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Il principe Caspian. Le cronache di Narnia

Il regno di Narnia è stato conquistato dagli uomini. Il perfido re Miraz ha usurpato il trono del legittimo erede, il principe Caspian, e i suoi soldati costringono gli antichi abitanti (gnomi, fauni, folletti, ninfe, giganti buoni e animali parlanti) a vivere segregati nella foresta. Ma il giovane principe è deciso a lottare e a guidare la riscossa del popolo nascosto per riportare la pace nel regno. E solo i quattro ragazzi che un tempo erano stati saggi sovrani di Narnia possono aiutarlo nella battaglia contro il tiranno. Così, Peter, Susan, Edmund e Lucy, che nel frattempo sono tornati in Inghilterra, d’improvviso vengono catturati da una forza misteriosa che li riporta nel magico regno. Re Miraz è pronto a sferrare l’attacco contro il gruppo di ribelli, e il suo esercito sembra davvero invincibile. Età di lettura: da 10 anni.
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Il primo da uccidere

Dieci anni fa una missione in Nicaragua organizzata male e terminata nel peggiore dei modi ha posto fine alla carriera nella CIA di Nathan McBride, specialista in azioni sotto copertura.
Oggi McBride mette il suo straordinario talento al servizio di privati cittadini. Fino alla notte in cui Frank Ortega, ex direttore dell’FBI, gli chiede un favore.
Un agente federale è scomparso nel nulla, insieme a una tonnellata di esplosivo Semtex, e Ortega ha bisogno di ritrovarli. Alla svelta.
Per lui è una missione personale: l’agente scomparso è suo nipote. E Nathan McBride è l’unico uomo al mondo che lo possa salvare.
Presto però appare chiaro che in ballo c’è qualcosa di più grande di quanto lo stesso Ortega potesse immaginare.
Pochi giorni dopo aver accettato l’incarico, McBride si ritrova infatti incastrato fra uno spietato avversario assetato di vendetta e un gruppo di alti papaveri dell’FBI che non si fermano davanti a nulla pur di fare giustizia a modo loro.
A questo punto non ci sono più regole, protocolli, paracaduti. C’è solo McBride…

La prima persona

La prima persona by Ali Smith
“Tu non sei la prima persona che è stata ferita dall’amore. Non sei la prima persona che ha bussato alla mia porta. Non sei la prima persona che ho cercato di impressionare recitando brillantemente la parte della parte di quella che non si lascia impressionare. Non sei la prima persona che mi fa ridere. Non sei la prima persona che ho fatto ridere. Non sei la prima persona punto. Ma sei la persona in questo momento. E io sono la persona in questo momento. Noi siamo le persone in questo momento. E questo basta, no?”Una donna di mezz’età ha una straniante conversazione con la se stessa quattordicenne. Un’ignara cliente di un supermercato si trova nel carrello un neonato angelico e paffuto, che la investe con un fiume di insulti e oscenità. Coppie in perenne, precario equilibrio tra amore e disamore reinventano il proprio passato narrandosi primi incontri immaginari. In questi racconti, dove l’atto di raccontare è sempre più metafora di un gesto d’amore, Ali Smith riflette sulla natura stessa della short story come storia d’amore, con i suoi paradossi, le sue delicate verità, i suoi voli di fantasia. In un continuo rimescolamento del confine tra realtà e fantasia, La prima persona parla con grande naturalezza al cuore, alla testa, al corpo. Sempre giocosamente intellettuale, ma anche toccante e divertente, Ali Smith esplora le strade, le ragioni e i meccanismi universali della necessità di raccontare.Ali Smith ha un talento speciale per scoprire inaspettati lampi di bellezza e humour nella vita di tutti i giorni.“The Daily Telegraph”

Prima di sparire

Scrivere la cronaca di un amore che uccide un altro amore significa provare a raccontare il momento in cui i sentimenti si confondono: il giorno in cui il desiderio e la paura, l’integrità e la colpa, la nostalgia e la voglia di scappare si ritrovano inspiegabilmente fusi dentro un unico corpo.
Sparire dalla vita di un’altra persona significa tradire prima di tutto se stessi: alla fine, anche se sei innocente, scopri di aver fatto comunque del male a un sacco di gente.
Accettando la sfida impudica di dire ‘io’, Mauro Covacich ha scritto il suo romanzo piú coraggioso e piú bello. Una storia cosí vera da essere viva, un libro straziante sul desiderio e l’abbandono.

