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Genova

Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall’impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l’affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell’acquario e quelle strane “m” tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da “Mi sono perso a Genova” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308
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### Sinossi
Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall’impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l’affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell’acquario e quelle strane “m” tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da “Mi sono perso a Genova” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308

Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall’impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l’affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell’acquario e quelle strane “m” tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da “Mi sono perso a Genova” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308
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### Sinossi
Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall’impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l’affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell’acquario e quelle strane “m” tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da “Mi sono perso a Genova” pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308

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La gemma di Siena

Siena, 1723. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, Pia de’ Tolomei riceve in dono un ciondolo d’oro e un marito. Il primo, ornato da un’incisione che raffigura Cleopatra, per ricordarle il suo nobile lignaggio; il secondo, per suggellare l’alleanza tra la sua famiglia e i Caprimulgo, il casato più influente di Siena. Ma per Pia è come sprofondare in un incubo: Nello Caprimulgo è un uomo meschino e violento, che renderà la sua vita un inferno in terra… o peggio. Potrebbe addirittura ucciderla, proprio come ha fatto lo sposo della sua omonima antenata, cantata da Dante nel Purgatorio. Pia non ha scelta: deve fuggire. E la chiave per riuscirci è il suo maestro di equitazione, Riccardo Bruni, un giovane affascinante e gentile, cui lei si affeziona ben più di quanto sarebbe lecito… Tuttavia l’abisso sociale che la separa da Riccardo non è l’unico ostacolo ai loro piani. Nei sotterranei del palazzo dei Caprimulgo, infatti, da qualche tempo si riuniscono in gran segreto i rappresentati di alcune delle famiglie più in vista di Siena, che stanno tramando per rovesciare il governo di Violante de’ Medici. E, quando scoprono che il giorno scelto per agire è quello del prossimo Palio, Pia e Riccardo si rendono conto di essere i soli in grado di fermare la cospirazione…

Siena, 1723. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, Pia de’ Tolomei riceve in dono un ciondolo d’oro e un marito. Il primo, ornato da un’incisione che raffigura Cleopatra, per ricordarle il suo nobile lignaggio; il secondo, per suggellare l’alleanza tra la sua famiglia e i Caprimulgo, il casato più influente di Siena. Ma per Pia è come sprofondare in un incubo: Nello Caprimulgo è un uomo meschino e violento, che renderà la sua vita un inferno in terra… o peggio. Potrebbe addirittura ucciderla, proprio come ha fatto lo sposo della sua omonima antenata, cantata da Dante nel Purgatorio. Pia non ha scelta: deve fuggire. E la chiave per riuscirci è il suo maestro di equitazione, Riccardo Bruni, un giovane affascinante e gentile, cui lei si affeziona ben più di quanto sarebbe lecito… Tuttavia l’abisso sociale che la separa da Riccardo non è l’unico ostacolo ai loro piani. Nei sotterranei del palazzo dei Caprimulgo, infatti, da qualche tempo si riuniscono in gran segreto i rappresentati di alcune delle famiglie più in vista di Siena, che stanno tramando per rovesciare il governo di Violante de’ Medici. E, quando scoprono che il giorno scelto per agire è quello del prossimo Palio, Pia e Riccardo si rendono conto di essere i soli in grado di fermare la cospirazione…

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Garrincha

Mandel Francisco Dos Santos fu soprannominato Garrincha dalla sorella per via del suo aspetto minuto, che ricordava una specie di passerotto, ma in seguito quel soprannome si riferì alla sua oscillante andatura sul campo. Perché intanto Garrincha, nonostante fosse afflitto da numerosi difetti congeniti, compresa una gamba più corta dell’altra di 6 centimetri, era diventato il più grande driblatore di tutti i tempi. Di soprannomi ne arrivarono presto altri: il Chaplin del calcio, l’angelo dalle gambe storte, l’Alegria del Povo. Attraverso le conversazioni quotidiane con la sorella, nel cuore della favela brasiliana, scopriamo come si svolgeva la vita privata di uno straordinario calciatore che sembrava avere un destino segnato e che invece ha spiccato il volo. La vita di Garrincha si rivela piena di colpi di cena. Quasi come fosse un personaggio letterario, oltre ai successi sportivi infatti la sua vita è scandita dalla sua distruttiva passione per le donne e per l’alcol. Nelle frasi stringate e nelle parole sfuggite di quelle conversazioni c’è tutto: dall’amore sconfinato tra chi condivide la povertà, al dramma delle vie d’uscita comode, il lavoro nero e la criminalità, ma soprattutto, il desiderio di rivincita.

Mandel Francisco Dos Santos fu soprannominato Garrincha dalla sorella per via del suo aspetto minuto, che ricordava una specie di passerotto, ma in seguito quel soprannome si riferì alla sua oscillante andatura sul campo. Perché intanto Garrincha, nonostante fosse afflitto da numerosi difetti congeniti, compresa una gamba più corta dell’altra di 6 centimetri, era diventato il più grande driblatore di tutti i tempi. Di soprannomi ne arrivarono presto altri: il Chaplin del calcio, l’angelo dalle gambe storte, l’Alegria del Povo. Attraverso le conversazioni quotidiane con la sorella, nel cuore della favela brasiliana, scopriamo come si svolgeva la vita privata di uno straordinario calciatore che sembrava avere un destino segnato e che invece ha spiccato il volo. La vita di Garrincha si rivela piena di colpi di cena. Quasi come fosse un personaggio letterario, oltre ai successi sportivi infatti la sua vita è scandita dalla sua distruttiva passione per le donne e per l’alcol. Nelle frasi stringate e nelle parole sfuggite di quelle conversazioni c’è tutto: dall’amore sconfinato tra chi condivide la povertà, al dramma delle vie d’uscita comode, il lavoro nero e la criminalità, ma soprattutto, il desiderio di rivincita.

