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La croce e la spada

Era un bambino, Morgenne, il giorno in cui cinque angeli bianchi, su montature con gualdrappe d’oro e d’argento, fecero irruzione sulla loro terra. Le armi sguainate scintillavano al sole ed emettevano un fragore che sembrava un concerto per celebrare la venuta di angeli caduti. Ma i cavalieri erano angeli della morte e li avevano uccisi tutti. Lui era l’unico a essersi salvato. Allora non poteva saperlo, ma la grave colpa per cui il padre era stato punito, insieme alla madre e alla sorellina, era di aver amato, lui cristiano, una donna ebrea. Dopo anni trascorsi in solitudine nella foresta, Morgenne conosce un poeta, come ce ne erano tanti nella Francia del XII secolo, un cantastorie di nome Chrétien de Troyes. L’uomo porta il ragazzo con sé, colpito dalla sua prodigiosa memoria. Da quel momento la vita di Morgenne si confonde fino a diventare leggenda. Insieme a Chrétien, il ragazzo partecipa prima a una gara di trovieri, poi si unisce alla Compagnia del Dragone Bianco, una carovana di attori specializzata nel portare in scena le imprese di San Giorgio. Con loro sbarcheranno in Terrasanta, dove Morgenne decide di diventare cavaliere templare.
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Era un bambino, Morgenne, il giorno in cui cinque angeli bianchi, su montature con gualdrappe d’oro e d’argento, fecero irruzione sulla loro terra. Le armi sguainate scintillavano al sole ed emettevano un fragore che sembrava un concerto per celebrare la venuta di angeli caduti. Ma i cavalieri erano angeli della morte e li avevano uccisi tutti. Lui era l’unico a essersi salvato. Allora non poteva saperlo, ma la grave colpa per cui il padre era stato punito, insieme alla madre e alla sorellina, era di aver amato, lui cristiano, una donna ebrea. Dopo anni trascorsi in solitudine nella foresta, Morgenne conosce un poeta, come ce ne erano tanti nella Francia del XII secolo, un cantastorie di nome Chrétien de Troyes. L’uomo porta il ragazzo con sé, colpito dalla sua prodigiosa memoria. Da quel momento la vita di Morgenne si confonde fino a diventare leggenda. Insieme a Chrétien, il ragazzo partecipa prima a una gara di trovieri, poi si unisce alla Compagnia del Dragone Bianco, una carovana di attori specializzata nel portare in scena le imprese di San Giorgio. Con loro sbarcheranno in Terrasanta, dove Morgenne decide di diventare cavaliere templare.
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Controinsurrezioni

Valerio Evangelisti, il celebre creatore del personaggio dell’inquisitore Eymerich, e Antonio Moresco, una tra le voci più innovative della letteratura italiana contemporanea, hanno unito i loro talenti per esplorare l’evento storico che è stato l’atto di fondazione di un paese, l’Italia, che sembra averlo dimenticato se non tradito: il Risorgimento. Nelle due storie (una ambientata negli ultimi giorni della Repubblica Romana del 1849, l’altra che si svolge durante il cruciale anno 1848) Evangelisti e Moresco fanno rivivere il rumore e il colore delle lotte risorgimentali. Eroismi folli, lampi di ferocia, lunghe attese nelle barricate, feriti rantolanti, malinconia, paura, amore: una verità fatta di carne e sangue che lo storico non può permettersi, e che solo la narrativa può far rivivere.
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Valerio Evangelisti, il celebre creatore del personaggio dell’inquisitore Eymerich, e Antonio Moresco, una tra le voci più innovative della letteratura italiana contemporanea, hanno unito i loro talenti per esplorare l’evento storico che è stato l’atto di fondazione di un paese, l’Italia, che sembra averlo dimenticato se non tradito: il Risorgimento. Nelle due storie (una ambientata negli ultimi giorni della Repubblica Romana del 1849, l’altra che si svolge durante il cruciale anno 1848) Evangelisti e Moresco fanno rivivere il rumore e il colore delle lotte risorgimentali. Eroismi folli, lampi di ferocia, lunghe attese nelle barricate, feriti rantolanti, malinconia, paura, amore: una verità fatta di carne e sangue che lo storico non può permettersi, e che solo la narrativa può far rivivere.
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La contessina Mizzi ovvero Un giorno in famiglia

