2001–2016 di 4230 risultati

Gregor 1. La prima profezia

Invece di passare l’estate a giocare con gli amici, Gregor si ritrova a gestire Boots, la sorellina di due anni, che parla come un alieno in miniatura. Un giorno, la piccola pestifera si tuffa oltre una grata e sparisce. Gregor si lancia all’inseguimento e finisce nel Sottomondo, un luogo straordinario e terribile, abitato da umani dalla pelle bianchissima e dagli occhi viola, che si sono anticamente rifugiati sottoterra per sfuggire a una persecuzione, e lì hanno creato un mondo parallelo, dove si vola in sella a pipistrelli giganti, ci si allea con gli scarafaggi e si combatte contro ragni e ratti bianchi? Gregor scopre che anche suo padre, scomparso qualche tempo prima, è disperso nel Sottomondo. Toccherà a lui cercarlo, sulle tracce di un?antica profezia… Un romanzo che la critica americana ha salutato come “meraviglioso”, “straordinario” ed “eccezionale”. Una serie che ha già venduto più di 2 milioni di copie in 15 Paesi nel mondo. Un’autrice che conferma la capacità unica di costruire grandi universi fantastici abitati da personaggi indimenticabili e scanditi da un ritmo vertiginoso.

Invece di passare l’estate a giocare con gli amici, Gregor si ritrova a gestire Boots, la sorellina di due anni, che parla come un alieno in miniatura. Un giorno, la piccola pestifera si tuffa oltre una grata e sparisce. Gregor si lancia all’inseguimento e finisce nel Sottomondo, un luogo straordinario e terribile, abitato da umani dalla pelle bianchissima e dagli occhi viola, che si sono anticamente rifugiati sottoterra per sfuggire a una persecuzione, e lì hanno creato un mondo parallelo, dove si vola in sella a pipistrelli giganti, ci si allea con gli scarafaggi e si combatte contro ragni e ratti bianchi? Gregor scopre che anche suo padre, scomparso qualche tempo prima, è disperso nel Sottomondo. Toccherà a lui cercarlo, sulle tracce di un?antica profezia… Un romanzo che la critica americana ha salutato come “meraviglioso”, “straordinario” ed “eccezionale”. Una serie che ha già venduto più di 2 milioni di copie in 15 Paesi nel mondo. Un’autrice che conferma la capacità unica di costruire grandi universi fantastici abitati da personaggi indimenticabili e scanditi da un ritmo vertiginoso.

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La grande fuga dell’Ottobre Rosso

In mezzo all’oceano Atlantico, il comandante sovietico Marko Ramius sta per consegnare il sottomarino nucleare Ottobre Rosso agli Stati Uniti. Gli americani temono però che Ramius intenda attaccare il suolo statunitense, mentre i russi si preparano a reclamare la loro micidiale arma da guerra. Solo l’analista della CIA Jack Ryan può salvare il comandante, il suo equipaggio e le sorti del mondo.

In mezzo all’oceano Atlantico, il comandante sovietico Marko Ramius sta per consegnare il sottomarino nucleare Ottobre Rosso agli Stati Uniti. Gli americani temono però che Ramius intenda attaccare il suolo statunitense, mentre i russi si preparano a reclamare la loro micidiale arma da guerra. Solo l’analista della CIA Jack Ryan può salvare il comandante, il suo equipaggio e le sorti del mondo.

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La Grande Bellezza

PREMIO OSCAR 2014 PER MIGLIOR FILM STRANIERO. PAOLO SORRENTINO E’ UNO DEI MAGNIFICI 8 REGISTI ITALIANI AD AVER VINTO IL PREMIO. GLI ALTRI 7 SONO: FEDERICO FELLINI, VITTORIO DE SICA, ELIO PETRI, UMBERTO BERTOLUCCI, GIUSEPPE TORNATORE, GABRIELE SALVATORES E ROBERTO BENIGNI L’UNICO VERO LIBRO DEL FILM. DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI. “Morbidamente adagiato su plaid costosi, come in una piccola Woodstock radical chic, il pubblico, dall’aria ostinatamente colta, siede e guarda. Tra questi, anche Jep Gambardella. Guarda, senza espressione, in direzione di un palco povero. Sormontato dalle antiche mura dell’acquedotto. C’è un fondale nero. Un muro di cemento grezzo di lato. In scena, una donna nuda e immobile. Ha cicatrici lungo tutto il corpo e il pube tinto che raffigura la bandiera dell’URSS. Due bambine vestite da angeli bianchi adagiano dolcemente una lunga seta bianca attorno al viso della donna. Le fasciano completamente la testa. Le bambine escono di scena. Ora la donna è sempre nuda, ma con la testa e il viso completamente fasciati. Non è Pirandello, piuttosto siamo nello sdrucciolevole mondo delle performances estreme. Infatti, la giovane si volta di novanta gradi e, senza guardare, perché non può guardare, prende una rincorsa da atleta e si scaraventa contro il muro di cemento dando una craniata inaudita nel muro che fa sobbalzare di stupore tutto il pubblico presente. Eccetto uno spettatore, Jep Gambardella.” La Grande Bellezza è una sceneggiatura scritta con la stessa verve e fantasia che Sorrentino aveva dimostrato nel suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, rivelazione del 2010, e nella sceneggiatura di This Must Be the Place, scritta a quattro mani con Umberto Contarello, David di Donatello per la migliore sceneggiatura nel 2012. Il protagonista, Jep Gambardella, è un giornalista acclamato e richiesto, affascinante sciupafemmine. Autore quarant’anni prima del romanzo L’apparato umano, Jep era stato osannato dalla critica e definito la nuova promessa della letteratura contemporanea. Ma gli anni passano e Gambardella non ha pubblicato altro non riuscendo a superare il blocco della pagina bianca. Per mascherare il suo fallimento letterario si erge ad arbiter elegantiarum apparentemente cinico e disilluso di una Roma sguaiata, tra feste, balli e improbabili performances. Finché un giorno…