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Garibaldi era comunista

”Il guaio è che da studenti ci siamo abituati a vedere i personaggi storici in maniera semplificata. Alcuni ci sembrano buoni come il pane, pronti a lottare ogni giorno per il bene e per i deboli, in ogni momento generosi e coraggiosi, altri ci sembrano invece personaggi terribili, crudeli, che godono come pazzi soltanto quando vedono soffrire il prossimo. Siamo seri, le cose non possono stare proprio così.”

Immaginiamo di salire su una macchina del tempo a due posti. Accanto a noi, Luciano De Crescenzo. Immaginiamo di viaggiare nel passato e trovarci faccia a faccia coi grandi della Storia, scoprire i loro lati meno consueti, poter fare due chiacchiere come se fossimo davanti a una tazzina di caffè.
Incontrare Adamo e chiedergli com’è andata a finire poi con Eva dopo la faccenda della mela. Incontrare Masaniello per capire meglio la politica di oggi, o Cavour (”uno che dalle mie parti non ha tutta questa popolarità…”) per discutere della questione meridionale. Dire a Romolo: ”Non ho mai capito se tu sei il fratello buono o quello cattivo. A partire da Caino e Abele, fino ad arrivare a John e Lapo Elkann, ce n’è sempre uno con la faccia perbene e un altro che si caccia nei guai”. Incontrare Adriano ”uno dei più simpatici” e Napoleone, che magari così simpatico non sarà stato, però bisogna ammettere che ci sapeva fare. Capire se Nerone era davvero un ”fetente” o se in fondo forse è stato diffamato. O perché Mussolini si è fermato davanti a un bidet… E poi ovviamente scoprire perché, camicia rossa a parte, Garibaldi era comunista.

(source: Bol.com)

”Il guaio è che da studenti ci siamo abituati a vedere i personaggi storici in maniera semplificata. Alcuni ci sembrano buoni come il pane, pronti a lottare ogni giorno per il bene e per i deboli, in ogni momento generosi e coraggiosi, altri ci sembrano invece personaggi terribili, crudeli, che godono come pazzi soltanto quando vedono soffrire il prossimo. Siamo seri, le cose non possono stare proprio così.”

Immaginiamo di salire su una macchina del tempo a due posti. Accanto a noi, Luciano De Crescenzo. Immaginiamo di viaggiare nel passato e trovarci faccia a faccia coi grandi della Storia, scoprire i loro lati meno consueti, poter fare due chiacchiere come se fossimo davanti a una tazzina di caffè.
Incontrare Adamo e chiedergli com’è andata a finire poi con Eva dopo la faccenda della mela. Incontrare Masaniello per capire meglio la politica di oggi, o Cavour (”uno che dalle mie parti non ha tutta questa popolarità…”) per discutere della questione meridionale. Dire a Romolo: ”Non ho mai capito se tu sei il fratello buono o quello cattivo. A partire da Caino e Abele, fino ad arrivare a John e Lapo Elkann, ce n’è sempre uno con la faccia perbene e un altro che si caccia nei guai”. Incontrare Adriano ”uno dei più simpatici” e Napoleone, che magari così simpatico non sarà stato, però bisogna ammettere che ci sapeva fare. Capire se Nerone era davvero un ”fetente” o se in fondo forse è stato diffamato. O perché Mussolini si è fermato davanti a un bidet… E poi ovviamente scoprire perché, camicia rossa a parte, Garibaldi era comunista.

(source: Bol.com)

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Garden

Il ritardo è negligenza. La negligenza è disordine. Il disordine è il seme della perdizione. Maite è tra le operaie più efficienti nella fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse un’infrazione sarebbe punita con la morte. Maite coltiva in segreto la sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l’Italia è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi sono condannati a una vita di obblighi e privazioni. L’unica fonte di svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l’anniversario della Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di fuggire…
Un romanzo italiano dal sapore internazionale che dipinge con lucida spietatezza uno scenario più vicino di quanto possiamo immaginare.
(source: Bol.com)

Il ritardo è negligenza. La negligenza è disordine. Il disordine è il seme della perdizione. Maite è tra le operaie più efficienti nella fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse un’infrazione sarebbe punita con la morte. Maite coltiva in segreto la sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l’Italia è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi sono condannati a una vita di obblighi e privazioni. L’unica fonte di svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l’anniversario della Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di fuggire…
Un romanzo italiano dal sapore internazionale che dipinge con lucida spietatezza uno scenario più vicino di quanto possiamo immaginare.
(source: Bol.com)

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La galassia Gutenberg

La Galassia Gutenberg è ormai diventato un best seller che ha influenzato profondamente il dibattito culturale nei maggiori Paesi del mondo occidentale. La riflessione di McLuhan si concentra sull’invenzione della stampa a caratteri mobili, valutandone le caratteristiche di medium. L’intento di questo libro è quello di ricercare nelle modalità di comunicazione del passato le dimensioni dell’uomo contemporaneo che si muove in una società, dominata dai media elettronici, in continuo e frenetico mutamento e ancora tutta da scoprire e decifrare
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### Sinossi
La Galassia Gutenberg è ormai diventato un best seller che ha influenzato profondamente il dibattito culturale nei maggiori Paesi del mondo occidentale. La riflessione di McLuhan si concentra sull’invenzione della stampa a caratteri mobili, valutandone le caratteristiche di medium. L’intento di questo libro è quello di ricercare nelle modalità di comunicazione del passato le dimensioni dell’uomo contemporaneo che si muove in una società, dominata dai media elettronici, in continuo e frenetico mutamento e ancora tutta da scoprire e decifrare

