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Poco o niente

La grande paura del Duemila è di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Mentre la grande crisi economica di questi anni ha drammaticamente messo a nudo la fragilità del nostro benessere, in questo testo Giampaolo Pansa tenta di rispondere a una domanda cruciale: torneremo poveri come erano i nostri genitori e nonni? Intrecciando racconti familiari e indagini storiche, Pansa mostra il volto autentico e spesso feroce dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento: pochi ricchi decidevano tutto, la miseria era ovunque, le donne venivano costrette a partorire un figlio dopo l’altro, le città erano un inferno in preda al colera e alla malaria, i bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Poco o niente è il ritratto di questo mondo di povertà e fatica, ma è soprattutto un monito a trarre dal nostro recente passato gli insegnamenti indispensabili per affrontare con impegno e coraggio il futuro pieno di incognite che ci attende.

(source: Bol.com)

La grande paura del Duemila è di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Mentre la grande crisi economica di questi anni ha drammaticamente messo a nudo la fragilità del nostro benessere, in questo testo Giampaolo Pansa tenta di rispondere a una domanda cruciale: torneremo poveri come erano i nostri genitori e nonni? Intrecciando racconti familiari e indagini storiche, Pansa mostra il volto autentico e spesso feroce dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento: pochi ricchi decidevano tutto, la miseria era ovunque, le donne venivano costrette a partorire un figlio dopo l’altro, le città erano un inferno in preda al colera e alla malaria, i bordelli prosperavano e il sesso nascosto trionfava. Poco o niente è il ritratto di questo mondo di povertà e fatica, ma è soprattutto un monito a trarre dal nostro recente passato gli insegnamenti indispensabili per affrontare con impegno e coraggio il futuro pieno di incognite che ci attende.

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Più di tutto

Da adolescente, Charlie “Chase” Rhodes incontra Scott Boone e si innamora perdutamente del popolare, atletico ragazzo della porta accanto. Charlie pensa di vivere un sogno quando Scott dice che prova le stesse cose. Ma i suoi sogni si infrangono quando il giovane inaspettatamente si trasferisce.

Anni dopo, Charlie conosce Adan Navarro, sfacciato e sicuro di sé, che senza problemi dichiara di voler solo rotolarsi un po’ con lui tra le lenzuola. Dopo otto mesi, insieme, Charlie è convinto che Adan ricambi il suo amore. Ma quando arriva l’opportunità di essere onesti riguardo alla loro relazione, Adan non lo fa.

Il tempo passa e la vita continua, ma quando Charlie scopre che gli unici due uomini che abbia mai amato si amano a vicenda, il suo cuore va di nuovo in pezzi. Scott e Adan gli dicono che lo rivogliono, ma Charlie non sa che si può fidare di due persone che l’hanno ferito così profondamente. Il tempo forse non guarisce tutte le ferite, ma con due uomini motivati e desiderosi di averlo indietro, Charlie otterrà molto di più di quanto abbia mai creduto possibile.

(source: Bol.com)

Da adolescente, Charlie “Chase” Rhodes incontra Scott Boone e si innamora perdutamente del popolare, atletico ragazzo della porta accanto. Charlie pensa di vivere un sogno quando Scott dice che prova le stesse cose. Ma i suoi sogni si infrangono quando il giovane inaspettatamente si trasferisce.

Anni dopo, Charlie conosce Adan Navarro, sfacciato e sicuro di sé, che senza problemi dichiara di voler solo rotolarsi un po’ con lui tra le lenzuola. Dopo otto mesi, insieme, Charlie è convinto che Adan ricambi il suo amore. Ma quando arriva l’opportunità di essere onesti riguardo alla loro relazione, Adan non lo fa.

Il tempo passa e la vita continua, ma quando Charlie scopre che gli unici due uomini che abbia mai amato si amano a vicenda, il suo cuore va di nuovo in pezzi. Scott e Adan gli dicono che lo rivogliono, ma Charlie non sa che si può fidare di due persone che l’hanno ferito così profondamente. Il tempo forse non guarisce tutte le ferite, ma con due uomini motivati e desiderosi di averlo indietro, Charlie otterrà molto di più di quanto abbia mai creduto possibile.

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Le più belle fiabe popolari italiane (eNewton Classici)

A cura di Cecilia Gatto Trocchi
Le fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».
Cecilia Gatto Trocchi
(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.
**
### Sinossi
A cura di Cecilia Gatto Trocchi
Le fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».
Cecilia Gatto Trocchi
(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.

A cura di Cecilia Gatto Trocchi
Le fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».
Cecilia Gatto Trocchi
(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.
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### Sinossi
A cura di Cecilia Gatto Trocchi
Le fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».
Cecilia Gatto Trocchi
(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.

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Più alto del mare

”Potevano i visitatori di un carcere speciale essere accolti dalla bellezza del creato? Sì, potevano. E questo era inganno, crudeltà, stortura.”. Asinara, fine anni Settanta. C’è la guerra, in Italia. È tempo di regime duro, tolleranza zero, e l’istituto di massima sicurezza dell’Isola ne è il luogo simbolo. Luisa non lo sa e quando sale sulla nave per far visita a un marito pluriomicida è agitata, sì, ma solo perché non ha mai visto il mare. Paolo invece ne sa fin troppo e, quando torna sull’Isola, quel profumo salmastro gli riporta alla mente le estati al mare con il figlio piccolo. Molto prima che l’orrore della lotta politica irrompesse nelle loro vite. Ma c’è una cosa che Luisa e Paolo hanno in comune: sono soli nel dolore, in un Paese che non può permettersi pietà pubblica per gente come loro. Bloccati sul posto dal maestrale, accettano l’ospitalità di una guardia carceraria, Nitti. Li attende una lunga notte che sembra disegnata dal destino.