Arthur Schnitzler scrisse la commedia in un atto “La contessina Mizzi ovvero Un giorno in famiglia” fra il giugno 1906 e l’aprile 1907. L’attenzione dello Schnitzler acuto osservatore della società è rivolta, in quest’opera, al mondo dell’aristocrazia e al rigido codice delle convenzioni che ne regolano e ne snaturano l’esistenza. La doppia morale, condannabile nel mondo borghese, è giustificata dalla ferrea e ipocrita legge del decoro in quello aristocratico. L’ironia della commedia è tutta nel sottotitolo: il “Giorno in famiglia”, che allude a un tranquillo incontro, è invece un giorno di rivelazioni di aspetti dolorosi e grotteschi di un non troppo lontano passato e produrrà in realtà delle situazioni disgreganti per una famiglia che fino allora aveva vissuto apparentemente tranquilla nella menzogna e nell’ipocrisia, imposte dalle convenienze di classe. Mizzi è una delle grandi figure femminili dell’opera di Schnitzler, una donna che con aristocratico contegno ha sofferto in silenzio, lasciando che la sua vicenda umana si evolvesse senza interferire nel destino degli altri. Nonostante la satira, piuttosto marcata, del futile e vuoto mondo aristocratico, non sfugge tuttavia nella commedia un senso di umana comprensione, e persino di simpatia, nei riguardi di una classe che un tempo aveva retto, al di là di ogni critica, con dignità le sorti dell’Austria felix e che adesso, all’inizio del Novecento, è ormai soltanto l’ombra di se stessa.
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Arthur Schnitzler scrisse la commedia in un atto “La contessina Mizzi ovvero Un giorno in famiglia” fra il giugno 1906 e l’aprile 1907. L’attenzione dello Schnitzler acuto osservatore della società è rivolta, in quest’opera, al mondo dell’aristocrazia e al rigido codice delle convenzioni che ne regolano e ne snaturano l’esistenza. La doppia morale, condannabile nel mondo borghese, è giustificata dalla ferrea e ipocrita legge del decoro in quello aristocratico. L’ironia della commedia è tutta nel sottotitolo: il “Giorno in famiglia”, che allude a un tranquillo incontro, è invece un giorno di rivelazioni di aspetti dolorosi e grotteschi di un non troppo lontano passato e produrrà in realtà delle situazioni disgreganti per una famiglia che fino allora aveva vissuto apparentemente tranquilla nella menzogna e nell’ipocrisia, imposte dalle convenienze di classe. Mizzi è una delle grandi figure femminili dell’opera di Schnitzler, una donna che con aristocratico contegno ha sofferto in silenzio, lasciando che la sua vicenda umana si evolvesse senza interferire nel destino degli altri. Nonostante la satira, piuttosto marcata, del futile e vuoto mondo aristocratico, non sfugge tuttavia nella commedia un senso di umana comprensione, e persino di simpatia, nei riguardi di una classe che un tempo aveva retto, al di là di ogni critica, con dignità le sorti dell’Austria felix e che adesso, all’inizio del Novecento, è ormai soltanto l’ombra di se stessa.
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Conta le stelle, se puoi

Questa è la storia di una famiglia ebraica. È una storia più o meno vera. O meglio, è vera come avrebbe potuto esserlo se un bel giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.
Moise Levi ha solo ventitré anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l’inizio di una lunga storia.
Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un’infinità di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo.
Dopo la grande guerra mondiale e quel «brutto spettacolo» della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel «brutto muso di Mussolino» gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa.
Invece la famiglia Levi – con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse – diventa sempre più numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c’era il ghetto e adesso non c’è più.
Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all’incontrario: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell’esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi «in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità».
La storia che si racconta è quella di una grande famiglia normale, resa impossibile dall’aberrante eccezionalità della Storia. Per questo la voce calda e intima dell’autrice, con una sincerità capace di rispettare tutte le ferite, prova a inventarsi un lieto fine, «come se non fosse successo quello che è successo».
«Certo, negli anni e nei decenni a venire, attorniato dai figli e dai nipoti, Moise Levi ci avrebbe anche riso su. Ma quella mattina del 1872, lui Torino se la immaginava così. Una gigantessa addormentata con miriadi di minuscoli esseri che le camminavano addosso freneticamente, carichi delle loro tribolanti esistenze».

Questa è la storia di una famiglia ebraica. È una storia più o meno vera. O meglio, è vera come avrebbe potuto esserlo se un bel giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.
Moise Levi ha solo ventitré anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l’inizio di una lunga storia.
Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un’infinità di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo.
Dopo la grande guerra mondiale e quel «brutto spettacolo» della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel «brutto muso di Mussolino» gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa.
Invece la famiglia Levi – con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse – diventa sempre più numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c’era il ghetto e adesso non c’è più.
Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all’incontrario: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell’esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi «in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità».
La storia che si racconta è quella di una grande famiglia normale, resa impossibile dall’aberrante eccezionalità della Storia. Per questo la voce calda e intima dell’autrice, con una sincerità capace di rispettare tutte le ferite, prova a inventarsi un lieto fine, «come se non fosse successo quello che è successo».
«Certo, negli anni e nei decenni a venire, attorniato dai figli e dai nipoti, Moise Levi ci avrebbe anche riso su. Ma quella mattina del 1872, lui Torino se la immaginava così. Una gigantessa addormentata con miriadi di minuscoli esseri che le camminavano addosso freneticamente, carichi delle loro tribolanti esistenze».

