sorpresa in arrivo.

Il Gabbiano

Il gabbiano è un dramma in 4 atti scritto nel 1895 da Anton Cechov, dove sono ben presenti i
tratti essenziali della poetica dello scrittore russo. L’attitudine rassegnata
e dolente di fronte ad un ineluttabile sempre sottinteso, l’attenzione quasi
morbosa per il dettaglio psicologico aberrante e rivelatore, la capillare
ricostruzione di atmosfere più che di vicende, si esaltano in un tipo di
rapporto di rappresentazione che, escludendo il protagonista, instaura sulla
scena una sorta di livellamento. I personaggi di Cechov subiscono una sorta di
estraniazione e di incomunicabilità, anticipazione dei motivi fondamentali
della drammaturgia moderna.
Il dramma si svolge in una tenuta estiva, proprietà di
Sorin, un ex impiegato statale di salute cagionevole. Sorin è il fratello della
famosa attrice Arkadina, che è appena giunta nella tenuta con il suo amante,
Trigorin, per una breve vacanza. Nel primo atto, le persone che sono nella
tenuta di Sorin si riuniscono per assistere a un dramma scritto e diretto da
Konstantin Trepliov, il figlio di Arkadina. Recita nel “dramma nel
dramma” Nina, una giovane donna che vive in una vicina tenuta, che impersona
“l’anima del mondo”. Il dramma è il più recente tentativo di creare
una nuova forma teatrale e assomiglia a un’intensa opera simbolista.
Arkadina ride del dramma, trovandolo ridicolo e incomprensibile, e Trepliov si
infuria.

Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione

Il sistema economico in cui viviamo, a differenza dei regimi del passato, non pretende di essere perfetto: semplicemente nega l’esistenza di alternative. Per la prima volta il potere non manifesta le proprie qualità, ma fa vanto del proprio carattere inevitabile. Il nuovo saggio di Diego Fusaro è un colpo di frusta alla retorica della realtà come situazione immutabile, all’abitudine di prenderne atto anziché costruirne una migliore. Si impone così il principale comandamento del monoteismo del mercato: “non avrai altra società all’infuori di questa!”. Il primo compito di una filosofia resistente è quindi ripensare il mondo come storia e come possibilità, creare le condizioni per cui gli uomini si riscoprano appassionati ribelli in cerca di un futuro diverso e migliore. A partire da questo pensiero in rivolta, si può combattere il fanatismo dell’economia: e, di qui, tornare a lottare in vista di una più giusta “città futura”, un luogo comune di umanità in cui ciascuno sia ugualmente libero rispetto a tutti gli altri.
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I funerali della Mamá Grande

Otto racconti fantastici e insieme naturalistici dominati da una matrona mitica e prepotente, sovrana assoluta del regno di Macondo, ai cui funerali interviene persino il papa.

Fuggevole turchese

Chi è quella ragazza che non abbiamo mai visto in volto, la cui immagine ci ossessiona da quando eravamo bambini? Sale sul tram proprio quando stiamo per raggiungerla. Un sedere ben tornito, inguainato in pantaloni turchesi, l’immagine della fanciulla compare e scompare. Che sia per caso la morte? Lazzaro Santandrea l’antieroe metropoliano protagonista dei romanzi di Andrea Pinketts indaga. Lui, che non ha mai lavorato in vita sua, si ritroverà a sfacchinare come reclutatore di principi azzurri.