(source: Bol.com)

”Potevano i visitatori di un carcere speciale essere accolti dalla bellezza del creato? Sì, potevano. E questo era inganno, crudeltà, stortura.”. Asinara, fine anni Settanta. C’è la guerra, in Italia. È tempo di regime duro, tolleranza zero, e l’istituto di massima sicurezza dell’Isola ne è il luogo simbolo. Luisa non lo sa e quando sale sulla nave per far visita a un marito pluriomicida è agitata, sì, ma solo perché non ha mai visto il mare. Paolo invece ne sa fin troppo e, quando torna sull’Isola, quel profumo salmastro gli riporta alla mente le estati al mare con il figlio piccolo. Molto prima che l’orrore della lotta politica irrompesse nelle loro vite. Ma c’è una cosa che Luisa e Paolo hanno in comune: sono soli nel dolore, in un Paese che non può permettersi pietà pubblica per gente come loro. Bloccati sul posto dal maestrale, accettano l’ospitalità di una guardia carceraria, Nitti. Li attende una lunga notte che sembra disegnata dal destino.

(source: Bol.com)

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La Pistolera Della Morte

Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno.
In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori, vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.

Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno.
In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori, vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.

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Il Pirata e il Cowboy

Il Pirata e il Cowboy: Pantani e Armstrong, le storie maledette by Leo Turrini
C’erano una volta un Pirata e un Cowboy. Troppo breve fu il loro duello sulle strade del Tour de France e dell’Olimpiade, nell’estate del 2000. Troppo breve e zeppo di bugie: avessimo conosciuto allora l’intera verità sul conto di Lance Armstrong, il Cowboy, forse il giudizio popolare su Marco Pantani, il Pirata, sarebbe stato molto diverso.
Il racconto di una rivalità che avrebbe potuto cambiare la storia del ciclismo moderno, nel cuore di una sfida da tragedia greca tra un Ettore e un Achille della bicicletta, merita di essere riscritto oggi. È tardi per porre riparo a una manipolazione della realtà che innescò uno spaventoso cortocircuito mediatico: ma certo è venuto il momento di riconoscere che il Pirata e il Cowboy erano due facce della stessa medaglia, la medaglia di un ciclismo nel quale pretendere di distinguere buoni e cattivi fu soltanto un penoso esercizio di ipocrisia.
C’erano una volta un Pirata e un Cowboy. C’erano una volta Marco Pantani e Lance Armstrong. Tra disgrazie e tragedie, tra orrori ed errori, entrambi hanno segnato, nel bene e nel male, il nostro tempo. Abbandonarli all’oblio, fingendo di dimenticarli, farebbe torto non soltanto alle loro biografie.
Ma a noi stessi.
Leo Turrini è nato a Sassuolo nel 1960. Da oltre trent’anni racconta per i quotidiani del gruppo Poligrafici i grandi eventi dello sport. Ha scritto le biografie di Enzo Ferrari, Gino Bartali, Michael Schumacher e Lucio Battisti.
Va piano in bicicletta, ma ama moltissimo le storie, felici e tragiche, del ciclismo.
Cosa avremmo detto,
da bambini, se avessimo scoperto
che Cenerentola era, in realtà, più cattiva
e cinica delle sorellastre?

Il Pirata e il Cowboy: Pantani e Armstrong, le storie maledette by Leo Turrini
C’erano una volta un Pirata e un Cowboy. Troppo breve fu il loro duello sulle strade del Tour de France e dell’Olimpiade, nell’estate del 2000. Troppo breve e zeppo di bugie: avessimo conosciuto allora l’intera verità sul conto di Lance Armstrong, il Cowboy, forse il giudizio popolare su Marco Pantani, il Pirata, sarebbe stato molto diverso.
Il racconto di una rivalità che avrebbe potuto cambiare la storia del ciclismo moderno, nel cuore di una sfida da tragedia greca tra un Ettore e un Achille della bicicletta, merita di essere riscritto oggi. È tardi per porre riparo a una manipolazione della realtà che innescò uno spaventoso cortocircuito mediatico: ma certo è venuto il momento di riconoscere che il Pirata e il Cowboy erano due facce della stessa medaglia, la medaglia di un ciclismo nel quale pretendere di distinguere buoni e cattivi fu soltanto un penoso esercizio di ipocrisia.
C’erano una volta un Pirata e un Cowboy. C’erano una volta Marco Pantani e Lance Armstrong. Tra disgrazie e tragedie, tra orrori ed errori, entrambi hanno segnato, nel bene e nel male, il nostro tempo. Abbandonarli all’oblio, fingendo di dimenticarli, farebbe torto non soltanto alle loro biografie.
Ma a noi stessi.
Leo Turrini è nato a Sassuolo nel 1960. Da oltre trent’anni racconta per i quotidiani del gruppo Poligrafici i grandi eventi dello sport. Ha scritto le biografie di Enzo Ferrari, Gino Bartali, Michael Schumacher e Lucio Battisti.
Va piano in bicicletta, ma ama moltissimo le storie, felici e tragiche, del ciclismo.
Cosa avremmo detto,
da bambini, se avessimo scoperto
che Cenerentola era, in realtà, più cattiva
e cinica delle sorellastre?

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Phobia

Londra, una fredda notte di dicembre nell’elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l’uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l’uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all’unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d’infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell’animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l’uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?

Londra, una fredda notte di dicembre nell’elegante quartiere di Forest Hill. Sarah sta dormendo quando sente rientrare il marito, che sarebbe dovuto restare via per lavoro ancora qualche giorno. Ma l’uomo che trova in cucina intento a prepararsi un panino non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen, parcheggiata come al solito davanti alla casa. Sostiene di essere Stephen, e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Elemento ancora più agghiacciante, l’uomo ha il volto deturpato da orribili cicatrici. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza. Anche la polizia è convinta che Sarah sia vittima di un forte esaurimento nervoso e che non voglia accettare che il marito sia andato via di casa volontariamente e che presto tornerà. Sola e disperata, Sarah si rivolge all’unica persona che, forse, può aiutarla, il suo amico d’infanzia Mark Behrendt, psichiatra che conosce gli abissi dell’animo umano. Insieme Mark e Sarah iniziano a indagare, mentre il misterioso sconosciuto è sempre un passo avanti a loro e sembra divertirsi a tormentarli, a lasciare piccoli segnali e scomparire. Chi è l’uomo sfigurato? Che cosa vuole da Sarah?