La Galassia Gutenberg è ormai diventato un best seller che ha influenzato profondamente il dibattito culturale nei maggiori Paesi del mondo occidentale. La riflessione di McLuhan si concentra sull’invenzione della stampa a caratteri mobili, valutandone le caratteristiche di medium. L’intento di questo libro è quello di ricercare nelle modalità di comunicazione del passato le dimensioni dell’uomo contemporaneo che si muove in una società, dominata dai media elettronici, in continuo e frenetico mutamento e ancora tutta da scoprire e decifrare
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### Sinossi
La Galassia Gutenberg è ormai diventato un best seller che ha influenzato profondamente il dibattito culturale nei maggiori Paesi del mondo occidentale. La riflessione di McLuhan si concentra sull’invenzione della stampa a caratteri mobili, valutandone le caratteristiche di medium. L’intento di questo libro è quello di ricercare nelle modalità di comunicazione del passato le dimensioni dell’uomo contemporaneo che si muove in una società, dominata dai media elettronici, in continuo e frenetico mutamento e ancora tutta da scoprire e decifrare

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Fuori a rubar cavalli

Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura limpida e selvaggia, durante i quali sembrano stabilire un rapporto unico. Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile del ragazzo, niente sarà più come prima. Trond comincerà a notare dettagli che gli sveleranno un rapporto speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono del padre. A cinquant’anni da quell’estate Trond decide di tornare in quella stessa vallata e l’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, fa riemergere vecchi ricordi… Con una prosa asciutta e precisa Per Petterson intreccia il bilancio di un’esistenza che volge al tramonto con il romanzo di formazione di un adolescente, svelando a poco a poco la trama dei sottili legami tra le avventure e le illusioni di un’estate lontana e il corso di una vita dominata dall’ombra dell’abbandono.
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### Sinossi
Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura limpida e selvaggia, durante i quali sembrano stabilire un rapporto unico. Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile del ragazzo, niente sarà più come prima. Trond comincerà a notare dettagli che gli sveleranno un rapporto speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono del padre. A cinquant’anni da quell’estate Trond decide di tornare in quella stessa vallata e l’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, fa riemergere vecchi ricordi… Con una prosa asciutta e precisa Per Petterson intreccia il bilancio di un’esistenza che volge al tramonto con il romanzo di formazione di un adolescente, svelando a poco a poco la trama dei sottili legami tra le avventure e le illusioni di un’estate lontana e il corso di una vita dominata dall’ombra dell’abbandono.

Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura limpida e selvaggia, durante i quali sembrano stabilire un rapporto unico. Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile del ragazzo, niente sarà più come prima. Trond comincerà a notare dettagli che gli sveleranno un rapporto speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono del padre. A cinquant’anni da quell’estate Trond decide di tornare in quella stessa vallata e l’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, fa riemergere vecchi ricordi… Con una prosa asciutta e precisa Per Petterson intreccia il bilancio di un’esistenza che volge al tramonto con il romanzo di formazione di un adolescente, svelando a poco a poco la trama dei sottili legami tra le avventure e le illusioni di un’estate lontana e il corso di una vita dominata dall’ombra dell’abbandono.
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Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura limpida e selvaggia, durante i quali sembrano stabilire un rapporto unico. Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile del ragazzo, niente sarà più come prima. Trond comincerà a notare dettagli che gli sveleranno un rapporto speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono del padre. A cinquant’anni da quell’estate Trond decide di tornare in quella stessa vallata e l’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, fa riemergere vecchi ricordi… Con una prosa asciutta e precisa Per Petterson intreccia il bilancio di un’esistenza che volge al tramonto con il romanzo di formazione di un adolescente, svelando a poco a poco la trama dei sottili legami tra le avventure e le illusioni di un’estate lontana e il corso di una vita dominata dall’ombra dell’abbandono.

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I fuochi di Valyria. Le Cronache del ghiaccio e del fuoco: 11

