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De Catilinae coniuratione – La congiura di Catilina

TESTO LATINO – TESTO ITALIANO. Il De Catilinae coniuratione (La congiura di Catilina) è la seconda monografia storica della letteratura latina e la prima scritta dallo storico latino Gaio Sallustio Crispo. Secondo una scansione narrativa suddivisa in 61 capitoli, l’opera narra la congiura ordita da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.C., nel tentativo, rivelatosi poi fallimentare e costatogli la vita, di instaurare una dittatura a Roma. La congiura catilinaria viene vista dallo storico di Amiternum come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana, e in particolar modo dei senatori, del I secolo a.C., una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.
L’opera, composta probabilmente tra il 43 ed il 40 a.C., è stata tramandata per tradizione diretta da codici medioevali, in cui compare con i titoli Bellum Catilinae (o anche nella variante De bello Catilinae), con cui è nota nei paesi anglosassoni, Bellum Catilinarium o Liber Catilinarius. La scelta stessa del titolo ha un valore preciso: nel termine coniuratione infatti è presente tutta una serie di connotati e giudizi negativi provati da Sallustio nei confronti dell’evento.
Lo sviluppo del racconto non è lineare, ma i 61 capitoli che compongono l’opera sono scanditi secondo un’accurata regia, che alterna i fatti a numerosi excursus, frammentando notevolmente la continuità della storia e del testo. L’opera si presenta con la struttura tipica delle monografie della storiografia ellenistica, secondo uno schema molto preciso: un proemio, il ritratto del protagonista, vari excursus politici e morali ed infine l’analisi dei discorsi pronunciati dai personaggi e dei documenti da cui si è attinto. Questo modus operandi rende più vario il testo e più efficace il giudizio politico.
Approfondendo l’analisi dell’opera emerge un’omogenea visione della storia romana dell’ultimo secolo della repubblica. Largo spazio è concesso al contesto sociale e politico, all’interno del quale, con Catilina, salgono alla ribalta degli eventi e della cronaca antica altri personaggi, in seguito molto famosi. L’arco di tempo coperto dalla narrazione va dai primi di giugno del 64 a.C., data di inizio della congiura secondo lo storico, fino al gennaio del 62 a.C., con l’epilogo nello scontro finale della battaglia di Pistoia e la morte sul campo di Catilina. Di fronte alla grave crisi in cui si trovava la Repubblica, in seguito alla dittatura sillana, emerse una grande varietà di orientamenti politici, spesso tra loro violentemente contrapposti. Oltre alle posizioni moderatamente filo-senatorie o filo-democratiche entrarono in gioco, a partire dal 70 a.C. e lungo tutti gli anni 60, anche movimenti più radicali, legati ai ceti rimasti esclusi dal potere; tra essi risaltarono in particolare le frange più estremistiche del partito popolare. Proprio alla guida di uno di questi movimenti si distinse Lucio Sergio Catilina, appartenente alla Gens Sergia, nobile famiglia economicamente decaduta, che nel 63 si candidò alle elezioni per il consolato; lo appoggiarono discretamente anche Cesare e Crasso, determinati ad indebolire il potere della nobilitas senatoria.
Sconfitto alle elezioni dal rivale Cicerone, Catilina decise di ordire un colpo di stato, raccogliendo intorno a sé un gruppo di congiurati, provenienti dai ceti più vari (e lontani) della società romana, ma accomunati dal disprezzo per la legalità e dall’uso della violenza. Tra di essi si annoverano sia individui appartenenti ai ceti più alti della societas romana – nobili fortemente indebitati ed equites (cavalieri) – sia personaggi meno altolocati – plebei, proprietari terrieri falliti, veterani di Silla, donne, schiavi e popolazioni straniere, come i Galli Allobrogi, scontente del dominio di Roma… (Wik.)
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### Sinossi
TESTO LATINO – TESTO ITALIANO. Il De Catilinae coniuratione (La congiura di Catilina) è la seconda monografia storica della letteratura latina e la prima scritta dallo storico latino Gaio Sallustio Crispo. Secondo una scansione narrativa suddivisa in 61 capitoli, l’opera narra la congiura ordita da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.C., nel tentativo, rivelatosi poi fallimentare e costatogli la vita, di instaurare una dittatura a Roma. La congiura catilinaria viene vista dallo storico di Amiternum come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana, e in particolar modo dei senatori, del I secolo a.C., una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.
L’opera, composta probabilmente tra il 43 ed il 40 a.C., è stata tramandata per tradizione diretta da codici medioevali, in cui compare con i titoli Bellum Catilinae (o anche nella variante De bello Catilinae), con cui è nota nei paesi anglosassoni, Bellum Catilinarium o Liber Catilinarius. La scelta stessa del titolo ha un valore preciso: nel termine coniuratione infatti è presente tutta una serie di connotati e giudizi negativi provati da Sallustio nei confronti dell’evento.
Lo sviluppo del racconto non è lineare, ma i 61 capitoli che compongono l’opera sono scanditi secondo un’accurata regia, che alterna i fatti a numerosi excursus, frammentando notevolmente la continuità della storia e del testo. L’opera si presenta con la struttura tipica delle monografie della storiografia ellenistica, secondo uno schema molto preciso: un proemio, il ritratto del protagonista, vari excursus politici e morali ed infine l’analisi dei discorsi pronunciati dai personaggi e dei documenti da cui si è attinto. Questo modus operandi rende più vario il testo e più efficace il giudizio politico.
Approfondendo l’analisi dell’opera emerge un’omogenea visione della storia romana dell’ultimo secolo della repubblica. Largo spazio è concesso al contesto sociale e politico, all’interno del quale, con Catilina, salgono alla ribalta degli eventi e della cronaca antica altri personaggi, in seguito molto famosi. L’arco di tempo coperto dalla narrazione va dai primi di giugno del 64 a.C., data di inizio della congiura secondo lo storico, fino al gennaio del 62 a.C., con l’epilogo nello scontro finale della battaglia di Pistoia e la morte sul campo di Catilina. Di fronte alla grave crisi in cui si trovava la Repubblica, in seguito alla dittatura sillana, emerse una grande varietà di orientamenti politici, spesso tra loro violentemente contrapposti. Oltre alle posizioni moderatamente filo-senatorie o filo-democratiche entrarono in gioco, a partire dal 70 a.C. e lungo tutti gli anni 60, anche movimenti più radicali, legati ai ceti rimasti esclusi dal potere; tra essi risaltarono in particolare le frange più estremistiche del partito popolare. Proprio alla guida di uno di questi movimenti si distinse Lucio Sergio Catilina, appartenente alla Gens Sergia, nobile famiglia economicamente decaduta, che nel 63 si candidò alle elezioni per il consolato; lo appoggiarono discretamente anche Cesare e Crasso, determinati ad indebolire il potere della nobilitas senatoria.
Sconfitto alle elezioni dal rivale Cicerone, Catilina decise di ordire un colpo di stato, raccogliendo intorno a sé un gruppo di congiurati, provenienti dai ceti più vari (e lontani) della società romana, ma accomunati dal disprezzo per la legalità e dall’uso della violenza. Tra di essi si annoverano sia individui appartenenti ai ceti più alti della societas romana – nobili fortemente indebitati ed equites (cavalieri) – sia personaggi meno altolocati – plebei, proprietari terrieri falliti, veterani di Silla, donne, schiavi e popolazioni straniere, come i Galli Allobrogi, scontente del dominio di Roma… (Wik.)

