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I desideri di una cortigiana

Ogni uomo a Londra vorrebbe conquistarla, ma Olivia Raines, la più famosa cortigiana della città, è annoiata da tutti quei damerini. Malgrado i molti flirt, è sempre riuscita a nascondere di non aver mai provato il brivido della passione, quella vera. Anche Julian Southwood, il più licenzioso dongiovanni del regno, vuole farla sua, pronto a speculare su quel segreto che ha appena scoperto e che, se svelato, rovinerebbe la carriera di Olivia. Così le offre il classico patto col diavolo: il proprio silenzio se lei gli permetterà di farle provare la vera estasi.

Ogni uomo a Londra vorrebbe conquistarla, ma Olivia Raines, la più famosa cortigiana della città, è annoiata da tutti quei damerini. Malgrado i molti flirt, è sempre riuscita a nascondere di non aver mai provato il brivido della passione, quella vera. Anche Julian Southwood, il più licenzioso dongiovanni del regno, vuole farla sua, pronto a speculare su quel segreto che ha appena scoperto e che, se svelato, rovinerebbe la carriera di Olivia. Così le offre il classico patto col diavolo: il proprio silenzio se lei gli permetterà di farle provare la vera estasi.

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La cospirazione. I regni di Calaspia

Il vilaggio di Quivelda è stato devastato e i suoi abitanti sono stati deportati e ridotti in schiavitù. Byron, tornato a casa dopo quattro anni sulle montagne con gli apostoli della conoscenza, trova solo morte e distruzione ad accoglierlo. I mostri feroci che il che il popolo di Calaspia credeva di aver sconfitto sono tornati: i Nurgor, essere ributtanti dai piedi caprini e i corpi bestiali, che non conoscono altra legge che quella dell’ascia; gli Ostentum, putridi ammassi di muscoli squamosi dotati di fruste e lame al posto delle mani. Chi li guida? Chi è il cospiratore che attenta al Regno di Calaspia? Byron deve raggiungere la capitale e avvertire l’imperatore: in un viaggio oscuro attraverso e strazianti torture, il giovane ereo si unirà a una compagnia di valorosi combatenti, all’indomabile nano Galar e alla prode guerriera Aesir, e raggiungerà il cuore del Regno, dove comunicherà il pericolo incombente. Età di lettura: da 12 anni.

Il vilaggio di Quivelda è stato devastato e i suoi abitanti sono stati deportati e ridotti in schiavitù. Byron, tornato a casa dopo quattro anni sulle montagne con gli apostoli della conoscenza, trova solo morte e distruzione ad accoglierlo. I mostri feroci che il che il popolo di Calaspia credeva di aver sconfitto sono tornati: i Nurgor, essere ributtanti dai piedi caprini e i corpi bestiali, che non conoscono altra legge che quella dell’ascia; gli Ostentum, putridi ammassi di muscoli squamosi dotati di fruste e lame al posto delle mani. Chi li guida? Chi è il cospiratore che attenta al Regno di Calaspia? Byron deve raggiungere la capitale e avvertire l’imperatore: in un viaggio oscuro attraverso e strazianti torture, il giovane ereo si unirà a una compagnia di valorosi combatenti, all’indomabile nano Galar e alla prode guerriera Aesir, e raggiungerà il cuore del Regno, dove comunicherà il pericolo incombente. Età di lettura: da 12 anni.

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Il corpo che affiora

L’atmosfera idilliaca dell’isola di Sandhamn, nell’arcipelago di Stoccolma, viene turbata dall’ombra della morte e del delitto. Il corpo di un uomo di mezza età affiora accanto a uno scoglio, avvolto in una rete da pesca. L’uomo è Krister Berggren, viveva da solo in uno squallido appartamento della periferia di Stoccolma, e a casa sua le uniche tracce di un qualche rapporto con altri esseri umani sono una foto della madre e una cartolina della cugina Kicki. E anche quest’ultima, Kicki, viene trovata uccisa, avvelenata. Le indagini sono affidate all’ispettore Thomas Andreasson, che può contare sull’aiuto di una sua amica d’infanzia, Nora Linde, avvocato. La scia di delitti è finita o continuerà? E le due vittime sono state eliminate dallo stesso assassino? Per scoprirlo, Thomas e Nora dovranno portare alla luce inconfessabili segreti
(source: Bol.com)