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Pessime scuse per un massacro (best BUR)

Un senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, viene macellato nella propria auto a colpi di mitragliatrice in una zona collinare attorno a Fontainebleau, nell’Île de France. I vetri che esplodono, la carrozzeria fatta a pezzi, il sangue che si spande sul terreno mischiandosi alla polvere. E una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, abbandonata dal killer sul luogo del delitto. Un caso tanto efferato quanto spinoso, soprattutto perché il passato della vittima non è limpido come ci si sarebbe aspettati.
È l’indagine perfetta per il commissario Jean-Pierre Mordenti, che non ha paura di ficcare il naso dove non si deve: insieme alla sua squadra di audaci poliziotti, soprannominati dai colleghi Les italiens, è pronto a inseguire la preda senza lasciarle un attimo di respiro.
**
### Recensione
**Pandiani, un senatore nella trappola nazista Noir. Tornano «Les italiens»: l’elefantino Babar, una strana ricchezza e un remoto complotto**
*Sergio Pent*, Tuttolibri – La Stampa
Sembrava un temporaneo divertissement emerso dalla folla sgomitante dei protagonisti in nero di casa nostra, quello raccontato con brio e istintivo senso del ritmo da **Enrico Pandiani** nel suo esordio di qualche anno fa, *Les italiens*: una squadra della Brigata Criminale di Parigi assiepata chiassosamente attorno all’eroe di turno, il dongiovannesco commissario Jean-Pierre Mordenti. Caratteristiche del gruppo? Tutti sono di origine italiana – da qui l’appellativo non sempre fraterno – e come i loro parenti dello stivale vantano fantasia, coraggio e ostinazione.
**Pandiani**, torinese classe 1956, teneva invece a galla la sua ispirazione per altri due romanzi: *Troppo piombo* e *Lezioni di tenebra*, quest’ultimo un po’ in stallo e gratuito, tanto da far pensare a un epilogo zoppicante dell’epopea. Eccoci invece qui a plaudire il primo solido intrigo di stagione, *Pessime scuse per un massacro*, nel quale non solo Mordenti – protagonista quasi assoluto – offre il meglio delle sue doti investigative, ma il tracciato narrativo risulta corposo, complesso e ben articolato, senza sbavature: il miglior episodio di serie della squadra italo-parigina di **Pandiani**.
Diciamo subito che l’autore ha pescato a man bassa in un terreno fertile e redditizio: il nazismo, la seconda guerra mondiale, i tradimenti e le rese dei conti. Ma lo ha saputo fare con arguzia e intensità.
Siamo ai giorni nostri quando, davanti al cancello della sua tenuta di Fontainebleau, l’ottantasettenne senatore Vigoreaux è falciato da una mitragliatrice Browning calibro 50 insieme alla figlia e alla guardia del corpo. Una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, viene trovata accanto alla micidiale – e vetusta – arma della strage. Follia e mistero, tracce difficili da seguire per Mordenti e per la gendarmeria locale, diretta dall’avvenente capitano di origini orientali Mai Linh Trang, della quale ovviamente il nostro eroe si invaghisce, peraltro invano. Una vendetta politica, forse, se non fosse che altri tre delitti riconducono a Babar e all’età non più fresca dei defunti, tutti coetanei e amici intimi del senatore. Chi ha interesse, sessant’anni dopo la guerra, a vendicarsi di persone ormai a poche stagioni dall’addio naturale alla vita?
Ma a questo punto la trama si è già dilatata in una carrellata di ipotesi sulle quali Mordenti – e il lettore – trovano ampi spazi d’ipotesi: da dove proviene la ricchezza dei quattro amici, ex-eroi della Resistenza ma – a quanto pare – collusi in un remoto complotto per far espatriare in Sud America gruppi di nazisti al termine del conflitto? Cosa c’entra l’equipaggio dell’aereo americano Blue Vertigo, da cui uscirono indenni – nel 1944 – solo tre soldati, con il sospetto di aver eliminato a sangue freddo i commilitoni? La rete è a maglie larghe, ma è assai bravo **Pandiani** a tirare le fila del gioco, a rendere avvincente e credibile un’indagine afosa di provincia, in cui la resa dei conti della Storia trova un altro punto a suo favore, con la logica amarezza lasciata da simili circostanze e un finale solcato da una sincera commozione.
«Les italiens» – in questo caso soprattutto Mordenti, al quale *Pandiani* dovrebbe forse regalare qualche connotazione più marcata – sono più vivi che mai, e la bella riuscita di questo romanzo pone quindi un inatteso tassello nell’ampia casistica del noir italiano, che talvolta segna il passo per inerzia o sovraffollamento, ma quando scatta fa ancora la sua porca figura.
### Sinossi
Un senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, viene macellato nella propria auto a colpi di mitragliatrice in una zona collinare attorno a Fontainebleau, nell’Île de France. I vetri che esplodono, la carrozzeria fatta a pezzi, il sangue che si spande sul terreno mischiandosi alla polvere. E una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, abbandonata dal killer sul luogo del delitto. Un caso tanto efferato quanto spinoso, soprattutto perché il passato della vittima non è limpido come ci si sarebbe aspettati.
È l’indagine perfetta per il commissario Jean-Pierre Mordenti, che non ha paura di ficcare il naso dove non si deve: insieme alla sua squadra di audaci poliziotti, soprannominati dai colleghi Les italiens, è pronto a inseguire la preda senza lasciarle un attimo di respiro.

