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Messaggeri dell’oscurità

Il caso di ‘Messaggeri dell’oscurità’ parte da una serie di lugubri reperti che arrivano per posta, frutto di orrende mutilazioni. L’impresa di una mente turbata, di un sanguinario maniaco, che lancia i suoi messaggi dall’inferno della psicosi. Ma è solo l’apparenza. Un passo dietro l’altro Petra e Garzon si inoltrano nell’imbuto di un mondo più complesso e inquietante. Che lancia i suoi messaggi dall’inferno della storia.

(source: Bol.com)

Il caso di ‘Messaggeri dell’oscurità’ parte da una serie di lugubri reperti che arrivano per posta, frutto di orrende mutilazioni. L’impresa di una mente turbata, di un sanguinario maniaco, che lancia i suoi messaggi dall’inferno della psicosi. Ma è solo l’apparenza. Un passo dietro l’altro Petra e Garzon si inoltrano nell’imbuto di un mondo più complesso e inquietante. Che lancia i suoi messaggi dall’inferno della storia.

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Max sventa una trama (La saga dei Victoria Gardella Vol. 6)

Max sventa una trama è un racconto breve (di circa 30 pagine) che si svolge dopo la fine di Il bacio del vampiro il quinto romanzo della serie L’eredità dei Gardella.
I protagonisti sono Victoria Gardella, Max Pesaro e Sebastian Vioget.
***Attenzione: in questo racconto breve sono presenti spoilers di tutta la serie.
Ecco l’intera serie in ordine:
Cacciatore di vampiri
La condanna del vampiro
La rivolte dei vampiri
Il crepuscolo dei vampiri
Il bacio del vampiro
Max sventa una trama (storia breva)
**
### Sinossi
Max sventa una trama è un racconto breve (di circa 30 pagine) che si svolge dopo la fine di Il bacio del vampiro il quinto romanzo della serie L’eredità dei Gardella.
I protagonisti sono Victoria Gardella, Max Pesaro e Sebastian Vioget.
***Attenzione: in questo racconto breve sono presenti spoilers di tutta la serie.
Ecco l’intera serie in ordine:
Cacciatore di vampiri
La condanna del vampiro
La rivolte dei vampiri
Il crepuscolo dei vampiri
Il bacio del vampiro
Max sventa una trama (storia breva)

Max sventa una trama è un racconto breve (di circa 30 pagine) che si svolge dopo la fine di Il bacio del vampiro il quinto romanzo della serie L’eredità dei Gardella.
I protagonisti sono Victoria Gardella, Max Pesaro e Sebastian Vioget.
***Attenzione: in questo racconto breve sono presenti spoilers di tutta la serie.
Ecco l’intera serie in ordine:
Cacciatore di vampiri
La condanna del vampiro
La rivolte dei vampiri
Il crepuscolo dei vampiri
Il bacio del vampiro
Max sventa una trama (storia breva)
**
### Sinossi
Max sventa una trama è un racconto breve (di circa 30 pagine) che si svolge dopo la fine di Il bacio del vampiro il quinto romanzo della serie L’eredità dei Gardella.
I protagonisti sono Victoria Gardella, Max Pesaro e Sebastian Vioget.
***Attenzione: in questo racconto breve sono presenti spoilers di tutta la serie.
Ecco l’intera serie in ordine:
Cacciatore di vampiri
La condanna del vampiro
La rivolte dei vampiri
Il crepuscolo dei vampiri
Il bacio del vampiro
Max sventa una trama (storia breva)

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Il massaggiatore mistico

“Il massaggiatore mistico” è un romanzo di formazione e insieme un trattato etnografico carico di ironia, dove la confusa identità di Trinidad non merita mai uno sguardo benevolo. Traspare tuttavia, in filigrana, l’amore malcelato per un Paese ibrido e fantastico. Membro – suo malgrado – della comunità indù dell’isola di Trinidad, Ganesh Ramsumair è estraneo e insofferente, oltre che alla cultura delle sue origini, all’enclave degli invasori inglesi così come ai nativi afrocaraibici e alle loro convinzioni “primitive”. Vive immerso nei libri e coltiva una vaga vocazione alla scrittura, ma nella sua goffaggine sembra incapace di sfuggire a un destino tanto tirannico quanto prevedibile: dapprima viene forzato a sposare un’adolescente della sua etnia e poi quasi costretto a ereditare il mestiere del padre appena defunto – ovvero a diventare uno dei tanti (troppi) massaggiatori dell’isola. Ma gli eventi prenderanno una piega inattesa e paradossale: protetto da due bizzarri mentori, Ganesh continuerà a scrivere con ostinazione, e soprattutto scoprirà di possedere poteri taumaturgici e aura carismatica, fino a trasformarsi nel primo massaggiatore pandit (“dotto”) nella storia di Trinidad. Da quel momento, la sua ascesa è inarrestabile: i suoi libri diventano best seller, Fuente Grove – dove trasferisce la sua base operativa- finisce sotto l’ala protettiva del Governo, e il “massaggiatore mistico” assume il ruolo di leader politico sotto l’enfatico eteronimo di G. Ramsay Muir.
**

“Il massaggiatore mistico” è un romanzo di formazione e insieme un trattato etnografico carico di ironia, dove la confusa identità di Trinidad non merita mai uno sguardo benevolo. Traspare tuttavia, in filigrana, l’amore malcelato per un Paese ibrido e fantastico. Membro – suo malgrado – della comunità indù dell’isola di Trinidad, Ganesh Ramsumair è estraneo e insofferente, oltre che alla cultura delle sue origini, all’enclave degli invasori inglesi così come ai nativi afrocaraibici e alle loro convinzioni “primitive”. Vive immerso nei libri e coltiva una vaga vocazione alla scrittura, ma nella sua goffaggine sembra incapace di sfuggire a un destino tanto tirannico quanto prevedibile: dapprima viene forzato a sposare un’adolescente della sua etnia e poi quasi costretto a ereditare il mestiere del padre appena defunto – ovvero a diventare uno dei tanti (troppi) massaggiatori dell’isola. Ma gli eventi prenderanno una piega inattesa e paradossale: protetto da due bizzarri mentori, Ganesh continuerà a scrivere con ostinazione, e soprattutto scoprirà di possedere poteri taumaturgici e aura carismatica, fino a trasformarsi nel primo massaggiatore pandit (“dotto”) nella storia di Trinidad. Da quel momento, la sua ascesa è inarrestabile: i suoi libri diventano best seller, Fuente Grove – dove trasferisce la sua base operativa- finisce sotto l’ala protettiva del Governo, e il “massaggiatore mistico” assume il ruolo di leader politico sotto l’enfatico eteronimo di G. Ramsay Muir.
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La Maschera Di Pazuzu

