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Un bacio nell’ombra

Merry Gentry vive a Los Angeles e lavora in un’agenzia investigativa specializzata in crimini sovrannaturali e casi di magia. Fin qui nulla di strano, in un mondo in cui elfi, fate e altri esseri incantati convivono da millenni con gli umani. Il problema è che, dietro quella minuta ragazza dall’esistenza apparentemente normale, si cela Meredith NicEssus, principessa dei Sidhe, fuggita dal regno di Faerie perché sua zia Andais, la terribile regina, voleva ucciderla. Merry deve assolutamente mantenere segreta la propria identità e, per tre anni, la copertura funziona. Finché un’indagine su un uomo, Alistair, che usa un potente afrodisiaco magico per conquistare e soggiogare le donne non la porta a scoprirsi.

Merry Gentry vive a Los Angeles e lavora in un’agenzia investigativa specializzata in crimini sovrannaturali e casi di magia. Fin qui nulla di strano, in un mondo in cui elfi, fate e altri esseri incantati convivono da millenni con gli umani. Il problema è che, dietro quella minuta ragazza dall’esistenza apparentemente normale, si cela Meredith NicEssus, principessa dei Sidhe, fuggita dal regno di Faerie perché sua zia Andais, la terribile regina, voleva ucciderla. Merry deve assolutamente mantenere segreta la propria identità e, per tre anni, la copertura funziona. Finché un’indagine su un uomo, Alistair, che usa un potente afrodisiaco magico per conquistare e soggiogare le donne non la porta a scoprirsi.

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Avventure di tre russi e tre inglesi nell’Africa australe

Avventure di tre russi e tre inglesi nell’Africa australe è un romanzo di Jules Verne.
Una spedizione composta da tre scienziati russi e tre scienziati inglesi ha la missione di misurare con precisione la lunghezza del meridiano terrestre, attraversando varie zone dell’Africa australe. Tra i due gruppi di scienziati esistono rivalità ma sorgono anche amicizie.
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### Sinossi
Avventure di tre russi e tre inglesi nell’Africa australe è un romanzo di Jules Verne.
Una spedizione composta da tre scienziati russi e tre scienziati inglesi ha la missione di misurare con precisione la lunghezza del meridiano terrestre, attraversando varie zone dell’Africa australe. Tra i due gruppi di scienziati esistono rivalità ma sorgono anche amicizie.

Avventure di tre russi e tre inglesi nell’Africa australe è un romanzo di Jules Verne.
Una spedizione composta da tre scienziati russi e tre scienziati inglesi ha la missione di misurare con precisione la lunghezza del meridiano terrestre, attraversando varie zone dell’Africa australe. Tra i due gruppi di scienziati esistono rivalità ma sorgono anche amicizie.
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### Sinossi
Avventure di tre russi e tre inglesi nell’Africa australe è un romanzo di Jules Verne.
Una spedizione composta da tre scienziati russi e tre scienziati inglesi ha la missione di misurare con precisione la lunghezza del meridiano terrestre, attraversando varie zone dell’Africa australe. Tra i due gruppi di scienziati esistono rivalità ma sorgono anche amicizie.

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Avrò i tuoi occhi

Un delitto particolarmente efferato scuote l’assonnata Genova: il cadavere seviziato di Amanda, figlia dell’assessore Adamo Lauria, viene ritrovato nella sua abitazione. Le è stata praticata la clitoridectomia, un’usanza tribale di origini africane, e le sono state asportate le pupille. Il corpo è disposto come la rappresentazione di un quadro di Maso da San Friano, rubato a Firenze qualche mese prima. Il caso viene affidato all’ispettore Elisa Canessa, affiancata dall’ispettore capo Bellosguardo Yasmani, appena arrivato da Milano. Elisa è amica della vittima, e la sua vita sta attraversando una fase delicata: deve lottare per ottenere l’affidamento del figlio Tommaso di due anni e mezzo. Mentre sta cercando di vincere questa battaglia, si trova a dare la caccia a un assassino che la trascinerà in un mondo a lei ignoto, fatto di riti oscuri ed estranei alla cultura occidentale.