Un senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, viene macellato nella propria auto a colpi di mitragliatrice in una zona collinare attorno a Fontainebleau, nell’Île de France. I vetri che esplodono, la carrozzeria fatta a pezzi, il sangue che si spande sul terreno mischiandosi alla polvere. E una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, abbandonata dal killer sul luogo del delitto. Un caso tanto efferato quanto spinoso, soprattutto perché il passato della vittima non è limpido come ci si sarebbe aspettati.
È l’indagine perfetta per il commissario Jean-Pierre Mordenti, che non ha paura di ficcare il naso dove non si deve: insieme alla sua squadra di audaci poliziotti, soprannominati dai colleghi Les italiens, è pronto a inseguire la preda senza lasciarle un attimo di respiro.
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### Recensione
**Pandiani, un senatore nella trappola nazista Noir. Tornano «Les italiens»: l’elefantino Babar, una strana ricchezza e un remoto complotto**
*Sergio Pent*, Tuttolibri – La Stampa
Sembrava un temporaneo divertissement emerso dalla folla sgomitante dei protagonisti in nero di casa nostra, quello raccontato con brio e istintivo senso del ritmo da **Enrico Pandiani** nel suo esordio di qualche anno fa, *Les italiens*: una squadra della Brigata Criminale di Parigi assiepata chiassosamente attorno all’eroe di turno, il dongiovannesco commissario Jean-Pierre Mordenti. Caratteristiche del gruppo? Tutti sono di origine italiana – da qui l’appellativo non sempre fraterno – e come i loro parenti dello stivale vantano fantasia, coraggio e ostinazione.
**Pandiani**, torinese classe 1956, teneva invece a galla la sua ispirazione per altri due romanzi: *Troppo piombo* e *Lezioni di tenebra*, quest’ultimo un po’ in stallo e gratuito, tanto da far pensare a un epilogo zoppicante dell’epopea. Eccoci invece qui a plaudire il primo solido intrigo di stagione, *Pessime scuse per un massacro*, nel quale non solo Mordenti – protagonista quasi assoluto – offre il meglio delle sue doti investigative, ma il tracciato narrativo risulta corposo, complesso e ben articolato, senza sbavature: il miglior episodio di serie della squadra italo-parigina di **Pandiani**.
Diciamo subito che l’autore ha pescato a man bassa in un terreno fertile e redditizio: il nazismo, la seconda guerra mondiale, i tradimenti e le rese dei conti. Ma lo ha saputo fare con arguzia e intensità.
Siamo ai giorni nostri quando, davanti al cancello della sua tenuta di Fontainebleau, l’ottantasettenne senatore Vigoreaux è falciato da una mitragliatrice Browning calibro 50 insieme alla figlia e alla guardia del corpo. Una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, viene trovata accanto alla micidiale – e vetusta – arma della strage. Follia e mistero, tracce difficili da seguire per Mordenti e per la gendarmeria locale, diretta dall’avvenente capitano di origini orientali Mai Linh Trang, della quale ovviamente il nostro eroe si invaghisce, peraltro invano. Una vendetta politica, forse, se non fosse che altri tre delitti riconducono a Babar e all’età non più fresca dei defunti, tutti coetanei e amici intimi del senatore. Chi ha interesse, sessant’anni dopo la guerra, a vendicarsi di persone ormai a poche stagioni dall’addio naturale alla vita?
Ma a questo punto la trama si è già dilatata in una carrellata di ipotesi sulle quali Mordenti – e il lettore – trovano ampi spazi d’ipotesi: da dove proviene la ricchezza dei quattro amici, ex-eroi della Resistenza ma – a quanto pare – collusi in un remoto complotto per far espatriare in Sud America gruppi di nazisti al termine del conflitto? Cosa c’entra l’equipaggio dell’aereo americano Blue Vertigo, da cui uscirono indenni – nel 1944 – solo tre soldati, con il sospetto di aver eliminato a sangue freddo i commilitoni? La rete è a maglie larghe, ma è assai bravo **Pandiani** a tirare le fila del gioco, a rendere avvincente e credibile un’indagine afosa di provincia, in cui la resa dei conti della Storia trova un altro punto a suo favore, con la logica amarezza lasciata da simili circostanze e un finale solcato da una sincera commozione.
«Les italiens» – in questo caso soprattutto Mordenti, al quale *Pandiani* dovrebbe forse regalare qualche connotazione più marcata – sono più vivi che mai, e la bella riuscita di questo romanzo pone quindi un inatteso tassello nell’ampia casistica del noir italiano, che talvolta segna il passo per inerzia o sovraffollamento, ma quando scatta fa ancora la sua porca figura.
### Sinossi
Un senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, viene macellato nella propria auto a colpi di mitragliatrice in una zona collinare attorno a Fontainebleau, nell’Île de France. I vetri che esplodono, la carrozzeria fatta a pezzi, il sangue che si spande sul terreno mischiandosi alla polvere. E una statuina di Babar, l’elefantino dei cartoni animati, abbandonata dal killer sul luogo del delitto. Un caso tanto efferato quanto spinoso, soprattutto perché il passato della vittima non è limpido come ci si sarebbe aspettati.
È l’indagine perfetta per il commissario Jean-Pierre Mordenti, che non ha paura di ficcare il naso dove non si deve: insieme alla sua squadra di audaci poliziotti, soprannominati dai colleghi Les italiens, è pronto a inseguire la preda senza lasciarle un attimo di respiro.

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Pensa e arricchisci te stesso. Manuale per il successo

L’edizione più completa che sia mai stata pubblicata di “Pensa e arricchisci te stesso”. Un manuale per il successo fondamentale per mettere in pratica i 13 princìpi del successo con: il testo originale del 1937 del classico di Hill, le istruzioni e una checklist per il Viaggio in 90 Giorni di “Pensa e arricchisci te stesso”, le istruzioni su come formare un efficiente Gruppo di Master Mind, frasi da memorizzare, citazioni sul successo da personaggi che si sono realizzati nella storia, “Domande per il successo” alla fine di ogni capitolo, “Appunti sul successo” per annotare tutti gli spunti e le idee interessanti, ulteriori brani da autori famosi come James Allen, Wallace Wattles, Raymond Charles Barker e altri, un contratto speciale di “Dichiarazione del desiderio” che viene firmato dai lettori e molto altro.

L’edizione più completa che sia mai stata pubblicata di “Pensa e arricchisci te stesso”. Un manuale per il successo fondamentale per mettere in pratica i 13 princìpi del successo con: il testo originale del 1937 del classico di Hill, le istruzioni e una checklist per il Viaggio in 90 Giorni di “Pensa e arricchisci te stesso”, le istruzioni su come formare un efficiente Gruppo di Master Mind, frasi da memorizzare, citazioni sul successo da personaggi che si sono realizzati nella storia, “Domande per il successo” alla fine di ogni capitolo, “Appunti sul successo” per annotare tutti gli spunti e le idee interessanti, ulteriori brani da autori famosi come James Allen, Wallace Wattles, Raymond Charles Barker e altri, un contratto speciale di “Dichiarazione del desiderio” che viene firmato dai lettori e molto altro.