‘Sarà tutta colpa tua. Se ricominciamo, sarà tutta colpa tua. È un avvertimento limpido.
Un avvertimento che dovrebbe paralizzarmi e mi paralizzerebbe, se adesso avvicinandomi passo dopo passo non vedessi la pagliuzza di luce nell’iride di Susanna, tutta l’energia che i suoi occhi sparati nei miei, per minacciarmi, per avvertirmi, sviluppano quando ci guardiamo’.

(source: Bol.com)

Il piacere della vendetta

L’ennesimo affare concluso positivamente. Anche se in circostanze che definire particolari sarebbe poco…
Jack Maguire, pecora nera della famiglia, è stato buttato fuori casa dalla matrigna, interessata solo al patrimonio di suo padre. Ma non ha mai dimenticato quel giorno… così come Sally, la sua sorellastra.
Ora, dieci anni dopo, Jack è tornato per prendersi la rivincita che aspetta da sempre. È un uomo molto diverso da allora: ricco, affascinante e determinato a ottenere ciò che vuole, così come Sally non è più la ragazzina che ricordava, ma una donna fatta, bella e fin troppo desiderabile. Anche per un uomo di mondo come lui.
(source: Bol.com)

Una passione sinistra

La vita di Nina e Bernardo è ispirata da grandi ideali di sinistra, quella di Giulio e Simonetta da principi concreti di destra.
Due coppie, insomma, con aspirazioni diverse ed esistenze fra loro apparentemente inconciliabili: ma uno scherzo del destino le fa incontrare e rivela loro una sotterranea possibilità di contatto…
Complice la Grande Storia, quella delle vicende politiche e sociali di un’Italia in piena fase di transizione, dalla caduta del Muro di Berlino al giorno esatto dell’ultima vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, Chiara Gamberale racconta, con ironia e disincanto, la storia di un’attrazione che ha come suo insolito presupposto il disprezzo reciproco. Una passione che non dovrebbe esplodere eppure esplode, una passione scomoda, ambigua: sinistra.
Senza presupposti romantici, ma romantica suo malgrado: di fatto capace di travolgere differenze ideologiche e culturali e di insinuarsi nelle certezze di personaggi che, per la prima volta, si trovano così di fronte a un dubbio. A fulminante dimostrazione di come, oggi più che mai, tutto quello che più rifiutiamo – su un piano personale che si fa immediatamente politico – in qualche modo ci riguarda.
E forse ci assomiglia.

Passione gitana

DEWARENNE DYNASTY – Vol. 6. Inghilterra, 1838 – Strappato alle braccia della madre per essere cresciuto nella dimora paterna ed ereditare il titolo di visconte, Emilian di St. Xavier non ha mai rinnegato le proprie origini rom e ha sopportato con stoica fermezza i pettegolezzi degli aristocratici dell’alta società inglese. Ma quando viene a sapere che la madre è stata barbaramente uccisa, il dolore e il risentimento che ha sempre covato nei confronti dei gadji, i non zingari, finiscono per esplodere. E Ariella De Warenne gli appare il perfetto capro espiatorio su cui sfogare la rabbia che lo acceca. Indipendente e dotata di un’intelligenza fuori del comune, la giovane, che non conosce la vera identità di Emilian, prova un’immediata, bruciante attrazione per l’affascinante gitano, e malgrado le difficoltà è decisa a lottare fino alla morte per quello che ha subito riconosciuto come il vero e unico amore della sua vita.
I romanzi della serie:
1) La sposa americana
2) Ballo in maschera
3) La scelta di Eleanor
4) Lezioni di galateo
5) La sposa perfetta
6) Passione gitana
7) Scandalo e passione
8) La promessa

