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DIABOLIK (173): Sepolti Vivi

Per un bizzarro scherzo del destino, Diabolik e Ginko finiscono nelle mani di una banda di balordi e buttati nello stesso sotterraneo senza uscita. La loro eterna lotta sta dunque per finire con un drammatico e mortale pareggio?

Per un bizzarro scherzo del destino, Diabolik e Ginko finiscono nelle mani di una banda di balordi e buttati nello stesso sotterraneo senza uscita. La loro eterna lotta sta dunque per finire con un drammatico e mortale pareggio?

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DIABOLIK (164): Tragica Maledizione

Chi mi ruba morirà_ dice la minacciosa iscrizione sull’antica e preziosa anfora ritrovata dal professor Schiman. Diabolik naturalmente se ne infischia, ma Eva ha un gran brutto presentimento. E i fatti le daranno angosciosamente ragione…

Chi mi ruba morirà_ dice la minacciosa iscrizione sull’antica e preziosa anfora ritrovata dal professor Schiman. Diabolik naturalmente se ne infischia, ma Eva ha un gran brutto presentimento. E i fatti le daranno angosciosamente ragione…

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DIABOLIK (163): Corsa All’oro

Quattro valigie di lingotti d’oro. Per prenderle, bisogna neutralizzare una banda di rapinatori e un infido e feroce ricettatore. Ostacoli che Diabolik sa come affrontare. Ma i veri guai arrivano inaspettati da parte di chi pareva il più innocuo degli sprovveduti…

Quattro valigie di lingotti d’oro. Per prenderle, bisogna neutralizzare una banda di rapinatori e un infido e feroce ricettatore. Ostacoli che Diabolik sa come affrontare. Ma i veri guai arrivano inaspettati da parte di chi pareva il più innocuo degli sprovveduti…

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DIABOLIK (125): Ginko in Ostaggio

Provocare la gelosia di Eva vuol dire scatenare un tale putiferio che perfino Diabolik perde l’abituale lucidità. Così, senza accorgersene, insieme al bottino sottratto ai trafficanti di droga, si porta al rifugio anche Ginko. E allora sì che cominciano i veri guai!

Provocare la gelosia di Eva vuol dire scatenare un tale putiferio che perfino Diabolik perde l’abituale lucidità. Così, senza accorgersene, insieme al bottino sottratto ai trafficanti di droga, si porta al rifugio anche Ginko. E allora sì che cominciano i veri guai!

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DIABOLIK (120): Notte Di Violenza

Perché Gianni Lesand è stato ucciso? Cosa si cela nel Giardino del Pensiero? Diabolik vuole scoprirlo. Ma in quel luogo di serenità e di meditazione, chiunque sia troppo curioso va incontro a brutte sorprese. E ad una ancor più brutta fine.

Perché Gianni Lesand è stato ucciso? Cosa si cela nel Giardino del Pensiero? Diabolik vuole scoprirlo. Ma in quel luogo di serenità e di meditazione, chiunque sia troppo curioso va incontro a brutte sorprese. E ad una ancor più brutta fine.

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DIABOLIK (118): Il Delitto Di Ginko

Dalton, boss della droga, rifila un colpo basso a Ginko riuscendo ad invischiarlo in un’accusa infamante. Diabolik conta di approfittarne insinuandosi fra i due litiganti. Ma non tiene conto di un imprevisto: Altea. Che per il suo uomo è pronta a giocarsi la vita.

Dalton, boss della droga, rifila un colpo basso a Ginko riuscendo ad invischiarlo in un’accusa infamante. Diabolik conta di approfittarne insinuandosi fra i due litiganti. Ma non tiene conto di un imprevisto: Altea. Che per il suo uomo è pronta a giocarsi la vita.

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DIABOLIK (104): Incubo

Per Diabolik e Eva non esiste nessun luogo sicuro. Lo spietato assassino che è sulle loro tracce li ha giù raggiunti. E colpirà, di notte, silenzioso e mortale, proprio come il Re del Terrore. Ma chi è, e perché li vuole morti?

