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I magnifici 7 capolavori della letteratura erotica

DIDEROT, Thérèse PhilosopheCLELAND, Fanny Hill. Memorie di una donna di piacereSADE, La filosofia nel boudoirHOFFMANN, Suor MonikaMUSSET, GamianiANONIMO, La mia vita segretaAPOLLINAIRE, Le undicimila vergheSaggio introduttivo e cura di Riccardo ReimEdizioni integraliSette fra i più celebri romanzi condannati per secoli a giacere dimenticati negli “inferni” delle biblioteche, sette libri “maledetti” e sovversivi appartenenti a quel filone sotterraneo (ma assolutamente non “minore”) che conobbe i suoi momenti aurei soprattutto nella Francia da Luigi XIV a Luigi XVI, nell’Inghilterra vittoriana e nella Germania del XIX secolo; libri in cui il corpo diviene libero e provocatorio protagonista, facendosi beffe di ogni ipocrisia, sfidando a viso aperto il potere e il bigottismo, svelando – spesso con caustica ironia – l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro e rimosso della società. Dai fremiti di Diderot con Thérèse Philosophe al celeberrimo Fanny Hill di John Cleland, dalle efferatezze della Filosofia nel boudoir di Sade agli “eccessi” diffamatori di Musset (che scrisse Gamiani contro George Sand), dalle piccanti confessioni di un Anonimo vittoriano alle grottesche, deliranti scurrilità delle Undicimila verghe di Apollinaire, il lettore riscoprirà pagine che ancora oggi sorprendono per la loro forza e la loro totale irriverenza.

La magnifica felicità imperfetta

«Quando all’estero mi chiedono quale sia il profumo dell’India io non ho dubbi. È il gelsomino. Quando vivevo in strada, come voi, il profumo che mi era più familiare era un altro. Molti la chiamerebbero puzza. È l’odore della miseria di cui tutti hanno paura. Anche questo per me, oltre al gelsomino, è il profumo dell’India». Può un giovanissimo lanciacacca cambiare il mondo? A sette anni Rakesh diventa uno dei tanti bambini che vivono per la strada a Delhi, e il suo mestiere (più ‘pulito’ che rubare) è lanciare escrementi sui piedi dei turisti per conto di un lustrascarpe. Ma lui ha un piano diverso: è determinato, sa leggere e scrivere, e ha per amico un baba, un saggio guru che gli fa da guida con i suoi consigli… La storia spumeggiante di un ragazzo che si riscatta dalla miseria, ma anche un omaggio sentito e toccante all’India. Un canto d’amore carico di umanità, di ironia e di speranza.

Il magnate

Londra, 1826 – Lady Catherine Montfort, splendida ereditiera del bel mondo londinese, è ormai in età da marito. Suo padre intende accasarla al più presto, e i pretendenti si fanno avanti a frotte per assicurarsi il suo cuore e l’ingente patrimonio del Duca di Montfort. Ma Catherine, caparbia e ribelle, non vuole rinunciare alla libertà. Quando però l’affascinante magnate americano John Raven, alla ricerca di una moglie altolocata per essere introdotto nei circoli dell’alta società, le propone un matrimonio di convenienza, l’indipendente fanciulla coglie al volo quella che le sembra la migliore occasione per sbarazzarsi degli insistenti corteggiatori e accetta, ignara delle conseguenze.

Le macchine infernali (Urania)

Dopo aver dato due seguiti al ciclo di Blade Runner e aver esplorato un futuro alla H.G. Wells nella Notte dei Morlock, K.W. Jeter ci trasporta nella Londra del XIX secolo, la madre di tutte le città della fantascienza. E a Londra vive George Downer, che un giorno eredita lo stranissimo negozio di suo padre. Un negozio di ordigni meccanici che nessuno sa esattamente a cosa servano, finché arriva uno sconosciuto con una macchina ancora più sbalorditiva da riparare… e una moneta inesistente per saldare il conto. Da qui prende le mosse il romanzo più movimentato di Jeter, considerato in tutto il mondo come un capolavoro dell’avventura steampunk.

