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99 coses que hem d’aniquilar si volem ser independents

99 idees que us faran recargolar de riure fins a pixar ratafia! Jair Domínguez, amb la destral a l’espatlla i el boli BIC (cristal) a la mà, amb grans dosis d’humor, ironia i molta mala bava, assenyala a tort i a dret, dóna raons i raona capricis. 99 aniquilaments que no deixaran cap titella al guinyol ni cap pallasso al circ. Val més que us agafi confessats! La bruixa d’or, el fuet, el gintònic, Duran i Lleida, Barcelona World, Iniesta, La Roja, Messi, Pere Navarro, Díaz Ferran…

99 idees que us faran recargolar de riure fins a pixar ratafia! Jair Domínguez, amb la destral a l’espatlla i el boli BIC (cristal) a la mà, amb grans dosis d’humor, ironia i molta mala bava, assenyala a tort i a dret, dóna raons i raona capricis. 99 aniquilaments que no deixaran cap titella al guinyol ni cap pallasso al circ. Val més que us agafi confessats! La bruixa d’or, el fuet, el gintònic, Duran i Lleida, Barcelona World, Iniesta, La Roja, Messi, Pere Navarro, Díaz Ferran…

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La morte di Eva

Hanno lavorato anni, i due fratelli Filden, per recuperare il più favoloso gioiello della tomba di Shira. E ora lo conservano con la massima cura, in una sala che ritengono inaccessibile a qualunque ladro. Diabolik non ci crede, naturalmente. Ma perfino lui va incontro a una brutta sorpresa…

Hanno lavorato anni, i due fratelli Filden, per recuperare il più favoloso gioiello della tomba di Shira. E ora lo conservano con la massima cura, in una sala che ritengono inaccessibile a qualunque ladro. Diabolik non ci crede, naturalmente. Ma perfino lui va incontro a una brutta sorpresa…

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Dylan Dog n. 316: Blacky

Le apparizioni di un cavallo fantasma portano Dylan Dog all’ippodromo di Londra dove, per svelare l’orribile verità a lungo celata, l’Old Boy dovrà ricostruire i tragici avvenimenti che molti anni prima hanno portato alla ingiusta fine di Blacky, campione delle piste, ucciso al termine della sua più difficile competizione… quella che lo vedeva sfidare la morte!

Le apparizioni di un cavallo fantasma portano Dylan Dog all’ippodromo di Londra dove, per svelare l’orribile verità a lungo celata, l’Old Boy dovrà ricostruire i tragici avvenimenti che molti anni prima hanno portato alla ingiusta fine di Blacky, campione delle piste, ucciso al termine della sua più difficile competizione… quella che lo vedeva sfidare la morte!

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DIABOLIK n. 233: Il crimine non ha confini

Un imprevisto dopo l’altro: banditi sanguinari, tenacissimi inseguitori, una furiosa tormenta … Ma Diabolik non cambia idea. Mai ammetterà che quei rubini-occhi dell’elefante sacro siano davvero maledetti.

Un imprevisto dopo l’altro: banditi sanguinari, tenacissimi inseguitori, una furiosa tormenta … Ma Diabolik non cambia idea. Mai ammetterà che quei rubini-occhi dell’elefante sacro siano davvero maledetti.

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DIABOLIK n. 231: Condanna a morte

Aveva due sole passioni: la collezione di monete antiche e Alessandra, grande amore della sua vita. Quando perde entrambe, il mite Tussèn si trasforma in giudice furibondo e spietato. E la sua sentenza è senza appello.

Aveva due sole passioni: la collezione di monete antiche e Alessandra, grande amore della sua vita. Quando perde entrambe, il mite Tussèn si trasforma in giudice furibondo e spietato. E la sua sentenza è senza appello.

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DIABOLIK (162): Astuzia Infernale

È lì, è splendido. Diabolik infrange la vetrina per afferrarlo, ma il favoloso zaffiro da 100 carati… non c’è! Ginko vede il suo eterno nemico in fuga. Lo insegue per catturarlo, ma Diabolik… non c’è! Cosa è vero e cosa è falso in questa incredibile gara di astuzia?

