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Nuova storia della filosofia occidentale. Vol.III

Come nei volumi precedenti, a una prima parte in cui l’Autore racconta in tre capitoli la vita dei maggiori pensatori e l’ambiente intellettuale in cui essi erano immersi, fa seguito una seconda sezione, composta di sette capitoli, nei quali la filosofia moderna viene analizzata nelle sue principali articolazioni disciplinari: conoscenza, natura dell’universo fisico, metafisica, mente e anima, natura e contenuto della morale, filosofia politica e infine teologia filosofica. Questo libro offre, oltre a una narrazione avvincente, un’indispensabile guida per chiunque abbia interesse a capire come è nata e come si è sviluppata la comprensione che l’uomo moderno ha saputo costruire di se stesso e del mondo.
(source: Bol.com)

Come nei volumi precedenti, a una prima parte in cui l’Autore racconta in tre capitoli la vita dei maggiori pensatori e l’ambiente intellettuale in cui essi erano immersi, fa seguito una seconda sezione, composta di sette capitoli, nei quali la filosofia moderna viene analizzata nelle sue principali articolazioni disciplinari: conoscenza, natura dell’universo fisico, metafisica, mente e anima, natura e contenuto della morale, filosofia politica e infine teologia filosofica. Questo libro offre, oltre a una narrazione avvincente, un’indispensabile guida per chiunque abbia interesse a capire come è nata e come si è sviluppata la comprensione che l’uomo moderno ha saputo costruire di se stesso e del mondo.
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Novemila giorni e una sola notte

Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi… E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d’addio. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l’oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro… Salutato da critica e lettori come il libro-evento dell’anno, Novemila giorni e una sola notte è un inno struggente alla magia delle parole e alla forza di un amore così grande da superare il tempo e la lontananza. Perché se una lettera non è mai soltanto una lettera, un romanzo non è mai soltanto un romanzo. È lo specchio della nostra vita.

Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi… E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d’addio. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l’oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro… Salutato da critica e lettori come il libro-evento dell’anno, Novemila giorni e una sola notte è un inno struggente alla magia delle parole e alla forza di un amore così grande da superare il tempo e la lontananza. Perché se una lettera non è mai soltanto una lettera, un romanzo non è mai soltanto un romanzo. È lo specchio della nostra vita.

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Notte buia, niente stelle

Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. “La terra è affare dell’uomo, non della donna.” Siamo in Nebraska nel 1922. Tess scrive gialli “rassicuranti”, popolati da vecchiette che giocano ai detective. Una sera, viene aggredita e stuprata da un misterioso “gigante”. Creduta morta e lasciata in un canale di scolo, sopravvive e medita vendetta. Streeter, bancario malato di cancro, incontra il Diavolo nelle fattezze di un venditore ambulante. L’affare che conclude decide la sorte del suo migliore amico, colpevole di avergli rubato la ragazza tanti anni prima. Due anni dopo le nozze d’argento, Darcy scopre che suo marito custodisce in garage un segreto. Un fiume di pazzia scorre sotto il prato fiorito del loro matrimonio. Che fare? Tirare avanti come prima o cercare una via d’uscita? I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque “rimesse al loro posto”. È in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro “l’altra metà del cielo”. La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in Dolores Claiborne, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un “lieto fine”.

Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. “La terra è affare dell’uomo, non della donna.” Siamo in Nebraska nel 1922. Tess scrive gialli “rassicuranti”, popolati da vecchiette che giocano ai detective. Una sera, viene aggredita e stuprata da un misterioso “gigante”. Creduta morta e lasciata in un canale di scolo, sopravvive e medita vendetta. Streeter, bancario malato di cancro, incontra il Diavolo nelle fattezze di un venditore ambulante. L’affare che conclude decide la sorte del suo migliore amico, colpevole di avergli rubato la ragazza tanti anni prima. Due anni dopo le nozze d’argento, Darcy scopre che suo marito custodisce in garage un segreto. Un fiume di pazzia scorre sotto il prato fiorito del loro matrimonio. Che fare? Tirare avanti come prima o cercare una via d’uscita? I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque “rimesse al loro posto”. È in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro “l’altra metà del cielo”. La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in Dolores Claiborne, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un “lieto fine”.

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Il nostro infinito momento

Un bestseller venuto dal passaparolaIl vero amore si riconosce in un momento Un romanzo che ha conquistato milioni di lettoriPer tutta la vita Wren Gray non ha fatto altro che compiacere i genitori, fino a far coincidere i suoi desideri con i loro. Ma ora che il giorno deldiploma si sta avvicinando, Wren si rende conto che qualcosa è cambiato in lei, che forse è arrivato il momento di cercare la sua strada, di seguire il suo istinto e i suoi sogni.Ma non è facile capire che cosa desidera veramente e per chi batte il suo cuore…Charlie Parker invece sa benissimo che cosa desidera: Charlie ama Wren, e la ama dal primo momento in cui l’ha vista. Ma Wren è bellissima, brillante e sexy, e lui è sicuro che una ragazza così non potrà mai innamorarsi di un ragazzo timido e problematico come lui.Eppure il destino è scritto nelle stelle, e quando la scuola finisce e arriva finalmente l’estate, Wren e Charlie si troveranno uno accanto all’altra. Per un momento infinito i loro corpi si toccano, le loro anime si sfiorano, e sopra di loro il cielo sarà il magico testimone dell’inizio del loro grande amore… La scrittrice più censurata d’AmericaNew York Times bestsellerUna storia sexy, romantica e indimenticabile sul primo amore e la prima voltaIl destino è scritto nelle stelle?«Il racconto romantico di un amore travolgente. Le scene erotiche sono descritte con innocenza e senza veli…»Kirkus Reviews«La storia appassionante di un amore che si basa sulla fiducia e il rispetto reciproci. Una bella novità per gli adolescenti, abituati ai modelli proposti dai media.»Publishers WeeklyLauren MyracleVive con la sua famiglia a Fort Collins, Colorado. È autrice di numerosi libri per ragazzi, tra cui la fortunata serie Internet Girls, e vincitrice dell’Amelia Elizabeth Walden Award, prestigioso premio per la narrativa young adult.

