3937–3952 di 4048 risultati

Il sermone sulla caduta di Roma

Perché un mondo nasca bisogna che ne muoia un altro, solo le cose eterne sono eterne: è l’assioma che sottintende a questo romanzo travolgente in cui si accavallano per tre generazioni le vicende di un’unica famiglia originaria di un paesino della Corsica. Ognuno di noi durante la propria vita crea un mondo fatto di legami, di progetti e di sogni che si cancella con la propria morte. E così Marcel, nato poco dopo la Prima guerra mondiale, passa attraverso la malattia infantile, l’emigrazione sul continente, la Seconda guerra mondiale, il matrimonio, l’esperienza nell’Africa coloniale francese e la vecchiaia componendo un mondo che si esaurisce con lui, non diversamente da quello che accade a Matthieu, il nipote, che due generazioni dopo rivoluziona la vita del paesino corso aprendo un movimentato bar che richiama gente da tutta la regione e dove si svolgono vicende al limite del surreale in un crescendo catartico che porterà, ancora una volta, allo spegnersi del mondo da lui creato. Bisogna credere nei mondi che creiamo? Bisogna illudersi che siano eterni? O seguire l’ammonimento di Agostino, vescovo di Ippona, che risponde allo sgomento dei fedeli per la caduta di Roma a opera dei visigoti dichiarando la vanità delle cose terrene?
**

Il Seminatore

Quando entra nella sinagoga più importante di Parigi, il ragazzo ha soltanto diciassette anni. È una vittima, ma anche un carnefice: la bomba sotto le sue vesti esplode, provocando una strage. È solo il primo di una serie di attentati di matrice religiosa che costringono Anne Dumont, colonnello dei servizi segreti francesi, a un’indagine serrata, una corsa contro il tempo prima che la falce si abbatta nuovamente, spargendo altro sangue. Anne Dumont però non sa che questi attentati sono parte di un piano ancora più ambizioso e allo stesso tempo devastante. A tramare nell’ombra, una figura che si fa chiamare Il Seminatore e che si avvale di armi sofisticate, non soltanto fisiche. Dispone infatti di un sistema di infiltrazione informatica capace di gettare l’intero mondo occidentale nel caos. Qual è il suo scopo? Dove si nasconde? La Dumont scoprirà che il nemico muove le sue trame dal cuore stesso del Vaticano. E quando, a Roma, Giulio Valente, ex colonnello dell’intelligence, riceve l’inaspettata visita della collega dei servizi segreti francesi, sua vecchia amica, capisce di dover tornare in azione. Perché anche la Casa Bianca sta dando la caccia al Seminatore…
**
### Sinossi
Quando entra nella sinagoga più importante di Parigi, il ragazzo ha soltanto diciassette anni. È una vittima, ma anche un carnefice: la bomba sotto le sue vesti esplode, provocando una strage. È solo il primo di una serie di attentati di matrice religiosa che costringono Anne Dumont, colonnello dei servizi segreti francesi, a un’indagine serrata, una corsa contro il tempo prima che la falce si abbatta nuovamente, spargendo altro sangue. Anne Dumont però non sa che questi attentati sono parte di un piano ancora più ambizioso e allo stesso tempo devastante. A tramare nell’ombra, una figura che si fa chiamare Il Seminatore e che si avvale di armi sofisticate, non soltanto fisiche. Dispone infatti di un sistema di infiltrazione informatica capace di gettare l’intero mondo occidentale nel caos. Qual è il suo scopo? Dove si nasconde? La Dumont scoprirà che il nemico muove le sue trame dal cuore stesso del Vaticano. E quando, a Roma, Giulio Valente, ex colonnello dell’intelligence, riceve l’inaspettata visita della collega dei servizi segreti francesi, sua vecchia amica, capisce di dover tornare in azione. Perché anche la Casa Bianca sta dando la caccia al Seminatore…