TESTO LATINO – TESTO ITALIANO. Il De Catilinae coniuratione (La congiura di Catilina) è la seconda monografia storica della letteratura latina e la prima scritta dallo storico latino Gaio Sallustio Crispo. Secondo una scansione narrativa suddivisa in 61 capitoli, l’opera narra la congiura ordita da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.C., nel tentativo, rivelatosi poi fallimentare e costatogli la vita, di instaurare una dittatura a Roma. La congiura catilinaria viene vista dallo storico di Amiternum come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana, e in particolar modo dei senatori, del I secolo a.C., una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.
L’opera, composta probabilmente tra il 43 ed il 40 a.C., è stata tramandata per tradizione diretta da codici medioevali, in cui compare con i titoli Bellum Catilinae (o anche nella variante De bello Catilinae), con cui è nota nei paesi anglosassoni, Bellum Catilinarium o Liber Catilinarius. La scelta stessa del titolo ha un valore preciso: nel termine coniuratione infatti è presente tutta una serie di connotati e giudizi negativi provati da Sallustio nei confronti dell’evento.
Lo sviluppo del racconto non è lineare, ma i 61 capitoli che compongono l’opera sono scanditi secondo un’accurata regia, che alterna i fatti a numerosi excursus, frammentando notevolmente la continuità della storia e del testo. L’opera si presenta con la struttura tipica delle monografie della storiografia ellenistica, secondo uno schema molto preciso: un proemio, il ritratto del protagonista, vari excursus politici e morali ed infine l’analisi dei discorsi pronunciati dai personaggi e dei documenti da cui si è attinto. Questo modus operandi rende più vario il testo e più efficace il giudizio politico.
Approfondendo l’analisi dell’opera emerge un’omogenea visione della storia romana dell’ultimo secolo della repubblica. Largo spazio è concesso al contesto sociale e politico, all’interno del quale, con Catilina, salgono alla ribalta degli eventi e della cronaca antica altri personaggi, in seguito molto famosi. L’arco di tempo coperto dalla narrazione va dai primi di giugno del 64 a.C., data di inizio della congiura secondo lo storico, fino al gennaio del 62 a.C., con l’epilogo nello scontro finale della battaglia di Pistoia e la morte sul campo di Catilina. Di fronte alla grave crisi in cui si trovava la Repubblica, in seguito alla dittatura sillana, emerse una grande varietà di orientamenti politici, spesso tra loro violentemente contrapposti. Oltre alle posizioni moderatamente filo-senatorie o filo-democratiche entrarono in gioco, a partire dal 70 a.C. e lungo tutti gli anni 60, anche movimenti più radicali, legati ai ceti rimasti esclusi dal potere; tra essi risaltarono in particolare le frange più estremistiche del partito popolare. Proprio alla guida di uno di questi movimenti si distinse Lucio Sergio Catilina, appartenente alla Gens Sergia, nobile famiglia economicamente decaduta, che nel 63 si candidò alle elezioni per il consolato; lo appoggiarono discretamente anche Cesare e Crasso, determinati ad indebolire il potere della nobilitas senatoria.
Sconfitto alle elezioni dal rivale Cicerone, Catilina decise di ordire un colpo di stato, raccogliendo intorno a sé un gruppo di congiurati, provenienti dai ceti più vari (e lontani) della società romana, ma accomunati dal disprezzo per la legalità e dall’uso della violenza. Tra di essi si annoverano sia individui appartenenti ai ceti più alti della societas romana – nobili fortemente indebitati ed equites (cavalieri) – sia personaggi meno altolocati – plebei, proprietari terrieri falliti, veterani di Silla, donne, schiavi e popolazioni straniere, come i Galli Allobrogi, scontente del dominio di Roma… (Wik.)
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TESTO LATINO – TESTO ITALIANO. Il De Catilinae coniuratione (La congiura di Catilina) è la seconda monografia storica della letteratura latina e la prima scritta dallo storico latino Gaio Sallustio Crispo. Secondo una scansione narrativa suddivisa in 61 capitoli, l’opera narra la congiura ordita da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.C., nel tentativo, rivelatosi poi fallimentare e costatogli la vita, di instaurare una dittatura a Roma. La congiura catilinaria viene vista dallo storico di Amiternum come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana, e in particolar modo dei senatori, del I secolo a.C., una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.
L’opera, composta probabilmente tra il 43 ed il 40 a.C., è stata tramandata per tradizione diretta da codici medioevali, in cui compare con i titoli Bellum Catilinae (o anche nella variante De bello Catilinae), con cui è nota nei paesi anglosassoni, Bellum Catilinarium o Liber Catilinarius. La scelta stessa del titolo ha un valore preciso: nel termine coniuratione infatti è presente tutta una serie di connotati e giudizi negativi provati da Sallustio nei confronti dell’evento.
Lo sviluppo del racconto non è lineare, ma i 61 capitoli che compongono l’opera sono scanditi secondo un’accurata regia, che alterna i fatti a numerosi excursus, frammentando notevolmente la continuità della storia e del testo. L’opera si presenta con la struttura tipica delle monografie della storiografia ellenistica, secondo uno schema molto preciso: un proemio, il ritratto del protagonista, vari excursus politici e morali ed infine l’analisi dei discorsi pronunciati dai personaggi e dei documenti da cui si è attinto. Questo modus operandi rende più vario il testo e più efficace il giudizio politico.
Approfondendo l’analisi dell’opera emerge un’omogenea visione della storia romana dell’ultimo secolo della repubblica. Largo spazio è concesso al contesto sociale e politico, all’interno del quale, con Catilina, salgono alla ribalta degli eventi e della cronaca antica altri personaggi, in seguito molto famosi. L’arco di tempo coperto dalla narrazione va dai primi di giugno del 64 a.C., data di inizio della congiura secondo lo storico, fino al gennaio del 62 a.C., con l’epilogo nello scontro finale della battaglia di Pistoia e la morte sul campo di Catilina. Di fronte alla grave crisi in cui si trovava la Repubblica, in seguito alla dittatura sillana, emerse una grande varietà di orientamenti politici, spesso tra loro violentemente contrapposti. Oltre alle posizioni moderatamente filo-senatorie o filo-democratiche entrarono in gioco, a partire dal 70 a.C. e lungo tutti gli anni 60, anche movimenti più radicali, legati ai ceti rimasti esclusi dal potere; tra essi risaltarono in particolare le frange più estremistiche del partito popolare. Proprio alla guida di uno di questi movimenti si distinse Lucio Sergio Catilina, appartenente alla Gens Sergia, nobile famiglia economicamente decaduta, che nel 63 si candidò alle elezioni per il consolato; lo appoggiarono discretamente anche Cesare e Crasso, determinati ad indebolire il potere della nobilitas senatoria.
Sconfitto alle elezioni dal rivale Cicerone, Catilina decise di ordire un colpo di stato, raccogliendo intorno a sé un gruppo di congiurati, provenienti dai ceti più vari (e lontani) della società romana, ma accomunati dal disprezzo per la legalità e dall’uso della violenza. Tra di essi si annoverano sia individui appartenenti ai ceti più alti della societas romana – nobili fortemente indebitati ed equites (cavalieri) – sia personaggi meno altolocati – plebei, proprietari terrieri falliti, veterani di Silla, donne, schiavi e popolazioni straniere, come i Galli Allobrogi, scontente del dominio di Roma… (Wik.)

