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Non dite alla mamma che faccio la segretaria

Dimenticate tutti i cliché sul porno. Non come ve lo immaginate. E neppure come se lo immagina Debora, studentessa squattrinata ma mutuo-munita, che si ritrova per caso a fare la segretaria a Diva Futura, la mitica agenzia delle più famose pornostar italiane: Moana, Cicciolina, Milly D’Abbraccio, Eva Henger. Tanto è per poco, si dice. Continuerà a ripeterselo per nove anni, durante i quali le viene chiesto di fare di tutto: nutrire di topi il pitone del capo, accompagnare le stelline in giro per locali, dare loro lezioni di guida, scrivere lettere (e rispondersi) alle riviste a luci rosse. Di tutto, tranne spogliarsi o finire sul set. Tra provini di attori più o meno dotati, telefonate di affezionati maniaci e burrascose fughe dalla polizia, trascorre gli anni più liberi, felici e divertenti della sua vita. E assiste all’epoca d’oro del porno italiano, quando le star erano più famose dei calciatori e finivano in Parlamento… Su quel circo regna incontrastato Riccardo Schicchi, un piccolo (per statura) grande (per talento) genio, con i suoi innamoramenti folli e ostinati, con il glorioso ed enorme telefonino Nec P3 sempre in tasca, capace di trasformare qualsiasi cosa – anche il suo coma diabetico – in un evento da paparazzare, ma fedele a un rigoroso codice d’onore: Amorali sì, immorali mai. Una storia autobiografica, divertente come “Il diario di Bridget Jones”, eccessiva e malinconica come un film di Almodvar, brillante come “Il diavolo veste Prada”. Ma con meno vestiti.

Non avere paura dei libri

"Sono qui per raccontarvi la storia della meravigliosa metamorfosi del libro che avete tra le mani. Questo è un libro speciale, per numerose ragioni. Inizio a dirvene tre. Perché al suo interno contiene innumerevoli libri. Perché è il memoir di un lettore incantato che, sogno dopo sogno, ferita dopo ferita, da bambino si trasforma in uomo adulto. Perché ha il potere di ricordarci – ridendo di gioia, piangendo di commozione, gridando con forza che noi non siamo solo ciò che mangiamo: siamo anche quello che leggiamo (e quindi bisognerebbe fare attenzione a ciò che si legge come si fa per il cibo che si mette in bocca). Siamo tutte le vite dei personaggi che abbiamo amato. Nel nostro sangue scorrono brani di libri." (Chicca Gagliardo)

Il nido dei calabroni

Un imprendibile serial killer, che si firma marchiando le sue vittime con la vernice arancione, sta terrorizzando la citt&agrave di Charlotte. Toccher&agrave a Virginia West, energico vicecapo della polizia cittadina, il compito di fermarlo.Un nuovo indimenticabile personaggio dalla scrittrice che ha dato vita a Kay Scarpetta.

Nero di luna

«Metà ghost story, metà noir. Da leggere.»la Repubblica su Nero di lunaEmilio Bettazzi, giovane scrittore di Firenze, va ad abitare in una grande casa di campagna che un suo caro amico, prima di morire, aveva preso in affitto. È convinto che su quelle bellissime colline del Chianti riuscirà a scrivere un romanzo. Ma fin dai primi giorni gli succedono strane cose. Sente le voci concitate di un litigio provenire da una villa che, a detta di tutti, è abbandonata da anni per via di una vecchia e terribile tragedia. Vede nella notte una sagoma umana mezza nuda che corre nei campi. E scopre che da tempo ci sono delle stragi di galline e conigli che nessuno sa spiegare, nemmeno i carabinieri. Spinto dalla curiosità ma anche dal desiderio di capire, e forse a suo modo di risarcire i fragili personaggi coinvolti nella vicenda, Emilio cerca di venire a capo di quei misteri, facendo domande, raccogliendo storie, scrutando volti e gesti, fino a spingersi di notte dentro la villa e nei boschi. Quello che scoprirà lo lascerà sbalordito, ma lo legherà per sempre a quei luoghi.

Nelle mani di Dio

Mai accettare passaggi dagli sconosciuti, ma nemmeno dai colleghi, soprattutto se fai il poliziotto. È quanto si ripete l’ispettore Ferraro la sera che si ritrova per caso invischiato in un caso di omicidio. È il delitto che tutti hanno sognato almeno una volta nella vita: la vittima è la maestra di matematica. Ed è un delitto dalla soluzione quasi scontata: la scuola milanese in cui è avvenuto si trova al confine tra il quartiere “bianco” di Città Studi e quello “colorato” di via Padova. Fin troppo chiaro dove vada cercato il colpevole. Per tutti, tranne che per Ferraro, che a quella zona “colorata” appartiene: tra un bar cinese e un capannone islamico, va invece a caccia di una verità inattesa. E la trova… Gianni Biondillo mette in scena un ispettore Ferraro in splendida forma, che si muove tra un piccolo mondo scolastico sapientemente descritto nelle sue nevrosi e una Milano complessa, umana, piena di sorprese.