Un delitto particolarmente efferato scuote l’assonnata Genova: il cadavere seviziato di Amanda, figlia dell’assessore Adamo Lauria, viene ritrovato nella sua abitazione. Le è stata praticata la clitoridectomia, un’usanza tribale di origini africane, e le sono state asportate le pupille. Il corpo è disposto come la rappresentazione di un quadro di Maso da San Friano, rubato a Firenze qualche mese prima. Il caso viene affidato all’ispettore Elisa Canessa, affiancata dall’ispettore capo Bellosguardo Yasmani, appena arrivato da Milano. Elisa è amica della vittima, e la sua vita sta attraversando una fase delicata: deve lottare per ottenere l’affidamento del figlio Tommaso di due anni e mezzo. Mentre sta cercando di vincere questa battaglia, si trova a dare la caccia a un assassino che la trascinerà in un mondo a lei ignoto, fatto di riti oscuri ed estranei alla cultura occidentale.

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Apocalypse

La ricerca dell’Arte ha inizio! L’epico romanzo di Clive Barker, che descrive un iperbolico viaggio nel mondo della fantasia, è stato già letto da migliaia di persone e ora diventa anche un romanzo grafico.

La ricerca dell’Arte ha inizio! L’epico romanzo di Clive Barker, che descrive un iperbolico viaggio nel mondo della fantasia, è stato già letto da migliaia di persone e ora diventa anche un romanzo grafico.

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L’Apocalisse

Una parola che evoca eventi ineluttabili, senso di angoscia, visioni enigmatiche, simboli indecifrabili: Apocalisse significa rivelazione; di che cosa? Di una serie di catastrofi che preannunciano la fine del mondo? Dell’avvento di una realtà nuova piena di gioia e priva di morte? Della signoria di Gesù Cristo sulla storia? Parlare di Apocalisse significa riferirsi a un genere letterario e una corrente religiosa, ma soprattutto all’ultimo testo del Nuovo Testamento, conosciuto come Apocalisse di Giovanni. Il volume, attraverso la storia, la letteratura, l’arte, propone un viaggio nel mondo visionario e simbolico della rivelazione che sigilla la Scrittura.
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Una parola che evoca eventi ineluttabili, senso di angoscia, visioni enigmatiche, simboli indecifrabili: Apocalisse significa rivelazione; di che cosa? Di una serie di catastrofi che preannunciano la fine del mondo? Dell’avvento di una realtà nuova piena di gioia e priva di morte? Della signoria di Gesù Cristo sulla storia? Parlare di Apocalisse significa riferirsi a un genere letterario e una corrente religiosa, ma soprattutto all’ultimo testo del Nuovo Testamento, conosciuto come Apocalisse di Giovanni. Il volume, attraverso la storia, la letteratura, l’arte, propone un viaggio nel mondo visionario e simbolico della rivelazione che sigilla la Scrittura.
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Alla corte dei Borgia

1492, Sancia d’Aragona, figlia del re Alfonso II di Napoli, viene data in sposa a Goffredo Borgia, l’ultimogenito del pontefice Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, uomo potente e corrotto che sogna di dominare l’Italia. Un matrimonio combinato che ha come scopo proteggere Napoli dalle ambizioni di Luigi di Francia, ottenere l’alleanza con la Spagna e ampliare il potere del Papa. A Roma Sancia si trova circondata dalla grandezza della Città Eterna, ma anche avviluppata in una stretta trama di intrighi. La temibile Lucrezia sarà sua alleata o nemica? E Cesare Borgia diventerà un amante appassionato o il suo peggior nemico? Sulle orme della storia, Sancia s’addentra in un difficile cammino scoprendo doti che non sospettava di avere. E per sopravvivere, dovrà diventare più spietata dei suoi avversari.
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1492, Sancia d’Aragona, figlia del re Alfonso II di Napoli, viene data in sposa a Goffredo Borgia, l’ultimogenito del pontefice Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, uomo potente e corrotto che sogna di dominare l’Italia. Un matrimonio combinato che ha come scopo proteggere Napoli dalle ambizioni di Luigi di Francia, ottenere l’alleanza con la Spagna e ampliare il potere del Papa. A Roma Sancia si trova circondata dalla grandezza della Città Eterna, ma anche avviluppata in una stretta trama di intrighi. La temibile Lucrezia sarà sua alleata o nemica? E Cesare Borgia diventerà un amante appassionato o il suo peggior nemico? Sulle orme della storia, Sancia s’addentra in un difficile cammino scoprendo doti che non sospettava di avere. E per sopravvivere, dovrà diventare più spietata dei suoi avversari.
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A un cerbiatto somiglia il mio amore: romanzo