Silio è un omone di quasi cinquant’anni grasso e vizioso, impiegato in una multinazionale dell’informatica prossima al fallimento.Pur essendo un fiero sindacalista della Fiom, caratterialmente si rivela maschilista, indolente e scorbutico.Odiato dai colleghi, abbandonato dalla moglie e dai mai troppo amati figli, conduce una vita piatta e incolore. Tanta monotonia sparirà di colpo in seguito all’acquisto fortuito di una maschera di latta.Da quel momento in poi la sua esistenza cambierà radicalmente: tra lutti, assurde visioni oniriche, disavventure lavorative, noie giudiziarie, minacce di morte, uomini falena, serrati scontri sindacali e tragicommedie di sorta, Silio non potrà esimersi dallo scoprire chi sia veramente il misterioso Pazuzu, gelosissimo proprietario della maschera.Ad aiutarlo in questa assurda ricerca cripto-archeologica ci saranno due coltissimi sacerdoti missionari, un folle scienziato vaticanista, l’amico Filippo e la sensuale Nadia. Insieme dovranno fronteggiare la giustizia italiana, i potentissimi datori di lavoro di Silio, sindacalisti corrotti, criminali dell’est Europa, gang di usurai e molti altri ostacoli imprevedibili, fino al ritrovamento di una misteriosa Ziqqurat…
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### Sinossi
Silio è un omone di quasi cinquant’anni grasso e vizioso, impiegato in una multinazionale dell’informatica prossima al fallimento.Pur essendo un fiero sindacalista della Fiom, caratterialmente si rivela maschilista, indolente e scorbutico.Odiato dai colleghi, abbandonato dalla moglie e dai mai troppo amati figli, conduce una vita piatta e incolore. Tanta monotonia sparirà di colpo in seguito all’acquisto fortuito di una maschera di latta.Da quel momento in poi la sua esistenza cambierà radicalmente: tra lutti, assurde visioni oniriche, disavventure lavorative, noie giudiziarie, minacce di morte, uomini falena, serrati scontri sindacali e tragicommedie di sorta, Silio non potrà esimersi dallo scoprire chi sia veramente il misterioso Pazuzu, gelosissimo proprietario della maschera.Ad aiutarlo in questa assurda ricerca cripto-archeologica ci saranno due coltissimi sacerdoti missionari, un folle scienziato vaticanista, l’amico Filippo e la sensuale Nadia. Insieme dovranno fronteggiare la giustizia italiana, i potentissimi datori di lavoro di Silio, sindacalisti corrotti, criminali dell’est Europa, gang di usurai e molti altri ostacoli imprevedibili, fino al ritrovamento di una misteriosa Ziqqurat…

Silio è un omone di quasi cinquant’anni grasso e vizioso, impiegato in una multinazionale dell’informatica prossima al fallimento.Pur essendo un fiero sindacalista della Fiom, caratterialmente si rivela maschilista, indolente e scorbutico.Odiato dai colleghi, abbandonato dalla moglie e dai mai troppo amati figli, conduce una vita piatta e incolore. Tanta monotonia sparirà di colpo in seguito all’acquisto fortuito di una maschera di latta.Da quel momento in poi la sua esistenza cambierà radicalmente: tra lutti, assurde visioni oniriche, disavventure lavorative, noie giudiziarie, minacce di morte, uomini falena, serrati scontri sindacali e tragicommedie di sorta, Silio non potrà esimersi dallo scoprire chi sia veramente il misterioso Pazuzu, gelosissimo proprietario della maschera.Ad aiutarlo in questa assurda ricerca cripto-archeologica ci saranno due coltissimi sacerdoti missionari, un folle scienziato vaticanista, l’amico Filippo e la sensuale Nadia. Insieme dovranno fronteggiare la giustizia italiana, i potentissimi datori di lavoro di Silio, sindacalisti corrotti, criminali dell’est Europa, gang di usurai e molti altri ostacoli imprevedibili, fino al ritrovamento di una misteriosa Ziqqurat…
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### Sinossi
Silio è un omone di quasi cinquant’anni grasso e vizioso, impiegato in una multinazionale dell’informatica prossima al fallimento.Pur essendo un fiero sindacalista della Fiom, caratterialmente si rivela maschilista, indolente e scorbutico.Odiato dai colleghi, abbandonato dalla moglie e dai mai troppo amati figli, conduce una vita piatta e incolore. Tanta monotonia sparirà di colpo in seguito all’acquisto fortuito di una maschera di latta.Da quel momento in poi la sua esistenza cambierà radicalmente: tra lutti, assurde visioni oniriche, disavventure lavorative, noie giudiziarie, minacce di morte, uomini falena, serrati scontri sindacali e tragicommedie di sorta, Silio non potrà esimersi dallo scoprire chi sia veramente il misterioso Pazuzu, gelosissimo proprietario della maschera.Ad aiutarlo in questa assurda ricerca cripto-archeologica ci saranno due coltissimi sacerdoti missionari, un folle scienziato vaticanista, l’amico Filippo e la sensuale Nadia. Insieme dovranno fronteggiare la giustizia italiana, i potentissimi datori di lavoro di Silio, sindacalisti corrotti, criminali dell’est Europa, gang di usurai e molti altri ostacoli imprevedibili, fino al ritrovamento di una misteriosa Ziqqurat…

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Marina Bellezza

Marina ha vent’anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l’affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all’ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla. Se con *Acciaio* Silvia Avallone aveva anticipato la fine di un benessere che credevamo inesauribile, con questo romanzo ci dice che il destino non è già segnato e la vera rivoluzione sta nel rimanere, nel riappropriarci della nostra terra pezzo per pezzo, senza mai arretrare, perché anche se scalzi, furiosi e affamati, è certo che ce la faremo. Le regole del gioco sono cambiate quando i padri hanno divorato il futuro dei figli. Da oggi siamo tutti figli. Siamo tutti luci al neon e campi da arare. Siamo tutti Marina Bellezza.

