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Beautiful Face – Choice

Stabilmente #1 su fiction romance ragazzi kobo, più volte ai vertici di classifica su Apple ibookStore categoria ragazzi.
*CERCA LA NUOVA EDIZIONE (Cover Fucsia) COMPLETAMENTE RINNOVATA E INEDITA CON PARAGRAFI AGGIUNTIVI*
Beautiful Face – Choice, sorprendente seguito di Beautiful Face.
Da Winter Harbor a Roma e New York, nuove appassionanti vicende di amore e conflitto attendono tutti i personaggi incontrati nel primo romanzo, fino all’emozionante imprevedibile finale.
Edgar Anthony Somerset è vivo ed è pronto a lottare di nuovo per la sua Isy.
Steven Moore nascosto sotto la nuova identità di Edgar Carlton è deciso a riprendersi Samy.
Ognuno dei due la desidera, ma nel cuore sono ancora feriti per le indecisioni di colei che volevano solo per se.
Due rivali con lo stesso volto. Dinamite pronta a esplodere.
E Samantha? Questa volta come reagirà? Seguirà la ragione, il cuore o i sensi?
Ma soprattutto…che conseguenze avranno le sue azioni?
Dovrà lottare contro i suoi errori e capire i suoi veri sentimenti per non rischiare di perdere veramente tutto.
Beautiful Face – Choice.
La scelta è solo l’inizio.
NOTA IMPORTANTE: La versione attuale di Beautiful Face-Choice è la New Edition con la Cover Colorata che trovate regolarmente in vendita sui principali ebook store.
AVVISO AI LETTORI DI KOBO: Purtroppo per un disguido, non ancora risolto da Smashwords, chi scarica da Kobo la New Edition si ritrova poi dentro al file epub l’edizione precedente con la vecchia Cover, mi scuso per il protrarsi del disagio con i lettori di Kobo.
AVVISO AI LETTORI DI IBOOKSTORE:
Nonostante la richiesta di distribuzione sia stata inoltrata da tempo da smashwords su Apple store permangono al momento scaricabili solo le vecchie edizioni, mi scuso per il protrarsi del disagio con i lettori di Apple.

Stabilmente #1 su fiction romance ragazzi kobo, più volte ai vertici di classifica su Apple ibookStore categoria ragazzi.
*CERCA LA NUOVA EDIZIONE (Cover Fucsia) COMPLETAMENTE RINNOVATA E INEDITA CON PARAGRAFI AGGIUNTIVI*
Beautiful Face – Choice, sorprendente seguito di Beautiful Face.
Da Winter Harbor a Roma e New York, nuove appassionanti vicende di amore e conflitto attendono tutti i personaggi incontrati nel primo romanzo, fino all’emozionante imprevedibile finale.
Edgar Anthony Somerset è vivo ed è pronto a lottare di nuovo per la sua Isy.
Steven Moore nascosto sotto la nuova identità di Edgar Carlton è deciso a riprendersi Samy.
Ognuno dei due la desidera, ma nel cuore sono ancora feriti per le indecisioni di colei che volevano solo per se.
Due rivali con lo stesso volto. Dinamite pronta a esplodere.
E Samantha? Questa volta come reagirà? Seguirà la ragione, il cuore o i sensi?
Ma soprattutto…che conseguenze avranno le sue azioni?
Dovrà lottare contro i suoi errori e capire i suoi veri sentimenti per non rischiare di perdere veramente tutto.
Beautiful Face – Choice.
La scelta è solo l’inizio.
NOTA IMPORTANTE: La versione attuale di Beautiful Face-Choice è la New Edition con la Cover Colorata che trovate regolarmente in vendita sui principali ebook store.
AVVISO AI LETTORI DI KOBO: Purtroppo per un disguido, non ancora risolto da Smashwords, chi scarica da Kobo la New Edition si ritrova poi dentro al file epub l’edizione precedente con la vecchia Cover, mi scuso per il protrarsi del disagio con i lettori di Kobo.
AVVISO AI LETTORI DI IBOOKSTORE:
Nonostante la richiesta di distribuzione sia stata inoltrata da tempo da smashwords su Apple store permangono al momento scaricabili solo le vecchie edizioni, mi scuso per il protrarsi del disagio con i lettori di Apple.

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Bassure

L’opera è composta da diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l’inquietante tensione de L’orazione funebre, che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre. Ne Il bagno svevo conosciamo tutta la famiglia: il bambino più piccolo, la madre, il padre, la nonna, il nonno, che approfittano dello stesso bagno caldo, dello stesso sapone, per lavarsi, uno dopo l’altro, per poi tutti insieme sedersi a vedere il film del sabato. Completa il quadro La mia famiglia, dove l’autrice approfondisce ognuno dei personaggi e traccia il loro albero genealogico. Queste tre prime scene sono il preambolo di Bassure, il capitolo più lungo, dominato dalla ricchezza lirica della prosa e l’iridescenza poetica dei pensieri. La natura si fa protagonista, con i fiori, le acacie, le mosche, i maiali, le rane, i gatti e un’infinità di elementi e personaggi che vanno a formare il quadro più colorito dell’opera, per manifestare la sofferenza, l’isolamento e l’abbandono in cui versano la sua famiglia e il villaggio svevo. Per essere ancora più chiara, la bambina racconta il lavoro del padre in Pere marce. La ritroviamo mentre balla in Tango soffocante e, convertita in adolescente, balla anche ne La finestra. Apparirà ne L’uomo con la scatola di fiammiferi. Racconta le vacanze dei genitori al mare, parla della sua solitudine, della successione dei dittatori, degli assassini della mafia, fino a descrivere in un Giorno feriale la sua vita in fabbrica.
(source: Bol.com)

L’opera è composta da diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l’inquietante tensione de L’orazione funebre, che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre. Ne Il bagno svevo conosciamo tutta la famiglia: il bambino più piccolo, la madre, il padre, la nonna, il nonno, che approfittano dello stesso bagno caldo, dello stesso sapone, per lavarsi, uno dopo l’altro, per poi tutti insieme sedersi a vedere il film del sabato. Completa il quadro La mia famiglia, dove l’autrice approfondisce ognuno dei personaggi e traccia il loro albero genealogico. Queste tre prime scene sono il preambolo di Bassure, il capitolo più lungo, dominato dalla ricchezza lirica della prosa e l’iridescenza poetica dei pensieri. La natura si fa protagonista, con i fiori, le acacie, le mosche, i maiali, le rane, i gatti e un’infinità di elementi e personaggi che vanno a formare il quadro più colorito dell’opera, per manifestare la sofferenza, l’isolamento e l’abbandono in cui versano la sua famiglia e il villaggio svevo. Per essere ancora più chiara, la bambina racconta il lavoro del padre in Pere marce. La ritroviamo mentre balla in Tango soffocante e, convertita in adolescente, balla anche ne La finestra. Apparirà ne L’uomo con la scatola di fiammiferi. Racconta le vacanze dei genitori al mare, parla della sua solitudine, della successione dei dittatori, degli assassini della mafia, fino a descrivere in un Giorno feriale la sua vita in fabbrica.
(source: Bol.com)