Nella sanguinaria epopea della guerra dei Cinque re, Stannis Baratheon è impegnato in un’estenuante marcia nel gelo contro il traditore lord Bolton, mentre un inquietante vuoto di potere circonda il Trono di Spade a causa della prigionia di Cersei Lannister, ancora presa negli artigli di un risorto fanatismo religioso. Mai prima d’ora il continente occidentale è stato tanto duramente devastato e mortalmente indebolito, così da diventare facile terra di conquista da parte di nemici vicini e lontani. Nelle Isole di Ferro, il sinistro Euron Occhio di Corvo si prepara a lanciare una nuova invasione dal mare, mentre a Dorne, la marca più meridionale del reame, un principe solo all’apparenza in declino ordisce una cospirazione volta a un nuovo, imprevedibile ritorno dell’antica dinastia. Oltre il Mare Stretto, Daenerys Targaryen, orgogliosa e coraggiosa regina dei draghi, si piega a un subdolo matrimonio di convenienza nel nome di una pace incerta, senza con questo rinunciare al suo sogno di tornare sul trono che fu di Aegon il Conquistatore. Finito suo malgrado nelle mani lorde di sangue degli schiavisti di Yunkai, città nemica giurata di Daenerys, l’indistruttibile nano Tyrion Lannister è costretto a giocare il tutto per tutto per sopravvivere a un assedio disastroso. Nel frattempo, all’ombra della titanica Barriera di ghiaccio nell’estremo Nord del reame, il giovane Jon Snow, coraggioso lord comandante dei Guardiani della notte, concepisce una temeraria strategia…
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Nella sanguinaria epopea della guerra dei Cinque re, Stannis Baratheon è impegnato in un’estenuante marcia nel gelo contro il traditore lord Bolton, mentre un inquietante vuoto di potere circonda il Trono di Spade a causa della prigionia di Cersei Lannister, ancora presa negli artigli di un risorto fanatismo religioso. Mai prima d’ora il continente occidentale è stato tanto duramente devastato e mortalmente indebolito, così da diventare facile terra di conquista da parte di nemici vicini e lontani. Nelle Isole di Ferro, il sinistro Euron Occhio di Corvo si prepara a lanciare una nuova invasione dal mare, mentre a Dorne, la marca più meridionale del reame, un principe solo all’apparenza in declino ordisce una cospirazione volta a un nuovo, imprevedibile ritorno dell’antica dinastia. Oltre il Mare Stretto, Daenerys Targaryen, orgogliosa e coraggiosa regina dei draghi, si piega a un subdolo matrimonio di convenienza nel nome di una pace incerta, senza con questo rinunciare al suo sogno di tornare sul trono che fu di Aegon il Conquistatore. Finito suo malgrado nelle mani lorde di sangue degli schiavisti di Yunkai, città nemica giurata di Daenerys, l’indistruttibile nano Tyrion Lannister è costretto a giocare il tutto per tutto per sopravvivere a un assedio disastroso. Nel frattempo, all’ombra della titanica Barriera di ghiaccio nell’estremo Nord del reame, il giovane Jon Snow, coraggioso lord comandante dei Guardiani della notte, concepisce una temeraria strategia…
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I fucilieri di Sharpe

È il 1809 e l’esercito di Napoleone ormai dilaga in Spagna. Rimasto isolato e costretto ad assumere il comando di uno sbandato distaccamento di Fucilieri, il maggiore Richard Sharpe deve decidere: ricongiungersi a una guarnigione superstite, raggiungendo la costa nordoccidentale del Paese, o dirigersi verso Lisbona, nella speranza di trovare una nave per tornare in patria? Entrambe le imprese sembrano disperate: gli uomini sono avviliti per l’andamento della guerra e stremati dalle privazioni; il nemico è ovunque, ben armato e col morale alle stelle per le recenti vittorie; il viaggio, tra montagne impervie e serrate nella morsa di un gelo implacabile, appare pressoché impossibile. Torturato dall’incertezza, il maggiore lascerà decidere al fato, che ha messo sulla sua strada un gruppo di Cazadores, agli ordini del nobile Blas Vivar, e si convincerà che procedere con loro verso Santiago de Compostela sia l’unica possibilità di salvezza. Ma il fato ha molto altro in serbo per Sharpe: la scoperta che i Cacciatori spagnoli sono inseguiti da un drappello di Dragoni francesi pronti a tutto pur d’impadronirsi della misteriosa cassaforte da cui Vivar non si separa mai; l’incontro con un inquietante personaggio che indossa un paio di stivali bianchi e che si rivela tanto inafferrabile quanto spietato; la sconcertante rivelazione del contenuto della cassaforte e quindi del reale motivo della fuga verso Santiago e addirittura la promessa di una vita migliore, accanto a una donna affascinante e audace… Colpo su colpo, col polso fermo del vero soldato, che trema solo alla prospettiva di una morte da codardo, Richard Sharpe fronteggerà ogni imprevisto e si batterà contro chiunque gli sbarri la strada. E, accanto a lui, avrà uomini per i quali la guerra è l’unica aspirazione possibile e la vittoria l’unica ricompensa. Uomini degni di essere chiamati I Fucilieri di Sharpe.
(source: Bol.com)

È il 1809 e l’esercito di Napoleone ormai dilaga in Spagna. Rimasto isolato e costretto ad assumere il comando di uno sbandato distaccamento di Fucilieri, il maggiore Richard Sharpe deve decidere: ricongiungersi a una guarnigione superstite, raggiungendo la costa nordoccidentale del Paese, o dirigersi verso Lisbona, nella speranza di trovare una nave per tornare in patria? Entrambe le imprese sembrano disperate: gli uomini sono avviliti per l’andamento della guerra e stremati dalle privazioni; il nemico è ovunque, ben armato e col morale alle stelle per le recenti vittorie; il viaggio, tra montagne impervie e serrate nella morsa di un gelo implacabile, appare pressoché impossibile. Torturato dall’incertezza, il maggiore lascerà decidere al fato, che ha messo sulla sua strada un gruppo di Cazadores, agli ordini del nobile Blas Vivar, e si convincerà che procedere con loro verso Santiago de Compostela sia l’unica possibilità di salvezza. Ma il fato ha molto altro in serbo per Sharpe: la scoperta che i Cacciatori spagnoli sono inseguiti da un drappello di Dragoni francesi pronti a tutto pur d’impadronirsi della misteriosa cassaforte da cui Vivar non si separa mai; l’incontro con un inquietante personaggio che indossa un paio di stivali bianchi e che si rivela tanto inafferrabile quanto spietato; la sconcertante rivelazione del contenuto della cassaforte e quindi del reale motivo della fuga verso Santiago e addirittura la promessa di una vita migliore, accanto a una donna affascinante e audace… Colpo su colpo, col polso fermo del vero soldato, che trema solo alla prospettiva di una morte da codardo, Richard Sharpe fronteggerà ogni imprevisto e si batterà contro chiunque gli sbarri la strada. E, accanto a lui, avrà uomini per i quali la guerra è l’unica aspirazione possibile e la vittoria l’unica ricompensa. Uomini degni di essere chiamati I Fucilieri di Sharpe.
(source: Bol.com)