Israele, guerra dei sei giorni. Avram, Orah e Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme. Il conflitto infuria e nelle lunghe e buie ore del coprifuoco i tre ragazzi si uniscono in un’amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell’amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan. Dopo trentasei anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli, Adam e Ofer. Quest’ultimo, che sta svolgendo il servizio di leva, accetta di partecipare a un’incursione in Cisgiordania nonostante siano ormai i suoi ultimi giorni di ferma. Orah, che aveva progettato una gita a piedi con il figlio per festeggiare la fine del servizio militare, decide di partire lo stesso. Non riesce infatti a vincere un oscuro presentimento che si agita dentro di lei, e d’altra parte non resiste all’idea di trascorrere altre notti con l’incubo di essere svegliata nel cuore della notte, come da protocollo dell’esercito israeliano, e ricevere la notizia di una disgrazia.

Israele, guerra dei sei giorni. Avram, Orah e Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme. Il conflitto infuria e nelle lunghe e buie ore del coprifuoco i tre ragazzi si uniscono in un’amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell’amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan. Dopo trentasei anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli, Adam e Ofer. Quest’ultimo, che sta svolgendo il servizio di leva, accetta di partecipare a un’incursione in Cisgiordania nonostante siano ormai i suoi ultimi giorni di ferma. Orah, che aveva progettato una gita a piedi con il figlio per festeggiare la fine del servizio militare, decide di partire lo stesso. Non riesce infatti a vincere un oscuro presentimento che si agita dentro di lei, e d’altra parte non resiste all’idea di trascorrere altre notti con l’incubo di essere svegliata nel cuore della notte, come da protocollo dell’esercito israeliano, e ricevere la notizia di una disgrazia.

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La vita fa rima con la morte

È una calda sera d’estate a Tel Aviv. Seduto al tavolo degli oratori in veste d’ospite d’onore a un incontro letterario, lo scrittore ascolta e non ascolta i lunghi convenevoli, la barocca presentazione del critico di turno, la voce incerta della lettrice. Osserva il pubblico in sala e torna con la mente alle persone che ha visto poco prima in un bar – una cameriera dimessa ma con una provocante trasparenza di biancheria intima, due tizi dall’aria losca, una vecchia signora dalle gambe gonfie, un tipo malmostoso che non sembra affatto d’accordo con quel che sta dicendo l’oratore, un timido e occhialuto adolescente. Queste immagini captate, anzi rubate alla realtà diventano quasi simultaneamente delle storie. Finita la serata letteraria, lo scrittore prende a vagare per le strade quasi deserte della città e in questa specie di solitudine da vita ai suoi nuovi personaggi. Anzi, entra nelle loro vite, le invade e le trasforma. Accompagnato dai versi di un poeta ch’egli immagina al suo fianco, lo scrittore costruisce un affresco di vita e di morte pieno di sorprese.
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È una calda sera d’estate a Tel Aviv. Seduto al tavolo degli oratori in veste d’ospite d’onore a un incontro letterario, lo scrittore ascolta e non ascolta i lunghi convenevoli, la barocca presentazione del critico di turno, la voce incerta della lettrice. Osserva il pubblico in sala e torna con la mente alle persone che ha visto poco prima in un bar – una cameriera dimessa ma con una provocante trasparenza di biancheria intima, due tizi dall’aria losca, una vecchia signora dalle gambe gonfie, un tipo malmostoso che non sembra affatto d’accordo con quel che sta dicendo l’oratore, un timido e occhialuto adolescente. Queste immagini captate, anzi rubate alla realtà diventano quasi simultaneamente delle storie. Finita la serata letteraria, lo scrittore prende a vagare per le strade quasi deserte della città e in questa specie di solitudine da vita ai suoi nuovi personaggi. Anzi, entra nelle loro vite, le invade e le trasforma. Accompagnato dai versi di un poeta ch’egli immagina al suo fianco, lo scrittore costruisce un affresco di vita e di morte pieno di sorprese.
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Vico dell’amor perfetto