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Il bandito dell’Isola

Noto come il bandito dell’Isola, quartiere milanese un tempo abitato da malavitosi, Ezio Barbieri è stato il nemico pubblico numero uno del dopoguerra. Nel 1945, in una Milano affamata e semidistrutta, con Sandro Bezzi dà vita alla banda della Aprilia nera, ancora oggi una delle bande mitiche per tutti gli appassionati di noir e storie criminali. A bordo di una scattante Lancia Aprilia sfuggivano alle forze dell’ordine dopo aver rapinato banche e facoltosi industriali, scorrerie in stile Robin Hood che spesso terminavano con la distribuzione di parte del bottino tra gli abitanti del quartiere.Dopo una serie di evasioni e la morte violenta di Bezzi, Barbieri si ritrova protagonista, suo malgrado, della più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la Pasqua Rossa di San Vittore. Condannato a trent’anni comincia una lunga odissea nei peggiori penitenziari d’Italia e solo nel 1971 inizia in Sicilia una nuova vita da uomo libero, come stimato commerciante di vini. Alle soglie dei novant’anni Barbieri ricostruisce per la prima volta la sua vita avventurosa, dalla Milano del dopoguerra all’odissea nelle nostre peggiori carceri, una biografia ricca di aneddoti sui personaggi cult della storia criminale italiana.
**
### Recensione
In molti, anche in Italia, si sono posti la seguente domanda: è giusto raccontare le gesta di famosi criminali realmente esistiti, con il rischio di tramutarli da volgari malfattori a modelli di riferimento? Il tutto, se vi ricordate, venne allo scoperto nel momento in cui la serie televisiva Romanzo Criminale, tratta dal bel libro di Giancarlo De Cataldo, divenne un culto per molti spettatori, soprattutto adolescenti. Per il lancio della seconda stagione, spuntarono all’EUR a Roma i busti dei protagonisti. Statue raffiguranti assassini e ladri? Sia mai! E scattarono le polemiche. Il problema risiede nella presunta incapacità del pubblico di separare il piano del reale da quello del racconto. Dal punto di vista letterario, c’è poco da fare, i criminali sono personaggi incredibilmente affascinanti, che si prestano facilmente all’epica. Il loro muoversi al di fuori degli schemi, la loro lotta solitaria contro un sistema evidentemente più forte di loro, li eleva facilmente all’eroismo. Quello che però proviamo per loro sulla carta, rimane nei libri. Negli ultimi anni, forse anche a causa di queste polemiche, la letteratura criminale s’è avvicinata molto a quella documentaristica. Il già citato romanzo di De Cataldo, le famose trasmissioni di Lucarelli (e tutti i vari tentativi di imitazione), ne sono dei chiari esempi. Lo scopo è quello di raccontare il più fedelmente possibile, aiutandosi con testimonianze, documenti o reperti, storie incredibili, spettacolari. Questa volta ci spostiamo a Milano, per la precisione nel quartiere Isola, per raccontare la storia di Ezio Barbieri detto appunto Il Bandito dell’Isola. La storia di Barbieri viene ricostruita pezzo per pezzo, dall’infanzia fino al primo giorno di novembre del 2012, data del novantesimo compleanno del Barbieri, dallo studioso di Storia Criminale Nicola Erba. Si parte proprio da un veloce ma efficace inquadramento storico della Milano prima della Seconda guerra mondiale, per poi approfondire non solo la storia di Barbieri, che rimane comunque al centro del libro, ma anche tutto quello che lo circondava: il rapporto con una Forza di Polizia che in quegli anni tentava di trovare un’identità tra partigiani ed ex fascisti, le alleanze e le guerre tra amici e “colleghi” come quella con Sandro Bezzi, le sanguinose rivolte nel carcere di San Vittore, la cocaina, una Milano che cambiava in continuazione le proprie caratteristiche e un’Isola che invece rimaneva sempre quella di un tempo. Nel libro si alternano aneddoti esaltanti, come la storia della famosa Aprilia nera targata come sfottò 777 (il primo numero di pronto intervento della polizia milanese) con cui Barbieri mise a segno alcune spettacolari rapine, e parti più prettamente storiche, gestite comunque in maniera egregia e snella da Erba. A questo vanno aggiunti i ricordi in prima persona dello stesso Barbieri, intervistato a lungo da Erba, che rendono Il Bandito dell’Isola una storia tangibile, reale e per questo emozionante. Un ottimo documento storico, indicato soprattutto a chi ha confidenza con la città di Milano.
recensione di “www.bookdetector.com”
### Sinossi
Noto come il bandito dell’Isola, quartiere milanese un tempo abitato da malavitosi, Ezio Barbieri è stato il nemico pubblico numero uno del dopoguerra. Nel 1945, in una Milano affamata e semidistrutta, con Sandro Bezzi dà vita alla banda della Aprilia nera, ancora oggi una delle bande mitiche per tutti gli appassionati di noir e storie criminali. A bordo di una scattante Lancia Aprilia sfuggivano alle forze dell’ordine dopo aver rapinato banche e facoltosi industriali, scorrerie in stile Robin Hood che spesso terminavano con la distribuzione di parte del bottino tra gli abitanti del quartiere.Dopo una serie di evasioni e la morte violenta di Bezzi, Barbieri si ritrova protagonista, suo malgrado, della più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la Pasqua Rossa di San Vittore. Condannato a trent’anni comincia una lunga odissea nei peggiori penitenziari d’Italia e solo nel 1971 inizia in Sicilia una nuova vita da uomo libero, come stimato commerciante di vini. Alle soglie dei novant’anni Barbieri ricostruisce per la prima volta la sua vita avventurosa, dalla Milano del dopoguerra all’odissea nelle nostre peggiori carceri, una biografia ricca di aneddoti sui personaggi cult della storia criminale italiana.

