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Il nome della rosa

Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un’abbazia dell’alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.
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Noi due la nostra storia

Dopo averlo conosciuto in “Storia di noi due” ora spetta a Lorenzo raccontare la sua versione: il primo incontro con Emma, i suoi sforzi per conquistarla e la sua verità sul 22 febbraio. Soprattutto sapremo cos’ è successo dal loro ultimo incontro, sarà riuscito a essere, finalmente, felice con Emma?
“Noi due la nostra storia” è il companion book di “Storia di noi due”

Niente sesso, siamo amici

Può esistere l’amicizia tra un uomo e una donna?
“Congratulazioni signora, lei è incinta.” Ma come è possibile, lei, Samantha, è solamente andata a letto con il suo miglior amico, nonché suo coinquilino, Jack, complice il troppo alcol. Di solito queste cose non succedono tra amici, almeno questo è quello che le hanno sempre fatto credere. Ma non è così! Soluzioni possibili? A- fare la mamma single, ultimamente molto di moda
B- mettere un annuncio sul giornale “Cercasi uomo disperatamente, scopo matrimonio riparatore”
C- sposare il padre del bambino, cioè Jack
Soluzione scelta: parlarne con il suo miglior amico.
Oh, no! Il suo miglior amico è Jack.
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### Sinossi
Può esistere l’amicizia tra un uomo e una donna?
“Congratulazioni signora, lei è incinta.” Ma come è possibile, lei, Samantha, è solamente andata a letto con il suo miglior amico, nonché suo coinquilino, Jack, complice il troppo alcol. Di solito queste cose non succedono tra amici, almeno questo è quello che le hanno sempre fatto credere. Ma non è così! Soluzioni possibili? A- fare la mamma single, ultimamente molto di moda
B- mettere un annuncio sul giornale “Cercasi uomo disperatamente, scopo matrimonio riparatore”
C- sposare il padre del bambino, cioè Jack
Soluzione scelta: parlarne con il suo miglior amico.
Oh, no! Il suo miglior amico è Jack.

Niente di umano

Il nuovo anno porta con sé un’agghiacciante scoperta per la psicologa forense Kate Hanson dell’Unità delitti insoluti di Birmingham: in un vecchio capanno sul lago viene ritrovato il cadavere di un giovane, morto per strangolamento. Si tratta di Nathan Troy, uno studente universitario dalla vita apparentemente senza ombre. Almeno secondo la sua famiglia e gli insegnanti. Ma allora perché alcune persone a lui legate sono svanite nel nulla, e altre sembrano molto reticenti sul suo conto? E qual era il suo rapporto con l’irrequieta figlia del professor Henry Levitte, celebre pittore e docente affermato? Mentre Kate cerca di dipanare un’intricata rete di torbide relazioni, la scoperta di altri due cadaveri conferma che il killer non ha mai smesso di uccidere. E potrebbe tornare a farlo. Serrato come CSI e inquietante come i romanzi di Kathy Reichs, Niente di umano è il nuovo imperdibile thriller di A.J. Cross.

Nessuno può toglierti il sorriso

”Valentina Pitzalis è morta il 17 aprile 2011. Quel giorno mio marito mi ha cosparsa di cherosene e mi ha dato fuoco. Quel giorno la Valentina che ero sempre stata, la ragazza carina, piena di vita, prospettive e sogni per il futuro, è bruciata tra le fiamme di un inferno senza senso. Non so perché tutto questo sia successo proprio a me. Me lo sono chiesta tante, troppe volte in questi anni, così come mi sono ripetuta, ogni giorno, che lui non era un mostro, ma aveva fatto, questo sì, una cosa mostruosa. So per certo però che la persona che sono oggi è stata più forte di tutto e di tutti. Ho compreso che di fronte alle avversità, di fronte a tragedie come la mia la cosa che conta è trovare la forza di reagire. Ho scelto di reagire, ho scelto di vivere, ho scelto di cercare di essere un esempio per chi crede di non avere quella forza dentro di sé, perché io… la depressione non me la posso permettere, non più. Quello che, più di tutto, mi ha dato la forza di arrivare fin qui è stata la speranza di poter aiutare tutte le donne che vivono, magari ancora senza essersene rese veramente conto, situazioni di coppia come la mia. Sono felice di poter alzare una mano sola, sono felice di avere i miei occhi senza ciglia e sopracciglia, sono felice di avere le mie gambe coperte di cicatrici. Semplicemente, sinceramente, incredibilmente… ho trovato la forza per non smettere di sorridere e sono felice di vivere!”
(source: Bol.com)