Oreste Quartini è cresciuto a Genova con suo padre, uomo estremamente facoltoso, alla cui morte ne ha rilevato l’attività. Sua madre lo ha lasciato da piccolo, quando ha deciso di trasferirsi in Irlanda per seguire Gianni, un amore giovanile ritrovato dopo tanti anni. Oreste ha sviluppato un carattere molto complesso: la sua spiccata sensibilità lo rende al contempo fragile, ma pronto a chiudersi dentro una corazza d’acciaio allorquando la realtà spinge per rompere la sua esistenza ordinata e pigra. L’unico elemento che ancora lo lega a sua madre è la nonna Gemma: una donna di popolo, indipendente e fiera, che non ha mai accettato la scelta della figlia di legarsi a un uomo ricco e così lontano dalle sue origini e che lui vede di nascosto dal padre, assolutamente contrario a questo rapporto. Un giorno, per caso, Oreste viene a conoscenza dell’esistenza di una casa di riposo per anziani, arroccata su delle colline appena fuori città. Che legame c’è tra lui e queste persone? Lo scoprirà quando il passato verrà a bussare alla sua porta, stravolgendo il suo equilibrio.
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Oreste Quartini è cresciuto a Genova con suo padre, uomo estremamente facoltoso, alla cui morte ne ha rilevato l’attività. Sua madre lo ha lasciato da piccolo, quando ha deciso di trasferirsi in Irlanda per seguire Gianni, un amore giovanile ritrovato dopo tanti anni. Oreste ha sviluppato un carattere molto complesso: la sua spiccata sensibilità lo rende al contempo fragile, ma pronto a chiudersi dentro una corazza d’acciaio allorquando la realtà spinge per rompere la sua esistenza ordinata e pigra. L’unico elemento che ancora lo lega a sua madre è la nonna Gemma: una donna di popolo, indipendente e fiera, che non ha mai accettato la scelta della figlia di legarsi a un uomo ricco e così lontano dalle sue origini e che lui vede di nascosto dal padre, assolutamente contrario a questo rapporto. Un giorno, per caso, Oreste viene a conoscenza dell’esistenza di una casa di riposo per anziani, arroccata su delle colline appena fuori città. Che legame c’è tra lui e queste persone? Lo scoprirà quando il passato verrà a bussare alla sua porta, stravolgendo il suo equilibrio.
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Viaggio in Sardegna: undici percorsi nell’isola che non si vede

“Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi. Un’isola delle storie che va visitata così: attraverso percorsi di parole che disegnino i profili dei luoghi, diano loro una forma al di là delle pietre lise, li rendano ricordo condiviso e infine aiutino a dimenticarli, perché non corrano il rischio di restare dentro e prenderne il posto. Questa storia è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate”.

“Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose strusciano impudicamente il ventre nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi più dei luoghi stessi, e generano mondi. Un’isola delle storie che va visitata così: attraverso percorsi di parole che disegnino i profili dei luoghi, diano loro una forma al di là delle pietre lise, li rendano ricordo condiviso e infine aiutino a dimenticarli, perché non corrano il rischio di restare dentro e prenderne il posto. Questa storia è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci concetti alla ricerca di altrettanti luoghi, più uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate”.

