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Organizzare il coraggio: La nostra vita contro la ‘ndrangheta

Pino Masciari, imprenditore edile calabrese, ha sfidato la malavita organizzata e per questo ha dovuto rinunciare alla propria vita e alla propria libertà. Da solo ha denunciato, combattuto, ricercato la verità fino a far condannare oltre quaranta persone, dalla piccola manovalanza della ’ndrangheta fino ai massimi vertici dell’organizzazione e della cupola politica che spesso si lega alla delinquenza. Dal 1997 Masciari e la sua famiglia rientrano nel Programma speciale di protezione e devono abbandonare la loro casa e la loro terra. Niente più lavoro e affetti, niente più Calabria, ma una continua serie di spostamenti che sembrano un abbandono continuo e prolungato.
In questi anni Masciari diventa testimone di giustizia, figura istituita dallo Stato italiano nel 2001 per segnalare quei cittadini esemplari che sentono il senso civico di testimoniare sempre a favore della giustizia. Ma attorno a lui trova un muro di gomma che vorrebbe isolarlo. Nonostante la situazione in cui è costretto a vivere (senza scorte, senza prospettive per il futuro, lontano dalla sua vita) Masciari andrà sempre a testimoniare facendo nomi e cognomi, non tacendo nulla della sua drammatica esperienza di imprenditore fatto fallire per mano delle famiglie di ’ndrangheta. Ad accorgersi di lui e della sua famiglia sarà però la società civile che interviene numerosa e solidissima, sostituendosi alle scorte e alle carenze dello Stato. Grazie a loro Pino Masciari è ancora vivo e la sua storia ha preso una strada di libertà. Chi lo voleva nascosto, abbandonato, debole, non ce l’ha fatta. Le sue denunce hanno colpito nel segno e per questo la ’ndrangheta lo voleva morto. 
Con lui, la moglie Marisa e i due figli. Una famiglia che ha sofferto per la propria scelta di giustizia e per la voglia di uno Stato dove a governare siano le leggi e non il malaffare. Questo libro è la loro storia.

Noir désir. Né vincitori né vinti

Il 26 luglio 2003, in un albergo di Vilnius, Bertrand Cantat, leader dei Noir Désir, schiaffeggia a più riprese la sua compagna, Marie Trintignant. La notizia fa il giro del mondo. Marie entra in coma, morirà qualche giorno dopo. Bertrand tenta inutilmente il suicidio. Il tribunale lituano lo condanna a otto anni di carcere per omicidio colposo. Dopo avere scontato metà della pena, Cantat ottiene la semilibertà, ritorna insieme alla moglie Kristina, madre dei suoi due figli, che non lo aveva abbandonato durante il processo e la detenzione. Quando si parla con insistenza di un nuovo disco in uscita, l’11 gennaio 2010 Kristina si suicida mentre Cantat dorme nella stanza accanto. Sembra un sipario che cala una volta per tutte. **

Israele, uno Stato razzista

Israele uno Stato razzista non è un pamphlet contro gli ebrei né contro l’ebraismo ma, secondo l’autore, chi conosce la storia del mondo e sa delle vessazioni inflitte agli Ebrei lungo i duemila anni della storia d’Europa fino ai crimini del razzismo nazista, non può rimanere stupito e sconcerta nel constatare che oggi gli Ebrei sionisti governano Israele con un comportamento chiaramente razzista. Il saggio, scritto da un autore che descrive l’ebraismo come la religione spirituale più raffinata e umanamente più costruttiva, documenta le ragioni delle affermazioni delle affermazioni di Finkelstein esclusivamente con testimonianze dirette di ebrei che, in Israele e nel mondo, protestano per il razzismo sionista che discrimina e maltratta non solo i Palestinesi, ma anche gli ebrei non ashkenaziti, cioè non europei. **
### Sinossi
Israele uno Stato razzista non è un pamphlet contro gli ebrei né contro l’ebraismo ma, secondo l’autore, chi conosce la storia del mondo e sa delle vessazioni inflitte agli Ebrei lungo i duemila anni della storia d’Europa fino ai crimini del razzismo nazista, non può rimanere stupito e sconcerta nel constatare che oggi gli Ebrei sionisti governano Israele con un comportamento chiaramente razzista. Il saggio, scritto da un autore che descrive l’ebraismo come la religione spirituale più raffinata e umanamente più costruttiva, documenta le ragioni delle affermazioni delle affermazioni di Finkelstein esclusivamente con testimonianze dirette di ebrei che, in Israele e nel mondo, protestano per il razzismo sionista che discrimina e maltratta non solo i Palestinesi, ma anche gli ebrei non ashkenaziti, cioè non europei.

