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I figli di Dune

TERZO VOLUME DI IL CICLO DI DUNESono passati nove anni da quando Paul Muad’Dib è scomparso nel deserto affidando la reggenza dell’Impero e la cura dei figli alla sorella Alia. La trasformazione ecologica di Arrakis prosegue con regolarità mentre il pianeta vive un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici e la religione sorta attorno alla carismatica figura di Paul Muad’Dib, trasformata da Alia in una soffocante burocrazia che minaccia di ridurre in schiavitù la galassia, richiama notevoli folle di pellegrini provenienti da migliaia di mondi. Alia, intanto, si appresta a distruggere l’opera del fratello, servendosi delle trame dellavecchia aristocrazia e del Bene Gesserit, che opera attraverso Lady Jessica per completare l’antico programma genetico prodotto da Paul. Spetterà a Ghanima e Leto, figli di Paul e detentori dell’immenso e terrificante potere della memoria genetica dell’umanità, mettere a posto le cose una volta persempre. Tra intrighi, giochi di potere, tradimenti e colpi di scena, il terzo capitolo di Il Ciclo di Dune racconta un’altra suggestiva e avventurosa storia sul pianeta Arrakis.

(source: Bol.com)

TERZO VOLUME DI IL CICLO DI DUNESono passati nove anni da quando Paul Muad’Dib è scomparso nel deserto affidando la reggenza dell’Impero e la cura dei figli alla sorella Alia. La trasformazione ecologica di Arrakis prosegue con regolarità mentre il pianeta vive un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici e la religione sorta attorno alla carismatica figura di Paul Muad’Dib, trasformata da Alia in una soffocante burocrazia che minaccia di ridurre in schiavitù la galassia, richiama notevoli folle di pellegrini provenienti da migliaia di mondi. Alia, intanto, si appresta a distruggere l’opera del fratello, servendosi delle trame dellavecchia aristocrazia e del Bene Gesserit, che opera attraverso Lady Jessica per completare l’antico programma genetico prodotto da Paul. Spetterà a Ghanima e Leto, figli di Paul e detentori dell’immenso e terrificante potere della memoria genetica dell’umanità, mettere a posto le cose una volta persempre. Tra intrighi, giochi di potere, tradimenti e colpi di scena, il terzo capitolo di Il Ciclo di Dune racconta un’altra suggestiva e avventurosa storia sul pianeta Arrakis.

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Figli dello stesso padre

Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall’amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita. Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello minore di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l’affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.
(source: Bol.com)

Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall’amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita. Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello minore di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l’affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.
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L’estate nera (eNewton Narrativa)

Da questo libro il film Eppideis
All’inizio sembrava solo un gioco
Un’estate come tante, un paesino come tanti
Un gruppo di ragazzini insolitamente crudele
Trent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…
Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.
Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.
Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.
«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»
L’editore
«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»
Oreste del Buono
Da questo libro il film in uscita Eppideis
con Gianmarco Tognazzi
Un’estate italiana. Molto più di un giallo
Un affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adulta
Remo Guerrini
È nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.
**
### Sinossi
Da questo libro il film Eppideis
All’inizio sembrava solo un gioco
Un’estate come tante, un paesino come tanti
Un gruppo di ragazzini insolitamente crudele
Trent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…
Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.
Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.
Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.
«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»
L’editore
«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»
Oreste del Buono
Da questo libro il film in uscita Eppideis
con Gianmarco Tognazzi
Un’estate italiana. Molto più di un giallo
Un affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adulta
Remo Guerrini
È nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.

