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La verità di Emily (Life)

San Francisco. Una festa al college fra risate, musica alta, superalcolici e stupefacenti. D’improvviso un urlo squarcia la notte e una terribile tragedia segna per sempre la vita degli attoniti spettatori: Emily, la ragazza più ammirata e invidiata del college, è precipitata dal tetto. Omicidio? Suicidio? Natalie, Laura e Madison, le sue tre migliori amiche, restano sconvolte dall’accaduto, ma nessuna di loro pare aver visto niente. La loro amicizia viene spazzata via da questa morte drammatica e misteriosa, lasciandole sole con i propri dubbi e sensi di colpa: avrebbero potuto fare qualcosa per salvarla? Dieci anni dopo un evento inaspettato riaccende i riflettori su quella vecchia storia: un romanzo che ricalca esattamente la vicenda sta scalando la vetta delle classifiche. E l’autore pare saperne molto più di chiunque altro, insinuando che fu proprio una di loro a spingere intenzionalmente la ragazza già dal tetto. Chi ha scritto quel libro? Chi si nasconde davvero dietro il nome di Garrett Malone? I fili delle loro vite e di quei giorni dimenticati stanno per intrecciarsi di nuovo, rivelando trame impreviste. Le tre amiche saranno costrette a fare un tuffo nel passato alla ricerca della verità, che porterà a galla amori dimenticati ma mai sopiti, antichi rancori e segreti inconfessati, rischiando di travolgere anche il loro presente. Una volta scoperto il mistero che Emily nascondeva, niente potrà più essere come prima

Venti corpi nella neve

Case Rosse, minuscolo borgo nell’Appennino tosco-emiliano, ha un primato: è la sede del commissariato più piccolo d’Italia, diretto da Roberto Serra – che viene da Roma ed è considerato uno ed fòra – con l’aiuto dell’agente Manzini. Non succede mai nulla se non qualche rissa tra ubriachi il sabato sera. Ma la notte del Capodanno del 1995 una telefonata sveglia Manzini in piena notte. Ci sono tre cadaveri al Prà grand, uccisi senza pietà. I due poliziotti accorrono sul luogo del delitto e uno spettacolo raccapricciante si presenta ai loro occhi: un uomo, una donna e una bambina sono stati colpiti a morte da distanza ravvicinata con un fucile. È un’esecuzione, senza alcun dubbio. Ma non ci sono schizzi di sangue intorno alle vittime e la loro posizione non combacia con la traiettoria degli spari. A chi appartengono questi corpi straziati che chiedono giustizia? Chi ha violato la pace di quel piccolo paese perso tra le montagne, e per quale motivo? E perché così tanta violenza da sorprendere anche un uomo come Roberto Serra, abituato a omicidi ben più efferati? Per il commissario comincerà un’indagine che lo porterà a rivivere il passato del luogo in cui si è rifugiato, e ad affrontare i demoni che albergano nella sua anima e nel suo cuore. Un romanzo che affonda le radici nelle pagine più sanguinose della storia del Ventesimo secolo. Un nuovo autore italiano che lancia la sfida ai maestri del thriller internazionale.

Il veleno e la rosa

In un mondo post apocalittico tre personaggi dall’animo tormentato vengono reclutati per cercare un segreto nascosto nelle Monadi Quantiche,con esiti inaspettati…
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### Sinossi
In un mondo post apocalittico tre personaggi dall’animo tormentato vengono reclutati per cercare un segreto nascosto nelle Monadi Quantiche,con esiti inaspettati…

Il vecchio della montagna

Pietro Carta, cieco, ha la saggezza di un profeta biblico. Parte per cercare nella città il figlio imprigionato e precipita nello scendere dalla montagna. Un romanzo potente e drammatico.