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Day hospital

Un controllo dal dentista segna l’inizio di un tunnel che porta dritto alla scoperta di un linfoma non Hodgkin di tipo B aggressivo che sconvolge la vita di Valerio Evangelisti, uno degli autori più noti dei nostri anni. È il maggio 2009 quando comincia un calvario di esami e, dopo i risultati, di sedute di chemioterapia che, evitando qualunque caduta nel patetico o nel sentimentale, vengono riprese con minuzia di dettagli dal narratore-protagonista insieme a fatti e persone del reparto di oncologia in cui si trova in cura. Sono note di vita quotidiana a Bologna, la malattia e gli effetti dei farmaci, le ricerche su internet, la “birroterapia”, gli amici veri e quelli troppo invadenti o troppo assenti, il ricordo della morte del padre per una diagnosi sbagliata, le piccole (ri)conquiste e soprattutto la scrittura notturna che per fortuna tutto medica e guarisce perlomeno nel suo mondo parallelo. Dal caldo dell’estate alla neve, tra il 2010 e il 2012 escono Rex Tremendae Maiestatis ultimo libro della saga di Eymerich del quale si offrono inediti retroscena One Big Union e Cartagena. Gli ultimi della Tortuga. Un linguaggio asciutto, venato da un’ironia leggera, fa di questo diario da “entomologo sensibile” una testimonianza per tutti.