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Il fotografo di Auschwitz

Nel 1939, dopo l’invasione tedesca della Polonia, le SS propongono al giovane austro-polacco Wilhelm Brasse di giurare fedeltà a Hitler e di arruolarsi nella Wehrmacht. Il giovane rifiuta: si sente polacco e non vuole tradire la sua patria. Un anno dopo Wilhelm viene internato ad Auschwitz, con il numero di matricola 3444. I suoi compagni vengono inviati presto alla morte; lui invece si salva perché è un abile fotografo. Nei cinque anni successivi vive nel campo e documenta, suo malgrado, l’orrore. Oltre cinquantamila scatti – prigionieri, esecuzioni, e terrificanti esperimenti su cavie umane del dottor Josef Mengele – che Brasse farà in parte pervenire alla resistenza con molto ingegno e a rischio della vita. Sono le immagini di Auschwitz che noi tutti conosciamo. Ricostruita sulla base di resoconti e documenti, un’eccezionale testimonianza per non dimenticare.
(source: Bol.com)

Nel 1939, dopo l’invasione tedesca della Polonia, le SS propongono al giovane austro-polacco Wilhelm Brasse di giurare fedeltà a Hitler e di arruolarsi nella Wehrmacht. Il giovane rifiuta: si sente polacco e non vuole tradire la sua patria. Un anno dopo Wilhelm viene internato ad Auschwitz, con il numero di matricola 3444. I suoi compagni vengono inviati presto alla morte; lui invece si salva perché è un abile fotografo. Nei cinque anni successivi vive nel campo e documenta, suo malgrado, l’orrore. Oltre cinquantamila scatti – prigionieri, esecuzioni, e terrificanti esperimenti su cavie umane del dottor Josef Mengele – che Brasse farà in parte pervenire alla resistenza con molto ingegno e a rischio della vita. Sono le immagini di Auschwitz che noi tutti conosciamo. Ricostruita sulla base di resoconti e documenti, un’eccezionale testimonianza per non dimenticare.
(source: Bol.com)

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Fosca

Fosca, considerato unanimamente il capolavoro di Tarchetti, è un’opera complessa e affascinante. Il testo è tutto giocato su una serie di dicotomie (salute/malattia, bellezza/bruttezza, amore/morte) esemplificate da due figure chiave: Clara, giovane, bella e ricca e Fosca, brutta, malata ma anche intrigante e ammaliante. Le due donne sono al centro della vita di Giorgio (evidente alter ego di Tarchetti), un ufficiale che ha lasciato l’esercito per problemi cardiaci. È lui a narrare in prima persona lo scorrere degli eventi. Fosca è la femme fatale che, dotata di una forte carica magnetica, attrae a sé il giovane protagonista, segnandone irrimediabilmente il destino. Testo cardine della Scapigliatura milanese, Fosca viene, a causa dell’improvvisa scomparsa dell’autore, pubblicato postumo e completato da Salvatore Farina, scrittore, giornalista e amico di Tarchetti. Nel romanzo Romanticismo, Decadentismo e tematiche naturaliste si alternano e mescolano con tempi e stile perfetti. L’analisi psicologica dei personaggi è ovviamente approndita, ma a dominare è soprattutto uno stato di ansia e inquitudine continue. Aspetti questi che rendono il testo ancora godibile e attuale per il lettore contemporaneo. Ettore Scola nel 1981 ne ha tratto un film Passione d’amore, presentato al 34° Festival di Cannes.
Iginio Ugo Tarchetti nasce a San Salvatore Monferrato il 29 giugno 1839. Tra i maggiori esponenti della scapigliatura milanese, è autore di romanzi, racconti e poesie. Tentò anche la carriera giornalistica cercando di lanciare, con scarsa fortuna, un proprio periodico il “Piccolo giornale”. Muore a Milano il 25 marzo 1869.
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### Sinossi
Fosca, considerato unanimamente il capolavoro di Tarchetti, è un’opera complessa e affascinante. Il testo è tutto giocato su una serie di dicotomie (salute/malattia, bellezza/bruttezza, amore/morte) esemplificate da due figure chiave: Clara, giovane, bella e ricca e Fosca, brutta, malata ma anche intrigante e ammaliante. Le due donne sono al centro della vita di Giorgio (evidente alter ego di Tarchetti), un ufficiale che ha lasciato l’esercito per problemi cardiaci. È lui a narrare in prima persona lo scorrere degli eventi. Fosca è la femme fatale che, dotata di una forte carica magnetica, attrae a sé il giovane protagonista, segnandone irrimediabilmente il destino. Testo cardine della Scapigliatura milanese, Fosca viene, a causa dell’improvvisa scomparsa dell’autore, pubblicato postumo e completato da Salvatore Farina, scrittore, giornalista e amico di Tarchetti. Nel romanzo Romanticismo, Decadentismo e tematiche naturaliste si alternano e mescolano con tempi e stile perfetti. L’analisi psicologica dei personaggi è ovviamente approndita, ma a dominare è soprattutto uno stato di ansia e inquitudine continue. Aspetti questi che rendono il testo ancora godibile e attuale per il lettore contemporaneo. Ettore Scola nel 1981 ne ha tratto un film Passione d’amore, presentato al 34° Festival di Cannes.
Iginio Ugo Tarchetti nasce a San Salvatore Monferrato il 29 giugno 1839. Tra i maggiori esponenti della scapigliatura milanese, è autore di romanzi, racconti e poesie. Tentò anche la carriera giornalistica cercando di lanciare, con scarsa fortuna, un proprio periodico il “Piccolo giornale”. Muore a Milano il 25 marzo 1869.
### L’autore
Scrittore tra i più rappresentativi della Scapigliatura milanese, pubblicò diversi romanzi, racconti e poesie. Secondo lo “stile” scapigliato fu molto disordinato sia nella vita privata che in quella professionale. Fosca, il suo romanzo più noto, fu completato postumo da un amico, causa la sua prematura morte.