Il vagabondo dello spazio (Urania)

Abbandonato su un asteroide, condannato a morire, salvato dalla più “vagabonda” entità della galassia: è Crag il ribelle, primo e più famoso dei duri della fantascienza. Ma fino a oggi la sua odissea tra la Terra, Marte e la fascia degli asteroidi si era potuta leggere soltanto in un’edizione cui mancavano: a) i pungenti riferimenti satirici alla società del terzo millennio; b) una celebre, censuratissima “pubblicità necrofila”; c) una delle più ammiccanti scene di voyeurismo del turismo interplanetario (al Luxor di Marte), per non parlare di altri particolari ritenuti, ai tempi, troppo “forti” per il lettore italiano. Il tutto è stato ovviato in questa nuova traduzione, la prima integrale dal 1958.
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### Sinossi
Abbandonato su un asteroide, condannato a morire, salvato dalla più “vagabonda” entità della galassia: è Crag il ribelle, primo e più famoso dei duri della fantascienza. Ma fino a oggi la sua odissea tra la Terra, Marte e la fascia degli asteroidi si era potuta leggere soltanto in un’edizione cui mancavano: a) i pungenti riferimenti satirici alla società del terzo millennio; b) una celebre, censuratissima “pubblicità necrofila”; c) una delle più ammiccanti scene di voyeurismo del turismo interplanetario (al Luxor di Marte), per non parlare di altri particolari ritenuti, ai tempi, troppo “forti” per il lettore italiano. Il tutto è stato ovviato in questa nuova traduzione, la prima integrale dal 1958.

Uva noir: La terza indagine del commissario Lolita Lobosco

La terza indagine del commissario Lolita Lobosco In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c’è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva ‘gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo avvincente giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

L’urlo della notte

Dovrebbe essere il momento migliore della vita della mezza vampira Cat Crawfield: la storia d’amore con Bones, il non-morto supersexy ritrovato dopo anni di lontananza, le riserva brillanti sorprese, e finalmente con lui accanto riesce a sentirsi protetta dagli attacchi dei suoi acerrimi nemici privi di battito cardiaco. Ma i travestimenti usati dalla Mietitrice Rossa per celare ai succhiasangue che la vorrebbero morta la sua vera identità saltano sempre più spesso, mettendola in grave pericolo. Come se non bastasse, una donna del passato di Bones, potente e pericolosa, è decisa a farlo fuori una volta per tutte. Bones è finito nel mirino di una vamp vendicativa, ma ciononostante Cat è determinata a salvare il suo amato da una faida letale che coinvolge l’intero mondo dei non-morti. Le toccherà scoprire a sue spese quanto possono essere spietati i succhiasangue, anche perché i trucchi che ha imparato come agente speciale non le saranno di alcun aiuto. Per salvarsi da un destino peggiore della morte, avrà bisogno di abbracciare senza riserve il suo istinto vampiro…

L’uomo senza un cane

Mancano pochi giorni a Natale e gli Hermansson sono riuniti per festeggiare i sessantacinque anni di Karl-Erik, padre encomiabile e insegnante in pensione, e i quaranta di Ebba, la sua figlia prediletta. Poche ore dopo, avvengono due sparizioni inspiegabili: prima Robert, la “pecora nera” della famiglia, esce a fare una passeggiata, poi è Henrik, il figlio maggiore di Ebba, ad allontanarsi nel cuore della notte. A quarantott’ore di distanza dei due non si hanno più notizie. Viene incaricato del caso Gunnar Barbarotti, ispettore di origini italosvedesi in servizio presso la polizia di Kymlinge. L’ispettore, che si stava preparando all’odiosa prospettiva di un Natale con la ex moglie e gli ex suoceri, è ben felice di accettare: anzi, questa chiamata insperata fa segnare un punto – nel suo personalissimo conteggio – a favore dell’ipotesi dell’esistenza di Dio. Le indagini, però, si rivelano per lui tutt’altro che semplici. Fuga? Rapimento? C’è forse un nesso tra i due casi? Ci vorranno tempo, perseveranza e anche l’aiuto della sorte, perché le indagini di Barbarotti possano prendere una direzione precisa.
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L’uomo in fuga

