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Ammissione di colpa

La vicenda misteriosa di un avvocato che sparisce dalla circolazione portando con sé un’enorme somma di denaro di un suo cliente. Un legal-thriller scritto da uno dei massimi autori contemporanei di romanzi polizieschi.

American Tabloid

«Erano sbirri corrotti e artisti del ricatto. Erano intercettatori, soldati di fortuna e cabarettisti froci. Se solo un istante delle loro esistenze avesse imboccato un percorso diverso, la storia americana come noi la conosciamo non sarebbe esistita.» J. Edgar Hoover, capo dell’FBI. Jimmy Hoffa, presidente del sindacato dei trasporti. Howard Hughes, editore miliardario. Robert Kennedy, senatore. John F. Kennedy, senatore e poi presidente degli Stati Uniti. Tra il 1958 e il 1963 questi erano gli uomini che tenevano in pugno l’America. Ma erano anche i protagonisti di una guerra sporca e segreta, affidata a spie corrotte e trafficanti di droga, a killer e prostitute. Mai così amaro, mai così violento, James Ellroy racconta, nuda e cruda, la storia di un’America senza eroi. Un’America che ha perso anche il ricordo dell’onore e dell’innocenza.

Amare ancora

Isabella e Amedeo formano una coppia perfetta: belli, eleganti e raffinati, hanno una griffe di moda internazionalmente nota. Poi, un giorno, Amedeo scompare e Isabella precipita in un incubo dal quale emergerà solo grazie all’aiuto di una persona davvero speciale.

L’amante perduto (Life)

Alla vigilia dell’insediamento di Kennedy, mentre il paese è in fermento e le vicine di casa scommettono sul colore del vestito di Jackie, Claire contempla lo sfascio del suo matrimonio. In grembo porta il frutto di una relazione con un altro uomo. E la volontà di salvare le apparenze non è abbastanza forte per rinunciare a una passione che finalmente la fa sentire viva. Quarant’anni prima, Vivien è altrettanto infelice: il terremoto del 1906 ha squassato San Francisco e la sua esistenza, inghiottendo nel nulla il suo amante. Il corpo però non è mai stato ritrovato e, dopo più di dieci anni, Vivien non riesce a lasciarsi quel lutto alle spalle. Immersa nel dolore, si aggrappa alla speranza irrazionale che David sia sopravvissuto e sia chissà dove, in preda a un’amnesia. Queste donne, lontane nel tempo, sono più vicine di quanto possano immaginare. Entrambe pagano il prezzo di una vita sospesa ad attendere qualcosa che forse esiste solo nei loro sogni. Ma ciò che hanno in comune è molto più di questo: e quel legame, imprevisto e sorprendente, forse potrà salvare almeno una di loro Con L’amante perduto Ann Hood ci regala una storia piena di fascino, delicata e struggente, che esplora il senso della perdita e ci mette in guardia da un grande pericolo: nelle relazioni, come ha detto una volta un grande poeta, “il modo in cui sprechiamo il nostro tempo si chiama vita”.

L’amante di Lady Sophia

Londra, 1830. Sir Ross Cannon, riservato e ascetico, è il celebre capo degli agenti di Bow Street. Lady Sophia Sydney è certa che sia stato lui ad avere causato la fine di suo fratello, morto in carcere dopo essere stato condannato per furto proprio da Cannon; ed è decisa a smascherarlo. Si fa quindi assumere come sua assistente, per sedurlo e poi rovinarlo. Ma vivere a stretto contatto con Ross fa vacillare le certezze e i sentimenti della donna, gettando nuova luce sulla realtà. In tutti i sensi…

Almanacco del giorno prima

Alessio Medrano da bambino costruiva tabelline con i sassi e controllava, da un anno all’altro, che dall’elenco del telefono non fosse scomparso nessuno. Oggi che ha trentacinque anni, della matematica ha fatto un mestiere e sta creando un fondo finanziario molto conveniente: compra, per poi rivendere, le polizze di clienti che non vogliono piú pagare la propria assicurazione sulla vita. O non possono. È un investimento sicuro: «le persone si fidano di me perché dico una cosa che già sanno, e cioè che tutti muoiono». Ma piú che di morte, Alessio preferisce parlare del tempo che rimane. Solo che le vite non sono tutte uguali e non tutti i rischi possono essere previsti. Quando si trova a contrattare la polizza di Elena Invitti, nell’equazione compare l’incognita per eccellenza, l’amore. Ma «il tempo è fatto solo di tempo, lo spazio solo di spazio, l’amore solo di amore. Grandezze omogenee». Chiara Valerio è capace di coniugare una profonda sensibilità letteraria e una percezione lucidissima dei meccanismi che regolano la contemporaneità. Con appassionata intelligenza, ha dato forma a un romanzo originale e sorprendente in cui «l’amore è una forma di strabismo e la memoria una strategia per il futuro».

