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Abisso Di Cristallo. La Saga Dei Sognatori

Simile a un insetto ma dotato di una supermente, l’orrendo Vlagh, ancora più incattivito dalle due rovinose sconfitte inferte ai suoi eserciti, è sempre più determinato a invadere la Terra di Dhrall, ed è in grado di generare milioni di soldati, nonché di far evolvere nuove specie in pochi giorni soltanto. Eppure quel manipolo di mercenari, pirati, cavalieri ed eroi solitari, come l’arciere Arcolungo, che combattono per la difesa della Terra di Dhrall, e con loro gli abili cacciatori nativi della terra contesa, credono fortemente di poter ottenere una nuova vittoria su quegli insetti giganteschi, velenosi e stupidi già affrontati in passato. Ma la loro fiducia viene spazzata via da un inatteso e subdolo cambio di copione: questa volta il vorace Vlagh crea delle spie perfette, con le sembianze e l’intelligenza degli umani, per far sì che le tribù di uomini si scontrino ferocemente tra loro. Come se non bastasse, gli umani non possono più contare fino in fondo sugli dei delle origini, loro alleati, perché, avvicinandosi la fine di un ciclo di vita plurimillenario, stanno scivolando verso la senilità. Un po’ più soli e con un nemico soprannaturale e imprevedibile, Arcolungo e i suoi compagni devono prepararsi all’ultima, ineluttabile guerra.
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1478. La congiura dei Pazzi

26 aprile 1478, messa in Duomo. Al momento del Santissimo due sicari si scagliano su Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Il primo trova riparo, il secondo cade sotto i colpi del pugnale. La ‘congiura dei Pazzi’ è scattata ma non porta i risultati sperati: nel giro di poche ore i corpi dei primi congiurati penzolano dalle finestre di Palazzo della Signoria. Per Lorenzo il Magnifico è l’inizio di un lungo braccio di ferro politico e diplomatico che alla fine lo vede vincitore. La congiura fallita ha una trama complessa e sono molti gli attori che si contendono la scena: per prima Firenze, città militarmente fragile ma forte per supremazia economica e finanziaria; e poi, il quadro mutevole delle alleanze, delle strategie matrimoniali, degli equilibri patrimoniali; il difficile rapporto tra poteri pubblici e poteri reali; i legami di parentela e di fedeltà; la mentalità: il dovere della vendetta, l’onore cavalleresco e il disonore del tradimento, l’amor di patria e lo spirito di parte, la gloria e la vergogna della damnatio memoriae. E, ancora: il potere di Lorenzo, le riforme varate nel nome della sicurezza, il più stretto legame tra controllo politico e interessi economici della famiglia Medici. Infine il ruolo nella memoria collettiva della città e il suo senso storico profondo – anche morale – nel contesto delle grandi congiure che hanno condizionato la storia.
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### Sinossi
26 aprile 1478, messa in Duomo. Al momento del Santissimo due sicari si scagliano su Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Il primo trova riparo, il secondo cade sotto i colpi del pugnale. La ‘congiura dei Pazzi’ è scattata ma non porta i risultati sperati: nel giro di poche ore i corpi dei primi congiurati penzolano dalle finestre di Palazzo della Signoria. Per Lorenzo il Magnifico è l’inizio di un lungo braccio di ferro politico e diplomatico che alla fine lo vede vincitore. La congiura fallita ha una trama complessa e sono molti gli attori che si contendono la scena: per prima Firenze, città militarmente fragile ma forte per supremazia economica e finanziaria; e poi, il quadro mutevole delle alleanze, delle strategie matrimoniali, degli equilibri patrimoniali; il difficile rapporto tra poteri pubblici e poteri reali; i legami di parentela e di fedeltà; la mentalità: il dovere della vendetta, l’onore cavalleresco e il disonore del tradimento, l’amor di patria e lo spirito di parte, la gloria e la vergogna della damnatio memoriae. E, ancora: il potere di Lorenzo, le riforme varate nel nome della sicurezza, il più stretto legame tra controllo politico e interessi economici della famiglia Medici. Infine il ruolo nella memoria collettiva della città e il suo senso storico profondo – anche morale – nel contesto delle grandi congiure che hanno condizionato la storia.