Da questo libro il film Eppideis
All’inizio sembrava solo un gioco
Un’estate come tante, un paesino come tanti
Un gruppo di ragazzini insolitamente crudele
Trent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…
Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.
Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.
Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.
«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»
L’editore
«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»
Oreste del Buono
Da questo libro il film in uscita Eppideis
con Gianmarco Tognazzi
Un’estate italiana. Molto più di un giallo
Un affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adulta
Remo Guerrini
È nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.
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### Sinossi
Da questo libro il film Eppideis
All’inizio sembrava solo un gioco
Un’estate come tante, un paesino come tanti
Un gruppo di ragazzini insolitamente crudele
Trent’anni dopo, nessuno di loro ha dimenticato quell’estate…
Massimino, Eva, Attila, Saturnina e poi Canavesio, Federico, Santino e Giusi sono ancora dei bambini durante quella torrida estate del ’62.
Di giorno scherzano e scorrazzano per le strade di Altavilla, un paesino del Monferrato, e la sera dopo cena Carosello e a letto. Hanno solo dodici anni ma si sentono già grandi su quel muretto e perseguitare Beniamino il matto, per sentirlo imprecare e urlare, all’inizio è solo un gioco innocente e nessuno pensa davvero che finirà male durante quella maledetta domenica d’agosto, mentre imperversa un terribile temporale.
Passano trent’anni e il macabro ritrovamento dei resti di Beniamino nel cimitero di Altavilla rimette in moto i ricordi. E quei ragazzi del 1962, che la vita ha disperso e allontanato, sono costretti a ritrovarsi nei luoghi della propria infanzia. Diventando i protagonisti di una imprevista, improvvisa, orribile resa dei conti.
«L’estate nera è un capolavoro del giallo italiano. Geniale, appassionante, mozzafiato. Remo Guerrini cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare.»
L’editore
«Una rivelazione italiana che va oltre le etichette.»
Oreste del Buono
Da questo libro il film in uscita Eppideis
con Gianmarco Tognazzi
Un’estate italiana. Molto più di un giallo
Un affresco nostalgico ma spietato del mitico 1962, quando un gruppo di ragazzini si affacciava di colpo alla vita adulta
Remo Guerrini
È nato a Genova nel 1948 ed è giornalista da quasi quarant’anni. È stato direttore di «Epoca», «Il Giorno», «Focus», «Primo Piano» e dell’edizione italiana di «Selezione dal Reader’s Digest». Attualmente dirige il mensile «Meridiani». Nei primi anni Ottanta è stato, con Andrea Santini, il primo italiano a pubblicare spy-story nella collana Segretissimo. È autore di numerosi romanzi, racconti gialli, thriller e libri di fantascienza, alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e Germania. Tratto da L’estate nera, è in uscita nelle sale italiane il film Eppideis con Gianmarco Tognazzi.

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Estasi: La grande trilogia erotica

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Dopo il Castello e le sue dolci e terribili punizioni, la principessa Bella, che il Principe ha risvegliato da un lungo sonno e avviato a una raffinata e perversa educazione sessuale, ha conosciuto i rigori e le asprezze del villaggio, dove è riuscita comunque a trovare il piacere e la passione. Ma nuove, più sconvolgenti esperienze erotiche l’attendono nella sua ultima avventura. Rapita sulla spiaggia insieme a Tristano e Laurent da uomini misteriosi, Bella viene trasportata su una nave in lidi lontani, al palazzo del Sultano. Qui, nella sensuale penombra dell’harem, tra profumi esotici, morbidi cuscini e splendidi arazzi, Bella e i suoi compagni di avventura incontreranno uomini dal fascino inquietante, donne dal volto velato e lo sguardo voluttuoso, che apriranno loro le porte su piaceri estremi ancora sconosciuti. Una sola condizione, un solo limite: qui sono considerati semplici giocattoli sessuali, senza cuore né anima. Ma nulla può piegare la forza di Bella, capace di farsi dominatrice anche nelle situazioni più difficili, schiava in grado di dare e ricevere piacere senza alcuna inibizione…

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Dopo il Castello e le sue dolci e terribili punizioni, la principessa Bella, che il Principe ha risvegliato da un lungo sonno e avviato a una raffinata e perversa educazione sessuale, ha conosciuto i rigori e le asprezze del villaggio, dove è riuscita comunque a trovare il piacere e la passione. Ma nuove, più sconvolgenti esperienze erotiche l’attendono nella sua ultima avventura. Rapita sulla spiaggia insieme a Tristano e Laurent da uomini misteriosi, Bella viene trasportata su una nave in lidi lontani, al palazzo del Sultano. Qui, nella sensuale penombra dell’harem, tra profumi esotici, morbidi cuscini e splendidi arazzi, Bella e i suoi compagni di avventura incontreranno uomini dal fascino inquietante, donne dal volto velato e lo sguardo voluttuoso, che apriranno loro le porte su piaceri estremi ancora sconosciuti. Una sola condizione, un solo limite: qui sono considerati semplici giocattoli sessuali, senza cuore né anima. Ma nulla può piegare la forza di Bella, capace di farsi dominatrice anche nelle situazioni più difficili, schiava in grado di dare e ricevere piacere senza alcuna inibizione…