Fosca, considerato unanimamente il capolavoro di Tarchetti, è un’opera complessa e affascinante. Il testo è tutto giocato su una serie di dicotomie (salute/malattia, bellezza/bruttezza, amore/morte) esemplificate da due figure chiave: Clara, giovane, bella e ricca e Fosca, brutta, malata ma anche intrigante e ammaliante. Le due donne sono al centro della vita di Giorgio (evidente alter ego di Tarchetti), un ufficiale che ha lasciato l’esercito per problemi cardiaci. È lui a narrare in prima persona lo scorrere degli eventi. Fosca è la femme fatale che, dotata di una forte carica magnetica, attrae a sé il giovane protagonista, segnandone irrimediabilmente il destino. Testo cardine della Scapigliatura milanese, Fosca viene, a causa dell’improvvisa scomparsa dell’autore, pubblicato postumo e completato da Salvatore Farina, scrittore, giornalista e amico di Tarchetti. Nel romanzo Romanticismo, Decadentismo e tematiche naturaliste si alternano e mescolano con tempi e stile perfetti. L’analisi psicologica dei personaggi è ovviamente approndita, ma a dominare è soprattutto uno stato di ansia e inquitudine continue. Aspetti questi che rendono il testo ancora godibile e attuale per il lettore contemporaneo. Ettore Scola nel 1981 ne ha tratto un film Passione d’amore, presentato al 34° Festival di Cannes.
Iginio Ugo Tarchetti nasce a San Salvatore Monferrato il 29 giugno 1839. Tra i maggiori esponenti della scapigliatura milanese, è autore di romanzi, racconti e poesie. Tentò anche la carriera giornalistica cercando di lanciare, con scarsa fortuna, un proprio periodico il “Piccolo giornale”. Muore a Milano il 25 marzo 1869.
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### Sinossi
Fosca, considerato unanimamente il capolavoro di Tarchetti, è un’opera complessa e affascinante. Il testo è tutto giocato su una serie di dicotomie (salute/malattia, bellezza/bruttezza, amore/morte) esemplificate da due figure chiave: Clara, giovane, bella e ricca e Fosca, brutta, malata ma anche intrigante e ammaliante. Le due donne sono al centro della vita di Giorgio (evidente alter ego di Tarchetti), un ufficiale che ha lasciato l’esercito per problemi cardiaci. È lui a narrare in prima persona lo scorrere degli eventi. Fosca è la femme fatale che, dotata di una forte carica magnetica, attrae a sé il giovane protagonista, segnandone irrimediabilmente il destino. Testo cardine della Scapigliatura milanese, Fosca viene, a causa dell’improvvisa scomparsa dell’autore, pubblicato postumo e completato da Salvatore Farina, scrittore, giornalista e amico di Tarchetti. Nel romanzo Romanticismo, Decadentismo e tematiche naturaliste si alternano e mescolano con tempi e stile perfetti. L’analisi psicologica dei personaggi è ovviamente approndita, ma a dominare è soprattutto uno stato di ansia e inquitudine continue. Aspetti questi che rendono il testo ancora godibile e attuale per il lettore contemporaneo. Ettore Scola nel 1981 ne ha tratto un film Passione d’amore, presentato al 34° Festival di Cannes.
Iginio Ugo Tarchetti nasce a San Salvatore Monferrato il 29 giugno 1839. Tra i maggiori esponenti della scapigliatura milanese, è autore di romanzi, racconti e poesie. Tentò anche la carriera giornalistica cercando di lanciare, con scarsa fortuna, un proprio periodico il “Piccolo giornale”. Muore a Milano il 25 marzo 1869.
### L’autore
Scrittore tra i più rappresentativi della Scapigliatura milanese, pubblicò diversi romanzi, racconti e poesie. Secondo lo “stile” scapigliato fu molto disordinato sia nella vita privata che in quella professionale. Fosca, il suo romanzo più noto, fu completato postumo da un amico, causa la sua prematura morte.

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Fisica quantistica della vita quotidiana

Centouno racconti brevi o brevissimi che giocano con i generi letterari – dal giallo al romanzo d’amore, dalla denuncia sociale alla fantascienza – ma soprattutto con il lettore. E che sposano appassionatamente la causa della parola contro quella del silenzio.
Microromanzi che si muovono sul terreno della piú ordinaria quotidianità: un amore sbagliato, un amore felice, un figlio che muore, uno che è all’ospedale, essere rapiti dagli alieni, un medico, un prete, una vedova, la mania degli autografi o quella degli anniversari, un terremoto, il ragazzo che si prostituisce, lo scrittore, il mafioso, una porta che sbatte, qualcuno che striscia, il basket, tornare a casa, addormentarsi, svegliarsi (a volte no). Le solite cose di tutti i giorni, appunto. Microromanzi ironici, autoironici, surreali, malinconici, spassosi, sempre folgoranti, che non sfidano il lettore, lo invitano piuttosto a una consapevole complicità pur riuscendo a stupirlo ogni volta, con quei colpi di scena che la vita (o sarà la scrittura?) regala in abbondanza.
Microromanzi che intercettano la piú grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi, la fisica quantistica che ha già cambiato la filosofia, la religione e la nostra comprensione del mondo. Quella fisica quantistica che è la scienza degli universi paralleli, la scienza che riesce a raccontarci – con leggi via via piú precise anche se sembrano venire dal mondo degli Elfi (e magari vengono proprio da lí, chi può dirlo?) – come l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, che i nostri sensi non percepiscono, non soltanto esistono, ma determinano la nostra ‘realtà’.

