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Manuale dell’apocalisse

**Il mondo come noi lo conosciamo finirà. Presto o tardi, ma finirà. **
Semmai sarebbe opportuno domandarci quale sarà la fine che attende il nostro pianeta e, con esso, tutta l’umanità che ospita e contiene. Alok Jha, in questo libro dall’apparenza catastrofistica e scanzonata, ma in realtà una vera e propria disamina scientifica, analizza per filo e per segno cinquanta plausibili ipotesi apocalittiche. Sarà la desertificazione o l’inquinamento chimico, la collisione solare o l’inversione dei poli a condannare l’umanità? O piuttosto un olocausto nucleare, una pandemia o un”invasione aliena?
Manuale dell’apocalisse è un modo insolito e divertente per imparare nozioni di genetica, biologia, approfondire tematiche sul clima e, perché no?, anche sugli alieni…
(source: Bol.com)

**Il mondo come noi lo conosciamo finirà. Presto o tardi, ma finirà. **
Semmai sarebbe opportuno domandarci quale sarà la fine che attende il nostro pianeta e, con esso, tutta l’umanità che ospita e contiene. Alok Jha, in questo libro dall’apparenza catastrofistica e scanzonata, ma in realtà una vera e propria disamina scientifica, analizza per filo e per segno cinquanta plausibili ipotesi apocalittiche. Sarà la desertificazione o l’inquinamento chimico, la collisione solare o l’inversione dei poli a condannare l’umanità? O piuttosto un olocausto nucleare, una pandemia o un”invasione aliena?
Manuale dell’apocalisse è un modo insolito e divertente per imparare nozioni di genetica, biologia, approfondire tematiche sul clima e, perché no?, anche sugli alieni…
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Malerba

“Malerba”, erba cattiva: lo chiamavano così nel paese siciliano dove è nato. La sua storia comincia quando, ragazzino, viene spedito in Germania per allontanarlo da una giovinezza scapestrata. Ad Amburgo si inserisce in un ambiente di night e belle donne. Con le carte è abilissimo: al tavolo verde bara e si arricchisce. Coltiva nuove amicizie, scopre il sesso e il lusso. La Sicilia sembra lontanissima. Ma il destino lo richiama. Dopo il servizio militare, a vent’anni, torna al paese: un’immersione negli affetti famigliari prima di ripartire per la Germania. Ma proprio la sera precedente alla partenza resta ferito nella strage con cui comincia lo sterminio dei suoi parenti: un regolamento di conti mafioso nello stile più atroce. Fugge, sconvolto, ma presto scopre che Cosa Nostra ha affidato il compito di ucciderlo a uno dei suoi amici d’infanzia… Questa è la storia di un giovane uomo che sente di dover fronteggiare da solo lo sterminio della propria famiglia. Di un uomo che non ha fiducia nello Stato, né in alcuna altra istanza morale capace di contenere la ferocia umana. Di un uomo che scampa per miracolo a quattro agguati e decide di rinunciare a tutto, anche all’amore, per vendicare i suoi cari e sopravvivere. Giuseppe Grassonelli, che assume in queste pagine il nome fittizio di Antonio Brasso (suo “nome di battaglia” negli anni della guerra di mafia), ci racconta la storia della sua vita breve e intensissima: segnata dalla morte e dalla cesura dell’arresto, all’età di ventisette anni. L’ebbrezza dell’illegalità, l’orrore indicibile di un intero sistema di relazioni nel quale la vita umana e la dignità individuale non hanno alcun valore, ma tutto è clan, affiliazione o infamia, emergono in queste pagine con potenza sinistra. A parlarcene è la voce di un uomo radicalmente cambiato dall’esperienza della detenzione. Giuseppe Grassonelli non si pente, non collabora con la giustizia e sconta dunque la pena durissima dell’ergastolo ostativo. Comincia a leggere, a studiare, fino a laurearsi e a diventare un detenuto modello. Per raccontare la propria storia si affida al cronista che anni prima aveva seguito la sua “guerra” come giornalista per una TV privata: Carmelo Sardo, che con efficacia e partecipazione ci conduce attraverso queste pagine. Per provare a capire. Perché le parole, e la memoria, sono l’arma più potente contro la silenziosa omertà del male.
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### Sinossi
“Malerba”, erba cattiva: lo chiamavano così nel paese siciliano dove è nato. La sua storia comincia quando, ragazzino, viene spedito in Germania per allontanarlo da una giovinezza scapestrata. Ad Amburgo si inserisce in un ambiente di night e belle donne. Con le carte è abilissimo: al tavolo verde bara e si arricchisce. Coltiva nuove amicizie, scopre il sesso e il lusso. La Sicilia sembra lontanissima. Ma il destino lo richiama. Dopo il servizio militare, a vent’anni, torna al paese: un’immersione negli affetti famigliari prima di ripartire per la Germania. Ma proprio la sera precedente alla partenza resta ferito nella strage con cui comincia lo sterminio dei suoi parenti: un regolamento di conti mafioso nello stile più atroce. Fugge, sconvolto, ma presto scopre che Cosa Nostra ha affidato il compito di ucciderlo a uno dei suoi amici d’infanzia… Questa è la storia di un giovane uomo che sente di dover fronteggiare da solo lo sterminio della propria famiglia. Di un uomo che non ha fiducia nello Stato, né in alcuna altra istanza morale capace di contenere la ferocia umana. Di un uomo che scampa per miracolo a quattro agguati e decide di rinunciare a tutto, anche all’amore, per vendicare i suoi cari e sopravvivere. Giuseppe Grassonelli, che assume in queste pagine il nome fittizio di Antonio Brasso (suo “nome di battaglia” negli anni della guerra di mafia), ci racconta la storia della sua vita breve e intensissima: segnata dalla morte e dalla cesura dell’arresto, all’età di ventisette anni. L’ebbrezza dell’illegalità, l’orrore indicibile di un intero sistema di relazioni nel quale la vita umana e la dignità individuale non hanno alcun valore, ma tutto è clan, affiliazione o infamia, emergono in queste pagine con potenza sinistra. A parlarcene è la voce di un uomo radicalmente cambiato dall’esperienza della detenzione. Giuseppe Grassonelli non si pente, non collabora con la giustizia e sconta dunque la pena durissima dell’ergastolo ostativo. Comincia a leggere, a studiare, fino a laurearsi e a diventare un detenuto modello. Per raccontare la propria storia si affida al cronista che anni prima aveva seguito la sua “guerra” come giornalista per una TV privata: Carmelo Sardo, che con efficacia e partecipazione ci conduce attraverso queste pagine. Per provare a capire. Perché le parole, e la memoria, sono l’arma più potente contro la silenziosa omertà del male.