PREMIO OSCAR 2014 PER MIGLIOR FILM STRANIERO. PAOLO SORRENTINO E’ UNO DEI MAGNIFICI 8 REGISTI ITALIANI AD AVER VINTO IL PREMIO. GLI ALTRI 7 SONO: FEDERICO FELLINI, VITTORIO DE SICA, ELIO PETRI, UMBERTO BERTOLUCCI, GIUSEPPE TORNATORE, GABRIELE SALVATORES E ROBERTO BENIGNI L’UNICO VERO LIBRO DEL FILM. DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI. “Morbidamente adagiato su plaid costosi, come in una piccola Woodstock radical chic, il pubblico, dall’aria ostinatamente colta, siede e guarda. Tra questi, anche Jep Gambardella. Guarda, senza espressione, in direzione di un palco povero. Sormontato dalle antiche mura dell’acquedotto. C’è un fondale nero. Un muro di cemento grezzo di lato. In scena, una donna nuda e immobile. Ha cicatrici lungo tutto il corpo e il pube tinto che raffigura la bandiera dell’URSS. Due bambine vestite da angeli bianchi adagiano dolcemente una lunga seta bianca attorno al viso della donna. Le fasciano completamente la testa. Le bambine escono di scena. Ora la donna è sempre nuda, ma con la testa e il viso completamente fasciati. Non è Pirandello, piuttosto siamo nello sdrucciolevole mondo delle performances estreme. Infatti, la giovane si volta di novanta gradi e, senza guardare, perché non può guardare, prende una rincorsa da atleta e si scaraventa contro il muro di cemento dando una craniata inaudita nel muro che fa sobbalzare di stupore tutto il pubblico presente. Eccetto uno spettatore, Jep Gambardella.” La Grande Bellezza è una sceneggiatura scritta con la stessa verve e fantasia che Sorrentino aveva dimostrato nel suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, rivelazione del 2010, e nella sceneggiatura di This Must Be the Place, scritta a quattro mani con Umberto Contarello, David di Donatello per la migliore sceneggiatura nel 2012. Il protagonista, Jep Gambardella, è un giornalista acclamato e richiesto, affascinante sciupafemmine. Autore quarant’anni prima del romanzo L’apparato umano, Jep era stato osannato dalla critica e definito la nuova promessa della letteratura contemporanea. Ma gli anni passano e Gambardella non ha pubblicato altro non riuscendo a superare il blocco della pagina bianca. Per mascherare il suo fallimento letterario si erge ad arbiter elegantiarum apparentemente cinico e disilluso di una Roma sguaiata, tra feste, balli e improbabili performances. Finché un giorno…

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La grammatica di Dio

Geko Godiva, il cane Boomerang, Firmino Rubirosa, Fifoni e il suo gatto, Alice, frate Zitto, la gallina Carmela, Orlando Paladini e Angelica Corato in Paladini, la strega Berenice, il terzino Poldo Galilei, il ladro Sospiro, l’Orco, Bah-Gay e Bah-Gayen, il leader dell’opposizione Velluto, Fiorenza, il fiammorgallo, Dodo e Nefertiti, la morte, Aline, la signora Amalia cornologa, il dottor Zero, zio Giovanni, la Iris, il generale Maganza, Antonio Vendifumo, don Carambola, Jessica, il signor Remo, Marasca e Amarena, il Serpente, Ermete Pavarini, la sarta Luciana, Leonnino, il geometra Zerillo, Rudy il Ramarro, l’indovina Amalia, Chantal e Tatiana, Mobius Benediktus, il maestro Mukpo, Vanessa, Crispino detto Cric, Kobal, Pinnamozza, il primario Frammassoni. Non vi basta? ‟Nella notte, quasi nel delirio, il signor Remo si destava e vedeva gli occhi spalancati e amorevoli del cane, e le lunghe orecchie dritte, come antenne. E sembrava dire: anche la morte morderò, padrone mio, se si avvicina a te. Nell’anima ormai riarsa del signor Remo, l’odio per quell’amore smisurato crebbe…” Il ‟libro del mondo” secondo Stefano Benni. Un comico, infernale ribollire di storie. Un circo di virtù e di nequizie. Il frastuono degli uomini e dei luoghi comuni. Il silenzio stellare che interroga tutti, eroi silenziosi e ciarlatani della sopravvivenza o del sopruso. Un filosofo greco l’ha detto: ‟Tra tutti gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria.”