Una vita da paura

Poter fare a meno delle donne per un romagnolo è assolutamente inconcepibile. I problemi con la patacca cominciano da ragazzino col catalogo Postal Market aperto alla pagina dell’intimo. I primi traumi sono impossibili da dimenticare. Oggigiorno quello che ci vuole per conquistare la patacca è il look del romagnolo doc: sguardo ammaliante dietro gli irrinunciabili Ray-Ban, capelli in stile mi ha leccato una mucca, ditoni sbriciolati contro i bordi del marciapiede (con ‘ste ciabatte di merda). Per conquistarti la tua patacca devi fare lo sguardo da imprenditore, usare paroloni globalizzati, essere sempre pronto a pagare gli aperitivi. E se sei davvero bisognoso, sei disposto ad attenderla in macchina per ore anche quando licheni e muschi cominciano a crescerti addosso. E tutto per una donna che poi, quando la sposi, il generale Rommel in confronto è un bignè. A volte però mette su quella vocina da pappagallino inseparabile che svolazza. E allora ti arrendi, ti lasci portare ovunque e compri, a rate, tutto. Eccoti in gita all’Ikea, o all’Ipercoop tra file alla cassa e carrelli sghembi (dove scopri di contare meno di un paguro sulla corsia di sorpasso dell’autostrada). Dovunque tu vada, i tuoi mitici sandali dalla suola liscia non ti deluderanno mai. …Il fatto è che il romagnolo non pensa: fa e basta. Col suo sorriso tra il simpatico e la paresi, rimane sempre un grande sburone!
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Visto per Shanghai

Feng Dexiang, arrestato negli Stati Uniti, promette alle autorità americane di testimoniare in un processo contro un capo di una Triade cinese, a patto che la moglie, Wen Liping, possa lasciare la Cina e raggiungerlo in America. Il governo cinese cede a malincuore alla richiesta, ma quando l’ispettrice Catherine Rohn arriva a Shanghai per prelevare la donna e scortarla oltreoceano, Wen è misteriosamente scomparsa. Vittima di un rapimento organizzato dalla Triade? O il governo cinese ha cambiato idea a proposito della cooperazione con gli Stati Uniti? All’ispettore Chen Cao viene affidato l’incarico di indagare sulla scomparsa di Wen e di accompagnare l’ospite americana per la città, illustrandole quanto di meglio la sua terra ha da offrire.
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Il vincitore è solo

Igor Malev ha una sola cosa in mente: la sua ex moglie Ewa. Anche se è un uomo ricco, affascinante e di innato carisma, lei lo ha lasciato per uno stilista di grande successo, una ferita, questa, da cui non è mai riuscito a riprendersi. Così decide di riconquistarla. Nella cornice del Festival di Cannes, circondato dal lusso e dagli eccessi della nuova aristocrazia, i vincitori definitivi della gara edonistica della vita moderna, inizia una battaglia lunga ventiquattro ore. Perché Igor è un uomo di rara forza e fredda intelligenza, e quella che vuole non sarà una riconciliazione ordinaria, pacifica. Perché ha fatto a se stesso la promessa di distruggere tutto ciò che si interpone tra lui e la sua amata. Coelho torna ai grandi temi di “Undici minuti” e lo “Zahir” con un romanzo avvincente e ricco di tensione, specchio del mondo in cui viviamo, dove la ricerca del lusso e del successo a tutti i costi spesso impedisce di ascoltare quello che ci sussurra il nostro cuore.