Per Diabolik e Eva non esiste nessun luogo sicuro. Lo spietato assassino che è sulle loro tracce li ha giù raggiunti. E colpirà, di notte, silenzioso e mortale, proprio come il Re del Terrore. Ma chi è, e perché li vuole morti?

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DIABOLIK (103): Ore Di Terrore

Dopo tanti duelli fra Diabolik e Ginko, stavolta lo scontro è tra Eva e Altea, tutt’e due piene di risorse e pronte a dare la vita per l’uomo che amano. Attanagliati dall’angoscia di perdere il loro bene più prezioso, il gelido re del crimine e il coraggioso ispettore, forse per la prima volta scoprono la paura.

Dopo tanti duelli fra Diabolik e Ginko, stavolta lo scontro è tra Eva e Altea, tutt’e due piene di risorse e pronte a dare la vita per l’uomo che amano. Attanagliati dall’angoscia di perdere il loro bene più prezioso, il gelido re del crimine e il coraggioso ispettore, forse per la prima volta scoprono la paura.

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DIABOLIK (101): Spietati Criminali

Michele e Luisa vogliono diventare ricchi e pur di riuscirci sono pronti a tutto. Nessun delitto, per quanto efferato, li ferma. Ma non li spaventa neppure misurarsi con Diabolik che, a sue spese, si accorge di essersi imbattuto in avversari maledettamente pericolosi.

Michele e Luisa vogliono diventare ricchi e pur di riuscirci sono pronti a tutto. Nessun delitto, per quanto efferato, li ferma. Ma non li spaventa neppure misurarsi con Diabolik che, a sue spese, si accorge di essersi imbattuto in avversari maledettamente pericolosi.

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Volpe

Mi gira la testa mentre ripenso a poco fa. Io e Markus Anderson ci siamo baciati. Ma in quale universo è realizzabile una cosa del genere? Non nel mio. Non nel suo. Lei ha sedici anni, è un’anima schiva e solitaria e ha i capelli rosso fuoco: per questo, a scuola, tutti la chiamano Volpe. Lui è Markus, il più bello e carismatico della classe, quello che eccelle negli sport, pieno di ragazze, sempre al centro dell’attenzione. Lei vive in una fattoria, lui in una villa degna di un vip. Lei ama la musica country pop di Taylor Swift, lui il rock. Volpe e Markus sembrano davvero il giorno e la notte. Eppure, all’improvviso tutto cambia: a scuola arrivano Abby e il professor Johnson e per Volpe inizia una vita nuova; per la prima volta sarà costretta a mettersi in gioco e a fare i conti con la sua passione segreta per la musica, mentre il suo universo e quello di Markus entreranno in rotta di collisione. Faranno scintille? Tra amicizie complici, feste musicali, rivalità e rimescolii del cuore, Volpe scoprirà l’importanza di essere se stessa e di far parlare la voce dell’anima, a qualunque costo. E finalmente nascondersi non sarà più necessario.

Mi gira la testa mentre ripenso a poco fa. Io e Markus Anderson ci siamo baciati. Ma in quale universo è realizzabile una cosa del genere? Non nel mio. Non nel suo. Lei ha sedici anni, è un’anima schiva e solitaria e ha i capelli rosso fuoco: per questo, a scuola, tutti la chiamano Volpe. Lui è Markus, il più bello e carismatico della classe, quello che eccelle negli sport, pieno di ragazze, sempre al centro dell’attenzione. Lei vive in una fattoria, lui in una villa degna di un vip. Lei ama la musica country pop di Taylor Swift, lui il rock. Volpe e Markus sembrano davvero il giorno e la notte. Eppure, all’improvviso tutto cambia: a scuola arrivano Abby e il professor Johnson e per Volpe inizia una vita nuova; per la prima volta sarà costretta a mettersi in gioco e a fare i conti con la sua passione segreta per la musica, mentre il suo universo e quello di Markus entreranno in rotta di collisione. Faranno scintille? Tra amicizie complici, feste musicali, rivalità e rimescolii del cuore, Volpe scoprirà l’importanza di essere se stessa e di far parlare la voce dell’anima, a qualunque costo. E finalmente nascondersi non sarà più necessario.