Noto come il bandito dell’Isola, quartiere milanese un tempo abitato da malavitosi, Ezio Barbieri è stato il nemico pubblico numero uno del dopoguerra. Nel 1945, in una Milano affamata e semidistrutta, con Sandro Bezzi dà vita alla banda della Aprilia nera, ancora oggi una delle bande mitiche per tutti gli appassionati di noir e storie criminali. A bordo di una scattante Lancia Aprilia sfuggivano alle forze dell’ordine dopo aver rapinato banche e facoltosi industriali, scorrerie in stile Robin Hood che spesso terminavano con la distribuzione di parte del bottino tra gli abitanti del quartiere.Dopo una serie di evasioni e la morte violenta di Bezzi, Barbieri si ritrova protagonista, suo malgrado, della più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la Pasqua Rossa di San Vittore. Condannato a trent’anni comincia una lunga odissea nei peggiori penitenziari d’Italia e solo nel 1971 inizia in Sicilia una nuova vita da uomo libero, come stimato commerciante di vini. Alle soglie dei novant’anni Barbieri ricostruisce per la prima volta la sua vita avventurosa, dalla Milano del dopoguerra all’odissea nelle nostre peggiori carceri, una biografia ricca di aneddoti sui personaggi cult della storia criminale italiana.
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### Recensione
In molti, anche in Italia, si sono posti la seguente domanda: è giusto raccontare le gesta di famosi criminali realmente esistiti, con il rischio di tramutarli da volgari malfattori a modelli di riferimento? Il tutto, se vi ricordate, venne allo scoperto nel momento in cui la serie televisiva Romanzo Criminale, tratta dal bel libro di Giancarlo De Cataldo, divenne un culto per molti spettatori, soprattutto adolescenti. Per il lancio della seconda stagione, spuntarono all’EUR a Roma i busti dei protagonisti. Statue raffiguranti assassini e ladri? Sia mai! E scattarono le polemiche. Il problema risiede nella presunta incapacità del pubblico di separare il piano del reale da quello del racconto. Dal punto di vista letterario, c’è poco da fare, i criminali sono personaggi incredibilmente affascinanti, che si prestano facilmente all’epica. Il loro muoversi al di fuori degli schemi, la loro lotta solitaria contro un sistema evidentemente più forte di loro, li eleva facilmente all’eroismo. Quello che però proviamo per loro sulla carta, rimane nei libri. Negli ultimi anni, forse anche a causa di queste polemiche, la letteratura criminale s’è avvicinata molto a quella documentaristica. Il già citato romanzo di De Cataldo, le famose trasmissioni di Lucarelli (e tutti i vari tentativi di imitazione), ne sono dei chiari esempi. Lo scopo è quello di raccontare il più fedelmente possibile, aiutandosi con testimonianze, documenti o reperti, storie incredibili, spettacolari. Questa volta ci spostiamo a Milano, per la precisione nel quartiere Isola, per raccontare la storia di Ezio Barbieri detto appunto Il Bandito dell’Isola. La storia di Barbieri viene ricostruita pezzo per pezzo, dall’infanzia fino al primo giorno di novembre del 2012, data del novantesimo compleanno del Barbieri, dallo studioso di Storia Criminale Nicola Erba. Si parte proprio da un veloce ma efficace inquadramento storico della Milano prima della Seconda guerra mondiale, per poi approfondire non solo la storia di Barbieri, che rimane comunque al centro del libro, ma anche tutto quello che lo circondava: il rapporto con una Forza di Polizia che in quegli anni tentava di trovare un’identità tra partigiani ed ex fascisti, le alleanze e le guerre tra amici e “colleghi” come quella con Sandro Bezzi, le sanguinose rivolte nel carcere di San Vittore, la cocaina, una Milano che cambiava in continuazione le proprie caratteristiche e un’Isola che invece rimaneva sempre quella di un tempo. Nel libro si alternano aneddoti esaltanti, come la storia della famosa Aprilia nera targata come sfottò 777 (il primo numero di pronto intervento della polizia milanese) con cui Barbieri mise a segno alcune spettacolari rapine, e parti più prettamente storiche, gestite comunque in maniera egregia e snella da Erba. A questo vanno aggiunti i ricordi in prima persona dello stesso Barbieri, intervistato a lungo da Erba, che rendono Il Bandito dell’Isola una storia tangibile, reale e per questo emozionante. Un ottimo documento storico, indicato soprattutto a chi ha confidenza con la città di Milano.
recensione di “www.bookdetector.com”
### Sinossi
Noto come il bandito dell’Isola, quartiere milanese un tempo abitato da malavitosi, Ezio Barbieri è stato il nemico pubblico numero uno del dopoguerra. Nel 1945, in una Milano affamata e semidistrutta, con Sandro Bezzi dà vita alla banda della Aprilia nera, ancora oggi una delle bande mitiche per tutti gli appassionati di noir e storie criminali. A bordo di una scattante Lancia Aprilia sfuggivano alle forze dell’ordine dopo aver rapinato banche e facoltosi industriali, scorrerie in stile Robin Hood che spesso terminavano con la distribuzione di parte del bottino tra gli abitanti del quartiere.Dopo una serie di evasioni e la morte violenta di Bezzi, Barbieri si ritrova protagonista, suo malgrado, della più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la Pasqua Rossa di San Vittore. Condannato a trent’anni comincia una lunga odissea nei peggiori penitenziari d’Italia e solo nel 1971 inizia in Sicilia una nuova vita da uomo libero, come stimato commerciante di vini. Alle soglie dei novant’anni Barbieri ricostruisce per la prima volta la sua vita avventurosa, dalla Milano del dopoguerra all’odissea nelle nostre peggiori carceri, una biografia ricca di aneddoti sui personaggi cult della storia criminale italiana.

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La banda di Asakusa

Tokyo, anni Venti. L’euforia della modernità sembra concentrarsi tutta in un solo quartiere: Asakusa. Che Kawabata racconta in un romanzo pieno di ritmo e di mistero. Protagonisti: attori, ballerine, funamboli, geishe, bottegai, vagabondi, prostitute e furfanti di ogni sorta. E fra tutti una donna affascinante che cambia vestiti e personalità a ogni sua apparizione: ispira amore, ma insegue vendetta. Un romanzo finora inedito in Italia, che ci mostra un Kawabata diverso da quello che conosciamo: impegnato a esprimere la sua città attraverso le musiche, i colori, i personaggi più marginali e vitali.
***
«In questo romanzo corale il personaggio di maggiore rilievo è senza dubbio lei. Dotata di un carattere forte e deciso, che ricorda una “lama tagliente”, Yumiko non si ferma davanti a nulla e continua a muoversi senza sosta per Asakusa, irrequieta eppure completamente a suo agio in quell’ambiente. La incontriamo in più occasioni nel corso del romanzo, ogni volta con un travestimento diverso: abito stile charleston, kimono tradizionale, uniforme da bigliettaia, venditrice d’olio in costume paesano. Ogni incontro con Yumiko è fonte di sorpresa, suspense e divertimento. La protagonista appare sfuggente e inafferrabile, perfino nella scena finale del romanzo».
**Dalla prefazione di Costantino Pes**
(source: Bol.com)

Tokyo, anni Venti. L’euforia della modernità sembra concentrarsi tutta in un solo quartiere: Asakusa. Che Kawabata racconta in un romanzo pieno di ritmo e di mistero. Protagonisti: attori, ballerine, funamboli, geishe, bottegai, vagabondi, prostitute e furfanti di ogni sorta. E fra tutti una donna affascinante che cambia vestiti e personalità a ogni sua apparizione: ispira amore, ma insegue vendetta. Un romanzo finora inedito in Italia, che ci mostra un Kawabata diverso da quello che conosciamo: impegnato a esprimere la sua città attraverso le musiche, i colori, i personaggi più marginali e vitali.
***
«In questo romanzo corale il personaggio di maggiore rilievo è senza dubbio lei. Dotata di un carattere forte e deciso, che ricorda una “lama tagliente”, Yumiko non si ferma davanti a nulla e continua a muoversi senza sosta per Asakusa, irrequieta eppure completamente a suo agio in quell’ambiente. La incontriamo in più occasioni nel corso del romanzo, ogni volta con un travestimento diverso: abito stile charleston, kimono tradizionale, uniforme da bigliettaia, venditrice d’olio in costume paesano. Ogni incontro con Yumiko è fonte di sorpresa, suspense e divertimento. La protagonista appare sfuggente e inafferrabile, perfino nella scena finale del romanzo».
**Dalla prefazione di Costantino Pes**
(source: Bol.com)

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Il bacio più breve della storia

Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l’orchestra suona *It’s Now or Never*. Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l’eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l’aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l’uno all’altra.
Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?

Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l’orchestra suona *It’s Now or Never*. Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l’eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l’aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l’uno all’altra.
Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?

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L’Avvocato

L’avvocato by Victor Methos
E se la tua vita fosse nelle mani di una giuria?
Un grande thriller
Il primo sconvolgente caso di Brigham Theodore
A corto di soldi e ambizione, il giovane avvocato Brigham Theodore decide di farsi assumere in un piccolo studio legale a Salt Lake City. Dopo la delusione per la sconfitta in tribunale nel suo primo processo è convinto che la sua carriera sia finita. Ma il suo capo, un ambiguo russo-americano, gli affida inaspettatamente un caso delicatissimo. La cliente è Amanda Pierce, accusata di aver sparato all’uomo che ha rapito, torturato e ucciso la sua bambina di sei anni. Una giuria potrebbe anche simpatizzare per lei a causa del suo terribile dolore, ma la legge non è mai stata tollerante con chi si fa giustizia da solo, e la pena che pende sul suo capo è l’esecuzione. L’accusa, come se non bastasse, è in mano a Vince Dale, il procuratore che non ha mai perso una causa. Non c’è dubbio che Amanda abbia premuto il grilletto: l’ha fatto di fronte a cinque testimoni. Se si dichiarasse colpevole eviterebbe la pena di morte, ma dovrebbe ammettere che ciò che ha fatto era sbagliato. D’altra parte, una dichiarazione di non colpevolezza potrebbe mettere a rischio per sempre la carriera di Brigham. E la vita stessa di Amanda.
Un caso complesso e intricato per l’avvocato Brigham Theodore, ma lui non ha alcuna intenzione di arrendersi.
Un’intensa suspense che cresce durante le fasi del processo.
I segreti hanno il potere di unire le persone contro il resto del mondo
«La trama è così convincente che non è stata una sorpresa scoprire che fosse ispirata a un processo realmente avvenuto.»
«Un romanzo emozionante e avvincente, pieno di suspense. Perfetto per i lettori di Grisham e Connelly.»
**Victor Methos**
È nato a Kabul, in Afghanistan, e ha vissuto in Pakistan e in Iran prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Parla fluentemente numerose lingue mediorientali, ha studiato scienze, filosofia e storia delle religioni all’Università dello Utah prima di iscriversi alla Law School. Come procuratore si è specializzato in crimini violenti e attualmente è avvocato.