Panico: una bugia del cervello che può rovinarci la vita

Il primo attacco di panico è un’esperienza sconvolgente. Molti pazienti lo raccontano come l’esplodere nella vita quotidiana di un improvviso e profondissimo senso di morte. Da quel momento, la loro vita cambia radicalmente e vivono nell’angosciante prospettiva della “fobofobia”, cioè della paura di aver paura. Il neurologo Rosario Sorrentino, grazie a un innovativo approccio, è riuscito a catturare con una risonanza magnetica funzionale (una metodica che consente di descrivere il funzionamento del cervello in azione) le immagini che rappresentano una crisi di panico nel preciso istante in cui si verifica. Grazie a ciò, è stato possibile dimostrare che l’attacco di panico non è né un’invenzione né una stravaganza, ma un evento durante il quale il nostro cervello si accende, cercando di convincerci della presenza di un pericolo che non c’è. Oggi in Italia oltre due milioni di persone (soprattutto donne di età compresa fra i 18 e i 45 anni) ne soffrono in modo cronico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci informa che nel 2020 gli attacchi di panico e le depressioni saranno i disturbi più diffusi sul pianeta terra. Sorrentino, insieme a una sua paziente d’eccezione, la scrittrice Cinzia Tani, spiega al lettore comune tutti i risultati delle sue ricerche, che contengono un messaggio incoraggiante: di attacchi di panico si può guarire, perché il cervello è plasmabile, e può cambiare configurazione e assetto se adeguatamente stimolato e sollecitato.

Omicidi a luci rosse

Sette anni fa, durante il processo che lo vedeva come imputato, Theodore Glenn ha giurato di vendicarsi dei suoi persecutori: il detective Will Hooper, responsabile della sua cattura, e la bellissima Robin McKenna, la spogliarellista la cui testimonianza lo ha fatto finire in prigione. Glenn riesce a fuggire di prigione durante un terremoto, e la sua sete di sangue lo spinge a uccidere ancora, lasciando una scia di morte in tutta la contea di San Diego. Ma è Robin McKenna quella che vorrebbe torturare fino alla morte. Will Hooper, non appena viene a sapere della fuga del criminale, mette da parte i dissidi nati con la donna dalla relazione burrascosa che li ha uniti in passato e decide di proteggerla. Robin, che oggi è un’imprenditrice di successo, finirà con lui nella spietata spirale di efferatezze di Glenn, che si rivelerà un nemico astuto e un grande manipolatore; ma una verità orribile e scioccante li sorprenderà, rivelando che il male che stanno affrontando è ancor più pericoloso di quanto temessero.
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Olive Kitteridge

In un angolo del continente nordamericano c’è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull’Oceano Atlantico c’è una donna che regge i fili della storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un’insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell’animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima abbandonata sull’altare, ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex-insegnante: Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi».
Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. È il fragile, sottile miracolo di un’altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo “romanzo in racconti”, del Premio Pulitzer 2009.

I nuovi imperi

Come sta cambiando la mappa della geopolitica in questo primo scorcio del xxi secolo?
Chi sono gli attori della nuova competizione globale?
Innanzitutto gli Stati Uniti d’America, ma anche la Russia, che nell’energia trova un formidabile strumento di affermazione; la Cina, campione di una crescita economica senza freni e di un dinamismo “geo-demografico” senza precedenti; l’India, la più popolosa democrazia del mondo, laboratorio della nuova middle class globale e dell’alta tecnologia e il Brasile prossimo gigante energetico ed economico. Siamo al termine del momento unipolare del sistema delle relazioni internazionali, dal quale emergerà un nuovo ordine mondiale, auspicabilmente improntato alla collaborazione tra poli geopolitici. Gli imperi del xxi secolo, assetati di energia, voraci di consumo e di ambizioni territoriali, riportano al centro le dinamiche della storia e della geografia, che molti volevano relegare al passato, invocando la panacea di una globalizzazione che oggi mostra però tutti i suoi rischi.

Maigret e il barbone

Di solito non si ammazzano i poveracci, Maigret lo sa. Eppure qualcuno ha massacrato di botte e poi scaraventato nella Senna un inoffensivo barbone che viveva sotto un’arcata del pont Marie. Per fortuna un battello fiammingo diretto a Rouen con un carico di ardesia era ormeggiato lungo il quai des Célestins, e l’imponente Jef van Houtte l’ha coraggiosamente ripescato, salvandogli la pelle. Certo, François Keller detto il “dottore” è uno strano barbone, l’eccezione che conferma la regola, insomma. La padrona del Petit Turin, il bistrot dove andava a rifornirsi di vino, sostiene che l’ha miracolosamente guarita. Ma c’è di più: ha una moglie che vive addirittura sull’Île Saint-Louis e frequenta l’alta società, e una figlia, Jacqueline, che ha sposato un Rousselet, quelli dei prodotti farmaceutici. Cosa può averlo mai spinto ad abbandonare dall’oggi al domani la famiglia e una professione che amava, lasciandosi dietro solo una lettera? È nel suo oscuro passato che va cercata la chiave del tentato omicidio? Dai tempi del cavallante della Providence Maigret non si trovava di fronte a un così perturbante passage de la ligne, e questo caso lo appassiona come non mai. Nel suo letto d’ospedale, Keller lo scruta senza dire una parola. Eppure il commissario ha l’impressione di capirlo: appartiene alla gente perbene, ama l’ordine e il decoro, ma conosce l’altra faccia del mondo, gli emarginati, gli scarti, i nemici della società. E, incredibilmente, ne comprende il linguaggio segreto.
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Maigret e i vecchi signori