Marina ha vent’anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l’affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all’ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla. Se con *Acciaio* Silvia Avallone aveva anticipato la fine di un benessere che credevamo inesauribile, con questo romanzo ci dice che il destino non è già segnato e la vera rivoluzione sta nel rimanere, nel riappropriarci della nostra terra pezzo per pezzo, senza mai arretrare, perché anche se scalzi, furiosi e affamati, è certo che ce la faremo. Le regole del gioco sono cambiate quando i padri hanno divorato il futuro dei figli. Da oggi siamo tutti figli. Siamo tutti luci al neon e campi da arare. Siamo tutti Marina Bellezza.

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Mariani allo specchio

Luglio. Al commissario Antonio Mariani è stato proposto un nuovo lavoro. Vorrebbe consultarsi con la moglie, ma Francesca è in Corsica, con le figlie, ospite di un cliente. E non è discorso da farsi per telefono… Mariani dovrebbe raggiungerle, ma un omicidio lo trattiene a Genova. È stato trovato il corpo di un uomo, privo di identità, non lontano da Ponte dei Mille. Pochi giorni dopo c’è un secondo omicidio: una donna uccisa nella sua casa in Val Bisagno. I due delitti si intrecciano e spingono Antonio a porsi molte domande su di sé.

(source: Bol.com)

Luglio. Al commissario Antonio Mariani è stato proposto un nuovo lavoro. Vorrebbe consultarsi con la moglie, ma Francesca è in Corsica, con le figlie, ospite di un cliente. E non è discorso da farsi per telefono… Mariani dovrebbe raggiungerle, ma un omicidio lo trattiene a Genova. È stato trovato il corpo di un uomo, privo di identità, non lontano da Ponte dei Mille. Pochi giorni dopo c’è un secondo omicidio: una donna uccisa nella sua casa in Val Bisagno. I due delitti si intrecciano e spingono Antonio a porsi molte domande su di sé.

(source: Bol.com)

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Maria Antonietta: Una vita involontariamente eroica

Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un’epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta– senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo – diventa allora il luminoso esempio dell’individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione «involontariamente eroica». Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l’immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all’immaginario popolare.
**
### Sinossi
Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un’epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta– senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo – diventa allora il luminoso esempio dell’individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione «involontariamente eroica». Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l’immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all’immaginario popolare.

Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un’epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta– senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo – diventa allora il luminoso esempio dell’individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione «involontariamente eroica». Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l’immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all’immaginario popolare.
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### Sinossi
Frivola e intrigante per i cortigiani di Versailles, perversa aguzzina nella propaganda rivoluzionaria, eroina martire della restaurazione monarchica: chi era Maria Antonietta? Nel raccontare la sua vita, Stefan Zweig deve confrontarsi con una lunga tradizione di leggende, dicerie e violente passioni ideologiche. Ma ripercorrendone i passi di bambina sposa, moglie disprezzata, madre sensibile, austriaca isolata in una corte e una nazione ostili fino alla dignità degli ultimi istanti, che fanno coincidere la sua morte con la fine di un’epoca, Zweig trova una donna: un essere umano senza qualità particolari, costretto dal caso e dalla Storia a diventare grande. Maria Antonietta– senza che vengano sminuite le responsabilità politiche e morali del suo ruolo – diventa allora il luminoso esempio dell’individuo comune che si erge sopra la sua stessa mediocrità e assume una dimensione «involontariamente eroica». Perfetta sintesi di cura documentale, penetrazione psicologica e tensione narrativa, questo libro, forse la più amata tra le opere di Zweig, è ancora oggi considerato un vertice e un modello del genere biografico. La sua pubblicazione, nel 1932, mutò radicalmente l’immagine di Maria Antonietta, cancellò uno stereotipo e riconsegnò una figura viva e complessa tanto alla ricerca storica che all’immaginario popolare.

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Mangia, prega, ama

Un bel marito, una grande casa a New York e una solida carriera come giornalista. A trent’anni Elizabeth ha tutto ciò che una giovane donna ambiziosa potrebbe desiderare, ma una notte si ritrova a singhiozzare sul pavimento del bagno, con l’unica certezza di non volere più quella vita apparentemente perfetta. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: uno spericolato viaggio alla scoperta di sé. Roma, India, Bali, tre tappe alla ricerca della felicità, che aiuteranno Liz a riscoprire i piaceri della tavola e dell’amicizia, della pace e della meditazione, ma soprattutto a ritrovare la speranza e l’amore.
(source: Bol.com)

Un bel marito, una grande casa a New York e una solida carriera come giornalista. A trent’anni Elizabeth ha tutto ciò che una giovane donna ambiziosa potrebbe desiderare, ma una notte si ritrova a singhiozzare sul pavimento del bagno, con l’unica certezza di non volere più quella vita apparentemente perfetta. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: uno spericolato viaggio alla scoperta di sé. Roma, India, Bali, tre tappe alla ricerca della felicità, che aiuteranno Liz a riscoprire i piaceri della tavola e dell’amicizia, della pace e della meditazione, ma soprattutto a ritrovare la speranza e l’amore.
(source: Bol.com)

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Malatesta – Indagini di uno sbirro anarchico

Pietro Malatesta, poliziotto ferrarese con un passato da teppista, che gira solo in bicicletta e che divide la casa con la madre, l’ex moglie, un figlio nullafacente e il Boy, il palestrato zero-cerebro che sta con la sua ex, è uno sbirro decisamente atipico, connotabile sulla falsa riga di tanti eroi del fumetto e della tv Anni ’70 (non per niente Malatesta ha come mito Starsky di Starsky & Hutch e si veste come lui). Le storie sono brevi, accattivanti, pienamente inserite nel genere “giallo di provincia’, e si snodano in una Ferrara multi-etnica, alle volte sporca e un po’ barbara, fatta di ultrà della Spal, bevute nei bar, adolescenti fancazzisti imitatori di mode, spaccio, colori politici che paiono mai sbiadire.