Il viaggio dell’elefante

Siamo a metà del XVI secolo, e nell’Europa tramortita dai venti della protesta luterana fa la sua comparsa l’elefante Salomone, giunto dall’India a stupire le folle ma che adesso, a Lisbona, non fa che “mangiare e dormire”. Sembra una presenza inutile, quand’ecco che Joào III, sovrano del Portogallo e dell’Algarve, e sua moglie Caterina d’Austria decidono di inviarlo in dono all’arciduca Massimiliano, proprio ora che si trova a Valladolid in quanto reggente di Spagna. Il regalo viene accettato, e così si procede a organizzare la carovana che dovrà accompagnare il portentoso quadrupede e il suo cornac Subhro prima da Lisbona al confine con la Spagna, e poi da Valladolid fino a Vienna, passando per Genova, Verona, Padova e Innsbruck. Il romanzo è quindi il racconto di questo viaggio, di questa variopinta comitiva di ufficiali, soldati, servitori, preti, cavalli e buoi che, in mezzo a molte difficoltà e tra ali di gente entusiasta, ha il compito di scortare il prezioso dono fino a Vienna, dove l’elefante sarà artefice di un “miracolo” squisitamente umano. Un libro corale, ironico e delicato, che coinvolge il lettore in prima persona, gettandolo, attraverso la forza visionaria della scrittura, nei meandri della storia in cui tutti siamo immersi.

Via Castellana Bandiera

Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo. È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione. Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film in concorso alla 70esima edizione della mostra del cinema di Venezia.
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### Sinossi
Più che una strada, via Castellana Bandiera è un budello a doppio senso in cui, se due auto si incrociano, una deve per forza cedere il passo. È una domenica d’estate e lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne si trovano l’una di fronte all’altra, al volante delle rispettive auto. Ma né Samira, vecchia albanese che abita in quella via, né Rosa, milanese d’adozione con origini palermitane finita lì per errore, accettano di arretrare. Samira è la suocera dell’uomo che le siede accanto, Saro Calafiore, capostipite di una vociante famiglia costruita su un miscuglio di odio reciproco, opportunismo e costrizione. Rosa invece ha tagliato presto il cordone ombelicale, lasciando la Sicilia e un padre che non ne voleva sapere di una figlia lesbica. Attorno a Samira e Rosa si muovono una pletora di personaggi indisciplinati, grotteschi, restii a lasciare la scena alle due donne. Mentre l’asfalto brucia e l’aria si fa incandescente, gli uomini della famiglia Calafiore organizzano un giro di scommesse per sfruttare a loro favore il faccia a faccia. Ma gli esiti del complotto sconvolgeranno ogni previsione. Nel suo romanzo d’esordio, Emma Dante, talento dirompente del teatro italiano, raschia, tra realismo e allucinazione, la superficie di un mondo che, in nome dell’onore e di passioni senza tempo, si condanna all’immobilità.
Da questo romanzo è stato tratto l’omonimo film in concorso alla 70esima edizione della mostra del cinema di Venezia.

La veglia dei sospetti

Inghilterra, 1373. John Thoresby, arcivescovo di York, è prossimo alla fine dei suoi giorni. Mentre le dinastie più influenti del regno si danno già battaglia per decidere chi gli succederà in quell’alta carica, con mente lucida l’arcivescovo assiste impotente al lento spegnersi del suo corpo, sfibrato dall’età e dai malanni. A nulla vale la forza dello spirito, che si ostina a estorcere alle membra un respiro, e poi un altro ancora: quasi un soffio disperato su braci ormai spente. Owen Archer, capitano delle guardie e uomo fidato dell’arcivescovo, fa di tutto per garantire serenità al suo signore negli istanti che lo separano dal trapasso. Ma non può opporsi al volere della principessa Joan, madre del giovanissimo erede al trono, decisa a incontrare Thoresby al suo capezzale per chiedergli un ultimo, prezioso consiglio, di vitale importanza per le sorti della Corona. Troppi sono gli interessi in gioco, e sfuggenti le vere intenzioni di chi si appresta a vegliare sulle ultime ore dell’arcivescovo. E così, come temuto dal capitano, l’arrivo del corteo reale è accompagnato da una scia di eventi funesti. Prima, uno degli ospiti perde la vita dopo una caduta da cavallo apparentemente accidentale; poi, un messaggero che recava missive urgenti per Thoresby viene trovato impiccato nei boschi. A Owen Archer il compito di districare quella trama di mistero, affinchè la morte colga l’arcivescovo per volontà divina, e non per mano di un assassino.