L’atmosfera idilliaca dell’isola di Sandhamn, nell’arcipelago di Stoccolma, viene turbata dall’ombra della morte e del delitto. Il corpo di un uomo di mezza età affiora accanto a uno scoglio, avvolto in una rete da pesca. L’uomo è Krister Berggren, viveva da solo in uno squallido appartamento della periferia di Stoccolma, e a casa sua le uniche tracce di un qualche rapporto con altri esseri umani sono una foto della madre e una cartolina della cugina Kicki. E anche quest’ultima, Kicki, viene trovata uccisa, avvelenata. Le indagini sono affidate all’ispettore Thomas Andreasson, che può contare sull’aiuto di una sua amica d’infanzia, Nora Linde, avvocato. La scia di delitti è finita o continuerà? E le due vittime sono state eliminate dallo stesso assassino? Per scoprirlo, Thomas e Nora dovranno portare alla luce inconfessabili segreti
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Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra

Cosa può fare uno scrittore per aiutare il proprio paese a ritrovare la pace? David Grossman ha una risposta, semplice e profonda come tutte le grandi verità: scrivere, raccontare, creare storie e personaggi in grado di far entrare i lettori nella pelle di un altro, farli pensare con la testa di un altro, far loro guardare la realtà con gli occhi di un altro. Anche se l’altro è un nemico. “Quando abbiamo conosciuto l’altro dall’interno, da quel momento non possiamo più essere completamente indifferenti a lui. Ci risulterà difficile rinnegarlo del tutto. Fare come se fosse una “non persona”. Non potremo più rifuggire dalla sua sofferenza, dalla sua ragione, dalla sua storia. E forse diventeremo anche più indulgenti con i suoi errori.” I milioni di lettori di Grossman sanno che è possibile, per un personaggio inventato, diventare – come per miracolo – una persona vera, viva e intimamente familiare: un miracolo che solo la letteratura può compiere, e che incanta gli uomini da sempre. Ma che è anche un dono prezioso per chi vive in un paese in guerra, un dono capace di accendere una speranza e indicare una via di uscita dal tragico labirinto del conflitto tra israeliani e palestinesi. Scrivere diventa, allora, un mezzo per rendere il mondo meno estraneo e nemico, il dolore meno paralizzante e insopportabile, il linguaggio meno povero e fossilizzato dagli stereotipi dell’odio e della paura.”

Cosa può fare uno scrittore per aiutare il proprio paese a ritrovare la pace? David Grossman ha una risposta, semplice e profonda come tutte le grandi verità: scrivere, raccontare, creare storie e personaggi in grado di far entrare i lettori nella pelle di un altro, farli pensare con la testa di un altro, far loro guardare la realtà con gli occhi di un altro. Anche se l’altro è un nemico. “Quando abbiamo conosciuto l’altro dall’interno, da quel momento non possiamo più essere completamente indifferenti a lui. Ci risulterà difficile rinnegarlo del tutto. Fare come se fosse una “non persona”. Non potremo più rifuggire dalla sua sofferenza, dalla sua ragione, dalla sua storia. E forse diventeremo anche più indulgenti con i suoi errori.” I milioni di lettori di Grossman sanno che è possibile, per un personaggio inventato, diventare – come per miracolo – una persona vera, viva e intimamente familiare: un miracolo che solo la letteratura può compiere, e che incanta gli uomini da sempre. Ma che è anche un dono prezioso per chi vive in un paese in guerra, un dono capace di accendere una speranza e indicare una via di uscita dal tragico labirinto del conflitto tra israeliani e palestinesi. Scrivere diventa, allora, un mezzo per rendere il mondo meno estraneo e nemico, il dolore meno paralizzante e insopportabile, il linguaggio meno povero e fossilizzato dagli stereotipi dell’odio e della paura.”

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Il collezionista ostinato

A 36 anni la vita di Max Perri è un vero disastro. Certo, come avvocato ha un discreto successo, ma di guadagnare non se ne parla. Inoltre è costretto dalla segretaria a una dieta ferrea che consiste suppergiù in germogli di soia e mele verdi, niente a che vedere con il suo sogno proibito: cioccolato fondente e una bella birra ghiacciata. E che dire della sua vita sentimentale? Beh, di quella è meglio non parlare. L’unica vera soddisfazione di Max è l’incredibile collezione di dischi in vinile di gruppi rock degli anni Settanta che è riuscito a mettere insieme negli anni. Quando Linda Vanoli si presenta nel suo studio chiedendogli di rintracciare il padre, Max pensa di trovarsi di fronte a un caso semplice e redditizio, proprio quello di cui avrebbe bisogno. La ragazza, infatti, ha da poco scoperto di essere figlia di quella che aveva sempre considerato sua sorella, Giara, e di un uomo di cui nessuno vuole parlare. Per Max la soluzione è fin troppo facile, anche perché Giara è una sua vecchia conoscenza, ma quando la donna, sul punto di svelargli il suo segreto, muore in un incidente che di casuale non ha proprio nulla, Max comprende che il gioco è molto più pericoloso di quello che pensava.

