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Donne in trappola

2 ROMANZI IN 1 – Per la Colby Agency lavorano gli agenti più preparati per indagare su casi complicati e dai risvolti imprevedibili
SEGRETI IN PILLOLE
Jennifer Ballard assiste alla morte dello zio, che le insinua dei dubbi sull’efficacia di un farmaco che la società di cui lei è a capo sta per testare sull’uomo. Si rivolge così alla Colby Agency per fare chiarezza. Ethan Delaney dovrà proteggerla, perché qualcuno la vuole morta.
FOLLIA
Jolie Randolph si sveglia in una stanza che non conosce, nuda. E non sa come è arrivata lì. È forse impazzita? Simon Rhul indaga per la Colby Agency su problemi interni alla banca dove Jolie lavora. Non sa se sospettare di lei o sedurla.

Dolores Claiborne

Dolores Claiborne è un’anziana rompiscatole yankee che adesso si trova a doversi discolpare, davanti alla polizia, per la fine misteriosa di Vera Donovan, la ricca invalida di cui era la governante. Ma a Little Tall Island molti si chiedono ancora cosa sia realmente successo in quel giorno spettrale di trent’anni prima -che coincise con un’eclissi totale- in cui morì suo marito. Per difendersi, Dolores si lancia in un racconto trascinante, un avvincente monologo in cui ripercorrere la sua tormentata e terribile esistenza.

Dolce & selvaggio

Per Mia Holland la laurea rappresenta il traguardo di una vita, il passaggio definitivo all’età adulta. Ma la strada che la attende non è quella che desidera e il futuro che vede davanti a sé non è altro che un’imposizione. Per questo, prima di affrontare a muso duro il proprio destino, decide di concedersi un week-end con le amiche a Las Vegas, all’insegna del puro divertimento. È qui che conosce Ansel Guillaume, un affascinante francese che le fa perdere letteralmente la testa, facendole prendere la decisione più folle della sua vita: seguirlo in Francia per l’estate. Il programma è semplice: divertirsi e vivere una dolce, selvaggia avventura, senza complicazioni sentimentali. Ma presto il gioco di ruoli che i due hanno intrapreso inizia a cedere sotto i colpi dell’attrazione e della passione, e il copione che si ostinano a recitare si trasforma nella vita vera, una vita molto diversa da quella che Mia si è lasciata alle spalle. Ora si trova a un bivio: tornare nel mondo reale o continuare a vivere un sogno che le sembra lontano anni luce da tutto quello che ha sempre conosciuto?
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La disfatta di Gasr bu Hàdi

Nell’aprile 1915 l’esercito italiano si prepara a combattere la Prima guerra mondiale. In quello stesso momento tra le sabbie libiche, migliaia di chilometri lontano dal Piave e dall’Isonzo, un’altra tragedia si sta consumando: la spedizione italiana comandata dal colonnello Antonio Miani, inviata a sedare la rivolta dei potenti mujâhidîn arabi, viene pesantemente sconfitta presso Gasr bu Hàdi. Una disfatta che peserà molto sul successivo sviluppo del colonialismo italiano. Male armato e peggio equipaggiato, tradito dai suoi, scarsamente informato della consistenza delle forze nemiche, Miani poté solo cercare di arginare i danni. Eppure, nel caos che seguì l’episodio, fu scelto come capro espiatorio, destinato a pagare gli errori delle alte sfere politiche e militari.
Un saggio accuratissimo e avvincente dove il più grande esperto di storia coloniale italiana ricostruisce la vicenda umana del colonnello Miani e descrive la complessa situazione in cui si situò la disfatta di Gasr bu Hàdi, offrendoci il ritratto di un uomo e di un’intera epoca della nostra storia.
(source: Bol.com)