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Vento in scatola

«Ho conosciuto Glay Ghammouri durante il corso di scrittura creativa tenuto nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa nel 2012-2013. In seguito, Ghammouri mi ha detto di aver pensato a una storia, una specie di romanzo di formazione ambientato in carcere, e me l’ha raccontata. Mi è sembrato un ottimo spunto e abbiamo cominciato a lavorarci». Nasce così questo romanzo a quattro mani con cui Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva, ha voluto regalarci, insieme a Glay Ghammouri, l’opportunità di guardare al carcere dall’altro lato delle sbarre. **
### Sinossi
«Ho conosciuto Glay Ghammouri durante il corso di scrittura creativa tenuto nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa nel 2012-2013. In seguito, Ghammouri mi ha detto di aver pensato a una storia, una specie di romanzo di formazione ambientato in carcere, e me l’ha raccontata. Mi è sembrato un ottimo spunto e abbiamo cominciato a lavorarci». Nasce così questo romanzo a quattro mani con cui Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva, ha voluto regalarci, insieme a Glay Ghammouri, l’opportunità di guardare al carcere dall’altro lato delle sbarre.

«Ho conosciuto Glay Ghammouri durante il corso di scrittura creativa tenuto nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa nel 2012-2013. In seguito, Ghammouri mi ha detto di aver pensato a una storia, una specie di romanzo di formazione ambientato in carcere, e me l’ha raccontata. Mi è sembrato un ottimo spunto e abbiamo cominciato a lavorarci». Nasce così questo romanzo a quattro mani con cui Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva, ha voluto regalarci, insieme a Glay Ghammouri, l’opportunità di guardare al carcere dall’altro lato delle sbarre. **
### Sinossi
«Ho conosciuto Glay Ghammouri durante il corso di scrittura creativa tenuto nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa nel 2012-2013. In seguito, Ghammouri mi ha detto di aver pensato a una storia, una specie di romanzo di formazione ambientato in carcere, e me l’ha raccontata. Mi è sembrato un ottimo spunto e abbiamo cominciato a lavorarci». Nasce così questo romanzo a quattro mani con cui Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva, ha voluto regalarci, insieme a Glay Ghammouri, l’opportunità di guardare al carcere dall’altro lato delle sbarre.

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Tutti i racconti: I racconti dell’orrore

“Rimarrà per sempre uno dei più grandi testimoni, uno dei critici più intransigenti, colui che ha dato la forma definitiva a più di un genere letterario” Clifton Fadiman
Per la prima volta editi in una raccolta organica i Racconti di Ambrose Bierce, pioniere letterario dei suoi tempi e grande ispiratore della letteratura moderna. Prima di partire per il Messico, dal quale non avrebbe fatto ritorno, “Bitter” Bierce lasciò dietro di sé la fama di intransigente critico dei suoi tempi e più di novanta racconti, perfetta espressione del suo genio satirico, riuniti oggi in due volumi – il primo dedicato alle storie dell’orrore, il secondo a quelle di guerra e a quelle fantastiche – da Fanucci Editore per il pubblico italiano.
Ambrose Gwynnette Bierce, nato nell’Ohio nel 1842, dopo la guerra di Secessione collaborò con il San Francisco News and Commercial Advertiser, per il quale scrisse articoli dal linguaggio crudo e aggressivo ove attaccava i personaggi pubblici dell’epoca. Trasferitosi a Londra, pubblicò i suoi primi volumi di scritti satirici (Nuggest and Dust e The Fiend’s Delight nel 1872, Cobwebs from an Empty Skull nel 1874), nei quali è possibile cogliere già la netta propensione per il grottesco e l’orrido, elementi che caratterizzeranno la sua intera opera. Tornato negli Stati Uniti nel 1875, fu a lungo direttore dell’Examiner, rinnovando profondamente lo stile giornalistico americano. Nel 1891 pubblicò la raccolta Tales of Soldiers and Civilians (edita qualche anno dopo col titolo In the Midst of Life), guadagnandosi ben presto la fama di scrittore horror. Pubblicò in seguito (senza riunirli organicamente) altri racconti fantastici, versi satirici, Tall Stories, il volume Fantastic Fables (una raccolta di favole classiche riviste in chiave ironica) la sua opera più nota, The Devil’s Dictionary, nel quale raccolse tutti gli aforismi e le brevi, taglienti considerazioni che aveva iniziato a pubblicare nel 1881 sul Wasp di San Francisco e che diventeranno presto popolarissimi. Nel 1908 decise di raccogliere i suoi scritti nei dodici volumi The Collected Works of Ambrose Bierce. Nel 1914 partì per il Messico, mentre era in corso la ribellione di Pancho Villa (suo conoscente), e morì in circostanze misteriose lo stesso anno.