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Patria senza padri. Psicopatologia della politica italiana

La crisi dei partiti, la sfiducia verso le istituzioni e l’ascesa deinuovi populismi; una precarietà sempre più opprimente; il malessere diffuso che dà luogo ad apatia o a violenza incontrollata; le dimissioni di un pontefice e l’attardarsi al potere di una classe dirigente incapace di crearsi degli eredi: questi sono i fenomeni che si intrecciano nell’Italia degli ultimi anni, creando una situazione di instabilità profonda, difficile da interpretare e quindi da risolvere. In questo libro-intervista, uno dei più stimati psicoanalisti italiani di oggi propone una lettura della nostra vita politica e più in generale collettiva attraverso le categorie su cui basa da sempre il suo lavoro di ricerca e la sua pratica clinica: il desiderio e la Legge, il rapporto con l’Altro, il narcisismo, la dinamica del conflitto, la relazione fra padri e figli. È un percorso originale e affascinante che ci porta – superando le facili interpretazioni di giornalisti, politologi, sociologi – a capire non solo cosa accade davvero nella mente degli italiani (e di chi dovrebbe governarli), ma anche da dove possono ripartire un dibattito e un’attività pubblica psicologicamente sani, liberi da logoranti perversioni e fatti di responsabilità, testimonianza, coraggio.A cura di Christian Raimo.

(source: Bol.com)

La crisi dei partiti, la sfiducia verso le istituzioni e l’ascesa deinuovi populismi; una precarietà sempre più opprimente; il malessere diffuso che dà luogo ad apatia o a violenza incontrollata; le dimissioni di un pontefice e l’attardarsi al potere di una classe dirigente incapace di crearsi degli eredi: questi sono i fenomeni che si intrecciano nell’Italia degli ultimi anni, creando una situazione di instabilità profonda, difficile da interpretare e quindi da risolvere. In questo libro-intervista, uno dei più stimati psicoanalisti italiani di oggi propone una lettura della nostra vita politica e più in generale collettiva attraverso le categorie su cui basa da sempre il suo lavoro di ricerca e la sua pratica clinica: il desiderio e la Legge, il rapporto con l’Altro, il narcisismo, la dinamica del conflitto, la relazione fra padri e figli. È un percorso originale e affascinante che ci porta – superando le facili interpretazioni di giornalisti, politologi, sociologi – a capire non solo cosa accade davvero nella mente degli italiani (e di chi dovrebbe governarli), ma anche da dove possono ripartire un dibattito e un’attività pubblica psicologicamente sani, liberi da logoranti perversioni e fatti di responsabilità, testimonianza, coraggio.A cura di Christian Raimo.

(source: Bol.com)

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Il partito di Grillo

Capace di suscitare entusiasmi e speranze pari ai timori e alle ripulse, il “grillismo” sembra più di una meteora del costume: forse sarà un nuovo protagonista degli equilibri politici italiani, forse, come promette e minaccia, li farà saltare. In ogni caso, sarà bene conoscere il fenomeno più da vicino, al di là del clamore giornalistico. Con l’aiuto dell’Istituto Cattaneo, il lettore potrà scoprire le ragioni del successo del M5s e potrà quindi, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, su cui Grillo si sforza quotidianamente di mettere un’ipoteca, inquadrare bene il movimento e la sua organizzazione dentro e fuori la rete, il rapporto tra la base e il condottiero-blogger, le relazioni tra eletti e militanti, l’uso delle tecnologie informatiche e della “web democracy”, il ruolo delle tradizioni civiche e la capacità di proiezione a livello nazionale.
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Capace di suscitare entusiasmi e speranze pari ai timori e alle ripulse, il “grillismo” sembra più di una meteora del costume: forse sarà un nuovo protagonista degli equilibri politici italiani, forse, come promette e minaccia, li farà saltare. In ogni caso, sarà bene conoscere il fenomeno più da vicino, al di là del clamore giornalistico. Con l’aiuto dell’Istituto Cattaneo, il lettore potrà scoprire le ragioni del successo del M5s e potrà quindi, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, su cui Grillo si sforza quotidianamente di mettere un’ipoteca, inquadrare bene il movimento e la sua organizzazione dentro e fuori la rete, il rapporto tra la base e il condottiero-blogger, le relazioni tra eletti e militanti, l’uso delle tecnologie informatiche e della “web democracy”, il ruolo delle tradizioni civiche e la capacità di proiezione a livello nazionale.
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Partita a scacchi (Italian Edition)

Inghilterra, inizio XIX secolo – Sarah Hardcastle, ricca ereditiera, cerca di sfuggire alle sgradite attenzioni di un pretendente fingendo di essere una semplice istitutrice. Giunge così a Cavendish Park, dove però non trova la quiete che sognava. Il mentore dei suoi pupilli è infatti un arrogante gentiluomo, il cui fascino irresistibile è pari soltanto al cuore di pietra. Almeno all’apparenza… Perché ben presto la frequentazione quotidiana e la forte intesa che si instaura subito tra loro fanno capire a entrambi che quel rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più profondo e appagante. Ma come si può pensare di innamorarsi con l’inganno?
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Inghilterra, inizio XIX secolo – Sarah Hardcastle, ricca ereditiera, cerca di sfuggire alle sgradite attenzioni di un pretendente fingendo di essere una semplice istitutrice. Giunge così a Cavendish Park, dove però non trova la quiete che sognava. Il mentore dei suoi pupilli è infatti un arrogante gentiluomo, il cui fascino irresistibile è pari soltanto al cuore di pietra. Almeno all’apparenza… Perché ben presto la frequentazione quotidiana e la forte intesa che si instaura subito tra loro fanno capire a entrambi che quel rapporto potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più profondo e appagante. Ma come si può pensare di innamorarsi con l’inganno?
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Pallida mors