Un controllo dal dentista segna l’inizio di un tunnel che porta dritto alla scoperta di un linfoma non Hodgkin di tipo B aggressivo che sconvolge la vita di Valerio Evangelisti, uno degli autori più noti dei nostri anni. È il maggio 2009 quando comincia un calvario di esami e, dopo i risultati, di sedute di chemioterapia che, evitando qualunque caduta nel patetico o nel sentimentale, vengono riprese con minuzia di dettagli dal narratore-protagonista insieme a fatti e persone del reparto di oncologia in cui si trova in cura. Sono note di vita quotidiana a Bologna, la malattia e gli effetti dei farmaci, le ricerche su internet, la “birroterapia”, gli amici veri e quelli troppo invadenti o troppo assenti, il ricordo della morte del padre per una diagnosi sbagliata, le piccole (ri)conquiste e soprattutto la scrittura notturna che per fortuna tutto medica e guarisce perlomeno nel suo mondo parallelo. Dal caldo dell’estate alla neve, tra il 2010 e il 2012 escono Rex Tremendae Maiestatis ultimo libro della saga di Eymerich del quale si offrono inediti retroscena One Big Union e Cartagena. Gli ultimi della Tortuga. Un linguaggio asciutto, venato da un’ironia leggera, fa di questo diario da “entomologo sensibile” una testimonianza per tutti.

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Danza con il diavolo

Zarek è il più pericoloso di tutti i Cacciatori oscuri: è in grado di eseguire perfettamente gli ordini ed è considerato violento e folle dai suoi compagni. Ha trascorso gli ultimi novecento anni in esilio in Alaska prigioniero e isolato in mezzo al nulla e incapace di sopportare il sole senza ardere vivo , e anche per un Cacciatore oscuro abituato al peggio questa, come punizione, non è niente male. Liberato dal suo esilio per combattere i demoni che infestano New Orleans, con la sua cattiva condotta Zarek porta all’esasperazione Artemide, la dea che lo ha creato, che decide di averne avuto abbastanza di lui. Archeron, il leader dei Cacciatori oscuri, convince Artemide a concedere un giusto processo a Zarek prima di condannarlo: sarà Astrid, una ninfa nota per la sua crudeltà, a giudicarlo. E mentre Astrid lotta per mantenere la sua imparzialità di fronte alla crescente attrazione per Zarek sospettoso, scontroso e rude, ma anche profondamente ferito Artemide ha già inviato un carnefice per giustiziare il ribelle. Il giorno del verdetto si avvicina e Artemide è pronta a tutto pur di portare a termine la sua vendetta, anche se questo può voler dire distruggere il mondo intero.

(source: Bol.com)

Zarek è il più pericoloso di tutti i Cacciatori oscuri: è in grado di eseguire perfettamente gli ordini ed è considerato violento e folle dai suoi compagni. Ha trascorso gli ultimi novecento anni in esilio in Alaska prigioniero e isolato in mezzo al nulla e incapace di sopportare il sole senza ardere vivo , e anche per un Cacciatore oscuro abituato al peggio questa, come punizione, non è niente male. Liberato dal suo esilio per combattere i demoni che infestano New Orleans, con la sua cattiva condotta Zarek porta all’esasperazione Artemide, la dea che lo ha creato, che decide di averne avuto abbastanza di lui. Archeron, il leader dei Cacciatori oscuri, convince Artemide a concedere un giusto processo a Zarek prima di condannarlo: sarà Astrid, una ninfa nota per la sua crudeltà, a giudicarlo. E mentre Astrid lotta per mantenere la sua imparzialità di fronte alla crescente attrazione per Zarek sospettoso, scontroso e rude, ma anche profondamente ferito Artemide ha già inviato un carnefice per giustiziare il ribelle. Il giorno del verdetto si avvicina e Artemide è pronta a tutto pur di portare a termine la sua vendetta, anche se questo può voler dire distruggere il mondo intero.

(source: Bol.com)

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Dante. Il romanzo della sua vita