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L’ermellino di porpora

Villecomte, Borgogna. Il cadavere di una giovane donna, Juliette Robin, affonda tra le lenzuola insanguinate del proprio letto: il ventre è stato squarciato, decine di colpi di martello le sono stati inflitti sul viso. I sospetti cadono inizialmente sul marito, Pierre Robin, un avvocato piuttosto rinomato nella regione. C’è un elemento inspiegabile che aggrava la posizione dell’uomo: incredibilmente, dopo cinque anni di matrimonio, la vittima era ancora vergine. Polizia e tribunale sono costretti a collaborare, in un ginepraio di scontri e veleni, nel tentativo di dimostrarne la colpevolezza. Il procuratore incarica dell’inchiesta il commissario Baudry, un poliziotto all’antica, ruvido e scaltro, che inizia a indagare nella vita della coppia. Ma, nel frattempo, le piste si moltiplicano: sette anni prima è stato compiuto un altro terribile omicidio, il cadavere mutilato di una quindicenne è stato ritrovato nei pressi di un paese vicino. I due crimini portano forse la stessa firma, e l’assassino potrebbe colpire di nuovo…La scrittura misurata e solida, l’accurato ritratto di una provincia che amplifica e inasprisce inimicizie e frustrazioni, la caustica ricostruzione dei rapporti di potere che oppongono autorità giudiziaria e forze dell’ordine, e un intrigo che sfida il lettore a ogni svolta investigativa candidano l’esordio di Pierre Borromée a divenire un classico del noir francese contemporaneo.

(source: Bol.com)

Villecomte, Borgogna. Il cadavere di una giovane donna, Juliette Robin, affonda tra le lenzuola insanguinate del proprio letto: il ventre è stato squarciato, decine di colpi di martello le sono stati inflitti sul viso. I sospetti cadono inizialmente sul marito, Pierre Robin, un avvocato piuttosto rinomato nella regione. C’è un elemento inspiegabile che aggrava la posizione dell’uomo: incredibilmente, dopo cinque anni di matrimonio, la vittima era ancora vergine. Polizia e tribunale sono costretti a collaborare, in un ginepraio di scontri e veleni, nel tentativo di dimostrarne la colpevolezza. Il procuratore incarica dell’inchiesta il commissario Baudry, un poliziotto all’antica, ruvido e scaltro, che inizia a indagare nella vita della coppia. Ma, nel frattempo, le piste si moltiplicano: sette anni prima è stato compiuto un altro terribile omicidio, il cadavere mutilato di una quindicenne è stato ritrovato nei pressi di un paese vicino. I due crimini portano forse la stessa firma, e l’assassino potrebbe colpire di nuovo…La scrittura misurata e solida, l’accurato ritratto di una provincia che amplifica e inasprisce inimicizie e frustrazioni, la caustica ricostruzione dei rapporti di potere che oppongono autorità giudiziaria e forze dell’ordine, e un intrigo che sfida il lettore a ogni svolta investigativa candidano l’esordio di Pierre Borromée a divenire un classico del noir francese contemporaneo.

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Eredi di Matrix

È la notte tra il 20 e il 21 dicembre. Fa molto freddo e nevica. Giulia sta per partorire. Ma non può farlo, perché altrimenti suo marito ucciderà il bambino.
È il mattino del 21 dicembre. Al rintoccare di 12 colpi di campana, Manuela e Angelo, una giovane coppia che non riesce ad avere figli, trova un neonato abbandonato sugli scalini della chiesa e lo porta di nascosto a casa.
I due non hanno idea di chi sia il bambino. Lo scopriranno quando, in seguito, la loro vita verrà sconvolta per sempre.
Sullo sfondo della guerra interiore di Manuela si consuma una guerra tra ex agenti governativi ribelli e l’Organizzazione che governa il mondo. Una guerra che coinvolgerà, loro malgrado, Manuela, Mattia e Antonio (una persona che entrerà a far parte delle loro vite).
Le rivelazioni, gli incontri e gli scontri che si susseguono porteranno Manuela a conoscere la “verità” sul destino dell’umanità e del mondo, prossimo a un cambiamento epocale.