In una cinica America futuribile, Ben Richards decide di partecipare alle selezioni per l’Uomo in fuga, un sadico, seguitissimo show dove il protagonista, braccato dai “Cacciatori” della Rete e da chiunque lo riconosca, intasca cento dollari per ogni ora di sopravvivenza e, se allo scadere dei trenta giorni concessigli è ancora vivo, un miliardo di dollari. Ben, che ha disperatamente bisogno di soldi per curare la figlioletta malata, viene giudicato idoneo e per lui comincia un incubo che si dileguerà soltanto nel colpo di scena finale¿

L’uomo del banco dei pegni

Sol Nazerman è un ebreo polacco che gestisce ad Harlem un banco dei pegni. Sopravvissuto allo sterminio della famiglia nei campi di concentramento nazisti, Sol è devastato dai ricordi e completamente chiuso in se stesso, come inaridito. Rifiuta ogni amicizia, e respinge senza esitazioni le timide manifestazioni di affetto dei pochi familiari rimastigli. Ciò lo rende un perfetto esecutore del suo compito, una sorta di usuraio nel più povero quartiere nero d’America. Sol taglieggia con freddezza tutti coloro che, spinti dalla necessità, si rivolgono a lui per impegnare qualcosa. Il banco è di proprietà di un certo Murillio, che se ne serve come copertura di un vasto giro d’affari poco puliti. Solo Jesus, il giovane commesso portoricano che affianca Sol, sembra poter scalfire quest’animo indurito dal dolore. Un rapporto complesso straordinariamente descritto da Wallant, uno dei migliori scrittori della sua generazione e uno dei primi ad avere il coraggio e il talento necessari per affrontare il tema dei sopravvissuti all’Olocausto. Quando il vecchio ebreo scopre la vera natura degli interessi di Murillio, le cose prendono una piega imprevista, una drammatica accelerazione che costringerà Sol a riaprire le porte del suo cuore straziato.
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L’uomo dei cerchi azzurri

Sui marciapiedi di Parigi vengono tracciati da mesi strani cerchi con il gesso azzurro. In mezzo ai cerchi, un tappo, un portachiavi, un gatto… Giornalisti e psichiatri si divertono a discuterne, ma il commissario Adamsberg, appena trasferito a Parigi, pensa che non ci sia proprio nulla da ridere. Lui lo sente, lo sa, che quei segni trasudano crudeltà. E aspetta. Aspetta che nel cerchio azzurro compaia il primo cadavere.

L’uomo che dipingeva il silenzio

Iasi, Romania, inizio degli anni Cinquanta. Nella città grigia e monocolore come una fotografia, un uomo giunge alla stazione ferroviaria, poi a fatica si trascina fino all’ospedale dove viene soccorso dalle infermiere di turno, estenuato dalla debolezza e dalla tosse. Non ha documenti, solo un mucchietto di pezzi di carta incomprensibili in tasca, non parla. La caposala, Adriana, intuisce che potrebbe essere sordo e una delle infermiere, Safta, lo riconosce pur senza rivelarne l’identità: è Augustin, detto Tinu, come lo chiamavano affettuosamente a Poiana, nella grande residenza di campagna dei Valeanu, dove entrambi sono nati e cresciuti come fratelli, lei rampolla di una famiglia benestante, lui unico figlio illegittimo di Paraschiva, la cuoca di casa. Nel tentativo di comunicare con Tinu, Safta comincia a rievocare vicende sepolte nella sua memoria da anni: monologhi attraverso cui esprime il fluire dei pensieri, come se l’amico d’infanzia potesse udirla, come se solo la sua presenza silenziosa e indifferente potesse accogliere il dolore di quei racconti. Paradossalmente Augustin con la sua sordità incarna l’ascoltatore ideale, colui al quale confidare emozioni, segreti, reminiscenze che non potrebbero piú altrimenti riaffiorare. È cosí che il lettore passo dopo passo scopre le vicende dei due protagonisti: Augustin, che impara a usare la matita come la bacchetta di un rabdomante con cui intercettare la realtà e fissarla in forme del bello che siano per lui suoni e parole, e Safta, che sotto gli abiti del generoso servizio nasconde le ferite di privilegi spezzati e sogni infranti. Ed è in questo gioco di prospettive che la storia si dipana in un ritmico alternarsi tra presente e passato, tra Iasi e Poiana: la vita agiata dei Valeanu in contrasto con le fatiche quotidiane di domestici e contadini; la Romania precedente alla Seconda guerra mondiale e quella precipitata di lí a pochi anni sotto il regime comunista. Un passato scorto attraverso la lente della nostalgia e un presente tetro e difficile in cui anche gli essere umani scontano il trascorrere degli anni e delle esperienze vissute trasformandosi un poco alla volta in altri da sé: «Cosa importa chi siamo o chi siamo stati? … Abbiamo tutti tante di quelle identità, di questi tempi… C’è la persona che siamo dentro di noi, quella che eravamo in passato e poi quella che appare agli occhi degli altri». *** «Una tempesta di immagini ed emozioni». «Independent on Sunday» *** «Adoperando le parole, Harding ha creato il ritratto indimenticabile di un esilio dalla lingua». «Kirkus Review»