“La Commedia è un’opera di finzione, ma in età medievale non esistono altre opere di finzione che registrino in modo così sistematico, tempestivo e quasi puntiglioso fatti della storia, della cronaca politica, della vita intellettuale e sociale contemporanei. E, per di più, senza temere di addentrarsi in retroscena noti solo per sentito dire o in quello che oggi chiameremmo gossip politico e di costume. Per molti aspetti, assomiglia agli odierni instant-book.” Il libro di Marco Santagata costituisce, nello scenario della letteratura dantesca, una novità. Perché è, prima di tutto, l’appassionato racconto, il “romanzo” appunto, della tormentata e semisconosciuta esistenza di un uomo dall’io smisurato, che si sentì sempre “diverso e predestinato”, che in ogni amore e in ogni lutto, nella sconfitta politica e nell’esilio, e in particolare nel proprio talento, scorse “un segno del destino, l’ombra di una fatalità ineludibile, la traccia di una volontà superiore”. Ed è, insieme, il documentato ritratto di un Dante profondamente calato nella vita pubblica e culturale della sua città, Firenze, e nelle complesse dinamiche della storia italiana tra Due e Trecento. Grazie al sapiente intreccio di vicende storiche e private, Santagata raggiunge il duplice obiettivo di ricomporre il quadro più completo possibile del Dante padre di famiglia, filosofo, poeta, uomo di partito e di corte, e analizzare ogni sua opera alla luce del contesto storico e biografico.
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“La Commedia è un’opera di finzione, ma in età medievale non esistono altre opere di finzione che registrino in modo così sistematico, tempestivo e quasi puntiglioso fatti della storia, della cronaca politica, della vita intellettuale e sociale contemporanei. E, per di più, senza temere di addentrarsi in retroscena noti solo per sentito dire o in quello che oggi chiameremmo gossip politico e di costume. Per molti aspetti, assomiglia agli odierni instant-book.” Il libro di Marco Santagata costituisce, nello scenario della letteratura dantesca, una novità. Perché è, prima di tutto, l’appassionato racconto, il “romanzo” appunto, della tormentata e semisconosciuta esistenza di un uomo dall’io smisurato, che si sentì sempre “diverso e predestinato”, che in ogni amore e in ogni lutto, nella sconfitta politica e nell’esilio, e in particolare nel proprio talento, scorse “un segno del destino, l’ombra di una fatalità ineludibile, la traccia di una volontà superiore”. Ed è, insieme, il documentato ritratto di un Dante profondamente calato nella vita pubblica e culturale della sua città, Firenze, e nelle complesse dinamiche della storia italiana tra Due e Trecento. Grazie al sapiente intreccio di vicende storiche e private, Santagata raggiunge il duplice obiettivo di ricomporre il quadro più completo possibile del Dante padre di famiglia, filosofo, poeta, uomo di partito e di corte, e analizzare ogni sua opera alla luce del contesto storico e biografico.
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Da cacciatore a preda

Di ritorno in Inghilterra dai Caraibi, al capitano Edwards viene affidata dal primo lord in persona una missione segreta: recarsi in acque spagnole per scortare in patria una nave contenente un carico per il re. Ma non è altro che una trappola. Accerchiato e inseguito da cinque navi nemiche, Edwards riesce a salvarsi per il rotto della cuffia, solo per fare la scioccante scoperta che qualcuno sta tentando di ucciderlo. La sua casa e la carrozza che trasportava sua moglie e i suoi ufficiali vengono attaccate da alcuni sicari al soldo di un misterioso C.S., lo stesso uomo che, dall’interno dell’ammiragliato, fa il doppio gioco, consegnando al nemico navi da guerra e interi convogli. A Edwards non resta che fuggire. Imbarcatosi sotto mentite spoglie sulla fregata Tytirus, viene inseguito dai sicari attraverso due oceani, mentre sulla sua testa pende una condanna a morte per alto tradimento. Braccato per terra e per mare, Edwards dovrà riuscire a sopravvivere abbastanza a lungo da smascherare il traditore. Solo così avrà la speranza di poter riconquistare, se non la libertà, almeno l’onore. Sostieni Save The Children con l’autore! Tutti gli introiti ottenuti dalla vendita di questo libro verranno interamente devoluti in beneficenza.

Di ritorno in Inghilterra dai Caraibi, al capitano Edwards viene affidata dal primo lord in persona una missione segreta: recarsi in acque spagnole per scortare in patria una nave contenente un carico per il re. Ma non è altro che una trappola. Accerchiato e inseguito da cinque navi nemiche, Edwards riesce a salvarsi per il rotto della cuffia, solo per fare la scioccante scoperta che qualcuno sta tentando di ucciderlo. La sua casa e la carrozza che trasportava sua moglie e i suoi ufficiali vengono attaccate da alcuni sicari al soldo di un misterioso C.S., lo stesso uomo che, dall’interno dell’ammiragliato, fa il doppio gioco, consegnando al nemico navi da guerra e interi convogli. A Edwards non resta che fuggire. Imbarcatosi sotto mentite spoglie sulla fregata Tytirus, viene inseguito dai sicari attraverso due oceani, mentre sulla sua testa pende una condanna a morte per alto tradimento. Braccato per terra e per mare, Edwards dovrà riuscire a sopravvivere abbastanza a lungo da smascherare il traditore. Solo così avrà la speranza di poter riconquistare, se non la libertà, almeno l’onore. Sostieni Save The Children con l’autore! Tutti gli introiti ottenuti dalla vendita di questo libro verranno interamente devoluti in beneficenza.

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La custode degli spiriti

Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebekkah è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Becky ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Becky l’unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.
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### Sinossi
Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebekkah è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Becky ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Becky l’unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.

Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebekkah è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Becky ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Becky l’unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.
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Claysville è una piccola città di nessuna importanza. Rebekkah è cresciuta qui, insieme alla nonna e da quando ha lasciato questo luogo noioso e familiare sono passati dieci anni. Ora la nonna è morta e Becky ritorna. Per scoprire che Claysville non è semplicemente quella piccola città sonnolenta che ricorda. Lì il mondo dei vivi e quello dei morti sono pericolosamente collegati; al di sotto della città si trova una terra ombrosa e senza legge. Tra i due mondi: esiste un patto: se i morti non vengono trattati con cura, torneranno indietro per saziarsi con cibo, bevande e storie della terra dei vivi. Ed è Becky l’unica persona che sa cosa va fatto, perché la soluzione è nel segreto che custodisce.