È la notte tra il 20 e il 21 dicembre. Fa molto freddo e nevica. Giulia sta per partorire. Ma non può farlo, perché altrimenti suo marito ucciderà il bambino.
È il mattino del 21 dicembre. Al rintoccare di 12 colpi di campana, Manuela e Angelo, una giovane coppia che non riesce ad avere figli, trova un neonato abbandonato sugli scalini della chiesa e lo porta di nascosto a casa.
I due non hanno idea di chi sia il bambino. Lo scopriranno quando, in seguito, la loro vita verrà sconvolta per sempre.
Sullo sfondo della guerra interiore di Manuela si consuma una guerra tra ex agenti governativi ribelli e l’Organizzazione che governa il mondo. Una guerra che coinvolgerà, loro malgrado, Manuela, Mattia e Antonio (una persona che entrerà a far parte delle loro vite).
Le rivelazioni, gli incontri e gli scontri che si susseguono porteranno Manuela a conoscere la “verità” sul destino dell’umanità e del mondo, prossimo a un cambiamento epocale.

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Entra nella mia vita

Madrid. Il sole estivo illumina la casa piena di fiori. È pomeriggio e la piccola Veronica approfitta di un breve momento di solitudine per spiare tra le cose dei genitori. Apre una cartella piena di documenti, e scorge una foto. La estrae con la punta delle dita, come se bruciasse. Non l’ha mai vista prima. Ritrae una ragazzina poco più grande di lei, con un caschetto biondo, una salopette di jeans e un pallone tra le mani. Veronica è confusa, ma il suo intuito le suggerisce che è meglio non fare domande, non adesso che la mamma è sempre triste. Anno dopo anno, Veronica si convince sempre più che le discussioni e i malumori in casa sua nascondano qualcosa di cui nessuno vuole parlare. E che l’enigma di quella foto, di quella bambina sconosciuta, c’entri in qualche modo. Ma quando Veronica diventa una donna, decisa e tenace, non può più fare finta di niente. La malattia della madre la costringe a fare i conti con un passato di cui non sa nulla, un passato rubato che la avvicina sempre di più alla bambina misteriosa della fotografia. Ritrovarla è l’unica strada per raggiungere la verità. Una verità che, forse, ha un prezzo troppo alto. E quando Veronica trova la bambina, ormai una donna anche lei, capisce che la strada è tutt’altro che percorsa, che il mistero è tutt’altro che svelato. Ma soprattutto capisce che c’è qualcuno disposto a tutto pur di ostacolarla nella sua ricerca. Non le rimane che affidarsi a sé stessa, al suo intuito e al suo coraggio. Perché districare il groviglio di bugie e manipolazioni sarà molto, molto pericoloso. Entra nella mia vita è l’ultimo romanzo di Clara Sánchez, il più maturo e più importante, scritto dopo l’incredibile successo del Profumo delle foglie di limone – 500.000 copie vendute e ancora nella classifica dei libri più venduti dopo due anni dall’uscita –, e l’ha consacrata come l’autrice più letta del momento. Balzato in cima alle classifiche spagnole, ha scosso l’opinione pubblica per la sua forza dirompente. Una storia di tradimenti e di menzogne, di colpa e di innocenza, di verità e di fiducia, che ha come protagoniste due anime inquiete legate dal filo invisibile di un amore incrollabile.

(source: Bol.com)

Madrid. Il sole estivo illumina la casa piena di fiori. È pomeriggio e la piccola Veronica approfitta di un breve momento di solitudine per spiare tra le cose dei genitori. Apre una cartella piena di documenti, e scorge una foto. La estrae con la punta delle dita, come se bruciasse. Non l’ha mai vista prima. Ritrae una ragazzina poco più grande di lei, con un caschetto biondo, una salopette di jeans e un pallone tra le mani. Veronica è confusa, ma il suo intuito le suggerisce che è meglio non fare domande, non adesso che la mamma è sempre triste. Anno dopo anno, Veronica si convince sempre più che le discussioni e i malumori in casa sua nascondano qualcosa di cui nessuno vuole parlare. E che l’enigma di quella foto, di quella bambina sconosciuta, c’entri in qualche modo. Ma quando Veronica diventa una donna, decisa e tenace, non può più fare finta di niente. La malattia della madre la costringe a fare i conti con un passato di cui non sa nulla, un passato rubato che la avvicina sempre di più alla bambina misteriosa della fotografia. Ritrovarla è l’unica strada per raggiungere la verità. Una verità che, forse, ha un prezzo troppo alto. E quando Veronica trova la bambina, ormai una donna anche lei, capisce che la strada è tutt’altro che percorsa, che il mistero è tutt’altro che svelato. Ma soprattutto capisce che c’è qualcuno disposto a tutto pur di ostacolarla nella sua ricerca. Non le rimane che affidarsi a sé stessa, al suo intuito e al suo coraggio. Perché districare il groviglio di bugie e manipolazioni sarà molto, molto pericoloso. Entra nella mia vita è l’ultimo romanzo di Clara Sánchez, il più maturo e più importante, scritto dopo l’incredibile successo del Profumo delle foglie di limone – 500.000 copie vendute e ancora nella classifica dei libri più venduti dopo due anni dall’uscita –, e l’ha consacrata come l’autrice più letta del momento. Balzato in cima alle classifiche spagnole, ha scosso l’opinione pubblica per la sua forza dirompente. Una storia di tradimenti e di menzogne, di colpa e di innocenza, di verità e di fiducia, che ha come protagoniste due anime inquiete legate dal filo invisibile di un amore incrollabile.