Un bestseller venuto dal passaparolaIl vero amore si riconosce in un momento Un romanzo che ha conquistato milioni di lettoriPer tutta la vita Wren Gray non ha fatto altro che compiacere i genitori, fino a far coincidere i suoi desideri con i loro. Ma ora che il giorno deldiploma si sta avvicinando, Wren si rende conto che qualcosa è cambiato in lei, che forse è arrivato il momento di cercare la sua strada, di seguire il suo istinto e i suoi sogni.Ma non è facile capire che cosa desidera veramente e per chi batte il suo cuore…Charlie Parker invece sa benissimo che cosa desidera: Charlie ama Wren, e la ama dal primo momento in cui l’ha vista. Ma Wren è bellissima, brillante e sexy, e lui è sicuro che una ragazza così non potrà mai innamorarsi di un ragazzo timido e problematico come lui.Eppure il destino è scritto nelle stelle, e quando la scuola finisce e arriva finalmente l’estate, Wren e Charlie si troveranno uno accanto all’altra. Per un momento infinito i loro corpi si toccano, le loro anime si sfiorano, e sopra di loro il cielo sarà il magico testimone dell’inizio del loro grande amore… La scrittrice più censurata d’AmericaNew York Times bestsellerUna storia sexy, romantica e indimenticabile sul primo amore e la prima voltaIl destino è scritto nelle stelle?«Il racconto romantico di un amore travolgente. Le scene erotiche sono descritte con innocenza e senza veli…»Kirkus Reviews«La storia appassionante di un amore che si basa sulla fiducia e il rispetto reciproci. Una bella novità per gli adolescenti, abituati ai modelli proposti dai media.»Publishers WeeklyLauren MyracleVive con la sua famiglia a Fort Collins, Colorado. È autrice di numerosi libri per ragazzi, tra cui la fortunata serie Internet Girls, e vincitrice dell’Amelia Elizabeth Walden Award, prestigioso premio per la narrativa young adult.

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Non volevo vedere

Trieste, marzo 1989. Due giovani universitari si incontrano durante l’occupazione della facoltà. Si innamorano, si fidanzano, si sposano… ma lui si rivela autoritario, instabile e dedito alla droga. Un rapporto progressivamente sempre più difficile e claustrofobico, stretto fra l’ostinata convinzione di poter cambiare il destino ed un crescendo di menzogne, minacce e violenza, fino al tragico epilogo. Tratto dalla vicenda autobiografica di uno degli autori, il libro si presenta come una testimonianza “autentica” del distorsivo rapporto uomo/donna che, con agghiacciante frequenza ai giorni nostri, trova sbocco nel dramma del “femminicidio”. Prefazione di Susanna Camusso, presentazione di Lella Costa.

Trieste, marzo 1989. Due giovani universitari si incontrano durante l’occupazione della facoltà. Si innamorano, si fidanzano, si sposano… ma lui si rivela autoritario, instabile e dedito alla droga. Un rapporto progressivamente sempre più difficile e claustrofobico, stretto fra l’ostinata convinzione di poter cambiare il destino ed un crescendo di menzogne, minacce e violenza, fino al tragico epilogo. Tratto dalla vicenda autobiografica di uno degli autori, il libro si presenta come una testimonianza “autentica” del distorsivo rapporto uomo/donna che, con agghiacciante frequenza ai giorni nostri, trova sbocco nel dramma del “femminicidio”. Prefazione di Susanna Camusso, presentazione di Lella Costa.

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Non lasciare la mia mano

Dopo il successo di Ninfee nere e Tempo assassino, il grande ritorno di Michel Bussi, fra i tre autori più letti in Francia nel 2016 assieme a Guillaume Musso e Anna Todd. Un omicidio non è un omicidio se non c’è un cadavere, e il cadavere di Liane Bellion non si trova. Eppure ci sono schizzi di sangue nella sua camera d’albergo. Ed è sparito un coltello. E qualcuno giura di aver visto il marito, Martial, spingere un carrello fino al parcheggio con fare sospetto: il cadavere della moglie? È la settimana di Pasqua e l’isola della Réunion, paradiso tropicale francese in mezzo all’Oceano Indiano, pullula di turisti, il che non impedisce alla giovane e ambiziosa comandante della brigata di gendarmeria, Aja Purvi, di affrontare il caso senza riguardi per nessuno. Nelle indagini è coadiuvata dal fido sottotenente Christos Konstantinov, uno strampalato cinquantenne che sull’isola è soprannominato il “profeta”, gran bevitore e fumatore di marijuana nonché fine investigatore. È caccia all’uomo sull’isola intensa, come i francesi chiamano La Réunion: un vulcano di più di duemila metri circondato da deserti di cenere, foreste tropicali e barriere coralline. Come fa un uomo solo, con una bambina di sei anni al seguito, a sgusciare continuamente tra le maglie dello spiegamento di forze più imponente che sia mai stato messo in atto sull’isola? Ma forse c’è lo zampino di una misteriosa dama azzurra con l’ombrello… Ancora una volta Michel Bussi stupisce tutti con un finale che è un colpo di scena del tutto inaspettato.
(source: Bol.com)

Dopo il successo di Ninfee nere e Tempo assassino, il grande ritorno di Michel Bussi, fra i tre autori più letti in Francia nel 2016 assieme a Guillaume Musso e Anna Todd. Un omicidio non è un omicidio se non c’è un cadavere, e il cadavere di Liane Bellion non si trova. Eppure ci sono schizzi di sangue nella sua camera d’albergo. Ed è sparito un coltello. E qualcuno giura di aver visto il marito, Martial, spingere un carrello fino al parcheggio con fare sospetto: il cadavere della moglie? È la settimana di Pasqua e l’isola della Réunion, paradiso tropicale francese in mezzo all’Oceano Indiano, pullula di turisti, il che non impedisce alla giovane e ambiziosa comandante della brigata di gendarmeria, Aja Purvi, di affrontare il caso senza riguardi per nessuno. Nelle indagini è coadiuvata dal fido sottotenente Christos Konstantinov, uno strampalato cinquantenne che sull’isola è soprannominato il “profeta”, gran bevitore e fumatore di marijuana nonché fine investigatore. È caccia all’uomo sull’isola intensa, come i francesi chiamano La Réunion: un vulcano di più di duemila metri circondato da deserti di cenere, foreste tropicali e barriere coralline. Come fa un uomo solo, con una bambina di sei anni al seguito, a sgusciare continuamente tra le maglie dello spiegamento di forze più imponente che sia mai stato messo in atto sull’isola? Ma forse c’è lo zampino di una misteriosa dama azzurra con l’ombrello… Ancora una volta Michel Bussi stupisce tutti con un finale che è un colpo di scena del tutto inaspettato.
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Il nipote di Rameau