Fra me e te

Edo è in seconda superiore, ma si crede già un uomo. Vuole mostrarsi duro, aggressivo, cattivo, forse per nascondere le sue ferite. Ha sempre in testa Giulia, la ragazza che il destino ha scelto per lui. Non parla con i suoi professori, né con quelli ostili come Voldemort e la Frigida, né con quelli che stima come la Profetessa e il Cetaceo. È solitario e non ha nessun vero amico, tranne due piccole tartarughe portafortuna che non lo tradiscono mai. Odia Cordaro, la sua città. La odia perché è caotica, sporca e disordinata. La odia soprattutto perché è piena di stranieri. E lui è razzista e gli stranieri non li può proprio vedere, in particolare i cinesi, per il male che crede abbiano fatto alla sua famiglia. Edo è convinto di sapere tutto, ma dovrà scoprire a sue spese di non sapere nulla. Perché il futuro non è già scritto dal destino, ma è una sfida da giocare a viso aperto giorno per giorno. Chiara è una sua coetanea. È una brava ragazza, fa volontariato con gli scout, ha voti altissimi a scuola. Alle medie veniva presa ferocemente in giro per la sua serietà. Per gli adulti è una affidabile, una da additare come esempio. Vive con suo padre, ma i loro sono due mondi diversi, che non riescono ad entrare in comunicazione. Nonostante le apparenze, Chiara è infelice, insoddisfatta, tormentata. Nel suo passato c’è un’ombra che non conosce fino in fondo. Un’ombra che suo padre e sua nonna non vogliono assolutamente dissipare. Nel suo presente invece ci sono Lucia, la sua migliore amica, e Mattia, che forse è un po’ più di un amico. Poi ci sono gli altri: le compagne di classe alla moda, sempre perfette e truccate, e gli alieni, i ragazzi del triennio, quelli bellissimi e irraggiungibili. Uno tsunami sta per investire le loro vite. Per Edo è l’arrivo di Yong, un ragazzo cinese appena giunto in città. Per Chiara è facebook: le basterà aprire un profilo e caricare qualche foto perché uno degli alieni più grandi si accorga della sua esistenza. Due incontri inattesi, che faranno irruzione e li cambieranno in modo irreversibile. Due persone che li costringeranno a fare i conti con verità nascoste da sempre e con l’abisso dei loro sentimenti. Marco Erba, insegnante di liceo, racconta una storia dura, violenta e tagliente, ma, allo stesso tempo, piena di luce e di speranza, perché la speranza in fondo non muore mai e trova sempre lo spiraglio per farsi strada. “Fra me e te” è un romanzo veloce, ricco di colpi di scena dalla prima all’ultima pagina. È una grande storia sull’amicizia che supera ogni pregiudizio, sull’odio e sull’amore, sul tradimento e sul perdono, sul bullismo, sulla famiglia, sulla forza e sulla fragilità. È un grande affresco sull’adolescenza dedicato agli adolescenti di oggi e di ieri, a chi ha a che fare con gli adolescenti e a tutti quelli che ricordano di essere stati, un tempo, adolescenti loro stessi.
(source: Bol.com)

Fortezza Breslavia

Può un mostro essere uno strumento nelle mani di Dio? Questo arriva a chiedersi Eberhard Mock, al culmine di quella che crede essere l’ultima indagine della sua vita. E quanti sono i giusti che hanno diritto a lasciare Breslavia, la città-fortezza condannata, con gli invasori sovietici che ormai stanno spezzando ogni resistenza, e con i potenti del regime consumati tra orge e violenze? A sessantadue anni Mock è stato rimosso dal suo incarico nella Kriminalpolizei. Ma non resiste all’impulso di lanciarsi a capofitto in un’ardua indagine privata: chi ha ucciso e orribilmente violentato la giovane nipote della contessa antinazista Gertrude von Mogmitz? Sono stati i sovietici? Un gerarca nazista impazzito per lussuria? Mock si addentra nei labirinti della sterminata città sotterranea dove si sono rifugiati i difensori di Breslavia, tra ratti polvere macerie cadaveri e sangue, guidato solo dalla luce di un vangelo molto privato che si oppone a ogni paganesimo. E si addentra nell’abisso sempre piú cupo dell’animo umano: fino alle acque piú profonde, da dove è difficile risalire. Anche per chi, come Mock, «ha fame e sete della giustizia». Un romanzo potente, permeato dal senso della fine: di un eroe, di un’epoca, di una città.

Forse Esther

Si sarà proprio chiamata Esther quella bisnonna che, nella Kiev del 1941, chiese fiduciosa a due soldati tedeschi la strada per Babij Jar, la fossa comune degli ebrei, ricevendone come risposta un distratta rivoltellata? Forse. E dell’intera famiglia, dispersa fra Polonia, Russia e Austria, che cosa ne è stato? Il monolite sovietico conosceva l’avvenire, non la memoria. Per ricostruire quella ramificata genealogia, quel vivace intreccio di culture e di lingue – yiddish, polacco, ucraino, ebraico, russo, tedesco -, Katja Petrowskaja intraprende, sulle tracce degli scomparsi, un intenso viaggio a ritroso nella storia di un Novecento sul quale incombono la stella gialla e quella rossa, e in cui si incrociano i destini di memorabili figure: la babuska Rosa, incantevole logopedista di Varsavia, che salva duecento bambini sopravvissuti all’assedio di Leningrado; il nonno ucraino, prigioniero di guerra a Mauthausen e riemerso da un gulag dopo decenni; il prozio Judas Stern, che spara a un diplomatico tedesco nella Mosca del 1932, e dopo un processo-farsa viene spedito “nel mondo della materia disorganizzata”; il fratello Semén, il rivoluzionario di Odessa, che passando ai bolscevichi cambia in Petrovskij un cognome troppo ebraico… Ma indimenticabili protagonisti sono anche i paesaggi: l’immane pianura russa invasa dai tedeschi e le città della vecchia Europa: Kiev, Mosca, Varsavia, Berlino. E i ghetti, i gulag e i lager nazisti.
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La Foglia di Ambra