(source: Bol.com)

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Ebano

Ryszard Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Va ad abitare nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di malaria cerebrale; rischia la morte per mano di un guerriero. Kapuscinski non perde mai lo sguardo lucido e penetrante del reporter e non rinuncia all’affabulazione del grande narratore.
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Ryszard Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Va ad abitare nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di malaria cerebrale; rischia la morte per mano di un guerriero. Kapuscinski non perde mai lo sguardo lucido e penetrante del reporter e non rinuncia all’affabulazione del grande narratore.
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Il dovere di un capitano

Non può finire così … ‘ Richard Phillips sapeva bene che il suo era un mestiere rischioso. L’aveva anche scritto in una email alla moglie. Ma l’8 aprile 2009 cominciò come un giorno qualunque per il capitano della Maersk Alabama, la nave americana che trasportava cibo e materiali agricoli per il World Food Programme. Un giorno qualunque fino al momento in cui, a duecento miglia dalla costa del Corno d’Africa, un manipolo di pirati somali armati di ak-47 attaccò la nave e salì a bordo. I pirati non si aspettavano che l’equipaggio reagisse. Non avevano idea che i l capitano si sarebbe offerto come ostaggio al posto della ciurma. E non sapevano che cosa aspettarsi dall’ufficiale schietto e tenace che si ritrovarono come prigioniero: cinque giorni di pura tensione destinati a concludersi con una rischiosa operazione di salvataggio. La storia straordinaria del Capitano Phillips è quella di un uomo come tanti altri che ha fatto ciò che riteneva suo dovere, e nel farlo è diventato un eroe.
(source: Bol.com)

Non può finire così … ‘ Richard Phillips sapeva bene che il suo era un mestiere rischioso. L’aveva anche scritto in una email alla moglie. Ma l’8 aprile 2009 cominciò come un giorno qualunque per il capitano della Maersk Alabama, la nave americana che trasportava cibo e materiali agricoli per il World Food Programme. Un giorno qualunque fino al momento in cui, a duecento miglia dalla costa del Corno d’Africa, un manipolo di pirati somali armati di ak-47 attaccò la nave e salì a bordo. I pirati non si aspettavano che l’equipaggio reagisse. Non avevano idea che i l capitano si sarebbe offerto come ostaggio al posto della ciurma. E non sapevano che cosa aspettarsi dall’ufficiale schietto e tenace che si ritrovarono come prigioniero: cinque giorni di pura tensione destinati a concludersi con una rischiosa operazione di salvataggio. La storia straordinaria del Capitano Phillips è quella di un uomo come tanti altri che ha fatto ciò che riteneva suo dovere, e nel farlo è diventato un eroe.
(source: Bol.com)

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Dove nessuno ti troverà

Donna e uomo, partigiana e bandito, ‘La Pastora’, personaggio realmente esistito e protagonista di imprese ardite, divenne un mito della leggenda popolare. Sulle sue tracce, uno psichiatra e un giornalista, inventati dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett, intenzionati a squarciare la cortina del suo enigma per svelarne finalmente la natura, le motivazioni, il destino.

(source: Bol.com)

Donna e uomo, partigiana e bandito, ‘La Pastora’, personaggio realmente esistito e protagonista di imprese ardite, divenne un mito della leggenda popolare. Sulle sue tracce, uno psichiatra e un giornalista, inventati dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett, intenzionati a squarciare la cortina del suo enigma per svelarne finalmente la natura, le motivazioni, il destino.