“Malerba”, erba cattiva: lo chiamavano così nel paese siciliano dove è nato. La sua storia comincia quando, ragazzino, viene spedito in Germania per allontanarlo da una giovinezza scapestrata. Ad Amburgo si inserisce in un ambiente di night e belle donne. Con le carte è abilissimo: al tavolo verde bara e si arricchisce. Coltiva nuove amicizie, scopre il sesso e il lusso. La Sicilia sembra lontanissima. Ma il destino lo richiama. Dopo il servizio militare, a vent’anni, torna al paese: un’immersione negli affetti famigliari prima di ripartire per la Germania. Ma proprio la sera precedente alla partenza resta ferito nella strage con cui comincia lo sterminio dei suoi parenti: un regolamento di conti mafioso nello stile più atroce. Fugge, sconvolto, ma presto scopre che Cosa Nostra ha affidato il compito di ucciderlo a uno dei suoi amici d’infanzia… Questa è la storia di un giovane uomo che sente di dover fronteggiare da solo lo sterminio della propria famiglia. Di un uomo che non ha fiducia nello Stato, né in alcuna altra istanza morale capace di contenere la ferocia umana. Di un uomo che scampa per miracolo a quattro agguati e decide di rinunciare a tutto, anche all’amore, per vendicare i suoi cari e sopravvivere. Giuseppe Grassonelli, che assume in queste pagine il nome fittizio di Antonio Brasso (suo “nome di battaglia” negli anni della guerra di mafia), ci racconta la storia della sua vita breve e intensissima: segnata dalla morte e dalla cesura dell’arresto, all’età di ventisette anni. L’ebbrezza dell’illegalità, l’orrore indicibile di un intero sistema di relazioni nel quale la vita umana e la dignità individuale non hanno alcun valore, ma tutto è clan, affiliazione o infamia, emergono in queste pagine con potenza sinistra. A parlarcene è la voce di un uomo radicalmente cambiato dall’esperienza della detenzione. Giuseppe Grassonelli non si pente, non collabora con la giustizia e sconta dunque la pena durissima dell’ergastolo ostativo. Comincia a leggere, a studiare, fino a laurearsi e a diventare un detenuto modello. Per raccontare la propria storia si affida al cronista che anni prima aveva seguito la sua “guerra” come giornalista per una TV privata: Carmelo Sardo, che con efficacia e partecipazione ci conduce attraverso queste pagine. Per provare a capire. Perché le parole, e la memoria, sono l’arma più potente contro la silenziosa omertà del male.
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### Sinossi
“Malerba”, erba cattiva: lo chiamavano così nel paese siciliano dove è nato. La sua storia comincia quando, ragazzino, viene spedito in Germania per allontanarlo da una giovinezza scapestrata. Ad Amburgo si inserisce in un ambiente di night e belle donne. Con le carte è abilissimo: al tavolo verde bara e si arricchisce. Coltiva nuove amicizie, scopre il sesso e il lusso. La Sicilia sembra lontanissima. Ma il destino lo richiama. Dopo il servizio militare, a vent’anni, torna al paese: un’immersione negli affetti famigliari prima di ripartire per la Germania. Ma proprio la sera precedente alla partenza resta ferito nella strage con cui comincia lo sterminio dei suoi parenti: un regolamento di conti mafioso nello stile più atroce. Fugge, sconvolto, ma presto scopre che Cosa Nostra ha affidato il compito di ucciderlo a uno dei suoi amici d’infanzia… Questa è la storia di un giovane uomo che sente di dover fronteggiare da solo lo sterminio della propria famiglia. Di un uomo che non ha fiducia nello Stato, né in alcuna altra istanza morale capace di contenere la ferocia umana. Di un uomo che scampa per miracolo a quattro agguati e decide di rinunciare a tutto, anche all’amore, per vendicare i suoi cari e sopravvivere. Giuseppe Grassonelli, che assume in queste pagine il nome fittizio di Antonio Brasso (suo “nome di battaglia” negli anni della guerra di mafia), ci racconta la storia della sua vita breve e intensissima: segnata dalla morte e dalla cesura dell’arresto, all’età di ventisette anni. L’ebbrezza dell’illegalità, l’orrore indicibile di un intero sistema di relazioni nel quale la vita umana e la dignità individuale non hanno alcun valore, ma tutto è clan, affiliazione o infamia, emergono in queste pagine con potenza sinistra. A parlarcene è la voce di un uomo radicalmente cambiato dall’esperienza della detenzione. Giuseppe Grassonelli non si pente, non collabora con la giustizia e sconta dunque la pena durissima dell’ergastolo ostativo. Comincia a leggere, a studiare, fino a laurearsi e a diventare un detenuto modello. Per raccontare la propria storia si affida al cronista che anni prima aveva seguito la sua “guerra” come giornalista per una TV privata: Carmelo Sardo, che con efficacia e partecipazione ci conduce attraverso queste pagine. Per provare a capire. Perché le parole, e la memoria, sono l’arma più potente contro la silenziosa omertà del male.

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Lettere

Il ”Diario” di Etty Hillesum ha commosso i lettori di tutto il mondo, ed è ormai considerato fra le testimonianze più alte delle vittime della persecuzione nazista. Ora la versione integrale delle ”Lettere”, scritte in gran parte dal lager di Westerbork – dove Etty andò di sua spontanea volontà, per portare soccorso e amore agli internati, e per ‘aiutare Dio’ a non morire in loro –, ci permette di udire la sua voce fino all’ul­timo, fino alla cartolina gettata dal vagone merci che la conduce ad Auschwitz: ‘Ab­biamo lasciato il campo cantando’. A Wes­terbork Etty vive ‘l’inferno degli altri’, senza ‘illusioni eroiche’, recando parole vere là dove il linguaggio è degradato a gergo, là dove i fossati del rancore dividono gli stessi prigionieri, contrapponendo ebrei olandesi a ebrei tedeschi. La resistenza al male si compie in lei attraverso l’amicizia – nata nel campo o mantenuta viva con chi è rimasto libero e manda viveri e lettere –, attraverso la fede e grazie ai libri (come le poesie di Rilke) e alla natura: anche sopra le baracche corrono le nuvole e volano i gabbiani e brilla l’Orsa Maggiore. Per scrivere la storia del lager ci sarebbe voluto un poeta, non bastava la nuda cronaca, aveva detto un giorno un internato a Etty. Non sapeva che quel poema stava già prendendo forma, lettera dopo lettera. E che, da quel fazzoletto di brughiera recintata e battuta da turbini di sabbia, sarebbe giunto fi­no a noi rompendo un silenzio di decenni.