Grande è la sorpresa di Publio Aurelio quando, coinvolto nel crollo di un’antica tomba sull’Esquilino, rinviene al suo interno lo scheletro di una donna orribilmente inchiodata al sepolcro. Nessuno ha mai sentito parlare di simili riti barbarici nell’Urbe, anche se in alcune remote province dell’Impero si vagheggia di demoni femminili dai piedi di bronzo, chiamati dai greci “empuse”, che userebbero sedurre giovani maschi di bell’aspetto per portarli lentamente alla morte, succhiandone le forze vitali o addirittura il sangue: secondo le leggende di quei lontani popoli, uccidere le “empuse” non basta, occorre inchiodarne il corpo per impedire loro di risorgere nuovamente dal sepolcro. Alieno da ogni superstizione, il senatore risale presto alla proprietaria della tomba, Festia Velthinia, la matriarca di una famiglia di origine etrusca. Tuttavia, quando si reca nella sua casa per interrogarla, trova la vecchia sul letto appena morta, circondata dai suoi nipoti ed eredi. Accanto a loro una donna incredibilmente seducente, Sofia Sofiana, e la cugina povera Lavinia, ragazza poco ligia alle convenienze… A complicare le cose c’è la diceria circa un tesoro che il fratello di Fastia, Velthur detto l’Avvoltoio, avrebbe nascosto nei boschi di proprietà della famiglia. E naturalmente non mancano i personaggi cari a chi segue Publio Aurelio sin dalle sue prime indagini: l’astuto liberto Castore, la matrona Pomponia afflitta da un eccesso di atrabile e il medico Ipparco, tutto preso dal progetto di costruire il primo grande valetudinarium di Roma per ricoverarvi i suoi pazienti, a spese di Aurelio…
Con lo humour e la precisione che conosciamo, ma con una sapienza sempre più raffinata nel costruire intrecci narrativi ricchissimi, Danila Comastri Montanari dà vita a un giallo avvincente che al brivido del mistero aggiunge scorci entusiasmanti di storia della Roma antica. Dopo l’ultima avventura egiziana di *Tabula rasa*, Publio Aurelio torna a casa e – tra le cascate della Marmora e l’apparizione di creature molto simili ai moderni vampiri – ci appassiona, ci diverte, ci sorprende come e più di sempre.
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### Sinossi
Grande è la sorpresa di Publio Aurelio quando, coinvolto nel crollo di un’antica tomba sull’Esquilino, rinviene al suo interno lo scheletro di una donna orribilmente inchiodata al sepolcro. Nessuno ha mai sentito parlare di simili riti barbarici nell’Urbe, anche se in alcune remote province dell’Impero si vagheggia di demoni femminili dai piedi di bronzo, chiamati dai greci “empuse”, che userebbero sedurre giovani maschi di bell’aspetto per portarli lentamente alla morte, succhiandone le forze vitali o addirittura il sangue: secondo le leggende di quei lontani popoli, uccidere le “empuse” non basta, occorre inchiodarne il corpo per impedire loro di risorgere nuovamente dal sepolcro. Alieno da ogni superstizione, il senatore risale presto alla proprietaria della tomba, Festia Velthinia, la matriarca di una famiglia di origine etrusca. Tuttavia, quando si reca nella sua casa per interrogarla, trova la vecchia sul letto appena morta, circondata dai suoi nipoti ed eredi. Accanto a loro una donna incredibilmente seducente, Sofia Sofiana, e la cugina povera Lavinia, ragazza poco ligia alle convenienze… A complicare le cose c’è la diceria circa un tesoro che il fratello di Fastia, Velthur detto l’Avvoltoio, avrebbe nascosto nei boschi di proprietà della famiglia. E naturalmente non mancano i personaggi cari a chi segue Publio Aurelio sin dalle sue prime indagini: l’astuto liberto Castore, la matrona Pomponia afflitta da un eccesso di atrabile e il medico Ipparco, tutto preso dal progetto di costruire il primo grande valetudinarium di Roma per ricoverarvi i suoi pazienti, a spese di Aurelio…
Con lo humour e la precisione che conosciamo, ma con una sapienza sempre più raffinata nel costruire intrecci narrativi ricchissimi, Danila Comastri Montanari dà vita a un giallo avvincente che al brivido del mistero aggiunge scorci entusiasmanti di storia della Roma antica. Dopo l’ultima avventura egiziana di *Tabula rasa*, Publio Aurelio torna a casa e – tra le cascate della Marmora e l’apparizione di creature molto simili ai moderni vampiri – ci appassiona, ci diverte, ci sorprende come e più di sempre.