A 36 anni la vita di Max Perri è un vero disastro. Certo, come avvocato ha un discreto successo, ma di guadagnare non se ne parla. Inoltre è costretto dalla segretaria a una dieta ferrea che consiste suppergiù in germogli di soia e mele verdi, niente a che vedere con il suo sogno proibito: cioccolato fondente e una bella birra ghiacciata. E che dire della sua vita sentimentale? Beh, di quella è meglio non parlare. L’unica vera soddisfazione di Max è l’incredibile collezione di dischi in vinile di gruppi rock degli anni Settanta che è riuscito a mettere insieme negli anni. Quando Linda Vanoli si presenta nel suo studio chiedendogli di rintracciare il padre, Max pensa di trovarsi di fronte a un caso semplice e redditizio, proprio quello di cui avrebbe bisogno. La ragazza, infatti, ha da poco scoperto di essere figlia di quella che aveva sempre considerato sua sorella, Giara, e di un uomo di cui nessuno vuole parlare. Per Max la soluzione è fin troppo facile, anche perché Giara è una sua vecchia conoscenza, ma quando la donna, sul punto di svelargli il suo segreto, muore in un incidente che di casuale non ha proprio nulla, Max comprende che il gioco è molto più pericoloso di quello che pensava.

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Il codice di Newton

A Cambridge, in una fredda mattina di pioggia, un corpo viene ritrovato nel fiume limaccioso che scorre intorno all’università. Galleggia tra i giunchi avvolto in un cappotto rosso; stretto in mano, un antico prisma di vetro. Si tratta di Elizabeth, storica inglese ossessionata dal XVII secolo e dall’alchimia, che stava indagando sulle misteriose circostanze legate all’assegnazione di una cattedra del Trinity College a Isaac Newton, nel 1667. Quell’anno, due docenti erano morti cadendo dalle scale, in apparente stato di ubriachezza; un terzo era morto di polmonite, dopo aver passato la notte in un campo sempre sotto gli effetti dell’alcol; e l’ultimo era stato espulso per malattia mentale, lasciando liberi dei posti all’interno della confraternita. Una semplice coincidenza forse, che però aveva fatto la fortuna del giovane scienziato. Ora il libro di Elizabeth, “l’Alchimista”, resta incompiuto: quando Lydia, giovane amica di Elizabeth, acconsente a terminare l’opera in qualità di ghost-writer, strani episodi iniziano a tormentarla. Improvvisi lampi di luce che danzano sui muri, documenti che spariscono e ricompaiano altrove e la sagoma di una figura umana, avvolta in una pesante cappa. Rossa come le toghe che indossavano i professori emeriti nel Seicento.

A Cambridge, in una fredda mattina di pioggia, un corpo viene ritrovato nel fiume limaccioso che scorre intorno all’università. Galleggia tra i giunchi avvolto in un cappotto rosso; stretto in mano, un antico prisma di vetro. Si tratta di Elizabeth, storica inglese ossessionata dal XVII secolo e dall’alchimia, che stava indagando sulle misteriose circostanze legate all’assegnazione di una cattedra del Trinity College a Isaac Newton, nel 1667. Quell’anno, due docenti erano morti cadendo dalle scale, in apparente stato di ubriachezza; un terzo era morto di polmonite, dopo aver passato la notte in un campo sempre sotto gli effetti dell’alcol; e l’ultimo era stato espulso per malattia mentale, lasciando liberi dei posti all’interno della confraternita. Una semplice coincidenza forse, che però aveva fatto la fortuna del giovane scienziato. Ora il libro di Elizabeth, “l’Alchimista”, resta incompiuto: quando Lydia, giovane amica di Elizabeth, acconsente a terminare l’opera in qualità di ghost-writer, strani episodi iniziano a tormentarla. Improvvisi lampi di luce che danzano sui muri, documenti che spariscono e ricompaiano altrove e la sagoma di una figura umana, avvolta in una pesante cappa. Rossa come le toghe che indossavano i professori emeriti nel Seicento.

