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Amabile canaglia (I Romanzi Classic)

Di fronte alla ragazza dai capelli rossi come il fuoco, che sostiene di essere la nipote del proprietario della casa da lui presa in affitto, il conte Giovanni Calozzi non è affatto convinto. Eppure ne è affascinato, perché Amabel Lynch è bella, con la grazia e le pretese di una lady. E davvero è una nobildonna, seppur caduta in disgrazia e bisognosa di aiuto per liberare la sorella Pearl, ingiustamente accusata di furto e rinchiusa in prigione. Giovanni accetta di darle una mano se in cambio Amabel gli concederà un bacio, ignorando che ne scaturirà una passione capace di superare anche l’ostacolo più imprevedibile.
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### Sinossi
Di fronte alla ragazza dai capelli rossi come il fuoco, che sostiene di essere la nipote del proprietario della casa da lui presa in affitto, il conte Giovanni Calozzi non è affatto convinto. Eppure ne è affascinato, perché Amabel Lynch è bella, con la grazia e le pretese di una lady. E davvero è una nobildonna, seppur caduta in disgrazia e bisognosa di aiuto per liberare la sorella Pearl, ingiustamente accusata di furto e rinchiusa in prigione. Giovanni accetta di darle una mano se in cambio Amabel gli concederà un bacio, ignorando che ne scaturirà una passione capace di superare anche l’ostacolo più imprevedibile.

Di fronte alla ragazza dai capelli rossi come il fuoco, che sostiene di essere la nipote del proprietario della casa da lui presa in affitto, il conte Giovanni Calozzi non è affatto convinto. Eppure ne è affascinato, perché Amabel Lynch è bella, con la grazia e le pretese di una lady. E davvero è una nobildonna, seppur caduta in disgrazia e bisognosa di aiuto per liberare la sorella Pearl, ingiustamente accusata di furto e rinchiusa in prigione. Giovanni accetta di darle una mano se in cambio Amabel gli concederà un bacio, ignorando che ne scaturirà una passione capace di superare anche l’ostacolo più imprevedibile.
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### Sinossi
Di fronte alla ragazza dai capelli rossi come il fuoco, che sostiene di essere la nipote del proprietario della casa da lui presa in affitto, il conte Giovanni Calozzi non è affatto convinto. Eppure ne è affascinato, perché Amabel Lynch è bella, con la grazia e le pretese di una lady. E davvero è una nobildonna, seppur caduta in disgrazia e bisognosa di aiuto per liberare la sorella Pearl, ingiustamente accusata di furto e rinchiusa in prigione. Giovanni accetta di darle una mano se in cambio Amabel gli concederà un bacio, ignorando che ne scaturirà una passione capace di superare anche l’ostacolo più imprevedibile.

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All’ombra dell’uomo montagna

Il più famoso viaggiatore di tutti i tempi torna a raccontare la sua storia, più bizzarra, fantastica e incantevole che mai. Gulliver è un esploratore di mondi, è un avventuriero innamorato di ciò che è nuovo, e se il destino capriccioso lo scaraventa come gigante tra i piccolissimi e piccolissimo tra i giganti lui non si lamenta né litiga, ma parla, si confronta, trova soluzioni, e alla fine fa ritorno a casa, più intelligente e saggio di prima. Le avventure di Gulliver tornano ora in questo prezioso libro illustrato, rapido come una canzone, leggero come un cartone animato e capace di incantare ancora chi lo legge per la prima volta o per l’ennesima.

Il più famoso viaggiatore di tutti i tempi torna a raccontare la sua storia, più bizzarra, fantastica e incantevole che mai. Gulliver è un esploratore di mondi, è un avventuriero innamorato di ciò che è nuovo, e se il destino capriccioso lo scaraventa come gigante tra i piccolissimi e piccolissimo tra i giganti lui non si lamenta né litiga, ma parla, si confronta, trova soluzioni, e alla fine fa ritorno a casa, più intelligente e saggio di prima. Le avventure di Gulliver tornano ora in questo prezioso libro illustrato, rapido come una canzone, leggero come un cartone animato e capace di incantare ancora chi lo legge per la prima volta o per l’ennesima.

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Alkamar: La mia vita in carcere da innocente

Una storia vera e incredibile, che si legge come un giallo. A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito. Ha lottato a testa alta e in questo libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (ben nove), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), per il figlio William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar. Oggi Gulotta è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv. È stato ospite di Fabio Fazio a QUELLO CHE (NON) HO, la trasmissione con Roberto Saviano. In molti lo fermano per strada manifestandogli stima e ammirazione. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.
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### Sinossi
Una storia vera e incredibile, che si legge come un giallo. A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito. Ha lottato a testa alta e in questo libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (ben nove), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), per il figlio William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar. Oggi Gulotta è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv. È stato ospite di Fabio Fazio a QUELLO CHE (NON) HO, la trasmissione con Roberto Saviano. In molti lo fermano per strada manifestandogli stima e ammirazione. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.