+++ Vincitore del Premio Liberi Di Scrivere Award 2012 +++
+++ Finalista al Premio Il Mio Libro 2012 +++

COSA HANNO DETTO SU ”MALATESTA”

”La capacità dell’autore di immergere Malatesta in una dimensione a noi famigliare, attraverso un sottile gioco di equilibri tra suspense e ritmi più allentati, che conferiscono al suo personaggio, così come a tutti gli altri, quella credibilità che permette al lettore di provare affezione per loro e per le loro storie.” i-libri

”Un romanzo che merita davvero di essere letto, in grado di sfoderare sorprese ad ogni capitolo, per gli amanti del noir ma anche per chi tenderebbe più verso altri generi.” Scrittevolmente

”Un hard boiled 100% italiano, un pulp al tortellino piccante, un nero ferrarese, le indagini di uno sbirro anarchico. Lorenzo Mazzoni dimostra una grandissima capacità nel ripercorrere le dinamiche del Pulp valorizzandole e contestualizzandole nella cultura e nel modo di vivere di una Ferrara che sembra quasi incantata” Nero Cafè

”Mazzoni è uno scrittore di belle storie, alla Graham Greene.” Il Sole 24Ore

”Uno scrittore che sa promuoversi a miglia di distanza dalle muffe letterarie delle nostre province.” Il Mattino

”Lorenzo Mazzoni scrive un romanzo realistico, aspro, beffardo, e anche terribilmente toccante. Il suo narrare è serrato, senza fronzoli, ma accurato e capace di poesia, cinematografico e sensoriale, spiritoso e ritmico.” Sabrina Minetti, scrittrice

L’AUTORE

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui ”Il requiem di Valle Secca” (Tracce, 2006), ”Ost, il banchetto degli scarafaggi” (Edizioni Melquìades, 2007), ”Le bestie/Kinshasa Serenade” (Momentum Edizioni, 2011), ”Porno Bloc. Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista” (fotografie di Marco Belli; edizione bilingue italiano/romeno; Lite Editions, 2012), ”Apologia di uomini inutili” (Edizioni La Gru, 2013). È il creatore dell’ispettore ferrarese Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Momentum Edizioni) ”Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico” (2011; Premio Liberi di Scrivere Award) e ”Malatesta. La Tremarella” (2012; il cui ricavato è andato interamente alle vittime del terremoto in Emilia). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su ”il manifesto”, ”Il Reportage”, ”East Journal”, ”Il reporter” e ”Torno Giovedì”. Collabora con “il Fatto Quotidiano”. Vive tra Milano e Istanbul.

(source: Bol.com)

Pietro Malatesta, poliziotto ferrarese con un passato da teppista, che gira solo in bicicletta e che divide la casa con la madre, l’ex moglie, un figlio nullafacente e il Boy, il palestrato zero-cerebro che sta con la sua ex, è uno sbirro decisamente atipico, connotabile sulla falsa riga di tanti eroi del fumetto e della tv Anni ’70 (non per niente Malatesta ha come mito Starsky di Starsky & Hutch e si veste come lui). Le storie sono brevi, accattivanti, pienamente inserite nel genere “giallo di provincia’, e si snodano in una Ferrara multi-etnica, alle volte sporca e un po’ barbara, fatta di ultrà della Spal, bevute nei bar, adolescenti fancazzisti imitatori di mode, spaccio, colori politici che paiono mai sbiadire.

+++ Vincitore del Premio Liberi Di Scrivere Award 2012 +++
+++ Finalista al Premio Il Mio Libro 2012 +++

COSA HANNO DETTO SU ”MALATESTA”

”La capacità dell’autore di immergere Malatesta in una dimensione a noi famigliare, attraverso un sottile gioco di equilibri tra suspense e ritmi più allentati, che conferiscono al suo personaggio, così come a tutti gli altri, quella credibilità che permette al lettore di provare affezione per loro e per le loro storie.” i-libri

”Un romanzo che merita davvero di essere letto, in grado di sfoderare sorprese ad ogni capitolo, per gli amanti del noir ma anche per chi tenderebbe più verso altri generi.” Scrittevolmente

”Un hard boiled 100% italiano, un pulp al tortellino piccante, un nero ferrarese, le indagini di uno sbirro anarchico. Lorenzo Mazzoni dimostra una grandissima capacità nel ripercorrere le dinamiche del Pulp valorizzandole e contestualizzandole nella cultura e nel modo di vivere di una Ferrara che sembra quasi incantata” Nero Cafè

”Mazzoni è uno scrittore di belle storie, alla Graham Greene.” Il Sole 24Ore

”Uno scrittore che sa promuoversi a miglia di distanza dalle muffe letterarie delle nostre province.” Il Mattino

”Lorenzo Mazzoni scrive un romanzo realistico, aspro, beffardo, e anche terribilmente toccante. Il suo narrare è serrato, senza fronzoli, ma accurato e capace di poesia, cinematografico e sensoriale, spiritoso e ritmico.” Sabrina Minetti, scrittrice

L’AUTORE

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui ”Il requiem di Valle Secca” (Tracce, 2006), ”Ost, il banchetto degli scarafaggi” (Edizioni Melquìades, 2007), ”Le bestie/Kinshasa Serenade” (Momentum Edizioni, 2011), ”Porno Bloc. Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista” (fotografie di Marco Belli; edizione bilingue italiano/romeno; Lite Editions, 2012), ”Apologia di uomini inutili” (Edizioni La Gru, 2013). È il creatore dell’ispettore ferrarese Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Momentum Edizioni) ”Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico” (2011; Premio Liberi di Scrivere Award) e ”Malatesta. La Tremarella” (2012; il cui ricavato è andato interamente alle vittime del terremoto in Emilia). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su ”il manifesto”, ”Il Reportage”, ”East Journal”, ”Il reporter” e ”Torno Giovedì”. Collabora con “il Fatto Quotidiano”. Vive tra Milano e Istanbul.