Il dio del deserto

IL RE DELL’AVVENTURA TORNA NELL’ANTICO EGITTO, CON IL ROMANZO PIÙ AVVINCENTE, TRASCINANTE E APPASSIONANTE DI SEMPRE.Non c’è pace per Taita, l’uomo che nell’ombra regge le sorti dell’Egitto, fedele consigliere del Faraone, medico, poeta, sacerdote e inventore. Tanto più ora che ha l’arduo compito di occuparsi, come tutore e mentore, delle due vivaci figlie della regina Lostris, Tehuti e Bakatha, intelligenti, belle e passionali almeno quanto la madre, di cui Taita è stato amante spirituale e di cui ha raccolto le ultime parole in punto di morte. Un onere, per quanto gradevole, al quale si aggiungono gli affari di stato e la minaccia degli hyksos, i nemici di sempre, che hanno preso possesso del delta del Nilo costringendo il Faraone a ritirarsi nel Sud del paese. Abile stratega, tanto sulla tavola del bao quanto nell’intessere intrighi politici, Taita sa che per tentare di scacciare definitivamente gli invasori deve chiedere l’appoggio del re di Creta, il potente Minosse. Muovendo le sue pedine con raffinata maestria, spiana la strada verso l’alleanza con lui. Ma ogni coalizione vuole un pegno in cambio. E il pegno è un sacrificio estremo per Taita. Dopo mille peripezie attraverso il deserto, Taita s’imbarca a malincuore in un viaggio che potrebbe cambiare per sempre il futuro della sua amata patria, portando in dono a Minosse due vergini, Tehuti e Bakatha. Le due giovani donne, però, più inclini alle regole del cuore che alla ragion di stato, si sono ormai innamorate del luogotenente di Taita e di un altro ufficiale, e il sacerdote teme che le trattative con il re di Creta possano saltare. Ma le minacce che incombono sul loro destino sono ancora più imponenti…ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Dicembre è un mese crudele

In uno sperduto villaggio del Lancashire muore avvelenato, dopo una cena in casa di una conoscente, il parroco Robin Sage. Di lì a poco arrivano in paese, per una vacanza fuori stagione, il patologo Simon St. James e la moglie Deborah, che aveva casualmente conosciuto il sacerdote a Londra. La scoperta della disgrazia li trascina tra le ombre più cupe di quei luoghi, sui quali aleggiano ancora antiche storie di stregoneria. L’inchiesta del coroner si è già conclusa con il verdetto di morte accidentale, ma Simon non ne è convinto, e decide di convocare il suo amico, l’ispettore Lynley, presto raggiunto dal sergente Barbara Havers. I quattro vengono così sommersi da una realtà in cui tutto è continuamente messo in dubbio. Com’è possibile che un’esperta erborista abbia inconsapevolmente offerto della cicuta al parroco? Nei panni di una mite perpetua si nasconde davvero una devota seguace dei culti pagani della Dea? È possibile leggere il destino di un uomo nel palmo della sua mano? In un clima di sospetti e pettegolezzi che rendono indecifrabili i volti del crimine, l’ispettore Lynley è costretto ad affondare sempre di più la lama delle indagini per riuscire a portare alla luce la verità. Una verità dal sapore amaro e crudele.
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Diario notturno

Nessun libro come il “Diario notturno” (1956) riesce a contenere in sé – finemente distillata nella sostanza e nella forma – l’intera opera di Ennio Flaiano. Vi ritroviamo infatti tutti i costituenti primari del suo modo di essere, psicologico e letterario: il pessimismo lucido e dolente; la coscienza del nulla vissuta attraverso la quotidiana consunzione dei volti, dei luoghi, dei ricordi; la percettività del moralista di scuola francese, perso in un Paese che si preoccupa di tutt’altro. E vi ritroviamo tutte le forme che Flaiano prediligeva: il racconto ingegnoso e fulminante, l’apologo ora amaro ora grottesco, il taccuino di viaggio che intaglia immagini icastiche, il dialogo corrosivo e sarcastico, l’aforisma che non si lascia dimenticare.

Diario 1938

«Un diario del e dal profondo. Un libro di sogni, senza più distinzione tra veglia e sonno, tra intelligenza della realtà e intelligenza del desiderio… Pagine misteriose, scritte come in trance, sorta di notturna e inconscia “vita nuova”». Cesare Garboli *** «Sonno interrotto e sogni confusi.Ricordo solo di aver sentito da casa squilli di campanelli lontani che mi chiamavano, e di aver percorso le scale drappeggiata in un lenzuolo e in una coperta, e così procedendo di aver incontrato un uomo piuttosto basso e pallido vestito di grigio.Sonno interrotto da telefonate di A., notte tutta piena di dolcissimi turbamenti lascivi per i fatti di ieri. Anche all’alba, fra veglia e sonno, mi pareva di udire dei campanelli. Mi atterrisce il domani incerto. Ora anche coi sensi amo terribilmente A. I miei sensi non sono mai stati così, sempre all’erta, sempre morbidi».

