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L’ultimo battito del cuore

Nell’incantevole campagna del Kent, Penelope non arriva per caso. Dopo la tragica scomparsa di Adam, il suo unico amore, in un incidente d’auto a cui lei è miracolosamente scampata, si lascia convincere a trascorrere un periodo di tempo nella magnifica tenuta di sua sorella Addison. Ma a casa dei Walker la situazione è tutt’altro che tranquilla. Il matrimonio tra Addison e Ryan, costretto su una sedia a rotelle, peggiora di giorno in giorno, così come l’umore della sorella, sempre più fredda, tagliente e scontrosa. L’unica consolazione per Penelope è prendersi cura del giardino da troppo tempo trascurato. Con l’appoggio di Ryan e l’aiuto di Tristan, il taciturno vivaista del paese, quel rettangolo di terra infestato da erbacce si arricchisce di una grande varietà di piante e fiori colorati. Tuttavia i violenti litigi con Addison, il tormento del ricordo di Adam e una serata fatale trascorsa con Ryan fanno sentire Penelope sempre più sola e in balìa delle onde del destino. L’unica voce a raggiungerla nel profondo è quella di Tristan, il primo uomo dopo Adam ad attrarla misteriosamente… Valentina Cebeni ci regala una grande storia d’amore, gelosia, rancori e segreti mai confessati. La storia romantica e struggente di una donna in cerca della sua nuova strada.

Il Secondo Aereo

«È stato l’avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà: quello, il momento determinante».
La cronaca e le riflessioni di Martin Amis su come il disprezzo per la razionalità e la frustrazione sessuale di un gruppo di fondamentalisti sono sfociati nel matrimonio da incubo tra la noia e il terrore che connota il nostro presente. Un testo provocatorio e spiazzante sull’11 settembre per quello che il «Times» ha definito «il più impegnato tra gli scrittori della nostra epoca».
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«Amis ci offre dei dispacci dal fronte politico internazionale, e allo stesso tempo un libro su ciò che significa essere uno scrittore, esserlo qui agli albori del ventunesimo secolo, con tutti i compromessi, le concessioni e le delusioni che questo comporta».
**«The Literary Review»**
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«Vorrei essere cane, scimmia o orso, tutto fuorché quel futile animale che si fa vanto d’esser razionale», scriveva Lord Rochester nella sua *Satira contro l’umanità* : era il 1675 e l’età della ragione, dell’individualismo e dell’empirismo bussava superba alle porte, naturale quindi che Rochester fosse piuttosto scettico sulla presunta assennatezza dei suoi simili. A rileggere oggi quei versi, le sue preoccupazioni appaiono decisamente premature: «un minimo di prospettiva basta ad accorgersi che l’uomo si consacra solo saltuariamente al razionale», ci dice Martin Amis. Lo dimostra il secondo aereo, perché «è stato l’avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà, il momento determinante». Nel quarto d’ora che separa il primo velivolo dal secondo si poteva ancora credere alla casualità di un incidente, foss’anche il più spettacolare della storia. Ma quando, quella mattina dell’11 settembre 2001, il secondo aereo – una massa orrorifica di tonnellate d’acciaio lanciate a più di novecento chilometri orari sopra Manhattan – si conficcò con la lucida volontà dell’intenzione nel corpo della Torre Sud, l’America non poté fare altro che prendere atto dell’implacabile odio rivolto verso di lei.
Gli attacchi terroristici, l’ascesa del fondamentalismo islamista, le guerre in Afghanistan e Iraq, i balordi sillogismi di Donald Rumsfeld, l’assalto alla razionalità illuminista, la trasformazione profonda e violenta del nostro orizzonte emotivo. Ma anche la condizione femminile, la crisi della mascolinità, le frustrazioni dello scrittore, l’inatteso legame tra terrore e noia. Tanto è stato scritto su quello «schianto morale» che è stato il crollo delle torri, nondimeno lo sguardo di Amis in questi saggi e racconti riesce a essere sorprendentemente spiazzante, coraggioso, senza timore di risultare scomodo e provocatorio.
«L’11 settembre ha accorciato la distanza che separa la realtà dal delirio. Perciò quando ne parliamo, chiamiamolo con il nome che gli compete; non diamo a intendere di aver incassato e archiviato quell’evento, quel fenomeno, senza frizioni. Non è vero. L’11 settembre continua, va avanti, con tutto il suo mistero, la sua instabilità, e il suo atroce dinamismo».