(source: Bol.com)

Il ”Diario” di Etty Hillesum ha commosso i lettori di tutto il mondo, ed è ormai considerato fra le testimonianze più alte delle vittime della persecuzione nazista. Ora la versione integrale delle ”Lettere”, scritte in gran parte dal lager di Westerbork – dove Etty andò di sua spontanea volontà, per portare soccorso e amore agli internati, e per ‘aiutare Dio’ a non morire in loro –, ci permette di udire la sua voce fino all’ul­timo, fino alla cartolina gettata dal vagone merci che la conduce ad Auschwitz: ‘Ab­biamo lasciato il campo cantando’. A Wes­terbork Etty vive ‘l’inferno degli altri’, senza ‘illusioni eroiche’, recando parole vere là dove il linguaggio è degradato a gergo, là dove i fossati del rancore dividono gli stessi prigionieri, contrapponendo ebrei olandesi a ebrei tedeschi. La resistenza al male si compie in lei attraverso l’amicizia – nata nel campo o mantenuta viva con chi è rimasto libero e manda viveri e lettere –, attraverso la fede e grazie ai libri (come le poesie di Rilke) e alla natura: anche sopra le baracche corrono le nuvole e volano i gabbiani e brilla l’Orsa Maggiore. Per scrivere la storia del lager ci sarebbe voluto un poeta, non bastava la nuda cronaca, aveva detto un giorno un internato a Etty. Non sapeva che quel poema stava già prendendo forma, lettera dopo lettera. E che, da quel fazzoletto di brughiera recintata e battuta da turbini di sabbia, sarebbe giunto fi­no a noi rompendo un silenzio di decenni.

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Jennifer Amore e Tormento

PER LA TRILOGIA ”AMORE E TORMENTO”:

Lei è Jennifer, una bellissima giornalista con il fiuto per gli intrighi.

Lui è Boris, un affascinante miliardario con qualcosa di troppo da nascondere.

Galeotta un’intervista…

Da quel momento in poi, per entrambi, comincerà la più travolgente delle storie d’amore…

CONTIENE SCENE ESPLICITE, CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO.

(source: Bol.com)

PER LA TRILOGIA ”AMORE E TORMENTO”:

Lei è Jennifer, una bellissima giornalista con il fiuto per gli intrighi.

Lui è Boris, un affascinante miliardario con qualcosa di troppo da nascondere.

Galeotta un’intervista…

Da quel momento in poi, per entrambi, comincerà la più travolgente delle storie d’amore…

CONTIENE SCENE ESPLICITE, CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO ADULTO.

(source: Bol.com)

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L’italiano in gioco

Com’è il nostro italiano? Ne abbiamo una buona padronanza o ci siamo adagiati sulla lingua approssimativa, costellata di errori, alla quale ci hanno abituati certe mode? E quanto ci sentiamo sicuri sulle regole della grammatica? Per scoprirlo possiamo metterci alla prova coni quiz proposti in questo libro, suddivisi per livelli di difficoltà – da elementare adavanzato -, in modo che tutti vi si possano cimentare. Oltre 1000 domande su ortografia, pronuncia, significato e origine delle parole, coniugazione di verbi, modi di dire e altro ancora. Per ogni soluzione, una spiegazione grammaticale, etimologicao storica ricca di informazioni e di curiosità: 1000 e più pillole energetiche per rinforzare la nostra conoscenza dell’italiano e imparare, giocando e divertendoci, ad amarlo ancora di più.

(source: Bol.com)

Com’è il nostro italiano? Ne abbiamo una buona padronanza o ci siamo adagiati sulla lingua approssimativa, costellata di errori, alla quale ci hanno abituati certe mode? E quanto ci sentiamo sicuri sulle regole della grammatica? Per scoprirlo possiamo metterci alla prova coni quiz proposti in questo libro, suddivisi per livelli di difficoltà – da elementare adavanzato -, in modo che tutti vi si possano cimentare. Oltre 1000 domande su ortografia, pronuncia, significato e origine delle parole, coniugazione di verbi, modi di dire e altro ancora. Per ogni soluzione, una spiegazione grammaticale, etimologicao storica ricca di informazioni e di curiosità: 1000 e più pillole energetiche per rinforzare la nostra conoscenza dell’italiano e imparare, giocando e divertendoci, ad amarlo ancora di più.

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Gli italiani in Africa Orientale – 4. Nostalgia delle colonie

Questo quarto e ultimo volume della storia degli italiani in Africa Orientale ricostruisce le vicende delle ex colonie tra il 1943 e il 1983. Quarant’anni cruciali per Etiopia, Eritrea e Somalia, passate dalla colonizzazione a una difficile e drammatica indipendenza.
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### Sinossi
Questo quarto e ultimo volume della storia degli italiani in Africa Orientale ricostruisce le vicende delle ex colonie tra il 1943 e il 1983. Quarant’anni cruciali per Etiopia, Eritrea e Somalia, passate dalla colonizzazione a una difficile e drammatica indipendenza.

Questo quarto e ultimo volume della storia degli italiani in Africa Orientale ricostruisce le vicende delle ex colonie tra il 1943 e il 1983. Quarant’anni cruciali per Etiopia, Eritrea e Somalia, passate dalla colonizzazione a una difficile e drammatica indipendenza.
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### Sinossi
Questo quarto e ultimo volume della storia degli italiani in Africa Orientale ricostruisce le vicende delle ex colonie tra il 1943 e il 1983. Quarant’anni cruciali per Etiopia, Eritrea e Somalia, passate dalla colonizzazione a una difficile e drammatica indipendenza.