(source: Bol.com)

Geko Godiva, il cane Boomerang, Firmino Rubirosa, Fifoni e il suo gatto, Alice, frate Zitto, la gallina Carmela, Orlando Paladini e Angelica Corato in Paladini, la strega Berenice, il terzino Poldo Galilei, il ladro Sospiro, l’Orco, Bah-Gay e Bah-Gayen, il leader dell’opposizione Velluto, Fiorenza, il fiammorgallo, Dodo e Nefertiti, la morte, Aline, la signora Amalia cornologa, il dottor Zero, zio Giovanni, la Iris, il generale Maganza, Antonio Vendifumo, don Carambola, Jessica, il signor Remo, Marasca e Amarena, il Serpente, Ermete Pavarini, la sarta Luciana, Leonnino, il geometra Zerillo, Rudy il Ramarro, l’indovina Amalia, Chantal e Tatiana, Mobius Benediktus, il maestro Mukpo, Vanessa, Crispino detto Cric, Kobal, Pinnamozza, il primario Frammassoni. Non vi basta? ‟Nella notte, quasi nel delirio, il signor Remo si destava e vedeva gli occhi spalancati e amorevoli del cane, e le lunghe orecchie dritte, come antenne. E sembrava dire: anche la morte morderò, padrone mio, se si avvicina a te. Nell’anima ormai riarsa del signor Remo, l’odio per quell’amore smisurato crebbe…” Il ‟libro del mondo” secondo Stefano Benni. Un comico, infernale ribollire di storie. Un circo di virtù e di nequizie. Il frastuono degli uomini e dei luoghi comuni. Il silenzio stellare che interroga tutti, eroi silenziosi e ciarlatani della sopravvivenza o del sopruso. Un filosofo greco l’ha detto: ‟Tra tutti gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria.”

(source: Bol.com)

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God breaker

Gli dèi esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi… Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l’agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro si ritrova coinvolto in una sfida grottesca: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Liàthan, antichissimo dio celta dalla morale ambigua e dalle ambizioni limitate non prende sul serio la minaccia. Ma dovrà ricredersi ben presto, quando Edwin – questo è il nome del ragazzo – mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo. Quest, urban fantasy, distopian: Godbreaker è molto più di questo. Luca Tarenzi è un costruttore di mondi che si svelano con potenza e ironia, raccontati con il ritmo rapido e martellante dei videogame; nelle sue metropoli (Amsterdam, Londra, Milano) si celano, sotto la sottile superficie del quotidiano, architetture cosmiche sconosciute agli umani, ma senza le quali l’intero universo crollerebbe miseramente, sbriciolandosi come una duna di sabbia. Un romanzo epico, pieno di colpi di scena e di personaggi memorabili a metà tra le atmosfere cupe e sognanti di American Gods e quelle crude e drammatiche di Hunger Games… ma con molto umorismo in più.

Gli dèi esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi… Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l’agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro si ritrova coinvolto in una sfida grottesca: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Liàthan, antichissimo dio celta dalla morale ambigua e dalle ambizioni limitate non prende sul serio la minaccia. Ma dovrà ricredersi ben presto, quando Edwin – questo è il nome del ragazzo – mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo. Quest, urban fantasy, distopian: Godbreaker è molto più di questo. Luca Tarenzi è un costruttore di mondi che si svelano con potenza e ironia, raccontati con il ritmo rapido e martellante dei videogame; nelle sue metropoli (Amsterdam, Londra, Milano) si celano, sotto la sottile superficie del quotidiano, architetture cosmiche sconosciute agli umani, ma senza le quali l’intero universo crollerebbe miseramente, sbriciolandosi come una duna di sabbia. Un romanzo epico, pieno di colpi di scena e di personaggi memorabili a metà tra le atmosfere cupe e sognanti di American Gods e quelle crude e drammatiche di Hunger Games… ma con molto umorismo in più.

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Giulio Cesare

Nato da una famiglia nobilissima ma di scarsi mezzi, imparentato con Gaio Mario, l’eroe dei democratici romani, Cesare fu artefice di una fulminante carriera politica: pontefice massimo, console e proconsole della Gallia Cisalpina, conquistatore di tutte le Gallie, nel 48 invase l’Italia costringendo Pompeo alla fuga e si autoproclamò prima dittatore e infine dittatore perpetuo. Quattro anni più tardi, alle idi di marzo del 44 a.C, veniva pugnalato a morte dai congiurati capeggiati da Bruto e Cassio. Giulio Cesare è figura chiave della storia di Roma: la sua vicenda mise fine alla Repubblica, la sua violenta scomparsa aprì la via al principato. In ogni caso il suo passaggio travolse e modificò profondamente le strutture politiche, sociali e culturali dell’antica Roma.