Una storia vera e incredibile, che si legge come un giallo. A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito. Ha lottato a testa alta e in questo libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (ben nove), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), per il figlio William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar. Oggi Gulotta è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv. È stato ospite di Fabio Fazio a QUELLO CHE (NON) HO, la trasmissione con Roberto Saviano. In molti lo fermano per strada manifestandogli stima e ammirazione. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.
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### Sinossi
Una storia vera e incredibile, che si legge come un giallo. A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare l’omicidio di due carabinieri ad “Alkamar”, una piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito. Ha lottato a testa alta e in questo libro racconta tutto per la prima volta: l’arresto, le torture, i processi (ben nove), la prigione, l’amore per Michela, che ha conosciuto mentre attendeva la sentenza definitiva (cioè l’ergastolo), per il figlio William, che ha visto crescere dall’altra parte del vetro divisorio, durante i colloqui settimanali, la verità su Alkamar. Oggi Gulotta è un uomo libero, la sua storia è finita su tutti i giornali e in tv. È stato ospite di Fabio Fazio a QUELLO CHE (NON) HO, la trasmissione con Roberto Saviano. In molti lo fermano per strada manifestandogli stima e ammirazione. Dalle istituzioni e dall’Arma dei carabinieri nemmeno un comunicato di scuse.

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Le ali spezzate

La gioventù ha ali di poesia e nervi d’illusione che fanno volare al di là delle nuvole per vedere l’universo illuminato; ali che le tempeste dell’esperienza distruggeranno, facendo precipitare i giovani nello specchio stregato della realtà. Così Gibran racconta in questo breve romanzo il sogno d’amore del poeta, ragazzo solitario e libero, per la gentile e bellissima Salmè, spezzato dalla brutalità di una società piegata a convenzioni sociali e vecchi pregiudizi. Un sogno soffocato, oppresso e vilipeso, ma non annientato. Il dolore anzi lo rafforza, così come rende tesa e vibrante la voce di un Gibran ancora acerbo, ma già sublime interprete e cantore delle passioni umane.
(source: Bol.com)

La gioventù ha ali di poesia e nervi d’illusione che fanno volare al di là delle nuvole per vedere l’universo illuminato; ali che le tempeste dell’esperienza distruggeranno, facendo precipitare i giovani nello specchio stregato della realtà. Così Gibran racconta in questo breve romanzo il sogno d’amore del poeta, ragazzo solitario e libero, per la gentile e bellissima Salmè, spezzato dalla brutalità di una società piegata a convenzioni sociali e vecchi pregiudizi. Un sogno soffocato, oppresso e vilipeso, ma non annientato. Il dolore anzi lo rafforza, così come rende tesa e vibrante la voce di un Gibran ancora acerbo, ma già sublime interprete e cantore delle passioni umane.
(source: Bol.com)

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Albertine scomparsa

Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.
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### Sinossi
Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.

Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.
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### Sinossi
Giudicato da Proust stesso “ciò che ho scritto di meglio”, *Albertine scomparsa* (1925) chiude il dittico della ragazza di Balbec narrando il lutto del Narratore per la sua morte e il lento trascolorare della sofferenza nell’oblio, sullo sfondo di una Venezia insieme immaginata, rievocata e reale. Ispirato a un episodio autobiografico e permeato più di tutti di un potente erotismo, il penultimo libro della *Recherche *permette all’autore di approfondire il registro tragico dell’opera, indagando in profondità il dolore del mondo e dando il via a un percorso di autoanalisi che ha pochi pari nella storia della letteratura.

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AGNES La Follia Omicida Di Una Donna Fantasma (Italian Edition)

AGNES
La Follia Omicida di una Donna Fantasma
di
Domenico valente
IL PRIMO VERO THRILLER, VELATO DI HORROR, DISEGNATO SULLA PELLE DEL LETTORE
Nella distratta cittadina tranese, l’incauta mano di un uomo assetato di potere desterà dal sonno eterno colei che, dilaniata dal tormento e dal rancore, si macchierà le mani del sangue di vittime innocenti. La polizia, alle prese con questo difficile caso, brancola nel buio. S’ipotizza l’esistenza di una belva famelica; si propende, poi, per la ricerca di un fantomatico serial killer. Un’antica epigrafe cela l’oscura verità.
Dolore,
frustrazione
e
tradimento,
condussero la sua anima
tra le braccia del signore dell’oscurità.
Il continuo errare tra il nostro mondo
e le viscere della terra,
spargendo sangue e crudeltà,
ebbe fine solo quando
le sue infantili paure
riemersero col sangue sacrificale
di un essere il cui vello,
dipinto dalle tenebre,
fu marchiato dalla flebile luce della luna.
State lontani da queste vetuste pietre,
non osate aprire questa tomba,
non destate dal proprio sonno colei che,
seminando morte e dolore,
nutrirà il sacrilego frutto del suo profondo ardore.
State lontani da colei che
solo la mano di Dio
potrà arrestare.
Maurizio Corso, impavido reporter scampato alle oscure trame della morte, cercherà di mettere la parola “fine” al dilaniante tormento abbattutosi sull’ignara popolazione.
Intrighi e inganni, suspense e azione, mistero e arcane verità, in tredici capitoli in cui Domenico Valente, autore dalla fervida immaginazione, coinvolge irresistibilmente il lettore fino a regalargli un finale a gran sorpresa.
UNA DENUNCIA CONTRO I GIOCHI DI POTERE, CONTRO LE COMMISTIONI TRA CLASSE IMPRENDITORIALE E QUELLA POLITICA, E CONTRO L’AFFARISMO AD OLTRANZA, ATTRAVERSO LA CRUENTA MANO DI UN FANTASMA, IN UN’AVVINCENTE E COMPLESSA TRAMA, DAI RISVOLTI PARANORMALI, PREGNA DI MISTERO, MACABRE AVVENTURE, EROTISMO DA BRIVIDO ED ALLUCINANTI VICENDE, SCATURITE DALLA FERVIDA IMMAGINAZIONE DI DOMENICO VALENTE, AUTORE DI “ARANUTHON LA GENESI DEL MALE” (PROSPETTIVA EDITRICE, 2013), SEQUEL DI “AGNES – LA FOLLIA OMICIDA DI UNA DONNA FANTASMA”.
BUONA LETTURA!