Il segreto di Gotham

Quando Lucy Adams piomba nelle ‘Tombe’, la centrale della polizia newyorkese, per denunciare la sparizione della sorella e del figlio, il detective Timothy Wilde non può lontanamente immaginare che cosa con quel caso andrà a scoperchiare. Setacciando i bassifondi della città, invasi in quegli anni da torme di immigrati irlandesi ridotti alla fame, e infilandosi nei salotti degli affari e della grande politica, Timothy e il fratello Valentine scopriranno un’orribile tratta di persone, e un inestricabile intreccio di corruzione, violenza e razzismo.
‘Un romanzo spettacolare’.
**Gillian Flynn**
‘Il giorno in cui le accadde il peggio – e con ‘peggio’ intendo quella tragedia, quell’atrocità oltre ogni limite di sopportazione che per impedirla moriresti, per impedirla uccideresti – Lucy Adams stava lavorando in un negozio di fiori, e sistemava rose di serra scarlatte e arancioni i cui colori avrebbero fatto sfigurare un tramonto di mezza estate. Quanto poco venni a sapere di lei, il giorno che la conobbi. Drammaticamente poco. I dettagli sarebbero venuti in seguito. Molto dopo la volta in cui le dissi che io, Timothy Wilde, stella di rame numero 107 e difensore di chiunque diavolo mi paresse, avrei rimesso tutto a posto’.
(source: Bol.com)

Il Secondo Sesso

Nel 1949 esce ‘Il secondo sesso’ che fece, allo stesso tempo, successo e scandalo. Con veemenza da polemista di razza, de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna e i relativi attributi. In questo saggio l’autrice si esprime in un linguaggio nuovo, parla di controllo delle nascite e di aborto, sfida i cultori del bel sesso con ”le ovaie e la matrice”. Affronta temi il tema della sessualità, il lesbismo, la prostituzione, l’educazione religiosa e la maternità, indicando alle donne la via per l’indipendenza e l’emancipazione. Provocando il pubblico conservatore, de Beauvoir cerca riconoscimento personale e solidarietà collettiva, e li avrà: l’opera, di respiro universale, è diventata una tra le fondamentali del Novecento. Prefazione di Julia Kristeva. Postfazione di Liliana Rampello.

(source: Bol.com)

Il Sangue Che Resta

Anno del Signore 1606. Nella residenza reale di Hampton Court è di scena il Macbeth, la tragedia più cupa e inquietante di William Shakespeare. L’atteso debutto, però, si macchia di sangue: uno degli attori trova la morte in un delitto che riecheggia l’efferata violenza della finzione scenica. Da allora, per la gente di teatro, il Macbeth diventa il “dramma scozzese”, la tragedia innominabile perché maledetta. Quattrocento anni dopo, nel castello di Dunsinnan dove fu assassinato Macbeth, viene ritrovato il cadavere di una donna uccisa in quello che sembra un macabro sacrificio pagano. Proprio qui, sulle gelide colline scozzesi, una compagnia di attori si è radunata per le prove di una nuova messinscena del Macbeth diretta da Kate Stanley, brillante studiosa che di Shakespeare conosce ogni riferimento all’occulto. Quando l’attrice che interpreta Lady Macbeth sparisce all’improvviso, la leggenda della maledizione riaccende antiche superstizioni e paure. E Kate, tormentata da spaventose visioni notturne, capisce che questa volta il pericolo è assolutamente reale. Solo cercando tra le pagine di una versione perduta dell'”opera senza nome”, Kate potrà scoprire l’identità di un serial killer inafferrabile, e sventare il crudele disegno che fa di lei stessa la prossima vittima. Nel Sangue che resta Jennifer Lee Carrell riporta in scena Kate Stanley, l’eroina di W., protagonista di un perverso gioco ad alta tensione sulle tracce del segreto più oscuro di Shakespeare.

Il Sacrilegio

Un’autrice da 100.000 copie
Un grande thriller
Dall’autrice del bestseller Il carnefice
Una donna rapita.
Un sadico omicidio.
Chi è il cacciatore e chi la preda?
Un capanno lontano dalla città e avvolto nel buio.
Due ragazze legate a una sedia, una di fronte all’altra. Cos’hanno in comune? Apparentemente nulla. Solo una serata trascorsa a bere nello stesso bar di Torino. Eppure qualcuno le ha stordite, rapite e rinchiuse in un luogo che odora di morte. Si accanisce contro una di loro, torturandola fino a ucciderla. Ma non Giuditta: l’ignoto carnefice ha deciso di lasciarla andare. E ora lei ha un solo obiettivo: allontanarsi da lì e mantenere una promessa. «Via Exilles 12. Emma. Promettilo. Emma»: le ultime parole della ragazza rapita insieme a Giud. La sorpresa non tarderà ad arrivare: Emma è una bambina di cinque anni e la casa in cui vive rivela torbidi e inquietanti particolari sulla madre che non vedrà mai più. Cosa nascondeva quella donna? E chi voleva vendicarsi di lei? Giud scava, indaga nella sua vita, senza che nulla emerga. Qual è il particolare che le sfugge? Forse è qualcosa che la sua memoria ha voluto rimuovere…
Una grande firma del thriller italiano
Torna l’autrice di Il carnefice
Migliaia di lettori ne sono caduti vittima
«Il risultato finale è un gradevole intrattenimento che gronda sangue. Da leggere in compagnia.»
Corriere della Sera
«Il ritmo è quello del thriller di genere a stelle e strisce, farcito di sottotrame molto made in Italy, con ambientazioni e personaggi che ricordano la Torino gelida di Mimmo Calopresti e quella borghese di Fruttero & Lucentini.»
Giuseppe Di Piazza, Corriere della Sera
«Un racconto crudo e tagliente che punta a replicare il successo del precedente Il Carnefice.»
Panorama.it
Francesca Bertuzzi
È nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha pubblicato Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011, Il sacrilegio e La belva.