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L’impero del cotone: Una storia globale

Il cotone è stato il primo prodotto attraverso il quale è stata avviata la costituzione di un’economia globalizzata e il mondo ha assunto, pur tra metamorfosi e trasformazioni ancora in corso, la forma che ancora oggi possiede. Ben prima dell’avvento della produzione con le macchine nel 1780, imprenditori europei e potenti uomini politici ridisegnarono l’industria manifatturiera mondiale, la cui espansione imperialista poggiava sullo sfruttamento inumano degli schiavi nelle piantagioni e degli operai nelle fabbriche. In apparenza, il volume si propone come una storia, dalle origini ai giorni nostri, del prodotto più importante del XVIII e del XIX secolo: la sua produzione, trasformazione, circolazione. In realtà, attraverso il prisma del cotone, è del capitalismo industriale che Sven Beckert vuole tracciare la storia globale, nelle sue dimensioni e componenti fondamentali, non solo economiche e tecnologiche, ma anche sociali, giuridiche, politiche. E il cotone può legittimamente assurgere al ruolo di prisma, poiché è proprio a partire da esso che il capitalismo industriale è nato. Beckert definisce «capitalismo di guerra» l’insieme dei processi di insediamento imperialista, conquista coloniale, espropriazione della terra, sfruttamento intensivo di forza lavoro schiavistica, che consentiranno al Regno Unito di controllare, già nei primi decenni del XIX secolo, il mercato mondiale del cotone. In seguito, dopo la Guerra di secessione del 1861-65, sarà il turno degli Stati Uniti. Fino all’apparizione di nuovi grandi protagonisti su scala globale, come la Cina, la cui egemonia sembra provenire dall’applicazione dei medesimi meccanismi, ma questa volta all’interno del paese e nel resto del Sudest asiatico.

Il cotone è stato il primo prodotto attraverso il quale è stata avviata la costituzione di un’economia globalizzata e il mondo ha assunto, pur tra metamorfosi e trasformazioni ancora in corso, la forma che ancora oggi possiede. Ben prima dell’avvento della produzione con le macchine nel 1780, imprenditori europei e potenti uomini politici ridisegnarono l’industria manifatturiera mondiale, la cui espansione imperialista poggiava sullo sfruttamento inumano degli schiavi nelle piantagioni e degli operai nelle fabbriche. In apparenza, il volume si propone come una storia, dalle origini ai giorni nostri, del prodotto più importante del XVIII e del XIX secolo: la sua produzione, trasformazione, circolazione. In realtà, attraverso il prisma del cotone, è del capitalismo industriale che Sven Beckert vuole tracciare la storia globale, nelle sue dimensioni e componenti fondamentali, non solo economiche e tecnologiche, ma anche sociali, giuridiche, politiche. E il cotone può legittimamente assurgere al ruolo di prisma, poiché è proprio a partire da esso che il capitalismo industriale è nato. Beckert definisce «capitalismo di guerra» l’insieme dei processi di insediamento imperialista, conquista coloniale, espropriazione della terra, sfruttamento intensivo di forza lavoro schiavistica, che consentiranno al Regno Unito di controllare, già nei primi decenni del XIX secolo, il mercato mondiale del cotone. In seguito, dopo la Guerra di secessione del 1861-65, sarà il turno degli Stati Uniti. Fino all’apparizione di nuovi grandi protagonisti su scala globale, come la Cina, la cui egemonia sembra provenire dall’applicazione dei medesimi meccanismi, ma questa volta all’interno del paese e nel resto del Sudest asiatico.

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L’immagine infranta: Linguaggio e mondo da Vico a Pollock

L’immagine infranta descrive la parabola del moderno attraverso una fitta trama di rapporti tra romanzieri e poeti (da Cervantes a Celan), filosofi (da Vico a Benjamin), pittori e scultori (da Manet a Fontana, a Pollock). Il filo conduttore è la crisi del linguaggio figurale: il mondo non offre più un’immagine stabile di sé, né il ‘pensiero’ sembra capace di creare nuove immagini per dare ordine al mondo. La profondità di questa crisi, che ha raggiunto la stessa origine dell’esistenza umana, quell’“iconologia della mente” che ha segnato il passaggio da natura a storia, è testimoniata dalle decisioni estreme di due tra gli artisti più significativi del nostro tempo, Pollock e Celan, che non esitarono a ‘ripetere’, per stanchezza, e disperazione, il gesto dell’Empedocle hölderliniano – già compiuto, in altra forma, da Nietzsche. Tramonto o nuova alba? L’immagine infranta termina con questa domanda, che è anche una speranza: e se la crisi del linguaggio immaginale fosse il prezzo necessario per aprirsi alla possibilità di un linguaggio più umile, ma insieme più largo e profondo? Il linguaggio del corpo e della natura, il linguaggio che non ‘immagina’, che non ‘fa-segno’, ma è la cosa stessa: l’“essere-accanto”di uomini e cose, tra “pietre ed erbe”.

L’immagine infranta descrive la parabola del moderno attraverso una fitta trama di rapporti tra romanzieri e poeti (da Cervantes a Celan), filosofi (da Vico a Benjamin), pittori e scultori (da Manet a Fontana, a Pollock). Il filo conduttore è la crisi del linguaggio figurale: il mondo non offre più un’immagine stabile di sé, né il ‘pensiero’ sembra capace di creare nuove immagini per dare ordine al mondo. La profondità di questa crisi, che ha raggiunto la stessa origine dell’esistenza umana, quell’“iconologia della mente” che ha segnato il passaggio da natura a storia, è testimoniata dalle decisioni estreme di due tra gli artisti più significativi del nostro tempo, Pollock e Celan, che non esitarono a ‘ripetere’, per stanchezza, e disperazione, il gesto dell’Empedocle hölderliniano – già compiuto, in altra forma, da Nietzsche. Tramonto o nuova alba? L’immagine infranta termina con questa domanda, che è anche una speranza: e se la crisi del linguaggio immaginale fosse il prezzo necessario per aprirsi alla possibilità di un linguaggio più umile, ma insieme più largo e profondo? Il linguaggio del corpo e della natura, il linguaggio che non ‘immagina’, che non ‘fa-segno’, ma è la cosa stessa: l’“essere-accanto”di uomini e cose, tra “pietre ed erbe”.

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Hammerstein o Dell’ostinazione: Una storia tedesca (Supercoralli)