È lì, è splendido. Diabolik infrange la vetrina per afferrarlo, ma il favoloso zaffiro da 100 carati… non c’è! Ginko vede il suo eterno nemico in fuga. Lo insegue per catturarlo, ma Diabolik… non c’è! Cosa è vero e cosa è falso in questa incredibile gara di astuzia?

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DIABOLIK (140): L’Ombra Nell’ombra

La duchessa Clarissa Belver è furiosa. Anche dall’aldilà, il marito continua a impedirle di mettere le mani sui favolosi gioielli di famiglia. Ma la sua rabbia diventerebbe terrore, se conoscesse la spaventosa verità che si cela in quel crepaccio sul monte Ghelb.

La duchessa Clarissa Belver è furiosa. Anche dall’aldilà, il marito continua a impedirle di mettere le mani sui favolosi gioielli di famiglia. Ma la sua rabbia diventerebbe terrore, se conoscesse la spaventosa verità che si cela in quel crepaccio sul monte Ghelb.

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Terra

Il nostro pianeta è stato osservato da molte angolazioni. I grandi esploratori europei ne hanno disegnato il volto, gli astronauti hanno visto la famosa ‘biglia blu’, i fisici ne hanno immaginato l’inizio, Darwin ha descritto come sono andate le cose per la vita che ospita.

Marco Ciardi ripercorre la storia del pianeta con gli occhi della nostra cultura scientifica, attraversando discipline ed epoche, in un viaggio davvero globale. Mauro Capocci, ”Le Scienze”

L’avvincente storia raccontata da Ciardi è la storia delle immagini della terra che la scienza nel tempo ha imposto e continua a imporre al senso comune, spazzando via il mito e le credenze della fisica ingenua. Ma è anche la storia di quella idea ‘emozionale’ della terra, non meno incantata dell’idea del cielo quando a essa si aggiunga un senso di appartenenza (dalla terra nasciamo e in terra torniamo) o di approdo sicuro. Alessandro Pagnini, ”Il Sole 24 Ore”

A partire dalla nascita della scienza moderna nel 1600, Marco Ciardi racconta il modo in cui è cambiata l’idea della Terra nel mondo occidentale e di come, a sua volta, essa abbia modificato il ruolo dell’umanità sul pianeta e il suo rapporto con l’ambiente e le risorse naturali. Ricco di curiosità e di accostamenti sorprendenti, il libro è un brillante esempio di divulgazione scientifica.
(source: Bol.com)

Il nostro pianeta è stato osservato da molte angolazioni. I grandi esploratori europei ne hanno disegnato il volto, gli astronauti hanno visto la famosa ‘biglia blu’, i fisici ne hanno immaginato l’inizio, Darwin ha descritto come sono andate le cose per la vita che ospita.

Marco Ciardi ripercorre la storia del pianeta con gli occhi della nostra cultura scientifica, attraversando discipline ed epoche, in un viaggio davvero globale. Mauro Capocci, ”Le Scienze”

L’avvincente storia raccontata da Ciardi è la storia delle immagini della terra che la scienza nel tempo ha imposto e continua a imporre al senso comune, spazzando via il mito e le credenze della fisica ingenua. Ma è anche la storia di quella idea ‘emozionale’ della terra, non meno incantata dell’idea del cielo quando a essa si aggiunga un senso di appartenenza (dalla terra nasciamo e in terra torniamo) o di approdo sicuro. Alessandro Pagnini, ”Il Sole 24 Ore”

A partire dalla nascita della scienza moderna nel 1600, Marco Ciardi racconta il modo in cui è cambiata l’idea della Terra nel mondo occidentale e di come, a sua volta, essa abbia modificato il ruolo dell’umanità sul pianeta e il suo rapporto con l’ambiente e le risorse naturali. Ricco di curiosità e di accostamenti sorprendenti, il libro è un brillante esempio di divulgazione scientifica.
(source: Bol.com)