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Verso nord

Eva ha quattordici anni e tutto quello che desidera è semplicemente una bella vacanza al mare con la propria famiglia. Però suo padre ha dei piani piuttosto diversi: infatti, inseguendo un sogno di ritorno alla Natura, e nonostante le proteste dei suoi cari, l’uomo ha deciso di coinvolgere la moglie e i due figli in un viaggio verso l’estremo e incontaminato Nord, la Lapponia, attrezzandosi solo di zaini, provviste alimentari, fornellini da campeggio e spirito d’avventura. Giorno dopo giorno, man mano che la data della partenza si avvicina, il padre di Eva si convince sempre di più che lui e la sua famiglia sono realmente destinati a fare questo viaggio, che nel Nord troverà finalmente ciò che sta cercando da anni, il senso stesso della vita, qualcosa che l’evoluta e ipertecnologica società occidentale sta perdendo progressivamente in cambio di un’esistenza anestetizzata e inautentica. A nulla servono le rimostranze di Eva e di suo fratello Steven, il viaggio si farà, e si farà come deciso e pianificato dai loro genitori: prima in treno e poi a piedi, attraverso la tundra selvaggia, una regione di cui non esistono neppure dettagliate cartine geografiche, oltre il circolo polare, verso Nord, “l’inizio di tutto”… Un romanzo che racconta in modo originale e toccante la storia di una famiglia e di un viaggio che va molto oltre le frontiere geografiche, diventando un cammino attraverso la fiducia, l’affetto, la paura, il tradimento e l’amore.

(source: Bol.com)

Eva ha quattordici anni e tutto quello che desidera è semplicemente una bella vacanza al mare con la propria famiglia. Però suo padre ha dei piani piuttosto diversi: infatti, inseguendo un sogno di ritorno alla Natura, e nonostante le proteste dei suoi cari, l’uomo ha deciso di coinvolgere la moglie e i due figli in un viaggio verso l’estremo e incontaminato Nord, la Lapponia, attrezzandosi solo di zaini, provviste alimentari, fornellini da campeggio e spirito d’avventura. Giorno dopo giorno, man mano che la data della partenza si avvicina, il padre di Eva si convince sempre di più che lui e la sua famiglia sono realmente destinati a fare questo viaggio, che nel Nord troverà finalmente ciò che sta cercando da anni, il senso stesso della vita, qualcosa che l’evoluta e ipertecnologica società occidentale sta perdendo progressivamente in cambio di un’esistenza anestetizzata e inautentica. A nulla servono le rimostranze di Eva e di suo fratello Steven, il viaggio si farà, e si farà come deciso e pianificato dai loro genitori: prima in treno e poi a piedi, attraverso la tundra selvaggia, una regione di cui non esistono neppure dettagliate cartine geografiche, oltre il circolo polare, verso Nord, “l’inizio di tutto”… Un romanzo che racconta in modo originale e toccante la storia di una famiglia e di un viaggio che va molto oltre le frontiere geografiche, diventando un cammino attraverso la fiducia, l’affetto, la paura, il tradimento e l’amore.

(source: Bol.com)

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Il Vero Amore Esiste

Gregory Bridgerton crede nel vero amore. Ma quando incontra Hermione Watson, la donna dei suoi sogni, scopre che lei ama un altro. Comunque deciso a conquistarla, Greg ha un asso nella manica: Lady Lucinda Abernathy, la più cara amica della fanciulla, si offre di aiutarlo. Ma ciò che Lucy, fidanzata dall’età di dieci anni con il futuro conte di Davenport, non ha previsto è di innamorarsi perdutamente proprio del pretendente dell’amica.

Gregory Bridgerton crede nel vero amore. Ma quando incontra Hermione Watson, la donna dei suoi sogni, scopre che lei ama un altro. Comunque deciso a conquistarla, Greg ha un asso nella manica: Lady Lucinda Abernathy, la più cara amica della fanciulla, si offre di aiutarlo. Ma ciò che Lucy, fidanzata dall’età di dieci anni con il futuro conte di Davenport, non ha previsto è di innamorarsi perdutamente proprio del pretendente dell’amica.