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La Comunicazione Radiologica: Dalle Basi Al Referto Multimediale

Il referto e l atto medico che qualifica il radiologo come specialista ed e la sua modalita ufficiale di comunicare sia col medico prescrittore sia con chi si sottopone a esami diagnostici. Il referto dovrebbe pertanto essere chiaro e comprensibile, redatto con un linguaggio condiviso. Ma e davvero cosi nella realta radiologica attuale? Purtroppo no – e cio non vale solo nel nostro paese. L argomento e stato infatti da sempre sottovalutato e quasi mai inserito nei programmi d insegnamento delle Scuole di Specialita; inoltre, a tutt oggi non esistono linee-guida affidabili, nonostante la progressiva complessita e il sempre maggior numero di esami diagnostici effettuati. Puo essere il referto “strutturato” cioe quello che si avvale delle odierne potenzialita multimediali una risposta adeguata in tale direzione? Ovvero, sino a che punto e possibile proporre e far applicare a tutti i radiologi uno schema refertativo senza comprimere la professionalita del singolo professionista? Sono queste le principali sfide che il volume si propone di affrontare. “

Il referto e l atto medico che qualifica il radiologo come specialista ed e la sua modalita ufficiale di comunicare sia col medico prescrittore sia con chi si sottopone a esami diagnostici. Il referto dovrebbe pertanto essere chiaro e comprensibile, redatto con un linguaggio condiviso. Ma e davvero cosi nella realta radiologica attuale? Purtroppo no – e cio non vale solo nel nostro paese. L argomento e stato infatti da sempre sottovalutato e quasi mai inserito nei programmi d insegnamento delle Scuole di Specialita; inoltre, a tutt oggi non esistono linee-guida affidabili, nonostante la progressiva complessita e il sempre maggior numero di esami diagnostici effettuati. Puo essere il referto “strutturato” cioe quello che si avvale delle odierne potenzialita multimediali una risposta adeguata in tale direzione? Ovvero, sino a che punto e possibile proporre e far applicare a tutti i radiologi uno schema refertativo senza comprimere la professionalita del singolo professionista? Sono queste le principali sfide che il volume si propone di affrontare. “

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Complice lo specchio

Saragosa, paese di sole e di lava alle pendici dell’Etna. Eddie Ponti, investigatore privato, non ha solamente strepitose doti di segugio e trasformista: ha, soprattutto, la prodigiosa capacità di accorciarsi di quindici centimetri. La sua lunga carriera in Polizia lo ha abituato a sbrogliare complicate matasse criminali, ma una mattina di primavera Ponti riceve la visita della vedova del prefetto, Maddalena Virlinzi, donna meravigliosa e sensuale, piena di lentiggini e con una criniera rossa simile a quella di un leone. L’incarico che la vedova gli affida è di pedinare una persona, stilando rapporti dettagliati giorno per giorno e recandosi da lei per rendere conto delle indagini ogni domenica pomeriggio. Ma la persona che la signora Virlinzi desidera sia pedinata è… lei stessa. Si avvia così, su questo preludio venato di surrealtà, un’avventura che è insieme un giallo, un inseguimento, un gioco di specchi, una fuga musicale sul tema del desiderio e dell’amore, della malinconia che ne è inseparabile compagna, dello sguardo altrui che è necessario a ciascuno di noi per sentirsi vivo. Da una Sicilia sulfurea e bellissima fino a Roma, da Trieste a Ferrara avvolta da una nebbia felliniana, l’inseguimento tra Eddie e Maddalena ci conduce attraverso un romanzo sorprendente per la sua ironia, il suo ritmo, la sua intensità mai disgiunta da una dissetante levità.
Musicista, pittore e prolifico autore di romanzi sinora sconosciuti al grande pubblico, Antonio Marangolo è una vera rivelazione, uno di quegli scrittori dal timbro originalissimo e immediatamente riconoscibile: una voce, come quella del suo sassofono, che ci avvolge e ci conduce tra le spire di storie solo all’apparenza bizzarre, in realtà verosimili e vivide come accade solamente nei sogni.
(source: Bol.com)