AGNES
La Follia Omicida di una Donna Fantasma
di
Domenico valente
IL PRIMO VERO THRILLER, VELATO DI HORROR, DISEGNATO SULLA PELLE DEL LETTORE
Nella distratta cittadina tranese, l’incauta mano di un uomo assetato di potere desterà dal sonno eterno colei che, dilaniata dal tormento e dal rancore, si macchierà le mani del sangue di vittime innocenti. La polizia, alle prese con questo difficile caso, brancola nel buio. S’ipotizza l’esistenza di una belva famelica; si propende, poi, per la ricerca di un fantomatico serial killer. Un’antica epigrafe cela l’oscura verità.
Dolore,
frustrazione
e
tradimento,
condussero la sua anima
tra le braccia del signore dell’oscurità.
Il continuo errare tra il nostro mondo
e le viscere della terra,
spargendo sangue e crudeltà,
ebbe fine solo quando
le sue infantili paure
riemersero col sangue sacrificale
di un essere il cui vello,
dipinto dalle tenebre,
fu marchiato dalla flebile luce della luna.
State lontani da queste vetuste pietre,
non osate aprire questa tomba,
non destate dal proprio sonno colei che,
seminando morte e dolore,
nutrirà il sacrilego frutto del suo profondo ardore.
State lontani da colei che
solo la mano di Dio
potrà arrestare.
Maurizio Corso, impavido reporter scampato alle oscure trame della morte, cercherà di mettere la parola “fine” al dilaniante tormento abbattutosi sull’ignara popolazione.
Intrighi e inganni, suspense e azione, mistero e arcane verità, in tredici capitoli in cui Domenico Valente, autore dalla fervida immaginazione, coinvolge irresistibilmente il lettore fino a regalargli un finale a gran sorpresa.
UNA DENUNCIA CONTRO I GIOCHI DI POTERE, CONTRO LE COMMISTIONI TRA CLASSE IMPRENDITORIALE E QUELLA POLITICA, E CONTRO L’AFFARISMO AD OLTRANZA, ATTRAVERSO LA CRUENTA MANO DI UN FANTASMA, IN UN’AVVINCENTE E COMPLESSA TRAMA, DAI RISVOLTI PARANORMALI, PREGNA DI MISTERO, MACABRE AVVENTURE, EROTISMO DA BRIVIDO ED ALLUCINANTI VICENDE, SCATURITE DALLA FERVIDA IMMAGINAZIONE DI DOMENICO VALENTE, AUTORE DI “ARANUTHON LA GENESI DEL MALE” (PROSPETTIVA EDITRICE, 2013), SEQUEL DI “AGNES – LA FOLLIA OMICIDA DI UNA DONNA FANTASMA”.
BUONA LETTURA!

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Affari d’oro per Dnald Lam

Bertha Cool è in gran fermento. La sua Agenzia Investigativa non deve più correre tutti i rischi cui la espone Donald Lam con la sua passione di rasentare il codice e di buttarsi a capofitto in imprese disperate. Ecco qui, nello studio di Bertha, il distintissimo signor Homer Breckinridge dal quale emana un inebriante profumo di dollari. E il signor Homer è venuto appunto per offrire ai nostri investigatori un incarico tranquillo e proficuo. Si tratta di appurare se un tizio che chiede un indennizzo per una lesione subita in un incidente non sia, in realtà, un simulatore, come la Compagnia Assicuratrice ha validi motivi di sospettare. Un lavoretto da farsi in poltrona, a sentire Bertha Cool, ma non passano quarantottore, che Donald Lam scopre di essere seduto, non su una poltrona, ma addirittura su un barile di tritolo e si chiede se farà in tempo a smorzare la miccia, prima che il fuoco arrivi alle polveri.

Bertha Cool è in gran fermento. La sua Agenzia Investigativa non deve più correre tutti i rischi cui la espone Donald Lam con la sua passione di rasentare il codice e di buttarsi a capofitto in imprese disperate. Ecco qui, nello studio di Bertha, il distintissimo signor Homer Breckinridge dal quale emana un inebriante profumo di dollari. E il signor Homer è venuto appunto per offrire ai nostri investigatori un incarico tranquillo e proficuo. Si tratta di appurare se un tizio che chiede un indennizzo per una lesione subita in un incidente non sia, in realtà, un simulatore, come la Compagnia Assicuratrice ha validi motivi di sospettare. Un lavoretto da farsi in poltrona, a sentire Bertha Cool, ma non passano quarantottore, che Donald Lam scopre di essere seduto, non su una poltrona, ma addirittura su un barile di tritolo e si chiede se farà in tempo a smorzare la miccia, prima che il fuoco arrivi alle polveri.