Scritto nel 1762, ma pubblicato solo nel 1823, dopo essere stato tradotto in tedesco da Goethe nel 1805, Il nipote di Rameau è una delle opere più originali di Diderot. Nel dialogo immaginario tra lo stesso autore e il nipote del celebre musicista Rameau – un parassita avviato dallo zio allo studio della musica, incapace di adattarsi a un mestiere qualsiasi, ma maestro solo nell’arte dell’ipocrisia – emerge la critica e il ritratto deformato della società settecentesca dei salons, dei filosofi e soprattutto del vizio e della noia. Rameau svela i suoi difetti, ma “è colpa dei costumi della nazione, non mia colpa”, dice, spostando la responsabilità sui potenti e sull’intera società.

Scritto nel 1762, ma pubblicato solo nel 1823, dopo essere stato tradotto in tedesco da Goethe nel 1805, Il nipote di Rameau è una delle opere più originali di Diderot. Nel dialogo immaginario tra lo stesso autore e il nipote del celebre musicista Rameau – un parassita avviato dallo zio allo studio della musica, incapace di adattarsi a un mestiere qualsiasi, ma maestro solo nell’arte dell’ipocrisia – emerge la critica e il ritratto deformato della società settecentesca dei salons, dei filosofi e soprattutto del vizio e della noia. Rameau svela i suoi difetti, ma “è colpa dei costumi della nazione, non mia colpa”, dice, spostando la responsabilità sui potenti e sull’intera società.

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Neve a primavera

Dopo il clamoroso successo del Diario di velluto cremisi, Sarah Jio torna con un grande romanzo in cui s’intrecciano amori, tradimenti e misteri, dando vita a un racconto intenso e romantico, delicato e toccante. È tutto bianco. Il cielo, i tetti, le strade. Claire Aldridge è come ipnotizzata davanti a quello scenario. Mai si sarebbe aspettata una tempesta di neve a primavera, un evento rarissimo anche in una città fredda come Seattle. L’ultima volta che si è verificato, infatti, è stato nel lontano 1933, e proprio in quello stesso giorno di maggio. È una coincidenza troppo singolare per non stuzzicare l’interesse giornalistico di Claire, che comincia subito a fare delle ricerche. Ed è così che s’imbatte in un vecchio rapporto di polizia, in cui una donna di nome Vera Ray denuncia la scomparsa del figlio Daniel. Una denuncia che, per Claire, diventa una sfida: riuscirà a scoprire cos’è successo al piccolo Daniel e a ritrovarlo, dopo tutti questi anni? Percorrendo un sentiero tracciato nel labirinto del tempo, Claire inizia quindi a ricostruire, tassello dopo tassello, una storia drammatica eppure struggente. La storia di Vera, una giovane madre che, nella Seattle messa in ginocchio dalla grande depressione, è stata costretta a lasciare solo il suo bambino per andare al lavoro; una donna povera ma orgogliosa, che ha sempre affrontato la vita con coraggio e che non si è mai arresa, nemmeno quando gli ostacoli sembravano insormontabili. La storia di un uomo ricco e generoso che, a dispetto delle tradizioni e delle convenzioni sociali, ha sempre seguito la voce del cuore e che non ha mai saputo di essere diventato padre. La storia di un amore profondo e impossibile, di una famiglia pronta a tutto per evitare uno scandalo, di un segreto che nessuno avrebbe mai dovuto svelare…

Dopo il clamoroso successo del Diario di velluto cremisi, Sarah Jio torna con un grande romanzo in cui s’intrecciano amori, tradimenti e misteri, dando vita a un racconto intenso e romantico, delicato e toccante. È tutto bianco. Il cielo, i tetti, le strade. Claire Aldridge è come ipnotizzata davanti a quello scenario. Mai si sarebbe aspettata una tempesta di neve a primavera, un evento rarissimo anche in una città fredda come Seattle. L’ultima volta che si è verificato, infatti, è stato nel lontano 1933, e proprio in quello stesso giorno di maggio. È una coincidenza troppo singolare per non stuzzicare l’interesse giornalistico di Claire, che comincia subito a fare delle ricerche. Ed è così che s’imbatte in un vecchio rapporto di polizia, in cui una donna di nome Vera Ray denuncia la scomparsa del figlio Daniel. Una denuncia che, per Claire, diventa una sfida: riuscirà a scoprire cos’è successo al piccolo Daniel e a ritrovarlo, dopo tutti questi anni? Percorrendo un sentiero tracciato nel labirinto del tempo, Claire inizia quindi a ricostruire, tassello dopo tassello, una storia drammatica eppure struggente. La storia di Vera, una giovane madre che, nella Seattle messa in ginocchio dalla grande depressione, è stata costretta a lasciare solo il suo bambino per andare al lavoro; una donna povera ma orgogliosa, che ha sempre affrontato la vita con coraggio e che non si è mai arresa, nemmeno quando gli ostacoli sembravano insormontabili. La storia di un uomo ricco e generoso che, a dispetto delle tradizioni e delle convenzioni sociali, ha sempre seguito la voce del cuore e che non ha mai saputo di essere diventato padre. La storia di un amore profondo e impossibile, di una famiglia pronta a tutto per evitare uno scandalo, di un segreto che nessuno avrebbe mai dovuto svelare…

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Nerone: Duemila anni di calunnie (Tascabili Maxi)