L’uomo che voleva essere felice

L’uomo che voleva essere felice by Laurent Gounelle
L’incontro con un vecchio saggio trasforma la vacanza a Bali di un professore nell’avventura più inaspettata, più travolgente, più affascinante: la scoperta di sé. E dà l’avvio a questa storia – ma potremmo anche chiamarla favola – che schiude davanti a noi un mondo di nuove possibilità, offrendoci le chiavi di un’esistenza all’altezza dei nostri sogni. Bestseller in Francia, L’uomo che voleva essere felice – come L’Alchimista di Paulo Coelho – è uno di quei libri che hanno il potere di cambiare la nostra vita. Perché il messaggio dell’autore è semplice: tutti possiamo trovare la felicità.

L’uomo che credeva di non avere più tempo

New York, ai giorni nostri. Nathan Del Amico è uno degli avvocati più famosi della città. Ha fatto una carriera davvero invidiabile, che però ha pagato a caro prezzo: ha lasciato che un vuoto si insinuasse tra lui e la moglie Mallory e l’ha persa. Lei è tornata a San Diego dai genitori, portando con sé la piccola Bonnie, la figlia che Nathan adora e che ormai riesce a vedere così di rado. È un uomo solo. Un giorno riceve una visita inaspettata: un uomo che non ha mai visto prima, Garrett Goodrich, si presenta nel suo ufficio. È un medico di chiara fama, così sembra, eppure farnetica cose senza senso, sostiene di essere in grado di riconoscere le persone prossime alla morte, e dì avere una missione da compiere.
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Untamed

Mi chiamo Zoey Redbird, ho diciassette anni e sono la novizia vampira più dotata della Casa della Notte. Ma anche la più sola. Fino a poco tempo fa, avevo un ragazzo meraviglioso e un gruppo di amici fantastici, poi li ho delusi e ora tutti mi tengono a distanza… proprio nel momento in cui avrei un disperato bisogno del loro aiuto. Per giorni ho avuto la sensazione di essere seguita, come se qualcuno attendesse il momento migliore per colpire. E oggi, purtroppo, i miei timori sono diventati realtà: una strana creatura è sbucata dal nulla e mi ha aggredito. Per fortuna sono riuscita a salvarmi, però adesso ho davvero paura. Sicuramente quell’essere è stato mandato da Neferet, la nostra Somma Sacerdotessa, che sta cercando di scatenare una sanguinosa guerra tra umani e vampiri. Io sono l’unica che possa ostacolare i suoi piani, tuttavia non potrei mai sconfiggerla soltanto con le mie forze. Inoltre Afrodite, una delle poche compagne che mi sono rimaste vicine, ha avuto una visione sconvolgente: se non riuscirò a riconquistare la fiducia dei miei amici, il mondo intero sprofonderà nel caos. Perché Neferet mi ucciderà…

United business of Benetton. Sviluppo insostenibile dal Veneto alla Patagonia

Se per “sviluppo sostenibile” si intende un percorso di crescita economica attento e rispettoso delle culture originarie, dell’ambiente in cui si attiva e in generale del tessuto politico, sociale e culturale preesistente, quello proposto dalla Benetton non lo è. Nella sua propagazione dal Veneto all’estremo sud del mondo, lo sviluppo Benetton si è dimostrato quasi sempre “insostenibile”. Ciò che emerge è la vera filosofia su cui è costruito tutto il suo impianto pubblicitario e mediatico. Dietro alla tenda dipinta con i colori dell’arcobaleno ci sono, infetti, storie di sfruttamento, violazione dei diritti umani, minacce e ricatti, povertà e corruzione, situazioni alla cui attenuazione l’azienda di Ponzano dice continuamente di voler contribuire, smentendosi poi con il clamore mediatico dei microcrediti africani, in realtà vere e proprie mance a fronte delle vendite planetarie di qualche altro milione di magliette.
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### Sinossi
Se per “sviluppo sostenibile” si intende un percorso di crescita economica attento e rispettoso delle culture originarie, dell’ambiente in cui si attiva e in generale del tessuto politico, sociale e culturale preesistente, quello proposto dalla Benetton non lo è. Nella sua propagazione dal Veneto all’estremo sud del mondo, lo sviluppo Benetton si è dimostrato quasi sempre “insostenibile”. Ciò che emerge è la vera filosofia su cui è costruito tutto il suo impianto pubblicitario e mediatico. Dietro alla tenda dipinta con i colori dell’arcobaleno ci sono, infetti, storie di sfruttamento, violazione dei diritti umani, minacce e ricatti, povertà e corruzione, situazioni alla cui attenuazione l’azienda di Ponzano dice continuamente di voler contribuire, smentendosi poi con il clamore mediatico dei microcrediti africani, in realtà vere e proprie mance a fronte delle vendite planetarie di qualche altro milione di magliette.