La sera del 3 febbraio 1933, a Berlino ebbe luogo una cena a suo modo storica: Adolf Hitler incontrò per la prima volta come neo-cancelliere i maggiori esponenti della Reichswehr. Fra questi, discendente di un’antica famiglia aristocratica, il generale Kurt von Hammerstein-Equord, che durante la Repubblica di Weimar aveva fatto una brillante carriera sino a diventare capo di stato maggiore dell’esercito tedesco. Un uomo di destra, che considerava Hitler un confusionario non particolarmente pericoloso. Nel corso della cena, tuttavia, il Führer espose senza mezzi termini i suoi veri obiettivi: instaurazione di una dittatura all’interno del paese, ricerca di «spazio vitale» a oriente. E specificò persino quando avrebbe avuto inizio la guerra. Il discorso di Hitler fece radicalmente cambiare opinione a Hammerstein che un anno dopo rassegnò le dimissioni: da quel momento in poi divenne – pur fra prudenze, contraddizioni e nella piú assoluta segretezza – il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana che condusse al fallito attentato del 20 luglio 1944. Il generale però a quel punto era già morto da un anno: durante il funerale, accanto alla bara venne deposta l’enorme corona inviata da Hitler: il nastro, che recava il suo nome, era stato però «dimenticato» in metropolitana dai familiari.
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### Sinossi
La sera del 3 febbraio 1933, a Berlino ebbe luogo una cena a suo modo storica: Adolf Hitler incontrò per la prima volta come neo-cancelliere i maggiori esponenti della Reichswehr. Fra questi, discendente di un’antica famiglia aristocratica, il generale Kurt von Hammerstein-Equord, che durante la Repubblica di Weimar aveva fatto una brillante carriera sino a diventare capo di stato maggiore dell’esercito tedesco. Un uomo di destra, che considerava Hitler un confusionario non particolarmente pericoloso. Nel corso della cena, tuttavia, il Führer espose senza mezzi termini i suoi veri obiettivi: instaurazione di una dittatura all’interno del paese, ricerca di «spazio vitale» a oriente. E specificò persino quando avrebbe avuto inizio la guerra. Il discorso di Hitler fece radicalmente cambiare opinione a Hammerstein che un anno dopo rassegnò le dimissioni: da quel momento in poi divenne – pur fra prudenze, contraddizioni e nella piú assoluta segretezza – il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana che condusse al fallito attentato del 20 luglio 1944. Il generale però a quel punto era già morto da un anno: durante il funerale, accanto alla bara venne deposta l’enorme corona inviata da Hitler: il nastro, che recava il suo nome, era stato però «dimenticato» in metropolitana dai familiari.

La sera del 3 febbraio 1933, a Berlino ebbe luogo una cena a suo modo storica: Adolf Hitler incontrò per la prima volta come neo-cancelliere i maggiori esponenti della Reichswehr. Fra questi, discendente di un’antica famiglia aristocratica, il generale Kurt von Hammerstein-Equord, che durante la Repubblica di Weimar aveva fatto una brillante carriera sino a diventare capo di stato maggiore dell’esercito tedesco. Un uomo di destra, che considerava Hitler un confusionario non particolarmente pericoloso. Nel corso della cena, tuttavia, il Führer espose senza mezzi termini i suoi veri obiettivi: instaurazione di una dittatura all’interno del paese, ricerca di «spazio vitale» a oriente. E specificò persino quando avrebbe avuto inizio la guerra. Il discorso di Hitler fece radicalmente cambiare opinione a Hammerstein che un anno dopo rassegnò le dimissioni: da quel momento in poi divenne – pur fra prudenze, contraddizioni e nella piú assoluta segretezza – il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana che condusse al fallito attentato del 20 luglio 1944. Il generale però a quel punto era già morto da un anno: durante il funerale, accanto alla bara venne deposta l’enorme corona inviata da Hitler: il nastro, che recava il suo nome, era stato però «dimenticato» in metropolitana dai familiari.
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### Sinossi
La sera del 3 febbraio 1933, a Berlino ebbe luogo una cena a suo modo storica: Adolf Hitler incontrò per la prima volta come neo-cancelliere i maggiori esponenti della Reichswehr. Fra questi, discendente di un’antica famiglia aristocratica, il generale Kurt von Hammerstein-Equord, che durante la Repubblica di Weimar aveva fatto una brillante carriera sino a diventare capo di stato maggiore dell’esercito tedesco. Un uomo di destra, che considerava Hitler un confusionario non particolarmente pericoloso. Nel corso della cena, tuttavia, il Führer espose senza mezzi termini i suoi veri obiettivi: instaurazione di una dittatura all’interno del paese, ricerca di «spazio vitale» a oriente. E specificò persino quando avrebbe avuto inizio la guerra. Il discorso di Hitler fece radicalmente cambiare opinione a Hammerstein che un anno dopo rassegnò le dimissioni: da quel momento in poi divenne – pur fra prudenze, contraddizioni e nella piú assoluta segretezza – il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana che condusse al fallito attentato del 20 luglio 1944. Il generale però a quel punto era già morto da un anno: durante il funerale, accanto alla bara venne deposta l’enorme corona inviata da Hitler: il nastro, che recava il suo nome, era stato però «dimenticato» in metropolitana dai familiari.

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Guida Allo Studio Della Storia Greca

Questo libro si affianca alle altre analoghe guide storiche la cui comune griglia di base (Concetto, periodizzazione, problemi – Le grandi questioni – Le Fonti – Come lavora lo storico) è stata pensata ed elaborata in funzione della nuova didattica universitaria. Oggi che il vecchio corso monografico è morto per sempre, l’ambizione di questa Guida allo studio della storia greca è quella di offrire –non senza originalità– allo studente spunti per una riflessione sulla disciplina e al docente argomenti di discussione e di ulteriore approfondimento.

Questo libro si affianca alle altre analoghe guide storiche la cui comune griglia di base (Concetto, periodizzazione, problemi – Le grandi questioni – Le Fonti – Come lavora lo storico) è stata pensata ed elaborata in funzione della nuova didattica universitaria. Oggi che il vecchio corso monografico è morto per sempre, l’ambizione di questa Guida allo studio della storia greca è quella di offrire –non senza originalità– allo studente spunti per una riflessione sulla disciplina e al docente argomenti di discussione e di ulteriore approfondimento.

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La grande invenzione

Un passato fastoso, un presente difficile, e un’inesauribile riserva di sogni: è l’eredità che riceve alla nascita Pupi Avati, figlio di due mondi, la ricca borghesia urbana bolognese e l’arcaica tradizione contadina di Sasso Marconi. Cresciuto nella Bologna del dopoguerra, Pupi è un ragazzo timido ma un po’ mascalzone, con una bruciante passione per il jazz, un rapporto complesso con le donne e un amore sconfinato per il cinema. Poi, anno dopo anno, arrivano gli esordi cinematografici e la Roma degli artisti, l’insolito lavoro con Pasolini e i pedinamenti per conoscere il maestro Fellini, fino ai successi di pubblico e critica. La grande invenzione racconta tutto questo e molto altro ancora: un grande romanzo corale, un intreccio di percorsi e di poesia che seduce il lettore trasportandolo in una singolare dimensione di realismo magico all’emiliana e ci ricorda che la vita è fatta soprattutto di desideri, sogni e fantasia.