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Adriano VII

In un freddo giorno di marzo dei primi anni del Novecento, George Arthur Rose, prete mancato brutalmente espulso per oscure ragioni dal Saint Andrew, il Pontificio Collegio Scozzese, viene misteriosamente invitato da due alti dignitari della Chiesa ad accettare gli ordini sacri e a traferirsi a Roma. Lì, dopo un conclave paralizzato dall’intransigenza e dall’equivalenza delle fazioni, l’antico reietto, il sofisticato teologo oggetto di inverecondi calunnie, viene eletto papa col nome di Adriano VII. Sul soglio di Pietro, più inflessibile di Bonifacio VIII, Adriano VII salverà l’Europa dal caos e dall’anarchia e ridisegnerà i confini del mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1904, e da allora oggetto di un vero e proprio culto, Adriano VII è un romanzo che, come tutte le grandi opere, si presta a infinite interpretazioni: può essere visto come una profetica anticipazione dei totalitarismi del XX secolo, come il libro di un impudente profanatore (secondo Giorgio Manganelli la Chiesa era, per Rolfe, il luogo da profanare, dato che solo Iddio poteva dargli l’indirizzo del Diavolo), come l’estremo, meraviglioso frutto di un’esistenza eccentrica. Ripubblicata nel centenario della morte dell’autore, l’opera svela tutta la sua sorprendente, sfrontata attualità.
**

In un freddo giorno di marzo dei primi anni del Novecento, George Arthur Rose, prete mancato brutalmente espulso per oscure ragioni dal Saint Andrew, il Pontificio Collegio Scozzese, viene misteriosamente invitato da due alti dignitari della Chiesa ad accettare gli ordini sacri e a traferirsi a Roma. Lì, dopo un conclave paralizzato dall’intransigenza e dall’equivalenza delle fazioni, l’antico reietto, il sofisticato teologo oggetto di inverecondi calunnie, viene eletto papa col nome di Adriano VII. Sul soglio di Pietro, più inflessibile di Bonifacio VIII, Adriano VII salverà l’Europa dal caos e dall’anarchia e ridisegnerà i confini del mondo. Pubblicato per la prima volta nel 1904, e da allora oggetto di un vero e proprio culto, Adriano VII è un romanzo che, come tutte le grandi opere, si presta a infinite interpretazioni: può essere visto come una profetica anticipazione dei totalitarismi del XX secolo, come il libro di un impudente profanatore (secondo Giorgio Manganelli la Chiesa era, per Rolfe, il luogo da profanare, dato che solo Iddio poteva dargli l’indirizzo del Diavolo), come l’estremo, meraviglioso frutto di un’esistenza eccentrica. Ripubblicata nel centenario della morte dell’autore, l’opera svela tutta la sua sorprendente, sfrontata attualità.
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L’adolescente (Einaudi)

‘Sin dalle prime pagine si ha l’impressione di essere entrati nel vivo di una ”cronaca di famiglia”, ma di una cronaca estremamente diversa da quelle pacate e armoniose di Tolstoj. Alla dignità idealizzata, alla saldezza morale delle stirpi tolstojane, Dostoevskij oppone l’immagine d’una famiglia sconnessa, sdrucita, in rovina. E, ispirandosi alle rubriche dei giornali, nelle vicende di questa famiglia rispecchia gli intrighi di una società avida e iniqua, che per la brama di denaro non esita a far comunella con spavaldi avventurieri.
Confessione autobiografica di un giovane ventenne, L’adolescente si snoda in una vertiginosa sequenza di fatti, in un turbine di avvenimenti ancor piú intensi e assurdi che quelli dei Demoni. Come sempre in Dostoevskij, una minuziosa ricerca interiore sottende lo sviluppo esterno degli avvenimenti. In accese tirate, in monologhi, in controversie drammatiche, egli rende il travaglio, le continue oscillazioni psicologiche dei personaggi’.
Angelo Maria Ripellino

(source: Bol.com)

‘Sin dalle prime pagine si ha l’impressione di essere entrati nel vivo di una ”cronaca di famiglia”, ma di una cronaca estremamente diversa da quelle pacate e armoniose di Tolstoj. Alla dignità idealizzata, alla saldezza morale delle stirpi tolstojane, Dostoevskij oppone l’immagine d’una famiglia sconnessa, sdrucita, in rovina. E, ispirandosi alle rubriche dei giornali, nelle vicende di questa famiglia rispecchia gli intrighi di una società avida e iniqua, che per la brama di denaro non esita a far comunella con spavaldi avventurieri.
Confessione autobiografica di un giovane ventenne, L’adolescente si snoda in una vertiginosa sequenza di fatti, in un turbine di avvenimenti ancor piú intensi e assurdi che quelli dei Demoni. Come sempre in Dostoevskij, una minuziosa ricerca interiore sottende lo sviluppo esterno degli avvenimenti. In accese tirate, in monologhi, in controversie drammatiche, egli rende il travaglio, le continue oscillazioni psicologiche dei personaggi’.
Angelo Maria Ripellino

(source: Bol.com)

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Acqua santissima

La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga.
Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello.
Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l’organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio.
A partire dall’Ottocento e per decenni gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un «cancro esiziale».
Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, raccontano le storie dei tanti sacerdoti e vescovi che hanno accettato le logiche della ‘ndrangheta, e dei pochi che, invece, hanno avuto il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare un’organizzazione criminale che ha spesso modellato i propri riti di affiliazione sulle cerimonie liturgiche della tradizione cattolica, servendosi delle feste religiose e dei simboli cristiani per creare alleanze, costruire vincoli e rafforzare così il proprio potere. E lanciano un chiaro messaggio: o si consolida la coraggiosa esperienza pastorale finora maturata o il potere devastante della ‘ndrangheta continuerà inesorabilmente ad affermarsi nelle città, nei paesi, nelle campagne, ma soprattutto tra i giovani. «La speranza c’è e si chiama Francesco. Se riuscirà a dimostrare che la linea più breve tra due punti non è l’arabesco, come sosteneva Ennio Flaiano, vinceranno le ragioni della speranza. Ma tra quei due punti, bisognerà tracciare una linea retta.
Solo allora i mafiosi resteranno fuori».