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Un cupcake con Mr Darcy (Life)

Chiudi gli occhi e immagina di lavorare in una graziosa tearoom che sforna cupcake e altre delizie in uno sperduto paesino della campagna inglese. Ora pensa a cosa accadrebbe se un giorno si sedesse a prendere un tè Billy Buskin, il più famoso attore del momento, appena arrivato per girare il remake di Orgoglio e pregiudizio. È il tuo libro preferito, e lui sarà niente meno che Mr Darcy. Tu però non lo sai e, quando lo conosci, non fai che ripetergli quanto ti piacerebbe che a interpretare quel ruolo fosse Jude Law, il tuo idolo. Billy, nonostante la tua gaffe, ti chiede di uscire, e tra voi sboccia un amore travolgente. Ecco, benvenuta nella vita di Sophie. Da quel momento per lei tutto cambia: si trasferisce a Londra, dove è assediata dai paparazzi, sfila sui red carpet e, indossando abiti da sogno, partecipa ai party più esclusivi proprio insieme a Jude Law. Sembra una favola, ma per Sophie si trasforma presto in un incubo. Quell’ambiente sfavillante non le appartiene e non riesce a farsi accettare per quello che è: una ragazza semplice, introversa e romantica che sente la mancanza della madre, delle sue giornate tranquille e soprattutto di Molly, l’amica del cuore. Come se non bastasse, il manager di Billy cerca di ostacolare il loro rapporto in tutti i modi. E la sua splendida ex non l’ha dimenticato, e anzi è pronta a sfoderare le sue armi di seduzione e architettare qualsiasi inganno pur di riconquistarlo Come reagirà la dolce Sophie alle spietate regole dello show business? Riuscirà a trovare l’amore e la felicità in un mondo di apparenze e gossip? Ho un solo desiderio: farmi piccola piccola dietro il bancone e scomparire sottoterra. Mi rendo conto solo ora di chi ho davanti: Mr Darcy, o meglio, Billy Buskin, l’attore di cui tutte sono innamorate.

Chiudi gli occhi e immagina di lavorare in una graziosa tearoom che sforna cupcake e altre delizie in uno sperduto paesino della campagna inglese. Ora pensa a cosa accadrebbe se un giorno si sedesse a prendere un tè Billy Buskin, il più famoso attore del momento, appena arrivato per girare il remake di Orgoglio e pregiudizio. È il tuo libro preferito, e lui sarà niente meno che Mr Darcy. Tu però non lo sai e, quando lo conosci, non fai che ripetergli quanto ti piacerebbe che a interpretare quel ruolo fosse Jude Law, il tuo idolo. Billy, nonostante la tua gaffe, ti chiede di uscire, e tra voi sboccia un amore travolgente. Ecco, benvenuta nella vita di Sophie. Da quel momento per lei tutto cambia: si trasferisce a Londra, dove è assediata dai paparazzi, sfila sui red carpet e, indossando abiti da sogno, partecipa ai party più esclusivi proprio insieme a Jude Law. Sembra una favola, ma per Sophie si trasforma presto in un incubo. Quell’ambiente sfavillante non le appartiene e non riesce a farsi accettare per quello che è: una ragazza semplice, introversa e romantica che sente la mancanza della madre, delle sue giornate tranquille e soprattutto di Molly, l’amica del cuore. Come se non bastasse, il manager di Billy cerca di ostacolare il loro rapporto in tutti i modi. E la sua splendida ex non l’ha dimenticato, e anzi è pronta a sfoderare le sue armi di seduzione e architettare qualsiasi inganno pur di riconquistarlo Come reagirà la dolce Sophie alle spietate regole dello show business? Riuscirà a trovare l’amore e la felicità in un mondo di apparenze e gossip? Ho un solo desiderio: farmi piccola piccola dietro il bancone e scomparire sottoterra. Mi rendo conto solo ora di chi ho davanti: Mr Darcy, o meglio, Billy Buskin, l’attore di cui tutte sono innamorate.

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La cucina del buon gusto

“Volevamo celebrare la gastronomia e i piaceri dei sensi che si incontrano nel preparare il cibo, nel servirlo e nel mangiarlo. Cucinato, condiviso, consumato da soli, regalato; occasione d’incontro, simbolo di appartenenza a gruppi e a religioni, nutrimento del corpo e della psiche, il cibo è potentissimo antidoto contro l’isolamento e la tristezza. Ce ne siamo rese conto quasi per caso. Rosario, da bambina, nella cucina di casa si incantava a osservare la trasformazione degli ingredienti in pietanza; da adulta, all’estero, cucinava per mantenere la propria identità e ha cominciato ad apprezzare dettagli che danno piacere, come organizzare e riordinare la dispensa, fare la spesa nei mercati del quartiere e cucinare con i fiori del terrazzo. Molte alunne della sua scuola di cucina londinese frequentano i corsi da anni, perché hanno imparato che cucinare aiuta a stare meglio. Simonetta, cuoca per tradizione familiare e per necessità, ha sperimentato attraverso le vicissitudini della vita il valore catartico della cucina. Per lei, la cucina e la tavola, oltre a essere elementi fondamentali dell’esistenza, costituiscono un trionfo dei sensi, della bellezza e dell’ospitalità.”Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario LazzatiLa presentazione del libro a MilanoLa presentazione del libro a Palermo