Alla fine del silenzio

TRE COPPIE DI AMICI, VECCHI RANCORI E UN EFFERATO DELITTO IN UN PAESINO DELLA CAMPAGNA INGLESE. Stanbury, un piccolo paesino nello Yorkshire del Sud, la patria romantica e selvaggia delle sorelle Brontë. Qui da molti anni trascorrono le vacanze tre coppie tedesche amiche da sempre, che a Natale, Pasqua e durante l’estate vanno ad abitare in un’antica villa con un bellissimo parco. Quando la giovane Jessica Wahlberg si aggiunge al gruppo, scopre che l’armonia che sembra regnare sovrana è in realtà una facciata che copre contrasti, incomprensioni, odi e paure. Jessica si rifugia sempre più spesso in lunghe passeggiate solitarie in cui le capita di incontrare un inglese bizzarro che vaga senza meta per prati e boschi, sulla spinta di avvenimenti successi tanto tempo prima e che rivendica la proprietà della villa. Jessica si trova invischiata in una storia cominciata cento anni fa, e da sola, dopo un secolo di silenzio, decide di andare alla ricerca della verità.

Alla conquista del primo amore

Il primo amore non si scorda mai.In occasione di un ricevimento di nozze, Willow Marsden viene avvicinata da un bel ragazzo che la invita a ballare. Lei, temporaneamente senza memoria a seguito di un incidente, non sa – e nemmeno immagina – che quel ragazzo dolce e affascinante altri non è che Cal Chandler, il suo primo amore. L’attrazione è inevitabile e, dopo un ballo e uno scambio di baci appassionato, Willow accetta di uscire anche la sera seguente. I dubbi, però, cominciano a tormentarla e questo la porta a decidere di interrompere ogni contatto con il ragazzo che la turba tanto. Non sarà molto semplice, e le cose si complicano quando i due si ritrovano a confrontarsi nel ranch dove entrambi lavorano.

Alì dagli occhi azzurri

Scritti tra il 1950 e il 1965, questi racconti documentano l’evoluzione e la ricerca di Pasolini durante un periodo particolarmente intenso e significativo della nostra storia culturale: dalle prime prove realistiche, accompagnate dal rifiuto dell’italiano colto e dall’adozione di una mimesi stilistica dialettale, alle sceneggiature per i film (Accattone, La ricotta…), alle prove più sperimentali del «racconto che non si farà», dove un’estrema raffinatezza letteraria scalza le precedenti ipotesi di lavoro realistiche (per esempio, proprio il dialetto come lingua arcaica e preborghese), ormai scadute, agli occhi di Pasolini, a formule passive e irritanti.