Nessun personaggio storico, se si esclude, forse, Adolf Hitler, ha mai goduto di così cattiva stampa come Nerone. Alcuni autori cristiani ritennero che fosse addirittura l’Anticristo. In realtà, Nerone fu un grandissimo uomo di Stato. Durante i quattordici anni del suo regno l’Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai né prima né dopo di lui. Certamente fu un megalomane, un visionario, un esibizionista, un inguaribile narciso e, con tutta probabilità, uno psicolabile schiacciato prima da una madre autoritaria e castratrice e poi dall’enorme peso che, a soli diciassette anni, per le ambizioni di Agrippina, gli era stato scaricato sulle spalle, mentre lui avrebbe forse preferito dedicarsi alle arti predilette. Quel che comunque è certo è che questo imperatore chitarrista, cantante, poeta, attore, scrittore, auriga, curioso di scienza e di tecnica, fautore delle più ardite esplorazioni, fu un unicum non solo nella storia dell’Impero romano. Pensando «in grande stile», e cercando di modellare il mondo sulle proprie intuizioni e immaginazioni, fu un monarca assoluto che usò del proprio potere in senso democratico: non governò solo in nome del popolo, come voleva l’ipocrisia augustea, ma per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano. E per avere il consenso del popolo – oltre che, beninteso, progettare e attuare misure molto concrete – inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica-spettacolo.
Le élite economiche e intellettuali del tempo non lo capirono, oppure lo capirono fin troppo bene e per questo lo osteggiarono ferocemente costringendolo, alla fine, al suicidio.
**
### Sinossi
Nessun personaggio storico, se si esclude, forse, Adolf Hitler, ha mai goduto di così cattiva stampa come Nerone. Alcuni autori cristiani ritennero che fosse addirittura l’Anticristo. In realtà, Nerone fu un grandissimo uomo di Stato. Durante i quattordici anni del suo regno l’Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai né prima né dopo di lui. Certamente fu un megalomane, un visionario, un esibizionista, un inguaribile narciso e, con tutta probabilità, uno psicolabile schiacciato prima da una madre autoritaria e castratrice e poi dall’enorme peso che, a soli diciassette anni, per le ambizioni di Agrippina, gli era stato scaricato sulle spalle, mentre lui avrebbe forse preferito dedicarsi alle arti predilette. Quel che comunque è certo è che questo imperatore chitarrista, cantante, poeta, attore, scrittore, auriga, curioso di scienza e di tecnica, fautore delle più ardite esplorazioni, fu un unicum non solo nella storia dell’Impero romano. Pensando «in grande stile», e cercando di modellare il mondo sulle proprie intuizioni e immaginazioni, fu un monarca assoluto che usò del proprio potere in senso democratico: non governò solo in nome del popolo, come voleva l’ipocrisia augustea, ma per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano. E per avere il consenso del popolo – oltre che, beninteso, progettare e attuare misure molto concrete – inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica-spettacolo.
Le élite economiche e intellettuali del tempo non lo capirono, oppure lo capirono fin troppo bene e per questo lo osteggiarono ferocemente costringendolo, alla fine, al suicidio.

Nessun personaggio storico, se si esclude, forse, Adolf Hitler, ha mai goduto di così cattiva stampa come Nerone. Alcuni autori cristiani ritennero che fosse addirittura l’Anticristo. In realtà, Nerone fu un grandissimo uomo di Stato. Durante i quattordici anni del suo regno l’Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai né prima né dopo di lui. Certamente fu un megalomane, un visionario, un esibizionista, un inguaribile narciso e, con tutta probabilità, uno psicolabile schiacciato prima da una madre autoritaria e castratrice e poi dall’enorme peso che, a soli diciassette anni, per le ambizioni di Agrippina, gli era stato scaricato sulle spalle, mentre lui avrebbe forse preferito dedicarsi alle arti predilette. Quel che comunque è certo è che questo imperatore chitarrista, cantante, poeta, attore, scrittore, auriga, curioso di scienza e di tecnica, fautore delle più ardite esplorazioni, fu un unicum non solo nella storia dell’Impero romano. Pensando «in grande stile», e cercando di modellare il mondo sulle proprie intuizioni e immaginazioni, fu un monarca assoluto che usò del proprio potere in senso democratico: non governò solo in nome del popolo, come voleva l’ipocrisia augustea, ma per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano. E per avere il consenso del popolo – oltre che, beninteso, progettare e attuare misure molto concrete – inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica-spettacolo.
Le élite economiche e intellettuali del tempo non lo capirono, oppure lo capirono fin troppo bene e per questo lo osteggiarono ferocemente costringendolo, alla fine, al suicidio.
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### Sinossi
Nessun personaggio storico, se si esclude, forse, Adolf Hitler, ha mai goduto di così cattiva stampa come Nerone. Alcuni autori cristiani ritennero che fosse addirittura l’Anticristo. In realtà, Nerone fu un grandissimo uomo di Stato. Durante i quattordici anni del suo regno l’Impero conobbe un periodo di pace, di prosperità, di dinamismo economico e culturale quale non ebbe mai né prima né dopo di lui. Certamente fu un megalomane, un visionario, un esibizionista, un inguaribile narciso e, con tutta probabilità, uno psicolabile schiacciato prima da una madre autoritaria e castratrice e poi dall’enorme peso che, a soli diciassette anni, per le ambizioni di Agrippina, gli era stato scaricato sulle spalle, mentre lui avrebbe forse preferito dedicarsi alle arti predilette. Quel che comunque è certo è che questo imperatore chitarrista, cantante, poeta, attore, scrittore, auriga, curioso di scienza e di tecnica, fautore delle più ardite esplorazioni, fu un unicum non solo nella storia dell’Impero romano. Pensando «in grande stile», e cercando di modellare il mondo sulle proprie intuizioni e immaginazioni, fu un monarca assoluto che usò del proprio potere in senso democratico: non governò solo in nome del popolo, come voleva l’ipocrisia augustea, ma per il popolo contro le oligarchie che lo opprimevano e lo sfruttavano. E per avere il consenso del popolo – oltre che, beninteso, progettare e attuare misure molto concrete – inaugurò quella che oggi chiameremmo la politica-spettacolo.
Le élite economiche e intellettuali del tempo non lo capirono, oppure lo capirono fin troppo bene e per questo lo osteggiarono ferocemente costringendolo, alla fine, al suicidio.

