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Anna dai capelli rossi-Anna dei tetti verdi

Siamo sul finire dell’Ottocento, in Canada. Avonlea è un tranquillo paesino di campagna nell’Isola del Principe Edward. Ma c’è una novità: Matthew e Marilla Cuthbert, fratello e sorella piuttosto avanti con gli anni, proprietari della fattoria dei Tetti Verdi, hanno deciso di adottare un orfano. Hanno pensato di farlo soprattutto per avere un aiuto concreto nel lavoro nei campi, visti anche i problemi cardiaci di Matthew, che gli impediscono di svolgere gran parte dei lavori più pesanti. Ma a causa di un malinteso Matthew, all’appuntamento in cui avrebbe dovuto ricevere il ragazzino, trova invece una bambina. Ha undici anni, i capelli rossi, è magrissima, pallida e piena di lentiggini. Ha una fantasia effervescente e una gran chiacchiera. Il suo nome è Anna Shirley. Avventure, episodi e buffi personaggi descritti con umorismo. Età di lettura: da 10 anni.

Siamo sul finire dell’Ottocento, in Canada. Avonlea è un tranquillo paesino di campagna nell’Isola del Principe Edward. Ma c’è una novità: Matthew e Marilla Cuthbert, fratello e sorella piuttosto avanti con gli anni, proprietari della fattoria dei Tetti Verdi, hanno deciso di adottare un orfano. Hanno pensato di farlo soprattutto per avere un aiuto concreto nel lavoro nei campi, visti anche i problemi cardiaci di Matthew, che gli impediscono di svolgere gran parte dei lavori più pesanti. Ma a causa di un malinteso Matthew, all’appuntamento in cui avrebbe dovuto ricevere il ragazzino, trova invece una bambina. Ha undici anni, i capelli rossi, è magrissima, pallida e piena di lentiggini. Ha una fantasia effervescente e una gran chiacchiera. Il suo nome è Anna Shirley. Avventure, episodi e buffi personaggi descritti con umorismo. Età di lettura: da 10 anni.

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Acqua Storta

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia “ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste”. E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la “famiglia” è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi dei pochi giorni precedenti. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia “ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste”. E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la “famiglia” è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi dei pochi giorni precedenti. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.

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A fuoco lento

È noto che in Argentina si rifugiarono, dopo la guerra, molti criminali nazisti. Meno noto invece è che il governo argentino favorì e protesse questa particolare ‘immigrazione’, in linea con le simpatie filonaziste e antisemite di Perón e di molti esponenti del suo governo, vicenda descritta in famosi libri quali “Operazione Odessa” e in film quali “Il maratoneta” di John Schlesinger con Dustin Hoffmann e Laurence Olivier o “Dossier Odessa” di Ronald Neame con John Voight e Maximilian Schell. E proprio “Operazione Odessa” rivela che la politica antisemita del governo argentino si spinse sino a emulare le leggi razziali tedesche e italiane emanando nel 1938 -a firma del ministro degli Affari Esteri José Maria Cantilo- la così detta Direttiva Undici per impedire l’ingresso nel paese di circa 200.000 ebrei fuggiaschi dall’Europa, condannandoli così a morte.
Durante la guerra giravano voci sull’esistenza di un campo di concentramento nelle remote foreste argentine. Secondo l’autore di “Operazione Odessa” diversi ministri argentini avevano richiesto una ‘soluzione’ al problema degli ebrei in Argentina. Non è mai stato confermato che un campo simile sia esistito, e tutti i governi argentini hanno negato l’esistenza formale della Direttiva Undici. Ma è indubbio che proprio in Argentina si rifugiarono migliaia di criminali di guerra nazisti, tra i quali alcuni dei più famosi, inclusi Adolf Heichmann e Joseph Mengele.
È in questo torbido ambiente –ma con numerosi flash back nella Berlino del 1932, la città dell’estrema decadenza morale e della irresistibile ascesa del nazismo, che Kerr conosce così bene- che si svolge “A fuoco lento”, romanzo nel quale Bernie Gunther – il famoso detective antinazista della ‘Trilogia Berlinese’ – si trova a essere cacciatore e preda in un complotto ordito da Juan Perón e dalla moglie Evita per impossessarsi del denaro sequestrato agli ebrei europei sottraendolo al controllo di alcuni criminali nazisti tra i quali Otto Skorzeny, il liberatore di Mussolini dalla prigionia del Gran Sasso, Adolf Heichmann e il dottor Mengele, anch’essi personaggi del romanzo.
Al di là del suo carattere di intrigante fiction, questo romanzo di Philip Kerr ha dunque il valore di una vera e propria denuncia storica del governo argentino dell’epoca.