Il pittore e le sue muse: Harmony Passion

Nella Londra Vittoriana, la Confraternita dei Preraffaelliti getta scandalo tra i circoli accademici con un nuovo modo di dipingere, di vivere, d’amare. Un pittore audace e trasgressivo trova l’ispirazione conquistando tre bellissime muse e divenendo la loro ossessione.Con il suo genio ribelle, Thomas Rodin cattura la sensualità vibrante, la vitalità e la bellezza delle sue muse, travolgendole con la sua arte, la sua passione e il suo amore, in un turbinio di sospiri e gemiti, d’estasi e piacere, di sguardi maliziosi e carezze audaci.La bella e innocente Helen, dalla chioma fulva, conosce i brividi della passione erotica con Thomas, ma è contesa tra il pittore e suo fratello, il riservato William, che l’attende paziente nell’ombra.La bruna e ambiziosa Sara vuole qualcosa di più dalla vita di un veloce rapporto nel buio della stalla con un cocchiere. Il bel mondo con le sue luci l’affascina, Thomas Rodin la conquista e un ombroso pittore gallese l’amerà per sempre.La bionda e voluttuosa Grace è costretta a prostituirsi per colpa di un destino crudele. Aprirà il cuore al suo migliore amico, Thomas Rodin, poserà per lui, lo accompagnerà in tutte le sue vicissitudini felici e infelici, e riuscirà a donargli una nuova vita.

Noir désir: né vincitori né vinti

Il 26 luglio 2003, in un albergo di Vilnius, Bertrand Cantat, leader dei Noir Désir, schiaffeggia a più riprese la sua compagna, Marie Trintignant. La notizia fa il giro del mondo. Marie entra in coma, morirà qualche giorno dopo. Bertrand tenta inutilmente il suicidio. Il tribunale lituano lo condanna a otto anni di carcere per omicidio colposo. Dopo avere scontato metà della pena, Cantat ottiene la semilibertà, ritorna insieme alla moglie Kristina, madre dei suoi due figli, che non lo aveva abbandonato durante il processo e la detenzione. Quando si parla con insistenza di un nuovo disco in uscita, l’11 gennaio 2010 Kristina si suicida mentre Cantat dorme nella stanza accanto. Sembra un sipario che cala una volta per tutte. **

Matteo Messina Denaro. L’invisibile

Questa non è una semplice biografìa di uno dei più pericolosi latitanti al mondo. Questa non è un’inchiesta sulla figura di Matteo Messina Denaro, l’invisibile boss di Cosa nostra. È qualcosa di più. E un grido sofferto e appassionato di chi certamente merita “questo cielo di Sicilia”. È acqua, perché i siciliani possano sciogliere le proprie coscienze addormentate, divenute “statue di sale” corrose da un vento di scirocco che non dà mai tregua. È un viaggio dentro la mentalità mafiosa, attraverso le connivenze con i politici, gli amministratori, gli imprenditori e i semplici cittadini collusi con un efferato e sanguinario potere criminale. È un romanzo, una fotografia di una terra di frontiera, che è comunque Italia, tra pericolose amicizie, servizi deviati, omicidi, rapimenti e stragi su cui molto rimane da raccontare. Ma è soprattutto una voce di speranza per quanti, come Giacomo Di Girolamo, non si vogliono arrendere e continuano, con ostinazione, a denunciare e raccontare, parafrasando Leonardo Sciascia, “come se” non fosse troppo tardi per salvare una terra bellissima e disperata allo stesso tempo. E dunque è, più semplicemente, una dichiarazione d’amore per una Sicilia che ancora si riconosce in Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Libero Grassi e quanti, come loro, non hanno voltato la testa dall’altra parte. I veri uomini e le vere donne d’onore. (Prefazione di Attilio Girolamo) **

L’isola in via degli uccelli

1942: il Ghetto di Varsavia attraverso gli occhi di un bambino. Un’insolita storia di sogni, paure, giochi e poesia. «L’Olocausto è la mia infanzia e c’erano molte cose belle e divertenti allora, che non si possono avere se si cresce invece in tempo di pace. […] Volevo scrivere di un bambino nel ghetto che diventa una sorta di Robinson Crusoe in una città vuota: per sopravvivere prende dalle altre case ciò che gli serve come Robinson prendeva dai relitti di altre navi sospinte sulla spiaggia dalle onde». Uri Orlev

I Gattopardi: Uomini d’onore e colletti bianchi: la metamorfosi delle mafie nell’Italia di oggi

