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Miss Precisetta

Miss Precisetta era la persona più precisa e ordinata che si possa immaginare. Viveva a Villa Linda, la casa più pulita del mondo perché passava le giornate a lustrarla e a mettere le cose al loro posto. Ma un giorno a Villa Linda arrivò Mister Sottosopra… Età di lettura: da 4 anni.
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Miss Pasticciona

Miss Pasticciona combina sempre un sacco di guai. Se deve fare una frittata… sono più le uova che cadono per terra di quelle che finiscono in padella. Se pittura la stanza, ecco che inciampa nel barattolo della vernice e dipinge anche il letto. Un giorno Miss Pasticciona decide di andare a trovare suo fratello Mister Tra le Nuvole… Età di lettura: da 4 anni.
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Miss Ci Penso Io

Miss Ci Penso Io era una di quelle persone a cui piace aiutare la gente… ma che finiscono per non aiutare proprio nessuno. Un giorno Miss Sorriso si ammalò e Miss Ci Penso Io decise di andarlo ad aiutare… Età di lettura: da 4 anni.
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Miss Chiacchiera

Miss Chiacchiera parlava moltissimo, sempre. Tutti i giorni di tutti i mesi di tutti gli anni lei parlava, senza mai fermarsi. Palava anche dormendo. E aveva un fratello che le somigliava moltissimo… Età di lettura: da 4 anni.
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Masada

Diciannove secoli prima di noi, una notte di primavera. Lassù, nella Fortezza di Masada stanno gli ultimi superstiti di una rivolta durata sette anni. Sono novecentosessanta. Giù, lungo l’ardente Mare di Sale, si stringe in armi la spietata Decima Legio Romana. Fino a ieri, per raggiungere la Fortezza esisteva solo il rischiosissimo “sentiero del Serpente”. Era imprendibile, Masada. Ma i Romani hanno trovato una via. E all’alba sarà strage. Quali supplizi aspettano quei novecentosessanta, con le loro donne e i bambini? I ricordi vagano sulla libera vita d’un tempo, e poi l’invasione, Jerushalem distrutta, le crocifissioni a migliaia. È l’alba. Contro il cielo impallidito, emerge dalla muraglia l’elmo crestato di un centurione romano. L’uomo balza su, pronto alla strage. Ma non immagina ciò che i suoi occhi vedranno. Sulla fortezza nemmeno una voce. E oggi un altro uomo, che si chiama Michel, scruta le antiche rovine, decifra i fragili scritti. Chi erano veramente, quegli insorti? Perché una comunità di asceti, che noi chiamiamo Esseni, visse nel deserto di Qumran, e nascose in undici caverne migliaia di Rotuli in pergamena dove è scritta una storia di cui nessuno sapeva più niente? Perché su una Làmina di rame sono elencati sessantaquattro nascondigli dove ancor oggi sarebbe sepolto un enorme tesoro? Perché il popolo di Jerushalem aveva accolto con entusiasmo un Galileo chiamato Jeshu? E perché quello stesso Galileo fu condannato a una morte straziante?
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Manoscritto di un prigioniero

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Il “Manoscritto di un prigioniero” di Carlo Bini appartiene alla letteratura meno nota della prima metà dell’Ottocento italiano. Eppure esso merita di essere riproposto all’attenzione del lettore odierno per molti motivi: in primo luogo, per la modernità del testo, che si sottrae a una stretta identificazione di genere, oscillando tra il romanzo, l’autobiografia, il trattato politico, il dialogo drammatico. Come tale è un’opera rivoluzionaria per l’epoca, e lo è anche per i contenuti, giacché sostiene una proposta politica egualitaria, fondata sulla rivendicazione dei diritti dei poveri, proposta che si collocava al di là della posizione non solo dei pensatori retrivi dell’epoca, ma anche degli spiriti aperti, ivi compreso il Mazzini, per l’adesione alla cui setta Bini scontò a Portoferraio il carcere nel quale nacque il Manoscritto stesso. Questo è dunque anche un libro di speranza e di progetto, che, nel clima della Restaurazione, all’opposto della disperazione proveniente a Leopardi dalla staticità della società di Recanati, nasce all’interno della città “libera” e aperta di Livorno.