È noto che in Argentina si rifugiarono, dopo la guerra, molti criminali nazisti. Meno noto invece è che il governo argentino favorì e protesse questa particolare ‘immigrazione’, in linea con le simpatie filonaziste e antisemite di Perón e di molti esponenti del suo governo, vicenda descritta in famosi libri quali “Operazione Odessa” e in film quali “Il maratoneta” di John Schlesinger con Dustin Hoffmann e Laurence Olivier o “Dossier Odessa” di Ronald Neame con John Voight e Maximilian Schell. E proprio “Operazione Odessa” rivela che la politica antisemita del governo argentino si spinse sino a emulare le leggi razziali tedesche e italiane emanando nel 1938 -a firma del ministro degli Affari Esteri José Maria Cantilo- la così detta Direttiva Undici per impedire l’ingresso nel paese di circa 200.000 ebrei fuggiaschi dall’Europa, condannandoli così a morte.
Durante la guerra giravano voci sull’esistenza di un campo di concentramento nelle remote foreste argentine. Secondo l’autore di “Operazione Odessa” diversi ministri argentini avevano richiesto una ‘soluzione’ al problema degli ebrei in Argentina. Non è mai stato confermato che un campo simile sia esistito, e tutti i governi argentini hanno negato l’esistenza formale della Direttiva Undici. Ma è indubbio che proprio in Argentina si rifugiarono migliaia di criminali di guerra nazisti, tra i quali alcuni dei più famosi, inclusi Adolf Heichmann e Joseph Mengele.
È in questo torbido ambiente –ma con numerosi flash back nella Berlino del 1932, la città dell’estrema decadenza morale e della irresistibile ascesa del nazismo, che Kerr conosce così bene- che si svolge “A fuoco lento”, romanzo nel quale Bernie Gunther – il famoso detective antinazista della ‘Trilogia Berlinese’ – si trova a essere cacciatore e preda in un complotto ordito da Juan Perón e dalla moglie Evita per impossessarsi del denaro sequestrato agli ebrei europei sottraendolo al controllo di alcuni criminali nazisti tra i quali Otto Skorzeny, il liberatore di Mussolini dalla prigionia del Gran Sasso, Adolf Heichmann e il dottor Mengele, anch’essi personaggi del romanzo.
Al di là del suo carattere di intrigante fiction, questo romanzo di Philip Kerr ha dunque il valore di una vera e propria denuncia storica del governo argentino dell’epoca.

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120 giorni che ti cambiano la vita – Strategie e riflessioni per futuri (ex) capi