Saragosa, paese di sole e di lava alle pendici dell’Etna. Eddie Ponti, investigatore privato, non ha solamente strepitose doti di segugio e trasformista: ha, soprattutto, la prodigiosa capacità di accorciarsi di quindici centimetri. La sua lunga carriera in Polizia lo ha abituato a sbrogliare complicate matasse criminali, ma una mattina di primavera Ponti riceve la visita della vedova del prefetto, Maddalena Virlinzi, donna meravigliosa e sensuale, piena di lentiggini e con una criniera rossa simile a quella di un leone. L’incarico che la vedova gli affida è di pedinare una persona, stilando rapporti dettagliati giorno per giorno e recandosi da lei per rendere conto delle indagini ogni domenica pomeriggio. Ma la persona che la signora Virlinzi desidera sia pedinata è… lei stessa. Si avvia così, su questo preludio venato di surrealtà, un’avventura che è insieme un giallo, un inseguimento, un gioco di specchi, una fuga musicale sul tema del desiderio e dell’amore, della malinconia che ne è inseparabile compagna, dello sguardo altrui che è necessario a ciascuno di noi per sentirsi vivo. Da una Sicilia sulfurea e bellissima fino a Roma, da Trieste a Ferrara avvolta da una nebbia felliniana, l’inseguimento tra Eddie e Maddalena ci conduce attraverso un romanzo sorprendente per la sua ironia, il suo ritmo, la sua intensità mai disgiunta da una dissetante levità.
Musicista, pittore e prolifico autore di romanzi sinora sconosciuti al grande pubblico, Antonio Marangolo è una vera rivelazione, uno di quegli scrittori dal timbro originalissimo e immediatamente riconoscibile: una voce, come quella del suo sassofono, che ci avvolge e ci conduce tra le spire di storie solo all’apparenza bizzarre, in realtà verosimili e vivide come accade solamente nei sogni.
(source: Bol.com)

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Come nessun altro

Un terribile scandalo ha costretto Cynthia Brightly a lasciare frettolosamente Londra e a tornare a Pennyroyal Green. Ora deve approfittare del ricevimento dei Redmond per trovare un marito prima che le voci della sua disgrazia si diffondano per tutta l’Inghilterra. Ma, per sua sfortuna, Miles Redmond ne è già al corrente. Tempo prima Cynthia lo aveva respinto e ora lui ha intenzione di prendersi una piccola rivincita. Così le propone un patto: manterrà il segreto e la aiuterà a trovare un marito fra i suoi ospiti, se in cambio lei gli darà un bacio. Che male può fare un bacio? Cynthia accetta, senza rendersi conto che anche una scintilla può bastare a far divampare di nuovo la passione…

(source: Bol.com)

Un terribile scandalo ha costretto Cynthia Brightly a lasciare frettolosamente Londra e a tornare a Pennyroyal Green. Ora deve approfittare del ricevimento dei Redmond per trovare un marito prima che le voci della sua disgrazia si diffondano per tutta l’Inghilterra. Ma, per sua sfortuna, Miles Redmond ne è già al corrente. Tempo prima Cynthia lo aveva respinto e ora lui ha intenzione di prendersi una piccola rivincita. Così le propone un patto: manterrà il segreto e la aiuterà a trovare un marito fra i suoi ospiti, se in cambio lei gli darà un bacio. Che male può fare un bacio? Cynthia accetta, senza rendersi conto che anche una scintilla può bastare a far divampare di nuovo la passione…

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Il cielo in una stalla

“Brutta notizia per il sottotenente degli alpini Aldo De Luca, mio padre, di stanza in Albania: la sua casa era stata colpita dai fitti bombardamenti dell’agosto del ’43. La guerra, perduta su tutti i fronti, metteva in ognuno la speranza di uscirne senza troppa perdita personale. Per lui non era più così, il solo suo possedimento era crollato. Al sottotenente venne data licenza per casa bombardata. Partì alla fine di agosto e arrivò a Napoli a inizio di settembre. Si presentò al comando e poi al suo indirizzo in via Crispi, strada di buon nome. La rovina era grave. Fu la sua fortuna”…

“Brutta notizia per il sottotenente degli alpini Aldo De Luca, mio padre, di stanza in Albania: la sua casa era stata colpita dai fitti bombardamenti dell’agosto del ’43. La guerra, perduta su tutti i fronti, metteva in ognuno la speranza di uscirne senza troppa perdita personale. Per lui non era più così, il solo suo possedimento era crollato. Al sottotenente venne data licenza per casa bombardata. Partì alla fine di agosto e arrivò a Napoli a inizio di settembre. Si presentò al comando e poi al suo indirizzo in via Crispi, strada di buon nome. La rovina era grave. Fu la sua fortuna”…