L’avvocato by Victor Methos
E se la tua vita fosse nelle mani di una giuria?
Un grande thriller
Il primo sconvolgente caso di Brigham Theodore
A corto di soldi e ambizione, il giovane avvocato Brigham Theodore decide di farsi assumere in un piccolo studio legale a Salt Lake City. Dopo la delusione per la sconfitta in tribunale nel suo primo processo è convinto che la sua carriera sia finita. Ma il suo capo, un ambiguo russo-americano, gli affida inaspettatamente un caso delicatissimo. La cliente è Amanda Pierce, accusata di aver sparato all’uomo che ha rapito, torturato e ucciso la sua bambina di sei anni. Una giuria potrebbe anche simpatizzare per lei a causa del suo terribile dolore, ma la legge non è mai stata tollerante con chi si fa giustizia da solo, e la pena che pende sul suo capo è l’esecuzione. L’accusa, come se non bastasse, è in mano a Vince Dale, il procuratore che non ha mai perso una causa. Non c’è dubbio che Amanda abbia premuto il grilletto: l’ha fatto di fronte a cinque testimoni. Se si dichiarasse colpevole eviterebbe la pena di morte, ma dovrebbe ammettere che ciò che ha fatto era sbagliato. D’altra parte, una dichiarazione di non colpevolezza potrebbe mettere a rischio per sempre la carriera di Brigham. E la vita stessa di Amanda.
Un caso complesso e intricato per l’avvocato Brigham Theodore, ma lui non ha alcuna intenzione di arrendersi.
Un’intensa suspense che cresce durante le fasi del processo.
I segreti hanno il potere di unire le persone contro il resto del mondo
«La trama è così convincente che non è stata una sorpresa scoprire che fosse ispirata a un processo realmente avvenuto.»
«Un romanzo emozionante e avvincente, pieno di suspense. Perfetto per i lettori di Grisham e Connelly.»
**Victor Methos**
È nato a Kabul, in Afghanistan, e ha vissuto in Pakistan e in Iran prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Parla fluentemente numerose lingue mediorientali, ha studiato scienze, filosofia e storia delle religioni all’Università dello Utah prima di iscriversi alla Law School. Come procuratore si è specializzato in crimini violenti e attualmente è avvocato.

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Le Avventure Di Arthur Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket)

Le avventure di Arthur Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket) by Edgar Allan Poe
Romanzo horror che narra come il giovane Arthur Gordon Pym in cerca di avventura, si imbarca di nascosto con la complicità dell’amico Augustus Barnard su una baleniera. Tutto sembra filare liscio quando un giorno la nave cade preda di un ammutinamento che segnerà l’inizio di una serie di avventure dalle atmosfere inquietanti e dai risvolti macabri. Libro in lingua originale inglese con traduzione in italiano.

Le avventure di Arthur Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket) by Edgar Allan Poe
Romanzo horror che narra come il giovane Arthur Gordon Pym in cerca di avventura, si imbarca di nascosto con la complicità dell’amico Augustus Barnard su una baleniera. Tutto sembra filare liscio quando un giorno la nave cade preda di un ammutinamento che segnerà l’inizio di una serie di avventure dalle atmosfere inquietanti e dai risvolti macabri. Libro in lingua originale inglese con traduzione in italiano.

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Le attenuanti sentimentali

Partiamo dall’inizio. Da quando per sfuggire al traffico sferzante della città, e provare a contrastare l’insonnia, Antonio compra una bicicletta.
La notte, però, continuano ad assalirlo pensieri che si susseguono indisciplinatamente: una sorta di ‘intasamento democratico’ in cui il problema del riscaldamento globale ha lo stesso valore di un bottone dei pantaloni che si stacca. Ma proprio da quel magma prende forma l’idea di girare un documentario sui sentimenti, che mischi neuroscienza, biologia evolutiva e psicologia: C’è chimica tra noi. Perché gli uomini e le donne oggi sembra che in amore si siano scambiati i ruoli? Siamo davanti a una mutazione antropologica? C’entra il fatto che per piú di un milione di anni siamo stati cacciatori- raccoglitori e il sesso non necessitava di estenuanti dichiarazioni? Bisogna intervistare senz’altro Luigi, affidabile libertino e pittore sensibile alle sfumature del cielo, e coinvolgere nel progetto Paola, produttrice single, piena di empatia, il cui ‘languore negli occhi è un tintinnio di malessere’.
Ma il disordine delle notti si ricompone al mattino, quando i figli fanno colazione e tocca accompagnarli a scuola – Brando fissato con il calcio, Marianna alle prese con la creatività e i suoi cascami.
Cominciano cosí giornate fatte di aerei da prendere per lavoro – ogni volta con l’ansia di arrivare troppo tardi, in barba al cliché del meridionale pigro -, consigli di classe dove accapigliarsi sul cibo biologico in mensa e ‘cene bislacche’ in cui giocando ai mimi si finisce per rivelare aspetti terribili del proprio carattere.
Aggiungeteci il funambolico tentativo di tenere a bada gli automatismi da maschio casertano che porterebbero Antonio a corteggiare tutte le donne, e l’avversione viscerale per il fanatismo ecologista. Cosí la realizzazione del documentario si allontana, e quel sentimento dolceamaro della delusione rischia di prendere il sopravvento, perché ‘mica la parola amore rende la vita migliore, no, semmai la rende possibile, migliore certo che no’.
Antonio Pascale compone un caleidoscopio abrasivo, divertentissimo, incastrando alla perfezione scene brillanti e riflessioni sovversive. Ci restituisce cosí la complessità del nostro tempo e dei sentimenti, perché si può parlare dei massimi sistemi raccontando di quanto sia difficile trovare un parcheggio alla propria bici, o al proprio cuore.

(source: Bol.com)

Partiamo dall’inizio. Da quando per sfuggire al traffico sferzante della città, e provare a contrastare l’insonnia, Antonio compra una bicicletta.
La notte, però, continuano ad assalirlo pensieri che si susseguono indisciplinatamente: una sorta di ‘intasamento democratico’ in cui il problema del riscaldamento globale ha lo stesso valore di un bottone dei pantaloni che si stacca. Ma proprio da quel magma prende forma l’idea di girare un documentario sui sentimenti, che mischi neuroscienza, biologia evolutiva e psicologia: C’è chimica tra noi. Perché gli uomini e le donne oggi sembra che in amore si siano scambiati i ruoli? Siamo davanti a una mutazione antropologica? C’entra il fatto che per piú di un milione di anni siamo stati cacciatori- raccoglitori e il sesso non necessitava di estenuanti dichiarazioni? Bisogna intervistare senz’altro Luigi, affidabile libertino e pittore sensibile alle sfumature del cielo, e coinvolgere nel progetto Paola, produttrice single, piena di empatia, il cui ‘languore negli occhi è un tintinnio di malessere’.
Ma il disordine delle notti si ricompone al mattino, quando i figli fanno colazione e tocca accompagnarli a scuola – Brando fissato con il calcio, Marianna alle prese con la creatività e i suoi cascami.
Cominciano cosí giornate fatte di aerei da prendere per lavoro – ogni volta con l’ansia di arrivare troppo tardi, in barba al cliché del meridionale pigro -, consigli di classe dove accapigliarsi sul cibo biologico in mensa e ‘cene bislacche’ in cui giocando ai mimi si finisce per rivelare aspetti terribili del proprio carattere.
Aggiungeteci il funambolico tentativo di tenere a bada gli automatismi da maschio casertano che porterebbero Antonio a corteggiare tutte le donne, e l’avversione viscerale per il fanatismo ecologista. Cosí la realizzazione del documentario si allontana, e quel sentimento dolceamaro della delusione rischia di prendere il sopravvento, perché ‘mica la parola amore rende la vita migliore, no, semmai la rende possibile, migliore certo che no’.
Antonio Pascale compone un caleidoscopio abrasivo, divertentissimo, incastrando alla perfezione scene brillanti e riflessioni sovversive. Ci restituisce cosí la complessità del nostro tempo e dei sentimenti, perché si può parlare dei massimi sistemi raccontando di quanto sia difficile trovare un parcheggio alla propria bici, o al proprio cuore.