Luce virtuale

San Francisco, 2005. Nella città semidistrutta da un devastante terremoto una ragazza si muove rapida per le strade con la sua bicicletta; è Chevette Washington, preziosissimo corriere che, in un mondo totalmente ricoperto da una fitta rete informatica, si guadagna da vivere trasportando pacchi e informazioni secondo il “vecchio metodo”, in modo da fuggire alle insidie degli hacker. Un giorno Chevette cede alla tentazione e si impossessa di uno degli oggetti a lei affidati: un innocuo paio di occhiali, che oltretutto non riesce a usare perché, una volta inforcati, non mostrano niente. Quello che la ragazza non sa è che si tratta di preziosissimi occhiali a luce virtuale, capaci di mostrare la realtà non com’è ma come potrebbe essere. E quello che non può immaginare è che per averli ci sono persone disposte a tutto, nemici implacabili che dissemineranno la strada di Chevette di una lunga scia di violenze, ricatti, uccisioni.
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La luce misteriosa. Peggy Sue e gli invisibili

Fuggiti dalla giungla rossa, dove l’esame per diventare supereroi si era trasformato in un incubo, Peggy e i pochi superstiti, tra cui l’inseparabile cane blu, devono trovare il modo di tornare sulla Terra dal pianeta sconosciuto sul quale si sono messi in salvo. Ma il luogo in cui sono sbarcati sembra completamente deserto, e i ragazzi si muovono tra le rovine di una civiltà che pare scomparsa da secoli, fatta di case abbandonate, piazze deserte e mura diroccate. Finché, all’improvviso, da un faro viene proiettata una luce misteriosa e tutto sembra riprendere vita. Qual è il segreto che si cela dietro quel fascio di luce magica? E perché gli abitanti di quel mondo ne hanno il terrore? Così Peggy si cala nelle profondità del pianeta insieme ai suoi amici per svelarne il segreto, e in un susseguirsi di avventure mozzafiato e incredibili colpi di scena finirà per scoprire ben più di quanto andava cercando, non solo su quel mondo incredibile ma anche su se stessa e le sue vere origini…

Luce e tenebra

Nottingham, 1997. La donna indossava un vestito con le maniche corte e la lunga gonna svasata. Sull’anulare sinistro spiccava un cerchietto di pelle candida, lì dove fino a poco tempo prima doveva esserci una fede nuziale. Questa la scena che si offre all’ispettore Frank Elder al suo primo caso alla Sezione grandi crimini. Un’indagine a cui non verrà mai messa la parola fine. Sono passati otto anni da quel giorno. Frank Elder ha voluto gettarsi ogni cosa alle spalle : il lavoro nella polizia, il divorzio, ma, soprattutto, la tragedia che ha coinvolto la figlia Katherine. Il silenzio del suo eremo in Cornovaglia viene interrotto dalla telefonata dell’ex moglie Joanne. La sorella di una sua amica – una vedova di mezza età riservata e irreprensibile – è sparita nel nulla : c’è bisogno di lui a Nottingham. Elder non vorrebbe tornarci, ha paura dei ricordi, di scoprire che il rapporto con la figlia è compromesso per sempre. Ma forse non è troppo tardi, il destino gli sta dando un’altra occasione: un caso che alla polizia non sembra interessare in modo particolare, solo una delle tante donne che scompaiono, o più spesso che decidono di far perdere le proprie tracce. Poi un giorno quella donna viene trovata assassinata, perfettamente vestita, composta sul suo letto come per un sereno riposo. E per l’ex ispettore è il momento di pareggiare i conti.
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Los Alamos