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Venuto al mondo

Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, *il fotografo di pozzanghere*.
Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri.
Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una Guerra che mentre uccide procrea.
In questo grande affresco di tenebra e luce, in questo romanzo intimo e sociale, le voci di quei ragazzi si accordano e si frantumano nel continuo rimando tra il ventre di Gemma e il ventre della città dilaniata. Ma l’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché Margaret Mazzantini ha scritto un coraggioso romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra.
La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dal calcio della Storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Il cammino intimo di un uomo e di una donna verso un figlio, il loro viaggio di iniziazione alla paternità e alla maternità diventa un travaglio epico, una favola dura come l’ingiustizia, luminosa come un miracolo.
Dopo *Non ti muovere*, con una scrittura che è cifra inconfondibile di identità letteraria, Margaret Mazzantini ci regala un romanzo-mondo, opera trascinante e di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematica come una parabola. Una catarsi che dimostra come attraverso tutto il male della Storia possa erompere lo stupore smagato, sereno, di un nuovo principio.
Una specie di avvento che ha il volto mobile, le membra lunghe e ancora sgraziate, l’ombrosità e gli slanci di un figlio di oggi chiamato Pietro.

Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, *il fotografo di pozzanghere*.
Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri.
Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una Guerra che mentre uccide procrea.
In questo grande affresco di tenebra e luce, in questo romanzo intimo e sociale, le voci di quei ragazzi si accordano e si frantumano nel continuo rimando tra il ventre di Gemma e il ventre della città dilaniata. Ma l’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché Margaret Mazzantini ha scritto un coraggioso romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra.
La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dal calcio della Storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Il cammino intimo di un uomo e di una donna verso un figlio, il loro viaggio di iniziazione alla paternità e alla maternità diventa un travaglio epico, una favola dura come l’ingiustizia, luminosa come un miracolo.
Dopo *Non ti muovere*, con una scrittura che è cifra inconfondibile di identità letteraria, Margaret Mazzantini ci regala un romanzo-mondo, opera trascinante e di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematica come una parabola. Una catarsi che dimostra come attraverso tutto il male della Storia possa erompere lo stupore smagato, sereno, di un nuovo principio.
Una specie di avvento che ha il volto mobile, le membra lunghe e ancora sgraziate, l’ombrosità e gli slanci di un figlio di oggi chiamato Pietro.

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L’urlo del vento

È il 2005. L’uragano Katrina ha cambiato per sempre il volto della Louisiana del Sud. È questo il macabro sfondo su cui il detective Dave Robicheaux deve muoversi, quando viene inviato a New Orleans per un incarico. La tempesta, dal devastante potere distruttivo, ha lasciato il quartiere commerciale e le zone residenziali nelle mani di sciacalli e saccheggiatori di ogni genere; la città è stata devastata, ed è come tornata al medioevo. Non c’è più legge né ordine: chi è malato o smarrito non può trovare rifugio in nessun luogo. Nelle strade invase dall’acqua galleggiano centinaia di cadaveri, alcuni restano impigliati ai rami degli alberi sommersi. In questo incubo apocalittico, Robicheaux deve dare la caccia a due stupratori, a un prete schiavo della morfina e a un vigilante che potrebbe rivelarsi più pericoloso di tutti i criminali che infestano la città.
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È il 2005. L’uragano Katrina ha cambiato per sempre il volto della Louisiana del Sud. È questo il macabro sfondo su cui il detective Dave Robicheaux deve muoversi, quando viene inviato a New Orleans per un incarico. La tempesta, dal devastante potere distruttivo, ha lasciato il quartiere commerciale e le zone residenziali nelle mani di sciacalli e saccheggiatori di ogni genere; la città è stata devastata, ed è come tornata al medioevo. Non c’è più legge né ordine: chi è malato o smarrito non può trovare rifugio in nessun luogo. Nelle strade invase dall’acqua galleggiano centinaia di cadaveri, alcuni restano impigliati ai rami degli alberi sommersi. In questo incubo apocalittico, Robicheaux deve dare la caccia a due stupratori, a un prete schiavo della morfina e a un vigilante che potrebbe rivelarsi più pericoloso di tutti i criminali che infestano la città.
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Uomo nel buio