La macchina morbida

Il mondo che molti identificano con gli scenari di “Blade Runner” era già stato disegnato anni prima, e con più venefiche insinuazioni, da William Burroughs, soprattutto nella Macchina morbida. È un mondo intermedio fra l’organico e l’inorganico, dove la droga – ogni sorta di droga – costituisce il collante universale, e la paranoia, con la sua inclinazione a trovare in tutto – e in primo luogo nella mente dei singoli come della società – qualche perverso agente di controllo, costituisce la lingua franca, l’unica in cui personaggi larvali sono in grado di intendersi. Ma quel che fa la grandezza di Burroughs è la precisione di ciò che vede, l’individuazione tenace dell’immagine. Una precisione grazie alla quale la sua prosa si sottrae a quella genericità che minaccia tanta parte della science fiction. A suo modo, Burroughs è un narratore verista, uno Zola dei rifiuti metropolitani, che non si dedica alla saga dei Rougon-Macquart ma a quella dell’ispettore Lee e della Polizia della Nova oltre che delle forze oscure serpeggianti nel pianeta. “La macchina morbida” – secondo volume di una tetralogia che comprende, oltre a “Pasto nudo”, “The Ticket That Exploded” e “Nova Express”, entrambi di prossima pubblicazione – ha conosciuto più versioni: la prima è apparsa a Parigi nel 1961, la seconda a New York nel 1966, e la terza, su cui si fonda questa traduzione, a Londra nel 1968.

Ma le stelle quante sono

“Sarebbe bello se la vita fosse come le crêpes, che puoi farcire come ti pare” C’è una generazione fatta di sms, gavettoni, crêpes alla nutella, professori frustrati; c’è la voglia di essere ascoltati e di giudicare la vita, gli adulti, l’ingiustizia. Ci sono Carlo e Alice: stessa classe e, a volte, stesso banco. Lui è meravigliosamente imbranato, senza modelli da incarnare, senza maschere. Lei si sente diversa, non omologata, è uno spirito critico e, al contempo, una sognatrice. Il loro cuore è ancora poco addestrato, bravissimo a sbagliare. E così Alice casca tra le braccia di Giorgio, nascosto e intrigante. Carlo si lascia sedurre da Ludovica, la classica ragazza facile che sa il fatto suo. Diciotto anni. Due ragazzi si affacciano su un mondo adulto che capiscono poco, tanto più se la scuola, la famiglia e gli amici si mettono di mezzo… Ma le stelle quante sono è un romanzo senza peli sulla lingua, schietto, diretto, una freccia che va dritta al bersaglio. Una partita di ping-pong sentimentale. Con una bella ventata di romanticismo. Un libro a due facce. A due sessi. A due voci. Per un amore solo.

I lupi del Calla. La torre nera

Rumore di passi sul Sentiero del Vettore. Roland, l’ultimo cavaliere di un mondo che è “andato avanti”, e il suo bizzarro seguito – il giovane Jake, Eddie e sua moglie Susannah – cercano di raggiungere la Torre per arrestare il disfacimento della realtà e il suo annullamento nel caos. Ma attraversando le foreste del Calla, una regione del Medio-Mondo, si imbattono nella tragedia di una piccola comunità rurale sfinita dalle incursioni di un nemico ignoto e spaventoso. Non sono infatti predoni comuni quelli che scendono dalle alture circostanti, ma creature dal muso di lupo che assaltano le case con armi invincibili seminando morte e distruzione. E portandosi via i bambini, ai quali, prima di restituirli, fanno qualcosa di orribile.

La lunga notte di Berlino

Berlino 1995. Tony e Hardy, atterrati in Germania da poche ore, sono gli emissari di una potente famiglia della malavita newyorkese, i Franchise. Sono lì per “soccorrere” il clan turco regolando alcuni conti in sospeso con i russi – che, senza più lo spartiacque tra Est e Ovest, hanno ormai messo le mani dappertutto. Nelle intenzioni del cartello statunitense, dovrebbe trattarsi di una faccenda da sistemare in pochi giorni. Ma gli interessi in gioco sono troppi perché qualcuno possa permettersi di chiudere la partita così rapidamente. Benvenuti a Potsdamer Platz: uno dei più grandi cantieri europei degli anni Novanta, simbolo di quella Berlino che dopo la caduta del Muro, in piena trasformazione economica, si è fatta terreno fertile per le nuove forme di crimine organizzato. La spedizione punitiva dei due killer americani -lucido e preciso Tony, brutale e animalesco Hardy – finisce per lasciare sul tappeto il corpo esangue di una ragazzina di quattordici anni, figlia del boss russo. Sta per iniziare una sanguinaria catena di ritorsioni per il controllo del giro di appalti statali. In Tony nel frattempo qualcosa si è rotto. Vagando irrequieto per i locali notturni berlinesi ha incontrato Monica, giovane studentessa di medicina capace di sciogliergli dentro tutta una serie di ricordi dolorosi… Ma non è l’ora dei tentennamenti: attorno a lui si sta scatenando una vera e propria resa dei conti finale, fatta di agguati e crudeli vendette.