(source: Bol.com)

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L’assistente ideale

Diciamoci la verità, Adel Simon è una persona normale. Drammaticamente normale. In più detesta la sua vita, detesta essere quello che è e detesta il suo lavoro a Lione. Allora perché parlare di Adel? Perché per una volta e per puro caso le viene permesso di vivere per qualche giorno la vita che in realtà vorrebbe e di essere non più la semplice correttrice di bozze della Seine Rouge, ma un’avvenente escort dallo scintillante guardaroba estivo. Antoine Morel è stato chiaro: per tre giorni dovrà essere impeccabile, l’assistente ideale. E dovrà seguire il famosissimo Kilian Lefevre come se fosse un’ombra, questo almeno fin quando non riusciranno a fargli firmare un contratto per la collana Suggestive. Cosa sperare di più? E’ un sogno, ma c’è un però. Già. Un però davvero insopportabile che si chiama Philippe, costretto a seguirla per impedirle di combinare un pasticcio dopo l’altro. E allora che succede? Be’, potreste leggerlo, no? Oppure, se non vi va, so che è uscito l’ultimo della Kleypas. E la Kleypas non tradisce mai! =)
No, scherzi a parte, ci terrei a fare una piccola premessa.
IMPORTANTE IMPORTANTE LEGGERE ATTENTAMENTE CHE POI DITE MA NON LO SAPEVO!
Di norma, nelle sinossi si parla in terza persona. L’autore. Il romanzo. Cose così. Ma io sono solo io e dato che alla tastiera ci sono proprio io, mi fa un po’ senso parlare di me come se a scrivere in questo momento fosse un altro.
Prima considerazione tra tutte, vorrei approfittare di queste poche righe per ringraziare tutti coloro che mi leggono, che mi hanno letta, che mi leggeranno mai e che non conosco. Ci penso tante di quelle volte, non so mai come fare, perché non potete neanche immaginare quanto siate stati importanti per me e per cose molto più serie di una classifica, di una vendita in più. E questa era la prima premessa. Seconda. Questo libro non è recente, in realtà è il primo romanzo rosa che abbia mai scritto. E lo so già da me che c’è differenza tra questo e ciò che scrivo adesso. Sono cresciuta un po’, per fortuna, in gran parte è per merito dei vostri commenti, in parte per chi mi ha seguita fino a oggi e un po’ anche per il mio impegno. Quindi se notate delle differenze, anche se ho fatto il possibile perché fosse all’altezza, vi chiedo scusa già da ora, ma questo è un pezzettino del mio passato che mi è tornato tra le mani e l’alternativa era di chiuderlo nel mio computer. Sì, potevo farlo, ma… Non so, non me la sono sentita. Forse perché è solo merito suo se oggi sono qui. E’ stato il mio primo passo. Quindi nulla, se vi andrà di leggerlo a prescindere, grazie di cuore. E se così non fosse non fa nulla, ci rincontreremo forse altrove, magari in un altro momento.
Ma anche non dovessimo incontrarci mai, nel frattempo vi saluto, e vi auguro buona lettura, qualsiasi sia la copertina, qualsiasi sia il libro, qualsiasi sia l’autore.
Con affetto
Cecile Bertod
**
### Sinossi
Diciamoci la verità, Adel Simon è una persona normale. Drammaticamente normale. In più detesta la sua vita, detesta essere quello che è e detesta il suo lavoro a Lione. Allora perché parlare di Adel? Perché per una volta e per puro caso le viene permesso di vivere per qualche giorno la vita che in realtà vorrebbe e di essere non più la semplice correttrice di bozze della Seine Rouge, ma un’avvenente escort dallo scintillante guardaroba estivo. Antoine Morel è stato chiaro: per tre giorni dovrà essere impeccabile, l’assistente ideale. E dovrà seguire il famosissimo Kilian Lefevre come se fosse un’ombra, questo almeno fin quando non riusciranno a fargli firmare un contratto per la collana Suggestive. Cosa sperare di più? E’ un sogno, ma c’è un però. Già. Un però davvero insopportabile che si chiama Philippe, costretto a seguirla per impedirle di combinare un pasticcio dopo l’altro. E allora che succede? Be’, potreste leggerlo, no? Oppure, se non vi va, so che è uscito l’ultimo della Kleypas. E la Kleypas non tradisce mai! =)
No, scherzi a parte, ci terrei a fare una piccola premessa.
IMPORTANTE IMPORTANTE LEGGERE ATTENTAMENTE CHE POI DITE MA NON LO SAPEVO!
Di norma, nelle sinossi si parla in terza persona. L’autore. Il romanzo. Cose così. Ma io sono solo io e dato che alla tastiera ci sono proprio io, mi fa un po’ senso parlare di me come se a scrivere in questo momento fosse un altro.
Prima considerazione tra tutte, vorrei approfittare di queste poche righe per ringraziare tutti coloro che mi leggono, che mi hanno letta, che mi leggeranno mai e che non conosco. Ci penso tante di quelle volte, non so mai come fare, perché non potete neanche immaginare quanto siate stati importanti per me e per cose molto più serie di una classifica, di una vendita in più. E questa era la prima premessa. Seconda. Questo libro non è recente, in realtà è il primo romanzo rosa che abbia mai scritto. E lo so già da me che c’è differenza tra questo e ciò che scrivo adesso. Sono cresciuta un po’, per fortuna, in gran parte è per merito dei vostri commenti, in parte per chi mi ha seguita fino a oggi e un po’ anche per il mio impegno. Quindi se notate delle differenze, anche se ho fatto il possibile perché fosse all’altezza, vi chiedo scusa già da ora, ma questo è un pezzettino del mio passato che mi è tornato tra le mani e l’alternativa era di chiuderlo nel mio computer. Sì, potevo farlo, ma… Non so, non me la sono sentita. Forse perché è solo merito suo se oggi sono qui. E’ stato il mio primo passo. Quindi nulla, se vi andrà di leggerlo a prescindere, grazie di cuore. E se così non fosse non fa nulla, ci rincontreremo forse altrove, magari in un altro momento.
Ma anche non dovessimo incontrarci mai, nel frattempo vi saluto, e vi auguro buona lettura, qualsiasi sia la copertina, qualsiasi sia il libro, qualsiasi sia l’autore.
Con affetto
Cecile Bertod