Zero Zero Zero

“Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo”
La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi alla cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio. Se non è il tuo capo, è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Chi la usa è lì con te. È il poliziotto che sta per fermarti, il chirurgo che si sta svegliando ora per operare tua zia, l’avvocato da cui vai per divorziare. Il giudice che si pronuncerà sulla tua causa civile e non ritiene questo un vizio, ma solo un aiuto a godersi la vita. La cassiera che ti sta dando il biglietto della lotteria. Se non è lei, è il parroco da cui stai andando per la cresima, l’assessore che ha appena deliberato le nuove isole pedonali, il parcheggiatore che ormai sente l’allegria solo quando tira. Il ricercatore che sta seduto ora a destra del professore, il vigile urbano che suda moltissimo anche se è inverno, il lavavetri con gli occhi scavati. Tuo cognato che non è mai allegro o il ragazzo di tua figlia che invece lo è sempre. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire, la giornalista che ascolterai al telegiornale. Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso sei tu.
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### Recensione
**L’inferno della cocaina è il motore del mondo**
*Mario Baudino*, Tuttolibri – La Stampa
“Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni e quelle che si trovano sembrano non bastare mai”. In questa frase di **Roberto Saviano** sta molto del suo libro, l’atteso *ZeroZeroZero*, prima opera organica dopo Gomorra, più volte annunciata e sempre rinviata.
Scrivere di cocaina, confessa, è come stare in perenne crisi di astinenza da informazioni e storie: «Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario» è la conclusione, quasi a congedo, delle oltre 400 pagine.
Il titolo allude alla cocaina purissima, con un evidente gioco di parole sulla farina doppio zero. Ma forse anche all’effetto nullificante non della droga in sé, ma della sua logica. La cocaina è la divinità maligna – o forse solo indifferente – che pervade il mondo dell’autore: «Sono diventato un mostro», scrive, perché «quando inserisci tutto nell’universo di senso che hai costruito osservando i poteri del narcotraffico, il resto diventa superfluo».
**Saviano** fissa la Medusa. «Hai sacrificato tutto non solo per capire, ma per mostrare, per indicare, per descrivere l’abisso. Valeva la pena?» Il suo libro non è solo un viaggio, ma una sorta di poema (che include peraltro alcune pagine in versi) dove la droga sembra spiegare tutto: affari, soldi, sesso, ferocia. Volano e motore di un universo totalizzante, la cocaina, o meglio il traffico internazionale, è per lo scrittore quel che il Capitale era per Marx, o la volontà di potenza di Nietzsche. Nulla si sottrae alle sue dinamiche, nel male e persino nel bene; nessuno può affermare che davvero la ignora; nessuno sfugge alla sua forza pervasiva. «Ma sono convinto – scrive alla fine del suo viaggio nell’orrore – che la legalizzazione potrebbe davvero essere la soluzione»
Si intuisce come la storia narrata nel libro sia anche quella di come è stato scritto, tra le difficoltà ovvie di un autore costretto da una parte a una vita blindata, e dall’altra affascinato e orrificato da una spinta insaziabile. **Saviano** spazia dal Messico alla Colombia, dagli Stati Uniti a Scampia, dalle grandi banche internazionali alla mafia russa inseguendo la traccia della droga che si trasforma in quantità inimmaginabili di denaro e permea perciò la stessa società che pretende di combatterla. E’ una sorta di inferno senza paradisi, dove al più è concessa la possibilità di un purgatorio. Una saga di boss dai nomi altisonanti o bizzarri che ammazzano, squartano, torturano e intanto costruiscono complicate ed efficientissime trame politiche e finanziarie. Una pulp (non)fiction di corpi fatti a pezzi, di vite umiliate e mutilate.
Al centro del libro le vicende dei «narcos» messicani, in base al principio enunciato dall’autore secondo cui «per capire la coca devi capire il Messico». Impresa non da poco. Anche perché proprio nella parte di più stringente documentazione emerge un certa discontinuità, almeno a livello stilistico e della tenuta narrativa. **Saviano** è **Saviano** quando è pienamente «scrittore» e dosa alla sua maniera finzione narrativa e realtà documentaria: come accade ad esempio nel primo capitolo dove l’autore-protagonista ascolta la registrazione clandestina di una «lezione» sulla vita e la morte impartita da un anziano boss italo americano a una congrega di reclute. Quando investe la pagina con la prima persona, dà come sempre il meglio di sé.
### Sinossi
“Guarda la cocaina, vedrai polvere. Guarda attraverso la cocaina, vedrai il mondo”
La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi alla cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio. Se non è il tuo capo, è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Chi la usa è lì con te. È il poliziotto che sta per fermarti, il chirurgo che si sta svegliando ora per operare tua zia, l’avvocato da cui vai per divorziare. Il giudice che si pronuncerà sulla tua causa civile e non ritiene questo un vizio, ma solo un aiuto a godersi la vita. La cassiera che ti sta dando il biglietto della lotteria. Se non è lei, è il parroco da cui stai andando per la cresima, l’assessore che ha appena deliberato le nuove isole pedonali, il parcheggiatore che ormai sente l’allegria solo quando tira. Il ricercatore che sta seduto ora a destra del professore, il vigile urbano che suda moltissimo anche se è inverno, il lavavetri con gli occhi scavati. Tuo cognato che non è mai allegro o il ragazzo di tua figlia che invece lo è sempre. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire, la giornalista che ascolterai al telegiornale. Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso sei tu.