Anita è una donna realizzata: ha una fantastica famiglia ed è la scrittrice italiana numero uno.
Tutto andrebbe benissimo, non fosse per il modo in cui Anita è attaccata alla sua vita di successo, così tanto da essersi dimenticata di tutto il resto, persino della figlia che ultimamente è davvero strana.
Con la mente ancorata al fantasma del passato, incredibilmente vivido e tanto amato della sorella–foglia che Anita ha perso in gioventù, la donna trascura tutti per via del senso di colpa che non l’abbandona mai; perde così il marito Sebastiano e rischia di vedere sgretolata la sua vita e la sua famiglia evitando le sue responsabilità coniugali e genitoriali e comportandosi da arrogante e spocchiosa Star.
Tutto finché il fantasma di Ambra non torna nella sua vita attraverso i disegni di Alice, sua figlia, che senza poter sapere dell’esistenza della sorellina di sua madre né del suo doloroso passato, ne conosce il nome e la disegna con precisi particolari e attenta cura, insieme alla casa d’infanzia delle due sorelle.
Ambra è una foglia ed è la sorellina che Anita ha visto cadere nel pozzo e ha vegliato e amato durante il lungo coma per gran parte della sua adolescenza straziata dal dolore; come mai sua figlia, a soli sei anni, sa esattamente ogni cosa di lei e del suo aspetto?
Sarà proprio insieme ad Alice che Anita compirà un viaggio di ritorno alle origini, dove sensazionali e drammatici eventi attendono una madre e una figlia, che forse alla fine si ritroveranno.
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### Sinossi
Anita è una donna realizzata: ha una fantastica famiglia ed è la scrittrice italiana numero uno.
Tutto andrebbe benissimo, non fosse per il modo in cui Anita è attaccata alla sua vita di successo, così tanto da essersi dimenticata di tutto il resto, persino della figlia che ultimamente è davvero strana.
Con la mente ancorata al fantasma del passato, incredibilmente vivido e tanto amato della sorella–foglia che Anita ha perso in gioventù, la donna trascura tutti per via del senso di colpa che non l’abbandona mai; perde così il marito Sebastiano e rischia di vedere sgretolata la sua vita e la sua famiglia evitando le sue responsabilità coniugali e genitoriali e comportandosi da arrogante e spocchiosa Star.
Tutto finché il fantasma di Ambra non torna nella sua vita attraverso i disegni di Alice, sua figlia, che senza poter sapere dell’esistenza della sorellina di sua madre né del suo doloroso passato, ne conosce il nome e la disegna con precisi particolari e attenta cura, insieme alla casa d’infanzia delle due sorelle.
Ambra è una foglia ed è la sorellina che Anita ha visto cadere nel pozzo e ha vegliato e amato durante il lungo coma per gran parte della sua adolescenza straziata dal dolore; come mai sua figlia, a soli sei anni, sa esattamente ogni cosa di lei e del suo aspetto?
Sarà proprio insieme ad Alice che Anita compirà un viaggio di ritorno alle origini, dove sensazionali e drammatici eventi attendono una madre e una figlia, che forse alla fine si ritroveranno.
### L’autore
Deborah Fasola è nata a Vercelli nel 1978. Laureata in Scienze dell’Educazione ha operato nel sociale per molti anni per poi dedicarsi completamente al mondo dell’editoria. Prima lettrice accanita e poi autrice, scrive da quando è una ragazzina ed è anche editor freelance e articolista. Esordisce con il genere fantasy nel 2010 ma solo nel 2015, dopo parecchie prove lettararie, ottiene la svolta pubblicando per Rizzoli e venendo notata da un’altra grande realtà editoriale. La Foglia di Ambra è un romanzo che l’autrice ha nel cassetto da molti anni e che adesso sente di dover lasciar libero di camminare nel mondo.