(source: Bol.com)

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Maigret e l’uomo solitario

La stanza era piuttosto spaziosa, e i vetri delle due finestre erano stati rimpiazzati da cartoni e carta da pacchi. Il pavimento sconnesso, con larghe fessure tra i listelli di legno, era ingombro di un incredibile ciarpame, oggetti per lo più rotti e totalmente inutilizzabili. Colpiva, in particolare, sopra una branda di ferro coperta da un vecchio pagliericcio, un uomo completamente vestito e palesemente morto. Il petto era coperto di sangue rappreso, ma il volto aveva conservato un’espressione serena. L’abbigliamento da barbone strideva con il volto e le mani. Era piuttosto anziano e aveva lunghi capelli argentei dai riflessi azzurrini. Anche gli occhi erano azzurri, ma la loro fissità metteva a disagio e Maigret glieli chiuse. Portava baffi bianchi leggermente arricciati e un pizzetto, bianco anche quello, alla Richelieu. Per il resto era rasato di fresco, e Maigret ebbe un’altra sorpresa notando le mani estremamente curate. ‘Sembra un vecchio attore nel ruolo di un barbone’ mormorò. (Le inchieste di Maigret 71 di 75)
(source: Bol.com)

La stanza era piuttosto spaziosa, e i vetri delle due finestre erano stati rimpiazzati da cartoni e carta da pacchi. Il pavimento sconnesso, con larghe fessure tra i listelli di legno, era ingombro di un incredibile ciarpame, oggetti per lo più rotti e totalmente inutilizzabili. Colpiva, in particolare, sopra una branda di ferro coperta da un vecchio pagliericcio, un uomo completamente vestito e palesemente morto. Il petto era coperto di sangue rappreso, ma il volto aveva conservato un’espressione serena. L’abbigliamento da barbone strideva con il volto e le mani. Era piuttosto anziano e aveva lunghi capelli argentei dai riflessi azzurrini. Anche gli occhi erano azzurri, ma la loro fissità metteva a disagio e Maigret glieli chiuse. Portava baffi bianchi leggermente arricciati e un pizzetto, bianco anche quello, alla Richelieu. Per il resto era rasato di fresco, e Maigret ebbe un’altra sorpresa notando le mani estremamente curate. ‘Sembra un vecchio attore nel ruolo di un barbone’ mormorò. (Le inchieste di Maigret 71 di 75)
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Mai per amore

Un tempo Jared e Tate erano grandi amici: sono cresciuti insieme, si sono aiutati a vicenda nei momenti difficili. Ma, dopo un’estate che hanno trascorso lontani, Jared è cambiato. Il bambino dolce di una volta si è trasformato in un ragazzo difficile e astioso, sempre pronto a offendere e deridere Tate, a schernirla e a farla oggetto dei propri soprusi. A scuola le ha reso la vita un inferno, e Tate non sa più come difendersi: vorrebbe odiarlo eppure non ci riesce, perché sente che il suo vecchio amico ha sofferto, che questa sua prepotenza nasconde una profonda ferita. Deve scoprire il motivo della sua rabbia, raggiungere il suo cuore e carpire il segreto da cui lui ha deciso di tenerla all’oscuro…

Un tempo Jared e Tate erano grandi amici: sono cresciuti insieme, si sono aiutati a vicenda nei momenti difficili. Ma, dopo un’estate che hanno trascorso lontani, Jared è cambiato. Il bambino dolce di una volta si è trasformato in un ragazzo difficile e astioso, sempre pronto a offendere e deridere Tate, a schernirla e a farla oggetto dei propri soprusi. A scuola le ha reso la vita un inferno, e Tate non sa più come difendersi: vorrebbe odiarlo eppure non ci riesce, perché sente che il suo vecchio amico ha sofferto, che questa sua prepotenza nasconde una profonda ferita. Deve scoprire il motivo della sua rabbia, raggiungere il suo cuore e carpire il segreto da cui lui ha deciso di tenerla all’oscuro…

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I magnifici 7 capolavori della letteratura tedesca

* GOETHE, I dolori del giovane WertherHOFFMANN, Gli elisir del diavoloKAFKA, Il processoJ. ROTH, La Marcia di RadetzkyMUSIL, I turbamenti del giovane TörlessZWEIG, Novella degli scacchiSCHNITZLER, Doppio sognoEdizioni integraliIn questo volume sono raccolti sette gioielli della letteratura tedesca. Sette opere in cui la creatività letteraria ha toccato i suoi vertici. Si parte con Goethe e I dolori del giovane Werther, romanzo epistolare simbolo dello Sturm und Drang, che anticipa temi propri del romanticismo tedesco, in cui si entra appieno, con Gli elisir del diavolo di Hoffmann, matura rappresentazione della catastrofe che minaccia l’individuo se abbandona le certezze illuministe. Si prosegue con Il processo di Kafka, storia dai tratti surreali in cui un impiegato, Josef K., viene accusato, arrestato e processato per motivi che nessuno vuole rivelargli. Nel suo capolavoro La Marcia di Radetzky, Roth dà vita a un affresco di rara forza narrativa, in cui le vicende storiche dell’Impero austro-ungarico si intrecciano a quelle umane di una famiglia fedele sostenitrice dell’imperatore. Sempre all’interno della crisi della società mitteleuropea si iscrive I turbamenti del giovane Törless di Musil, storia dei tormenti e delle scoperte che accompagnano il superamento dell’adolescenza di uno studente e dei suoi compagni di collegio. Concludono il volume Novella degli scacchi, capolavoro dell’austriaco Stefan Zweig, le cui opere furono bruciate nei roghi nazisti, e Doppio sogno di Schnitzler, quasi una favola in bilico tra sogno e realtà, resa celebre dal film di Kubrick Eyes Wide Shut.

(source: Bol.com)

* GOETHE, I dolori del giovane WertherHOFFMANN, Gli elisir del diavoloKAFKA, Il processoJ. ROTH, La Marcia di RadetzkyMUSIL, I turbamenti del giovane TörlessZWEIG, Novella degli scacchiSCHNITZLER, Doppio sognoEdizioni integraliIn questo volume sono raccolti sette gioielli della letteratura tedesca. Sette opere in cui la creatività letteraria ha toccato i suoi vertici. Si parte con Goethe e I dolori del giovane Werther, romanzo epistolare simbolo dello Sturm und Drang, che anticipa temi propri del romanticismo tedesco, in cui si entra appieno, con Gli elisir del diavolo di Hoffmann, matura rappresentazione della catastrofe che minaccia l’individuo se abbandona le certezze illuministe. Si prosegue con Il processo di Kafka, storia dai tratti surreali in cui un impiegato, Josef K., viene accusato, arrestato e processato per motivi che nessuno vuole rivelargli. Nel suo capolavoro La Marcia di Radetzky, Roth dà vita a un affresco di rara forza narrativa, in cui le vicende storiche dell’Impero austro-ungarico si intrecciano a quelle umane di una famiglia fedele sostenitrice dell’imperatore. Sempre all’interno della crisi della società mitteleuropea si iscrive I turbamenti del giovane Törless di Musil, storia dei tormenti e delle scoperte che accompagnano il superamento dell’adolescenza di uno studente e dei suoi compagni di collegio. Concludono il volume Novella degli scacchi, capolavoro dell’austriaco Stefan Zweig, le cui opere furono bruciate nei roghi nazisti, e Doppio sogno di Schnitzler, quasi una favola in bilico tra sogno e realtà, resa celebre dal film di Kubrick Eyes Wide Shut.