Il ragazzo selvatico

Paolo ha trent’anni e si sente senza forze, sperduto, sfiduciato: gli sembra di non andare da nessuna parte. Così lascia la città dov’è nato e cresciuto e se ne va a stare in montagna, in una baita a duemila metri. Qui, nella solitudine quasi totale, riscopre una vita più essenziale e rapporti umani sinceri con gli unici due vicini di casa. La storia vera di una fuga e di un viaggio per ritrovare se stessi, per fare i conti con il passato, una lotta a mani nude contro il dolore. Un libro forte e commovente da una delle migliori voci della narrativa italiana.
**
### Sinossi
Paolo ha trent’anni e si sente senza forze, sperduto, sfiduciato: gli sembra di non andare da nessuna parte. Così lascia la città dov’è nato e cresciuto e se ne va a stare in montagna, in una baita a duemila metri. Qui, nella solitudine quasi totale, riscopre una vita più essenziale e rapporti umani sinceri con gli unici due vicini di casa. La storia vera di una fuga e di un viaggio per ritrovare se stessi, per fare i conti con il passato, una lotta a mani nude contro il dolore. Un libro forte e commovente da una delle migliori voci della narrativa italiana.

Il porto delle nebbie

«Una donna disposta a sfruttare se stessa, corpo e anima, senza restrizioni, senza scrupoli morali e senza misticismo, è una forza della natura paragonabile al­l’elettricità, di cui si governano i capricci senza mai penetrarne il mistero originario»: è questa, per quanto «scandalosa» e «immorale» possa sembrare (e al­l’e­poca la stampa non mancò di rimarcarlo), la conclusione alla quale giunge l’autore sulla soglia dell’epilogo del “Porto delle nebbie”. Ma tant’è: dei cinque personaggi che il destino fa incontrare, una notte di neve, in una bettola di Mont­martre (quel Lapin Agile che solo molti anni dopo diventerà famoso), l’unica a cavarsela davvero sarà Nelly, la fille de cabaret «al tempo stesso candida e furba» che finora non ha fatto altro che passare «attraverso l’esisten­za come una foglia morta, una foglia bionda spazzata dal vento». Al termine della memorabile notte trascorsa al Lapin Agile, dove sono stati costretti ad affrontare a colpi di pistola una banda di malviventi acquattati nel buio, i quattro uomini – il giovane squattrinato che aspetta un’avventura da «acchiappare al volo», il disertore della marina coloniale, il pittore tedesco che intuisce la presenza della morte nei luoghi che dipinge e l’inquietante macellaio dalle «terribili mani» – si avvieranno tutti verso un destino variamente funesto, mentre Nelly andrà incontro alla vita con passo da «conquistatrice». È stato Céline, nel 1938, a scrivere su Mac Orlan parole de­finitive: «Aveva già visto tutto, capito tutto, inventato tutto».

IL NATALE GENOVESE – O DENA’ ZENEIZE

Il Natale a Genova e nelle sue vallate al tempo in cui i bastimenti andavano a vapore, i bambini dicevano le preghiere prima si andare a letto, le nonne agucchiavano scialletti, raccontando favole ai nipotini, seduti davanti al camino. Gli usi e i costumi civili e religiosi, i riti in famiglia, il clima natalizio in città e nei villaggi dei monti appenninici.
**
### Sinossi
Il Natale a Genova e nelle sue vallate al tempo in cui i bastimenti andavano a vapore, i bambini dicevano le preghiere prima si andare a letto, le nonne agucchiavano scialletti, raccontando favole ai nipotini, seduti davanti al camino. Gli usi e i costumi civili e religiosi, i riti in famiglia, il clima natalizio in città e nei villaggi dei monti appenninici.