“Rimarrà per sempre uno dei più grandi testimoni, uno dei critici più intransigenti, colui che ha dato la forma definitiva a più di un genere letterario” Clifton Fadiman
Per la prima volta editi in una raccolta organica i Racconti di Ambrose Bierce, pioniere letterario dei suoi tempi e grande ispiratore della letteratura moderna. Prima di partire per il Messico, dal quale non avrebbe fatto ritorno, “Bitter” Bierce lasciò dietro di sé la fama di intransigente critico dei suoi tempi e più di novanta racconti, perfetta espressione del suo genio satirico, riuniti oggi in due volumi – il primo dedicato alle storie dell’orrore, il secondo a quelle di guerra e a quelle fantastiche – da Fanucci Editore per il pubblico italiano.
Ambrose Gwynnette Bierce, nato nell’Ohio nel 1842, dopo la guerra di Secessione collaborò con il San Francisco News and Commercial Advertiser, per il quale scrisse articoli dal linguaggio crudo e aggressivo ove attaccava i personaggi pubblici dell’epoca. Trasferitosi a Londra, pubblicò i suoi primi volumi di scritti satirici (Nuggest and Dust e The Fiend’s Delight nel 1872, Cobwebs from an Empty Skull nel 1874), nei quali è possibile cogliere già la netta propensione per il grottesco e l’orrido, elementi che caratterizzeranno la sua intera opera. Tornato negli Stati Uniti nel 1875, fu a lungo direttore dell’Examiner, rinnovando profondamente lo stile giornalistico americano. Nel 1891 pubblicò la raccolta Tales of Soldiers and Civilians (edita qualche anno dopo col titolo In the Midst of Life), guadagnandosi ben presto la fama di scrittore horror. Pubblicò in seguito (senza riunirli organicamente) altri racconti fantastici, versi satirici, Tall Stories, il volume Fantastic Fables (una raccolta di favole classiche riviste in chiave ironica) la sua opera più nota, The Devil’s Dictionary, nel quale raccolse tutti gli aforismi e le brevi, taglienti considerazioni che aveva iniziato a pubblicare nel 1881 sul Wasp di San Francisco e che diventeranno presto popolarissimi. Nel 1908 decise di raccogliere i suoi scritti nei dodici volumi The Collected Works of Ambrose Bierce. Nel 1914 partì per il Messico, mentre era in corso la ribellione di Pancho Villa (suo conoscente), e morì in circostanze misteriose lo stesso anno.

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Superga 1949

«In tutta l’Italia c’era chi pur non avendo mai potuto mettere piede al “Filadelfia” sognava di vedere e cercava di replicare le incursioni di Grezar e le reti di Ossola, i tackle di Ballarin e i dribbling di Maroso, la grinta di Castigliano e la classe di Menti, per tacere ovviamente delle imprese già leggendarie di Mazzola.»
Almeno fino a quella maldetta domenica di maggio di settantant’anni fa quando, dopo una partita amichevole con la squadra del Benfica, l’intera squadra del Torino Calcio salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa e finì invece per schiantarsi contro la Basilica di Superga, avvolta nella nebbia. Quella sera scompare una squadra leggendaria, capace di dominare il calcio italiano e di conquistare grande prestigio internazionale.
Fu un lutto non solo per i tifosi «granata» e per i torinesi, ma per l’Italia intera. Come racconta Giuseppe Culicchia in queste pagine emozionanti, il Grande Torino era da tempo al di sopra del tifo campanilistico: un orgoglio per tutti e il simbolo della rinascita di un Paese uscito distrutto dalla guerra.
Nella narrazione di quei giorni, del dramma e dei suoi protagonisti, riscopriamo una pagina della nostra storia che è un inno all’impegno della gioventù e alla lealtà di uno sport che vorremmo più pulito e capace di unire anziché di dividere.