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I magnifici 7 capolavori della letteratura russa

* PUŠKIN, La figlia del capitanoGOGOL’, I racconti degli arabeschi, Il naso e Il cappottoTURGENEV, Un nido di nobiliDOSTOEVSKIJ, Le notti biancheTOLSTOJ, Anna KareninaBULGAKOV, Cuore di caneŠALAMOV, I racconti della KolymaEdizioni integraliSette giganti, interpreti e testimoni della storia del loro grande paese. Seguendo le vicende del contrastato amore tra Pëtr Grinëv e Maša Mironova, sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta dei cosacchi, Puškin porta a compimento la propria tormentosa interrogazione sul potere russo iniziata con la tragedia Boris Godunov. La vena ironica e surreale è invece più congeniale a Gogol’, la cui straordinaria capacità inventiva dà vita a un universo vario e multiforme di personaggi gretti e meschini o di ingenui manipolati cinicamente, protagonisti di vicende al limite del nonsenso, narrate con stile originale, come in questi Racconti degli arabeschi e soprattutto ne Il naso e ne Il cappotto. Con Turgenev e il suo Nido di nobili entriamo in quel periodo della storia russa in cui cominciavano a germogliare i semi di grandi stravolgimenti sociali e filosofici. Le notti bianche di Dostoevskij si situa nel periodo definito “romantico” dello scrittore, uno dei più grandi di tutti i tempi; il suo eroe è qui il sognatore, nella cui piatta esistenza piomba per un breve attimo la giovane Nasten’ka, simbolo del pulsare delle emozioni. Anche Anna Karenina, l’eroina dell’omonimo romanzo di Tolstoj, è alla ricerca delle emozioni potenti che rendono la vita degna di essere vissuta, e che lei ha perduto nella piattezza quotidiana di un matrimonio senza amore né passione. Una splendida figura di donna che non possiamo fare a meno di amare. Protagonista del racconto di Bulgakov è invece un cane sottoposto a un trapianto di organi umani: attraverso il paradosso e l’assurdo esplode, con scrittura graffiante e ironica fantasia, tutta la godibilissima capacità di satira sociale di uno scrittore le cui opere furono vietate in patria durante il periodo staliniano. Non la censura, ma addirittura l’internamento in un lager fu il prezzo pagato da Varlam Šalamov alla dittatura staliniana: degli anni trascorsi come “traditore del popolo” in quell’immenso ‘crematorio bianco’ che è la Kolyma, estremo Nord-est siberiano, lo scrittore ci ha lasciato una commovente testimonianza nei suoi celebri Racconti della Kolyma.

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* PUŠKIN, La figlia del capitanoGOGOL’, I racconti degli arabeschi, Il naso e Il cappottoTURGENEV, Un nido di nobiliDOSTOEVSKIJ, Le notti biancheTOLSTOJ, Anna KareninaBULGAKOV, Cuore di caneŠALAMOV, I racconti della KolymaEdizioni integraliSette giganti, interpreti e testimoni della storia del loro grande paese. Seguendo le vicende del contrastato amore tra Pëtr Grinëv e Maša Mironova, sullo sfondo di una Russia attraversata dalla rivolta dei cosacchi, Puškin porta a compimento la propria tormentosa interrogazione sul potere russo iniziata con la tragedia Boris Godunov. La vena ironica e surreale è invece più congeniale a Gogol’, la cui straordinaria capacità inventiva dà vita a un universo vario e multiforme di personaggi gretti e meschini o di ingenui manipolati cinicamente, protagonisti di vicende al limite del nonsenso, narrate con stile originale, come in questi Racconti degli arabeschi e soprattutto ne Il naso e ne Il cappotto. Con Turgenev e il suo Nido di nobili entriamo in quel periodo della storia russa in cui cominciavano a germogliare i semi di grandi stravolgimenti sociali e filosofici. Le notti bianche di Dostoevskij si situa nel periodo definito “romantico” dello scrittore, uno dei più grandi di tutti i tempi; il suo eroe è qui il sognatore, nella cui piatta esistenza piomba per un breve attimo la giovane Nasten’ka, simbolo del pulsare delle emozioni. Anche Anna Karenina, l’eroina dell’omonimo romanzo di Tolstoj, è alla ricerca delle emozioni potenti che rendono la vita degna di essere vissuta, e che lei ha perduto nella piattezza quotidiana di un matrimonio senza amore né passione. Una splendida figura di donna che non possiamo fare a meno di amare. Protagonista del racconto di Bulgakov è invece un cane sottoposto a un trapianto di organi umani: attraverso il paradosso e l’assurdo esplode, con scrittura graffiante e ironica fantasia, tutta la godibilissima capacità di satira sociale di uno scrittore le cui opere furono vietate in patria durante il periodo staliniano. Non la censura, ma addirittura l’internamento in un lager fu il prezzo pagato da Varlam Šalamov alla dittatura staliniana: degli anni trascorsi come “traditore del popolo” in quell’immenso ‘crematorio bianco’ che è la Kolyma, estremo Nord-est siberiano, lo scrittore ci ha lasciato una commovente testimonianza nei suoi celebri Racconti della Kolyma.

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I magnifici 7 capolavori della letteratura per ragazzi