New Mexico, dicembre 1944: durante una tormenta di neve quattro uomini attraversano la recinzione di filo spinato a Stallion Gate, in territorio pellerossa, per scegliere il luogo in cui avverrà l’esperimento per testare la prima arma nucleare. Sono il fisico Robert Oppenheimer, il generale Groves, la spia Fuchs e il sergente Joe Peña, di origini indiane, eroe di guerra, informatore, pugile e musicista. Oppenheimer e Groves hanno fatto di tutto per nascondere Los Alamos, in mezzo alle riserve dei nativi, facendone l’installazione più segreta della storia: il futuro letteralmente circondato dal passato. Qui arrivano personaggi d’ogni tipo, militari, spie, scienziati. Tra di loro la brillante matematica Anna Weiss, scampata all’Olocausto, di cui Joe Peña si innamorerà perdutamente.

Il lato positivo

Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L’inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki. Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel ‘postaccio’, la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo… Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto. Dov’è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l’ultima volta che l’ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività? Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all’imprevedibile finale. Il libro da cui è stato tratto il film rivelazione del 2012.
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### Sinossi
Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L’inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki. Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel ‘postaccio’, la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo… Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto. Dov’è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l’ultima volta che l’ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività? Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all’imprevedibile finale. Il libro da cui è stato tratto il film rivelazione del 2012.

La lampada di Aladino

Nel suo nuovo libro narrativo, Luis Sepùlveda segue il filo della propria biografia e torna ai temi che gli sono cari: l’avventura e la politica, il viaggio e l’utopia, l’amore e l’impegno. Sono storie che nella varietà dei toni e delle atmosfere ci restituiscono tutto il suo mondo letterario. Un ragazzo e una ragazza condividono le lotte del movimento studentesco e si ritrovano dopo gli anni della dittatura cilena e l’espatrio; un mercante levantino scopre la magia della Patagonia; un angelo vendicatore si batte, al di fuori di tutte le regole, per i poveri della terra; e fra i tanti personaggi, un sorprendente ritorno: il Vecchio che leggeva romanzi d’amore si rimette in marcia insieme all’amico dentista per il villaggio di El Idilio, abbandonato dai suoi abitanti in fuga dall’ennesima guerra per il petrolio. A correre fra queste pagine è la convinzione che certi sentimenti aiutano ad affrontare le asprezze dell’esistenza: sono quelli eterni che stanno alla base dell’amicizia, della comprensione, del rispetto per la dignità degli individui, per la natura, per le diversità. Se sfreghiamo la lampada di Luis Sepùlveda, vedremo spuntare il genio della generosità, del coraggio di scommettere ancora su un’umanità fuori dal coro, della lealtà verso gli amici e verso se stessi.
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lacrime di tenebra

Meredith Gentry è sopravvissuta alle torture di re Taranis, sovrano della Luce e delle Illusioni, solo grazie all’eroico intervento e al sacrifìcio di Doyle, una delle sue guardie del corpo. Ora, però, tocca a lei salvargli la vita: Doyle infatti è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Los Angeles. E purtroppo sembra peggiorare di giorno in giorno, scivolando inesorabilmente verso la morte. Disperata, Meredith capisce che l’unica speranza è riportarlo al più presto a Faerie, ma lasciare il mondo degli umani è un’impresa irta di pericoli: la principessa infatti non può rifugiarsi né presso la Corte Seelie, dove Taranis sta preparando una vendetta per l’affronto subito, né alla Corte Unseelie, dove suo cugino Cel aspetta solo l’occasione giusta per eliminarla e diventare così l’unico erede al trono. Non le rimane altra scelta che rivolgersi a re Sholto e trasferire Doyle nel tumulo sacro degli Slaugh, un popolo bellicoso e da sempre ostile ai fey: un popolo che, per impedire una simile profanazione, non esiterebbe a scatenare una guerra…
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Io so tutto di lei