Ho cambiato idea

Perseverare.
È così che ho trascorso diciannove anni della mia vita. È quello che faccio ogni singolo giorno, a prescindere da quante probabilità giochino a mio sfavore.
Perseverare e sopravvivere.
Sono le mie due parole guida. Non ho mai conosciuto i miei genitori. Non ho una famiglia, né una casa. L’unica persona su cui abbia mai potuto contare sono io. In questo mondo crudele, è più o meno tutto ciò che ho potuto chiedere.
Amore? Haha. Non parlatemi di amore. Ho smesso di crederci tre anni fa, il giorno in cui il mio primo ragazzo mi ha spezzato il cuore.
Ecco perché l’amore è l’ultima cosa che ho in mente quando esco dal bar gremito del college con un affascinante sconosciuto. Tuttavia, tutto cambia quando una serie di colpi martellanti sulla porta mi sveglia nel cuore della notte. All’improvviso, un patto destinato a durare solo una notte rischia di diventare qualcosa di molto più profondo.
Tutte le mie aspettative vengono gettate al vento quando sono coinvolta in un mondo pericoloso, più di quanto potessi immaginare. L’uomo che ho incontrato è attanagliato da segreti che lo avvolgono come un mantello scuro. Sto per diventarne il suo più grande…

Come Inciampare Nel Principe Azzurro

**Numero 1 nelle classifiche italiane**
Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha
il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende affatto facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!
**Un’autrice da mezzo milione di copie
Vincitrice del Premio Bancarella
Numero 1 in classifica**
«Il romanzo di Anna Premoli conferma una certezza: mai sottovalutare l’odio professionale.»
**Corriere della Sera**
«Il primo vero caso italiano di self-publishing fortunato.»
**La Stampa**
«Di certo è già un caso. Il genere è luxury romance, tra finanza e castelli di famiglia.»
**Panorama**
«Un romanzo scanzonato su amori (im)possibili e sfide sul lavoro.»
**Tu Style**
**Anna Premoli**
È nata nel 1980 in Croazia e vive a Milano, dove si è laureata alla Bocconi. Lavora nel campo degli investimenti finanziari per una holding di partecipazioni. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. *Ti prego lasciati odiare* è stato il libro fenomeno del 2013: è stato per mesi ai primi posti nella classifica, i diritti cinematografici sono stati opzionati dalla Colorado Film e ha vinto il Premio Bancarella. I suoi romanzi sono tradotti in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche *Come inciampare nel principe azzurro* ; *Finché amore non ci separi* ; *Tutti i difetti che amo di te* ; *Un giorno perfetto per innamorarsi* ; *L’amore non è mai una cosa semplice* ; *L’importanza di chiamarti amore* ; *È solo una storia d’amore* ; *Un imprevisto chiamato amore* e *Non ho tempo per amarti.*

Cielo arido

“Cielo arido” è la storia di un uomo, Germán Alcántara Carnero, che, senza saperlo, è stato il suo secolo. La storia degli uomini e delle donne che gli sono stati vicini e della brulla meseta su cui l’autore distilla l’essenza di una terra selvaggia. Un luogo arido dove solitudine e violenza, colpa e redenzione sono l’unica scala di valori che conferisce un senso all’esistenza. Raccontato a partire dagli istanti memorabili della vita del protagonista – la fuga, le vicissitudini di una guerra infinita, la scomparsa di una bambina, lo scontro tra padre e figlio, la nascita di un bambino storpio, un omicidio – “Cielo arido” è un viaggio verso il cuore dell’essere umano e una sfida lanciata al lettore con le armi della grande letteratura.