Nato da una famiglia nobilissima ma di scarsi mezzi, imparentato con Gaio Mario, l’eroe dei democratici romani, Cesare fu artefice di una fulminante carriera politica: pontefice massimo, console e proconsole della Gallia Cisalpina, conquistatore di tutte le Gallie, nel 48 invase l’Italia costringendo Pompeo alla fuga e si autoproclamò prima dittatore e infine dittatore perpetuo. Quattro anni più tardi, alle idi di marzo del 44 a.C, veniva pugnalato a morte dai congiurati capeggiati da Bruto e Cassio. Giulio Cesare è figura chiave della storia di Roma: la sua vicenda mise fine alla Repubblica, la sua violenta scomparsa aprì la via al principato. In ogni caso il suo passaggio travolse e modificò profondamente le strutture politiche, sociali e culturali dell’antica Roma.

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Il giorno dei morti – L’autunno del commissario Ricciardi

“La prosa di de Giovanni possiede certamente un invidiabile ritmo, tipico del genere; pure è tornita, pulita, ricca di chiaroscuri e sottigliezze. Guarda insomma a Simenon, al Chandler più intimista.” la Repubblica Il quarto e più complicato giallo da risolvere del Commissario Ricciardi, il romanzo più complesso ed emozionante di Maurizio de Giovanni Il commissario Ricciardi è il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilità e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. A non tutti piace questa sua capacità che si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. Certo Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un’abilità divinatoria che lo inserisce quasi in una categoria stregonesca. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte ai misteri di certi crimini. Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino. Ricciardi è allertato e parte subito con la ricerca degli indizi. È un’indagine che però nasce in nefaste condizioni. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Non è il caso di distogliere l’attenzione e a Ricciardi viene sottratta la pratica. Al giovane e coraggioso commissario toccherà indagare in modo clandestino, ma soprattutto dovrà indagare senza alcun indizio perché nel luogo del delitto, per la prima volta non viene avvertita alcuna voce. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono oppure quel bambino non è stato ucciso lì? Maurizio de Giovanni torna con la sua voce inconfondibile e le atmosfere di una Napoli ipnotica e affascinante al quarto romanzo sul commissario che di storia in storia conquista e avvince sempre più lettori. Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Ha scritto Il senso del dolore (Fandango Libri 2007), La condanna del sangue (Fandango Libri 2008), Il posto di ognuno (Fandango Libri 2009). La serie del commissario Ricciardi è stata già venduta in Germania e in Francia
**
### Sinossi
“La prosa di de Giovanni possiede certamente un invidiabile ritmo, tipico del genere; pure è tornita, pulita, ricca di chiaroscuri e sottigliezze. Guarda insomma a Simenon, al Chandler più intimista.” la Repubblica Il quarto e più complicato giallo da risolvere del Commissario Ricciardi, il romanzo più complesso ed emozionante di Maurizio de Giovanni Il commissario Ricciardi è il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilità e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. A non tutti piace questa sua capacità che si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. Certo Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un’abilità divinatoria che lo inserisce quasi in una categoria stregonesca. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte ai misteri di certi crimini. Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino. Ricciardi è allertato e parte subito con la ricerca degli indizi. È un’indagine che però nasce in nefaste condizioni. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Non è il caso di distogliere l’attenzione e a Ricciardi viene sottratta la pratica. Al giovane e coraggioso commissario toccherà indagare in modo clandestino, ma soprattutto dovrà indagare senza alcun indizio perché nel luogo del delitto, per la prima volta non viene avvertita alcuna voce. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono oppure quel bambino non è stato ucciso lì? Maurizio de Giovanni torna con la sua voce inconfondibile e le atmosfere di una Napoli ipnotica e affascinante al quarto romanzo sul commissario che di storia in storia conquista e avvince sempre più lettori. Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Ha scritto Il senso del dolore (Fandango Libri 2007), La condanna del sangue (Fandango Libri 2008), Il posto di ognuno (Fandango Libri 2009). La serie del commissario Ricciardi è stata già venduta in Germania e in Francia