Il mostro

Straordinaria storia d’intolleranza in un’America crudele, che alla carità oppone l’egoismo di massa, l’alienazione, il perverso amore per fuorvianti consuetudini quali oggi, per esempio, scorgiamo nel paranoico bisogno di armi e del loro uso.
Stephen Crane visse appena 29 anni, nei quali concentrò esperienze intense e un’attività di scrittore che portò la grande narrativa americana a scrutare una realtà sociale marchiata da violenze, ingiustizie, sofferenze. Negli anni di Crane l’America stava crescendo sospinta dallo sviluppo industriale e da fenomeni sociali quali l’immigrazione e l’emancipazione dei neri. Aumentavano con il benessere anche l’emarginazione e la cecità sociale di un paese troppo concentrato sulla corsa alla ricchezza. È nell’acutezza dei suoi ritratti psicologici, nella capacità di cogliere il linguaggio della gente vera e degli emarginati, nonché le disumane realtà della guerra, che Crane si impone come uno dei grandi, riconosciuti precursori e fondatori del realismo americano.
**
### Sinossi
Straordinaria storia d’intolleranza in un’America crudele, che alla carità oppone l’egoismo di massa, l’alienazione, il perverso amore per fuorvianti consuetudini quali oggi, per esempio, scorgiamo nel paranoico bisogno di armi e del loro uso.
Stephen Crane visse appena 29 anni, nei quali concentrò esperienze intense e un’attività di scrittore che portò la grande narrativa americana a scrutare una realtà sociale marchiata da violenze, ingiustizie, sofferenze. Negli anni di Crane l’America stava crescendo sospinta dallo sviluppo industriale e da fenomeni sociali quali l’immigrazione e l’emancipazione dei neri. Aumentavano con il benessere anche l’emarginazione e la cecità sociale di un paese troppo concentrato sulla corsa alla ricchezza. È nell’acutezza dei suoi ritratti psicologici, nella capacità di cogliere il linguaggio della gente vera e degli emarginati, nonché le disumane realtà della guerra, che Crane si impone come uno dei grandi, riconosciuti precursori e fondatori del realismo americano.

Il Mondo Fino a Ieri

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall’alfabetizzazione all’obesità, la maggior parte di noi dà per scontate alcune caratteristiche della modernità, ma per la quasi interezza dei suoi sei milioni di anni di vita la società umana non ha conosciuto nulla di tutto ciò. E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un’idea di com’era il nostro antico stile di vita. Società come quella degli abitanti degli altipiani guineani ci ricordano che, in termini evoluzionistici, le cose sono cambiate soltanto di recente, e questo libro ci offre un affascinante ritratto di prima mano di ciò che per decine di migliaia di anni è stata la vita dell’umanità, soffermandosi sul significato che le differenze fra quel passato ormai quasi scomparso e il nostro presente hanno per l’uomo di oggi.
*Il mondo fino a ieri* è il libro piú personale scritto da Jared Diamond, che attinge a piene mani a decenni di lavoro sul campo nelle isole del Pacifico e da testimonianze sugli inuit, gli indios dell’Amazzonia, i san del Kalahari e molti altri popoli. Diamond non idealizza romanticamente le società tradizionali: alcune fra le loro pratiche restano per noi inaccettabili, ma è importante riconoscere dove e quando le loro esperienze hanno fruttato dei passi avanti nella società e nel comportamento umani. Egli ci indica quindi motivi di ammirazione e lezioni degne di essere imparate, a partire dall’approccio tradizionale a questioni universali come il trattamento degli anziani, l’allevamento dei figli, la risoluzione delle controversie, la valutazione del rischio e la salvaguardia del benessere fisico e della salute.
* * *
«Le società tradizionali rappresentano migliaia di esperimenti millenari nel campo dell’organizzazione umana, esperimenti che non possiamo ripetere riprogettando di sana pianta intere società, per poi osservarne i risultati dopo decenni; se vogliamo imparare qualcosa, dobbiamo farlo là dove gli esperimenti sono già stati compiuti. Quando scopriamo che cosa significa vivere in modo tradizionale scopriamo anche aspetti di cui siamo felici di esserci liberati, e questo ci aiuta ad apprezzare meglio le società moderne; di fronte ad altri aspetti proviamo invece un senso di invidia e di perdita tout court, o magari ci chiediamo se non sarebbe il caso di riadattarli e riadottarli anche noi in maniera selettiva. Di sicuro invidiamo per esempio l’assenza di malattie non contagiose legate allo stile di vita occidentale, mentre possiamo desiderare di reintegrare solo alcuni aspetti dei metodi di risoluzione pacifica dei conflitti, di educazione dei figli, di trattamento degli anziani, di vigilanza nei confronti dei pericoli e del multilinguismo.
Con questo libro mi auguro quindi di riuscire almeno a comunicare ai miei lettori il fascino che provo davanti alle tante e variegate forme di organizzazione della vita escogitate da altri popoli del mondo. Al di là di questo fascino, ciascuno sarà libero di provare a capire se qualcosa di ciò che cosí bene funziona per loro non potrebbe forse funzionare altrettanto bene per lui e per noi tutti come società».