Ciclismo & doping. Armstrong: così fan tutti

Lo tsunami che ha investito il ciclismo con l’indagine su Lance Armstrong è ancor più grande di quello che ha investito la politica italiana. Si sapeva che nel ciclismo, un’attività massacrante al limite della resistenza umana, correvano delle “bombe” condannate a parole, ma non vietate. Se ne parlava senza falsi pudori e anche Coppi auspicava di trovare qualcosa che lo aiutasse nelle salite.
Oggi però è arrivato uno tsunami forza 10 a radere al suolo uno degli sport più amati e più affascinanti di tutti i tempi. Ma dagli anni ’80 in poi il doping ematico, sfuggendo ai controlli, ha dilagato nel plotone dei corridori: il ricorso all’ormone della vittoria (EPO) si è generalizzato come condizione imprescindibile per trionfare. “No dope, no hope” è diventato il “verbo” dei ciclisti e del loro entourage. Sono quasi 900 i professionisti che negli ultimi trent’anni sono caduti nella rete dell’antidoping; sono 47 i vincitori del Tour trovati positivi in carriera. Numeri impressionanti. Pantani, il Pirata che regalò sogni cavalcando Alpi e Pirenei, se n’è andato per sempre con questo peso. Il mito di Armstrong, il superman che vinse il cancro e sette Tour, è finito a pezzi tra documenti e testimonianze raccolte dall’USADA, l’agenzia antidoping USA. Il processo di Madrid contro Eufemiano Fuentes, il medico-stregone dell’Operación Puerto ha gettato nel fango SuperMario Cipollini.
Un’ecatombe che questo ebook di Aldo Bernacchi, da leggere nel tempo di un telegiornale sportivo, ricostruisce con accuratezza, partecipazione e rammarico. È proprio “tutto sbagliato, tutto da rifare”, diceva Gino Bartali, il ciclista senza macchia di Ponte a Ema. **
### Sinossi
Lo tsunami che ha investito il ciclismo con l’indagine su Lance Armstrong è ancor più grande di quello che ha investito la politica italiana. Si sapeva che nel ciclismo, un’attività massacrante al limite della resistenza umana, correvano delle “bombe” condannate a parole, ma non vietate. Se ne parlava senza falsi pudori e anche Coppi auspicava di trovare qualcosa che lo aiutasse nelle salite.
Oggi però è arrivato uno tsunami forza 10 a radere al suolo uno degli sport più amati e più affascinanti di tutti i tempi. Ma dagli anni ’80 in poi il doping ematico, sfuggendo ai controlli, ha dilagato nel plotone dei corridori: il ricorso all’ormone della vittoria (EPO) si è generalizzato come condizione imprescindibile per trionfare. “No dope, no hope” è diventato il “verbo” dei ciclisti e del loro entourage. Sono quasi 900 i professionisti che negli ultimi trent’anni sono caduti nella rete dell’antidoping; sono 47 i vincitori del Tour trovati positivi in carriera. Numeri impressionanti. Pantani, il Pirata che regalò sogni cavalcando Alpi e Pirenei, se n’è andato per sempre con questo peso. Il mito di Armstrong, il superman che vinse il cancro e sette Tour, è finito a pezzi tra documenti e testimonianze raccolte dall’USADA, l’agenzia antidoping USA. Il processo di Madrid contro Eufemiano Fuentes, il medico-stregone dell’Operación Puerto ha gettato nel fango SuperMario Cipollini.
Un’ecatombe che questo ebook di Aldo Bernacchi, da leggere nel tempo di un telegiornale sportivo, ricostruisce con accuratezza, partecipazione e rammarico. È proprio “tutto sbagliato, tutto da rifare”, diceva Gino Bartali, il ciclista senza macchia di Ponte a Ema.

Chi Ha Sbagliato Più Forte

“Chi vincerà? Ci vuole un cambiamento di costume, culturale. Vincerà chi capisce che il gioco è cambiato e che bisogna farne uno completamente nuovo. Ci volevano un altro tipo di persone, un altro modo di fare politica. Un’altra solidità, un altro rigore. Un’altra integrità.” Nanni MorettiDal sogno della Canzone popolare di Ivano Fossati, l’inno dell’Ulivo, ai centouno che a volto coperto hanno eliminato Romano Prodi dalla corsa per il Quirinale. Dalla democrazia dei cittadini alla palude delle larghe intese. È il risultato di una guerra civile a sinistra durata vent’anni. Una catena di ambizioni personali, rivalità tra capi, logiche di conservazione degli apparati che ha spezzato la speranza di un partito nuovo e ha condotto a sconfitte disastrose. Una debolezza culturale, istituzionale, perfino etica, che si è conclusa con una catastrofe. Questa è la prima storia del centrosinistra della Seconda Repubblica, in presa diretta. Un diario personale e politico. Con le voci di quattro protagonisti, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Arturo Parisi, e di un testimone d’eccezione, Nanni Moretti. Le vittorie, le cadute, i duelli. I leader e i personaggi minori, le loro debolezze e i voltafaccia, le rivelazioni di un traditore. Ma anche il racconto del popolo dell’Ulivo, che si muove come un fiume carsico e irrompe a sorpresa. I movimenti, i girotondi, le file ai gazebo delle primarie che spesso capovolgono i risultati già scritti: un’incredibile riserva di passione e di militanza nei tempi delle appartenenze liquide e dell’anti-politica crescente. Il ritratto di una, due generazioni che non ci stanno a farsi tradire da chi ha sbagliato più forte.