La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga.
Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello.
Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l’organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio.
A partire dall’Ottocento e per decenni gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un «cancro esiziale».
Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di ‘ndrangheta, raccontano le storie dei tanti sacerdoti e vescovi che hanno accettato le logiche della ‘ndrangheta, e dei pochi che, invece, hanno avuto il coraggio di far sentire la propria voce e di denunciare un’organizzazione criminale che ha spesso modellato i propri riti di affiliazione sulle cerimonie liturgiche della tradizione cattolica, servendosi delle feste religiose e dei simboli cristiani per creare alleanze, costruire vincoli e rafforzare così il proprio potere. E lanciano un chiaro messaggio: o si consolida la coraggiosa esperienza pastorale finora maturata o il potere devastante della ‘ndrangheta continuerà inesorabilmente ad affermarsi nelle città, nei paesi, nelle campagne, ma soprattutto tra i giovani. «La speranza c’è e si chiama Francesco. Se riuscirà a dimostrare che la linea più breve tra due punti non è l’arabesco, come sosteneva Ennio Flaiano, vinceranno le ragioni della speranza. Ma tra quei due punti, bisognerà tracciare una linea retta.
Solo allora i mafiosi resteranno fuori».

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Le abitudini delle volpi

‘Erlendur… poliziotto disilluso che fa luce laddove l’Islanda pare immersa in una notte infinita. Insomma, un grande.’
Anna

‘Un autore da seguire e da amare. Uno scrittore di noir costruiti con intelligenza e capacità letterarie non comuni.’
Il Giornale

‘Indriðason si conferma abile a indagare passioni e sentimenti (anche i più morbosi) senza cedere al buonismo.’
Corriere della Sera

L’ispettore Erlendur è tornato nei luoghi della sua infanzia. Trascorrerà qualche tempo nel piccolo villaggio sulle rive di un fiordo dell’Islanda orientale, deciso ad affrontare una volta per tutte l’ossessione che lo perseguita fin da quando era bambino: la scomparsa del fratello minore Bergur durante una bufera di neve. Di notte, solo nel rudere abbandonato della sua casa, attende che l’oscurità, il gelo e il vento gli riportino i fantasmi della tragica esperienza che distrusse per sempre la sua famiglia; di giorno, vaga per i boschi e la brughiera alla disperata ricerca di indizi. E proprio qui si imbatte per caso in una vicenda per molti versi simile a quella di Bergur: la sparizione di una giovane donna, in una notte di tormenta, nel gennaio del 1942. Una storia non ancora dimenticata, ma che molti preferirebbero lasciare sepolta sotto decenni di segreti e sensi di colpa. Immerso in un paesaggio aspro, in cui una modernità disordinata e invadente si scontra con una natura ancora capace di sconvolgere, Erlendur si lascia trasportare in un’indagine al confine tra realtà e allucinazione, travolto da un’insaziabile sete di risposte che lo costringerà a scavare ostinatamente dentro ferite mai curate, a riportare in luce antiche suggestioni, a riesumare tormenti inconfessabili.

‘Ho già letto almeno cinque libri con protagonista il commissario Erlendur Sveinsson: sono ben scritti…’
Andrea Camilleri

‘L’Islanda ha trovato il suo Mankell… Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso.’
Die Welt

‘Misteri ricchi di pathos… Uno scrittore che merita davvero di essere letto.’
The Daily Telegraph

(source: Bol.com)

‘Erlendur… poliziotto disilluso che fa luce laddove l’Islanda pare immersa in una notte infinita. Insomma, un grande.’
Anna

‘Un autore da seguire e da amare. Uno scrittore di noir costruiti con intelligenza e capacità letterarie non comuni.’
Il Giornale

‘Indriðason si conferma abile a indagare passioni e sentimenti (anche i più morbosi) senza cedere al buonismo.’
Corriere della Sera

L’ispettore Erlendur è tornato nei luoghi della sua infanzia. Trascorrerà qualche tempo nel piccolo villaggio sulle rive di un fiordo dell’Islanda orientale, deciso ad affrontare una volta per tutte l’ossessione che lo perseguita fin da quando era bambino: la scomparsa del fratello minore Bergur durante una bufera di neve. Di notte, solo nel rudere abbandonato della sua casa, attende che l’oscurità, il gelo e il vento gli riportino i fantasmi della tragica esperienza che distrusse per sempre la sua famiglia; di giorno, vaga per i boschi e la brughiera alla disperata ricerca di indizi. E proprio qui si imbatte per caso in una vicenda per molti versi simile a quella di Bergur: la sparizione di una giovane donna, in una notte di tormenta, nel gennaio del 1942. Una storia non ancora dimenticata, ma che molti preferirebbero lasciare sepolta sotto decenni di segreti e sensi di colpa. Immerso in un paesaggio aspro, in cui una modernità disordinata e invadente si scontra con una natura ancora capace di sconvolgere, Erlendur si lascia trasportare in un’indagine al confine tra realtà e allucinazione, travolto da un’insaziabile sete di risposte che lo costringerà a scavare ostinatamente dentro ferite mai curate, a riportare in luce antiche suggestioni, a riesumare tormenti inconfessabili.