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CHARM CITY

È un lunedì di marzo a Baltimora, un lunedì senza neve, ghiaccio o grandine, e Tess Monagham, appena uscita dall’ufficio, decide che è la giornata giusta per tornarsene a casa a piedi.
È di buon umore Tess, perché per la prima volta dopo due anni ha un lavoro e un fidanzato a tempo pieno. Quando passa perciò per l’Inner Harbour, il centro di Baltimora, e si imbatte in una folla insolita a quell’ora – uomini d’affari impeccabilmente vestiti, giovani in tenuta atletica, donne eleganti con indosso impermeabili di gabardine, mamme in pantacollant che tengono per mano pargoli schiamazzanti – anziché tirar dritto si ferma volentieri a curiosare.
Sospinta dalla folla, si ritrova in un piccolo anfiteatro all’aperto dove sono ammassate centinaia di persone. Su di un piccolo palco fanno bella mostra di sé il governatore, il sindaco, due senatori del Maryland, una scombinata squadra di basket con indosso tute da ginnastica nere e viola e un paio di vecchie glorie dei Baltimore Bullets, i Proiettili di Baltimora adesso ribattezzati Washington Wizards per rispetto al tasso locale di omicidi.
L’attenzione di Tess è, tuttavia, interamente rivolta all’uomo che ha tutta l’aria di essere la vera star della serata: Gerard «Wink» Wynkowski, il capo della Montrose Enterprise, l’azienda che negli ultimi dieci anni ha creato sei o sette ditte, una più redditizia dell’altra, un uomo asciutto, non molto alto, il viso spigoloso e la pelle perennemente abbronzata.
Acclamato dalla folla, Wink Winkowski annuncia che entro pochi giorni tornerà a Baltimora il grande basket, poiché firmerà un’intesa preliminare con una squadra professionistica della nba che vuole trasferirsi nella Charm City.
Tess si allontana pensando che il soprannome «Wink», occhiolino, è perfetto per quell’uomo che ha la capacità di fregare chiunque con una semplice strizzata d’occhio. Quello che, tuttavia, ignora è che tra poco il fregato sarà proprio lui, «Wink» Wynkowski. Sul Beacon Light apparirà un articolo sul «passato poliedrico» del milionario che si è fatto da sé, un passato che comprende episodi di violenza domestica e una dipendenza dal gioco d’azzardo. E «Wink» Wynkowski sarà ritrovato cadavere nel garage di casa sua, apparentemente asfissiato dai gas di scarico della sua macchina, un incidente su cui Tess indagherà per scoprire che non è semplice restare vivi a Baltimora, la Charm City, la città affascinante d’America.
Secondo romanzo della serie di Tess Monaghan, *Charm City* è una splendida conferma del talento della nuova «signora del giallo americano» e del suo inconfondibile stile.

È un lunedì di marzo a Baltimora, un lunedì senza neve, ghiaccio o grandine, e Tess Monagham, appena uscita dall’ufficio, decide che è la giornata giusta per tornarsene a casa a piedi.
È di buon umore Tess, perché per la prima volta dopo due anni ha un lavoro e un fidanzato a tempo pieno. Quando passa perciò per l’Inner Harbour, il centro di Baltimora, e si imbatte in una folla insolita a quell’ora – uomini d’affari impeccabilmente vestiti, giovani in tenuta atletica, donne eleganti con indosso impermeabili di gabardine, mamme in pantacollant che tengono per mano pargoli schiamazzanti – anziché tirar dritto si ferma volentieri a curiosare.
Sospinta dalla folla, si ritrova in un piccolo anfiteatro all’aperto dove sono ammassate centinaia di persone. Su di un piccolo palco fanno bella mostra di sé il governatore, il sindaco, due senatori del Maryland, una scombinata squadra di basket con indosso tute da ginnastica nere e viola e un paio di vecchie glorie dei Baltimore Bullets, i Proiettili di Baltimora adesso ribattezzati Washington Wizards per rispetto al tasso locale di omicidi.
L’attenzione di Tess è, tuttavia, interamente rivolta all’uomo che ha tutta l’aria di essere la vera star della serata: Gerard «Wink» Wynkowski, il capo della Montrose Enterprise, l’azienda che negli ultimi dieci anni ha creato sei o sette ditte, una più redditizia dell’altra, un uomo asciutto, non molto alto, il viso spigoloso e la pelle perennemente abbronzata.
Acclamato dalla folla, Wink Winkowski annuncia che entro pochi giorni tornerà a Baltimora il grande basket, poiché firmerà un’intesa preliminare con una squadra professionistica della nba che vuole trasferirsi nella Charm City.
Tess si allontana pensando che il soprannome «Wink», occhiolino, è perfetto per quell’uomo che ha la capacità di fregare chiunque con una semplice strizzata d’occhio. Quello che, tuttavia, ignora è che tra poco il fregato sarà proprio lui, «Wink» Wynkowski. Sul Beacon Light apparirà un articolo sul «passato poliedrico» del milionario che si è fatto da sé, un passato che comprende episodi di violenza domestica e una dipendenza dal gioco d’azzardo. E «Wink» Wynkowski sarà ritrovato cadavere nel garage di casa sua, apparentemente asfissiato dai gas di scarico della sua macchina, un incidente su cui Tess indagherà per scoprire che non è semplice restare vivi a Baltimora, la Charm City, la città affascinante d’America.
Secondo romanzo della serie di Tess Monaghan, *Charm City* è una splendida conferma del talento della nuova «signora del giallo americano» e del suo inconfondibile stile.