Il magistrato Raffaele Cantone e il giornalista Gianluca Di Feo tracciano il profilo di uno scenario inquietante: dall’economia alla politica, dalla magistratura alle forze dell’ordine, alla pubblica amministrazione, fino al giro d’affari che ruota intorno al calcio, non c’è ambito della vita pubblica meridionale che non conosca una zona grigia di collusione con la malavita organizzata. Le mafie hanno infatti imparato a limitare l’uso della violenza, si presentano come garanti della pace sociale, agiscono sottotraccia, comportandosi come una holding del terziario avanzato, con il suo pacchetto di servizi completi per le aziende, dalla protezione alla fornitura di manodopera a basso prezzo. Un’offerta in grado di trasformare gli imprenditori da vittime predestinate delle estorsioni in entusiasti clienti e complici. In queste pagine, coinvolgenti come quelle di un romanzo, Cantone e Di Feo dimostrano, una volta di più, come la sfida della malavita organizzata riguardi non solo il Sud, ma tutto il paese. Una sfida che è possibile vincere, ma che esige innanzitutto il coraggio di riconoscere il nemico anche quando si mimetizza in rassicuranti abiti borghesi. **

Giustizia come equità

A trent’anni dalla pubblicazione di Una teoria della giustizia, forse il libro più importante, influente e discusso in ambito filosofico di questi tre decenni, John Rawls presenta la versione definitiva della sua teoria, in un’esposizione insieme più accessibile e rifinita. Giustizia come equità è, come scrive Salvatore Veca nella sua Nota introduttiva, “il frutto maturo della lunga e tenace ricerca filosofica di Rawls che dalla metà degli anni Settanta alla fine del secolo appena concluso si è impegnato puntigliosamente nel riformulare ed esplicitare aspetti importanti della teoria della giustizia, rispondendo ai suoi critici e rivedendo in particolare alcuni errori presenti nella prima formulazione della teoria. La riformulazione della giustizia come equità mira in primo luogo a rendere coerente la teoria normativa e i suoi principi di giustizia per l’assetto delle istituzioni di base della società con la questione del pluralismo come tratto persistente delle società democratiche […]. Ancora una volta la filosofia politica di Rawls, nella sua riformulazione, chiama in causa la responsabilità intellettuale di chiunque abbia a cuore la qualità della forma di vita democratica”..

Running Dog (versione italiana)

Protagonista di questo romanzo di Don DeLillo, riproposto in una nuova traduzione, è un vecchio film amatoriale a cui numerosi eccentrici e ambigui personaggi danno la caccia. La pellicola, si dice, è la documentazione di un’orgia avvenuta nel bunker di Hitler durante gli ultimi giorni del Terzo Reich. DeLillo rielabora con maestria gli ingredienti del thriller convenzionale – spionaggio, omicidio, pornografia – in una storia a suspense narrata con il consueto, inimitabile stile.

Nove regole da ignorare per farlo innamorare

Una signora non fuma il sigaro. Non cavalca come un uomo. Non tira di scherma e non accetta sfide a duello. Non usa una pistola. Non gioca d’azzardo in un club per gentiluomini. Non bacia appassionatamente…
Lady Calpurnia Hartwell ha sempre rispettato le regole, ma le è servito solo a rimanere sola e insoddisfatta. E allora ha giurato di ignorarle e vivere la vita trasgressiva che fino a quel momento si era negata. Ma per partecipare a ogni festa da ballo, rubare baci di mezzanotte e altri segreti piaceri, Callie ha bisogno di un compagno. Qualcuno che sia esperto nella trasgressione, qualcuno come Gabriel St. John, marchese di Ralston, affascinante oltre ogni dire, con una reputazione pessima e un disarmante sorriso da canaglia.
Se non sta attenta, Callie rischia di non rispettare la regola più importante di tutte: quella per cui chi cerca il piacere non deve mai, mai e poi mai, per niente al mondo… innamorarsi. **
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Una signora non fuma il sigaro. Non cavalca come un uomo. Non tira di scherma e non accetta sfide a duello. Non usa una pistola. Non gioca d’azzardo in un club per gentiluomini. Non bacia appassionatamente…
Lady Calpurnia Hartwell ha sempre rispettato le regole, ma le è servito solo a rimanere sola e insoddisfatta. E allora ha giurato di ignorarle e vivere la vita trasgressiva che fino a quel momento si era negata. Ma per partecipare a ogni festa da ballo, rubare baci di mezzanotte e altri segreti piaceri, Callie ha bisogno di un compagno. Qualcuno che sia esperto nella trasgressione, qualcuno come Gabriel St. John, marchese di Ralston, affascinante oltre ogni dire, con una reputazione pessima e un disarmante sorriso da canaglia.
Se non sta attenta, Callie rischia di non rispettare la regola più importante di tutte: quella per cui chi cerca il piacere non deve mai, mai e poi mai, per niente al mondo… innamorarsi.