* DEFOE, Robinson CrusoeVERNE, Il giro del mondo in 80 giorniTWAIN, Le avventure di Tom SawyerDE AMICIS, CuoreSTEVENSON, L’isola del tesoroBARRIE, Le avventure di Peter PanSALGARI, Sandokan. Le tigri di MompracemEdizioni integraliHanno fatto sognare generazioni di ragazzi che, divenuti genitori, li hanno passati come memorie preziose ai figli. E faranno sognare anche gli adolescenti di oggi, complice il cinema che ha raccontato queste meravigliose storie sulle schermo; come nel caso del naufrago per antonomasia, Robinson Crusoe, l’eroe tenace che affronta l’ignoto con lucidità e fiducia. Non si contano poi le trasposizioni cinematografiche de Il giro del mondo in 80 giorni, capolavoro immortale di Verne, che non perde mai interesse, anche se oggi il giro del mondo si fa in molto meno tempo. Cambiamo continente e stile: arriva Tom Sawyer, il simpaticissimo ragazzino ribelle, creatura di Mark Twain, che abbandona l’infanzia lottando contro i fuorilegge del West. Dalle praterie americane torniamo in Italia, in una scuola di fine Ottocento, dove crescono e si scontrano ragazzi buoni e cattivi: ma esistono poi ragazzi cattivi? De Amicis ci risponderà, nel suo libro Cuore. Con veri cattivi invece dovrà vedersela Jim Hawkins, protagonista dell’Isola del tesoro, il capolavoro di Stevenson: e saranno i pirati del comandante Long John Silver. C’è un pirata tremendo anche nella bellissima favola di Barrie: è Capitan Uncino, lo conosciamo tutti, il mortale nemico di Peter Pan e della sua allegrissima banda che abita la splendida Isolachenoncè. Ormai con Peter abbiamo imparato a volare e in un baleno eccoci a casa, in Italia, dove troviamo Emilio Salgari e i suoi incredibili e fantastici viaggi nell’avventura, in paesi esotici dove regnano… i pirati, ma questa volta sono dalla parte dei buoni, sono tigrotti, sono Le tigri di Mompracem, pronti a seguire fino alla morte il loro capo, il coraggioso, il puro, l’indomabile Sandokan.

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* DEFOE, Robinson CrusoeVERNE, Il giro del mondo in 80 giorniTWAIN, Le avventure di Tom SawyerDE AMICIS, CuoreSTEVENSON, L’isola del tesoroBARRIE, Le avventure di Peter PanSALGARI, Sandokan. Le tigri di MompracemEdizioni integraliHanno fatto sognare generazioni di ragazzi che, divenuti genitori, li hanno passati come memorie preziose ai figli. E faranno sognare anche gli adolescenti di oggi, complice il cinema che ha raccontato queste meravigliose storie sulle schermo; come nel caso del naufrago per antonomasia, Robinson Crusoe, l’eroe tenace che affronta l’ignoto con lucidità e fiducia. Non si contano poi le trasposizioni cinematografiche de Il giro del mondo in 80 giorni, capolavoro immortale di Verne, che non perde mai interesse, anche se oggi il giro del mondo si fa in molto meno tempo. Cambiamo continente e stile: arriva Tom Sawyer, il simpaticissimo ragazzino ribelle, creatura di Mark Twain, che abbandona l’infanzia lottando contro i fuorilegge del West. Dalle praterie americane torniamo in Italia, in una scuola di fine Ottocento, dove crescono e si scontrano ragazzi buoni e cattivi: ma esistono poi ragazzi cattivi? De Amicis ci risponderà, nel suo libro Cuore. Con veri cattivi invece dovrà vedersela Jim Hawkins, protagonista dell’Isola del tesoro, il capolavoro di Stevenson: e saranno i pirati del comandante Long John Silver. C’è un pirata tremendo anche nella bellissima favola di Barrie: è Capitan Uncino, lo conosciamo tutti, il mortale nemico di Peter Pan e della sua allegrissima banda che abita la splendida Isolachenoncè. Ormai con Peter abbiamo imparato a volare e in un baleno eccoci a casa, in Italia, dove troviamo Emilio Salgari e i suoi incredibili e fantastici viaggi nell’avventura, in paesi esotici dove regnano… i pirati, ma questa volta sono dalla parte dei buoni, sono tigrotti, sono Le tigri di Mompracem, pronti a seguire fino alla morte il loro capo, il coraggioso, il puro, l’indomabile Sandokan.

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I magnifici 7 capolavori della letteratura italiana

* FOSCOLO, Ultime lettere di Jacopo OrtisMANZONI, I promessi sposiVERGA, I MalavogliaD’ANNUNZIO, Il piacereFOGAZZARO, Piccolo mondo anticoPIRANDELLO, Il fu Mattia PascalSVEVO, La coscienza di ZenoEdizioni integraliIn questo volume ripercorriamo in compagnia dei nostri più grandi scrittori due secoli fondamentali per la letteratura italiana. Ugo Foscolo ci trascina nel suo mondo tumultuoso di passioni e tormenti con le Ultime lettere di Jacopo Ortis: impostato come un romanzo epistolare lirico, con i suoi contenuti e con il suo stile, ha dato inizio alla prosa italiana moderna. Dopo Foscolo è Alessandro Manzoni a narrarci la storia di Renzo e Lucia, don Abbondio e padre Cristoforo, della monaca di Monza e dell’Innominato: generazioni di lettori si sono appassionate alle vicende de I promessi sposi. Ci inoltriamo poi nella modernità al seguito di Giovanni Verga, che con dolore e commozione diventa cronista delle tragedie dei vinti. Un romanzo come I Malavoglia – notò Capuana – non si può riassumere: la storia di questa famiglia di pescatori di Aci Trezza, paesino in provincia di Catania, è ormai considerata una sorta di manifesto del verismo italiano e un classico della nostra letteratura. Di un altro mondo, di tutt’altra atmosfera ci parla Gabriele D’Annunzio che con Il piacere scrisse il suo capolavoro e, come molti ritengono, il primo romanzo moderno. Ancora risvolti intimistici, ma questa volta intrecciati strettamente al contesto storico, incontriamo nel capolavoro di Antonio Fogazzaro Piccolo mondo antico, che ci trasporta nella brumosa Italia settentrionale in pieno fervore risorgimentale. Il fu Mattia Pascal è il romanzo forse più affascinante e magico di questa raccolta, nonché della imponente produzione di Luigi Pirandello, genio della letteratura mondiale. Ne La coscienza di Zeno cominciano a farsi udire le voci del misterioso e minaccioso mondo interiore cui proprio in quel periodo Freud dedicava i suoi studi. Rimasto incompreso per lungo tempo, è il più importante romanzo di Italo Svevo.