(source: Bol.com)

Un passato fastoso, un presente difficile, e un’inesauribile riserva di sogni: è l’eredità che riceve alla nascita Pupi Avati, figlio di due mondi, la ricca borghesia urbana bolognese e l’arcaica tradizione contadina di Sasso Marconi. Cresciuto nella Bologna del dopoguerra, Pupi è un ragazzo timido ma un po’ mascalzone, con una bruciante passione per il jazz, un rapporto complesso con le donne e un amore sconfinato per il cinema. Poi, anno dopo anno, arrivano gli esordi cinematografici e la Roma degli artisti, l’insolito lavoro con Pasolini e i pedinamenti per conoscere il maestro Fellini, fino ai successi di pubblico e critica. La grande invenzione racconta tutto questo e molto altro ancora: un grande romanzo corale, un intreccio di percorsi e di poesia che seduce il lettore trasportandolo in una singolare dimensione di realismo magico all’emiliana e ci ricorda che la vita è fatta soprattutto di desideri, sogni e fantasia.

(source: Bol.com)

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La Garconnière Di Monza

Un nuovo caso per il maresciallo Vitale alle prese, questa volta, con un delitto passionale, che vede coinvolti primari ospedalieri, ballerine di lapdance e biker, che si snoda tra Monza e Genova.Il libro: Provvisoriamente trasferito a Monza, il maresciallo dei carabinieri Sebastiano Vitale si trova alle prese con un omicidio che ha tutte le caratteristiche del delitto passionale. La vittima è uno stimato e insospettabile primario ospedaliero; l’ambientazione spazia fra alta borghesia, ballerine di lap-dance, graffitari, biker, giovani mendicanti extra comunitarie con particolari capacità intuitive: uno spaccato di società in cui le parti di buoni e cattivi non sono stabilite a priori. Le indagini prendono l’avvio dalla Procura della Repubblica e si svolgono nell’ambito della polizia giudiziaria. La vicenda si articola fra la Brianza, Genova (e se ne comprenderà il motivo) e Cherasco, nel cuneese. Il protagonista si fa in quattro per conciliare dovere professionale ed esigenze familiari: nel caso specifico, una moglie ansiosa e tutta presa a seguire i lavori di ristrutturazione di una casetta ereditata fra i vigneti e destinata ad abitazione definitiva dopo il pensionamento del marito. Dopo aver intuito chi è l’assassino, Vitale viene preso da scrupoli; si lascia umanamente coinvolgere, si domanda come lui stesso si sarebbe comportato in analoghe situazioni. Sullo sfondo, il centro storico di Monza, alcune località che fanno da contorno alla città, la Genova del Porto Antico, ambienti ospedalieri in cui maturano passioni travolgenti e insane bramosie. Scoperta la verità grazie al suo acume, il maresciallo se ne ritorna al paesello; stavolta però con qualche peccatuccio sulla coscienza…
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### Sinossi
Un nuovo caso per il maresciallo Vitale alle prese, questa volta, con un delitto passionale, che vede coinvolti primari ospedalieri, ballerine di lapdance e biker, che si snoda tra Monza e Genova.Il libro: Provvisoriamente trasferito a Monza, il maresciallo dei carabinieri Sebastiano Vitale si trova alle prese con un omicidio che ha tutte le caratteristiche del delitto passionale. La vittima è uno stimato e insospettabile primario ospedaliero; l’ambientazione spazia fra alta borghesia, ballerine di lap-dance, graffitari, biker, giovani mendicanti extra comunitarie con particolari capacità intuitive: uno spaccato di società in cui le parti di buoni e cattivi non sono stabilite a priori. Le indagini prendono l’avvio dalla Procura della Repubblica e si svolgono nell’ambito della polizia giudiziaria. La vicenda si articola fra la Brianza, Genova (e se ne comprenderà il motivo) e Cherasco, nel cuneese. Il protagonista si fa in quattro per conciliare dovere professionale ed esigenze familiari: nel caso specifico, una moglie ansiosa e tutta presa a seguire i lavori di ristrutturazione di una casetta ereditata fra i vigneti e destinata ad abitazione definitiva dopo il pensionamento del marito. Dopo aver intuito chi è l’assassino, Vitale viene preso da scrupoli; si lascia umanamente coinvolgere, si domanda come lui stesso si sarebbe comportato in analoghe situazioni. Sullo sfondo, il centro storico di Monza, alcune località che fanno da contorno alla città, la Genova del Porto Antico, ambienti ospedalieri in cui maturano passioni travolgenti e insane bramosie. Scoperta la verità grazie al suo acume, il maresciallo se ne ritorna al paesello; stavolta però con qualche peccatuccio sulla coscienza…

Un nuovo caso per il maresciallo Vitale alle prese, questa volta, con un delitto passionale, che vede coinvolti primari ospedalieri, ballerine di lapdance e biker, che si snoda tra Monza e Genova.Il libro: Provvisoriamente trasferito a Monza, il maresciallo dei carabinieri Sebastiano Vitale si trova alle prese con un omicidio che ha tutte le caratteristiche del delitto passionale. La vittima è uno stimato e insospettabile primario ospedaliero; l’ambientazione spazia fra alta borghesia, ballerine di lap-dance, graffitari, biker, giovani mendicanti extra comunitarie con particolari capacità intuitive: uno spaccato di società in cui le parti di buoni e cattivi non sono stabilite a priori. Le indagini prendono l’avvio dalla Procura della Repubblica e si svolgono nell’ambito della polizia giudiziaria. La vicenda si articola fra la Brianza, Genova (e se ne comprenderà il motivo) e Cherasco, nel cuneese. Il protagonista si fa in quattro per conciliare dovere professionale ed esigenze familiari: nel caso specifico, una moglie ansiosa e tutta presa a seguire i lavori di ristrutturazione di una casetta ereditata fra i vigneti e destinata ad abitazione definitiva dopo il pensionamento del marito. Dopo aver intuito chi è l’assassino, Vitale viene preso da scrupoli; si lascia umanamente coinvolgere, si domanda come lui stesso si sarebbe comportato in analoghe situazioni. Sullo sfondo, il centro storico di Monza, alcune località che fanno da contorno alla città, la Genova del Porto Antico, ambienti ospedalieri in cui maturano passioni travolgenti e insane bramosie. Scoperta la verità grazie al suo acume, il maresciallo se ne ritorna al paesello; stavolta però con qualche peccatuccio sulla coscienza…
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Un nuovo caso per il maresciallo Vitale alle prese, questa volta, con un delitto passionale, che vede coinvolti primari ospedalieri, ballerine di lapdance e biker, che si snoda tra Monza e Genova.Il libro: Provvisoriamente trasferito a Monza, il maresciallo dei carabinieri Sebastiano Vitale si trova alle prese con un omicidio che ha tutte le caratteristiche del delitto passionale. La vittima è uno stimato e insospettabile primario ospedaliero; l’ambientazione spazia fra alta borghesia, ballerine di lap-dance, graffitari, biker, giovani mendicanti extra comunitarie con particolari capacità intuitive: uno spaccato di società in cui le parti di buoni e cattivi non sono stabilite a priori. Le indagini prendono l’avvio dalla Procura della Repubblica e si svolgono nell’ambito della polizia giudiziaria. La vicenda si articola fra la Brianza, Genova (e se ne comprenderà il motivo) e Cherasco, nel cuneese. Il protagonista si fa in quattro per conciliare dovere professionale ed esigenze familiari: nel caso specifico, una moglie ansiosa e tutta presa a seguire i lavori di ristrutturazione di una casetta ereditata fra i vigneti e destinata ad abitazione definitiva dopo il pensionamento del marito. Dopo aver intuito chi è l’assassino, Vitale viene preso da scrupoli; si lascia umanamente coinvolgere, si domanda come lui stesso si sarebbe comportato in analoghe situazioni. Sullo sfondo, il centro storico di Monza, alcune località che fanno da contorno alla città, la Genova del Porto Antico, ambienti ospedalieri in cui maturano passioni travolgenti e insane bramosie. Scoperta la verità grazie al suo acume, il maresciallo se ne ritorna al paesello; stavolta però con qualche peccatuccio sulla coscienza…