‘Ho già letto almeno cinque libri con protagonista il commissario Erlendur Sveinsson: sono ben scritti…’
Andrea Camilleri

‘L’Islanda ha trovato il suo Mankell… Assolutamente nordico, un narratore che rappresenta un marchio di grande qualità. Erlendur è un personaggio meraviglioso.’
Die Welt

‘Misteri ricchi di pathos… Uno scrittore che merita davvero di essere letto.’
The Daily Telegraph

(source: Bol.com)

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A sangue freddo di Truman Capote

Riassunto di ‘A sangue freddo’, il capostipite dei romanzi-reportage ed anche, forse, il migliore che sia stato scritto. Truman Capote prende in esame un delitto che ebbe grande risonanza in America: la strage dei quattro membri della famiglia Clutter, nella cittaddina di Holcomb (1959, Kansas occidentale). È quasi incredibile come un personaggio passionale ed emotivamente disordinato come Capote sia riuscito a scrivere una storia caratterizzata dal freddo rigore del cronista ma anche dallabilità del grande scrittore. Vi sono opere fondamentali come questa che dovreste assolutamente conoscere per evitare di fare brutte figure durante una conversazione sul lavoro, in società oppure a scuola e non avete ancora avuto ”il tempo di leggere”? Ecco il ”Pronto Intervento” per tappare velocemente le vostre falle culturali, i Riassunti di Farfadette vi offrono per ogni libro, in poche chiare paginette, tutto quello che dovete sapere. farfadette è lo pseudonimo dietro il quale si nasconde un autentico divulgatore, specialista nelle letterature di tutto il mondo.
(source: Bol.com)

Riassunto di ‘A sangue freddo’, il capostipite dei romanzi-reportage ed anche, forse, il migliore che sia stato scritto. Truman Capote prende in esame un delitto che ebbe grande risonanza in America: la strage dei quattro membri della famiglia Clutter, nella cittaddina di Holcomb (1959, Kansas occidentale). È quasi incredibile come un personaggio passionale ed emotivamente disordinato come Capote sia riuscito a scrivere una storia caratterizzata dal freddo rigore del cronista ma anche dallabilità del grande scrittore. Vi sono opere fondamentali come questa che dovreste assolutamente conoscere per evitare di fare brutte figure durante una conversazione sul lavoro, in società oppure a scuola e non avete ancora avuto ”il tempo di leggere”? Ecco il ”Pronto Intervento” per tappare velocemente le vostre falle culturali, i Riassunti di Farfadette vi offrono per ogni libro, in poche chiare paginette, tutto quello che dovete sapere. farfadette è lo pseudonimo dietro il quale si nasconde un autentico divulgatore, specialista nelle letterature di tutto il mondo.
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50 modi per farsi lasciare

L’amore eterno è ancora di moda? Questo si chiedono tutti i protagonisti di “Amori a tempo determinato” di Eliselle: Linda, trent’anni e ancora convinta che l’amore eterno esista – sarà perché gliel’ha predetto un’eccentrica cartomante che assomiglia a Lady Gaga… -; Michel, ottimista incallito nelle faccende di cuore, anche se lui, nella vita, ha incrociato decisamente più calessi che amori; Alex, autista di limousine a noleggio, che di mestiere accompagna al patibolo… ops, all’altare coppie di sposi, tentando di dissuaderli dal compiere il grande passo. E poi Miranda, psicanalista, che delle coppie spezzate ha fatto un business. D’altronde l’amore per lei è tutta una questione di statistica. E base di tutte le sue teorie è il divertentissimo ed esilarante manuale “50 modi per farsi lasciare” di Carlo Vanni. Perché diciamoci la verità: in tutto questo gran casino che è l’amore al giorno d’oggi, potreste non essere così fortunate da trovare il principe azzurro al primo colpo. Ma come fare a liberarsi per tempo di tutti i rospi che verranno? Continuate a scoprire le mille facce dell’amore ai tempi moderni con “Amori a tempo determinato di Eliselle” (disponibile in libreria e in ebook dal 23 aprile 2013).

L’amore eterno è ancora di moda? Questo si chiedono tutti i protagonisti di “Amori a tempo determinato” di Eliselle: Linda, trent’anni e ancora convinta che l’amore eterno esista – sarà perché gliel’ha predetto un’eccentrica cartomante che assomiglia a Lady Gaga… -; Michel, ottimista incallito nelle faccende di cuore, anche se lui, nella vita, ha incrociato decisamente più calessi che amori; Alex, autista di limousine a noleggio, che di mestiere accompagna al patibolo… ops, all’altare coppie di sposi, tentando di dissuaderli dal compiere il grande passo. E poi Miranda, psicanalista, che delle coppie spezzate ha fatto un business. D’altronde l’amore per lei è tutta una questione di statistica. E base di tutte le sue teorie è il divertentissimo ed esilarante manuale “50 modi per farsi lasciare” di Carlo Vanni. Perché diciamoci la verità: in tutto questo gran casino che è l’amore al giorno d’oggi, potreste non essere così fortunate da trovare il principe azzurro al primo colpo. Ma come fare a liberarsi per tempo di tutti i rospi che verranno? Continuate a scoprire le mille facce dell’amore ai tempi moderni con “Amori a tempo determinato di Eliselle” (disponibile in libreria e in ebook dal 23 aprile 2013).