“La prosa di de Giovanni possiede certamente un invidiabile ritmo, tipico del genere; pure è tornita, pulita, ricca di chiaroscuri e sottigliezze. Guarda insomma a Simenon, al Chandler più intimista.” la Repubblica Il quarto e più complicato giallo da risolvere del Commissario Ricciardi, il romanzo più complesso ed emozionante di Maurizio de Giovanni Il commissario Ricciardi è il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilità e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. A non tutti piace questa sua capacità che si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. Certo Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un’abilità divinatoria che lo inserisce quasi in una categoria stregonesca. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte ai misteri di certi crimini. Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino. Ricciardi è allertato e parte subito con la ricerca degli indizi. È un’indagine che però nasce in nefaste condizioni. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Non è il caso di distogliere l’attenzione e a Ricciardi viene sottratta la pratica. Al giovane e coraggioso commissario toccherà indagare in modo clandestino, ma soprattutto dovrà indagare senza alcun indizio perché nel luogo del delitto, per la prima volta non viene avvertita alcuna voce. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono oppure quel bambino non è stato ucciso lì? Maurizio de Giovanni torna con la sua voce inconfondibile e le atmosfere di una Napoli ipnotica e affascinante al quarto romanzo sul commissario che di storia in storia conquista e avvince sempre più lettori. Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Ha scritto Il senso del dolore (Fandango Libri 2007), La condanna del sangue (Fandango Libri 2008), Il posto di ognuno (Fandango Libri 2009). La serie del commissario Ricciardi è stata già venduta in Germania e in Francia
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### Sinossi
“La prosa di de Giovanni possiede certamente un invidiabile ritmo, tipico del genere; pure è tornita, pulita, ricca di chiaroscuri e sottigliezze. Guarda insomma a Simenon, al Chandler più intimista.” la Repubblica Il quarto e più complicato giallo da risolvere del Commissario Ricciardi, il romanzo più complesso ed emozionante di Maurizio de Giovanni Il commissario Ricciardi è il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilità e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. A non tutti piace questa sua capacità che si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. Certo Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un’abilità divinatoria che lo inserisce quasi in una categoria stregonesca. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte ai misteri di certi crimini. Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino. Ricciardi è allertato e parte subito con la ricerca degli indizi. È un’indagine che però nasce in nefaste condizioni. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Non è il caso di distogliere l’attenzione e a Ricciardi viene sottratta la pratica. Al giovane e coraggioso commissario toccherà indagare in modo clandestino, ma soprattutto dovrà indagare senza alcun indizio perché nel luogo del delitto, per la prima volta non viene avvertita alcuna voce. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono oppure quel bambino non è stato ucciso lì? Maurizio de Giovanni torna con la sua voce inconfondibile e le atmosfere di una Napoli ipnotica e affascinante al quarto romanzo sul commissario che di storia in storia conquista e avvince sempre più lettori. Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Ha scritto Il senso del dolore (Fandango Libri 2007), La condanna del sangue (Fandango Libri 2008), Il posto di ognuno (Fandango Libri 2009). La serie del commissario Ricciardi è stata già venduta in Germania e in Francia

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I giorni della gloria

Anche in questo romanzo capeggiano le indimenticabili figure di Caio Mario e Lucio Cornelio Silla. Intorno a loro l’autrice innalza e anima un’intera città, faro di civiltà e al tempo stesso ricettacolo di corruzione. Una Roma in espansione, qui magistralmente e fedelmente descritta, è lo sfondo di questa avvincente epopea di amore e infedeltà, di avvelenamenti e tradimenti.

Anche in questo romanzo capeggiano le indimenticabili figure di Caio Mario e Lucio Cornelio Silla. Intorno a loro l’autrice innalza e anima un’intera città, faro di civiltà e al tempo stesso ricettacolo di corruzione. Una Roma in espansione, qui magistralmente e fedelmente descritta, è lo sfondo di questa avvincente epopea di amore e infedeltà, di avvelenamenti e tradimenti.

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Giorni d’amore e inganno

Paula, aspirante scrittrice, Manuela, realizzata e sicura di sé , Victoria, docente di chimica e Susy giovane americana dal passato familiare traumatico. Quattro donne in un labirinto senza uscita. Tra riflessione e ironia Alicia Giménez-Bartlett non è mai scontata o prevedibile e riesce a trasformare un tema eternamente attuale in un racconto magistrale.

Paula, aspirante scrittrice, Manuela, realizzata e sicura di sé , Victoria, docente di chimica e Susy giovane americana dal passato familiare traumatico. Quattro donne in un labirinto senza uscita. Tra riflessione e ironia Alicia Giménez-Bartlett non è mai scontata o prevedibile e riesce a trasformare un tema eternamente attuale in un racconto magistrale.

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Giorgio Napolitano

A Napoli, al liceo Umberto I, durante la guerra, Giorgio Napolitano studia con Raffaele La Capria, Francesco Compagna, Antonio Ghirelli, Giuseppe Patroni Griffi, Francesco Rosi, Maurizio Barendson, Rosellina Balbi. A Padova, dove è sfollato con la famiglia, incontra illustri accademici come Manara Valgimigli e Concetto Marchesi. E questa la temperie culturale che spinge il giovane Napolitano a scegliere la lotta antifascista e ad avvicinarsi al Partito comunista, in cui farà la gavetta nelle sezioni locali prima di essere eletto alla Camera nel 1953. In questa accurata biografia, Paolo Franchi racconta la profonda vocazione politica che ha condotto Giorgio Napolitano a condividere e indirizzare il travaglio del suo partito, fino a diventare un esempio indiscusso di autorità morale e politica, anche nella crisi economica e istituzionale che stiamo attraversando.