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Te Lo Leggo Nella Mente

Che cos’è il mentalismo? Un insieme di capacità paranormali o il risultato di raffinate tecniche dipsicologia manipolativa? Quando assistiamo alle intuizioni del protagonista della serie TV The Mentalist, oppure vediamo all’opera ‘illusionisti’ famosi, come Dynamo o Derren Brown, abbiamo l’impressione che leggano davvero nella mente. Mariano Tomatis, uno dei maggiori esperti di quest’arte misteriosa, ha deciso di spiegare cos’è il mentalismo, ma soprattutto – per la prima volta – di offrire a tutti un metodo pratico per impararlo. Lungo un percorso articolato in sei livelli, ci rivela i segreti meglio custoditi e le tecniche dei grandi. Il mentalista è molto più di un mago o un prestigiatore. È un seduttore sopraffino, che padroneggia carisma, abilità narrativa, introspezione psicologica, comunicazione non verbale e molto altro per ingannare i nostri sensi e farci rimanere a bocca aperta. Non è solo questione di talento. ”Te lo leggo nella mente” insegna un metodo per stupire gli altri ma anche per acquisire un diverso sguardo sul mondo. Il mentalismo, infatti, va oltre il semplice intrattenimento spettacolare: è un mezzo di espressione che ha molti punti in comune con l’arte e la creatività. Lasciamoci dunque guidare in questo viaggio intrigante verso l’ignoto. E alla fine… sapremo.
(source: Bol.com)

Che cos’è il mentalismo? Un insieme di capacità paranormali o il risultato di raffinate tecniche dipsicologia manipolativa? Quando assistiamo alle intuizioni del protagonista della serie TV The Mentalist, oppure vediamo all’opera ‘illusionisti’ famosi, come Dynamo o Derren Brown, abbiamo l’impressione che leggano davvero nella mente. Mariano Tomatis, uno dei maggiori esperti di quest’arte misteriosa, ha deciso di spiegare cos’è il mentalismo, ma soprattutto – per la prima volta – di offrire a tutti un metodo pratico per impararlo. Lungo un percorso articolato in sei livelli, ci rivela i segreti meglio custoditi e le tecniche dei grandi. Il mentalista è molto più di un mago o un prestigiatore. È un seduttore sopraffino, che padroneggia carisma, abilità narrativa, introspezione psicologica, comunicazione non verbale e molto altro per ingannare i nostri sensi e farci rimanere a bocca aperta. Non è solo questione di talento. ”Te lo leggo nella mente” insegna un metodo per stupire gli altri ma anche per acquisire un diverso sguardo sul mondo. Il mentalismo, infatti, va oltre il semplice intrattenimento spettacolare: è un mezzo di espressione che ha molti punti in comune con l’arte e la creatività. Lasciamoci dunque guidare in questo viaggio intrigante verso l’ignoto. E alla fine… sapremo.
(source: Bol.com)

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Novecento (Universale economica)