Nel segreto dei codici

Abbazia di Mont Saint-Michel, 1449. È mezzanotte, Alessandra d’Ascoli viene bruscamente svegliata da un monaco. Uno dei confratelli è stato assassinato. Alessandra è figlia illegittima di un inquisitore, grande erudita e contessa del Patrimonium Petri. Confidente e fiduciaria del papa, è stata inviata da lui al monastero con il compito di trovare il testamento di Satana, una reliquia che i monaci stanno cercando in ogni modo di nascondere. Eppure acume, cultura e coraggio non le impediscono di diventare un capro espiatorio perfetto per la violenza che si sta scatenando tra quelle mura. Ma gli omicidi non si fermano, e intorno ai corpi ogni volta si scorgono misteriosi segni tracciati con il sangue. Sono vittime di una maledizione del passato? Non appena l’abbazia viene separata dal resto del mondo da una violenta tempesta, comincia una lotta drammatica che sembra obbedire a un’unica legge: chiunque cerchi il testamento di Satana deve morire.

(source: Bol.com)

Nel segno della pecora

Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** Un giovane agente pubblicitario, abbandonato dalla moglie che lo trova «noioso», vede sconvolta la sua rassicurante monotonia da un compito bizzarro e quasi impossibile che gli viene affidato da un losco individuo: deve ritrovare una pecora. Ha poco tempo e non può rifiutare. Unico indizio: la pecora ha una macchia a forma di stella sulla schiena. Inizia cosí un’avventura lungo un Giappone fiabesco, grottesco e surreale, accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali. Nel segno della pecora è il romanzo che definisce la poetica di Murakami: uno scenario onirico in cui il quotidiano diventa surreale, scandito da una playlist di capolavori della musica, alla ricerca di un ovino ma in realtà di un senso della vita. C’è un posto per la pecora di Murakami in una ipotetica «arca letteraria», insieme allo scarafaggio di Kafka, i maiali di Orwell, l’elefante di Saramago e Moby Dick.

Nel letto del capitano

La sfortuna di lei.Chloe Winton non avrebbe mai pensato di cominciare la sua luna di miele tra i conti da pagare invece che tra i confetti. E da sola per di più! Ma il suo viscido ex l’ha lasciata all’altare e, visto che oltretutto era anche il suo capo, insieme all’amore ha perso pure il lavoro. Unica nota positiva, la crociera su uno yacht di lusso che doveva rappresentare l’inizio della sua vita coniugale e invece le servirà per sbollire la rabbia al sole della California.La fortuna di lui.Il capitano Jack McCullough non ama mescolare affari e piacere, ma come può lasciare la sensuale Chloe tutta sola? Lei è decisa a godersi la settimana sull’oceano e lui potrà offrirle qualche stuzzicante diversivo per passare il tempo… sotto coperta.

Nel bosco

Fin dove possiamo vedere la nostra felicità? Fino a che punto possiamo conoscerla? Nel bosco (The Woodlanders, 1887), è forse il più struggente tra i romanzi di Hardy per intensità espressiva e sentimentale. Hardy contrappone con maestria due modelli di vita: lesistenza semplice e dignitosa dei boscaioli e dei contadini e quella raffinata e artificiosa dei personaggi di alto lignaggio. Il contrasto è inevitabile ma profondo: e la giovane Grace, la protagonista, è il punto di luce e di improvviso ardore tra gli uni e gli altri, tra la felicità e la disperazione. L’opera non si risolve comunque in una parabola morale intorno ai limiti delle nostre scelte. Possiede il fascino della maggiore letteratura dell’Ottocento: la grazia di uno stile acuto e piacevole, la forza di un’eccezionale tensione narrativa.

La natura

Lucrezio canta la filosofia di Epicuro come verità liberatrice. La liberazione – da immaginazioni, desideri e timori vani (soprattutto degli dèi e della morte) – culmina nella felicità. Per raggiungere questo fine, mezzo primario è la conoscenza della natura. La natura è il tutto infinito. Consta di atomi e di vuoto. Gli atomi si muovono incessantemente per due generi di movimenti: costruttivi e distruttivi. La natura non ha una finalità antropocentrica; ma la condizione umana non è tragica: è drammatica: comporta possibilità di scelte e di esiti diversi. La poesia di Lucrezio svolge il pensiero in visione, spaziando fra l’infinito e l’infinitesimo, con vivido afflato.
(source: Bol.com)

La narrazione

Nella prima parte del testo si forniscono le coordinate generali della narrazione letteraria e una prima definizione degli strumenti di analisi del testo narrativo. Nella seconda parte – grazie all’impiego di esempi di alcuni classici del genere romanzo – si definiscono in particolare alcuni tra i principali dispositivi e strumenti narrativi. Il testo ha il pregio di illustrare l’essenziale delle tecniche di costruzione e analisi del testo letterario, fornendo un utile e interessante strumento di base per studenti e docenti in cerca di una prima definizione della materia narratologica.
(source: Bol.com)