A Napoli, al liceo Umberto I, durante la guerra, Giorgio Napolitano studia con Raffaele La Capria, Francesco Compagna, Antonio Ghirelli, Giuseppe Patroni Griffi, Francesco Rosi, Maurizio Barendson, Rosellina Balbi. A Padova, dove è sfollato con la famiglia, incontra illustri accademici come Manara Valgimigli e Concetto Marchesi. E questa la temperie culturale che spinge il giovane Napolitano a scegliere la lotta antifascista e ad avvicinarsi al Partito comunista, in cui farà la gavetta nelle sezioni locali prima di essere eletto alla Camera nel 1953. In questa accurata biografia, Paolo Franchi racconta la profonda vocazione politica che ha condotto Giorgio Napolitano a condividere e indirizzare il travaglio del suo partito, fino a diventare un esempio indiscusso di autorità morale e politica, anche nella crisi economica e istituzionale che stiamo attraversando.

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Il gioco della vita (e come giocarlo)

Questo è un libro meraviglioso. Ricchissimo di esempi pratici e di testimonianze vere, ti fa comprendere con semplicità e delicatezza come funziona il linguaggio della mente e come utilizzarlo per ottenere salute, felicità e piena realizzazione di sé. L’autrice, coniugando la propria straordinaria esperienza e competenza con la magica semplicità delle sue parole, ci spiega come vivere al meglio e partecipare con consapevolezza e felicità al Gioco della Vita. La vita è il gioco tra noi e la legge universale che tutto regola: l’Amore. Ciascuno di noi è unico e ha un posto ben definito nel mondo, ed esiste una sola regola nel gioco: amarsi reciprocamente. La felicità può essere raggiunta solo abbandonando le credenze errate che nascono dalla paura: solo in questo modo ogni attimo della vità potrà essere vissuto con gioia, ricchezza, felicità, gratitudine e perfetta realizzazione di sé. “È importante ribadire che ogni malattia e infelicità provengono da una violazione della legge dellamore. Vi do un nuovo comandamento: amatevi l’un laltro. Amore e benevolenza sono il segreto del Gioco della Vita. “Il vero amore è disinteressato e libero dalla paura. Esso si riversa sull’oggetto d’amore senza chiedere niente indietro. L’Amore è Dio in manifestazione, ed è la più potente forza magnetica dell’universo. Il puro, disinteressato amore attira a sé ciò che gli è proprio.” “Ogni evento nella nostra vita, ogni persona che incontriamo, sono un messaggio divino per noi. Non odiamo, malediciamo o condanniamo il messaggero, benediciamolo e ringraziamolo. E ogni bene verrà a noi.” (L’autrice) L’autrice Florence Scovel Shinn nacque nel 1871 nel New Jersey, in gioventù si trasferì a Philadelphia per studiare all’accademia di belle arti dove conobbe il marito, l’artista Everett Shinn. Florence Scovel Shinn è tra gli esponenti più importanti della corrente del Nuovo Pensiero e le sue opere, in particolare “Il Gioco della Vita”, hanno influenzato il pensiero di illustri studiosi. Louise Hay, la famosa autrice di testi sul pensiero positivo, ha più volte citato l’opera di Florence Scovel Shinn come punto di partenza del proprio pensiero.
(source: Bol.com)

Questo è un libro meraviglioso. Ricchissimo di esempi pratici e di testimonianze vere, ti fa comprendere con semplicità e delicatezza come funziona il linguaggio della mente e come utilizzarlo per ottenere salute, felicità e piena realizzazione di sé. L’autrice, coniugando la propria straordinaria esperienza e competenza con la magica semplicità delle sue parole, ci spiega come vivere al meglio e partecipare con consapevolezza e felicità al Gioco della Vita. La vita è il gioco tra noi e la legge universale che tutto regola: l’Amore. Ciascuno di noi è unico e ha un posto ben definito nel mondo, ed esiste una sola regola nel gioco: amarsi reciprocamente. La felicità può essere raggiunta solo abbandonando le credenze errate che nascono dalla paura: solo in questo modo ogni attimo della vità potrà essere vissuto con gioia, ricchezza, felicità, gratitudine e perfetta realizzazione di sé. “È importante ribadire che ogni malattia e infelicità provengono da una violazione della legge dellamore. Vi do un nuovo comandamento: amatevi l’un laltro. Amore e benevolenza sono il segreto del Gioco della Vita. “Il vero amore è disinteressato e libero dalla paura. Esso si riversa sull’oggetto d’amore senza chiedere niente indietro. L’Amore è Dio in manifestazione, ed è la più potente forza magnetica dell’universo. Il puro, disinteressato amore attira a sé ciò che gli è proprio.” “Ogni evento nella nostra vita, ogni persona che incontriamo, sono un messaggio divino per noi. Non odiamo, malediciamo o condanniamo il messaggero, benediciamolo e ringraziamolo. E ogni bene verrà a noi.” (L’autrice) L’autrice Florence Scovel Shinn nacque nel 1871 nel New Jersey, in gioventù si trasferì a Philadelphia per studiare all’accademia di belle arti dove conobbe il marito, l’artista Everett Shinn. Florence Scovel Shinn è tra gli esponenti più importanti della corrente del Nuovo Pensiero e le sue opere, in particolare “Il Gioco della Vita”, hanno influenzato il pensiero di illustri studiosi. Louise Hay, la famosa autrice di testi sul pensiero positivo, ha più volte citato l’opera di Florence Scovel Shinn come punto di partenza del proprio pensiero.
(source: Bol.com)