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.
**
### Recensione
**Novecento, magia e paura della vita**
*Gaia Berruto*, Tuttolibri – La Stampa
«Un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce». Così **Baricco** descrive il suo primo testo teatrale. Un monologo di sessanta pagine che ci porta a solcare l’oceano centinaia di volte per seguire le rotte del Virginian, piroscafo che fra le due guerre fa da spola tra Vecchio e Nuovo Mondo.
Il Virginian è un’imbarcazione come tante altre, con marinai, camerieri, banda e folle di ogni genere a bordo. Ma sopra di lei si consuma una storia fuori dal comune, la storia di Novecento: il pianista nato, cresciuto e morto senza mai toccare con piede la terraferma. Il pianista sull’Oceano. La storia di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento è la storia di un uomo legato al suo destino. Osservandola con gli occhi di un passeggero, la sua vita appare romantica: un uomo e la sua barca, un uomo e il suo pianoforte, un uomo e la sua vita, che si arricchisce a ogni viaggio con nuovi incontri ma che è, in fin dei conti, sempre uguale. Prevedibile. Finita.
Novecento diviene presto una leggenda: per i marinai, per i passeggeri, per il mondo della terraferma lui è il più grande. Ma cosa c’è dentro Novecento? Nel suo modo di suonare, che è poi il suo modo di vivere, Novecento non ha eguali. Ma cosa c’è dentro Novecento? Dietro la leggenda, dietro la magia, dietro l’Oceano, cosa resta? Resta la paura. La paura di un uomo davanti all’immensità della vita, alla molteplicità della strade, alla sterminatezza dei paesaggi. In fondo questa è la vita di ognuno: altalena fra «la voglia di scendere/la paura di farlo» (pag. 58). Novecento arriva al terzo gradino della scaletta, osserva la terraferma che si allunga davanti ai suoi occhi e poi risale a bordo. Paura. Segreta paura trasformata in pubblica magia. Ecco la genialità di Novecento: «Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. (…) i desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati». (p. 58) 
### Sinossi
Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.
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### Recensione
**Novecento, magia e paura della vita**
*Gaia Berruto*, Tuttolibri – La Stampa
«Un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce». Così **Baricco** descrive il suo primo testo teatrale. Un monologo di sessanta pagine che ci porta a solcare l’oceano centinaia di volte per seguire le rotte del Virginian, piroscafo che fra le due guerre fa da spola tra Vecchio e Nuovo Mondo.
Il Virginian è un’imbarcazione come tante altre, con marinai, camerieri, banda e folle di ogni genere a bordo. Ma sopra di lei si consuma una storia fuori dal comune, la storia di Novecento: il pianista nato, cresciuto e morto senza mai toccare con piede la terraferma. Il pianista sull’Oceano. La storia di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento è la storia di un uomo legato al suo destino. Osservandola con gli occhi di un passeggero, la sua vita appare romantica: un uomo e la sua barca, un uomo e il suo pianoforte, un uomo e la sua vita, che si arricchisce a ogni viaggio con nuovi incontri ma che è, in fin dei conti, sempre uguale. Prevedibile. Finita.
Novecento diviene presto una leggenda: per i marinai, per i passeggeri, per il mondo della terraferma lui è il più grande. Ma cosa c’è dentro Novecento? Nel suo modo di suonare, che è poi il suo modo di vivere, Novecento non ha eguali. Ma cosa c’è dentro Novecento? Dietro la leggenda, dietro la magia, dietro l’Oceano, cosa resta? Resta la paura. La paura di un uomo davanti all’immensità della vita, alla molteplicità della strade, alla sterminatezza dei paesaggi. In fondo questa è la vita di ognuno: altalena fra «la voglia di scendere/la paura di farlo» (pag. 58). Novecento arriva al terzo gradino della scaletta, osserva la terraferma che si allunga davanti ai suoi occhi e poi risale a bordo. Paura. Segreta paura trasformata in pubblica magia. Ecco la genialità di Novecento: «Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. (…) i desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati». (p. 58) 
### Sinossi
Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.

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Funerale a seguire

“Come Stephen King, sa come spaventare.”–Bentley Little
FUNERALE A SEGUIRE
Quando Jacob Ridgehorn muore, è compito di Roby Snow assicurarsi che la sua anima riceva la ricompensa eterna. L’unico modo in cui può farlo è convincendo la famiglia Ridgehorn a mangiare una torta particolare. Nascosto nelle ombre c’è Johnny Divine, un misterioso figuro che controlla il punto di incontro fra vita e morte. Quando Roby dovrà operare il suo miracolo, o qualsiasi cosa sia, verranno alla luce le tradizioni funebri degli Appalachi.
* * *
Scott Nicholson è l’autore, famoso a livello internazionale, di più di 30 libri, fra i quali La Chiesa Rossa, Inquieto, Presenze, Ultimo ballo col morto, e Cronaca nera. Il suo sito web è www.hauntedcomputer.com
Il traduttore:
Flavio Pellegrini è traduttore freelance amante dei generi fantasy, horror e mistery.
**
### Sinossi
“Come Stephen King, sa come spaventare.”–Bentley Little
FUNERALE A SEGUIRE
Quando Jacob Ridgehorn muore, è compito di Roby Snow assicurarsi che la sua anima riceva la ricompensa eterna. L’unico modo in cui può farlo è convincendo la famiglia Ridgehorn a mangiare una torta particolare. Nascosto nelle ombre c’è Johnny Divine, un misterioso figuro che controlla il punto di incontro fra vita e morte. Quando Roby dovrà operare il suo miracolo, o qualsiasi cosa sia, verranno alla luce le tradizioni funebri degli Appalachi.
* * *
Scott Nicholson è l’autore, famoso a livello internazionale, di più di 30 libri, fra i quali La Chiesa Rossa, Inquieto, Presenze, Ultimo ballo col morto, e Cronaca nera. Il suo sito web è www.hauntedcomputer.com
Il traduttore:
Flavio Pellegrini è traduttore freelance amante dei generi fantasy, horror e mistery.