Fiore di poesia

‘Sono affascinato dalle lucidità della Merini, spesso ironiche, dal suo vigore poetico e ritengo che Alda sia uno dei nostri poeti piú veri, una voce che si lascia parlare dall’ignoto, che procede dalle oscurità piuttosto che dalle troppe sapienze della mente, che sa trascorrere tra i dolori e i deliri senza cedere al compiacimento…’.

Franco Loi

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Questa antologia, che comprende anche un’ampia scelta di aforismi, raccoglie una scelta dei versi della Merini dagli esordi ai giorni nostri, dando corpo a una delle voci poetiche piú forti e personali del nostro secolo.

(source: Bol.com)

Finché sarò tua figlia

È stato acclamato da lettori e librai come uno dei thriller psicologici più incalzanti degli ultimi anni, grazie alla voce di una protagonista incredibilmente dura, ribelle e tormentata. La storia di una madre e di una figlia. E di un amore così forte che a volte può somigliare all’odio.
Il cielo è immenso sopra di lei ed è così blu da fare male. Janie stringe gli occhi per non rimanere accecata. Non è più abituata a tutta quella luce. Janie ha ventotto anni, ma gli ultimi dieci anni della sua vita li ha trascorsi in prigione, in cella di isolamento. Proprio lei, bella ragazza ricca di Beverly Hills, viziata reginetta del liceo. L’accusa è quella di aver ucciso sua madre Marion, una donna molto esigente con cui non aveva un bel rapporto. Perché Janie era un’adolescente ribelle e contestatrice e sua madre non faceva nulla per nascondere la sua delusione di non avere la figlia perfetta. Tutte le prove erano contro di lei. Dopo l’ennesima notte di baldoria, è stata trovata priva di sensi accanto al cadavere della madre. Le mani sporche del suo sangue e le sue impronte dappertutto. Incapace di raccontare quello che è successo. Ma Janie ha sempre saputo di essere innocente. Ricorda poco della notte dell’omicidio, lo shock le ha confuso la mente, ma sa di aver sentito sua madre avere un alterco con uno sconosciuto e un nome, Adelina. E adesso che il suo avvocato è riuscito a farla uscire di prigione, Janie non ha dubbi. Deve scoprire cosa è successo, deve dimostrare, soprattutto a sé stessa, di non essere colpevole. Deve diventare la figlia che Marion ha sempre sognato. Adelina è una città dell’Illinois. È lì che Janie deve andare se vuole capire la verità. Una città piccola e sperduta in mezzo alla campagna. Una comunità chiusa che guarda con sospetto e ostilità la nuova arrivata. E che nasconde tutte le risposte che Janie cerca. Non solo sulla morte di Marion, ma anche sulla sua vita e sulla sua vera identità. Mai come adesso Janie sente di conoscere la donna che per prima l’ha tenuta tra le braccia… Finché sarò tua figlia è un esordio impossibile da dimenticare. Venduto in contemporanea in 20 paesi, ha scalato tutte le classifiche bestseller in soli due giorni.

Fin Sopra L’Amore

Giorgia e Giulia si conoscono il primo giorno delle superiori e si troveranno a condividere da subito l’interesse per lo stesso ragazzo, Lorenzo, il bel ripetente della classe. Inevitabili incomprensioni e litigi, che le due amiche riusciranno a superare grazie all’intervento dell’amica Alessia. Durante i primi mesi di scuola le ragazze dovranno confrontarsi con i nuovi docenti, affronteranno i primi scontri con i genitori e conosceranno le emozioni del primo bacio e del primo amore. L’interesse per Lorenzo svanirà nel momento in cui Giorgia conoscerà il fratello maggiore di Giulia, Leonardo, o Leolord, come lo chiama Madeleine, la filippina che si occupa di lui e della sorella in assenza dei genitori. Attento, umile e premuroso, dimostrerà sin da subito un forte interesse per Giorgia. I due ragazzi vivranno il loro amore così fortemente come solo gli adolescenti sanno fare.