(source: Bol.com)

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Il Don Chisciotte

Capolavoro ‘di sogno e di fumo’, il Don Chisciotte è un libro misterioso e molteplice.
Chi è il narratore saggio e bugiardo che ha creato la trama, i personaggi, i colori, le ombre, la filosofia, la psicologia, le variazioni di ‘questa storia gravissima, altisonante, dolce e immaginata’?
Con garbo, discrezione, ironia, buffoneria, menzogna, verità, Miguel de Cervantes gioca con questa domanda per tutto il romanzo, e più gioca e più la risposta si fa sfuggente e segreta. Tutto, per lui, tende all’enciclopedia, non vorrebbe escludere nulla, nemmeno l’ultimo abitante di Siviglia o di Cordoba, ma poi il suo libro totale si trasforma nella più grandiosa parodia di qualsiasi forma di totalità. A tratti, lo scrittore si perde in un gioco infinito di incantesimi dove sembra che tutte le verità, le menzogne, le parole e i silenzi formino un meraviglioso guazzabuglio. Ma poco dopo si scopre che nel romanzo dell’incantesimo e degli incantatori non tutto è incantato e alla fine lo stesso Don Chisciotte diventa un lettore realistico della realtà. Cervantes rifiuta di imporre alla sua opera un’architettura rigida e una struttura: non sta mai fermo, è sempre da un¿altra parte, deride la sua stessa narrazione, vagabonda per le strade del romanzo come il suo eroe per le contrade di Spagna. La vita stessa di Don Chisciotte è così ricca, così complessa, così divertente, così fantastica, così inverosimile che non può essere compresa in nessuna formula. L’uomo della ripetizione, il triste hidalgo provinciale, si svela come l¿uomo della rarità: uno che inventa completamente la sua vita e quella degli altri, e vede castelli al posto di locande, eserciti al posto di greggi, una regina di bellezza al posto di una contadinotta sgraziata.
In pagine luminose e di straordinaria leggerezza Pietro Citati ci guida con mano sicura tra le infinite pieghe del Don Chisciotte. Attraverso vertiginosi raccourcis, ci fa vedere, fulmineamente condensate in pochi capoversi, le immortali peripezie del Cavaliere dalla Trista Figura, bastonato, percosso, umiliato, travolto dai mulini a vento e ad acqua. Di Sancio Panza, il fido scudiero, ci fa sentire l’enorme risata che rivela per qualche istante l’essenza del mondo: riso liberato e scatenato che sconfigge qualsiasi passione e sentimento, persino la tenebrosa malinconia. Ma sopratutto ci rammenta la radicale ambiguità del Don Chisciotte, un libro mobilissimo, inquieto, flessibile, che è stato il modello di tanti libri scritti negli ultimi quattro secoli – sebbene i loro autori abbiano sempre saputo che non sarebbero mai riusciti a imitarlo.

(source: Bol.com)

Capolavoro ‘di sogno e di fumo’, il Don Chisciotte è un libro misterioso e molteplice.
Chi è il narratore saggio e bugiardo che ha creato la trama, i personaggi, i colori, le ombre, la filosofia, la psicologia, le variazioni di ‘questa storia gravissima, altisonante, dolce e immaginata’?
Con garbo, discrezione, ironia, buffoneria, menzogna, verità, Miguel de Cervantes gioca con questa domanda per tutto il romanzo, e più gioca e più la risposta si fa sfuggente e segreta. Tutto, per lui, tende all’enciclopedia, non vorrebbe escludere nulla, nemmeno l’ultimo abitante di Siviglia o di Cordoba, ma poi il suo libro totale si trasforma nella più grandiosa parodia di qualsiasi forma di totalità. A tratti, lo scrittore si perde in un gioco infinito di incantesimi dove sembra che tutte le verità, le menzogne, le parole e i silenzi formino un meraviglioso guazzabuglio. Ma poco dopo si scopre che nel romanzo dell’incantesimo e degli incantatori non tutto è incantato e alla fine lo stesso Don Chisciotte diventa un lettore realistico della realtà. Cervantes rifiuta di imporre alla sua opera un’architettura rigida e una struttura: non sta mai fermo, è sempre da un¿altra parte, deride la sua stessa narrazione, vagabonda per le strade del romanzo come il suo eroe per le contrade di Spagna. La vita stessa di Don Chisciotte è così ricca, così complessa, così divertente, così fantastica, così inverosimile che non può essere compresa in nessuna formula. L’uomo della ripetizione, il triste hidalgo provinciale, si svela come l¿uomo della rarità: uno che inventa completamente la sua vita e quella degli altri, e vede castelli al posto di locande, eserciti al posto di greggi, una regina di bellezza al posto di una contadinotta sgraziata.
In pagine luminose e di straordinaria leggerezza Pietro Citati ci guida con mano sicura tra le infinite pieghe del Don Chisciotte. Attraverso vertiginosi raccourcis, ci fa vedere, fulmineamente condensate in pochi capoversi, le immortali peripezie del Cavaliere dalla Trista Figura, bastonato, percosso, umiliato, travolto dai mulini a vento e ad acqua. Di Sancio Panza, il fido scudiero, ci fa sentire l’enorme risata che rivela per qualche istante l’essenza del mondo: riso liberato e scatenato che sconfigge qualsiasi passione e sentimento, persino la tenebrosa malinconia. Ma sopratutto ci rammenta la radicale ambiguità del Don Chisciotte, un libro mobilissimo, inquieto, flessibile, che è stato il modello di tanti libri scritti negli ultimi quattro secoli – sebbene i loro autori abbiano sempre saputo che non sarebbero mai riusciti a imitarlo.