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Gala Cox – Il Mistero Dei Viaggi Nel Tempo

Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento: ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e il suo amatissimo papà se n’è andato di casa senza una ragione apparente.Ora Gala vive con la mamma Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del padre alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo. Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto, catapultandola in una realtà parallela e pericolosa. In un graduale e inesorabile susseguirsi di avvenimenti e scoperte, Gala vedrà crollare le proprie certezze una ad una. L’amore per le persone a lei care la spingerà a intraprendere una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.La storia di un’adolescente quasi normale, che tra appassionanti viaggi nel tempo e dialoghi con gli spiriti, diventa una riflessione sulla vita e su cosa ci attende nel nostro futuro.

Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento: ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e il suo amatissimo papà se n’è andato di casa senza una ragione apparente.Ora Gala vive con la mamma Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del padre alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo. Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto, catapultandola in una realtà parallela e pericolosa. In un graduale e inesorabile susseguirsi di avvenimenti e scoperte, Gala vedrà crollare le proprie certezze una ad una. L’amore per le persone a lei care la spingerà a intraprendere una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.La storia di un’adolescente quasi normale, che tra appassionanti viaggi nel tempo e dialoghi con gli spiriti, diventa una riflessione sulla vita e su cosa ci attende nel nostro futuro.

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Il futuro che uccide

È possibile che esseri inimmaginabili, uomini nostri discendenti del futuro più remoto, vengano verso il passato per modificarlo così che esso influisca sull’avvenire – il loro presente – foggiandolo secondo i loro disegni imperscrutabili? Questa la tesi quanto mai appassionante d’uno dei romanzi più avvincenti di Urania. Il futuro ci manda il suo concreto messaggio di morte. Prima uno studioso di problemi psichici e storici viene trovato ucciso sulle sue carte: gli appunti per un libro ch’egli conta di scrivere per rivelare al mondo la congiura che l’avvenire ordisce ai suoi danni. Poi è la volta di un poeta, suo intimo, che si era ripromesso di continuare l’opera dell’amico assassinato. Poi il rettore di un’università viene rapito… fino a quando il terrore e 1’angoscia diverranno la caratteristica d’ogni pagina. Il futuro, vedremo, ha già cominciato a influire sulla storia dell’uomo fin dai tempi d’Archimede, forse fin dall’epoca dell’uomo delle caverne; e il corso degli eventi umani ha preso la direzione che i protagonisti della storia non avrebbero voluto, ma che vogliono le creature imperscrutabili dell’avvenire. Il futuro non solo esiste già contemporaneamente al presente e quindi al passato; ma può uccidere, uccide, anzi, con sottile e paurosa perfidia… Un mistero di fantascienza, questo “Futuro che uccide”, senza precedenti!

È possibile che esseri inimmaginabili, uomini nostri discendenti del futuro più remoto, vengano verso il passato per modificarlo così che esso influisca sull’avvenire – il loro presente – foggiandolo secondo i loro disegni imperscrutabili? Questa la tesi quanto mai appassionante d’uno dei romanzi più avvincenti di Urania. Il futuro ci manda il suo concreto messaggio di morte. Prima uno studioso di problemi psichici e storici viene trovato ucciso sulle sue carte: gli appunti per un libro ch’egli conta di scrivere per rivelare al mondo la congiura che l’avvenire ordisce ai suoi danni. Poi è la volta di un poeta, suo intimo, che si era ripromesso di continuare l’opera dell’amico assassinato. Poi il rettore di un’università viene rapito… fino a quando il terrore e 1’angoscia diverranno la caratteristica d’ogni pagina. Il futuro, vedremo, ha già cominciato a influire sulla storia dell’uomo fin dai tempi d’Archimede, forse fin dall’epoca dell’uomo delle caverne; e il corso degli eventi umani ha preso la direzione che i protagonisti della storia non avrebbero voluto, ma che vogliono le creature imperscrutabili dell’avvenire. Il futuro non solo esiste già contemporaneamente al presente e quindi al passato; ma può uccidere, uccide, anzi, con sottile e paurosa perfidia… Un mistero di fantascienza, questo “Futuro che uccide”, senza precedenti!