“Volevamo celebrare la gastronomia e i piaceri dei sensi che si incontrano nel preparare il cibo, nel servirlo e nel mangiarlo. Cucinato, condiviso, consumato da soli, regalato; occasione d’incontro, simbolo di appartenenza a gruppi e a religioni, nutrimento del corpo e della psiche, il cibo è potentissimo antidoto contro l’isolamento e la tristezza. Ce ne siamo rese conto quasi per caso. Rosario, da bambina, nella cucina di casa si incantava a osservare la trasformazione degli ingredienti in pietanza; da adulta, all’estero, cucinava per mantenere la propria identità e ha cominciato ad apprezzare dettagli che danno piacere, come organizzare e riordinare la dispensa, fare la spesa nei mercati del quartiere e cucinare con i fiori del terrazzo. Molte alunne della sua scuola di cucina londinese frequentano i corsi da anni, perché hanno imparato che cucinare aiuta a stare meglio. Simonetta, cuoca per tradizione familiare e per necessità, ha sperimentato attraverso le vicissitudini della vita il valore catartico della cucina. Per lei, la cucina e la tavola, oltre a essere elementi fondamentali dell’esistenza, costituiscono un trionfo dei sensi, della bellezza e dell’ospitalità.”Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario LazzatiLa presentazione del libro a MilanoLa presentazione del libro a Palermo

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Le cronache di Magnus Bane – 7. La caduta dell’Hotel Dumort

New York, 1970: sono trascorsi ormai cinquant’anni dal giorno in cui Magnus Bane è stato testimone della trasformazione dell’Hotel Dumort e ora – nell’epoca scintillante della disco music e del trucco glamour – di quell’albergo sontuoso non restano che polvere e decadenza. Ma la decadenza dell’arredamento è l’ultimo dei problemi per i vampiri che abitano nell’hotel… Il settimo racconto delle “Cronache di Magnus Bane” ci svela un nuovo segreto nel passato del più misterioso personaggio della saga Shadowhunters .

New York, 1970: sono trascorsi ormai cinquant’anni dal giorno in cui Magnus Bane è stato testimone della trasformazione dell’Hotel Dumort e ora – nell’epoca scintillante della disco music e del trucco glamour – di quell’albergo sontuoso non restano che polvere e decadenza. Ma la decadenza dell’arredamento è l’ultimo dei problemi per i vampiri che abitano nell’hotel… Il settimo racconto delle “Cronache di Magnus Bane” ci svela un nuovo segreto nel passato del più misterioso personaggio della saga Shadowhunters .

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Le cronache di Magnus Bane – 5. L’origine dell’Hotel Dumort

Nella Manhattan degli anni Venti, fulcro del glamour e dell’età del jazz, una minaccia incombe. E quando Magnus fa visita all’hotel più alla moda di tutta New York, l’Hotel Dumort, dove si tengono feste spumeggianti che durano dal tramonto all’alba, trova un paesaggio davvero… inaspettato. Il quinto racconto della serie delle Cronache di Magnus Bane svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

Nella Manhattan degli anni Venti, fulcro del glamour e dell’età del jazz, una minaccia incombe. E quando Magnus fa visita all’hotel più alla moda di tutta New York, l’Hotel Dumort, dove si tengono feste spumeggianti che durano dal tramonto all’alba, trova un paesaggio davvero… inaspettato. Il quinto racconto della serie delle Cronache di Magnus Bane svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

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Le cronache di Magnus Bane – 4. L’erede di mezzanotte

Nella misteriosa Londra di Edoardo VII, Magnus Bane trova vecchi amici e nuovi nemici… tra loro c’è anche James, lo spericolato figlio di Will Herondale. Magnus si era ripromesso di non tornare più nel Regno Unito, ma ha ricevuto l’allettante proposta di Tatiana Blackthorn, che ha intenzioni ben più oscure di quanto lui possa immaginare… Il quarto racconto della serie delle “Cronache di Magnus Bane” svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

Nella misteriosa Londra di Edoardo VII, Magnus Bane trova vecchi amici e nuovi nemici… tra loro c’è anche James, lo spericolato figlio di Will Herondale. Magnus si era ripromesso di non tornare più nel Regno Unito, ma ha ricevuto l’allettante proposta di Tatiana Blackthorn, che ha intenzioni ben più oscure di quanto lui possa immaginare… Il quarto racconto della serie delle “Cronache di Magnus Bane” svela nuovi, insospettabili retroscena per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

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Le cronache di Magnus Bane – 3. Vampiri, scones ed Edmund Herondale

Quando l’immortale mago Magnus Bane partecipa ai colloqui di pace tra gli Shadowhunters e i Nascosti nella Londra vittoriana, due persone catturano il suo sguardo: la vampira Camille Belcourt e il giovane Edmund Herondale. Chi dovrà scegliere tra l’amore e il destino? Il terzo episodio delle Cronache di Magnus Bane, per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

Quando l’immortale mago Magnus Bane partecipa ai colloqui di pace tra gli Shadowhunters e i Nascosti nella Londra vittoriana, due persone catturano il suo sguardo: la vampira Camille Belcourt e il giovane Edmund Herondale. Chi dovrà scegliere tra l’amore e il destino? Il terzo episodio delle Cronache di Magnus Bane, per scoprire il più misterioso personaggio della saga Shadowhunters.