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Il gioco del serial killer

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DEL NUOVO ROMANZO Una grande autrice di gialli italiani Un caso da risolvere In una Napoli semideserta a causa delle vacanze, uno spietato serial killer ha preso di mira giovani donne. Le violenta, le tortura, le uccide e poi le abbandona in zone poco trafficate. La Polizia brancola nel buio e Andrea, che indaga sugli omicidi, è a corto di indizi. L’unica possibilità per risolvere il caso sembra essere quella di esporsi in prima persona, di fare da esca sperando che l’assassino abbocchi…Diana LamaVive a Napoli, è medico specialista in Chirurgia del cuore e grossi vasi e lavora come ricercatrice universitaria. I suoi romanzi (Rossi come lei, Premio Alberto Tedeschi; Solo tra ragazze; La sirena sotto le alghe; Il circo delle meraviglie) sono tradotti in Francia, Germania, Russia e Canada. Ha pubblicato molti racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in USA e Gran Bretagna. Di recente una sua short story è stata pubblicata sul prestigioso «Ellery Queen Mystery Magazine». È fondatrice e presidente di Napolinoir, l’associazione dei giallisti napoletani, e creatrice del Premio letterario per ragazzi ParoleinGiallo.

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DEL NUOVO ROMANZO Una grande autrice di gialli italiani Un caso da risolvere In una Napoli semideserta a causa delle vacanze, uno spietato serial killer ha preso di mira giovani donne. Le violenta, le tortura, le uccide e poi le abbandona in zone poco trafficate. La Polizia brancola nel buio e Andrea, che indaga sugli omicidi, è a corto di indizi. L’unica possibilità per risolvere il caso sembra essere quella di esporsi in prima persona, di fare da esca sperando che l’assassino abbocchi…Diana LamaVive a Napoli, è medico specialista in Chirurgia del cuore e grossi vasi e lavora come ricercatrice universitaria. I suoi romanzi (Rossi come lei, Premio Alberto Tedeschi; Solo tra ragazze; La sirena sotto le alghe; Il circo delle meraviglie) sono tradotti in Francia, Germania, Russia e Canada. Ha pubblicato molti racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in USA e Gran Bretagna. Di recente una sua short story è stata pubblicata sul prestigioso «Ellery Queen Mystery Magazine». È fondatrice e presidente di Napolinoir, l’associazione dei giallisti napoletani, e creatrice del Premio letterario per ragazzi ParoleinGiallo.

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Il gioco (Romanzi Hot Secrets)

I gusti sessuali di Sophie sono sempre stati, come dire… selvaggi, è questa la parola giusta. Ed è una delle cose che il suo fidanzato ama di lei. Adora quel suo essere così priva di inibizioni, quel suo donarsi in ogni centimetro di pelle. Solo una parte del suo corpo non appartiene del tutto a Lloyd: il cuore. Per conquistarlo, Lloyd le propone un gioco: ogni settimana metterà a punto diverse sfide ad alto tasso erotico. Se Sophie non riuscirà a superarle, o si tirerà indietro, dovrà finalmente decidersi ad andare a vivere con lui. In un vortice sempre più intenso di sensazioni ed emozioni, Sophie cerca di capire cosa la soddisfa. Cosa vuole. E se Lloyd fa davvero parte dei suoi desideri. Il gioco si fa forse troppo pericoloso per lui… Visti i contenuti espliciti se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.

I gusti sessuali di Sophie sono sempre stati, come dire… selvaggi, è questa la parola giusta. Ed è una delle cose che il suo fidanzato ama di lei. Adora quel suo essere così priva di inibizioni, quel suo donarsi in ogni centimetro di pelle. Solo una parte del suo corpo non appartiene del tutto a Lloyd: il cuore. Per conquistarlo, Lloyd le propone un gioco: ogni settimana metterà a punto diverse sfide ad alto tasso erotico. Se Sophie non riuscirà a superarle, o si tirerà indietro, dovrà finalmente decidersi ad andare a vivere con lui. In un vortice sempre più intenso di sensazioni ed emozioni, Sophie cerca di capire cosa la soddisfa. Cosa vuole. E se Lloyd fa davvero parte dei suoi desideri. Il gioco si fa forse troppo pericoloso per lui… Visti i contenuti espliciti se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.