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Nell’erba alta

Un parcheggio abbandonato: esiste posto migliore dove ambientare una storia horror? Due fratelli accostano al ciglio di una strada dopo aver sentito il pianto di un bambino che chiede aiuto, e si addentrano nell’erba alta. Pochi minuti e perdono il senso dell’orientamento, mentre la vegetazione s’infittisce sempre di più. Ben presto si trovano separati l’uno dall’altro, angosciati dal pianto sempre più disperato del bambino. Quel che segue è terrore puro. Un racconto perfetto come Miglio 81, scritto a quattro mani con Joe Hill.

Un parcheggio abbandonato: esiste posto migliore dove ambientare una storia horror? Due fratelli accostano al ciglio di una strada dopo aver sentito il pianto di un bambino che chiede aiuto, e si addentrano nell’erba alta. Pochi minuti e perdono il senso dell’orientamento, mentre la vegetazione s’infittisce sempre di più. Ben presto si trovano separati l’uno dall’altro, angosciati dal pianto sempre più disperato del bambino. Quel che segue è terrore puro. Un racconto perfetto come Miglio 81, scritto a quattro mani con Joe Hill.

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Nel Nome del Male

“Dà pericolosamente dipendenza” – Sherrilyn Kenyon, autrice di bestseller #1 del New York Times
“La Crosby ci porta con impareggiabile maestria in un Sud pieno di suspense, segreti e scandali!” – Harlan Coben, autore di bestseller #1 del New York Times
Rivelando i segreti più nascosti di una grande famiglia del Sud ormai in declino, l’acclamata autrice del New York Times Tanya Anne Crosby esplora le vite di Caroline, Augusta e Savannah Aldridge, tre sorelle accomunate da un passato o scuro e da un futuro incerto…
Caroline Aldridge non si aspettava di vedere così tante persone al funerale di sua madre: a quanto pare la ricca ereditiera del giornale locale era benvoluta da tutta la comunità, nonostante le sofferenze che aveva causato alle sue figlie. Ora era morta, lasciando innumerevoli segreti e alcune richieste: per aver diritto all’eredità, Caroline e le sue sorelle dovranno abitare insieme per un anno a Charleston e la stessa Caroline dovrà prendere le redini del quotidiano, ma le prime pagine stanno per tingersi di rosso e le sorelle potrebbero essere finite involontariamente al centro del mirino…
I ricordi della scomparsa del loro fratellino vengono riportati alla luce da una serie di rapimenti e omicidi… e Caroline potrebbe essere la prossima. Tuttavia, quel caos potrebbe anche riaccendere una passione da tempo sepolta. Caroline lotterà per riavere Jack nella sua vita, ricucire i rapporti con le sue sorelle e mantenere il nome della sua famiglia nella società di Charleston, mentre una forza sinistra e incontrollabile minaccia di distruggere per sempre la pace di quella città e della sua vita…
(source: Bol.com)

“Dà pericolosamente dipendenza” – Sherrilyn Kenyon, autrice di bestseller #1 del New York Times
“La Crosby ci porta con impareggiabile maestria in un Sud pieno di suspense, segreti e scandali!” – Harlan Coben, autore di bestseller #1 del New York Times
Rivelando i segreti più nascosti di una grande famiglia del Sud ormai in declino, l’acclamata autrice del New York Times Tanya Anne Crosby esplora le vite di Caroline, Augusta e Savannah Aldridge, tre sorelle accomunate da un passato o scuro e da un futuro incerto…
Caroline Aldridge non si aspettava di vedere così tante persone al funerale di sua madre: a quanto pare la ricca ereditiera del giornale locale era benvoluta da tutta la comunità, nonostante le sofferenze che aveva causato alle sue figlie. Ora era morta, lasciando innumerevoli segreti e alcune richieste: per aver diritto all’eredità, Caroline e le sue sorelle dovranno abitare insieme per un anno a Charleston e la stessa Caroline dovrà prendere le redini del quotidiano, ma le prime pagine stanno per tingersi di rosso e le sorelle potrebbero essere finite involontariamente al centro del mirino…
I ricordi della scomparsa del loro fratellino vengono riportati alla luce da una serie di rapimenti e omicidi… e Caroline potrebbe essere la prossima. Tuttavia, quel caos potrebbe anche riaccendere una passione da tempo sepolta. Caroline lotterà per riavere Jack nella sua vita, ricucire i rapporti con le sue sorelle e mantenere il nome della sua famiglia nella società di Charleston, mentre una forza sinistra e incontrollabile minaccia di distruggere per sempre la pace di quella città e della sua vita…
(source: Bol.com)

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Il negro del Narciso

“Il negro del Narciso” (titolo originale The Nigger of the ‘Narcissus’: A Tale of the Sea), pubblicato nel 1897, è considerato il punto di partenza della fase migliore dell’attività letteraria di Conrad. La traversata del veliero “Narciso” inizia tranquilla, ma ben presto si scopre che Jimmy, un marinaio di colore, ha una malattia terminale ai polmoni che lo rende del tutto incapace di lavorare. La sua malattia peggiora giorno dopo giorno, così come il tempo e il mare peggiorano con l’approssimarsi della nave al Capo di Buona Speranza. Quando la tempesta si scatena in tutta la sua violenza, le condizioni di Jimmy si aggravano e la sua sorte sembra segnata. Ma la tempesta non è soltanto sul mare, ma anche nel cuore degli uomini… Secondo la critica più autorevole, il romanzo è un’allegoria sul tema della solidarietà e dell’isolamento, con il microcosmo della nave a rappresentare una versione in scala ridotta della società umana.

“Il negro del Narciso” (titolo originale The Nigger of the ‘Narcissus’: A Tale of the Sea), pubblicato nel 1897, è considerato il punto di partenza della fase migliore dell’attività letteraria di Conrad. La traversata del veliero “Narciso” inizia tranquilla, ma ben presto si scopre che Jimmy, un marinaio di colore, ha una malattia terminale ai polmoni che lo rende del tutto incapace di lavorare. La sua malattia peggiora giorno dopo giorno, così come il tempo e il mare peggiorano con l’approssimarsi della nave al Capo di Buona Speranza. Quando la tempesta si scatena in tutta la sua violenza, le condizioni di Jimmy si aggravano e la sua sorte sembra segnata. Ma la tempesta non è soltanto sul mare, ma anche nel cuore degli uomini… Secondo la critica più autorevole, il romanzo è un’allegoria sul tema della solidarietà e dell’isolamento, con il microcosmo della nave a rappresentare una versione in scala ridotta della società umana.