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* FOSCOLO, Ultime lettere di Jacopo OrtisMANZONI, I promessi sposiVERGA, I MalavogliaD’ANNUNZIO, Il piacereFOGAZZARO, Piccolo mondo anticoPIRANDELLO, Il fu Mattia PascalSVEVO, La coscienza di ZenoEdizioni integraliIn questo volume ripercorriamo in compagnia dei nostri più grandi scrittori due secoli fondamentali per la letteratura italiana. Ugo Foscolo ci trascina nel suo mondo tumultuoso di passioni e tormenti con le Ultime lettere di Jacopo Ortis: impostato come un romanzo epistolare lirico, con i suoi contenuti e con il suo stile, ha dato inizio alla prosa italiana moderna. Dopo Foscolo è Alessandro Manzoni a narrarci la storia di Renzo e Lucia, don Abbondio e padre Cristoforo, della monaca di Monza e dell’Innominato: generazioni di lettori si sono appassionate alle vicende de I promessi sposi. Ci inoltriamo poi nella modernità al seguito di Giovanni Verga, che con dolore e commozione diventa cronista delle tragedie dei vinti. Un romanzo come I Malavoglia – notò Capuana – non si può riassumere: la storia di questa famiglia di pescatori di Aci Trezza, paesino in provincia di Catania, è ormai considerata una sorta di manifesto del verismo italiano e un classico della nostra letteratura. Di un altro mondo, di tutt’altra atmosfera ci parla Gabriele D’Annunzio che con Il piacere scrisse il suo capolavoro e, come molti ritengono, il primo romanzo moderno. Ancora risvolti intimistici, ma questa volta intrecciati strettamente al contesto storico, incontriamo nel capolavoro di Antonio Fogazzaro Piccolo mondo antico, che ci trasporta nella brumosa Italia settentrionale in pieno fervore risorgimentale. Il fu Mattia Pascal è il romanzo forse più affascinante e magico di questa raccolta, nonché della imponente produzione di Luigi Pirandello, genio della letteratura mondiale. Ne La coscienza di Zeno cominciano a farsi udire le voci del misterioso e minaccioso mondo interiore cui proprio in quel periodo Freud dedicava i suoi studi. Rimasto incompreso per lungo tempo, è il più importante romanzo di Italo Svevo.

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I magnifici 7 capolavori della letteratura irlandese

* SWIFT, I viaggi di GulliverSTERNE, Viaggio sentimentaleLE FANU, CarmillaSTOKER, DraculaWILDE, Il ritratto di Dorian GrayYEATS, Fiabe irlandesiJOYCE, Gente di DublinoEdizioni integraliLa verde e tormentata terra d’Irlanda è la patria di alcuni tra gli scrittori più importanti di tutta la letteratura. Come Jonathan Swift che, attraverso la favolosa descrizione delle immaginarie popolazioni di Lilliput, Brobdingnag, Laputa e Huyhnhnmlandia, nei favolosi Viaggi di Gulliver ritrae con ironia sferzante le assurdità e i difetti dell’Europa settecentesca. Di Sterne si dice addirittura che abbia scardinato le regole valide fino ad allora per la costruzione del romanzo; nel suo Viaggio sentimentale, Yorick, pseudonimo di Sterne, più che paesaggi e popolazioni, descrive le sensazioni che gli nascono via via nell’animo. Con Le Fanu entriamo in quel filone ottocentesco europeo che si concentrò sugli aspetti più oscuri e inquietanti dell’esperienza umana e che produsse capolavori del terrore come Carmilla, storia di vampiri al femminile, o come il celebre Dracula di Stoker, le cui versioni cinematografiche e le innumerevoli imitazioni letterarie sembrano non avere fine. Oscar Wilde, il geniale e sfortunato poeta, ci racconta di un altro mostro, Dorian Gray, dalla interminabile e sospetta giovinezza, nella sua opera forse più fortunata e riuscita. Il mondo di Yeats invece non ha niente di oscuro o pauroso, se escludiamo le sirene e i fantasmi che popolano le fiabe della sua terra. Ci parla di elfi, di gnomi, di foreste e spiagge incantate, di filastrocche e ballate, realizzando una splendida panoramica del folclore irlandese. Ultimo ma ovviamente non ultimo, autore di un capolavoro ancora oggi unico nel suo genere come l’Ulisse, James Joyce è forse lo scrittore che più d’ogni altro ha contribuito alla nascita della letteratura moderna. Spogliando il racconto breve degli ultimi orpelli romantici grazie al suo realismo minuzioso ed essenziale, Joyce, con le quindici storie che compongono Gente di Dublino, gli conferì statura artistica e ne fece il genere letterario più moderno.

(source: Bol.com)

* SWIFT, I viaggi di GulliverSTERNE, Viaggio sentimentaleLE FANU, CarmillaSTOKER, DraculaWILDE, Il ritratto di Dorian GrayYEATS, Fiabe irlandesiJOYCE, Gente di DublinoEdizioni integraliLa verde e tormentata terra d’Irlanda è la patria di alcuni tra gli scrittori più importanti di tutta la letteratura. Come Jonathan Swift che, attraverso la favolosa descrizione delle immaginarie popolazioni di Lilliput, Brobdingnag, Laputa e Huyhnhnmlandia, nei favolosi Viaggi di Gulliver ritrae con ironia sferzante le assurdità e i difetti dell’Europa settecentesca. Di Sterne si dice addirittura che abbia scardinato le regole valide fino ad allora per la costruzione del romanzo; nel suo Viaggio sentimentale, Yorick, pseudonimo di Sterne, più che paesaggi e popolazioni, descrive le sensazioni che gli nascono via via nell’animo. Con Le Fanu entriamo in quel filone ottocentesco europeo che si concentrò sugli aspetti più oscuri e inquietanti dell’esperienza umana e che produsse capolavori del terrore come Carmilla, storia di vampiri al femminile, o come il celebre Dracula di Stoker, le cui versioni cinematografiche e le innumerevoli imitazioni letterarie sembrano non avere fine. Oscar Wilde, il geniale e sfortunato poeta, ci racconta di un altro mostro, Dorian Gray, dalla interminabile e sospetta giovinezza, nella sua opera forse più fortunata e riuscita. Il mondo di Yeats invece non ha niente di oscuro o pauroso, se escludiamo le sirene e i fantasmi che popolano le fiabe della sua terra. Ci parla di elfi, di gnomi, di foreste e spiagge incantate, di filastrocche e ballate, realizzando una splendida panoramica del folclore irlandese. Ultimo ma ovviamente non ultimo, autore di un capolavoro ancora oggi unico nel suo genere come l’Ulisse, James Joyce è forse lo scrittore che più d’ogni altro ha contribuito alla nascita della letteratura moderna. Spogliando il racconto breve degli ultimi orpelli romantici grazie al suo realismo minuzioso ed essenziale, Joyce, con le quindici storie che compongono Gente di Dublino, gli conferì statura artistica e ne fece il genere letterario più moderno.

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