L’uomo a rovescio

Ma è davvero un lupo che uccide le pecore tra le montagne del Mercantour? Mentre superstizioni e leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è un animale, potrebbe essere un lupo mannaro. E quando una donna viene ritrovata sgozzata, il dubbio diventa certezza.

Uomini e no

Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.
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### Sinossi
Lampi d’umanità e d’amore nella torva, violenta Milano del 1944. La stagione più dura della Resistenza in uno dei migliori romanzi del dopoguerra, una delle pagine più alte della nostra letteratura civile.

L’ultimo vero bacio

Davanti a Betty Sue Flowers gli uomini si riducono cosí, «tutti in fila in attesa del turno». Ma Betty Sue è scomparsa nel nulla, e in molti la rimpiangono. Anche il detective C. W. Sughrue si mette a cercarla, mentre è in caccia del vecchio Trahearne, lo scrittore alcolizzato in fuga dalle sue troppe donne. E mentre i colpi di scena si susseguono senza respiro, Sughrue sente di essersi cacciato in un guaio ancora piú grosso di quanto credeva, e che qualcuno – ma chi? – lo sta manovrando come un burattino. Inseguiti e inseguitori si scambiano continuamente la parte, e la realtà, fino alla fine, non è mai quella che sembra. *** «Il libro che ha cambiato per sempre le carte in tavola nel mondo del noir è stato L’ultimo vero bacio, nel 1978. E il bello è che l’ha fatto dall’interno stesso del genere, lasciando a bocca aperta il mondo dei lettori e quello degli scrittori. È stato proprio in quell’istante che io e tanti miei colleghi abbiamo capito con chiarezza cosa era possibile fare con un romanzo poliziesco, e quale livello si poteva raggiungere. Certo, bisogna chiamarsi James Crumley». Dennis Lehane «Il Grande Romanzo Americano? È uscito da un pezzo, e ha per titolo L’ultimo vero bacio». Neal Stephenson *** «… Scorsi una donna appoggiata allo stipite della porta, una silhouette in controluce, braccia conserte e caviglie incrociate come se ci aspettasse da chissà quanto, come se fosse lí da giorni interi, a scrutare un mare buio e tempestoso da un ballatoio coperto».

L’ultimo Cesare

Roma, primo secolo avanti Cristo. Catilina è appena morto e Pompeo si trova in Oriente a combattere il re Mitridate. Nell’Urbe, il console Cicerone e il pontefice massimo Giulio Cesare ingaggiano una sotterranea lotta per il potere. Mamerco Mamilio non vorrebbe andarci di mezzo, ma è un uomo facilmente ricattabile: a volte faccendiere, a volte inquirente è un factotum dal passato torbido, fatto di collusioni con il potente di turno, e Cesare e Cicerone vorrebbero ognuno portarlo dalla propria parte. Mentre Mamerco lotta per non sacrificare la sua indipendenza, due donne vengono brutalmente uccise e alcune scritte vergate col sangue annunciano l’imminente fine dell’Urbe. L’investigatore di Roma antica, capitale del peccato, sarà quindi costretto a sporcarsi le mani…
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