(source: Bol.com)

Centouno racconti brevi o brevissimi che giocano con i generi letterari – dal giallo al romanzo d’amore, dalla denuncia sociale alla fantascienza – ma soprattutto con il lettore. E che sposano appassionatamente la causa della parola contro quella del silenzio.
Microromanzi che si muovono sul terreno della piú ordinaria quotidianità: un amore sbagliato, un amore felice, un figlio che muore, uno che è all’ospedale, essere rapiti dagli alieni, un medico, un prete, una vedova, la mania degli autografi o quella degli anniversari, un terremoto, il ragazzo che si prostituisce, lo scrittore, il mafioso, una porta che sbatte, qualcuno che striscia, il basket, tornare a casa, addormentarsi, svegliarsi (a volte no). Le solite cose di tutti i giorni, appunto. Microromanzi ironici, autoironici, surreali, malinconici, spassosi, sempre folgoranti, che non sfidano il lettore, lo invitano piuttosto a una consapevole complicità pur riuscendo a stupirlo ogni volta, con quei colpi di scena che la vita (o sarà la scrittura?) regala in abbondanza.
Microromanzi che intercettano la piú grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi, la fisica quantistica che ha già cambiato la filosofia, la religione e la nostra comprensione del mondo. Quella fisica quantistica che è la scienza degli universi paralleli, la scienza che riesce a raccontarci – con leggi via via piú precise anche se sembrano venire dal mondo degli Elfi (e magari vengono proprio da lí, chi può dirlo?) – come l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, che i nostri sensi non percepiscono, non soltanto esistono, ma determinano la nostra ‘realtà’.

(source: Bol.com)

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La fisica in casa

In cucina, in bagno, in camera da letto entrano quotidianamente in gioco le leggi della meccanica e dell’elettromagnetismo, dell’acustica e dell’ottica, della termodinamica e della meccanica quantistica. Un ameno e imprescindibile manuale di istruzioni per conoscere i segreti della nostra casa-laboratorio.

(source: Bol.com)

In cucina, in bagno, in camera da letto entrano quotidianamente in gioco le leggi della meccanica e dell’elettromagnetismo, dell’acustica e dell’ottica, della termodinamica e della meccanica quantistica. Un ameno e imprescindibile manuale di istruzioni per conoscere i segreti della nostra casa-laboratorio.

(source: Bol.com)

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Finale di partito

È in atto una mutazione del tradizionale protagonista della nostra democrazia: il partito politico. Come l’impresa ha trasformato la sua struttura dopo la crisi del fordismo, cosí i partiti stanno cambiando natura dentro una clamorosa crisi di fiducia. E talvolta finiscono.
La crisi dei tradizionali partiti politici è ormai conclamata, e rischia di contagiare le stesse istituzioni democratiche. Secondo i piú recenti sondaggi, meno del cinque per cento degli italiani ha fiducia nei partiti politici, poco piú del dieci per cento nel Parlamento. Particolarmente evidente in Italia, il fenomeno è tuttavia generale: ovunque i «contenitori politici» novecenteschi stentano a conservare il consenso. E ovunque cresce un senso di fastidio verso quella che viene considerata una «oligarchia», separata dal proprio popolo e portatrice di privilegi ingiustificati. È importante misurare le dimensioni del fenomeno e interrogarsi sulle cause del tracollo della forma partito e sul futuro della rappresentanza politica nello scenario di una trasformazione «epocale» dalla società industriale a quella post-industriale. A ben guardare l’esplosione dei partiti si ricollega, seppure in una congiuntura temporale apparentemente sfasata, al superamento dell’organizzazione produttiva «fordista» massificata e all’affermarsi di nuove forme organizzative leggere. Facendo i conti, in modo drammatico, con la stessa insostenibilità dei costi crescenti che la macchina d’impresa novecentesca ha indotto. Con una domanda finale: è possibile la democrazia «oltre» i partiti?

È in atto una mutazione del tradizionale protagonista della nostra democrazia: il partito politico. Come l’impresa ha trasformato la sua struttura dopo la crisi del fordismo, cosí i partiti stanno cambiando natura dentro una clamorosa crisi di fiducia. E talvolta finiscono.
La crisi dei tradizionali partiti politici è ormai conclamata, e rischia di contagiare le stesse istituzioni democratiche. Secondo i piú recenti sondaggi, meno del cinque per cento degli italiani ha fiducia nei partiti politici, poco piú del dieci per cento nel Parlamento. Particolarmente evidente in Italia, il fenomeno è tuttavia generale: ovunque i «contenitori politici» novecenteschi stentano a conservare il consenso. E ovunque cresce un senso di fastidio verso quella che viene considerata una «oligarchia», separata dal proprio popolo e portatrice di privilegi ingiustificati. È importante misurare le dimensioni del fenomeno e interrogarsi sulle cause del tracollo della forma partito e sul futuro della rappresentanza politica nello scenario di una trasformazione «epocale» dalla società industriale a quella post-industriale. A ben guardare l’esplosione dei partiti si ricollega, seppure in una congiuntura temporale apparentemente sfasata, al superamento dell’organizzazione produttiva «fordista» massificata e all’affermarsi di nuove forme organizzative leggere. Facendo i conti, in modo drammatico, con la stessa insostenibilità dei costi crescenti che la macchina d’impresa novecentesca ha indotto. Con una domanda finale: è possibile la democrazia «oltre» i partiti?