*Uomo nel buio* è dedicato allo scrittore israeliano David Grossman e alla memoria di suo figlio Uri, morto nelle ultime ore di combattimento di una guerra inutile. Nel libro Auster racconta la storia di August Brill, un anziano recensore costretto a letto da un incidente, che per tenere a bada i suoi fantasmi nelle interminabili ore di una notte insonne immagina una storia in cui l’America è in piena guerra di secessione, dopo che alcuni stati, guidati da New York, sono usciti dall’Unione in seguito alla contestata elezione di George W. Bush del 2000. L’11 settembre 2001 non è successo niente di particolare, ma la guerra infiamma tutti gli Stati Uniti e l’unico modo per risolvere il problema è uccidere chi ha immaginato tutto questo, August Brill (da cui il geniale titolo della recensione del Jerusalem Post: «Kill Brill»). Da quest’ossatura metaletteraria, in tutto e per tutto un omaggio alle distopie di Philip K. Dick (c’è persino una ragazza dai capelli scuri che manovra occultamente il protagonista), prende carne e sangue la vera storia che Auster vuole raccontare e che August Brill vuole dimenticare, l’America vera della «war on terror», la moglie morta di cancro, gli indicibili orrori della guerra in Iraq da un lato e dall’altro la commovente tenerezza della nipote di Brill, la sorgente di luce che rischiarerà un poco il buio che avvolge August Brill e l’America.

*Uomo nel buio* è dedicato allo scrittore israeliano David Grossman e alla memoria di suo figlio Uri, morto nelle ultime ore di combattimento di una guerra inutile. Nel libro Auster racconta la storia di August Brill, un anziano recensore costretto a letto da un incidente, che per tenere a bada i suoi fantasmi nelle interminabili ore di una notte insonne immagina una storia in cui l’America è in piena guerra di secessione, dopo che alcuni stati, guidati da New York, sono usciti dall’Unione in seguito alla contestata elezione di George W. Bush del 2000. L’11 settembre 2001 non è successo niente di particolare, ma la guerra infiamma tutti gli Stati Uniti e l’unico modo per risolvere il problema è uccidere chi ha immaginato tutto questo, August Brill (da cui il geniale titolo della recensione del Jerusalem Post: «Kill Brill»). Da quest’ossatura metaletteraria, in tutto e per tutto un omaggio alle distopie di Philip K. Dick (c’è persino una ragazza dai capelli scuri che manovra occultamente il protagonista), prende carne e sangue la vera storia che Auster vuole raccontare e che August Brill vuole dimenticare, l’America vera della «war on terror», la moglie morta di cancro, gli indicibili orrori della guerra in Iraq da un lato e dall’altro la commovente tenerezza della nipote di Brill, la sorgente di luce che rischiarerà un poco il buio che avvolge August Brill e l’America.