(source: Bol.com)

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Dizionarietto rompitascabile degli editori italiani, compilato da uno dei suddetti

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

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I dispiaceri del vero poliziotto

Il sogno di ogni vero lettore non è forse di ritrovare, anche solo per poco, i personaggi di un libro che ha appassionatamente amato? Ebbene, lo vedrà realizzarsi, per la prima volta, in questo romanzo, dove riappaiono alcuni dei personaggi di ”2666”. Per poterli incontrare di nuovo, però, dovrà accettare il rischio di intraprendere un viaggio quasi iniziatico, all’interno di una foresta in cui le piste si confondono e si aggrovigliano. Ma il vero lettore non esiterà, e si trasformerà lui stesso nel vero poliziotto del titolo: colui che (come Bolaño) ‘cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo’. Inoltrandosi dunque nella trama fittissima e imprevedibile di queste pagine, scoprirà, per esempio, che il professor Amalfi­tano è approdato in Messico dopo essere stato espulso dall’Università di Barcellona per omosessualità, e ne conoscerà il nuovo amante, un irresistibile falsario di dipinti di Larry Rivers (mentre dell’ex amante, un poeta malato di Aids, leggerà le impagabili lettere); e rivedrà anche l’incan­tevole Rosa Amalfitano, di cui sembra innamorarsi il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho, erede di una dinastia di donne violate… Nel frattempo si lascerà sedurre, il vero lettore, da digressioni letterarie impertinenti, classifiche irriguardose, biografie fittizie, atmosfere inquietanti, sogni rivelatori. Con l’im­per­tur­babile senso del ritmo e la dovizia visionaria delle sue storie, Bolaño saprà i­pnotizzare il suo lettore-po­liziotto, imponendogli un modo di raccontare nuovo e sorprendente. Sicché, alla fine, l’unico ‘dispiacere’ che quegli proverà sarà di vedere i personaggi, già da sempre in fuga, sottrarsi ancora una volta: come se, terminato il libro, ‘saltassero letteralmente fuori dall’ulti­ma pagina e continuassero a fuggire’.
(source: Bol.com)

Il sogno di ogni vero lettore non è forse di ritrovare, anche solo per poco, i personaggi di un libro che ha appassionatamente amato? Ebbene, lo vedrà realizzarsi, per la prima volta, in questo romanzo, dove riappaiono alcuni dei personaggi di ”2666”. Per poterli incontrare di nuovo, però, dovrà accettare il rischio di intraprendere un viaggio quasi iniziatico, all’interno di una foresta in cui le piste si confondono e si aggrovigliano. Ma il vero lettore non esiterà, e si trasformerà lui stesso nel vero poliziotto del titolo: colui che (come Bolaño) ‘cerca invano di mettere ordine in questo dannato romanzo’. Inoltrandosi dunque nella trama fittissima e imprevedibile di queste pagine, scoprirà, per esempio, che il professor Amalfi­tano è approdato in Messico dopo essere stato espulso dall’Università di Barcellona per omosessualità, e ne conoscerà il nuovo amante, un irresistibile falsario di dipinti di Larry Rivers (mentre dell’ex amante, un poeta malato di Aids, leggerà le impagabili lettere); e rivedrà anche l’incan­tevole Rosa Amalfitano, di cui sembra innamorarsi il poliziotto Pedro Negrete, incaricato di indagare sul professore insieme allo scherano Pancho, erede di una dinastia di donne violate… Nel frattempo si lascerà sedurre, il vero lettore, da digressioni letterarie impertinenti, classifiche irriguardose, biografie fittizie, atmosfere inquietanti, sogni rivelatori. Con l’im­per­tur­babile senso del ritmo e la dovizia visionaria delle sue storie, Bolaño saprà i­pnotizzare il suo lettore-po­liziotto, imponendogli un modo di raccontare nuovo e sorprendente. Sicché, alla fine, l’unico ‘dispiacere’ che quegli proverà sarà di vedere i personaggi, già da sempre in fuga, sottrarsi ancora una volta: come se, terminato il libro, ‘saltassero letteralmente fuori dall’ulti­ma pagina e continuassero a fuggire’.
(source: Bol.com)