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Il cavaliere della vera croce

312 d. C. la vigilia di una decisiva battaglia. Un angelo compare in sogno all’imperatore Costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: “In questo segno vincerai”. Così accade. Costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il Golgota la Vera Croce, quella su cui è stato crocifisso Cristo, e gli costruisce intorno il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Terrasanta, 1187. All’indomani della battaglia di Hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai Saraceni. Quando Morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la Vera Croce è caduta nelle mani degli infedeli. Il Saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianità e prendere Gerusalemme.

312 d. C. la vigilia di una decisiva battaglia. Un angelo compare in sogno all’imperatore Costantino, gli mostra una grande croce di fuoco e gli dice: “In questo segno vincerai”. Così accade. Costantino, in segno di riconoscenza, trova sotto il Golgota la Vera Croce, quella su cui è stato crocifisso Cristo, e gli costruisce intorno il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Terrasanta, 1187. All’indomani della battaglia di Hattin, la terra trasuda del sangue dei cavalieri crociati massacrati dai Saraceni. Quando Morgenne apre gli occhi su quella carneficina si sente perduto: la Vera Croce è caduta nelle mani degli infedeli. Il Saladino non ha bisogno di altre armi per sconfiggere la cristianità e prendere Gerusalemme.

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La casta bianca: viaggio nei mali della sanità

Questo libro racconta la malasanità, la denuncia, ma soprattutto la spiega. Perché c’è un filo che tiene uniti la clinica degli orrori Santa Rita, lo scandalo della sanità abruzzese, i tragici errori da cronaca nera e i piccoli grandi disservizi nei quali spesso ci imbattiamo. C’è un sistema, volutamente distorto, che guida molte delle logiche della gestione della nostra salute. E conoscerlo può essere utile per capire che cosa stanno combinando sulla nostra pelle. Paolo Cornaglia Ferraris, medico in prima linea che già col libro “Camici e pigiami” aveva scosso il mondo della sanità, passa in spietata rassegna tutti i meccanismi di questa macchina: liste di attesa gonfiate e facilmente scavalcabili (basta pagare); esami (e interventi) inutili prescritti per far soldi; ricoveri e dimissioni decisi con criteri prettamente economici; politici che si spartiscono le torte e i primari con tessera di partito; figli di professori che magicamente vincono concorsi universitari; industrie farmaceutiche che corrompono medici e controllori. Questo libro è un’inchiesta coraggiosa, sconvolgente. Per imparare a stare un po’ più in guardia ogni volta che disgraziatamente ci capita di avere a che fare con la “casta bianca”.

Questo libro racconta la malasanità, la denuncia, ma soprattutto la spiega. Perché c’è un filo che tiene uniti la clinica degli orrori Santa Rita, lo scandalo della sanità abruzzese, i tragici errori da cronaca nera e i piccoli grandi disservizi nei quali spesso ci imbattiamo. C’è un sistema, volutamente distorto, che guida molte delle logiche della gestione della nostra salute. E conoscerlo può essere utile per capire che cosa stanno combinando sulla nostra pelle. Paolo Cornaglia Ferraris, medico in prima linea che già col libro “Camici e pigiami” aveva scosso il mondo della sanità, passa in spietata rassegna tutti i meccanismi di questa macchina: liste di attesa gonfiate e facilmente scavalcabili (basta pagare); esami (e interventi) inutili prescritti per far soldi; ricoveri e dimissioni decisi con criteri prettamente economici; politici che si spartiscono le torte e i primari con tessera di partito; figli di professori che magicamente vincono concorsi universitari; industrie farmaceutiche che corrompono medici e controllori. Questo libro è un’inchiesta coraggiosa, sconvolgente. Per imparare a stare un po’ più in guardia ogni volta che disgraziatamente ci capita di avere a che fare con la “casta bianca”.

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C’è un cadavere dall’avvocato

A Londra, nel rispettabilissimo studio legale Horniman, Birley & Craine, è accaduto un fatto inaudito. I bauli a chiusura ermetica per custodire gli atti erano l’orgoglio e il vanto del vecchio Horniman, il fondatore appena defunto, uomo meticoloso e maniaco dell’ordine che aveva ideato un efficiente sistema di archiviazione. Ora, dentro uno di essi, c’è nientemeno che il corpo in decomposizione di uno dei clienti dello studio, garrotato con il filo di ferro.

A Londra, nel rispettabilissimo studio legale Horniman, Birley & Craine, è accaduto un fatto inaudito. I bauli a chiusura ermetica per custodire gli atti erano l’orgoglio e il vanto del vecchio Horniman, il fondatore appena defunto, uomo meticoloso e maniaco dell’ordine che aveva ideato un efficiente sistema di archiviazione. Ora, dentro uno di essi, c’è nientemeno che il corpo in decomposizione di uno dei clienti dello studio, garrotato con il filo di ferro.