Grande è la sorpresa di Publio Aurelio quando, coinvolto nel crollo di un’antica tomba sull’Esquilino, rinviene al suo interno lo scheletro di una donna orribilmente inchiodata al sepolcro. Nessuno ha mai sentito parlare di simili riti barbarici nell’Urbe, anche se in alcune remote province dell’Impero si vagheggia di demoni femminili dai piedi di bronzo, chiamati dai greci “empuse”, che userebbero sedurre giovani maschi di bell’aspetto per portarli lentamente alla morte, succhiandone le forze vitali o addirittura il sangue: secondo le leggende di quei lontani popoli, uccidere le “empuse” non basta, occorre inchiodarne il corpo per impedire loro di risorgere nuovamente dal sepolcro. Alieno da ogni superstizione, il senatore risale presto alla proprietaria della tomba, Festia Velthinia, la matriarca di una famiglia di origine etrusca. Tuttavia, quando si reca nella sua casa per interrogarla, trova la vecchia sul letto appena morta, circondata dai suoi nipoti ed eredi. Accanto a loro una donna incredibilmente seducente, Sofia Sofiana, e la cugina povera Lavinia, ragazza poco ligia alle convenienze… A complicare le cose c’è la diceria circa un tesoro che il fratello di Fastia, Velthur detto l’Avvoltoio, avrebbe nascosto nei boschi di proprietà della famiglia. E naturalmente non mancano i personaggi cari a chi segue Publio Aurelio sin dalle sue prime indagini: l’astuto liberto Castore, la matrona Pomponia afflitta da un eccesso di atrabile e il medico Ipparco, tutto preso dal progetto di costruire il primo grande valetudinarium di Roma per ricoverarvi i suoi pazienti, a spese di Aurelio…
Con lo humour e la precisione che conosciamo, ma con una sapienza sempre più raffinata nel costruire intrecci narrativi ricchissimi, Danila Comastri Montanari dà vita a un giallo avvincente che al brivido del mistero aggiunge scorci entusiasmanti di storia della Roma antica. Dopo l’ultima avventura egiziana di *Tabula rasa*, Publio Aurelio torna a casa e – tra le cascate della Marmora e l’apparizione di creature molto simili ai moderni vampiri – ci appassiona, ci diverte, ci sorprende come e più di sempre.
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Grande è la sorpresa di Publio Aurelio quando, coinvolto nel crollo di un’antica tomba sull’Esquilino, rinviene al suo interno lo scheletro di una donna orribilmente inchiodata al sepolcro. Nessuno ha mai sentito parlare di simili riti barbarici nell’Urbe, anche se in alcune remote province dell’Impero si vagheggia di demoni femminili dai piedi di bronzo, chiamati dai greci “empuse”, che userebbero sedurre giovani maschi di bell’aspetto per portarli lentamente alla morte, succhiandone le forze vitali o addirittura il sangue: secondo le leggende di quei lontani popoli, uccidere le “empuse” non basta, occorre inchiodarne il corpo per impedire loro di risorgere nuovamente dal sepolcro. Alieno da ogni superstizione, il senatore risale presto alla proprietaria della tomba, Festia Velthinia, la matriarca di una famiglia di origine etrusca. Tuttavia, quando si reca nella sua casa per interrogarla, trova la vecchia sul letto appena morta, circondata dai suoi nipoti ed eredi. Accanto a loro una donna incredibilmente seducente, Sofia Sofiana, e la cugina povera Lavinia, ragazza poco ligia alle convenienze… A complicare le cose c’è la diceria circa un tesoro che il fratello di Fastia, Velthur detto l’Avvoltoio, avrebbe nascosto nei boschi di proprietà della famiglia. E naturalmente non mancano i personaggi cari a chi segue Publio Aurelio sin dalle sue prime indagini: l’astuto liberto Castore, la matrona Pomponia afflitta da un eccesso di atrabile e il medico Ipparco, tutto preso dal progetto di costruire il primo grande valetudinarium di Roma per ricoverarvi i suoi pazienti, a spese di Aurelio…
Con lo humour e la precisione che conosciamo, ma con una sapienza sempre più raffinata nel costruire intrecci narrativi ricchissimi, Danila Comastri Montanari dà vita a un giallo avvincente che al brivido del mistero aggiunge scorci entusiasmanti di storia della Roma antica. Dopo l’ultima avventura egiziana di *Tabula rasa*, Publio Aurelio torna a casa e – tra le cascate della Marmora e l’apparizione di creature molto simili ai moderni vampiri – ci appassiona, ci diverte, ci sorprende come e più di sempre.

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Il palio della morte

Siena: una lama affonda spietata mentre la folla esulta in piazza del Campo.
Un delitto commesso sotto gli occhi di tutti, ma senza un testimone.
L’ispettrice Alice Ferri e il suo taciturno collega indagano, scoprendo vecchie menzogne e scomodi segreti.
Diego Venanzi è tra i sospettati: sarà lui il colpevole? E Alice riuscirà ad essere obiettiva, nonostante l’attrazione che prova per l’affascinante avvocato che ha acceso le sue fantasie?
Questo racconto è già stato pubblicato con CHICHILI – AGENCY (editore Satzweiss) con lo stesso titolo e anche la sinossi è rimasta invariata dalla precedente edizione.
della stessa autrice:
Collana “IN LOVE” edizioni PIEMME
MILLE PAROLE D’AMORE
Per conoscere o contattare l’autrice: www.librarsi.net [email protected]
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### Sinossi
Siena: una lama affonda spietata mentre la folla esulta in piazza del Campo.
Un delitto commesso sotto gli occhi di tutti, ma senza un testimone.
L’ispettrice Alice Ferri e il suo taciturno collega indagano, scoprendo vecchie menzogne e scomodi segreti.
Diego Venanzi è tra i sospettati: sarà lui il colpevole? E Alice riuscirà ad essere obiettiva, nonostante l’attrazione che prova per l’affascinante avvocato che ha acceso le sue fantasie?
Questo racconto è già stato pubblicato con CHICHILI – AGENCY (editore Satzweiss) con lo stesso titolo e anche la sinossi è rimasta invariata dalla precedente edizione.
della stessa autrice:
Collana “IN LOVE” edizioni PIEMME
MILLE PAROLE D’AMORE
Per conoscere o contattare l’autrice: www.librarsi.net [email protected]

Siena: una lama affonda spietata mentre la folla esulta in piazza del Campo.
Un delitto commesso sotto gli occhi di tutti, ma senza un testimone.
L’ispettrice Alice Ferri e il suo taciturno collega indagano, scoprendo vecchie menzogne e scomodi segreti.
Diego Venanzi è tra i sospettati: sarà lui il colpevole? E Alice riuscirà ad essere obiettiva, nonostante l’attrazione che prova per l’affascinante avvocato che ha acceso le sue fantasie?
Questo racconto è già stato pubblicato con CHICHILI – AGENCY (editore Satzweiss) con lo stesso titolo e anche la sinossi è rimasta invariata dalla precedente edizione.
della stessa autrice:
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MILLE PAROLE D’AMORE
Per conoscere o contattare l’autrice: www.librarsi.net [email protected]
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### Sinossi
Siena: una lama affonda spietata mentre la folla esulta in piazza del Campo.
Un delitto commesso sotto gli occhi di tutti, ma senza un testimone.
L’ispettrice Alice Ferri e il suo taciturno collega indagano, scoprendo vecchie menzogne e scomodi segreti.
Diego Venanzi è tra i sospettati: sarà lui il colpevole? E Alice riuscirà ad essere obiettiva, nonostante l’attrazione che prova per l’affascinante avvocato che ha acceso le sue fantasie?
Questo racconto è già stato pubblicato con CHICHILI – AGENCY (editore Satzweiss) con lo stesso titolo e anche la sinossi è rimasta invariata dalla precedente edizione.
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Outlander. Il mio nome è Jamie

**Il capitolo zero della saga di Outlander: chi era Jamie Fraser prima di conoscere Claire? Una splendida storia di amicizia e fratellanza**
1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…
Suspense, avventura, storia e amore: tutti gli ingredienti di Outlander in una splendida storia di amicizia e fratellanza che ha come protagonisti i giovani Jamie Fraser e l’amico Ian Murray.
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### Sinossi
**Il capitolo zero della saga di Outlander: chi era Jamie Fraser prima di conoscere Claire? Una splendida storia di amicizia e fratellanza**
1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…
Suspense, avventura, storia e amore: tutti gli ingredienti di Outlander in una splendida storia di amicizia e fratellanza che ha come protagonisti i giovani Jamie Fraser e l’amico Ian Murray.