· manager rampante in preda a blackberrite acuta?
· neolaureato pronto a sacrificare la vita per la carriera?
· impiegato smarrito davanti alle dure leggi della competizione?
Se ti riconosci in uno di questi personaggi ecco il libro che fa per te, un’opera originale, utile e paradossalmente divertente, a metà fra un thriller senza spargimenti di sangue e un manuale di self-help aziendale.
Attraverso il racconto della “sconfitta” di un licenziamento, l’autore ti insegnerà a vivere in azienda, imparando a leggere eventuali campanelli d’allarme, a gestire un momento duro come può essere quello della perdita del posto di lavoro, fino a indicarti la strada per “rinascere”.
E, infine, la lezione più importante: come raggiungere il giusto mix tra vita e professione, perché, come ci dice Ballerini, “a che serve conquistare il mondo se poi perdiamo noi stessi?”
120 giorni: il periodo in cui un manager dichiarato “in esubero” deve fare i conti con la sua nuova condizione, accettare il licenziamento e cercare un nuovo lavoro. Psicoanalista ed ex top manager di un’importante multinazionale, Luigi Ballerini analizza in profondità le dinamiche interpersonali e private che nascono nei momenti di crisi lavorativa, guidando il lettore ad appropriarsi degli strumenti e delle risorse che può mettere in atto per risollevarsi dalla tempesta. All’autoironica parte narrativa se ne aggiunge una pratica, ricca di tabelle e test, che ci insegna a leggere i segnali che indicano il declino, le informazioni per gestire al meglio la trattativa del licenziamento e, soprattutto, cosa fare dopo.
Conclude il libro un piccolo ma utile glossario, che ci guida nei meandri della terminologia aziendale, aiutandoci a capire cos’è veramente uno Strategic meeting e a distinguere una Merging da una Pipeline…

· manager rampante in preda a blackberrite acuta?
· neolaureato pronto a sacrificare la vita per la carriera?
· impiegato smarrito davanti alle dure leggi della competizione?
Se ti riconosci in uno di questi personaggi ecco il libro che fa per te, un’opera originale, utile e paradossalmente divertente, a metà fra un thriller senza spargimenti di sangue e un manuale di self-help aziendale.
Attraverso il racconto della “sconfitta” di un licenziamento, l’autore ti insegnerà a vivere in azienda, imparando a leggere eventuali campanelli d’allarme, a gestire un momento duro come può essere quello della perdita del posto di lavoro, fino a indicarti la strada per “rinascere”.
E, infine, la lezione più importante: come raggiungere il giusto mix tra vita e professione, perché, come ci dice Ballerini, “a che serve conquistare il mondo se poi perdiamo noi stessi?”
120 giorni: il periodo in cui un manager dichiarato “in esubero” deve fare i conti con la sua nuova condizione, accettare il licenziamento e cercare un nuovo lavoro. Psicoanalista ed ex top manager di un’importante multinazionale, Luigi Ballerini analizza in profondità le dinamiche interpersonali e private che nascono nei momenti di crisi lavorativa, guidando il lettore ad appropriarsi degli strumenti e delle risorse che può mettere in atto per risollevarsi dalla tempesta. All’autoironica parte narrativa se ne aggiunge una pratica, ricca di tabelle e test, che ci insegna a leggere i segnali che indicano il declino, le informazioni per gestire al meglio la trattativa del licenziamento e, soprattutto, cosa fare dopo.
Conclude il libro un piccolo ma utile glossario, che ci guida nei meandri della terminologia aziendale, aiutandoci a capire cos’è veramente uno Strategic meeting e a distinguere una Merging da una Pipeline…

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Dylan Dog n. 264: Liam il bugiardo

L’importante è crederci. Questa la filosofia di Liam Losey, un moderno Barone di Munchausen, che, fra le sue incredibili imprese, vanta perfino di essere stato l’assistente del famoso Dylan Dog. Una conoscenza, questa, che potrebbe rivelarsi fonte di grossi guai quando, nel quartiere di Brixton, fa la sua comparsa un sanguinario vampiro a cui, per qualche motivo, si interessa anche un violento gangster locale…

L’importante è crederci. Questa la filosofia di Liam Losey, un moderno Barone di Munchausen, che, fra le sue incredibili imprese, vanta perfino di essere stato l’assistente del famoso Dylan Dog. Una conoscenza, questa, che potrebbe rivelarsi fonte di grossi guai quando, nel quartiere di Brixton, fa la sua comparsa un sanguinario vampiro a cui, per qualche motivo, si interessa anche un violento gangster locale…

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Dylan Dog n. 261: Saluti da Moonlight

Un idealista, una poetessa, un ribelle e un pittore. Quattro giovani sognatori in pericolo, che l’Indagatore dell’Incubo deve trovare prima che a farlo siano i tre infernali segugi lanciati sulle loro tracce. A complicare ulteriormente le cose, ricordi malinconici legati al passato e a una persona che è ancora una ferita aperta nel cuore di Dylan, di ritorno a Moonlight.