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Uomini contro la mafia

Da Boris Giuliano a Carlo Alberto Dalla Chiesa, da Giovanni Falcone a Paolo Borsellino: storia degli uomini in lotta contro la criminalità organizzata Uomini contro la mafia è la storia di una resistenza anomala. Una resistenza che inizia con la nascita della consorteria mafiosa e prosegue fino ai giorni nostri. È la storia di uomini che hanno speso la propria vita affinché la mafia potesse essere sconfitta e che, troppo spesso, sono caduti per difendere le istituzioni democratiche di un Paese distratto e irriconoscente. Servitori dello Stato e uomini di Chiesa, esponenti della società civile e dirigenti di partito, imprenditori e sindacalisti: personalità diverse unite dallo stesso destino. Da Emanuele Notarbartolo a Libero Grassi, da Joe Petrosino a Carlo Alberto Dalla Chiesa, da Salvatore Carnevale a Pio La Torre, da Peppino Impastato a don Giuseppe Puglisi, da Paolo Giaccone a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: i loro ritratti compongono un’epopea unica nel mondo occidentale. Percorsi individuali che si intrecciano in maniera originale, perché Uomini contro la mafia non mette in scena il cammino di eroi solitari, ma racconta il tentativo di dar vita a ‘un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire il fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, e quindi della complicità’ (Paolo Borsellino). Dall’autore del bestseller La Chiesa e la mafia ‘È un libro durissimo, quello di Ceruso […]. Ricostruisce le troppe ambiguità a cavallo tra la mafia e una religiosità distorta e oscena.’ Gian Antonio Stella, autore di La casta ‘Un pugno nello stomaco. […] Una ricostruzione di storie emblematiche che corrono accanto agli ultimi decenni di storia di mafia “ufficiale”.’ Attilio Bolzoni, la Repubblica Vincenzo Cerusoè nato a Palermo, dove vive e lavora. Laureato in filosofia, già ricercatore presso il Centro studi Pedro Arrupe, ha lavorato per vent’anni nella Comunità di Sant’Egidio con i minori a rischio devianza, in alcuni dei quartieri più difficili di Palermo. Analista della criminalità mafiosa, si è occupato negli ultimi anni di tematiche riguardanti le connessioni tra mafia e religione. Redattore della rivista ‘I Quaderni di Alveare’, ha collaborato con ‘Segno’, ‘Narcomafie’, ‘Aggiornamenti sociali’, ‘Live Sicilia’. Con la Newton Compton ha pubblicato La Chiesa e la mafia, Il libro che la mafia non ti farebbe mai leggere e Dizionario italiano-mafioso, mafioso-italiano.

(source: Bol.com)

Da Boris Giuliano a Carlo Alberto Dalla Chiesa, da Giovanni Falcone a Paolo Borsellino: storia degli uomini in lotta contro la criminalità organizzata Uomini contro la mafia è la storia di una resistenza anomala. Una resistenza che inizia con la nascita della consorteria mafiosa e prosegue fino ai giorni nostri. È la storia di uomini che hanno speso la propria vita affinché la mafia potesse essere sconfitta e che, troppo spesso, sono caduti per difendere le istituzioni democratiche di un Paese distratto e irriconoscente. Servitori dello Stato e uomini di Chiesa, esponenti della società civile e dirigenti di partito, imprenditori e sindacalisti: personalità diverse unite dallo stesso destino. Da Emanuele Notarbartolo a Libero Grassi, da Joe Petrosino a Carlo Alberto Dalla Chiesa, da Salvatore Carnevale a Pio La Torre, da Peppino Impastato a don Giuseppe Puglisi, da Paolo Giaccone a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: i loro ritratti compongono un’epopea unica nel mondo occidentale. Percorsi individuali che si intrecciano in maniera originale, perché Uomini contro la mafia non mette in scena il cammino di eroi solitari, ma racconta il tentativo di dar vita a ‘un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire il fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, e quindi della complicità’ (Paolo Borsellino). Dall’autore del bestseller La Chiesa e la mafia ‘È un libro durissimo, quello di Ceruso […]. Ricostruisce le troppe ambiguità a cavallo tra la mafia e una religiosità distorta e oscena.’ Gian Antonio Stella, autore di La casta ‘Un pugno nello stomaco. […] Una ricostruzione di storie emblematiche che corrono accanto agli ultimi decenni di storia di mafia “ufficiale”.’ Attilio Bolzoni, la Repubblica Vincenzo Cerusoè nato a Palermo, dove vive e lavora. Laureato in filosofia, già ricercatore presso il Centro studi Pedro Arrupe, ha lavorato per vent’anni nella Comunità di Sant’Egidio con i minori a rischio devianza, in alcuni dei quartieri più difficili di Palermo. Analista della criminalità mafiosa, si è occupato negli ultimi anni di tematiche riguardanti le connessioni tra mafia e religione. Redattore della rivista ‘I Quaderni di Alveare’, ha collaborato con ‘Segno’, ‘Narcomafie’, ‘Aggiornamenti sociali’, ‘Live Sicilia’. Con la Newton Compton ha pubblicato La Chiesa e la mafia, Il libro che la mafia non ti farebbe mai leggere e Dizionario italiano-mafioso, mafioso-italiano.

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