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C’è del marcio

Da quando ha ucciso un funzionario di Giurisfiction, la cattura del Minotauro è un obiettivo prioritario. Capa suprema di Giurisfiction, Thursday Next, la più grande Detective Letteraria della storia, deve beccarlo a ogni costo. Thursday è certa che si sia imboscato in un western del 1905. Ma affrontare uno sceriffo rincretinito, in un romanzo dove possono esserci fino a sedici sparatorie l’ora e i paesaggi si ripetono identici a se stessi ogni tre chilometri, per lei è troppo. Thursday è davvero stufa, decide di mollare, e torna nella sua nativa Swindon. Anche lì, però, le cose sembrano più che surreali. La Goliath Corporation, che prima era “solo” la più grande azienda multimediale del mondo, ora è oggetto di culto religioso e di fatto governa le menti dei cittadini. I summit politici internazionali si risolvono in incontri di croquet. L’economia ruota attorno al mercato del formaggio. Meglio, al contrabbando del formaggio. Amleto e un bel gruppo di personaggi shakespeariani si sono insediati in casa di sua madre. E non hanno nessuna intenzione di andarsene… Thursday stessa è angosciata dalla prospettiva che riaprano il processo contro di lei per aver cambiato il finale di Jane Eyre… Ma in mezzo a tutto questo, riuscirà la nostra amica a tirar su il figlio Friday, e soprattutto a “riattualizzare” il marito Landen?

Da quando ha ucciso un funzionario di Giurisfiction, la cattura del Minotauro è un obiettivo prioritario. Capa suprema di Giurisfiction, Thursday Next, la più grande Detective Letteraria della storia, deve beccarlo a ogni costo. Thursday è certa che si sia imboscato in un western del 1905. Ma affrontare uno sceriffo rincretinito, in un romanzo dove possono esserci fino a sedici sparatorie l’ora e i paesaggi si ripetono identici a se stessi ogni tre chilometri, per lei è troppo. Thursday è davvero stufa, decide di mollare, e torna nella sua nativa Swindon. Anche lì, però, le cose sembrano più che surreali. La Goliath Corporation, che prima era “solo” la più grande azienda multimediale del mondo, ora è oggetto di culto religioso e di fatto governa le menti dei cittadini. I summit politici internazionali si risolvono in incontri di croquet. L’economia ruota attorno al mercato del formaggio. Meglio, al contrabbando del formaggio. Amleto e un bel gruppo di personaggi shakespeariani si sono insediati in casa di sua madre. E non hanno nessuna intenzione di andarsene… Thursday stessa è angosciata dalla prospettiva che riaprano il processo contro di lei per aver cambiato il finale di Jane Eyre… Ma in mezzo a tutto questo, riuscirà la nostra amica a tirar su il figlio Friday, e soprattutto a “riattualizzare” il marito Landen?

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Brothers: prima parte

Due fratelli crescono in un mondo che suona loro incomprensibile a loro che sono bambini e intollerabile agli adulti: la cittadina di Liuzhen è sconvolta dalla Rivoluzione culturale. La follia non ha limiti, ha un colore, però, il rosso delle bandiere, delle spillette di Mao e del sangue. Yu Hua racconta una storia palpitante che sgretola l’idea grigia di collettività come una massa indistinta, inscenando una commedia tutta cinese e una tragedia umana disarmante. Brothers è un mondo che travolge e risucchia, dove l’orrore più osceno si stempera nella risata più liberatoria e le passioni che fanno grandi gli uomini coesistono con le loro piccolezze. Il ruggito grandioso dell’oceano di notte, il trionfo incontenibile della primavera, un uomo e una donna che si amano teneramente. Una pazza che corre nuda nella campagna, un professore ucciso a bastonate e un disgraziato che spia il didietro delle donne. E due bambini, di fronte a questo mondo indecifrabile, stanno a guardare con il moccio al naso.

Due fratelli crescono in un mondo che suona loro incomprensibile a loro che sono bambini e intollerabile agli adulti: la cittadina di Liuzhen è sconvolta dalla Rivoluzione culturale. La follia non ha limiti, ha un colore, però, il rosso delle bandiere, delle spillette di Mao e del sangue. Yu Hua racconta una storia palpitante che sgretola l’idea grigia di collettività come una massa indistinta, inscenando una commedia tutta cinese e una tragedia umana disarmante. Brothers è un mondo che travolge e risucchia, dove l’orrore più osceno si stempera nella risata più liberatoria e le passioni che fanno grandi gli uomini coesistono con le loro piccolezze. Il ruggito grandioso dell’oceano di notte, il trionfo incontenibile della primavera, un uomo e una donna che si amano teneramente. Una pazza che corre nuda nella campagna, un professore ucciso a bastonate e un disgraziato che spia il didietro delle donne. E due bambini, di fronte a questo mondo indecifrabile, stanno a guardare con il moccio al naso.