Non se ne può più: il libro dei tormentoni

Era un giorno come un altro, c’era anche bel tempo e non si preannunciava nulla di insolito. Vi siete preparati, vi siete avviati alle vostre solite attività, tutto appariva perfettamente normale quando su un autobus, per la strada, al bar, in un corridoio, al telefono per la prima volta avete sentito qualcuno pronunciare la frase (e magari era rivolta proprio a voi): “Non me ne può fregare di meno”. All’improvviso, il mondo non è più stato lo stesso. “Non se ne può più”: è vero per ogni tormentone, ma è un tormentone esso stesso. Dal “cioè” degli anni Settanta all'”attimino” degli Ottanta sino ai più recenti “piuttosto che” e “quant’altro”; dalle frasi che si leggono sulle magliette ai più logori stereotipi della chiacchiera politica, la scienza tormentologica che qui viene evocata, se non fondata, non intende esorcizzare, censurare o addirittura cancellare i tormentoni, ma solo convincerci della necessità di non lasciarci ipnotizzare dalla loro seduzione. Se in passato è stato possibile dire che l’autore di questo libro ama studiare “l’allegria delle parole”, oggi occorre aggiungere che solo una sfumatura separa l’allegria dall’allergia. I “tormentoni”, di cui Stefano Bartezzaghi propone qui un primo censimento, sono parole e altre espressioni allergogene e urticanti che usiamo meccanicamente, perché sono state di moda, perché sembravano azzeccate, spiritose, prestigiose, necessarie, così come i più appiccicosi motivetti promossi dalle radio d’estate.

Nascita di un ponte

Nella città impossibile di Coca, in un immaginario West contemporaneo, sulla sponda del fiume, ai margini della giungla e della storia, tutto può cominciare a muoversi e a pulsare, tutto può cambiare per l’arrivo del Ponte e di coloro che lo faranno nascere. Come un potente magnete, il ponte attira a sé i destini incrociati di uomini e donne, visti fotograficamente in campo lungo, come massa eroica al centro di una storia corale, o zoomati fino al primissimo piano, nel dettaglio puntuale delle vite più diverse, nella geometria – lucida come un teorema – delle passioni. Ma la vera protagonista di queste pagine, insieme al Ponte, è l’incredibile lingua che lo plasma. Lingua “poietica”, lingua necessaria e senza sbavature. Lingua capace, nel flusso inesausto delle parole, di nominare e scoprire le cose. In un tour de force inaudito, Maylis de Kerangal intona un canto epico, teso come i cavi che reggono quell’audace struttura.

Magellano e l’oceano che non c’era

È stato il primo a fare un giro completo attorno al mondo. Ha dimostrato con i fatti – e con le spezie – che la Terra è tonda. E’ lo scopritore del passaggio navigabile che unisce i due maggiori oceani del nostro pianeta, colui che per primo ha raggiunto l’Oriente navigando verso occidente. Ecco la sua vita: da paggio alla corte del re del Portogallo ad ammiraglio della prima piccola ma straordinaria flotta che osò sfidare il più grande degli oceani e i misteriosi antipodi. Età di lettura: da 8 anni. **

La battuta perfetta

Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l’Italia negli ultimi cinquant’anni è stato possibile seguirla dal salotto di casa, e si è svolta in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla, è stata la televisione.
Alla televisione appartengono i sogni dei protagonisti di questo romanzo: Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte funzionario della Rai, l’apostolo della missione educativa intrapresa (e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di «consigli per gli acquisti», e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi.
Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di Canio e l’ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo di stato che «vuole solo piacere». Ognuno, in questo apocalittico ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso attraverso una dignitosa serietà, o attraverso il riso dionisiaco, folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l’irredimibile solitudine dell’essere uomo.

L’uomo che cade

Scendendo con altre migliaia di persone le scale della Torre nord del World Trade Center, Keith Neudecker riesce a mettersi in salvo pochi minuti prima del crollo. Ha i vestiti impregnati di sangue e di cenere, la faccia cosparsa di frammenti di vetro, e negli occhi immagini che non potrà mai dimenticare.
All’esterno la strada ha perso il suo aspetto familiare e le cose mostrano il volto impassibile che avrebbero in un mondo privo di sguardi umani.
È l’America dell’Undici settembre, catapultata da un giorno all’altro nel nuovo secolo della paura. Quel mattino Keith ritorna nella casa che ha lasciato un anno prima, da sua moglie Lianne e suo figlio Justin. Quando si presenta alla porta sembra un uomo «fatto di futuro».
Don DeLillo sceglie di raccontare questo futuro seguendo due frecce del tempo. La prima converge verso l’Undici settembre ed è la storia di Hammad e dei suoi diciotto compagni, la preparazione dell’attentato dalla Germania alla Florida, dai simulatori di volo alle cabine degli aerei.
La seconda si allontana dal momento della tragedia ed è la storia di Keith e della sua famiglia.