Diciamoci la verità, Adel Simon è una persona normale. Drammaticamente normale. In più detesta la sua vita, detesta essere quello che è e detesta il suo lavoro a Lione. Allora perché parlare di Adel? Perché per una volta e per puro caso le viene permesso di vivere per qualche giorno la vita che in realtà vorrebbe e di essere non più la semplice correttrice di bozze della Seine Rouge, ma un’avvenente escort dallo scintillante guardaroba estivo. Antoine Morel è stato chiaro: per tre giorni dovrà essere impeccabile, l’assistente ideale. E dovrà seguire il famosissimo Kilian Lefevre come se fosse un’ombra, questo almeno fin quando non riusciranno a fargli firmare un contratto per la collana Suggestive. Cosa sperare di più? E’ un sogno, ma c’è un però. Già. Un però davvero insopportabile che si chiama Philippe, costretto a seguirla per impedirle di combinare un pasticcio dopo l’altro. E allora che succede? Be’, potreste leggerlo, no? Oppure, se non vi va, so che è uscito l’ultimo della Kleypas. E la Kleypas non tradisce mai! =)
No, scherzi a parte, ci terrei a fare una piccola premessa.
IMPORTANTE IMPORTANTE LEGGERE ATTENTAMENTE CHE POI DITE MA NON LO SAPEVO!
Di norma, nelle sinossi si parla in terza persona. L’autore. Il romanzo. Cose così. Ma io sono solo io e dato che alla tastiera ci sono proprio io, mi fa un po’ senso parlare di me come se a scrivere in questo momento fosse un altro.
Prima considerazione tra tutte, vorrei approfittare di queste poche righe per ringraziare tutti coloro che mi leggono, che mi hanno letta, che mi leggeranno mai e che non conosco. Ci penso tante di quelle volte, non so mai come fare, perché non potete neanche immaginare quanto siate stati importanti per me e per cose molto più serie di una classifica, di una vendita in più. E questa era la prima premessa. Seconda. Questo libro non è recente, in realtà è il primo romanzo rosa che abbia mai scritto. E lo so già da me che c’è differenza tra questo e ciò che scrivo adesso. Sono cresciuta un po’, per fortuna, in gran parte è per merito dei vostri commenti, in parte per chi mi ha seguita fino a oggi e un po’ anche per il mio impegno. Quindi se notate delle differenze, anche se ho fatto il possibile perché fosse all’altezza, vi chiedo scusa già da ora, ma questo è un pezzettino del mio passato che mi è tornato tra le mani e l’alternativa era di chiuderlo nel mio computer. Sì, potevo farlo, ma… Non so, non me la sono sentita. Forse perché è solo merito suo se oggi sono qui. E’ stato il mio primo passo. Quindi nulla, se vi andrà di leggerlo a prescindere, grazie di cuore. E se così non fosse non fa nulla, ci rincontreremo forse altrove, magari in un altro momento.
Ma anche non dovessimo incontrarci mai, nel frattempo vi saluto, e vi auguro buona lettura, qualsiasi sia la copertina, qualsiasi sia il libro, qualsiasi sia l’autore.
Con affetto
Cecile Bertod
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### Sinossi
Diciamoci la verità, Adel Simon è una persona normale. Drammaticamente normale. In più detesta la sua vita, detesta essere quello che è e detesta il suo lavoro a Lione. Allora perché parlare di Adel? Perché per una volta e per puro caso le viene permesso di vivere per qualche giorno la vita che in realtà vorrebbe e di essere non più la semplice correttrice di bozze della Seine Rouge, ma un’avvenente escort dallo scintillante guardaroba estivo. Antoine Morel è stato chiaro: per tre giorni dovrà essere impeccabile, l’assistente ideale. E dovrà seguire il famosissimo Kilian Lefevre come se fosse un’ombra, questo almeno fin quando non riusciranno a fargli firmare un contratto per la collana Suggestive. Cosa sperare di più? E’ un sogno, ma c’è un però. Già. Un però davvero insopportabile che si chiama Philippe, costretto a seguirla per impedirle di combinare un pasticcio dopo l’altro. E allora che succede? Be’, potreste leggerlo, no? Oppure, se non vi va, so che è uscito l’ultimo della Kleypas. E la Kleypas non tradisce mai! =)
No, scherzi a parte, ci terrei a fare una piccola premessa.
IMPORTANTE IMPORTANTE LEGGERE ATTENTAMENTE CHE POI DITE MA NON LO SAPEVO!
Di norma, nelle sinossi si parla in terza persona. L’autore. Il romanzo. Cose così. Ma io sono solo io e dato che alla tastiera ci sono proprio io, mi fa un po’ senso parlare di me come se a scrivere in questo momento fosse un altro.
Prima considerazione tra tutte, vorrei approfittare di queste poche righe per ringraziare tutti coloro che mi leggono, che mi hanno letta, che mi leggeranno mai e che non conosco. Ci penso tante di quelle volte, non so mai come fare, perché non potete neanche immaginare quanto siate stati importanti per me e per cose molto più serie di una classifica, di una vendita in più. E questa era la prima premessa. Seconda. Questo libro non è recente, in realtà è il primo romanzo rosa che abbia mai scritto. E lo so già da me che c’è differenza tra questo e ciò che scrivo adesso. Sono cresciuta un po’, per fortuna, in gran parte è per merito dei vostri commenti, in parte per chi mi ha seguita fino a oggi e un po’ anche per il mio impegno. Quindi se notate delle differenze, anche se ho fatto il possibile perché fosse all’altezza, vi chiedo scusa già da ora, ma questo è un pezzettino del mio passato che mi è tornato tra le mani e l’alternativa era di chiuderlo nel mio computer. Sì, potevo farlo, ma… Non so, non me la sono sentita. Forse perché è solo merito suo se oggi sono qui. E’ stato il mio primo passo. Quindi nulla, se vi andrà di leggerlo a prescindere, grazie di cuore. E se così non fosse non fa nulla, ci rincontreremo forse altrove, magari in un altro momento.
Ma anche non dovessimo incontrarci mai, nel frattempo vi saluto, e vi auguro buona lettura, qualsiasi sia la copertina, qualsiasi sia il libro, qualsiasi sia l’autore.
Con affetto
Cecile Bertod

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Arte greca

Questo volume nasce in risposta alle nuove esigenze dell’ordinamento didattico universitario e si rivolge in particolare agli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale. Il testo, di struttura agevole e di facile comprensione, si propone di affrontare lo studio di una disciplina poliedrica, ma affascinante, quale è l’arte greca, fornendo gli strumenti di lettura necessari, senza cadere in eccessivi specialismi. La materia, già vastissima, è in continua evoluzione per il progredire degli scavi archeologici e degli studi; pur con alcune esclusioni, si è quindi riservato spazio alle opera di più recente scoperta, talvolta non ancora presenti nei manuali. Partendo dalle origini si illustrano i linguaggi architettonici, le espressioni figurative, le manifestazioni artigianali della Grecia antica, seguendole fino all’incontro-scontro con Roma. Il processo creativo è colto nei suoi episodi più significativi e formativi; per ogni epoca, dopo un sintetico quadro storico, si discutono le opere e i monumenti essenziali alla comprensione dei mutamenti nelle forme artistiche e nelle concezioni architettoniche del periodo. Per maggior chiarezza, si è scelto talvolta di trattare la materia mantenendo la suddivisione tradizionale tra architettura, scultura, ceramografia, pittura, evidenziando tuttavia i rinandi interni che agevolano il confronto tra gli esiti di una stessa tematica nei diversi generi artistici.

Questo volume nasce in risposta alle nuove esigenze dell’ordinamento didattico universitario e si rivolge in particolare agli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale. Il testo, di struttura agevole e di facile comprensione, si propone di affrontare lo studio di una disciplina poliedrica, ma affascinante, quale è l’arte greca, fornendo gli strumenti di lettura necessari, senza cadere in eccessivi specialismi. La materia, già vastissima, è in continua evoluzione per il progredire degli scavi archeologici e degli studi; pur con alcune esclusioni, si è quindi riservato spazio alle opera di più recente scoperta, talvolta non ancora presenti nei manuali. Partendo dalle origini si illustrano i linguaggi architettonici, le espressioni figurative, le manifestazioni artigianali della Grecia antica, seguendole fino all’incontro-scontro con Roma. Il processo creativo è colto nei suoi episodi più significativi e formativi; per ogni epoca, dopo un sintetico quadro storico, si discutono le opere e i monumenti essenziali alla comprensione dei mutamenti nelle forme artistiche e nelle concezioni architettoniche del periodo. Per maggior chiarezza, si è scelto talvolta di trattare la materia mantenendo la suddivisione tradizionale tra architettura, scultura, ceramografia, pittura, evidenziando tuttavia i rinandi interni che agevolano il confronto tra gli esiti di una stessa tematica nei diversi generi artistici.