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Il Codice dei giusti

Omicidi banali, avvenimenti lontani, circostanze molto diverse, le vittime, spesso, sono individui spregevoli, “normale” violenza quotidiana, eppure… È Will Monroe, giovane cronista del “New York Times”, a intuire un incredibile legame: le vittime hanno compiuto, in un momento della loro vita, atti di eccezionale bontà. Qualcuno sta uccidendo persone buone. Perché? Per l’esordiente Will l’inchiesta è un’interessante opportunità professionale. Ma gli avvenimenti precipitano quando qualcuno rapisce la moglie di Will e lo mette in guardia: non può avvertire la polizia e non deve continuare la sua inchiesta. Disperato, Will fa ricorso a vecchi amici esperti d’informatica e misteri esoterici. Le tracce lo conducono nel cuore della comunità ebraica di New York, nell’impenetrabile mondo chassidico, dove scopre che la posta in gioco è molto più alta di quello che mai avrebbe immaginato. Con il passare delle ore si fa sempre più lunga, in giro per il mondo, la catena di inspiegabili omicidi: è un’antica profezia biblica che si compie e minaccia di avere un esito che l’intera umanità teme da migliaia di anni…

Omicidi banali, avvenimenti lontani, circostanze molto diverse, le vittime, spesso, sono individui spregevoli, “normale” violenza quotidiana, eppure… È Will Monroe, giovane cronista del “New York Times”, a intuire un incredibile legame: le vittime hanno compiuto, in un momento della loro vita, atti di eccezionale bontà. Qualcuno sta uccidendo persone buone. Perché? Per l’esordiente Will l’inchiesta è un’interessante opportunità professionale. Ma gli avvenimenti precipitano quando qualcuno rapisce la moglie di Will e lo mette in guardia: non può avvertire la polizia e non deve continuare la sua inchiesta. Disperato, Will fa ricorso a vecchi amici esperti d’informatica e misteri esoterici. Le tracce lo conducono nel cuore della comunità ebraica di New York, nell’impenetrabile mondo chassidico, dove scopre che la posta in gioco è molto più alta di quello che mai avrebbe immaginato. Con il passare delle ore si fa sempre più lunga, in giro per il mondo, la catena di inspiegabili omicidi: è un’antica profezia biblica che si compie e minaccia di avere un esito che l’intera umanità teme da migliaia di anni…

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La coda del diavolo

L’Azzan, un gruppo terroristico islamico tra i tanti che insanguinano la storia recente con la loro jihad, e un esplosivo di ultima generazione, devastante e praticamente invisibile ai controlli, che fa gola a molti. La guerra può avere inizio, con la sua lunga scia di morte, rapimenti, brutalità. La prima mossa della delicata partita a scacchi che opporrà ai terroristi una squadra speciale interforze tutta italiana si gioca in una Praga cupa e decadente. Ma è solo l’inizio: Roma, Londra, Sahara Occidentale. E poi il Gambia, quella terra a forma di coda del Diavolo insinuata nel territorio del Senegal che sembra essere diventata il quartier generale dell’Inferno. E di quanti sono decisi ad avvolgere nelle sue fiamme i nemici.

L’Azzan, un gruppo terroristico islamico tra i tanti che insanguinano la storia recente con la loro jihad, e un esplosivo di ultima generazione, devastante e praticamente invisibile ai controlli, che fa gola a molti. La guerra può avere inizio, con la sua lunga scia di morte, rapimenti, brutalità. La prima mossa della delicata partita a scacchi che opporrà ai terroristi una squadra speciale interforze tutta italiana si gioca in una Praga cupa e decadente. Ma è solo l’inizio: Roma, Londra, Sahara Occidentale. E poi il Gambia, quella terra a forma di coda del Diavolo insinuata nel territorio del Senegal che sembra essere diventata il quartier generale dell’Inferno. E di quanti sono decisi ad avvolgere nelle sue fiamme i nemici.