«In tutta l’Italia c’era chi pur non avendo mai potuto mettere piede al “Filadelfia” sognava di vedere e cercava di replicare le incursioni di Grezar e le reti di Ossola, i tackle di Ballarin e i dribbling di Maroso, la grinta di Castigliano e la classe di Menti, per tacere ovviamente delle imprese già leggendarie di Mazzola.»
Almeno fino a quella maldetta domenica di maggio di settantant’anni fa quando, dopo una partita amichevole con la squadra del Benfica, l’intera squadra del Torino Calcio salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa e finì invece per schiantarsi contro la Basilica di Superga, avvolta nella nebbia. Quella sera scompare una squadra leggendaria, capace di dominare il calcio italiano e di conquistare grande prestigio internazionale.
Fu un lutto non solo per i tifosi «granata» e per i torinesi, ma per l’Italia intera. Come racconta Giuseppe Culicchia in queste pagine emozionanti, il Grande Torino era da tempo al di sopra del tifo campanilistico: un orgoglio per tutti e il simbolo della rinascita di un Paese uscito distrutto dalla guerra.
Nella narrazione di quei giorni, del dramma e dei suoi protagonisti, riscopriamo una pagina della nostra storia che è un inno all’impegno della gioventù e alla lealtà di uno sport che vorremmo più pulito e capace di unire anziché di dividere.

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La Strage dei 7

È il 1999, sette amici, che si erano persi di vista, si sono ritrovati dopo tanto tempo, decidono di partire per un fine settimana all’insegna del divertimento, la loro meta è Assergi in Abruzzo, un piccolo paese vicino L’Aquila, apprezzata meta sciistica degli anni 2000. Ad aspettarli una strana padrona di casa, che nasconde un terribile segreto. È l’inizio di un incubo per i ragazzi, che non faranno mai ritorno a casa, uccisi uno dopo l’altro, vittime di un demone vendicativo.
Nel 2015 Frank Allen, un ricco americano di successo, acquista quella casa, ignaro dei fatti accaduti quindici anni prima. Sarà proprio lui a scoprire quale segreto nascondeva la padrona di casa e a dare un nome allo spietato demone, del quale conoscerà la sua implacabile sete di vendetta…
“La strage dei 7, romanzo d’esordio della scrittrice Chiara Gentili, alias Angelicah Writer, mescola la tranquilla e misteriosa quotidianità del paesino abruzzese di Assergi, in provincia dell’Aquila, con una vicenda horror in cui la cronaca è soltanto una maschera, il macabro velo che occulta una realtà difficile da accettare”. Recensione di “abruzzolike.blog”
“Ogni singola pagina risulta permeata da mistero e suspense elementi portanti che la scrittrice tratta con cura quasi maniacale”. Recensione di “OUTOUT MAGAZINE”
“La cura del dettaglio è ciò che rende questo libro consigliabile e leggibile, perché dona punti in più a tutta l’opera”. Recensione del Blog “Amante dei libri”
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### Sinossi
È il 1999, sette amici, che si erano persi di vista, si sono ritrovati dopo tanto tempo, decidono di partire per un fine settimana all’insegna del divertimento, la loro meta è Assergi in Abruzzo, un piccolo paese vicino L’Aquila, apprezzata meta sciistica degli anni 2000. Ad aspettarli una strana padrona di casa, che nasconde un terribile segreto. È l’inizio di un incubo per i ragazzi, che non faranno mai ritorno a casa, uccisi uno dopo l’altro, vittime di un demone vendicativo.
Nel 2015 Frank Allen, un ricco americano di successo, acquista quella casa, ignaro dei fatti accaduti quindici anni prima. Sarà proprio lui a scoprire quale segreto nascondeva la padrona di casa e a dare un nome allo spietato demone, del quale conoscerà la sua implacabile sete di vendetta…
“La strage dei 7, romanzo d’esordio della scrittrice Chiara Gentili, alias Angelicah Writer, mescola la tranquilla e misteriosa quotidianità del paesino abruzzese di Assergi, in provincia dell’Aquila, con una vicenda horror in cui la cronaca è soltanto una maschera, il macabro velo che occulta una realtà difficile da accettare”. Recensione di “abruzzolike.blog”
“Ogni singola pagina risulta permeata da mistero e suspense elementi portanti che la scrittrice tratta con cura quasi maniacale”. Recensione di “OUTOUT MAGAZINE”
“La cura del dettaglio è ciò che rende questo libro consigliabile e leggibile, perché dona punti in più a tutta l’opera”. Recensione del Blog “Amante dei libri”