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Il dio degli incubi

Cantrice della New York anni Sessanta e della borghesia colta di Manhattan, come dagli orizzonti caraibici in cui è cresciuta, nel 1990 Paula Fox ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo, Il dio degli incubi, dedicandolo al Sud degli Stati Uniti. E’ il 1914 e Helen Bynum, ventitrè anni, per la prima volta lascia lo Stato di New York sulle tracce della zia Lulu, un’anziana scrittrice che vive rintanata a New Orleans. Intraprende così un viaggio iniziatico verso sud, fino ai polverosi incanti “della città del jazz” dove, tra le strade del French Market o gli artisti della bohéme, Helen arriverà a sacrificare al “dio degl incubi” la proprio innocenza e i proprio sogni.

Cantrice della New York anni Sessanta e della borghesia colta di Manhattan, come dagli orizzonti caraibici in cui è cresciuta, nel 1990 Paula Fox ha dato alle stampe il suo ultimo romanzo, Il dio degli incubi, dedicandolo al Sud degli Stati Uniti. E’ il 1914 e Helen Bynum, ventitrè anni, per la prima volta lascia lo Stato di New York sulle tracce della zia Lulu, un’anziana scrittrice che vive rintanata a New Orleans. Intraprende così un viaggio iniziatico verso sud, fino ai polverosi incanti “della città del jazz” dove, tra le strade del French Market o gli artisti della bohéme, Helen arriverà a sacrificare al “dio degl incubi” la proprio innocenza e i proprio sogni.

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Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano

Arrivata a Londra dagli Stati Uniti, il 26 novembre 1942, con la ferma intenzione di partecipare alla lotta sul territorio francese, Simone Weil è costretta a portare avanti la sua resistenza in una stanza, negli uffici del Commissariato per gli Interni. Nasce in questi giorni la Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano, che qui presentiamo insieme a un altro scritto poco noto in Italia, Riflessioni sulla rivolta. Questi testi, straordinariamente rappresentativi dell’ultima fase della sua vita, segnano un punto di sintesi molto alto tra il realismo politico con cui vengono analizzati metodi e scopi della Resistenza e la tensione etica che regge il progetto di una nuova Costituzione che Weil propone alla Francia e, per il suo tramite, all’Europa. Albert Camus, suo editore nel dopoguerra, ha scritto «che è impossibile immaginare una rinascita per l’Europa senza tener conto delle esigenze definite da Simone Weil». Ai suoi contemporanei richiedeva uno «sforzo d’attenzione» di cui, però, li sentiva incapaci. Noi, suoi lettori oggi, potremmo raccogliere la sfida.
(source: Bol.com)

Arrivata a Londra dagli Stati Uniti, il 26 novembre 1942, con la ferma intenzione di partecipare alla lotta sul territorio francese, Simone Weil è costretta a portare avanti la sua resistenza in una stanza, negli uffici del Commissariato per gli Interni. Nasce in questi giorni la Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano, che qui presentiamo insieme a un altro scritto poco noto in Italia, Riflessioni sulla rivolta. Questi testi, straordinariamente rappresentativi dell’ultima fase della sua vita, segnano un punto di sintesi molto alto tra il realismo politico con cui vengono analizzati metodi e scopi della Resistenza e la tensione etica che regge il progetto di una nuova Costituzione che Weil propone alla Francia e, per il suo tramite, all’Europa. Albert Camus, suo editore nel dopoguerra, ha scritto «che è impossibile immaginare una rinascita per l’Europa senza tener conto delle esigenze definite da Simone Weil». Ai suoi contemporanei richiedeva uno «sforzo d’attenzione» di cui, però, li sentiva incapaci. Noi, suoi lettori oggi, potremmo raccogliere la sfida.
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