La musica di Pitagora. La nascita del pensiero scientifico

Benché Pitagora e il suo famoso teorema siano universalmente noti, sulla sua vita, il suo pensiero e la storia della scuola da lui fondata le notizie sono vaghe. Ciò si deve in larga misura all’atmosfera di segretezza che avvolgeva il suo circolo. La scoperta fondamentale attribuita ai pitagorici è l’intuizione che alla base della natura ci sono relazioni matematiche e che l’universo è razionale. Tale assunto, nonostante la varietà delle interpretazioni, ha dato un importante contributo allo sviluppo scientifico, fornendo strumenti e stimoli a Copernico, Galileo e Keplero, ed è sopravvissuto in qualche forma fino a oggi. Kitty Ferguson restituisce ora nuova vita a uno dei più misteriosi sapienti dell’antichità.

Multiversum – 2. Memoria

Alex, Jenny e Marco hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire perdersi nelle infinite strade del Multiverso. Ora, però, non sanno come uscire da Memoria, una dimensione mentale, non meno chiusa di una gabbia, nella quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine della loro civiltà, una nuova Era comincia sul pianeta Terra. Ma in che modo si possono usare i ricordi per fuggire da Memoria e scampare all’eterna condanna? Quali segreti disseppelliti dal passato permetteranno loro di risvegliarsi nel futuro?

I morti lo sanno

Baltimora, USA: una donna rimasta coinvolta in un incidente stradale fa una strana rivelazione. Dichiara di punto in bianco di essere Heather Bethany, una delle due sorelle adolescenti scomparse da un centro commerciale nel 1975. La donna sa molte cose di Heather, e quanto afferma appare plausibile, ma c’è qualcosa in lei che rende increduli. Trent’anni fa, Heather e Sunny Bethany svanirono completamente nel nulla. I loro corpi non furono mai ritrovati e a lungo, sulla stampa dell’intero paese e sulla bocca degli abitanti di Baltimora, risuonò la domanda: com’è possibile che due ragazzine possano sparire da un supermercato affollato una domenica pomeriggio senza lasciare tracce e senza che nessuno le abbia viste sparire? Nel caso furono coinvolti in varia misura un agente di polizia, un assistente sociale, un avvocato e un detective che vengono immediatamente convocati al cospetto della sedicente Heather Bethany per appurare la veridicità del suo racconto. Ognuno dei personaggi in gioco nella passata e nell’attuale vicenda ha da nascondere qualcosa.
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La morte amica

Marie De Hennezel ha scritto la cronaca commovente e per nulla triste delle lunghe ore da lei trascorse accanto ai malati terminali. Un libro che ci insegna, attraverso toccanti testimonianze, a non avere paura della morte: grandi lezioni di vita da chi sta per morire.
(source: Bol.com)

Morte a Dublino

L’irlandese O’Donovan sa come si scrive un gialloLe indagini del detective MulcahyUn affare di droga andato male. Una ragazza scomparsaUn assassino a piede liberoE solo cinque giorni per venirne a capoSiobhan Fallon, un’agguerrita e intraprendente giornalista, sta scrivendo un pezzo sull’ennesima vittima della crisi economica: Cormac Horgan, giovane immobiliarista che non ha retto al fallimento della sua azienda, si è buttato giù da un ponte e l’ha fatta finita.Sembra una storia piatta, priva di mordente, ma all’improvviso viene fuori un dettaglio inquietante: Horgan aveva da poco ripreso a frequentare un’ex fidanzata e della ragazza, da quando lui è morto, si sono perse le tracce. Siobhan, insospettita, si rivolge al detective Mike Mulcahy per chiedergli aiuto, e i due vengono catapultati in un mondo di bugie, tradimenti e inaspettate alleanze: c’è un legame tra il misterioso suicidio, la morte di un narcotrafficante ritiratosi in Spagna e la scomparsa di un grosso carico di cocaina al largo delle coste irlandesi. Il terreno su cui Siobhan e Mulcahy si stanno inoltrando è irto di pericoli e il conto dei cadaveri è destinato ad aumentare…«Un thriller mozzafiato, scritto magistralmente.» The Times«O’Donovan sa come si scrive un giallo.»Sunday Times Ireland«Un libro appassionante, con una trama complessa, grande senso del ritmo e personaggi assolutamente fuori dall’ordinario.»Irish Independent«Il bello viene quando il lettore cerca di capire il nesso tra le due indagini che si intrecciano, sforzandosi di capire a che punto confluiranno in un’unica storia.»The Daily TelegraphGerard O’DonovanHa viaggiato a lungo e ha vissuto tra Madrid e Vienna prima di stabilirsi a Bristol e iniziare la carriera di giornalista e critico televisivo. Collabora, tra gli altri, con il «Sunday Times» e il «Daily Telegraph». Dopo Il crocifisso, edito in Italia dalla Newton Compton, Morte a Dublino è il secondo romanzo con il detective Mike Mulcahy come protagonista.