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Il giardino dei Finzi-Contini

Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come Il giardino dei Finzi-Contini, un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, fondendole in un meccanismo letterario perfetto e struggente. Un narratore senza nome ci guida tra i suoi ricordi d’infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull’Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell’età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl… Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come Il giardino dei Finzi-Contini, un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, fondendole in un meccanismo letterario perfetto e struggente. Un narratore senza nome ci guida tra i suoi ricordi d’infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull’Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell’età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl… Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

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Ghiaccio-nove

Uno scrittore decide di scrivere un libro sul giorno in cui è stata sganciata su Hiroshima la prima bomba atomica. Si intitola Il giorno in cui il mondo finì ed è centrato sull’idea di descrivere cosa stessero facendo alcuni scienziati nucleari nell’esatto momento in cui avveniva la catastrofe. Attraverso una corrispondenza con i tre figli dell’ormai defunto Felix Hoenniker, il premio Nobel che ha costruito la bomba, lo scrittore descrive il suo ritratto. Apprendiamo così che, proprio in quel giorno fatale, il dottor Hoenniker era riuscito a risolvere un gioco che lo stava impegnando da un bel po’ e che la notte della sua morte, avvenuta anni dopo, stava trafficando in cucina con dei pezzetti di ghiaccio: aveva trovato il modo per far ghiacciare l’acqua ad alte temperature. Questa sua invenzione è, in realtà, un’arma micidiale, capace di congelare ogni forma di vita sulla Terra. I tre figli cercheranno di utilizzare quest’ultima scoperta paterna. Ognuno imbocca la sua strada. Scoprire cosa faranno delle loro vite costituisce la seconda parte del romanzo. Salutato al suo apparire, nel 1963, da Graham Greene come “uno dei tre migliori romanzi dell’anno scritto dal più bravo scrittore vivente”, Ghiaccio-Nove è l’opera di Vonnegut più letta e amata dalle giovani generazioni. È un libro che contesta quasi ogni aspetto della nostra società attraverso la parodia e l’artificio che, visto il mondo apparentemente privo di senso in cui ci muoviamo, sembra essere uno dei pochi modi con cui descriverlo.

Uno scrittore decide di scrivere un libro sul giorno in cui è stata sganciata su Hiroshima la prima bomba atomica. Si intitola Il giorno in cui il mondo finì ed è centrato sull’idea di descrivere cosa stessero facendo alcuni scienziati nucleari nell’esatto momento in cui avveniva la catastrofe. Attraverso una corrispondenza con i tre figli dell’ormai defunto Felix Hoenniker, il premio Nobel che ha costruito la bomba, lo scrittore descrive il suo ritratto. Apprendiamo così che, proprio in quel giorno fatale, il dottor Hoenniker era riuscito a risolvere un gioco che lo stava impegnando da un bel po’ e che la notte della sua morte, avvenuta anni dopo, stava trafficando in cucina con dei pezzetti di ghiaccio: aveva trovato il modo per far ghiacciare l’acqua ad alte temperature. Questa sua invenzione è, in realtà, un’arma micidiale, capace di congelare ogni forma di vita sulla Terra. I tre figli cercheranno di utilizzare quest’ultima scoperta paterna. Ognuno imbocca la sua strada. Scoprire cosa faranno delle loro vite costituisce la seconda parte del romanzo. Salutato al suo apparire, nel 1963, da Graham Greene come “uno dei tre migliori romanzi dell’anno scritto dal più bravo scrittore vivente”, Ghiaccio-Nove è l’opera di Vonnegut più letta e amata dalle giovani generazioni. È un libro che contesta quasi ogni aspetto della nostra società attraverso la parodia e l’artificio che, visto il mondo apparentemente privo di senso in cui ci muoviamo, sembra essere uno dei pochi modi con cui descriverlo.

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Fuori e dentro il borgo

Quando torna al borgo, il cantante trova Virus e Savana, Spiura e Genova, Pluto e Cosmo, Cico, Tondo e il Condor, e Athos “prugna”, il boss del liscio, come dire l’altra faccia della musica (e della cultura) popolare di questa incredibile terra “tra la via Emilia e il West”; ma trova anche finalmente i ritmi per concentrarsi su se stesso. Si tratta dell’esordio narrativo dell’artista: c’é il cantante che si scopre “narratore delle pianure”, ma anche il musicista di successo che si racconta dietro le quinte. E poi: riflessioni sotto forma di poesia, i testi delle canzoni che più e meglio si amalgamano col clima di questo retroterra, Elvis, i Rem, Pier Vittorio Tondelli.

Quando torna al borgo, il cantante trova Virus e Savana, Spiura e Genova, Pluto e Cosmo, Cico, Tondo e il Condor, e Athos “prugna”, il boss del liscio, come dire l’altra faccia della musica (e della cultura) popolare di questa incredibile terra “tra la via Emilia e il West”; ma trova anche finalmente i ritmi per concentrarsi su se stesso. Si tratta dell’esordio narrativo dell’artista: c’é il cantante che si scopre “narratore delle pianure”, ma anche il musicista di successo che si racconta dietro le quinte. E poi: riflessioni sotto forma di poesia, i testi delle canzoni che più e meglio si amalgamano col clima di questo retroterra, Elvis, i Rem, Pier Vittorio Tondelli.

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