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Voto Di Gloria

In VOTO DI GLORIA (Libro #5 in L’Anello dello Stregone), Thor si imbarca con i suoi compagni della Legione per un’impresa epica nelle vaste Terre Selvagge dell’Impero per cercare di trovare l’antica Spada della Dinastia e salvare quindi l’Anello. Le amicizie di Thor si fanno sempre piu profonde mentre viaggiano in luoghi nuovi, affrontano mostri inimmaginabili e combattono fianco a fianco in incredibili battaglie. Incontrano territori esotici, creature e persone che non avrebbero mai immaginato, mentre ogni ulteriore passo del loro viaggio si presenta carico di pericoli sempre piu grandi. Dovranno chiamare a raccolta tutta la loro abilita se vorranno sopravvivere mentre seguono il sentiero dei ladri, sempre piu a fondo nel territorio dell’Impero. La loro ricerca li portera direttamente fino al cuore del Mondo Sotterraneo, un dei sette regni dell’inferno, dove regnano i morti viventi e i campi sono disseminati di ossa. Qui piu che mai Thor chiama a raccolta i suoi poteri e lotta per capire la sua stessa natura.
Tornata nell’Anello, Gwendolyn deve condurre meta della Corte del Re verso la roccaforte occidentale di Silesia, un’antica citta arroccata ai confine del Canyon che domina da quella postazione da oltre mille anni. Le fortificazioni di Silesia le hanno permesso di sopravvivere a ogni attacco nel corso dei secoli, ma la citta non ha mia dovuto affrontare un assalto da parte di un capo quale Andronico e da un esercito di un milione di uomini. Gwendolyn impara cosa significhi essere regina nel momento in qui assume il ruolo di guida. Srog, Kolk, Brom, Steffen, Kendrick e Godfrey sono al suo fianco e si preparano a difendere la citta dalla violenta guerra che sta per scatenarsi.
Nel frattempo, Gareth sta impazzendo sempre di piu, cercando di respingere un colpo di stato che lo vorrebbe morto nella Corte del Re. Erec combatte per la sua vita e per il suo amore, Alistair e la citta di Savaria, mentre lo scudo inattivo permette a creature selvagge di invadere l’Anello. E Godfrey, crogiolandosi nel bere, dovra decidere se e pronto o meno a dimenticare il suo passato e diventare l’uomo che la sua famiglia si aspetta.
Mentre tutti combattono per le loro vite e le cose sembrano peggiorare sempre piu, la storia termina con due scioccanti colpi di scena.
Ce la fara Gwendolyn a sopravvivere all’assalto? Thor sopravvivera all’Impero? Troveranno la Spada della Dinastia?
Con la sua sofisticata struttura e caratterizzazione, VOTO DI GLORIA e un racconto epico di amicizia e amore, di rivali e seguaci, di cavalieri e draghi, di intrighi e macchinazioni politiche, di maturazione, di cuori spezzati, di inganno, ambizione e tradimento. E un racconto di onore e coraggio, di fato e destino, di stregoneria. E un fantasy capace di portarci in un mondo che non dimenticheremo mai, in grado di affascinare persone di ogni sesso ed eta. Ha circa 75.000 parole.”

In VOTO DI GLORIA (Libro #5 in L’Anello dello Stregone), Thor si imbarca con i suoi compagni della Legione per un’impresa epica nelle vaste Terre Selvagge dell’Impero per cercare di trovare l’antica Spada della Dinastia e salvare quindi l’Anello. Le amicizie di Thor si fanno sempre piu profonde mentre viaggiano in luoghi nuovi, affrontano mostri inimmaginabili e combattono fianco a fianco in incredibili battaglie. Incontrano territori esotici, creature e persone che non avrebbero mai immaginato, mentre ogni ulteriore passo del loro viaggio si presenta carico di pericoli sempre piu grandi. Dovranno chiamare a raccolta tutta la loro abilita se vorranno sopravvivere mentre seguono il sentiero dei ladri, sempre piu a fondo nel territorio dell’Impero. La loro ricerca li portera direttamente fino al cuore del Mondo Sotterraneo, un dei sette regni dell’inferno, dove regnano i morti viventi e i campi sono disseminati di ossa. Qui piu che mai Thor chiama a raccolta i suoi poteri e lotta per capire la sua stessa natura.
Tornata nell’Anello, Gwendolyn deve condurre meta della Corte del Re verso la roccaforte occidentale di Silesia, un’antica citta arroccata ai confine del Canyon che domina da quella postazione da oltre mille anni. Le fortificazioni di Silesia le hanno permesso di sopravvivere a ogni attacco nel corso dei secoli, ma la citta non ha mia dovuto affrontare un assalto da parte di un capo quale Andronico e da un esercito di un milione di uomini. Gwendolyn impara cosa significhi essere regina nel momento in qui assume il ruolo di guida. Srog, Kolk, Brom, Steffen, Kendrick e Godfrey sono al suo fianco e si preparano a difendere la citta dalla violenta guerra che sta per scatenarsi.
Nel frattempo, Gareth sta impazzendo sempre di piu, cercando di respingere un colpo di stato che lo vorrebbe morto nella Corte del Re. Erec combatte per la sua vita e per il suo amore, Alistair e la citta di Savaria, mentre lo scudo inattivo permette a creature selvagge di invadere l’Anello. E Godfrey, crogiolandosi nel bere, dovra decidere se e pronto o meno a dimenticare il suo passato e diventare l’uomo che la sua famiglia si aspetta.
Mentre tutti combattono per le loro vite e le cose sembrano peggiorare sempre piu, la storia termina con due scioccanti colpi di scena.
Ce la fara Gwendolyn a sopravvivere all’assalto? Thor sopravvivera all’Impero? Troveranno la Spada della Dinastia?
Con la sua sofisticata struttura e caratterizzazione, VOTO DI GLORIA e un racconto epico di amicizia e amore, di rivali e seguaci, di cavalieri e draghi, di intrighi e macchinazioni politiche, di maturazione, di cuori spezzati, di inganno, ambizione e tradimento. E un racconto di onore e coraggio, di fato e destino, di stregoneria. E un fantasy capace di portarci in un mondo che non dimenticheremo mai, in grado di affascinare persone di ogni sesso ed eta. Ha circa 75.000 parole.”