Nell’ombra e nella luce

«Lui era lí, chino su di me, come quella prima sera. Vedevo la sua bocca dalla piega amara, a stento coperta dal becco argenteo. La sua voce era quella di sempre: calda, profonda, educata. Posso riferirti esattamente le sue ultime parole: “Non è ancora tempo di morire, signor Saint-Just. Sarò io a decidere quando”». Con il maldestro, coraggioso, contraddittorio Emiliano di Saint-Just, chiamato a investigare su efferate uccisioni, opera di uno sfuggente criminale che somiglia a un diavolo, Giancarlo De Cataldo ci trasporta in una Torino divisa tra slancio progressista e reazione, nuove tecnologie e vecchi pregiudizi, inconsueta per l’occhio di oggi, ma nella quale è facile ambientarsi per la naturalezza e la precisione dei dettagli: da una nuova grande piazza appena costruita alla mefitica paludosa Vanchiglia, a un gran ballo a Palazzo Carignano, a un dinamicissimo Ghetto dove gli ebrei combattono per non diventare il capro espiatorio della rabbia e della paura di tutti. E sotto i nostri occhi, mentre un Cavour infuriato rischia di esser preso a bastonate dal reazionario duca di Pasquier, e le alte sfere consigliano al giovane carabiniere di cercare il colpevole preferibilmente negli strati piú bassi e «infami» della città, impartendogli una lezione di modernissimo controllo sociale, si svolge una vorticosa, molto attuale commedia umana. Le opposizioni private e pubbliche di gelosia e amore, obbedienza e libertà, viltà e coraggio, politica e crimine, tipiche del futuro carattere nazionale degli italiani, fanno qui le prove generali, come a teatro. E il Diaul, che sia un mostro malvagio, un assassino seriale o la pedina di un complotto politico, diventa la cifra, il luogo geometrico delle contraddizioni di tutti. Senza smettere di far paura, tutt’altro.

Il Natale più dolce

Per Jake Finley, caporeparto di un negozio di giocattoli a Manhattan, il Natale significa solo una cosa: profitto. Per Holly Larson, invece, la notte più dolce dell’anno è ancora intrisa di amore e di speranza. Solo un miracolo potrebbe far incontrare e innamorare due persone tanto diverse… Per fortuna esiste la signora Miracle che, con qualche semplice consiglio, li indirizzerà verso l’appuntamento perfetto. D’altronde, chi può resistere alla magia delle luci di Natale sotto la neve? Un dolce bacio darà l’avvio alle danze, e la musica continuerà per sempre.
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### Sinossi
Per Jake Finley, caporeparto di un negozio di giocattoli a Manhattan, il Natale significa solo una cosa: profitto. Per Holly Larson, invece, la notte più dolce dell’anno è ancora intrisa di amore e di speranza. Solo un miracolo potrebbe far incontrare e innamorare due persone tanto diverse… Per fortuna esiste la signora Miracle che, con qualche semplice consiglio, li indirizzerà verso l’appuntamento perfetto. D’altronde, chi può resistere alla magia delle luci di Natale sotto la neve? Un dolce bacio darà l’avvio alle danze, e la musica continuerà per sempre.

La nascita della filosofia

Quello che si incontra comunemente, negli studi odierni sulla filosofia greca, è il tentativo di restituire contenuti remotissimi da noi con gli strumenti più moderni, condizionati dalle formule e dai metodi odierni della ricerca storica, in breve con il linguaggio filologico. Qui invece Giorgio Colli prova a far riemergere il periodo culminante della Grecia – il settimo, il sesto, il quinto secolo a.C. –, il più lontano da noi e dalla nostra comprensione, senza suggerire approcci specialistici. L’accessibilità del suo modo di esporre è raggiunta mediante un’inversione di prospettiva: non sono gli occhi del presente a guardare quei secoli, rimpiccioliti dalla grande distanza, e neppure gli occhi del quarto secolo a.C., di Aristotele, ma al contrario si tenta di evocare uno sguardo «alle spalle» di quei secoli, uno sguardo gettato dagli dèi omerici e pre-omerici. In questo spingersi all’indietro, verso un’antichità dal profilo incerto, l’origine della filosofia greca, questo evento misterioso, non è ricacciata in un passato più lontano, ma viene riportata al contrario a un’epoca assai posteriore, è un prodotto mediato che si lega al nome di Platone. Prima c’è l’età dei sapienti. Quando nasce la filosofia, la parabola dell’eccellenza greca ha già iniziato il suo declino. E questa crisi decisiva è anteriore anche a Euripide e a Socrate, è una frattura, un indebolimento che sono interni al mondo dei sapienti, che solo attraverso questo si decifrano.