La lunga notte del dottor Galvan

Giovane medico di guardia al pronto soccorso di un grande ospedale parigino, Gerard Galvan non tiene alla carriera: vuole che sul suo ideale biglietto da visita (vera ossessione del brav’uomo) trovi finalmente spazio il proprio nome e la qualifica: Fondatore della società francese dei medici d’urgenza. Solo la notte al pronto soccorso (soprattutto la domenica e quando c’è la luna piena) un medico è veramente medico. Quando la dedizione coincide con il dare conforto. Così racconta Galvan a un suo interlocutore contro il bizzarro fondale di un’autofficina. Racconta della domenica in cui molti anni prima, fra crisi di asma e arti spappolati, era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che, interpellato, sapeva solo ripetere: ‟Non mi sento tanto bene”. Questo è l’inizio della folle notte del dottor Galvan. Salvare quell’uomo, impedire che muoia, questa diventa la sua missione. Peccato che a ogni sintomo e a ogni diagnosi facciano seguito un nuovo sintomo e una nuova diagnosi. Il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d’urgenza a risolvere uno dopo l’altro crisi acute di ogni genere: occlusione intestinale, esplosione della vescica, attacco epilettico, attacco cardiaco. Viene anche convocato il luminare prossimo alla pensione ma ancora in grado di mettere in soggezione gli ex allievi. ‟Non mi sento tanto bene” ripete il paziente e il vecchio luminare lo dà per spacciato. La notte è lunga. Rimasto accanto al suo letto, Galvan si addormenta e al mattino il malato non c’è più. è morto? è sparito? Dove è stato portato? Galvan non sa neppure come si chiama. Nessuno lo sa. Colpo di teatro numero uno: il malato riappare. Colpo di teatro numero due: le cose che dirà e farà il paziente saranno per il buon Galvan la fine di un sogno. Ritmo frenetico, battute a raffica, brevi quadri delineati con umorismo feroce. Ironico, affettuoso e appena venato da un’ombra di amarezza, come nei migliori Malaussène.La lunga notte del dottor Galvan è anche uno spettacolo teatrale di Giorgio Gallione per il Teatro dell’Archivolto, in scena a partire dal novembre 2005. Protagonista Neri Marcorè.

La Lunga estate calda del commissario Charitos

Quando un gruppo di terroristi si impossessa di un traghetto con trecento passeggeri a bordo, il commissario Charitos capisce subito che non sarà un caso come gli altri: su quella nave c’è sua figlia Caterina. Inizia così un’indagine che mette con le spalle al muro Charitos, che questa volta deve stare a guardare impotente mentre l’indagine è affidata alla squadra antiterrorismo. Intanto, ad Atene, un efferato serial killer, un vecchio colonnello torturatore, semina morti nel mondo corrotto della pubblicità. Un intrigo di crimine, politica e mass media rivela una città tentacolare e piena di insidie, in cui Charitos si muove con rigore e la sua proverbiale ironia, alla ricerca del filo rosso che leghi tra loro i delitti che insanguinano le notti ateniesi. Con La lunga estate calda del commissario Charitos, Petros Markaris ci offre un altro dei suoi gialli al calor bianco, per lasciarci ancora una volta senza fiato, in corsa insieme a lui per individuare il bandolo di una ingarbugliata matassa noir. Non c’è da meravigliarsi: il “Montalbano greco” è di nuovo fra noi. “ C’è la Marsiglia di Jean-Claude Izzo, c’è il mio Montalbano e c’è la Grecia di Markaris. Questo è stato il grosso passo in avanti fatto fare al romanzo giallo.” Andrea Camilleri
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### Sinossi
Quando un gruppo di terroristi si impossessa di un traghetto con trecento passeggeri a bordo, il commissario Charitos capisce subito che non sarà un caso come gli altri: su quella nave c’è sua figlia Caterina. Inizia così un’indagine che mette con le spalle al muro Charitos, che questa volta deve stare a guardare impotente mentre l’indagine è affidata alla squadra antiterrorismo. Intanto, ad Atene, un efferato serial killer, un vecchio colonnello torturatore, semina morti nel mondo corrotto della pubblicità. Un intrigo di crimine, politica e mass media rivela una città tentacolare e piena di insidie, in cui Charitos si muove con rigore e la sua proverbiale ironia, alla ricerca del filo rosso che leghi tra loro i delitti che insanguinano le notti ateniesi. Con La lunga estate calda del commissario Charitos, Petros Markaris ci offre un altro dei suoi gialli al calor bianco, per lasciarci ancora una volta senza fiato, in corsa insieme a lui per individuare il bandolo di una ingarbugliata matassa noir. Non c’è da meravigliarsi: il “Montalbano greco” è di nuovo fra noi. “ C’è la Marsiglia di Jean-Claude Izzo, c’è il mio Montalbano e c’è la Grecia di Markaris. Questo è stato il grosso passo in avanti fatto fare al romanzo giallo.” Andrea Camilleri