“Come Stephen King, sa come spaventare.”–Bentley Little
FUNERALE A SEGUIRE
Quando Jacob Ridgehorn muore, è compito di Roby Snow assicurarsi che la sua anima riceva la ricompensa eterna. L’unico modo in cui può farlo è convincendo la famiglia Ridgehorn a mangiare una torta particolare. Nascosto nelle ombre c’è Johnny Divine, un misterioso figuro che controlla il punto di incontro fra vita e morte. Quando Roby dovrà operare il suo miracolo, o qualsiasi cosa sia, verranno alla luce le tradizioni funebri degli Appalachi.
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Scott Nicholson è l’autore, famoso a livello internazionale, di più di 30 libri, fra i quali La Chiesa Rossa, Inquieto, Presenze, Ultimo ballo col morto, e Cronaca nera. Il suo sito web è www.hauntedcomputer.com
Il traduttore:
Flavio Pellegrini è traduttore freelance amante dei generi fantasy, horror e mistery.
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### Sinossi
“Come Stephen King, sa come spaventare.”–Bentley Little
FUNERALE A SEGUIRE
Quando Jacob Ridgehorn muore, è compito di Roby Snow assicurarsi che la sua anima riceva la ricompensa eterna. L’unico modo in cui può farlo è convincendo la famiglia Ridgehorn a mangiare una torta particolare. Nascosto nelle ombre c’è Johnny Divine, un misterioso figuro che controlla il punto di incontro fra vita e morte. Quando Roby dovrà operare il suo miracolo, o qualsiasi cosa sia, verranno alla luce le tradizioni funebri degli Appalachi.
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Scott Nicholson è l’autore, famoso a livello internazionale, di più di 30 libri, fra i quali La Chiesa Rossa, Inquieto, Presenze, Ultimo ballo col morto, e Cronaca nera. Il suo sito web è www.hauntedcomputer.com
Il traduttore:
Flavio Pellegrini è traduttore freelance amante dei generi fantasy, horror e mistery.

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Dizionarietto rompitascabile

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull’Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una “seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un’appendice egocentrica”. Qui si omette l’appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l’autore si muove nel panorama dell’editoria, sia per l’efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell’editoria del primo 900 italiano.

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Il cammino immortale

Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi. Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean Christophe Rufin affronta il suo personale “apprendistato del vuoto”. Ottocento chilometri da Hendaye, all’estremo sudovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo. Un lungo tragitto raccontato con piglio demistificante, ironico, intenso. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l’autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi. È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell’Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l’ha percorsa. Lo fa lentamente, in maniera sottile e discreta, come è nel suo stile. Un’ “alchimia dell’anima” che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa. Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare.

(source: Bol.com)

Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi. Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean Christophe Rufin affronta il suo personale “apprendistato del vuoto”. Ottocento chilometri da Hendaye, all’estremo sudovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo. Un lungo tragitto raccontato con piglio demistificante, ironico, intenso. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l’autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi. È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell’Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l’ha percorsa. Lo fa lentamente, in maniera sottile e discreta, come è nel suo stile. Un’ “alchimia dell’anima” che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa. Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare.

(source: Bol.com)

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