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La vigilia della fine

La vigilia della fine è l’unico romanzo scritto su basi storiografiche sull’intero corpus della Profezia dei Sommi Pontefici attribuita al Santo irlandese Malachia, vissuto nel XII secolo. Secondo la profezia, il potere temporale dei papi dovrebbe finire dopo la fine del pontificato di Benedetto XVI, con un papa gesuita. Anno domini 1139. La Chiesa sta uscendo dalla scisma più grave della sua Storia. Chiamato a Roma al concilio indetto per porre fine alla crisi, l’arcivescovo Malachia di Armagh ha un’estasi in cui vede prefigurati tutti i 113 papi che si succederanno sulla cattedra di Pietro da allora fino alla fine della Chiesa. Egli segnala l’ultimo pontefice con il titolo profetico di Petrus Romanus. Da questa profezia, tuttora oggetto di studi e controversie all’interno della Chiesa, trae spunto il romanzo. Il romanzo racconta le vicende di Padre Augusto Moretti, dall’adolescenza solitaria a Perugia all’arrivo a Roma, dove intraprende una brillante carriera ecclesiastica nell’ordine dei gesuiti che lo vedrà diventare uno dei porporati prediletti del Papa. Durante una visita a San Pietro, nello stesso istante in cui un folle deturpa la Pietà di Michelangelo, Padre Augusto viene invaso da una voce che gli comunica la profezia destinata a mutare la sua vita: sarà lui il Petrus Romanus, durante il cui pontificato la Chiesa, e forse il mondo, avranno fine. Comincia così per il protagonista un’appassionante ricerca intorno al proprio destino e a quello dell’intera umanità, che lo porterà a incrociare indimenticabili personaggi e diabolici antagonisti fino alla scoperta di una verità sublime e sconvolgente.
(source: Bol.com)

La vigilia della fine è l’unico romanzo scritto su basi storiografiche sull’intero corpus della Profezia dei Sommi Pontefici attribuita al Santo irlandese Malachia, vissuto nel XII secolo. Secondo la profezia, il potere temporale dei papi dovrebbe finire dopo la fine del pontificato di Benedetto XVI, con un papa gesuita. Anno domini 1139. La Chiesa sta uscendo dalla scisma più grave della sua Storia. Chiamato a Roma al concilio indetto per porre fine alla crisi, l’arcivescovo Malachia di Armagh ha un’estasi in cui vede prefigurati tutti i 113 papi che si succederanno sulla cattedra di Pietro da allora fino alla fine della Chiesa. Egli segnala l’ultimo pontefice con il titolo profetico di Petrus Romanus. Da questa profezia, tuttora oggetto di studi e controversie all’interno della Chiesa, trae spunto il romanzo. Il romanzo racconta le vicende di Padre Augusto Moretti, dall’adolescenza solitaria a Perugia all’arrivo a Roma, dove intraprende una brillante carriera ecclesiastica nell’ordine dei gesuiti che lo vedrà diventare uno dei porporati prediletti del Papa. Durante una visita a San Pietro, nello stesso istante in cui un folle deturpa la Pietà di Michelangelo, Padre Augusto viene invaso da una voce che gli comunica la profezia destinata a mutare la sua vita: sarà lui il Petrus Romanus, durante il cui pontificato la Chiesa, e forse il mondo, avranno fine. Comincia così per il protagonista un’appassionante ricerca intorno al proprio destino e a quello dell’intera umanità, che lo porterà a incrociare indimenticabili personaggi e diabolici antagonisti fino alla scoperta di una verità sublime e sconvolgente.
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Il ventre di Parigi

I famosi mercati generali parigini, Les Halles, sono il grande protagonista del romanzo, «un gigantesco ventre di metallo, inchiavardato, saldato, fatto di legno, vetro e ferro». Questa moderna “natura morta”, livida di odori penetranti, di montagne di cibo, di sensazioni violente, scena di duri contrasti tra opulenza e miseria, fa da contorno alle vicende di due fratelli. Uno è un rivoluzionario radicalgiacobino, confinato alla Caienna per tentativi insurrezionali e rientrato clandestinamente a Parigi; dall’Impero ha avuto solo deportazione e fame. L’altro è un agiato charcutier delle Halles, impegnato nell’ascesa sociale; l’Impero lo ha soggiogato, schierandolo nella piccola borghesia mercantile, corrotta dal denaro e dall’arrivismo.

I famosi mercati generali parigini, Les Halles, sono il grande protagonista del romanzo, «un gigantesco ventre di metallo, inchiavardato, saldato, fatto di legno, vetro e ferro». Questa moderna “natura morta”, livida di odori penetranti, di montagne di cibo, di sensazioni violente, scena di duri contrasti tra opulenza e miseria, fa da contorno alle vicende di due fratelli. Uno è un rivoluzionario radicalgiacobino, confinato alla Caienna per tentativi insurrezionali e rientrato clandestinamente a Parigi; dall’Impero ha avuto solo deportazione e fame. L’altro è un agiato charcutier delle Halles, impegnato nell’ascesa sociale; l’Impero lo ha soggiogato, schierandolo nella piccola borghesia mercantile, corrotta dal denaro e dall’arrivismo.

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