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Blanche o il cuore dell’assassino

Parigi, 1870. La città è stretta nella morsa dell’assedio prussiano, per le strade si combatte e si muore: chi può scappa il più lontano possibile. Ma Bianche, bionda diciassettenne appassionata di chimica e di criminologia, perde l’ultimo treno e rimane in trappola, in un’isola circondata di guerra, da cui ormai si può solo fuggire volando in pallone aerostatico. Per fortuna a Parigi è rimasto anche il suo amatissimo zio Gaston, commissario di polizia, impegnato in una difficile indagine dai risvolti macabri: nei giardini del Palais-Royal è stato ritrovato un cadavere sfigurato, con un misterioso tatuaggio sul braccio sinistro. Quando i morti cominciano a moltiplicarsi, tutti con lo stesso strano simbolo sul braccio, Bianche decide di aiutare lo zio, a sua insaputa. Muovendosi con disinvoltura nei viali e nei bassifondi di una Parigi splendida e conturbante, l’intrepida ragazza conduce la sua indagine personale, arrivando molto, molto vicina al cuore del mistero, e a un assassino che sembra padroneggiare perfettamente magia nera e occulte forze infernali.
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Parigi, 1870. La città è stretta nella morsa dell’assedio prussiano, per le strade si combatte e si muore: chi può scappa il più lontano possibile. Ma Bianche, bionda diciassettenne appassionata di chimica e di criminologia, perde l’ultimo treno e rimane in trappola, in un’isola circondata di guerra, da cui ormai si può solo fuggire volando in pallone aerostatico. Per fortuna a Parigi è rimasto anche il suo amatissimo zio Gaston, commissario di polizia, impegnato in una difficile indagine dai risvolti macabri: nei giardini del Palais-Royal è stato ritrovato un cadavere sfigurato, con un misterioso tatuaggio sul braccio sinistro. Quando i morti cominciano a moltiplicarsi, tutti con lo stesso strano simbolo sul braccio, Bianche decide di aiutare lo zio, a sua insaputa. Muovendosi con disinvoltura nei viali e nei bassifondi di una Parigi splendida e conturbante, l’intrepida ragazza conduce la sua indagine personale, arrivando molto, molto vicina al cuore del mistero, e a un assassino che sembra padroneggiare perfettamente magia nera e occulte forze infernali.
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L’arma di Caino

Quarto capitolo della Genesi: Caino uccide Abele. Non è solo il primo omicidio della storia, ma anche uno dei suoi più grandi misteri. Perché la Bibbia non rivela un dettaglio fondamentale: l’arma che Caino usò per trucidare il fratello. Cleveland, 1932. Mitchell Siegel viene ucciso con tre colpi d’arma da fuoco. Suo figlio Jerry, sconvolto per la perdita del padre, inizia a fantasticare di un uomo immune ai proiettili, creando così il primo supereroe dei fumetti: Superman. L’arma utilizzata per l’omicidio non è mai stata ritrovata. Ma che cos’hanno in comune questi due delitti così lontani? Nulla. Almeno fino a oggi, quando Cal Harper si trova faccia a faccia con suo padre tornato, dopo anni di latitanza, per portare in salvo un misterioso documento chiamato Libro delle Bugie. Tutti lo vogliono morto, compreso il killer tatuato con il marchio di Caino. Perché? Cosa si nasconde veramente dietro l’arma che ha ucciso Abele? E qual è la relazione tra Mitchell Siegel e il Libro? Un romanzo mozzafiato, un grande bestseller che tra sette segrete e fanatismi religiosi, colpi di scena e arcani misteri fonde in un’alchimia esplosiva il ritmo incalzante del thriller e l’impatto visionario del fumetto.

Quarto capitolo della Genesi: Caino uccide Abele. Non è solo il primo omicidio della storia, ma anche uno dei suoi più grandi misteri. Perché la Bibbia non rivela un dettaglio fondamentale: l’arma che Caino usò per trucidare il fratello. Cleveland, 1932. Mitchell Siegel viene ucciso con tre colpi d’arma da fuoco. Suo figlio Jerry, sconvolto per la perdita del padre, inizia a fantasticare di un uomo immune ai proiettili, creando così il primo supereroe dei fumetti: Superman. L’arma utilizzata per l’omicidio non è mai stata ritrovata. Ma che cos’hanno in comune questi due delitti così lontani? Nulla. Almeno fino a oggi, quando Cal Harper si trova faccia a faccia con suo padre tornato, dopo anni di latitanza, per portare in salvo un misterioso documento chiamato Libro delle Bugie. Tutti lo vogliono morto, compreso il killer tatuato con il marchio di Caino. Perché? Cosa si nasconde veramente dietro l’arma che ha ucciso Abele? E qual è la relazione tra Mitchell Siegel e il Libro? Un romanzo mozzafiato, un grande bestseller che tra sette segrete e fanatismi religiosi, colpi di scena e arcani misteri fonde in un’alchimia esplosiva il ritmo incalzante del thriller e l’impatto visionario del fumetto.

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