**Il capitolo zero della saga di Outlander: chi era Jamie Fraser prima di conoscere Claire? Una splendida storia di amicizia e fratellanza**
1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…
Suspense, avventura, storia e amore: tutti gli ingredienti di Outlander in una splendida storia di amicizia e fratellanza che ha come protagonisti i giovani Jamie Fraser e l’amico Ian Murray.
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### Sinossi
**Il capitolo zero della saga di Outlander: chi era Jamie Fraser prima di conoscere Claire? Una splendida storia di amicizia e fratellanza**
1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare…
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Omicidi in pausa pranzo

Francesca Zanardelli sta per affrontare il solito pomeriggio in ufficio. È davanti allo specchio del bagno, con in mano lo spazzolino da denti, quando intravede due piedi sbucare da sotto la porta del w.c. Per terra c’è il cadavere di Marinella Sereni, la sua insopportabile compagna di scrivania! Qualcuno l’ha strozzata con una corda bianca, rimasta ancora intorno al collo, per poi ricomporre perfettamente il cadavere, come se fosse già pronto per entrare nella bara. E lo strano delitto è avvenuto… mentre tutti erano in pausa pranzo. Francesca diventa così la principale testimone nelle indagini sulla morte della collega, affidate alla procura di Milano. Ma il killer è stato bravissimo a non lasciare tracce. L’assassino potrebbe essere chiunque: un altro impiegato oppure uno sconosciuto entrato dalle finestre aperte al piano terra. Il caso suscita un incredibile clamore mediatico e la paura diventa una compagna di vita dei trecento dipendenti dell’Azienda Omicidi, come la chiamano i giornalisti. I colleghi cominciano addirittura a sospettarsi tra loro, mentre la vita privata di Francesca va a rotoli. Il fidanzato l’ha lasciata il giorno prima delle nozze con duecentoventitré regali da restituire, e i suoi genitori vorrebbero che si licenziasse perché hanno paura che l’assassino possa uccidere anche lei. Ma Francesca non vuole perdere il lavoro: sa che il posto fisso è un privilegio da non abbandonare. Preferisce rischiare la pelle pur di continuare a “portare a casa lo stipendio” e non finire in un’agenzia interinale per precari, come capita alla generazione di trentacinquenni alla quale appartiene. E mentre le cotolette di plastica in pausa pranzo si susseguono identiche ogni giorno, la procura di Milano non riesce a scoprire chi sia l’assassino, nel frattempo divenuto un vero serial killer, bravissimo tutte le volte a non lasciare tracce sulla scena del crimine… Viola Veloce inscena una satira pungente sulla vita nelle aziende in un paese come l’Italia, dove i sindacati sono sempre meno rappresentativi e i lavoratori sempre più soli. Una commedia esilarante e autentica che si colora di giallo e racconta le inquietudini sentimentali di un’impiegata che non vuole perdere il proprio lavoro. La fortissima corrente di simpatia nata tra i lettori della Rete testimonia come Omicidi in pausa pranzo tocchi con precisione e delicatezza alcuni dei temi più profondi e inquietanti di questi nostri anni, regalandoci il liberatorio sorriso per superarli. NUOVA VERSIONE MONDADORI

Francesca Zanardelli sta per affrontare il solito pomeriggio in ufficio. È davanti allo specchio del bagno, con in mano lo spazzolino da denti, quando intravede due piedi sbucare da sotto la porta del w.c. Per terra c’è il cadavere di Marinella Sereni, la sua insopportabile compagna di scrivania! Qualcuno l’ha strozzata con una corda bianca, rimasta ancora intorno al collo, per poi ricomporre perfettamente il cadavere, come se fosse già pronto per entrare nella bara. E lo strano delitto è avvenuto… mentre tutti erano in pausa pranzo. Francesca diventa così la principale testimone nelle indagini sulla morte della collega, affidate alla procura di Milano. Ma il killer è stato bravissimo a non lasciare tracce. L’assassino potrebbe essere chiunque: un altro impiegato oppure uno sconosciuto entrato dalle finestre aperte al piano terra. Il caso suscita un incredibile clamore mediatico e la paura diventa una compagna di vita dei trecento dipendenti dell’Azienda Omicidi, come la chiamano i giornalisti. I colleghi cominciano addirittura a sospettarsi tra loro, mentre la vita privata di Francesca va a rotoli. Il fidanzato l’ha lasciata il giorno prima delle nozze con duecentoventitré regali da restituire, e i suoi genitori vorrebbero che si licenziasse perché hanno paura che l’assassino possa uccidere anche lei. Ma Francesca non vuole perdere il lavoro: sa che il posto fisso è un privilegio da non abbandonare. Preferisce rischiare la pelle pur di continuare a “portare a casa lo stipendio” e non finire in un’agenzia interinale per precari, come capita alla generazione di trentacinquenni alla quale appartiene. E mentre le cotolette di plastica in pausa pranzo si susseguono identiche ogni giorno, la procura di Milano non riesce a scoprire chi sia l’assassino, nel frattempo divenuto un vero serial killer, bravissimo tutte le volte a non lasciare tracce sulla scena del crimine… Viola Veloce inscena una satira pungente sulla vita nelle aziende in un paese come l’Italia, dove i sindacati sono sempre meno rappresentativi e i lavoratori sempre più soli. Una commedia esilarante e autentica che si colora di giallo e racconta le inquietudini sentimentali di un’impiegata che non vuole perdere il proprio lavoro. La fortissima corrente di simpatia nata tra i lettori della Rete testimonia come Omicidi in pausa pranzo tocchi con precisione e delicatezza alcuni dei temi più profondi e inquietanti di questi nostri anni, regalandoci il liberatorio sorriso per superarli. NUOVA VERSIONE MONDADORI

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