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L’arte di stare al mondo

Bologna, anni Settanta: una città “né la più grande, né la più piccola”, famosa per la sovranità della sua cucina e la piacevolezza del vivere. È da qui che prende avvio il racconto autobiografico di Enrico Brizzi, da un luogo situato fra la ribalda Terra della Piada e la concreta Terra del Pane: i due emisferi che costituiscono l’infinito paesaggio gastronomico dell’Emilia-Romagna. Un bambino curioso alle prese con i primi, e già familiari, sapori sarà acuto osservatore di sfide all’ultimo boccone tra le zie perennemente in competizione, finché le vicende casalinghe cederanno il passo alla scoperta, esilarante, delle più peccaminose tentazioni da bar: i gelati e le bibite industriali. Divenuto adolescente, si metterà in cerca di avventure, accompagnato da un’improbabile congrega di cuochi esploratori: la temibile squadriglia Coguari. Uno zio con la passione per la retromarcia in curva e per le bettole mefitiche sarà solo uno degli indiavolati episodi che precedono il periodo universitario: anni di improbabili sperimentazioni culinarie e interscambi di prodotti tipici tra studenti. Scopriremo se cento milioni di lire valgono l’adozione del regime nutritivo più rischioso del pianeta, “la dieta del laureando”. L’età adulta, gravida di nuove abitudini alimentari, di ingannevoli occasioni professionali e di incontri unici, sarà portatrice anche di domande esistenziali: chi è l’enorme Catatapulci? E cosa mangia uno Psicoatleta? Cibo e vita, in un intreccio trascinante e variegato, sono i segreti di questo Ebook di Enrico Brizzi, arricchito, in coda, da un ricettario con almeno un paio di gustose sorprese.
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### Sinossi
Bologna, anni Settanta: una città “né la più grande, né la più piccola”, famosa per la sovranità della sua cucina e la piacevolezza del vivere. È da qui che prende avvio il racconto autobiografico di Enrico Brizzi, da un luogo situato fra la ribalda Terra della Piada e la concreta Terra del Pane: i due emisferi che costituiscono l’infinito paesaggio gastronomico dell’Emilia-Romagna. Un bambino curioso alle prese con i primi, e già familiari, sapori sarà acuto osservatore di sfide all’ultimo boccone tra le zie perennemente in competizione, finché le vicende casalinghe cederanno il passo alla scoperta, esilarante, delle più peccaminose tentazioni da bar: i gelati e le bibite industriali. Divenuto adolescente, si metterà in cerca di avventure, accompagnato da un’improbabile congrega di cuochi esploratori: la temibile squadriglia Coguari. Uno zio con la passione per la retromarcia in curva e per le bettole mefitiche sarà solo uno degli indiavolati episodi che precedono il periodo universitario: anni di improbabili sperimentazioni culinarie e interscambi di prodotti tipici tra studenti. Scopriremo se cento milioni di lire valgono l’adozione del regime nutritivo più rischioso del pianeta, “la dieta del laureando”. L’età adulta, gravida di nuove abitudini alimentari, di ingannevoli occasioni professionali e di incontri unici, sarà portatrice anche di domande esistenziali: chi è l’enorme Catatapulci? E cosa mangia uno Psicoatleta? Cibo e vita, in un intreccio trascinante e variegato, sono i segreti di questo Ebook di Enrico Brizzi, arricchito, in coda, da un ricettario con almeno un paio di gustose sorprese.

Bologna, anni Settanta: una città “né la più grande, né la più piccola”, famosa per la sovranità della sua cucina e la piacevolezza del vivere. È da qui che prende avvio il racconto autobiografico di Enrico Brizzi, da un luogo situato fra la ribalda Terra della Piada e la concreta Terra del Pane: i due emisferi che costituiscono l’infinito paesaggio gastronomico dell’Emilia-Romagna. Un bambino curioso alle prese con i primi, e già familiari, sapori sarà acuto osservatore di sfide all’ultimo boccone tra le zie perennemente in competizione, finché le vicende casalinghe cederanno il passo alla scoperta, esilarante, delle più peccaminose tentazioni da bar: i gelati e le bibite industriali. Divenuto adolescente, si metterà in cerca di avventure, accompagnato da un’improbabile congrega di cuochi esploratori: la temibile squadriglia Coguari. Uno zio con la passione per la retromarcia in curva e per le bettole mefitiche sarà solo uno degli indiavolati episodi che precedono il periodo universitario: anni di improbabili sperimentazioni culinarie e interscambi di prodotti tipici tra studenti. Scopriremo se cento milioni di lire valgono l’adozione del regime nutritivo più rischioso del pianeta, “la dieta del laureando”. L’età adulta, gravida di nuove abitudini alimentari, di ingannevoli occasioni professionali e di incontri unici, sarà portatrice anche di domande esistenziali: chi è l’enorme Catatapulci? E cosa mangia uno Psicoatleta? Cibo e vita, in un intreccio trascinante e variegato, sono i segreti di questo Ebook di Enrico Brizzi, arricchito, in coda, da un ricettario con almeno un paio di gustose sorprese.
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### Sinossi
Bologna, anni Settanta: una città “né la più grande, né la più piccola”, famosa per la sovranità della sua cucina e la piacevolezza del vivere. È da qui che prende avvio il racconto autobiografico di Enrico Brizzi, da un luogo situato fra la ribalda Terra della Piada e la concreta Terra del Pane: i due emisferi che costituiscono l’infinito paesaggio gastronomico dell’Emilia-Romagna. Un bambino curioso alle prese con i primi, e già familiari, sapori sarà acuto osservatore di sfide all’ultimo boccone tra le zie perennemente in competizione, finché le vicende casalinghe cederanno il passo alla scoperta, esilarante, delle più peccaminose tentazioni da bar: i gelati e le bibite industriali. Divenuto adolescente, si metterà in cerca di avventure, accompagnato da un’improbabile congrega di cuochi esploratori: la temibile squadriglia Coguari. Uno zio con la passione per la retromarcia in curva e per le bettole mefitiche sarà solo uno degli indiavolati episodi che precedono il periodo universitario: anni di improbabili sperimentazioni culinarie e interscambi di prodotti tipici tra studenti. Scopriremo se cento milioni di lire valgono l’adozione del regime nutritivo più rischioso del pianeta, “la dieta del laureando”. L’età adulta, gravida di nuove abitudini alimentari, di ingannevoli occasioni professionali e di incontri unici, sarà portatrice anche di domande esistenziali: chi è l’enorme Catatapulci? E cosa mangia uno Psicoatleta? Cibo e vita, in un intreccio trascinante e variegato, sono i segreti di questo Ebook di Enrico Brizzi, arricchito, in coda, da un ricettario con almeno un paio di gustose sorprese.