Yoshe Kalb

Chi è l’uomo, assente e impenetrabile, che alla domanda «Chi sei?» dei settanta rabbini appositamente convenuti a Nyesheve dalle grandi città della Polonia russa e della Galizia risponde solo, con voce remota: «Non lo so»? Il sensibile, delicato Nahum, genero dell’onnipotente Rabbi Melech ed esperto di Qabbalah, tornato pressoché irriconoscibile a Nyesheve dopo quindici anni di un misterioso errare? O, come invece sostengono i nemici di Rabbi Melech, il più miserabile e deriso dei mendicanti di Bialogura, Yoshe il tonto, che per placare una spaventosa epidemia è stato unito in matrimonio a Zivyah, la figlia idiota dello scaccino? È un asceta, un santo, degno di succedere al­l’or­mai anziano rabbino di Nyesheve e di guidare i hassidim, o un peccatore, uno spergiuro? Mai la comunità ebraica è stata tanto lacerata e divisa – al punto da istituire un tribunale che risolva il caso –, mai ha conosciuto una così sanguinosa faida, quasi che le sue sorti fossero appese all’e­sile filo di una vacillante identità e di un incomprensibile vagabondare. E mai come in quest’uomo l’impossibilità di decidere del proprio destino, l’esilio – da se stessi, anzitutto –, l’angosciosa ricerca di una patria inesistente hanno trovato una più arcana, struggente, memorabile in­­carnazione.

WordPress. La guida completa: Creare Blog e siti professionali

Un manuale che guida gradualmente alla scoperta e all’utilizzo di WordPress fino a permetterti di sviluppare siti e blog completi e professionali, illustrando ogni passo con un linguaggio chiaro ed esempi pratici. Il libro espone in dettaglio tutte le fasi di installazione, configurazione, utilizzo e ottimizzazione di WordPress senza trascurare alcuna funzionalità fondamentale tanto nella gestione delle impostazioni del CMS quanto nella creazione e pubblicazione di contenuti, inclusi gli aspetti legati alla traduzione e ai siti multilingua. Ampio spazio è dedicato alla promozione dei siti e blog sui social media e all’ottimizzazione SEO per il posizionamento sui motori di ricerca, ma non vengono trascurati neanche gli aspetti, sempre più importanti, della sicurezza e della manutenzione di WordPress. I progetti Web presenti nel volume permettono anche ai meno esperti di realizzare da subito siti professionali, utilizzando tecniche e strumenti accessibili e al passo con gli sviluppi più recenti del mondo WordPress.

Women in love (ebook erotici, romanzi rosa, romanzi erotici): ebook erotici, romanzi rosa, romanzi erotici

Women in love – ebook erotici, romanzi rosa, romanzi erotici
Donne romantiche, che credono ancora nell’amore, che sognano.
Donne fiere, ingenue, arrabbiate, donne che non si arrendono. Donne perdute, tradite, amate e odiate.
Sono loro le protagoniste di questa raccolta, in cui un’ attenta osservazione della realtà si fonde con la fantasia, fino a mettere in scena un improbabile quanto realistico spettacolo della vita.
ATTENZIONE: alcuni racconti presentano contenuti espliciti.
*”Mi viene da pensare all’ultima volta che ho visto un telegiornale, non me lo ricordo proprio, una vita fa. Il tizio parla della colonnina di mercurio: fa caldo al nord, al sud e al centro e chissenefrega. Non mi piace il telegiornale e mi scappa da pisciare e ho di nuovo sete. Ma non mi va di dire a Mario che sono stanca e ho di nuovo sete. Mario è un buon cliente e devo tenermelo buono. Però mi resta una voglia matta di scolarmi un’altra birra.”*
### Irriverente, ironico, graffiante
**Della stessa autrice:
“Come tu mi vuoi” romanzo breve ad alto impatto emotivo. Disponibile per l’acquisto al prezzo speciale di € 0,99!**
Per contattare l’autrice: https://www.facebook.com/lolyta.moreno.9
Grazie del tuo feedback!
(“Women in love” riunisce in un unico volume le due raccolte di racconti: “Amarsi” e “Amore proibito)
**LOLYTA M. è uno pseudonimo. L’autrice ha esordito nel 2012. Il suo romanzo di esordio ha ricevuto tre riconoscimenti.**
(Romanzi erotici, libri kindle, leggere libri, scaricare ebook, romanzi rosa, ebook erotici, libri gratis da scaricare)
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### Sinossi
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Donne romantiche, che credono ancora nell’amore, che sognano.
Donne fiere, ingenue, arrabbiate, donne che non si arrendono. Donne perdute, tradite, amate e odiate.
Sono loro le protagoniste di questa raccolta, in cui un’ attenta osservazione della realtà si fonde con la fantasia, fino a mettere in scena un improbabile quanto realistico spettacolo della vita.
ATTENZIONE: alcuni racconti presentano contenuti espliciti.
*”Mi viene da pensare all’ultima volta che ho visto un telegiornale, non me lo ricordo proprio, una vita fa. Il tizio parla della colonnina di mercurio: fa caldo al nord, al sud e al centro e chissenefrega. Non mi piace il telegiornale e mi scappa da pisciare e ho di nuovo sete. Ma non mi va di dire a Mario che sono stanca e ho di nuovo sete. Mario è un buon cliente e devo tenermelo buono. Però mi resta una voglia matta di scolarmi un’altra birra.”*
### Irriverente, ironico, graffiante
**Della stessa autrice:
“Come tu mi vuoi” romanzo breve ad alto impatto emotivo. Disponibile per l’acquisto al prezzo speciale di € 0,99!**
Per contattare l’autrice: https://www.facebook.com/lolyta.moreno.9
Grazie del tuo feedback!
(“Women in love” riunisce in un unico volume le due raccolte di racconti: “Amarsi” e “Amore proibito)
**LOLYTA M. è uno pseudonimo. L’autrice ha esordito nel 2012. Il suo romanzo di esordio ha ricevuto tre riconoscimenti.**
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Wild Cards 7. La Mano Del Morto