Un idealista, una poetessa, un ribelle e un pittore. Quattro giovani sognatori in pericolo, che l’Indagatore dell’Incubo deve trovare prima che a farlo siano i tre infernali segugi lanciati sulle loro tracce. A complicare ulteriormente le cose, ricordi malinconici legati al passato e a una persona che è ancora una ferita aperta nel cuore di Dylan, di ritorno a Moonlight.

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The Boleyn Inheritance

SUMMARY:
THREE WOMEN WHO SHARE ONE FATE: THE BOLEYN INHERITANCE
ANNE OF CLEVES
She runs from her tiny country, her hateful mother, and her abusive brother to a throne whose last three occupants are dead. King Henry VIII, her new husband, instantly dislikes her. Without friends, family, or even an understanding of the language being spoken around her, she must literally save her neck in a court ruled by a deadly game of politics and the terror of an unpredictable and vengeful king. Her Boleyn Inheritance: accusations and false witnesses.
KATHERINE HOWARD
She catches the king’s eye within moments of arriving at court, setting in motion the dreadful machine of politics, intrigue, and treason that she does not understand. She only knows that she is beautiful, that men desire her, that she is young and in love — but not with the diseased old man who made her queen, beds her night after night, and killed her cousin Anne. Her Boleyn Inheritance: the threat of the axe.
JANE ROCHFORD
She is the Boleyn girl whose testimony sent her husband and sister-in-law to their deaths. She is the trusted friend of two threatened queens, the perfectly loyal spy for her uncle, the Duke of Norfolk, and a canny survivor in the murderous court of a most dangerous king. Throughout Europe, her name is a byword for malice, jealousy, and twisted lust. Her Boleyn Inheritance: a fortune and a title, in exchange for her soul.The Boleyn Inheritance is a novel drawn tight as a lute string about a court ruled by the gallows and three women whose positions brought them wealth, admiration, and power as well as deceit, betrayal, and terror.
Once again, Philippa Gregory has brought a vanished world to life — the whisper of a silk skirt on a stone stair, the yellow glow of candlelight illuminating a hastily written note, the murmurs of the crowd gathering on Tower Green below the newly built scaffold. In The Boleyn Inheritance Gregory is at her intelligent and page-turning best.

SUMMARY:
THREE WOMEN WHO SHARE ONE FATE: THE BOLEYN INHERITANCE
ANNE OF CLEVES
She runs from her tiny country, her hateful mother, and her abusive brother to a throne whose last three occupants are dead. King Henry VIII, her new husband, instantly dislikes her. Without friends, family, or even an understanding of the language being spoken around her, she must literally save her neck in a court ruled by a deadly game of politics and the terror of an unpredictable and vengeful king. Her Boleyn Inheritance: accusations and false witnesses.
KATHERINE HOWARD
She catches the king’s eye within moments of arriving at court, setting in motion the dreadful machine of politics, intrigue, and treason that she does not understand. She only knows that she is beautiful, that men desire her, that she is young and in love — but not with the diseased old man who made her queen, beds her night after night, and killed her cousin Anne. Her Boleyn Inheritance: the threat of the axe.
JANE ROCHFORD
She is the Boleyn girl whose testimony sent her husband and sister-in-law to their deaths. She is the trusted friend of two threatened queens, the perfectly loyal spy for her uncle, the Duke of Norfolk, and a canny survivor in the murderous court of a most dangerous king. Throughout Europe, her name is a byword for malice, jealousy, and twisted lust. Her Boleyn Inheritance: a fortune and a title, in exchange for her soul.The Boleyn Inheritance is a novel drawn tight as a lute string about a court ruled by the gallows and three women whose positions brought them wealth, admiration, and power as well as deceit, betrayal, and terror.
Once again, Philippa Gregory has brought a vanished world to life — the whisper of a silk skirt on a stone stair, the yellow glow of candlelight illuminating a hastily written note, the murmurs of the crowd gathering on Tower Green below the newly built scaffold. In The Boleyn Inheritance Gregory is at her intelligent and page-turning best.