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La città del sole nero

Gennaio 1505. Chiuso nel suo studio, Niccolò Machiavelli, Primo Segretario della Repubblica di Firenze, non trova pace. Troppi sono i segnali sinistri apparsi in città nelle ultime settimane; impossibile non intuire che un grave pericolo è alle porte. Il cardinale Giovanni de’ Medici, rampollo della famiglia esiliata che tutti ancora temono, è tornato, travestito da umile frate, per le strade che un tempo erano dei suoi padri e che adesso progetta di riprendersi. Nelle stesse ore tre anziani messaggeri sono stati orribilmente uccisi, carbonizzati da un fuoco d’insolita potenza, ma un attimo prima di morire sono riusciti a nascondere tre pergamene di antica fattura: alludono a un terribile segreto e a una congiura che, se non verrà bloccata in tempo, avrà conseguenze inimmaginabili, e forse non solo per la Signoria. C’è poi un giovane scienziato polacco che chiede di poter allestire una dimostrazione pubblica di fronte a sapienti ed ecclesiastici: grazie a uno strano globo dorato rivelerà la verità sulla natura intima del mondo e sulla forza che lo sostiene in cielo. E se tutto ciò non bastasse a turbare il sonno del Machiavelli, da qualche tempo anche la natura sembra essersi caricata di cupi presagi: nel cielo coperto di nubi, decine di grandi aquile volteggiano sopra i tetti dei palazzi, minacciose come angeli vendicatori in attesa del Giudizio.
Nel nuovo romanzo di Leonardo Gori, la Firenze del Cinquecento torna a vivere, in una trama ad alta tensione, più reale e misteriosa che mai: fucina di menti illuminate e teatro dei delitti più efferati, ma soprattutto madre di enigmi destinati ad attraversare i secoli.

Gennaio 1505. Chiuso nel suo studio, Niccolò Machiavelli, Primo Segretario della Repubblica di Firenze, non trova pace. Troppi sono i segnali sinistri apparsi in città nelle ultime settimane; impossibile non intuire che un grave pericolo è alle porte. Il cardinale Giovanni de’ Medici, rampollo della famiglia esiliata che tutti ancora temono, è tornato, travestito da umile frate, per le strade che un tempo erano dei suoi padri e che adesso progetta di riprendersi. Nelle stesse ore tre anziani messaggeri sono stati orribilmente uccisi, carbonizzati da un fuoco d’insolita potenza, ma un attimo prima di morire sono riusciti a nascondere tre pergamene di antica fattura: alludono a un terribile segreto e a una congiura che, se non verrà bloccata in tempo, avrà conseguenze inimmaginabili, e forse non solo per la Signoria. C’è poi un giovane scienziato polacco che chiede di poter allestire una dimostrazione pubblica di fronte a sapienti ed ecclesiastici: grazie a uno strano globo dorato rivelerà la verità sulla natura intima del mondo e sulla forza che lo sostiene in cielo. E se tutto ciò non bastasse a turbare il sonno del Machiavelli, da qualche tempo anche la natura sembra essersi caricata di cupi presagi: nel cielo coperto di nubi, decine di grandi aquile volteggiano sopra i tetti dei palazzi, minacciose come angeli vendicatori in attesa del Giudizio.
Nel nuovo romanzo di Leonardo Gori, la Firenze del Cinquecento torna a vivere, in una trama ad alta tensione, più reale e misteriosa che mai: fucina di menti illuminate e teatro dei delitti più efferati, ma soprattutto madre di enigmi destinati ad attraversare i secoli.

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La città dei ladri

È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è sotto l’assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame e tanto freddo. Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, figlio di un poeta ebreo scomparso un pomeriggio d’estate del 1937, dopo una visita della polizia sovietica alla sede della sua rivista letteraria, e per Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, il mento forte, il naso dritto e un ciuffo ribelle in testa, la fame e il freddo sono, però, ben poca cosa rispetto a quello che la legge marziale prevede per loro. Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare. E per simili reati, furto ai danni dello stato e abbandono della divisa, la pena prevista in tempo di guerra è una sola: la fucilazione. Stamattina i soldati sono andati a prenderli alle Croci, il cupo carcere di mattoni rossi sulla Neva, e li hanno condotti in una maestosa villa col portico di legno dove si aggiravano centinaia di berretti rossi e blu della NKDV, la polizia segreta. Dopo qualche istante di attesa, i due ragazzi si sono ritrovati al cospetto di un colonnello con un collo taurino e tre stelle ben in vista sulle mostrine della divisa. Il colonnello li ha dapprima squadrati, poi li ha invitati a seguirlo fino ai margini del fiume. Sulla Neva ghiacciata una ragazza pattinava. I capelli corvini legati in uno chignon morbido, le guance sferzate dal vento, faceva piroette strette e veloci. Il colonnello ha detto che era sua figlia e che stava per sposarsi con un importante uomo del partito. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e… un solo problema: la torta nuziale. C’erano lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancavano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell’Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri. Eccoli, dunque, Lev e Kolja, alla disperata ricerca di dodici uova durante gli eroici giorni della resistenza di Leningrado. Le loro vite di criminali sono state salvate dal magnanimo Stato sovietico in cambio di una piccola commissione. Una commissione stramba ma non dannatamente impossibile.