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Né qui né altrove. Una notte a Bari

Rivedersi dopo oltre vent’anni con amici che non hai più cercato. Di giorno basterebbero pochi minuti per un saluto di circostanza, ma di notte è un’altra cosa. Di notte Bari può catturare e trasformarsi in un irreale cinema della memoria. Dove presente e passato, ricordi e invenzione si confondono, e l’età da cui le illusioni fuggono può ancora sfiorare il tempo in cui tutto era possibile.
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Rivedersi dopo oltre vent’anni con amici che non hai più cercato. Di giorno basterebbero pochi minuti per un saluto di circostanza, ma di notte è un’altra cosa. Di notte Bari può catturare e trasformarsi in un irreale cinema della memoria. Dove presente e passato, ricordi e invenzione si confondono, e l’età da cui le illusioni fuggono può ancora sfiorare il tempo in cui tutto era possibile.
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Il muto di Gallura

“Enrico Costa – si può leggere in una lettera di Grazia Deledda – di cui io sono una specie di discepola, ha scritto tanti, tanti romanzi sardi, caldi di amor patrio, pieni d’entusiasmo o di tristezza per le bellezze o per le miserie dell’isola. A misura che questi romanzi uscivano un fremito percorreva tutta la Sardegna. Le fanciulle piangevano su quelle pagine, i giovani rabbrividivano di terrore e di angoscia. Impossibile descrivere il fermento spirituale destato dal Muto di Gallura”.
Il muto di Gallura, uno dei più importanti romanzi storici sul banditismo sardo, racconta la storia della sanguinosa faida tra i Vasa e i Mamia che sconvolse il territorio di Aggius, in Gallura, nella prima parte della seconda metà dell’Ottocento.
“Un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini… Un lutto generale; il terrore regnava sovrano in quelle contrade… il numero dei morti fra le due fazioni superò la cifra di settanta, in cinque anni furono registrate oltre quaranta vedove”.
I fatti narrati, tra storia e reportage, furono tratti dalle cronache dei giornali, ma anche dalle ricerche storiche e dai resoconti che il Costa ottenne da alcuni testimoni viventi che parteciparono ed assistettero alla grande “inimicizia” aggese.
La narrazione principale, che è il filo conduttore dell’opera, è incentrata sulla figura di Bastiano Tansu, uno dei più famosi banditi sardi, soprannominato il Terribile, ma conosciuto semplicemente come “il muto” in quanto sordomuto dalla nascita.
Ma il romanzo è soprattutto uno straordinario viaggio alla scoperta della Gallura, della sua storia, della sua cultura e del suo paesaggio, così unico e originale, “soprattutto al tramonto, quando il sole cala dietro all’isolotto dell’Asinara, e lunghe nuvole infuocate listano ad occidente l’orizzonte; quando la luce sanguigna tinge in rosso tutte le vette dei monti e il mare lontano, sbiadito, pare confondersi col cielo, nell’ampia distesa che divide l’Isola Rossa da Castelsardo; quando il cielo produce quella nebbia violacea e vaporosa che dà al crepuscolo della sera un’intonazione calda, melanconica.
L’autore
Enrico Costa nacque a Sassari l’undici aprile del 1841. Fu autore di famosi libretti musicali e commedie che vennero messe in scena al teatro civico sassarese; nonché di opere di narrativa e di carattere storico che ebbero un ottimo successo di critica e di pubblico.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le novelle, La bella di Cabras, Adelasia di Torres, Giovanni Tolu, Da Sassari a Cagliari.
Morì a Sassari il ventisei marzo del 1909.
L’eBook
Questo libro elettronico, dotato di un funzionale sommario interattivo, è stato progettato per essere utilizzato in maniera ottimale sul Kindle e sulle applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto a un attento lavoro di editing ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.
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### Sinossi
“Enrico Costa – si può leggere in una lettera di Grazia Deledda – di cui io sono una specie di discepola, ha scritto tanti, tanti romanzi sardi, caldi di amor patrio, pieni d’entusiasmo o di tristezza per le bellezze o per le miserie dell’isola. A misura che questi romanzi uscivano un fremito percorreva tutta la Sardegna. Le fanciulle piangevano su quelle pagine, i giovani rabbrividivano di terrore e di angoscia. Impossibile descrivere il fermento spirituale destato dal Muto di Gallura”.
Il muto di Gallura, uno dei più importanti romanzi storici sul banditismo sardo, racconta la storia della sanguinosa faida tra i Vasa e i Mamia che sconvolse il territorio di Aggius, in Gallura, nella prima parte della seconda metà dell’Ottocento.
“Un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini… Un lutto generale; il terrore regnava sovrano in quelle contrade… il numero dei morti fra le due fazioni superò la cifra di settanta, in cinque anni furono registrate oltre quaranta vedove”.
I fatti narrati, tra storia e reportage, furono tratti dalle cronache dei giornali, ma anche dalle ricerche storiche e dai resoconti che il Costa ottenne da alcuni testimoni viventi che parteciparono ed assistettero alla grande “inimicizia” aggese.
La narrazione principale, che è il filo conduttore dell’opera, è incentrata sulla figura di Bastiano Tansu, uno dei più famosi banditi sardi, soprannominato il Terribile, ma conosciuto semplicemente come “il muto” in quanto sordomuto dalla nascita.
Ma il romanzo è soprattutto uno straordinario viaggio alla scoperta della Gallura, della sua storia, della sua cultura e del suo paesaggio, così unico e originale, “soprattutto al tramonto, quando il sole cala dietro all’isolotto dell’Asinara, e lunghe nuvole infuocate listano ad occidente l’orizzonte; quando la luce sanguigna tinge in rosso tutte le vette dei monti e il mare lontano, sbiadito, pare confondersi col cielo, nell’ampia distesa che divide l’Isola Rossa da Castelsardo; quando il cielo produce quella nebbia violacea e vaporosa che dà al crepuscolo della sera un’intonazione calda, melanconica.
L’autore
Enrico Costa nacque a Sassari l’undici aprile del 1841. Fu autore di famosi libretti musicali e commedie che vennero messe in scena al teatro civico sassarese; nonché di opere di narrativa e di carattere storico che ebbero un ottimo successo di critica e di pubblico.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le novelle, La bella di Cabras, Adelasia di Torres, Giovanni Tolu, Da Sassari a Cagliari.
Morì a Sassari il ventisei marzo del 1909.
L’eBook
Questo libro elettronico, dotato di un funzionale sommario interattivo, è stato progettato per essere utilizzato in maniera ottimale sul Kindle e sulle applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto a un attento lavoro di editing ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.