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Beyond the Aquila Rift: The Best of Alastair Reynolds

*Librarian’s Note: an alternate cover for this ISBN can be found[here](https://www.goodreads.com/book/show/32864732-beyond-the-aquila-rift).*
The very best of Alastair Reynolds’ more than sixty published short stories are gathered in this anthology, a sweeping 250,000 word career retrospective spanning more than fifteen years. It features the very best stories from the ‘Revelation Space’ universe alongside thrilling hard science fiction stories, environmental SF tales and thought-provoking shorts.
**Table of Contents:**
• Great Wall of Mars
• Weather
• Beyond the Aquila Rift
• Minla’s Flowers
• Zima Blue
• Fury
• The Star Surgeon’s Apprentice
• The Sledge-Maker’s Daughter
• Diamond Dogs
• Thousandth Night
• Troika
• Sleepover
• Vainglory
• Trauma Pod
• The Last Log of the Lachrymosa
• The Water Thief
• The Old Man and the Martian Sea
• In Babelsberg
• Story Notes

*Librarian’s Note: an alternate cover for this ISBN can be found[here](https://www.goodreads.com/book/show/32864732-beyond-the-aquila-rift).*
The very best of Alastair Reynolds’ more than sixty published short stories are gathered in this anthology, a sweeping 250,000 word career retrospective spanning more than fifteen years. It features the very best stories from the ‘Revelation Space’ universe alongside thrilling hard science fiction stories, environmental SF tales and thought-provoking shorts.
**Table of Contents:**
• Great Wall of Mars
• Weather
• Beyond the Aquila Rift
• Minla’s Flowers
• Zima Blue
• Fury
• The Star Surgeon’s Apprentice
• The Sledge-Maker’s Daughter
• Diamond Dogs
• Thousandth Night
• Troika
• Sleepover
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• Trauma Pod
• The Last Log of the Lachrymosa
• The Water Thief
• The Old Man and the Martian Sea
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A Great and Terrible King: Edward I and the Forging of Britain

This is the first major biography for a generation of a truly formidable king – a man born to rule England, who believed that it was his right to rule all of Britain. His reign was one of the most dramatic and important of the entire Middle Ages, leading to war and conquest on an unprecedented scale, and leaving a legacy of division between the peoples of Britain that has lasted from his day to our own.
Edward I is familiar to millions as ‘Longshanks’, conqueror of Scotland and nemesis of Sir William Wallace (‘Braveheart’). Yet this story forms only the final chapter of the king’s astonishingly action-packed life. Earlier Edward had defeated and killed the famous Simon de Montfort in battle; travelled across Europe to the Holy Land on crusade; conquered Wales, extinguishing forever its native rulers, and constructing – at Conwy, Harlech, Beaumaris and Caernarfon – the most magnificent chain of castles ever created. He raised the greatest armies of the English Middle Ages, and summoned the largest parliaments; notoriously, he expelled all the Jews from his kingdom. The longest-lived of all England’s medieval kings, he fathered no fewer than fifteen children with his first wife, Eleanor of Castile, and after her death he erected the Eleanor Crosses – the grandest funeral monuments ever fashioned for an English monarch.
In this book, Marc Morris examines afresh the forces that drove Edward throughout his relentless career: his character, his Christian faith, and his sense of England’s destiny – a sense shaped in particular by the tales of the legendary King Arthur. He also explores the competing reasons that led Edward’s opponents (including Llywelyn ap Gruffudd and Robert Bruce) to resist him, and the very different societies that then existed in Scotland, Wales and Ireland. The result is a sweeping story, immaculately researched yet compellingly told, and a vivid picture of medieval Britain at the moment when its future was decided.