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Free Fall

Jaime “Jet” Travis è sparito nel nulla. Nel suo appartamento deserto è rimasto solo il cellulare. Nessun messaggio, nessun segno di colluttazione, nessuna traccia. A parte una, e punta il dito contro un membro del team. Un team già ferito, che ora viene colpito al cuore. Nicole Kelly ha soffocato per anni i suoi sentimenti per Jet e ora è disposta a tutto pur di ritrovarlo e stanare il nemico che ha ordito una sanguinosa vendetta.Fra scenari esotici, labirinti informatici, vecchie ferite e amori taciuti troppo a lungo, si snoda un’altra avventura del GD Team. Perché non importa quanti siano i nemici, sono gli amici che contano. Soprattutto quando sono disposti a dare tutto per salvarti.Dopo Vertigo e Nicky, Monica Lombardi regala alle amanti del romantic suspense un nuovo incalzante capitolo della serie dedicata al GD Team. ‘Non fatevi scappare quello che è diventato un must del romantic suspense made in Italy.’ Madau per Romanticamente Fantasy Sito ‘Il difetto maggiore di quest’autrice è di essere una brava scrittrice di suspense. L’ultima pagina dei suoi lavori lascia sempre la delusione di terminare e la voglia di leggere il seguito…’ Libera per Immergiti in un mondo… rosa ‘Con poche parole lo definirei così: Necessario. Perfido. Eppure splendido.’ Noco per Petali rosa su ”Nicky” ‘Due personaggi grintosi, brillanti, bellissimi e decisamente destinati a essere una coppia. Indimenticabile.’ Virginia Parisi per La mia biblioteca romantica su ”Nicky” ‘Due personaggi che sanno davvero tenere desta l’attenzione del lettore, senza mai scadere nel ”già letto”.’ Foschia75 per Sognando tra le righe su ”Nicky” ‘Come sempre, Monica Lombardi si dimostra maestra del Romantic Suspense.’ Babette per Babette legge per voi ‘Monica Lombardi dimostra ancora una volta di essere una testa di serie del Romantic Suspense.’ Karin Locci per Insaziabili letture

(source: Bol.com)

Jaime “Jet” Travis è sparito nel nulla. Nel suo appartamento deserto è rimasto solo il cellulare. Nessun messaggio, nessun segno di colluttazione, nessuna traccia. A parte una, e punta il dito contro un membro del team. Un team già ferito, che ora viene colpito al cuore. Nicole Kelly ha soffocato per anni i suoi sentimenti per Jet e ora è disposta a tutto pur di ritrovarlo e stanare il nemico che ha ordito una sanguinosa vendetta.Fra scenari esotici, labirinti informatici, vecchie ferite e amori taciuti troppo a lungo, si snoda un’altra avventura del GD Team. Perché non importa quanti siano i nemici, sono gli amici che contano. Soprattutto quando sono disposti a dare tutto per salvarti.Dopo Vertigo e Nicky, Monica Lombardi regala alle amanti del romantic suspense un nuovo incalzante capitolo della serie dedicata al GD Team. ‘Non fatevi scappare quello che è diventato un must del romantic suspense made in Italy.’ Madau per Romanticamente Fantasy Sito ‘Il difetto maggiore di quest’autrice è di essere una brava scrittrice di suspense. L’ultima pagina dei suoi lavori lascia sempre la delusione di terminare e la voglia di leggere il seguito…’ Libera per Immergiti in un mondo… rosa ‘Con poche parole lo definirei così: Necessario. Perfido. Eppure splendido.’ Noco per Petali rosa su ”Nicky” ‘Due personaggi grintosi, brillanti, bellissimi e decisamente destinati a essere una coppia. Indimenticabile.’ Virginia Parisi per La mia biblioteca romantica su ”Nicky” ‘Due personaggi che sanno davvero tenere desta l’attenzione del lettore, senza mai scadere nel ”già letto”.’ Foschia75 per Sognando tra le righe su ”Nicky” ‘Come sempre, Monica Lombardi si dimostra maestra del Romantic Suspense.’ Babette per Babette legge per voi ‘Monica Lombardi dimostra ancora una volta di essere una testa di serie del Romantic Suspense.’ Karin Locci per Insaziabili letture

(source: Bol.com)

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Fiabe lapponi

*An alternate cover edition for this ISBN can be found [here](https://www.goodreads.com/book/show/37790590-fiabe-lapponi).*
L’incanto del «c’era una volta» nelle più remote terre del Nord. In questa antologia di fiabe e leggende rivive il patrimonio di tradizioni, miti e credenze di quella che per lungo tempo è rimasta una minoranza etnica muta e isolata. Un mondo di magie e metamorfosi, di foreste stregate, accampamenti nomadi, cavalcate nella neve in sella alle renne, e grandi laghi attraversati sugli sci, dove la fantasia si combina con la realtà quotidiana e le usanze ancestrali del popolo sami. Un mondo in cui cacciatori e pescatori sfidano gli spiriti della terra in cerca di fortuna, salvano principesse rapite da demoni, affrontano prove per conquistare regni al di là del mare, destreggiandosi tra le profezie delle vecchie Gieddegæš, gli agguati dei giganti e gli inganni di orchi goffi come gli Stallo. Primo volume di una serie dedicata alle fiabe scandinave, *Fiabe lapponi* attinge direttamente alle prime raccolte scritte nell’Ottocento, quando l’Europa, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva il valore letterario di questo racconto orale. Una riscoperta che soprattutto per la Lapponia ha rappresentato anche una ricerca delle radici culturali e della propria indipendenza linguistica. Espressione di una saggezza popolare a volte amara, derivata dalle dure lezioni della natura e della Storia, ogni fiaba riserva qualche sorpresa, un crudo colpo di scena, un lieto fine mancato, una severa punizione per l’eroe non avveduto, e lasciando il dovuto spazio ai sogni e al gusto del narrare, racconta l’errare umano attraverso una smaliziata ironia.

*An alternate cover edition for this ISBN can be found [here](https://www.goodreads.com/book/show/37790590-fiabe-lapponi).*
L’incanto del «c’era una volta» nelle più remote terre del Nord. In questa antologia di fiabe e leggende rivive il patrimonio di tradizioni, miti e credenze di quella che per lungo tempo è rimasta una minoranza etnica muta e isolata. Un mondo di magie e metamorfosi, di foreste stregate, accampamenti nomadi, cavalcate nella neve in sella alle renne, e grandi laghi attraversati sugli sci, dove la fantasia si combina con la realtà quotidiana e le usanze ancestrali del popolo sami. Un mondo in cui cacciatori e pescatori sfidano gli spiriti della terra in cerca di fortuna, salvano principesse rapite da demoni, affrontano prove per conquistare regni al di là del mare, destreggiandosi tra le profezie delle vecchie Gieddegæš, gli agguati dei giganti e gli inganni di orchi goffi come gli Stallo. Primo volume di una serie dedicata alle fiabe scandinave, *Fiabe lapponi* attinge direttamente alle prime raccolte scritte nell’Ottocento, quando l’Europa, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva il valore letterario di questo racconto orale. Una riscoperta che soprattutto per la Lapponia ha rappresentato anche una ricerca delle radici culturali e della propria indipendenza linguistica. Espressione di una saggezza popolare a volte amara, derivata dalle dure lezioni della natura e della Storia, ogni fiaba riserva qualche sorpresa, un crudo colpo di scena, un lieto fine mancato, una severa punizione per l’eroe non avveduto, e lasciando il dovuto spazio ai sogni e al gusto del narrare, racconta l’errare umano attraverso una smaliziata ironia.

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