“Enrico Costa – si può leggere in una lettera di Grazia Deledda – di cui io sono una specie di discepola, ha scritto tanti, tanti romanzi sardi, caldi di amor patrio, pieni d’entusiasmo o di tristezza per le bellezze o per le miserie dell’isola. A misura che questi romanzi uscivano un fremito percorreva tutta la Sardegna. Le fanciulle piangevano su quelle pagine, i giovani rabbrividivano di terrore e di angoscia. Impossibile descrivere il fermento spirituale destato dal Muto di Gallura”.
Il muto di Gallura, uno dei più importanti romanzi storici sul banditismo sardo, racconta la storia della sanguinosa faida tra i Vasa e i Mamia che sconvolse il territorio di Aggius, in Gallura, nella prima parte della seconda metà dell’Ottocento.
“Un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini… Un lutto generale; il terrore regnava sovrano in quelle contrade… il numero dei morti fra le due fazioni superò la cifra di settanta, in cinque anni furono registrate oltre quaranta vedove”.
I fatti narrati, tra storia e reportage, furono tratti dalle cronache dei giornali, ma anche dalle ricerche storiche e dai resoconti che il Costa ottenne da alcuni testimoni viventi che parteciparono ed assistettero alla grande “inimicizia” aggese.
La narrazione principale, che è il filo conduttore dell’opera, è incentrata sulla figura di Bastiano Tansu, uno dei più famosi banditi sardi, soprannominato il Terribile, ma conosciuto semplicemente come “il muto” in quanto sordomuto dalla nascita.
Ma il romanzo è soprattutto uno straordinario viaggio alla scoperta della Gallura, della sua storia, della sua cultura e del suo paesaggio, così unico e originale, “soprattutto al tramonto, quando il sole cala dietro all’isolotto dell’Asinara, e lunghe nuvole infuocate listano ad occidente l’orizzonte; quando la luce sanguigna tinge in rosso tutte le vette dei monti e il mare lontano, sbiadito, pare confondersi col cielo, nell’ampia distesa che divide l’Isola Rossa da Castelsardo; quando il cielo produce quella nebbia violacea e vaporosa che dà al crepuscolo della sera un’intonazione calda, melanconica.
L’autore
Enrico Costa nacque a Sassari l’undici aprile del 1841. Fu autore di famosi libretti musicali e commedie che vennero messe in scena al teatro civico sassarese; nonché di opere di narrativa e di carattere storico che ebbero un ottimo successo di critica e di pubblico.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le novelle, La bella di Cabras, Adelasia di Torres, Giovanni Tolu, Da Sassari a Cagliari.
Morì a Sassari il ventisei marzo del 1909.
L’eBook
Questo libro elettronico, dotato di un funzionale sommario interattivo, è stato progettato per essere utilizzato in maniera ottimale sul Kindle e sulle applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto a un attento lavoro di editing ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.
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“Enrico Costa – si può leggere in una lettera di Grazia Deledda – di cui io sono una specie di discepola, ha scritto tanti, tanti romanzi sardi, caldi di amor patrio, pieni d’entusiasmo o di tristezza per le bellezze o per le miserie dell’isola. A misura che questi romanzi uscivano un fremito percorreva tutta la Sardegna. Le fanciulle piangevano su quelle pagine, i giovani rabbrividivano di terrore e di angoscia. Impossibile descrivere il fermento spirituale destato dal Muto di Gallura”.
Il muto di Gallura, uno dei più importanti romanzi storici sul banditismo sardo, racconta la storia della sanguinosa faida tra i Vasa e i Mamia che sconvolse il territorio di Aggius, in Gallura, nella prima parte della seconda metà dell’Ottocento.
“Un continuo succedersi di combattimenti sanguinosi e di uccisioni: una caccia di fiere che si davano uomini contro uomini… Un lutto generale; il terrore regnava sovrano in quelle contrade… il numero dei morti fra le due fazioni superò la cifra di settanta, in cinque anni furono registrate oltre quaranta vedove”.
I fatti narrati, tra storia e reportage, furono tratti dalle cronache dei giornali, ma anche dalle ricerche storiche e dai resoconti che il Costa ottenne da alcuni testimoni viventi che parteciparono ed assistettero alla grande “inimicizia” aggese.
La narrazione principale, che è il filo conduttore dell’opera, è incentrata sulla figura di Bastiano Tansu, uno dei più famosi banditi sardi, soprannominato il Terribile, ma conosciuto semplicemente come “il muto” in quanto sordomuto dalla nascita.
Ma il romanzo è soprattutto uno straordinario viaggio alla scoperta della Gallura, della sua storia, della sua cultura e del suo paesaggio, così unico e originale, “soprattutto al tramonto, quando il sole cala dietro all’isolotto dell’Asinara, e lunghe nuvole infuocate listano ad occidente l’orizzonte; quando la luce sanguigna tinge in rosso tutte le vette dei monti e il mare lontano, sbiadito, pare confondersi col cielo, nell’ampia distesa che divide l’Isola Rossa da Castelsardo; quando il cielo produce quella nebbia violacea e vaporosa che dà al crepuscolo della sera un’intonazione calda, melanconica.
L’autore
Enrico Costa nacque a Sassari l’undici aprile del 1841. Fu autore di famosi libretti musicali e commedie che vennero messe in scena al teatro civico sassarese; nonché di opere di narrativa e di carattere storico che ebbero un ottimo successo di critica e di pubblico.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: le novelle, La bella di Cabras, Adelasia di Torres, Giovanni Tolu, Da Sassari a Cagliari.
Morì a Sassari il ventisei marzo del 1909.
L’eBook
Questo libro elettronico, dotato di un funzionale sommario interattivo, è stato progettato per essere utilizzato in maniera ottimale sul Kindle e sulle applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto a un attento lavoro di editing ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.