This is the first major biography for a generation of a truly formidable king – a man born to rule England, who believed that it was his right to rule all of Britain. His reign was one of the most dramatic and important of the entire Middle Ages, leading to war and conquest on an unprecedented scale, and leaving a legacy of division between the peoples of Britain that has lasted from his day to our own.
Edward I is familiar to millions as ‘Longshanks’, conqueror of Scotland and nemesis of Sir William Wallace (‘Braveheart’). Yet this story forms only the final chapter of the king’s astonishingly action-packed life. Earlier Edward had defeated and killed the famous Simon de Montfort in battle; travelled across Europe to the Holy Land on crusade; conquered Wales, extinguishing forever its native rulers, and constructing – at Conwy, Harlech, Beaumaris and Caernarfon – the most magnificent chain of castles ever created. He raised the greatest armies of the English Middle Ages, and summoned the largest parliaments; notoriously, he expelled all the Jews from his kingdom. The longest-lived of all England’s medieval kings, he fathered no fewer than fifteen children with his first wife, Eleanor of Castile, and after her death he erected the Eleanor Crosses – the grandest funeral monuments ever fashioned for an English monarch.
In this book, Marc Morris examines afresh the forces that drove Edward throughout his relentless career: his character, his Christian faith, and his sense of England’s destiny – a sense shaped in particular by the tales of the legendary King Arthur. He also explores the competing reasons that led Edward’s opponents (including Llywelyn ap Gruffudd and Robert Bruce) to resist him, and the very different societies that then existed in Scotland, Wales and Ireland. The result is a sweeping story, immaculately researched yet compellingly told, and a vivid picture of medieval Britain at the moment when its future was decided.

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Notte prima degli esami oggi

Luca Molinari è di nuovo il pronto a giocare la sua partita. Stavolta lo scenario è quello della Roma di oggi. Ci sono ancora gli esami di maturità, che più si avvicinano più sembrano una missione impossibile. Ma in un anno in cui l’Italia vince un Mondiale di calcio in quel modo, grazie a due come Grosso e Materazzi, può succedere proprio di tutto. Anche una storia con una come Azzurra. Lei fa già l’università, studia biologia marina. E di poco più grande di lui e di parecchio più disinibita. Bella da balbettare quando te la trovi davanti, lo travolge, lo stordisce e lo trascina in pazze avventure metropolitane: scherzi di massa organizzati col tam tam in Rete; struggenti bagni proibiti nella vasca dei delfini; balli di gruppo tutti nudi sul ponte di Castel Sant’Angelo. La loro storia, un tira e molla romantico che lascia col fiato sospeso fino al finale, è fatta di colpi di testa, blog che ti scavano l’anima e, come sempre, paura di farsi male con l’amore. Poi ci sono, e non se ne può fare a meno, gli amici, i gruppi, le tribù, i genitori spesso più scapestrati dei figli -, la musica, le feste, le delusioni. I gesti e gli sguardi, gli abbracci e le carezze. Anche quelle non date.