L’ultima canzone

A quattordici anni, la vita di Veronica Miller, detta Ronnie, è stata completamente stravolta dal divorzio dei genitori e dall’allontanamento del padre, che da New York si è trasferito a Wilmington, in North Carolina. Tre anni dopo Ronnie è ancora furiosa, soprattutto con lui, che non vede quasi mai. Finché sua madre non decide – nell’interesse di tutti, secondo lei – di mandarla a trascorrere l’estate nella sperduta cittadina affacciata sull’oceano dove il padre di Ronnie, ex pianista e insegnante di musica, vive un’esistenza tranquilla in sintonia con la natura, tutto concentrato nella creazione di un’opera destinata alla chiesa locale.

Il tredicesimo petalo

Dalia Rota è psicotraumatologa a Trastevere e collabora con la polizia come criminologa. Solo due persone sanno che è in cura lei stessa per un disturbo di personalità multipla: Roberta, la sua migliore amica, e il professor Cardone, loro mentore e supervisore. Dalia conosce bene alcune delle proprie alter ego. Delle altre ignora perfino il numero. Sa solo che, a volte, si risveglia dopo periodi di assenza di cui non ricorda nulla. Quando la polizia la chiama a collaborare alle indagini sul cosiddetto “killer degli occhi bucati”, Dalia scopre di avere avuto motivi di risentimento nei confronti di tutte le vittime. L’insicurezza tipica della malattia la spinge a temere di essere lei la serial killer. Mentre nella sua vita irrompe il dinamico ispettore Fabrizio Spadafora, la giovane psicoterapeuta comincia a indagare in segreto su se stessa e sulle proprie personalità nascoste. Intanto, ogni nuova vittima le è più vicina delle precedenti. Come in una spirale omicida destinata a centrarsi, infine, su di lei.
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The Bourne Identity – Un nome senza volto

Un thriller di straordinaria tenuta narrativa. Chi è l’uomo senza nome, senza memoria, con il volto dai lineamenti ricostruiti, che alcuni pescatori di Marsiglia hanno salvato dopo un naufragio? A che cosa si riferiscono le visioni confuse e le immagini di violenza e di pericolo che di tanto in tanto gli affiorano nelle memoria? Perché qualcuno ha tentato, e sta ancora tentando, di eliminarlo con ogni mezzo? La storia di un incubo, di un’angoscia: quella di essere un ingranaggio di una macchina che non si sa a che cosa serva e dove porti.

(source: Bol.com)

Le terrificanti storie del vascello nero

Dall’autore del bestseller Le terrificanti storie di zio MontagueEthan e Cathy vivono con il padre all’Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un’alta scogliera a picco sul mare. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All’improvviso bussano alla porta. È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione. Ma c’è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e il piccolo Ethan comincia a essere un po’ inquieto, sia perché le storie sono davvero terrificanti, sia perché malgrado siano passate diverse ore il padre non fa ancora ritorno…«Storie terrificanti e magistralmente ambientate… In stile Allan Poe.»Il Venerdì di RepubblicaChris Priestleyè autore di racconti e romanzi. Affermato illustratore di storie per bambini, vive a Cambridge. La Newton Compton ha pubblicato Le terrificanti storie di zio Montague, che ha riscosso un grande successo. Da non perdere il cupo e terrificante sito www.talesofterror.co.uk.
(source: Bol.com)