Milano, aprile. Alina Malavasi, una bella attrice non più giovane e famosa come un tempo, è vittima di uno stalker. Il caso, delicato per l’universo di privilegiati che tocca, è affidato all’ispettore Sebastiano Rizzo. La questione sembra risolta, finché la donna non viene trovata strangolata, nel suo attico del centro. E così Rizzo torna in pista, affiancato dal fido vice Maurizio De Carlo e dal medico legale Marco Intra. L’ambiente dorato in cui Alina si muoveva pullula di possibili colpevoli. Il vedovo, Adalberto Riccardi, odioso e odiato direttore di quotidiano. I due ex: il ciclista Balestrieri e il modello Marudi. L’inquieto e bellissimo figliastro Brenne. L’ex moglie di Riccardi, che accusava Alina di averle rubato la famiglia. E poi ancora la dee-jay Vanessa, rampante e ambiziosa. L’amica gallerista Renata, che nasconde qualcosa. E quel fan di vecchia data, Antonio Capuano, che di Alina sembra sapere tutto. Tra coinvolgimenti sentimentali ed echi di un passato mai risolto, Rizzo arriva alla fine delle indagini. Ma quando il caso di Alina sembra chiarito, al bell’ispettore i conti non tornano. Il suo quarantesimo compleanno gli riserverà molte amarezze e aprile si confermerà il più crudele dei mesi. “Io so tutto di lei” è un noir di ritmo serrato, che procede per rapide inquadrature successive, intrigante per lo sguardo impietoso su doppiezza e ipocrisia del mondo dei vip. Al quale si contrappone l’ombroso e tenace investigatore, a metà tra Marlowe e Montalbano.

Indignazione

È il 1951 in America, il secondo anno della guerra di Corea. Marcus Messner, un giovane serio, studioso e ligio alle leggi, di Newark, New Jersey, sta cominciando il secondo anno di università in un campus rurale e conservatore dell’Ohio: il Winesburg College. Perché ha deciso di frequentare il Winesburg invece del college della sua città, a cui si era inizialmente iscritto? Perché il padre, il risoluto e laborioso macellaio del quartiere, pare impazzito: impazzito per la paura e l’apprensione di fronte ai pericoli della vita adulta, ai pericoli del mondo, ai pericoli che vede incombere a ogni angolo sul suo amato figliolo. Come spiega al figlio la longanime madre messa a dura prova dal marito, è una paura che nasce dall’amore e dall’orgoglio che il padre prova per lui. Ciò non toglie che Marcus covi una rabbia troppo grande per poter ancora sopportare di vivere con i genitori. Li abbandona e, lontano da Newark, nel college del Midwest, si deve districare fra le consuetudini e le repressioni di un altro mondo americano.

In questo Stato

“In questo Stato” venne scritto di ora in ora, per registrare la straordinaria agitazione o eccitazione delle settimane così drammatiche ed equivoche del “caso Moro”. Si presentava quindi come “un deposito, magazzino, inventario e diario critico di tante cose pubbliche e private, personali e politiche dette, lette, fatte, scritte, vissute nel nostro Paese durante i due incredibili mesi” che separano il 16 marzo, data del sequestro del leader democristiano e dell’omicidio della sua scorta, e il 9 maggio 1978, quando il suo cadavere venne fatto ritrovare in via Caetani. Pubblicato poche settimane dopo gli eventi che racconta, questo “instant book” viene ora riproposto con una nuova postfazione. Ne emerge la realtà di un Paese che ha vissuto i suoi anni di piombo fra “delitti & canzoni”, secondo le proprie tradizioni ataviche, ora aggiornate: bande armate con feroci esecuzioni capitali sui marciapiedi; e applauditissime esecuzioni musicali, in vinile o “live”. Un Paese che si dimostra ancora oggi smaccatamente senza Storia e senza Memoria.
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