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Le cronache di Magnus Bane – 2. La fuga della regina

Mentre è in Francia, l’immortale mago Magnus Bane cerca di contribuire alla salvezza della famiglia reale che vuole sottrarsi agli orrori della Rivoluzione Francese; dopo essere stato convinto a intervenire dal fascino di un irresistibile, giovane conte. Certo, per realizzare la fuga impossibile servono mongolfiere invisibili, e molto altro…

Mentre è in Francia, l’immortale mago Magnus Bane cerca di contribuire alla salvezza della famiglia reale che vuole sottrarsi agli orrori della Rivoluzione Francese; dopo essere stato convinto a intervenire dal fascino di un irresistibile, giovane conte. Certo, per realizzare la fuga impossibile servono mongolfiere invisibili, e molto altro…

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Le cronache di Magnus Bane – 1. Cosa accadde in Perù

Magnus Bane è stato cacciato dal Perù, bandito da quel paese, per sempre… come mai? Per scoprirlo, bisognerà seguire le sue tracce in compagnia dei suoi amici, i maghi Ragnor Fell e Catarina Loss, mentre si perdono tra avventure musicali, balli rocamboleschi e viaggi nelle meravigliose terre delle linee di Nazca. Un racconto unico, che svela molti retroscena della vita del più misterioso personaggio della saga “Shadowhunters”.

Magnus Bane è stato cacciato dal Perù, bandito da quel paese, per sempre… come mai? Per scoprirlo, bisognerà seguire le sue tracce in compagnia dei suoi amici, i maghi Ragnor Fell e Catarina Loss, mentre si perdono tra avventure musicali, balli rocamboleschi e viaggi nelle meravigliose terre delle linee di Nazca. Un racconto unico, che svela molti retroscena della vita del più misterioso personaggio della saga “Shadowhunters”.

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La criminale sfida di John Macnab

Misteriose lettere, che portano la firma di ”John Macnab”, giungono a tre proprietari terrieri degli Altipiani. Le lettere contengono una minaccia: in un dato giorno un cervo o un salmone sarà cacciato di frodo nelle loro proprietà. Chi è John Macnab? La pecora nera di una nobile famiglia, un uomo impazzito per le atrocità della guerra, la reincarnazione di un antico e leggendario eroe? Dalla sua figura si dipana la misteriosa vicenda al centro di questo romanzo, l’ultimo del famoso autore de I trentanove scalini.John Buchanprimo barone di Tweedsmuir, ha avuto una vita piuttosto movimentata. Nato in Scozia nel 1875, studiò a Glasgow ed esercitò la professione di avvocato. Dopo aver passato un periodo in Sudafrica rientrò in Inghilterra, dove divenne direttore di un’importante agenzia giornalistica; poi, durante la prima guerra mondiale, fu in Francia, come corrispondente di guerra. Tesoriere dell’Università di Oxford, nel 1927 entrò nel parlamento inglese come membro del partito conservatore e, nel 1935, divenne Governatore generale del Canada. Studioso di storia e autore di imponenti opere storiografiche e di varie biografie, Buchan morì nel 1940 a seguito di una caduta.
(source: Bol.com)

Misteriose lettere, che portano la firma di ”John Macnab”, giungono a tre proprietari terrieri degli Altipiani. Le lettere contengono una minaccia: in un dato giorno un cervo o un salmone sarà cacciato di frodo nelle loro proprietà. Chi è John Macnab? La pecora nera di una nobile famiglia, un uomo impazzito per le atrocità della guerra, la reincarnazione di un antico e leggendario eroe? Dalla sua figura si dipana la misteriosa vicenda al centro di questo romanzo, l’ultimo del famoso autore de I trentanove scalini.John Buchanprimo barone di Tweedsmuir, ha avuto una vita piuttosto movimentata. Nato in Scozia nel 1875, studiò a Glasgow ed esercitò la professione di avvocato. Dopo aver passato un periodo in Sudafrica rientrò in Inghilterra, dove divenne direttore di un’importante agenzia giornalistica; poi, durante la prima guerra mondiale, fu in Francia, come corrispondente di guerra. Tesoriere dell’Università di Oxford, nel 1927 entrò nel parlamento inglese come membro del partito conservatore e, nel 1935, divenne Governatore generale del Canada. Studioso di storia e autore di imponenti opere storiografiche e di varie biografie, Buchan morì nel 1940 a seguito di una caduta.
(source: Bol.com)

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Crazy Rainbow Star – Vol. I – La Pistolera della Morte

Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno.
In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori, vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.
**
### Sinossi
Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno.
In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori, vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.

Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno.
In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori, vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.
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### Sinossi
Gaerth, un continente selvaggio tra praterie, cowboy, cavalli e sfide sotto il sole rovente dell’inarrivabile Ovest.
Un regno sconfinato, dominato dal Mana e dal vapore della Rivoluzione Industriale Magica, un luogo dove la magia è comprata e venduta ogni giorno.
In un’epoca dove a dettar legge nella Grande Frontiera sono le corporazioni organizzate di avventurieri, cacciatori di taglie ed esploratori, vi è una gilda di cowgirl di cui tutto il continente sentirà presto parlare.
Il loro nome è “Lucky Flowers” e l’obiettivo del loro lungo viaggio è uno solo: ritrovare la leggendaria Scacchiera del Mana.

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