Che cos’è l’arte?

Che cos’è l’arte? È questo l’eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l’arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l’autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l’arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un’opera d’arte è la capacità di dare corpo a un’idea, di esprimerla per mezzo di un “fare artistico” che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l’arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta. Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell’arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l’autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni – prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia – che hanno segnato il progresso dell’arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento…

Attraverso L’Atlantico in Pallone

La fervida immaginazione di Salgàri non si ferma alle avventure di Sandokan o del Corsaro nero, ma va decisamente oltre. Una prova tangibile di ciò è senz’altro Attraverso l’Atlantico in pallone, breve ma appassionante romanzo pubblicato nel 1896. Sorta di versione italiana de Il Giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne, il libro ha per protagonista Mister Ned Kelly, miliardario americano e ingegnere di talento. Quest’ultimo raccoglie la difficile sfida di raggiungere, a bordo di un pallone aerostatico (il “Washington”) da lui stesso ideato, l’Africa. L’impresa prende avvio dall’America e consiste nell’attraversare l’immenso oceano Atlantico. Sul “Washington” salgono pure Simone, aiutante di Mr. Kelly, e Harry O’Donnell, leader dei ribelli irlandesi e ricercato dalla polizia inglese. Imprevisti di ogni genere, calamità naturali (un uragano), incontri/scontri con mostri marini (un polpo gigante) e pescecani, rendono il testo veramente godibile.
Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri nasce a Verona il 21 agosto 1862. Scrittore incredibilmente prolifico è, senz’altro, ancora oggi il più popolare autore italiano di romanzi d’avventura. Personaggi come Sandokan, Yanez de Gomera e il Corsaro Nero fanno tuttora parte, grazie anche alle numerose trasposizione cinematografiche e televisive delle sue opere, dell’immaginario collettivo. La mole della sua produzione romanzesca è impressionante (200 opere se si considerano anche i racconti) ed è il frutto di tempi di lavoro massacranti. Egli è anche considerato uno dei precursori della fantascienza in Italia. L’eccessivo lavoro, una situazione familiare difficile e i numerosi debiti lo portano al suicidio, avvenuto a Torino il 25 aprile del 1911.

Tecnologia ed etica

“È inevitabile che sulla nostra Terra sovrappopolata noi facciamo permanentemente tutti gli errori ecologici possibili, ed è innegabile che vigilare è necessario; potremmo allora fare un buon uso di qualcosa come un movimento verde razionale. Ma è altrettanto chiaro che in questo campo non si ottiene nulla senza l’aiuto delle scienze naturali e della tecnica”. Questo il messaggio di Karl Popper, universalmente annoverato tra i massimi filosofi del XX secolo, contro quelle esagerazioni dei Verdi che – pur necessarie “per dare una scossa al mondo” – “sono assai pericolose e hanno portato a peggiori abusi”. Da qui, il suo ammonimento: “Cercate di vedere il mondo per ciò che sicuramente può venir considerato: come un luogo meraviglioso che noi, come giardinieri, possiamo ancora migliorare e coltivare. E in questo cercate di usare la modestia di un giardiniere esperto, il quale sa che molti dei suoi tentativi falliranno”. E ancora: “Non sappiamo come siamo vivi su questo meraviglioso, piccolo pianeta; e neppure perché dovrebbe esistervi qualcosa come la vita a rendere così bello il nostro pianeta. Ma eccoci qui e abbiamo motivo per stupircene ed essere grati”. **

Lettere a Theo

“Caro Theo”: per molto tempo, dall’agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, due giorni prima di morire dopo essersi sparato un colpo di rivoltella, Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo con una costanza che trova il solo termine di paragone nell’amore che egli nutriva per lui. Per molto tempo Theo fu il suo unico interlocutore; sempre fu quello privilegiato, il solo cui confidò le pene della mente e del cuore. Del resto, le lettere a Theo (qui presentate in una scelta che riprende, con qualche variante, la versione integrale apparsa in Italia nel 1959) costituiscono la gran parte dell’epistolario vangoghiano. Dalla giovinezza alla piena maturità, esse ci permettono di seguire, quasi quotidianamente, la vicenda artistica e umana del grande pittore. **