La luna fredda

In una gelida notte di dicembre, sotto una luna piena che brilla nel cielo nero di New York, l’Orologiaio, un temibile killer ossessionato dal tempo che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica, colpisce due volte a poche ore di distanza. Come firma degli omicidi lascia uno strano orologio, con le fasi lunari disegnate sul quadrante, e un messaggio minaccioso. Ad aiutare il criminalista Lincoln Rhyme, sulla scena dell’inchiesta compare un’inattesa quanto provvidenziale alleata: l’agente speciale Kathryn Dance, esperta nell’interpretazione del linguaggio non verbale durante gli interrogatori. Nonostante Rhyme si mostri scettico sull’attendibilità delle testimonianze e Kathryn nutra poca fiducia sulle prove fornite dai rilievi effettuati, l’identità del serial killer comincia a prendere forma e si fa sempre più concreta l’ipotesi del suo coinvolgimento nella preparazione di un atroce attentato.

Lucia a Londra

La tranquilla cittadina di Riseholme, nell’annoiata provincia inglese degli anni Venti ha una sua regina carismatica e indiscussa, l’impareggiabile Lucia. Lucia divide le sue giornate tra tè con la sua fedele corte di amiche, pettegolezzi, concertini domestici, fin quando un evento giunge inaspettato a sconvolgere la sua esistenza: una grossa eredità. Lucia abbandona allora Riseholm per trasferirsi nel quartiere più esclusivo di Londra, iniziando la sua scalata all’alta società: tra contesse, principi e artisti sbruffoni, Lucia, dopo una serie di esilaranti avventure, diventa la beniamina dell’aristocrazia londinese, o almeno così crede lei… Divertente, lucido, impietoso: Lucia a Londra ci rivela un grande scrittore e segna l’apoteosi della più irresistibile eroina comica del secolo.

Lucernario

“Essere spettatori non serve. Presenziare equivale a essere morti”L’azione si svolge a Lisbona a metà del XX secolo, in un palazzo di un quartiere popolare non meglio identificato dove vivono sei famiglie. Su questa scena si animano personaggi minati da tristezza e rimpianto le cui esistenze paiono ravvivarsi solo per l’improvvisa eco di un concerto di musica classica trasmesso alla radio, che per un attimo riapre il mondo al bagliore della bellezza; o per l’instancabile elaborazione delle strategie, fatte di piccole ipocrisie e compromessi, con cui si tenta di fugare la minaccia dell’indigenza o di realizzare le aspirazioni conformiste della piccola borghesia. Un universo circoscritto di mantenute, mogli tradite e dolenti, uomini sconfitti dalla vita che hanno rinunciato al futuro a cui fanno da contrappunto gli inserti del diario di una giovane sognatrice, vittima di una vicenda dalla morbosità inaspettata, o ancora le pagine di grande letteratura disseminate di lunghe citazioni; ma soprattutto, gli ideali del protagonista Abel, giovane intellettuale libertario. Profondamente legato alla tradizione del grande romanzo russo da un lato e alla coeva generazione dei neorealisti portoghesi dall’altro, Lucernario mostra evidenti le qualità che caratterizzano il corpus di Saramago: profondo scavo psicologico dei personaggi, grande respiro narrativo, capacità di catturare l’attenzione del lettore. Finalmente pubblicato il grande romanzo perduto di José Saramago.