Dialogo sull’Islam tra un padre e un figlio

L’Islam, che conta oltre un miliardo e mezzo di fedeli nel mondo, presenta oggi molti volti. A occupare la scena nei media sono spesso i suoi aspetti più minacciosi, le sue interpretazioni che sfociano nel fanatismo e nel fondamentalismo, specie nel Medio Oriente, che attraversa una fase di transizione in seguito alla Primavera araba. Ma di certo non è questa l’unica espressione della religione islamica, che ha una grande storia cosmopolita.
Dal desiderio di offrire dell’Islam un ritratto contemporaneo a tutto tondo nasce questo dialogo tra un padre, Alberto, e un figlio, Dag, agnostico, antropologo e viaggiatore il primo, religioso, esperto di testi sacri e linguista il secondo. Il figlio ha deciso di vivere con la sua famiglia nelle montagne del Marocco, il padre abita nelle campagne sabine, ma entrambi riconoscono che in un mondo globale il dialogo interreligioso è un nodo decisivo per la convivenza tra i popoli.
Per questo si confrontano con affetto, seppure con grande divergenza di opinioni, toccando nel libro tutte le questioni più spinose che rendono i rapporti tra musulmani e cristiani spesso complicati, se non conflittuali: dalla concezione della donna alla poligamia, dall’ortodossia intransigente alla pretesa di detenere la verità, dalle forme di preghiera alla minaccia del terrorismo di matrice religiosa.
Seguendo questo coinvolgente dialogo, il lettore ascolta tesi provocanti, vede luoghi comuni ribaltati e tanti miti sfatati dagli autori. A fare da filo rosso è il riferimento alle Sacre Scritture, soprattutto il Corano e il Vangelo che, se recuperate nel loro senso originario come i due autori ci invitano a fare, contengono un nucleo di tolleranza e rispetto per la religiosità in ogni sua forma e declinazione e ci indicano la strada lungo cui trovare quei punti di contatto tra le fedi quanto mai necessari.

Di Paura si Vive: Sei livelli per comprendere e superare gli attacchi di PAN-ICO e le FOBIE

Essere felici è un diritto. Questo è il messaggio dell’Autore.
Per essere felici bisogna essere persone libere. Libere dalle paure (fobie, attacchi di panico, ansia, disagi psichici ecc.) che ci rendono tristi e ci tolgono la pienezza dell’essere. Bisogna ritrovare se stessi, nella propria integrità e consapevolezza, senza condizionamenti familiari e sociali. Sulla base di un’esperienza medica di trent’anni, e riportando all’inizio di ogni capitolo le riflessioni dei suoi pazienti, Lombardozzi dà al lettore un aiuto concreto per vincere la paura e conquistare il proprio diritto alla felicità. In questo libro, a metà tra saggio storico, studio della psiche e ricerca spirituale, l’Autore ripercorre l’origine della paura e, alla fine, svela come diventare un fobetèro (fobos=paura e eleuteria=libertà), una persona libera da ogni paura.
“…in “Di paura si vive” c’è una trama-non trama che invita, pagina dopo pagina, ad andare a scoprire fra riflessioni e confessioni, fra mitologia e psicologia dove si annida quel “mal di vivere”, figlio di ogni tempo ma che adesso è sovrano nella quotidianità che viviamo”.
Luciano Ragno
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### Sinossi
Essere felici è un diritto. Questo è il messaggio dell’Autore.
Per essere felici bisogna essere persone libere. Libere dalle paure (fobie, attacchi di panico, ansia, disagi psichici ecc.) che ci rendono tristi e ci tolgono la pienezza dell’essere. Bisogna ritrovare se stessi, nella propria integrità e consapevolezza, senza condizionamenti familiari e sociali. Sulla base di un’esperienza medica di trent’anni, e riportando all’inizio di ogni capitolo le riflessioni dei suoi pazienti, Lombardozzi dà al lettore un aiuto concreto per vincere la paura e conquistare il proprio diritto alla felicità. In questo libro, a metà tra saggio storico, studio della psiche e ricerca spirituale, l’Autore ripercorre l’origine della paura e, alla fine, svela come diventare un fobetèro (fobos=paura e eleuteria=libertà), una persona libera da ogni paura.
“…in “Di paura si vive” c’è una trama-non trama che invita, pagina dopo pagina, ad andare a scoprire fra riflessioni e confessioni, fra mitologia e psicologia dove si annida quel “mal di vivere”, figlio di ogni tempo ma che adesso è sovrano nella quotidianità che viviamo”.
Luciano Ragno