Il figlio (Scatti)

In questa opera l’autore dialoga con il figlio Lion, morto a ventun anni per una meningite fulminante, trascinandoci nel racconto di un dolore inconcepibile narrato con infinito pudore, eleganza e, non ultimo, un sottile senso dello humour. Ci accompagna la voce benevola di Lion che, mentre assiste al dolore dei genitori, fa riaffiorare i ricordi della vita passata, cercando di incoraggiarli nell’affrontare la vita che li attende. Ex anarchico, ex sessantottino, rigorosamente ateo, Michel Rostain lascia aperti tutti gli interrogativi che appartengono alla morte, riuscendo mirabilmente a mantenere l’equilibrio tra descrivere il più grande dolore che sia dato di provare agli uomini, la perdita di un figlio, e la consapevolezza di consegnare la propria esperienza ai lettori tramite un romanzo privo di retorica o compiacimento ma pieno d’amore per la vita.
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### Sinossi
In questa opera l’autore dialoga con il figlio Lion, morto a ventun anni per una meningite fulminante, trascinandoci nel racconto di un dolore inconcepibile narrato con infinito pudore, eleganza e, non ultimo, un sottile senso dello humour. Ci accompagna la voce benevola di Lion che, mentre assiste al dolore dei genitori, fa riaffiorare i ricordi della vita passata, cercando di incoraggiarli nell’affrontare la vita che li attende. Ex anarchico, ex sessantottino, rigorosamente ateo, Michel Rostain lascia aperti tutti gli interrogativi che appartengono alla morte, riuscendo mirabilmente a mantenere l’equilibrio tra descrivere il più grande dolore che sia dato di provare agli uomini, la perdita di un figlio, e la consapevolezza di consegnare la propria esperienza ai lettori tramite un romanzo privo di retorica o compiacimento ma pieno d’amore per la vita.

La figlia dello spazzacamino

Inghilterra, 1808 – Reduce dalla guerra Peninsulare, Rob Selborne scopre che per onorare le disposizioni testamentarie del padre e della nonna, morti durante un’epidemia, deve sposare una delle gentildonne presenti alle nozze della cugina. Nessuna delle fanciulle, però, è di suo gusto, tranne la giovane Jemima, invitata alla cerimonia perché, secondo la tradizione, il bacio di uno spazzacamino porta fortuna ai novelli sposi. Convinto che lei possa essere la soluzione al suo problema, Rob le propone un’unione di convenienza, che naturalmente non sarebbe mai consumata. Pur di sfuggire a un padre violento Jemima accetta, ma quando Rob le mette l’anello al dito…
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### Sinossi
Inghilterra, 1808 – Reduce dalla guerra Peninsulare, Rob Selborne scopre che per onorare le disposizioni testamentarie del padre e della nonna, morti durante un’epidemia, deve sposare una delle gentildonne presenti alle nozze della cugina. Nessuna delle fanciulle, però, è di suo gusto, tranne la giovane Jemima, invitata alla cerimonia perché, secondo la tradizione, il bacio di uno spazzacamino porta fortuna ai novelli sposi. Convinto che lei possa essere la soluzione al suo problema, Rob le propone un’unione di convenienza, che naturalmente non sarebbe mai consumata. Pur di sfuggire a un padre violento Jemima accetta, ma quando Rob le mette l’anello al dito…

Un Fidanzato Per Natale

Infreddolito, ferito, e con la paura che il suo ex-fidanzato possa trovarlo, Oliver sceglie di fuggire dall’ospedale e di nascondersi nel suo chalet di montagna il giorno di Natale. Non sa però che Babbo Natale e il Grande Capo gli faranno avere una sorpresa, recapitata attraverso il camino. E la sua sorpresa ha un nome: Derek.
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### Sinossi
Infreddolito, ferito, e con la paura che il suo ex-fidanzato possa trovarlo, Oliver sceglie di fuggire dall’ospedale e di nascondersi nel suo chalet di montagna il giorno di Natale. Non sa però che Babbo Natale e il Grande Capo gli faranno avere una sorpresa, recapitata attraverso il camino. E la sua sorpresa ha un nome: Derek.

La Ferocia

In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della piú influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosí? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli – in particolare quello con Michele, l’ombroso, l’instabile, il ribelle – può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell’azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. L’intensità della scrittura – mai cosí limpida e potente – ci avviluppa in un labirinto di emozioni, segreti e scoperte, che interseca le persone e il loro mondo, e tiene il lettore inchiodato alla pagina.