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Filosofia

Il filosofo e psichiatra tedesco Jaspers (1883 – 1969) ha dato con la sua opera un notevole impulso alle riflessioni nei campi della psichiatria, della filosofia, della teologia e della politica. Filosofia, uscito nel 1931, è il suo testo fondamentale, che raccoglie la summa del suo pensiero. Oggi la Filosofia di Jaspers è disponibile anche in ebook, con un compendio critico accessibile in modo ipertestuale.

(source: Bol.com)

Il filosofo e psichiatra tedesco Jaspers (1883 – 1969) ha dato con la sua opera un notevole impulso alle riflessioni nei campi della psichiatria, della filosofia, della teologia e della politica. Filosofia, uscito nel 1931, è il suo testo fondamentale, che raccoglie la summa del suo pensiero. Oggi la Filosofia di Jaspers è disponibile anche in ebook, con un compendio critico accessibile in modo ipertestuale.

(source: Bol.com)

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Il filo d’oro. Storia della scrittura

«Questa – ha scritto Ewan Clayton, presentando il suo libro – è la storia degli uomini che hanno cambiato la scrittura; e siccome noi siamo gli eredi delle scelte che loro hanno fatto, questa è anche la nostra storia».
Il filo d’oro della comunicazione scritta – la più antica e persistente delle tecnologie umane – si è dipanato lungo tutto il percorso dell’umanità per oltre tremila anni. Parte dalle pareti rocciose di Wadi el-Hol, nell’Alto Egitto, e da lì passa ai pezzi di coccio, al papiro, alle architravi marmoree, alla pergamena, alle tavolette di cera, alla carta cinese, fino ad arrivare allo schermo pixellato del computer e sui muri delle periferie metropolitane. La scrittura – questo tesoro cangiante – è stata impressa in tavolette di argilla, arrotolata in papiri, legata in codici, rilegata in libri e codificata in bit. Milioni di mani hanno scritto grafie diverse usando scalpelli, bacchette, piume d’oca, grafite, pennelli, caratteri mobili di piombo con font sempre nuovi, stilografiche metalliche, penne a sfera del signor Bìró, macchine da scrivere rivoluzionarie, tastiere QWERTY e bombolette spray. Ogni parola, tracciata da chiunque, con qualsiasi mezzo e su qualsiasi superficie, ha mostrato chiaramente la storia che l’ha preceduta e dialogato in maniera serrata con il suo tempo e la sua società.
Questo è Il filo d’oro: l’epopea affascinante e sorprendente di quel miracolo culturale che è la parola scritta, da sempre strumento insuperabile di comunicazione e motore del progresso culturale, scientifico e politico dell’umanità.
Stiamo vivendo un periodo di svolta e di grandi cambiamenti tecnologici. Eppure mai come ora gli uomini hanno scritto con tanta abbondanza, e in questo loro gesto, forse inconsapevolmente, continuano a tramandare, adeguandoli al loro tempo, segni che sono figli di una storia lunga e sfaccettata, che poi è la nostra storia.

«Questa – ha scritto Ewan Clayton, presentando il suo libro – è la storia degli uomini che hanno cambiato la scrittura; e siccome noi siamo gli eredi delle scelte che loro hanno fatto, questa è anche la nostra storia».
Il filo d’oro della comunicazione scritta – la più antica e persistente delle tecnologie umane – si è dipanato lungo tutto il percorso dell’umanità per oltre tremila anni. Parte dalle pareti rocciose di Wadi el-Hol, nell’Alto Egitto, e da lì passa ai pezzi di coccio, al papiro, alle architravi marmoree, alla pergamena, alle tavolette di cera, alla carta cinese, fino ad arrivare allo schermo pixellato del computer e sui muri delle periferie metropolitane. La scrittura – questo tesoro cangiante – è stata impressa in tavolette di argilla, arrotolata in papiri, legata in codici, rilegata in libri e codificata in bit. Milioni di mani hanno scritto grafie diverse usando scalpelli, bacchette, piume d’oca, grafite, pennelli, caratteri mobili di piombo con font sempre nuovi, stilografiche metalliche, penne a sfera del signor Bìró, macchine da scrivere rivoluzionarie, tastiere QWERTY e bombolette spray. Ogni parola, tracciata da chiunque, con qualsiasi mezzo e su qualsiasi superficie, ha mostrato chiaramente la storia che l’ha preceduta e dialogato in maniera serrata con il suo tempo e la sua società.
Questo è Il filo d’oro: l’epopea affascinante e sorprendente di quel miracolo culturale che è la parola scritta, da sempre strumento insuperabile di comunicazione e motore del progresso culturale, scientifico e politico dell’umanità.
Stiamo vivendo un periodo di svolta e di grandi cambiamenti tecnologici. Eppure mai come ora gli uomini hanno scritto con tanta abbondanza, e in questo loro gesto, forse inconsapevolmente, continuano a tramandare, adeguandoli al loro tempo, segni che sono figli di una storia lunga e sfaccettata, che poi è la nostra storia.

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