È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è sotto l’assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame e tanto freddo. Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, figlio di un poeta ebreo scomparso un pomeriggio d’estate del 1937, dopo una visita della polizia sovietica alla sede della sua rivista letteraria, e per Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, il mento forte, il naso dritto e un ciuffo ribelle in testa, la fame e il freddo sono, però, ben poca cosa rispetto a quello che la legge marziale prevede per loro. Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare. E per simili reati, furto ai danni dello stato e abbandono della divisa, la pena prevista in tempo di guerra è una sola: la fucilazione. Stamattina i soldati sono andati a prenderli alle Croci, il cupo carcere di mattoni rossi sulla Neva, e li hanno condotti in una maestosa villa col portico di legno dove si aggiravano centinaia di berretti rossi e blu della NKDV, la polizia segreta. Dopo qualche istante di attesa, i due ragazzi si sono ritrovati al cospetto di un colonnello con un collo taurino e tre stelle ben in vista sulle mostrine della divisa. Il colonnello li ha dapprima squadrati, poi li ha invitati a seguirlo fino ai margini del fiume. Sulla Neva ghiacciata una ragazza pattinava. I capelli corvini legati in uno chignon morbido, le guance sferzate dal vento, faceva piroette strette e veloci. Il colonnello ha detto che era sua figlia e che stava per sposarsi con un importante uomo del partito. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e… un solo problema: la torta nuziale. C’erano lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancavano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell’Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri. Eccoli, dunque, Lev e Kolja, alla disperata ricerca di dodici uova durante gli eroici giorni della resistenza di Leningrado. Le loro vite di criminali sono state salvate dal magnanimo Stato sovietico in cambio di una piccola commissione. Una commissione stramba ma non dannatamente impossibile.

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La città d’acqua

La città d’acqua rievoca il mondo perduto di una civiltà di pescatori lagunari. Un luogo al limite, né mare né terra, come le esistenze messe in scena da Giulia Clarkson: al confine tra adolescenza e maturità, tra realtà e illusione. La laguna conserva la memoria dei secoli trascorsi negli oggetti depositati sui suoi fondali. Il giovane Frantziscu aiuta nella pesca il padre adottivo Salvatore, dentro un’adolescenza d’acqua salmastra. Ma la città di pietra avanza con le proprie logiche che tutto inglobano, soprattutto la laguna, i suoi abitanti, gli odori, i sapori e i colori. A Frantziscu non resta che la testa di un’antica statua restituita dallo stagno: oggetto ma anche ideale di donna destinato a confondersi con le figure femminili che il protagonista incontrerà nel suo nuovo, obbligato viaggio cittadino. È l’incontro-scontro con un’altra civiltà, il maturare e l’infrangersi di promesse, la perdizione e l’emarginazione, ma anche una prova da superare.

La città d’acqua rievoca il mondo perduto di una civiltà di pescatori lagunari. Un luogo al limite, né mare né terra, come le esistenze messe in scena da Giulia Clarkson: al confine tra adolescenza e maturità, tra realtà e illusione. La laguna conserva la memoria dei secoli trascorsi negli oggetti depositati sui suoi fondali. Il giovane Frantziscu aiuta nella pesca il padre adottivo Salvatore, dentro un’adolescenza d’acqua salmastra. Ma la città di pietra avanza con le proprie logiche che tutto inglobano, soprattutto la laguna, i suoi abitanti, gli odori, i sapori e i colori. A Frantziscu non resta che la testa di un’antica statua restituita dallo stagno: oggetto ma anche ideale di donna destinato a confondersi con le figure femminili che il protagonista incontrerà nel suo nuovo, obbligato viaggio cittadino. È l’incontro-scontro con un’altra civiltà, il maturare e l’infrangersi di promesse, la perdizione e l’emarginazione, ma anche una prova da superare.