Il mistero femminile

La donna pensa con il cuore, delicato, emotivo, sentimentale. L’uomo pensa con l’intelletto, logico, razionale, privo di fantasia. Le vie del cuore e dell’intelletto sono opposte ed è per questo che l’uomo e la donna discutono e faticano a capirsi. Ma, spiega Osho, la donna è un meraviglioso mistero per l’uomo. Tuttavia amore, fiducia, bellezza, sincerità, verità, autenticità… sono tutte qualità femminili, e sono tutte di gran lunga più grandi di qualsiasi qualità possieda il maschile. Ma la femminilità si estende ben oltre il genere sessuale e per potersi esprimere appieno deve coltivare le sue caratteristiche uniche. L’intero passato è stato purtroppo dominato dall’uomo e dalle sue qualità troppo orientate alla conquista e al dominio del mondo. Ecco perché il maschile lasciato a se stesso facilmente genera guerre e devastazioni; lo sviluppo delle qualità femminili diviene dunque centrale se non l’unica speranza per il futuro dell’umanità. Ne Il mistero femminile Osho prende in esame l’essenza della femminilità in tutte le sue espressioni e in ogni momento della vita. E lo fa con lo sguardo del grande maestro spirituale.

Il mistero della cripta sepolta

Parigi, cimitero del Père-Lachaise. Una coppia di turisti, tra cui il figlio di un senatore degli Stati Uniti, viene trovata morta davanti alla tomba di Jim Morrison. Le indagini sono affidate a Hugo Marston, capo della sicurezza dell’ambasciata americana. L’identità dell’altra vittima, una donna legata a un estremista islamico, indurrebbe a seguire la pista terroristica. Ma la notte successiva, nonostante la stretta sorveglianza, nello stesso cimitero vengono trafugati i resti di una celebre ex ballerina del Moulin Rouge. C’è un collegamento fra i due misfatti? Marston ne è convinto e si mette sulle tracce di quello che sembra un fantasma, un killer che agisce indisturbato protetto dall’oscurità e reso ancora più inquietante da una macabra ossessione. Poco tempo dopo, in un altro cimitero, saranno trafugate le ossa di un’altra nota ballerina. Sullo sfondo di una città fascinosa e inquietante inizia una spietata caccia all’uomo, che porterà Marston a rischiare la vita per scoprire i segreti terribili che si celano dietro questa oscura rete di delitti.

(source: Bol.com)

Il mio libro dei dolci fatti in casa

In questo volume ci sono i dolci che tutti conosciamo e amiamo. Sono dolci spesso semplici negli ingredienti ma preziosi perché ”sanno di casa”, di festa in famiglia. Laura Rangoni, che di cibo si occupa da studiosa ma prima di tutto da appassionata, ha raccolto e sperimentato le ricette dei dolci tradizionali della sua famiglia, dei dolci ”di casa” dei suoi amici e dei dolci tipici di altri paesi, e ci offre questo ”quaderno di ricette della nonna”, con i consigli e i segreti per realizzare i dolci più golosi. Dalla semplice crema alla più elaborata torta Sacher, c’è un dolce per ogni occasione e per ogni livello di abilità in cucina. Le ricette sono spiegate in modo semplice e chiaro e con la guida di Laura chiunque potrà cimentarsi nella preparazione di vere ghiottonerie, per regalare a sé e agli altri qualcosa di buono e rendere ogni momento una festa.
(source: Bol.com)