Muchachas 3

Muchachas 3, ultimo volume della trilogia di Katherine Pancol, è centrato sulla vendetta di Stella e l’annientamento di Ray e della sua banda. Stella e Joséphine, che da poco hanno scoperto di essere sorellastre, si sono ritrovate. A New York, il cuore di Gary continua a essere combattuto tra Hortense e Calypso, ma Hortense non se ne rende conto, perché troppo impegnata nel lancio della sua linea di moda insieme alla ricchissima Elena. E anche la vecchia contessa ha una vendetta da compiere… Per alcune è l’ora della rivalsa, per altre della liberazione e della speranza, in ogni caso tutti i fili si riannodano. Non sappiamo cosa il destino abbia in serbo per loro, ma le protagonista di Muchachas non arretrano di fronte agli ostacoli, possono solo affrontare la vita a testa alta e dimostrare tutta la forza e il coraggio di cui dispongono.

Mucchio d’ossa

La morte improvvisa e tragica della moglie ha distrutto l’esistenza di Mike. Un tempo scrittore di successo, dopo la disgrazia ha perso l’ispirazione e certo non l’aiuta l’essersi rifugiato nell’antica casa del Maine, dove aveva trascorso vacanze felici. Ora quelle stanze sono teatro di richiami struggenti e insieme di fenomeni terrificanti: qualcosa non si rassegna a quella tremenda perdita e neanche il tenero legame con la dolce Mattie e l’affetto per la sua figlioletta riescono a fugare la maledizione che grava su di loro…

Mr Skeffington

«Elizabeth von Arnim, ironica e crudele, distrugge qui allegramente gli uomini… per non parlare delle signore, poverine anche loro, allora come adesso».Natalia Aspesi, «la Repubblica»All’approssimarsi del suo cinquantesimo compleanno Fanny, che ha da tempo divorziato da Mr Skeffington e ha vissuto molte altre storie senza pensare più a lui, è sorpresa dal riaffiorare dei ricordi che la riportano alla propria giovinezza, quando era bella e ricca di fascino. Per una serie di circostanze, ma anche per volontà deliberata, ritrova gli uomini che aveva conquistato un tempo: ma tutti si sono fatti una nuova vita e non intendono rimettersi in gioco. Attraverso una serie di incontri che mettono a nudo con la consueta fine sensibilità i vari aspetti del comportamento maschile, Fanny è costretta a rendersi conto del peso che ha avuto nella sua vita una bellezza ormai svanita. Se vuole sopravvivere deve confrontarsi con una diversa percezione di sé e riorganizzare la propria esistenza.Arguta e profonda come sempre, Elizabeth von Arnim ci regala una commedia tenera e ironica sulla bellezza e il suo sfiorire, i vecchi amori e la raggiunta maturità.

La morte viaggia in autobus

La grande passione di Morrison Shape, solitario e benestante signore inglese, è l’enigmistica. Cruciverba, rompicapi, astrusi problemi scacchistici o matematici non hanno segreti per lui, tanto che fa man bassa dei premi messi in palio dai giornali per chi riesce a risolvere i loro complicati enigmi. Così, quando sull’autobus che come ogni martedì lo sta portando da Colborough a Netherton viene commesso un delitto, a Morrison non par vero di poter mettere le sue incredibili doti al servizio della polizia e provare a risolvere quello che da subito appare come un vero e proprio mistero. Se infatti è pacifico che Caleb Wainwright, uno dei passeggeri dell’autobus, è stato ucciso da un colpo di pistola, non è per nulla chiaro chi sia stato a sparare: nessuno della dozzina di persone che era a bordo ha visto qualcosa, l’arma non si trova e l’autobus, nel momento fatale, era in movimento. Oltre a tutto un guasto al motore causava continui ritorni di fiamma con conseguenti scoppi che hanno impedito di distinguere il rumore dello sparo. Insomma, un vero e proprio rebus per il sergente Matthews e il sovrintendente Maxley incaricati del caso. E quindi il terreno ideale per il nostro geniale enigmista.
(source: Bol.com)

Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano

*La stanza numero 2*, *Doppia indagine*, *Morte in mare aperto*, *Il biglietto rubato*, *La transazione*, *Come voleva la prassi*, *Un’albicocca*, *Il ladro onesto*: 8 indagini di un Montalbano giovane e senza paura, irruente, audace, pistola in mano, carica, e carico di risorse investigative, con largo uso di «sfunnapedi» e «trainelli». Il suo amore con Livia vive la stagione più bella, quella della passione e dell’urgenza di stare sempre insieme; il commissariato di Vigàta è abitato dai personaggi che i lettori di Camilleri conoscono bene, sono i rapporti di Montalbano con i sottoposti che sono diversi: con Fazio il legame è ancora gerarchico, Augello è l’impenitente dongiovanni della prima ora, la sua insopprimibile brama di conquiste mette addirittura in pericolo, nel corso di una indagine, la vita di Montalbano; lucido, veloce è però il migliore compagno di strada del commissario; uno sbatacchiare di porte infine, segna l’entrata sulla scena di Catarella. A Montelusa il questore è Burlando, paterno, di larghe vedute: in fondo quel commissario intemperante gli piace e gli copre ben volentieri le spalle in qualche occasione. I racconti sono situati negli anni Ottanta, un’Italia in cui si muovono fatti e personaggi di quella stagione, dall’affare Sindona all’attentato a Giovanni Paolo II. Montalbano si trova alle prese con indagini di tutti i tipi, dalla speculazione edilizia, ai contrasti familiari, il rumore di fondo però è quello della mafia.

La morte del padre

“Quando si sa troppo poco, è come se questo poco non esistesse, ma anche quando si sa troppo, è come se questo troppo non ci fosse. Scrivere significa portare alla luce l’esistente facendolo emergere dalle ombre di ciò che sappiamo. La scrittura è questo. Non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma lì, in se stessa. Lì, risiede il luogo e l’obiettivo dello scrivere. Ma come si arriva a questo lì? Era questa la domanda che mi ponevo mentre seduto su una panchina di quel quartiere di Stoccolma bevevo caffè e i muscoli si stavano rattrappendo dal freddo e il fumo della sigaretta si dissolveva in quell’enorme spazio fatto d’aria che mi sovrastava. Per molti anni avevo cercato di scrivere di mio padre, ma senza riuscirci, sicuramente perché tutto questo era troppo vicino alla mia vita e quindi non era facile costringerlo in un’altra forma, che invece costituisce il presupposto base della letteratura. È la sua unica legge: tutto deve piegarsi alla forma. Se qualcuno degli altri elementi letterari è più forte della forma, per esempio lo stile, l’intreccio e il tema, scavalca l’importanza della forma, il risultato sarà debole. Ecco perché gli scrittori che posseggono uno stile marcato scrivono spesso libri deboli. Ecco perché quegli autori che si occupano di argomenti e temi forti scrivono libri deboli. La potenza insita nel tema e nello stile deve essere spezzata affinché possa nascere la letteratura. È questa demolizione che viene definita ‘scrivere’. Lo scrivere riguarda più il distruggere che il creare.” Karl Ove Knausgård

La morale come pazzia

«Per quale ragione si compie l’azione morale? Perché Giordano Bruno ha salito il rogo? Forse per la semplice pazzia di non voler ritrattare la propria fede?». In questo libro, pubblicato postumo nel 1942 a cura dell’allievo Alessandro Fersen, Giuseppe Rensi affronta il problema del fondamento razionale dell’etica. Ribadendo l’impossibilità di una dottrina morale universale che sappia guidare la vita in tutti i suoi aspetti, privati e politici, il filosofo conduce una critica serrata delle teorie utilitariste – a cominciare dai padri Jeremy Bentham e John Stuart Mill – e accetta i rischi di una riflessione che si gioca ormai sul confine del nichilismo. Preso atto del fallimento di qualunque giustificazione razionale, l’unica motivazione che possiamo accordare all’agire morale è l’assenza di ragione, la pazzia, magari portandoci a postulare l’esistenza di un demone – il daimon socratico – che ci spinge a operare il bene, anche contro la nostra convenienza e la nostra incolumità. Una morale, dunque, al di là del principio di piacere, anormale, essenzialmente spiritualistica, fondata sulla convinzione che non esistono autorità indiscutibili e inattaccabili che possano essere chiamate a garanzia delle nostre scelte.

Monna Lisa Cyberpunk

In un mondo dominato dalla corruzione e dal superpotere scientifico un piccolo gruppo di ribelli e di pirati del ciberspazio sfida il potere tecnocratico e la legge spietata della potentissima Yakuza. Un romanzo brillante e cinico che anticipa un drammatico futuro prossimo a realizzarsi.
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### Sinossi
In un mondo dominato dalla corruzione e dal superpotere scientifico un piccolo gruppo di ribelli e di pirati del ciberspazio sfida il potere tecnocratico e la legge spietata della potentissima Yakuza. Un romanzo brillante e cinico che anticipa un drammatico futuro prossimo a realizzarsi.