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L’arte della guerra nella vita quotidiana

L’antica sapienza di Sun Tzu distillata in un affascinante percorso di attualizzazione pratica. Per vincere nei “campi di battaglia” della vita di ogni giorno. L’arte della guerra (V sec. a.C.) è uno dei più diffusi trattati di strategia militare e gestione dei conflitti, che dimostra ancora oggi tutta la sua validità al di fuori dell’ambito bellico. L’essenzialità del messaggio lo ha reso un longseller di culto per chiunque voglia raggiungere un obiettivo nella vita e nel lavoro: dal manager al creativo, dallo sportivo al seduttore. Nel corso dei secoli il trattato è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono affermarsi in ogni contesto. Riletto da uno dei più accreditati strateghi italiani di marketing – esperto di filosofie orientali il manuale viene qui applicato alla vita quotidiana e alla modernità, e ci insegna ad adottare le migliori tattiche nel rapporto con se stessi e con gli altri, nell’ambiente familiare e sociale, nel mondo del lavoro e degli affari, nelle nuove forme di comunicazione massmediale, nei saperi, nelle arti e nel futuro che verrà. “Se vuoi la pace preparati alla guerra” dicevano gli antichi, e Sun Tzu non si smentisce aiutandoci ad affrontare le quotidiane battaglie con le persone che incontriamo, con i colleghi di lavoro, i business partner, la banca…, spronandoci anzitutto a vincere il più acerrimo nemico interiore: la paura. Il testo integrale di Sun Tzu, “L’arte della guerra” viene proposto in appendice nella traduzione di Bruno Ballardini.
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L’antica sapienza di Sun Tzu distillata in un affascinante percorso di attualizzazione pratica. Per vincere nei “campi di battaglia” della vita di ogni giorno. L’arte della guerra (V sec. a.C.) è uno dei più diffusi trattati di strategia militare e gestione dei conflitti, che dimostra ancora oggi tutta la sua validità al di fuori dell’ambito bellico. L’essenzialità del messaggio lo ha reso un longseller di culto per chiunque voglia raggiungere un obiettivo nella vita e nel lavoro: dal manager al creativo, dallo sportivo al seduttore. Nel corso dei secoli il trattato è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono affermarsi in ogni contesto. Riletto da uno dei più accreditati strateghi italiani di marketing – esperto di filosofie orientali il manuale viene qui applicato alla vita quotidiana e alla modernità, e ci insegna ad adottare le migliori tattiche nel rapporto con se stessi e con gli altri, nell’ambiente familiare e sociale, nel mondo del lavoro e degli affari, nelle nuove forme di comunicazione massmediale, nei saperi, nelle arti e nel futuro che verrà. “Se vuoi la pace preparati alla guerra” dicevano gli antichi, e Sun Tzu non si smentisce aiutandoci ad affrontare le quotidiane battaglie con le persone che incontriamo, con i colleghi di lavoro, i business partner, la banca…, spronandoci anzitutto a vincere il più acerrimo nemico interiore: la paura. Il testo integrale di Sun Tzu, “L’arte della guerra” viene proposto in appendice nella traduzione di Bruno Ballardini.
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Arcipelago Gulag: seconda parte

La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici attraverso un fitto intreccio di esperienze dirette, memorie e ricostruzioni, basato sulle testimonianze di ex abitanti delle “isole” del Gulag. Un implacabile atto d’accusa contro la teorizzazione e la pratica del terrorismo di massa nell’URSS.
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La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici attraverso un fitto intreccio di esperienze dirette, memorie e ricostruzioni, basato sulle testimonianze di ex abitanti delle “isole” del Gulag. Un implacabile atto d’accusa contro la teorizzazione e la pratica del terrorismo di massa nell’URSS.
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Arcipelago Gulag

La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici attraverso un fitto intreccio di esperienze dirette, memorie e ricostruzioni, basato sulle testimonianze di ex abitanti delle “isole” del Gulag. Un implacabile atto d’accusa contro la teorizzazione e la pratica del terrorismo di massa nell’URSS.

La sconvolgente descrizione della vita nei campi di concentramento sovietici attraverso un fitto intreccio di esperienze dirette, memorie e ricostruzioni, basato sulle testimonianze di ex abitanti delle “isole” del Gulag. Un implacabile atto d’accusa contro la teorizzazione e la pratica del terrorismo di massa nell’URSS.

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Gli architetti del tempo

Perché verso il 2100 a.C. Stonehenge fu ricostruita e i suoi monoliti riallineati? Come mai questo avveniva in concomitanza con straordinari eventi a Sumer, in Mesopotamia? Nel corso della storia dell’umanità, gli Anunnaki (gli extraterrestri che gli antichi chiamavano ”dei”) hanno lasciato tracce indelebili che ci permettono di decifrare il loro messaggio: la consapevolezza del cosmo, che insegnarono alle antiche civiltà e che ne è tutt’oggi l’eredità. Interpretati alla luce della loro conoscenza della natura, del tempo e dei cicli nel cielo, tutti i monumenti ”astronomici” come Stonehenge, gli Ziggurat mesopotamici, le piramidi egizie e gli altri grandi templi mediorientali e delle Americhe, risultano legati fra di loro.
(source: Bol.com)

Perché verso il 2100 a.C. Stonehenge fu ricostruita e i suoi monoliti riallineati? Come mai questo avveniva in concomitanza con straordinari eventi a Sumer, in Mesopotamia? Nel corso della storia dell’umanità, gli Anunnaki (gli extraterrestri che gli antichi chiamavano ”dei”) hanno lasciato tracce indelebili che ci permettono di decifrare il loro messaggio: la consapevolezza del cosmo, che insegnarono alle antiche civiltà e che ne è tutt’oggi l’eredità. Interpretati alla luce della loro conoscenza della natura, del tempo e dei cicli nel cielo, tutti i monumenti ”astronomici” come Stonehenge, gli Ziggurat mesopotamici, le piramidi egizie e gli altri grandi templi mediorientali e delle Americhe, risultano legati fra di loro.
(source: Bol.com)

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L’apparire del bello. Nascita di un’idea

Bello è un concetto di inquietante complessità, un giacimento di idee e intuizioni dilatatosi nel tempo fino ai confini estremi della riflessione. Bello, bellezza, sono tra le parole più ricorrenti per definire immagini, aure, fantasie e nutrire estri letterari, indugi filosofici. Si parla di bello in riferimento all’aspetto di una persona, alla suggestione di un paesaggio, alla forza comunicativa di un’opera d’arte. Ma si usa anche per indicare la capacità argomentativa di un discorso, la qualità di un’idea, la coerenza di una legge o la configurazione di una galassia. Eppure, a dispetto di una così grande diffusione, non vi è affatto chiarezza né univocità nel modo di intendere questo concetto. Umberto Curi delinea un percorso affascinante e innovativo che, muovendo dal mondo classico greco-latino, quando il bello era ritenuto il requisito di ciò che non mancava di nulla, conduce al pensiero moderno e contemporaneo e ai “tremendi” angeli rilkiani, quando ormai il bello deve lasciare spazio all’assenza. L’apparire del bello, suggerisce Curi, coincide con la manifestazione di un’ambivalenza insuperabile, con la rivelazione di uno scandalo, con l’emergenza di una contraddizione, che tuttavia scalda il cuore e ci consola.
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Bello è un concetto di inquietante complessità, un giacimento di idee e intuizioni dilatatosi nel tempo fino ai confini estremi della riflessione. Bello, bellezza, sono tra le parole più ricorrenti per definire immagini, aure, fantasie e nutrire estri letterari, indugi filosofici. Si parla di bello in riferimento all’aspetto di una persona, alla suggestione di un paesaggio, alla forza comunicativa di un’opera d’arte. Ma si usa anche per indicare la capacità argomentativa di un discorso, la qualità di un’idea, la coerenza di una legge o la configurazione di una galassia. Eppure, a dispetto di una così grande diffusione, non vi è affatto chiarezza né univocità nel modo di intendere questo concetto. Umberto Curi delinea un percorso affascinante e innovativo che, muovendo dal mondo classico greco-latino, quando il bello era ritenuto il requisito di ciò che non mancava di nulla, conduce al pensiero moderno e contemporaneo e ai “tremendi” angeli rilkiani, quando ormai il bello deve lasciare spazio all’assenza. L’apparire del bello, suggerisce Curi, coincide con la manifestazione di un’ambivalenza insuperabile, con la rivelazione di uno scandalo, con l’emergenza di una contraddizione, che tuttavia scalda il cuore e ci consola.
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