Il destino dell’imperatore. 3 romanzi in 1

L’autore rivelazione che ha scalato le classifiche Il tribuno • Il giustiziere di Roma • Il generale di Roma Il giovane Vespasiano vive nella tenuta di famiglia lontano da Roma e dai suoi intrighi, e si occupa della sua terra, del tutto ignaro dell’antica profezia che annuncia per lui un destino glorioso: un giorno sarà imperatore. E Roma presto lo reclama: deve partire subito, in qualità di tribuno militare, per cercare di sventare un complotto ai danni dell’imperatore Tiberio, ordito da Seiano, il capo dei pretoriani. L’assurda gestione del potere di Tiberio lo costringe a tornare nell’Urbe, dove la situazione sta precipitando. E quando sul trono sale Caligola, il nuovo imperatore si rivela perfino peggiore del predecessore. Proprio a Vespasiano toccherà raggiungere tra mille peripezie Alessandria d’Egitto per recuperare un prezioso cimelio: una missione pericolosa e violenta, che si conclude con un drammatico e inatteso tradimento… Dopo quattro anni di servizio militare ai confini dell’impero, Vespasiano non può sfuggire alla tumultuosa politica di Roma, ormai sull’orlo della disgregazione. L’autore rivelazione che ha scalato le classifiche in Inghilterra e in Italia Tre grandi romanzi storici ‘Un nuovo e promettente personaggio dell’antica Roma.’ Thriller Magazine ‘È uno straordinario romanzo storico. Cos’altro posso dire? Aspetto il prossimo volume della serie!’ Goodreads ‘Le scene d’azione sono raccontate con grande abilità. È bello trovare un autore che, quando parla di battaglie, non si sottrae alla mischia.’ AmazonRoberto FabbriÈ nato a Ginevra e vive tra Londra e Berlino. Per venticinque anni ha lavorato in produzioni televisive e cinematografiche. La sua passione per la storia, in particolare per quella dell’antica Roma, lo ha spinto a scrivere la serie dedicata all’imperatore Vespasiano.
(source: Bol.com)

Desperation

Desperation è il nome appropriato per la tetra cittadina nel deserto del Nevada in cui approdano alcuni ignari viaggiatori. A vegliare sull’ordine pubblico c’è Collie Entragian, un poliziotto con un senso dell’ordine e della legge del tutto particolare. Ma l’uomo è solo la modesta propaggine della diabolica presenza che ha contagiato Desperation e ne ha invaso il sottosuolo: un’entità terrificante che scatenerà un apocalittico scontro tra bene e male, tra follia e rivelazione… trascinando i lettori dentro una storia da brivido.

Democracy

Inez Victor è una donna bella e affascinante, rilascia interviste, organizza cocktail party e raccoglie fondi. Suo marito, Harry Victor, è un senatore degli Stati Uniti d’America, impegnato in una perenne campagna elettorale. Cosa faccia Jack Lovett, invece, nessuno lo sa con precisione. Forse il consulente per il governo, forse l’agente segreto, forse il trafficante d’armi. Jack è l’uomo giusto sempre nel posto giusto. E così che ha conosciuto Inez, sposata con Harry Victor, la donna giusta al momento sbagliato. Fra Honolulu e il Sudest asiatico, tra Washington e New York, gli sguardi e i gesti fra i tre si intrecciano sempre di più stringendoli nella morsa di quegli anni 70 che hanno visto la politica americana rendersi inseparabile dalle vite private dei suoi protagonisti. Fotografata, ripresa, inseguita, Inez osserva la sua vita cadere a pezzi come se non la riguardasse. Solo un danno collaterale, l’ennesimo di un’esistenza vissuta fra compromessi e manipolazioni, dietro le quinte di un potere sempre più inafferrabile.
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Un delitto da dimenticare (Inspector Erlendur prequel)