Luglio 1988. Ad Atlanta è in corso una cruciale convention del Partito Democratico. Saranno le elezioni più importanti del secolo, in uno scenario totalmente inedito: da quasi due anni, infatti, gli Stati Uniti sono stati attaccati da un violento virus alieno che ha ucciso buona parte degli infettati, lasciando in eredità una popolazione divisa fra i nat, i non infettati, gli assi, dotati di poteri eccezionali, e i joker orrendamente mutilati. E questa divisione della società sembra avere preso il posto della tradizionale rivalità politica tra democratici e repubblicani. In questo clima di estrema tensione, a New York viene uccisa la joker Crisalide. Sulle orme del killer si porranno l’asso Jay Ackroyd, che utilizza i suoi poteri straordinari nella professione di investigatore privato, e il vendicatore mascherato Daniel Brennan, meglio noto come Yeoman.

Il volo della martora

9 ottobre 1963, ore 22.39: 270 milioni di metri cubi di terra e roccia si staccarono dal monte Toc e precipitarono nel lago formato dalla diga del Vajont, sollevando un’onda alta 70 metri che spazzò la valle, travolgendo boschi, case, vite umane. I morti furono quasi duemila. Insieme alle loro esistenze andò perduto un intero mondo, un mondo che rivive in queste pagine grazie alla voce di Mauro Corona, appassionato cantore delle sue montagne, all’epoca della tragedia poco più che un bambino. Ventisei racconti che insieme dipingono in un grande affresco le vicende di uomini e donne semplici, ma anche di animali, di alberi e di rocce. Il libro d’esordio di Mauro Corona, definito allora da Claudio Magris «uno scrittore magico, capace di narrare storie fiabesche di brusca, elementare realtà». Una storia di fatica e sofferenza, l’epos di un universo scomparso, custodito con amore nella memoria dell’autore. Perché «la forza dei ricordi è una falce che taglia i tristi fieni dell’oblio».

Voi non la conoscete

Nadia è in carcere e sta scontando la pena per una rapina, un crimine che ha commesso forse per disperazione, per solitudine, o forse per riappropriarsi di una parte di sé. Più forte del carcere in senso stretto è l’oscura gabbia interiore in cui è vissuta come figlia, come moglie, come allieva di una madre maestra di odio per l’altro sesso. Sdoppiata, cerca ora una nuova, faticosa strada per trovare se stessa e conosceregli uomini, che in realtà ha sempre evitato. Lo fa anche con l’aiuto dello psicologo al quale è stata affidata. Un rapporto duro, il loro, che ha bisogno di tempo e di pazienza perché lui le si rivela come “il primo uomo che vuole conoscerla”.