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Il museo delle ombre segrete: Un caso di Ruth Galloway

Inghilterra, Norfolk. Nel piccolo museo locale tutto è pronto: un’antica bara risalente al xiv secolo sta per essere aperta. Niente si muove, tranne le pagine di un antico manoscritto sfogliate dal vento. I maggiori accademici dell’università attendono di entrare. Tra di loro anche Ruth Galloway, antropologa forense, specialista nella datazione delle ossa antiche. Ma poco prima che la cerimonia abbia inizio, viene fatta una macabra scoperta: accanto al feretro giace il cadavere di Neil Topham, direttore del museo. Ruth si ritrova suo malgrado coinvolta nell’indagine, di cui si occupa l’ispettore Harry Nelson, proprio l’ultima persona con cui Ruth vorrebbe avere a che fare. Ma questo non è l’unico problema della donna, perché adesso come non mai la sua bambina, ancora piccola, avrebbe bisogno di lei. Gli unici indizi in mano alla polizia sono alcune lettere minatorie e una vecchia leggenda. E quando dopo pochi giorni la morte colpisce di nuovo il museo, e il detective Nelson rischia la vita, la superstizione prende sempre più piede. Ma Ruth sa che quelle morti non sono legate a un’antica maledizione come credono tutti. Sono le ossa ad avere tutte le risposte. E solo Ruth è in grado di decifrare il loro antico messaggio. Prima che sia troppo tardi e che tutto quello che le è più caro sia messo in pericolo. Il museo delle ombre segrete ha scalato le classifiche inglesi, proiettando Elly Griffiths nell’olimpo delle grandi maestre del thriller. Una nuova indagine per Ruth Galloway, l’antropologa forense che ha affascinato i lettori di tutto il mondo con la sua competenza e la sua goffa semplicità. Una donna come tante, che deve confrontarsi con verità nascoste e segreti che affondano le radici in un passato che non potrà mai essere sepolto.

Inghilterra, Norfolk. Nel piccolo museo locale tutto è pronto: un’antica bara risalente al xiv secolo sta per essere aperta. Niente si muove, tranne le pagine di un antico manoscritto sfogliate dal vento. I maggiori accademici dell’università attendono di entrare. Tra di loro anche Ruth Galloway, antropologa forense, specialista nella datazione delle ossa antiche. Ma poco prima che la cerimonia abbia inizio, viene fatta una macabra scoperta: accanto al feretro giace il cadavere di Neil Topham, direttore del museo. Ruth si ritrova suo malgrado coinvolta nell’indagine, di cui si occupa l’ispettore Harry Nelson, proprio l’ultima persona con cui Ruth vorrebbe avere a che fare. Ma questo non è l’unico problema della donna, perché adesso come non mai la sua bambina, ancora piccola, avrebbe bisogno di lei. Gli unici indizi in mano alla polizia sono alcune lettere minatorie e una vecchia leggenda. E quando dopo pochi giorni la morte colpisce di nuovo il museo, e il detective Nelson rischia la vita, la superstizione prende sempre più piede. Ma Ruth sa che quelle morti non sono legate a un’antica maledizione come credono tutti. Sono le ossa ad avere tutte le risposte. E solo Ruth è in grado di decifrare il loro antico messaggio. Prima che sia troppo tardi e che tutto quello che le è più caro sia messo in pericolo. Il museo delle ombre segrete ha scalato le classifiche inglesi, proiettando Elly Griffiths nell’olimpo delle grandi maestre del thriller. Una nuova indagine per Ruth Galloway, l’antropologa forense che ha affascinato i lettori di tutto il mondo con la sua competenza e la sua goffa semplicità. Una donna come tante, che deve confrontarsi con verità nascoste e segreti che affondano le radici in un passato che non potrà mai essere sepolto.

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Muori per me

Un assassino implacabile, un videogioco nel quale le vittime sono reali…Un campo innevato ai margini di Philadelphia. Sedici fosse, alcune di esse sono ancora vuote, altre ospitano cadaveri disposti con una cura meticolosa. Le vittime sono state brutalmente torturate e le tecniche di cui si serve il serial killer provengono da uno dei periodi più oscuri dell’umanità, quello dell’Inquisi zione. È per questo che il detective Vito Ciccotelli decide di rivolgersi a Sophie Johannsen, un’archeologa specializzata in storia medievale. Nonostante gli anni di esperienza i due si ritrovano ad affrontare la lama affilata del terrore: l’assassino non ha ancora finito la sua opera e chi cercherà di fermarlo rischia di diventare l’ultima pedina del suo gioco di morte. Vito teme che il prossimo grido di orrore possa essere quello di Sophie, proprio ora che l’ha trovata, ora che la passione è tornata a bussare alla sua porta.

(source: Bol.com)

Un assassino implacabile, un videogioco nel quale le vittime sono reali…Un campo innevato ai margini di Philadelphia. Sedici fosse, alcune di esse sono ancora vuote, altre ospitano cadaveri disposti con una cura meticolosa. Le vittime sono state brutalmente torturate e le tecniche di cui si serve il serial killer provengono da uno dei periodi più oscuri dell’umanità, quello dell’Inquisi zione. È per questo che il detective Vito Ciccotelli decide di rivolgersi a Sophie Johannsen, un’archeologa specializzata in storia medievale. Nonostante gli anni di esperienza i due si ritrovano ad affrontare la lama affilata del terrore: l’assassino non ha ancora finito la sua opera e chi cercherà di fermarlo rischia di diventare l’ultima pedina del suo gioco di morte. Vito teme che il prossimo grido di orrore possa essere quello di Sophie, proprio ora che l’ha trovata, ora che la passione è tornata a bussare alla sua porta.

(source: Bol.com)

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