Islanda, fine anni Settanta. Una donna è immersa nelle acque di uno dei laghi di Svartsengi, nei pressi di una centrale geotermica, e trova accidentalmente il cadavere di un uomo. Incidente? Suicidio? L’autopsia rivela che la vittima potrebbe essere caduta da una grande altezza, e anche che potrebbe essere collegata alla vicina base militare americana. Erlendur, giovane detective, e il suo capo Marion Briem decidono di seguire questa pista, scontrandosi però da subito con un muro di ostilità e diffidenza. Perché gli americani si ritengono superiori agli islandesi, da loro considerati poco più che selvaggi, e non intendono accettare intrusioni, nemmeno da parte della polizia. Aiutati solo da Caroline, un sergente di colore che ben conosce la discriminazione razziale, Erlendur e Marion indagano, rovistando nelle pieghe nascoste della base militare. Forse la vittima ha visto qualcosa di troppo e per questo è stata brutalmente uccisa. Ma la verità è molto diversa… Erlendur, intanto, sta anche indagando per proprio conto su un cold case di venticinque anni prima: una ragazza svanita nel nulla in uno dei quartieri più poveri e miserabili della Reykjavík del tempo, il cui destino il giovane detective sembra aver preso a cuore spinto dall’ossessione – che non lo abbandonerà più – per i casi irrisolti di persone scomparse.

La dea delle piccole vittorie

IL DESTINO DI UN UOMO CHE AMAVA SOLO I NUMERI E DI UNA DONNA CHE AMAVA SOLO LUI.
Ottobre 1980, Princeton: una giovane archivista, Anna Roth, riceve l’incarico di recuperare tutti i documenti di Kurt Gödel, il più affascinante ed ermetico matematico del ventesimo secolo. Per farlo deve avvicinare la vedova del grande genio, morto da due anni, un’anziana e spigolosa signora che sembra voler mettere in atto una sorta di vendetta tardiva nei confronti dell’establishment accademico rifiutandosi di cedere un archivio dal valore storico e scientifico incommensurabile.
Fin dal primo incontro, Adele Gödel si mostra diffidente nei confronti di Anna eppure non la respinge.
Si limita a imporle le proprie regole. Perché Adele sa che le resta poco da vivere ma c’è una storia che vuole assolutamente raccontare, una storia che nessuno ha mai voluto ascoltare. Dal grande fermento culturale della Vienna anni Trenta alla Princeton nell’immediato dopoguerra, dal maccartismo all’avvento delle armi nucleari, Anna scopre la vita di una donna che ha a lungo caparbiamente cercato un impossibile equilibrio fra genio, amore e follia.
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Davide e Golia. Perché i piccoli sono più forti dei grandi

Tremila anni fa nella valle di Elah ha avuto luogo uno dei duelli più famosi della storia: il giovane pastore Davide, con una semplice fionda e qualche ciottolo, affronta e sconfigge il potente guerriero filisteo Golia. Una vittoria miracolosa, narra la Bibbia; uno scontro in cui chi era partito in apparente svantaggio esce trionfante a dispetto di ogni previsione. Questa, almeno, è la versione dei fatti che è stata tramandata nel corso dei secoli. La vittoria di Davide fu sorprendente, miracolosa: in quelle circostanze non avrebbe dovuto vincere. O invece sì? Muovendo dal racconto biblico, da sempre considerato la metafora della vittoria improbabile, in “Davide e Golia” Malcolm Gladwell ci accompagna in un viaggio attraverso confronti ritenuti impossibili, osservando che cosa accade quando una persona normale fronteggia un “gigante”, vale a dire una situazione sfavorevole, una disabilità svantaggiosa o una sfida proibitiva. E l’affronta ad armi impari. Che cosa è disposta a mettere in gioco? Quali strategie intende adottare? Deve seguire le regole o l’istinto? Perseverare o rinunciare? L’atto di confrontarsi con situazioni estremamente difficili, ci dice Gladwell, spesso genera il coraggio, la determinazione e la creatività indispensabili per aprire nuove opportunità e rendere possibili cose altrimenti inimmaginabili. E consente anche di vedere i “giganti” con occhi diversi, scoprendo proprio nelle qualità in cui sembra risiedere la loro forza un motivo di grande fragilità.