Il Mistero Del Male

Compiendo il ‘gran rifiuto’, Benedetto XVI ha dato prova non di viltà, ma di un coraggio che acquista oggi un senso e un valore esemplari. La sua decisione richiama con forza l’attenzione sulla distinzione fra due principi essenziali della nostra tradizione etico-politica, di cui le nostre società sembrano aver perduto ogni consapevolezza: la legittimità e la legalità. Se la crisi che la nostra società sta attraversando è così profonda e grave, è perché essa non mette in questione soltanto la legalità delle istituzioni, ma anche la loro legittimità; non soltanto, come si ripete troppo spesso, le regole e le modalità dell’esercizio del potere, ma il principio stesso che lo fonda e legittima.Il ‘mistero del male’, di cui parla l’apostolo Paolo, non è un cupo dramma teologico che trattiene la fine dei tempi e paralizza e rende enigmatica e ambigua ogni azione, ma un dramma storico in cui l’Ultimo Giorno coincide col presente e in cui ciascuno è chiamato a fare senza riserve e senza ambiguità la sua parte.

Giovanni E Nori

Giovanni Pesce, nomi di battaglia Ivaldi e Visone Onorina Brambilla Pesce detta Nori, nome di battaglia Sandra Due vite unite dalla passione politica e dall’amore. Una storia nella Storia. Giovanni Pesce, comandante partigiano responsabile dei Gap di Torino e di Milano, è stato un protagonista della Resistenza e della Liberazione. Giovanissimo ha aderito al Partito comunista e combattuto nelle Brigate internazionali contro Franco. Tornato in Italia, è catturato e mandato al confino. Per lui, giovane proletario emigrato con poca cultura, l’incontro a Ventotene con il fior fiore dell’antifascismo diventa fondamentale. Liberato intorno all’estate del 1943, dopo l’arresto di Mussolini e l’armistizio dell’8 settembre, inizia la clandestinità, prima a Torino, poi a Milano. Per Giovanni, primula rossa dell’antifascismo italiano, saranno mesi di azioni militari avventurose, leggendarie, coraggiose, drammatiche. Proprio nella Milano occupata dai nazisti, stremata, affamata, disseminata di luoghi dell’orrore, avviene l’incontro di una vita: i due partigiani Giovanni e Nori si conoscono, si innamorano e non si lasciano più. Le loro vite si intrecciano indissolubilmente con la lotta antifascista: i Gap colpiscono, attaccano e fanno azioni di guerriglia, i tedeschi arrestano, torturano, uccidono. Nella città crocevia di spie e delatori al servizio del nemico, Nori cade in un’imboscata e viene deportata. È l’ultima separazione perché insieme, Giovanni e Nori, rimarranno tutta la vita, condividendo e facendo sulla propria pelle la storia di quegli anni.

Con gli alberi contro

“Raccontare un solo anno del mio paese, uno qualunque, diciamo il 1957, o anche un solo suo mese, luglio, per esempio, o un solo suo giorno, diciamo il 6. Impossibile. E, tuttavia, quel giorno, quel mese e quell’anno dentro di noi esistono, devono esistere: c’eravamo, camminavamo per la strada, scavavamo carbone, tagliavamo boschi, camminavamo per la strada, come descrivere la strada di una città (per esempio Cracovia) in modo che chi ascolta ne percepisca il traffico, l’atmosfera, la sua natura perdurante e insieme mutevole, il suo odore e il suo frastuono, come descriverla in modo che la vedano?” Tratto da “Giungla polacca” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 36333.

Accordi di chitarra For Dummies

Quasi 400 accordi, dai più semplici ai più complessi – Schemi e foto per illustrare ogni accordo – Un aiuto concreto con i consigli di uno specialista.
Siete chitarristi principianti? Volete imparare a decifrare gli schemi e a suonare gli accordi giusti? Vi piacerebbe avere sempre sott’occhio tutti gli accordi che vi possono servire? Siete chitarristi esperti e volete lavorare su sonorità più complesse e arricchire i vostri accompagnamenti con nuovi ambienti sonori? Ecco allora la vostra ‘bibbia’: una guida pratica che presenta una trentina di tipi di accordo per ognuna delle dodici tonalità.