È un fulgido maggio, che a Maigret ricorda la prima comunione e l’infanzia. Quasi una premonizione. Perché non appena comincia a indagare sull’assassinio del conte Armand de Saint-Hilaire, illustre ex ambasciatore ucciso con quattro colpi di revolver nel suo studio in rue Saint-Dominique, il commissario ha davvero l’impressione di regredire pericolosamente all’infanzia, quando a Saint-Fiacre la contessa appariva, a lui, figlio dell’intendente del castello, nobile, elegante e irraggiungibile come l’eroina di un romanzo popolare. Insigni diplomatici, funzionari beffardi e pieni di sicumera, quartieri eleganti, residenze squisitamente armoniose. Proprio l’ambiente in cui Maigret si sente più a suo agio, non c’è che dire. E la fase di impregnazione con cui s’inaugura ogni sua inchiesta è questa volta più che mai fatta di esitazione, impaccio, timidezza. E poi tutti sembrano irreali, sfocati, inconsistenti, quasi appartenessero a un mondo svanito: il conte, Isi – la principessa cui ha dovuto rinunciare ma che ha continuato ad amare, da lontano, con incrollabile tenacia, per cinquant’anni, come se fosse una creatura eterea e soprannaturale -, la devota governante Jaquette, che ha lo sguardo fisso di certi uccelli, il gelido nipote Alain. L’unico dato reale sono i quattro colpi di pistola che l’assassino ha sparato con ferocia. Un caso frustrante, un delitto privo di una spiegazione plausibile. Condurre a termine l’inchiesta, per Maigret, è come acchiappare una nuvola. O il passato.
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Libeccio

Toscana, fine del XIX secolo. Tre giovani anarchici insofferenti alle leggi e alle costrizioni famigliari lasciano l'Italia illudendosi di poter raggiungere selvagge terre lontane dove divampa la febbre dell'oro. Sognano libertà e fortuna. Non sarà facile. Iniziata la fuga, i tre cancellano i loro nomi di battesimo e scelgono di chiamarsi come i venti più impetuosi: Libeccio, Grecale e Maestrale. Insieme affronteranno un mondo sconosciuto, dovranno superare ostacoli imprevisti, vivranno situazioni emozionanti ma anche drammatiche. Dei tre, Libeccio sarà il solo a non lasciarsi mai abbattere, deludere, vincere. Non lo fermerà nemmeno la dolcezza d'una donna straordinaria, che gli donerà felicità e sicurezza ma non riuscirà a soffocare il suo desiderio di libertà. Con i due compagni, Libeccio proseguirà senza voltarsi indietro il cammino verso la loro meta lontana. Sino a giungervi, infine: per vivere le stagioni terribili del grande nord ma anche il lungo momento della felicità sognata. Cinquant'anni dopo la partenza dall'Italia e l'abbandono della famiglia, Libeccio torna alla sua casa, in un piccolo paese non lontano da Lucca. Non narrerà mai nulla della sua odissea; ma poco a poco mille diversi indizi ne riveleranno momenti ed episodi.

Lasciati amare

Lady Emeline Gordon è una giovane vedova, aristocratica e molto ricercata per la capacità di guidare le debuttanti nel loro ingresso in società e nella scelta dell¿uomo giusto da sposare. Samuel Hartley è un figlio del Nuovo Mondo, arricchitosi con il commercio. Da poco arrivato a Londra, è già oggetto di chiacchiere per i suoi natali, il modo di vestire poco formale e l’atteggiamento sfrontato, per qualcuno addirittura incivile. Tuttavia Emeline, dietro la maschera di compita e perfetta gentildonna, sente che quell’uomo le sta suscitando emozioni mai provate, scuotendo la sua sicurezza e il suo equilibrio. Ma ha troppo paura di lasciarsi andare…