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La chimica della morte

Quando il corpo bizzarramente mutilato di una giovane donna viene ritrovato nelle paludi che circondano il villaggio di Manham, sperduto negli acquitrini del Norfolk, il dottor David Hunter non piange solo la perdita di un’amica, ma è costretto a fare i conti con il proprio doloroso passato. Un tempo autorevole antropologo forense, David si è seppellito nella sonnolenta Manham per lasciarsi alle spalle la tragedia familiare che gli ha reso impossibile guardare con distacco clinico la macabra specialità cui doveva la propria fama: l’interpretazione dell’alchimia rovesciata della morte – che trasforma l’oro della vita nelle vili materie prime da cui è costituita – per risalire alle cause del decesso e all’assassino. Costretto con un velato ricatto morale a dare il proprio contributo alle indagini, il dottor Hunter viene trascinato in un intricato labirinto di sospetti dalla diffidenza e dal panico che cominciano a serpeggiare in paese dopo la seconda, misteriosa sparizione, scatenando una caccia alle streghe sobillata delle prediche infuocate del reverendo Scarsdale. Mentre la spirale di raccapriccianti delitti sembra stringersi intorno a David Hunter, una più sinistra e sconvolgente scoperta lo attende al varco…

Tra Thomas Harris, Jeffery Deaver, Patricia Cornwell, il thriller teso sulla corda di un incalzare paralizzante che la stampa, inglese e tedesca, ha accolto come la rivelazione dell’anno.

(source: Bol.com)

Quando il corpo bizzarramente mutilato di una giovane donna viene ritrovato nelle paludi che circondano il villaggio di Manham, sperduto negli acquitrini del Norfolk, il dottor David Hunter non piange solo la perdita di un’amica, ma è costretto a fare i conti con il proprio doloroso passato. Un tempo autorevole antropologo forense, David si è seppellito nella sonnolenta Manham per lasciarsi alle spalle la tragedia familiare che gli ha reso impossibile guardare con distacco clinico la macabra specialità cui doveva la propria fama: l’interpretazione dell’alchimia rovesciata della morte – che trasforma l’oro della vita nelle vili materie prime da cui è costituita – per risalire alle cause del decesso e all’assassino. Costretto con un velato ricatto morale a dare il proprio contributo alle indagini, il dottor Hunter viene trascinato in un intricato labirinto di sospetti dalla diffidenza e dal panico che cominciano a serpeggiare in paese dopo la seconda, misteriosa sparizione, scatenando una caccia alle streghe sobillata delle prediche infuocate del reverendo Scarsdale. Mentre la spirale di raccapriccianti delitti sembra stringersi intorno a David Hunter, una più sinistra e sconvolgente scoperta lo attende al varco…

Tra Thomas Harris, Jeffery Deaver, Patricia Cornwell, il thriller teso sulla corda di un incalzare paralizzante che la stampa, inglese e tedesca, ha accolto come la rivelazione dell’anno.

(source: Bol.com)

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La chiave di Sarah

16 luglio del 1942, una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e prima di essere portata via riesce a nascondere il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave.
Sessant’anni dopo Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti e le sue indagini la portano molto più lontano del previsto. Il suo destino si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Romanzo di forte impatto emotivo, intriso di una verità storica che appassiona e commuove, La chiave di Sarah è un grande bestseller internazionale, un racconto a due voci in cui passato e presente si fondono per svelarci cosa è realmente accaduto in quella tragica estate a Parigi, e fare luce su una vergognosa pagina della Storia.
(source: Bol.com)

16 luglio del 1942, una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e prima di essere portata via riesce a nascondere il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave.
Sessant’anni dopo Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti e le sue indagini la portano molto più lontano del previsto. Il suo destino si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Romanzo di forte impatto emotivo, intriso di una verità storica che appassiona e commuove, La chiave di Sarah è un grande bestseller internazionale, un racconto a due voci in cui passato e presente si fondono per svelarci cosa è realmente accaduto in quella tragica estate a Parigi, e fare luce su una vergognosa pagina della Storia.
(source: Bol.com)

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Il cedro del Libano-Il dio dei viventi

Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871. La sua formazione culturale è completamente da autodidatta. Alla giovane età di 17 anni pubblica i suoi primi racconti in un giornale di moda. Il suo primo romanzo è Fior di Sardegna (1891). Nel 1900 si sposa con un funzionario statale e si trasferisce a Roma dove risiederà per il resto della sua vita. Nel 1903 esce Elias Portolu, nel 1913 Canne al Vento, nel 1920 La Madre. È autrice di testi teatrali e di racconti e novelle. Nel 1926 viene insignita del Premio Nobel per la Letteratura. Muore a Roma il 15 agosto del 1936.

Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871. La sua formazione culturale è completamente da autodidatta. Alla giovane età di 17 anni pubblica i suoi primi racconti in un giornale di moda. Il suo primo romanzo è Fior di Sardegna (1891). Nel 1900 si sposa con un funzionario statale e si trasferisce a Roma dove risiederà per il resto della sua vita. Nel 1903 esce Elias Portolu, nel 1913 Canne al Vento, nel 1920 La Madre. È autrice di testi teatrali e di racconti e novelle. Nel 1926 viene insignita del Premio Nobel per la Letteratura. Muore a Roma il 15 agosto del 1936.

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La catena di fuoco

Richard Rahl, signore del D’Hara, portatore della Spada della Verità, è gravemente ferito in battaglia. Grazie alle cure della maga Nicci riprende conoscenza, ma scopre ben presto che sua moglie Kahlan è scomparsa. Ad aumentare il suo senso di smarrimento si aggiunge il fatto che nessuno sembra ricordare l’esistenza della donna, né gli crede quando parla di lei. Nel frattempo le truppe dell’imperatore Jagang, capo del brutale Ordine Imperiale, minacciano il D’Hara. Turbato dall’assenza di Kahlan, Richard si rifiuta di guidare il proprio esercito contro le forze nemiche, sostenendo che la sua gente deve difendersi da sola. Decide di barattare la Spada della Verità in cambio di notizie di Kahlan con maga Shota e scopre la “catena di fuoco”.

Richard Rahl, signore del D’Hara, portatore della Spada della Verità, è gravemente ferito in battaglia. Grazie alle cure della maga Nicci riprende conoscenza, ma scopre ben presto che sua moglie Kahlan è scomparsa. Ad aumentare il suo senso di smarrimento si aggiunge il fatto che nessuno sembra ricordare l’esistenza della donna, né gli crede quando parla di lei. Nel frattempo le truppe dell’imperatore Jagang, capo del brutale Ordine Imperiale, minacciano il D’Hara. Turbato dall’assenza di Kahlan, Richard si rifiuta di guidare il proprio esercito contro le forze nemiche, sostenendo che la sua gente deve difendersi da sola. Decide di barattare la Spada della Verità in cambio di notizie di Kahlan con maga Shota e scopre la “catena di fuoco”.

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Il castello alto

Questo libro, inedito in italiano, fu scritto da Lem all’epoca dei suoi maggiori successi come autore di letteratura fantastica. È un autoritratto dello scrittore nel periodo della sua infanzia, una ricerca approfondita e minuziosa sulla sua storia personale. È un libro che trasporta il lettore in un vortice di ricordi colorati e tridimensionali, accanto al bambino che compie i suoi primi passi e impara a conoscere il mondo degli adulti, gioca, passeggia, legge. Con umorismo e senza troppi riguardi per se stesso, il Lem adulto ci racconta la nascita e la formazione della sua personalità, della sua intelligenza e della sua immaginazione, seguendo il bambino Lem nella storia della sua maturazione sullo sfondo della città di Leopoli tra le due guerre: racconto non meno affascinante e sorprendente delle trame dei suoi romanzi fantastici.

Questo libro, inedito in italiano, fu scritto da Lem all’epoca dei suoi maggiori successi come autore di letteratura fantastica. È un autoritratto dello scrittore nel periodo della sua infanzia, una ricerca approfondita e minuziosa sulla sua storia personale. È un libro che trasporta il lettore in un vortice di ricordi colorati e tridimensionali, accanto al bambino che compie i suoi primi passi e impara a conoscere il mondo degli adulti, gioca, passeggia, legge. Con umorismo e senza troppi riguardi per se stesso, il Lem adulto ci racconta la nascita e la formazione della sua personalità, della sua intelligenza e della sua immaginazione, seguendo il bambino Lem nella storia della sua maturazione sullo sfondo della città di Leopoli tra le due guerre: racconto non meno affascinante e sorprendente delle trame dei suoi romanzi fantastici.

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