I love Chanel

EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI A NOI DONNE PIACE IL ROSSO Un’autrice da oltre 100.000 copie Dall’autrice del bestseller Via Chanel N°5 Étienne si è finalmente innamorato, proprio di lei. Dopo tante delusioni, il vero amore sembra essere arrivato e Rebecca è pronta a trasferirsi a Parigi per raggiungere l’uomo della sua vita. La aspettano una lussuosa casa, un entusiasmante lavoro come wedding planner e un’eccitante convivenza. Fasciata nei suoi impeccabili tubini, in bilico sui tacchi a spillo, la moderna Coco, ormai sicura di sé e follemente innamorata, è pronta ad affrontare il futuro radioso che la attende. Ma cosa succede se all’improvviso, quando tutto sembra filare liscio, un ingombrante passato si riaffaccia nella vita di Étienne? E se quel passato, per giunta, ha le sembianze di ragazza bruna che indossa una taglia 38, è elegante e ha l’aria da attrice francese di cinema muto? Come se non bastasse, Coco si trova anche alle prese con un insistente e bellissimo corteggiatore e con un padre che dopo anni cerca di riconquistare il suo affetto. Tra soste in pasticcerie che profumano di croissant, brindisi in suggestivi bistrot in compagnia di Élodie e chiacchiere con gli amici fidati, ancora una volta Coco proverà a realizzare il suo sogno d’amore. Perché niente e nessuno potrà convincerla del contrario: il vero lieto fine deve essere per sempre. Il suo stile ha conquistato tutti. La sua classe ha scalato le classifiche. Dopo il bestseller Via Chanel N°5 ritorna l’autrice più alla moda dell’anno! «Se a fare da filo conduttore sono gli aforismi della Chanel, quello che ne esce è un bel manuale di sopravvivenza per ragazze. […] Una storia che parla di amori e moda, traslochi e sogni, ambizioni e amicizia.» ttL – La Stampa «Cercando l’amore, sotto la protezione di Coco Chanel. Daniela Farnese racconta di una trentenne che sopravvive alle tempeste sentimentali. Grazie al tubino e ai fulminanti aforismi di “Mademoiselle”.» Il Venerdì di Repubblica «Single ma non troppo, intelligente ma con ironia. È la protagonista di Via Chanel N°5, romanzo d’amore, moda e gioielli.» Corriere della Sera Tre cose non passano mai di moda: il tubino nero, il rossetto rosso e il vero amoreDaniela Farnese

London Angel

Si ritrovano a Londra, si abbracciano, si siedono in un pub, bevono. Senza vergogna ricordano. Due scrittori, uno bianco e uno nero, con allegria e il cuore in mano, alla ricerca di che cosa significhi davvero “amicizia”. Un racconto inedito, pensato e scritto dall’autore per la collana Zoom.

La loggia nera dei veggenti

Qual è la missione dell’esercito segreto del Terzo Reich?Dopo il successo di La cattedrale dell’AnticristoIl nuovo grande thriller di Fabio DelizzosÈ l’esercito segreto del Terzo ReichLa sua missione è cambiare il futuroMentre nel pieno della seconda guerra mondiale le nazioni sono impegnate a combattere su tutti i fronti, alcuni agenti segreti specializzati nello spionaggio psichico si danno la caccia senza tregua. Una cellula misteriosa, il Panopticon, ha una missione ai limiti dell’impossibile: scoprire se la Wunderwaffe, l’“arma meravigliosa” dei nazisti, esiste davvero, e impossessarsene. Nel frattempo a Roma, uno scrittore costretto a guadagnarsi da vivere come sensitivo si trova suo malgrado coinvolto in questa pericolosa guerra di spie. Si chiama Lio Rol, e a causa dell’esplosione di una mina ha dimenticato molte, troppe cose. Persino di avere una sorella. Ma chi è davvero Lio Rol? Cosa lega sua sorella Sibylla all’Ordine delle SS? Cosa c’entrano i giganti della Bibbia con la bomba atomica, gli dèi sumeri con Atlantide, un romanzo ottocentesco inglese con la loggia nera che opera segretamente nel Terzo Reich? Lio dovrà mettere da parte la macchina da scrivere e cercare una risposta a tutte queste domande. E dovrà trovarla in fretta, se vorrà salvare non solo la propria vita, ma il mondo intero.Una cellula spionistica sta per introdursi nel cuore del Terzo ReichIl mondo non sarà più lo stessoFabio DelizzosÈ nato a Torino nel 1969 e vive a Roma. Per la Newton Compton ha già pubblicato con grande successo i romanzi La setta degli alchimisti e La cattedrale dell’Anticristo.