È il 1999, sette amici, che si erano persi di vista, si sono ritrovati dopo tanto tempo, decidono di partire per un fine settimana all’insegna del divertimento, la loro meta è Assergi in Abruzzo, un piccolo paese vicino L’Aquila, apprezzata meta sciistica degli anni 2000. Ad aspettarli una strana padrona di casa, che nasconde un terribile segreto. È l’inizio di un incubo per i ragazzi, che non faranno mai ritorno a casa, uccisi uno dopo l’altro, vittime di un demone vendicativo.
Nel 2015 Frank Allen, un ricco americano di successo, acquista quella casa, ignaro dei fatti accaduti quindici anni prima. Sarà proprio lui a scoprire quale segreto nascondeva la padrona di casa e a dare un nome allo spietato demone, del quale conoscerà la sua implacabile sete di vendetta…
“La strage dei 7, romanzo d’esordio della scrittrice Chiara Gentili, alias Angelicah Writer, mescola la tranquilla e misteriosa quotidianità del paesino abruzzese di Assergi, in provincia dell’Aquila, con una vicenda horror in cui la cronaca è soltanto una maschera, il macabro velo che occulta una realtà difficile da accettare”. Recensione di “abruzzolike.blog”
“Ogni singola pagina risulta permeata da mistero e suspense elementi portanti che la scrittrice tratta con cura quasi maniacale”. Recensione di “OUTOUT MAGAZINE”
“La cura del dettaglio è ciò che rende questo libro consigliabile e leggibile, perché dona punti in più a tutta l’opera”. Recensione del Blog “Amante dei libri”
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### Sinossi
È il 1999, sette amici, che si erano persi di vista, si sono ritrovati dopo tanto tempo, decidono di partire per un fine settimana all’insegna del divertimento, la loro meta è Assergi in Abruzzo, un piccolo paese vicino L’Aquila, apprezzata meta sciistica degli anni 2000. Ad aspettarli una strana padrona di casa, che nasconde un terribile segreto. È l’inizio di un incubo per i ragazzi, che non faranno mai ritorno a casa, uccisi uno dopo l’altro, vittime di un demone vendicativo.
Nel 2015 Frank Allen, un ricco americano di successo, acquista quella casa, ignaro dei fatti accaduti quindici anni prima. Sarà proprio lui a scoprire quale segreto nascondeva la padrona di casa e a dare un nome allo spietato demone, del quale conoscerà la sua implacabile sete di vendetta…
“La strage dei 7, romanzo d’esordio della scrittrice Chiara Gentili, alias Angelicah Writer, mescola la tranquilla e misteriosa quotidianità del paesino abruzzese di Assergi, in provincia dell’Aquila, con una vicenda horror in cui la cronaca è soltanto una maschera, il macabro velo che occulta una realtà difficile da accettare”. Recensione di “abruzzolike.blog”
“Ogni singola pagina risulta permeata da mistero e suspense elementi portanti che la scrittrice tratta con cura quasi maniacale”. Recensione di “OUTOUT MAGAZINE”
“La cura del dettaglio è ciò che rende questo libro consigliabile e leggibile, perché dona punti in più a tutta l’opera”. Recensione del Blog “Amante dei libri”

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Salvimaio: Dall’inciucio al populismo: Terza Repubblica o dilettanti allo sbaraglio?

“Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”. **
### Sinossi
“Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”.

“Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”. **
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“Un governo Frankenstein e un’opposizione che non si oppone, tra l’agonia tragicomica del Pd e la spocchia sinistrorsa degli “alternativi”. Un Berlusconi inesistente e gli “intellettuali” che con Renzi stavano zitti e adesso giocano ai ribelli. Con Salvini e Di Maio al potere, tutto quello che valeva fino a pochi mesi fa non conta più. Prima c’erano i gattopardi, ora dichiarati e ora travestiti da innovatori. Adesso ci sono gli scavezzacollo, i populisti, i sovversivi. Da una parte quasi tutta l’informazione, pronta a enfatizzarne ogni errore. Dall’altra un ambizioso “governo del cambiamento” che si sforza di stare unito, al punto da smussare le uscite del ministro Fontana, glissare sui tweet del leader leghista e trovarsi concorde (Fico a parte) sul caso Diciotti. Il Salvimaio va avanti tra il “sovranismo livido” della Lega e il “giustizialismo moralista” dei 5 Stelle, con Conte a far da collante. Ma quanto può durare? E con quali conseguenze per un Paese sempre più spaccato? Andrea Scanzi torna con un nuovo pamphlet, raccontando l’attuale scenario politico italiano. Da questo libro nascerà uno spettacolo teatrale”.

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La parola del padre

L’Inquisitore accusa Caravaggio: di non ubbidire a Santa romana Chiesa, di essere un ribelle, un seguace dell’eretico Giordano Bruno, di dipingere prostitute, ubriaconi e tavernieri nella convinzione che Dio va cercato proprio lì. È un monologo in cui le parole e le espressioni del pittore si raccontano attraverso gli occhi e la voce dell’Inquisitore. Il quale è un uomo a un passo dalla morte: più volte durante il suo discorso gli mancano le forze, ed è sfiorato dai dubbi di chi sta facendo i conti con la fine e non può certo mentire a se stesso, ed è quasi tentato di riconoscere le ragioni di Caravaggio, di cedere all’ammirazione che nutre per lui. Ma sono solo istanti, perché il suo dovere è richiamare all’obbedienza, all’obbedienza dell’Autorità, all’obbedienza del Padre: il padre che è Dio, il padre che è il Papa, il padre che è il Cesare, il padre che è il genitore. Questo testo è un documento carico di tensione civile, una riflessione sull’autorità, sulla ragione critica e la difficoltà di esercitarla, è un viaggio attraverso i quadri di Caravaggio, uomo libero, è l’arringa di un potere ottuso, che si immagina nel Cinquecento ma in realtà ci parla del potere di oggi.

L’Inquisitore accusa Caravaggio: di non ubbidire a Santa romana Chiesa, di essere un ribelle, un seguace dell’eretico Giordano Bruno, di dipingere prostitute, ubriaconi e tavernieri nella convinzione che Dio va cercato proprio lì. È un monologo in cui le parole e le espressioni del pittore si raccontano attraverso gli occhi e la voce dell’Inquisitore. Il quale è un uomo a un passo dalla morte: più volte durante il suo discorso gli mancano le forze, ed è sfiorato dai dubbi di chi sta facendo i conti con la fine e non può certo mentire a se stesso, ed è quasi tentato di riconoscere le ragioni di Caravaggio, di cedere all’ammirazione che nutre per lui. Ma sono solo istanti, perché il suo dovere è richiamare all’obbedienza, all’obbedienza dell’Autorità, all’obbedienza del Padre: il padre che è Dio, il padre che è il Papa, il padre che è il Cesare, il padre che è il genitore. Questo testo è un documento carico di tensione civile, una riflessione sull’autorità, sulla ragione critica e la difficoltà di esercitarla, è un viaggio attraverso i quadri di Caravaggio, uomo libero, è l’arringa di un potere ottuso, che si immagina nel Cinquecento ma in realtà ci parla del potere di oggi.

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