Luca Molinari è di nuovo il pronto a giocare la sua partita. Stavolta lo scenario è quello della Roma di oggi. Ci sono ancora gli esami di maturità, che più si avvicinano più sembrano una missione impossibile. Ma in un anno in cui l’Italia vince un Mondiale di calcio in quel modo, grazie a due come Grosso e Materazzi, può succedere proprio di tutto. Anche una storia con una come Azzurra. Lei fa già l’università, studia biologia marina. E di poco più grande di lui e di parecchio più disinibita. Bella da balbettare quando te la trovi davanti, lo travolge, lo stordisce e lo trascina in pazze avventure metropolitane: scherzi di massa organizzati col tam tam in Rete; struggenti bagni proibiti nella vasca dei delfini; balli di gruppo tutti nudi sul ponte di Castel Sant’Angelo. La loro storia, un tira e molla romantico che lascia col fiato sospeso fino al finale, è fatta di colpi di testa, blog che ti scavano l’anima e, come sempre, paura di farsi male con l’amore. Poi ci sono, e non se ne può fare a meno, gli amici, i gruppi, le tribù, i genitori spesso più scapestrati dei figli -, la musica, le feste, le delusioni. I gesti e gli sguardi, gli abbracci e le carezze. Anche quelle non date.

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Life Deluxe

È proprio come un’eredità che viene trasmessa. Di padre in figlia. È l’onore, il potere, un modo di essere. Il denaro sporco – indipendentemente da dove provenga – diventerà denaro pulito e immacolato dopo essere stato ripulito, riciclato dalla persona giusta: e JW non ha sprecato il tempo trascorso in prigione. Sta organizzando un ritorno alla grande, in pompa magna.
Jorge è stanco della sua nuova esistenza, regolare, piatta, insignificante, passata a vendere cappuccini e caffè macchiati. Ma al suo orizzonte si profila qualcosa di assolutamente diverso, una vera e propria Life Deluxe: insieme al Finnico, sta progettando il suo ultimo colpo e questa volta si parla di soldi veri, roba grossa.
Ma un poliziotto infiltrato è riuscito a penetrare a fondo nel sottobosco criminale di Stoccolma e ormai è vicinissimo a Jorge. Vicinissimo a JW.
Come se ciò non bastasse, qualcuno è a caccia di Radovan Kranjic, il Kum, il Padrino in persona. Ma come sarà la vita quando Radovan sarà stato eliminato? Chi sarà il nuovo Re di Stoccolma? O la nuova Regina, perché no?
Insomma le tecniche possono essere le più diverse: protezione, racket, rapina, coca, papponaggio: quello che conta è che la famelica caccia ai soldi, al potere e a una vita da favola in qualche posto caldo e soleggiato non si ferma mai. L’obiettivo è sempre quello: denaro facile e Life Deluxe.
Ancora una volta un’inedita Stoccolma quantomai dark è il palcoscenico delle gesta violente e dei personaggi che hanno reso indimenticabili i due precedenti romanzi di Lapidus.
*Life Deluxe* è l’ultimo volume della Trilogia Stockholm Noir di Jens Lapidus.

È proprio come un’eredità che viene trasmessa. Di padre in figlia. È l’onore, il potere, un modo di essere. Il denaro sporco – indipendentemente da dove provenga – diventerà denaro pulito e immacolato dopo essere stato ripulito, riciclato dalla persona giusta: e JW non ha sprecato il tempo trascorso in prigione. Sta organizzando un ritorno alla grande, in pompa magna.
Jorge è stanco della sua nuova esistenza, regolare, piatta, insignificante, passata a vendere cappuccini e caffè macchiati. Ma al suo orizzonte si profila qualcosa di assolutamente diverso, una vera e propria Life Deluxe: insieme al Finnico, sta progettando il suo ultimo colpo e questa volta si parla di soldi veri, roba grossa.
Ma un poliziotto infiltrato è riuscito a penetrare a fondo nel sottobosco criminale di Stoccolma e ormai è vicinissimo a Jorge. Vicinissimo a JW.
Come se ciò non bastasse, qualcuno è a caccia di Radovan Kranjic, il Kum, il Padrino in persona. Ma come sarà la vita quando Radovan sarà stato eliminato? Chi sarà il nuovo Re di Stoccolma? O la nuova Regina, perché no?
Insomma le tecniche possono essere le più diverse: protezione, racket, rapina, coca, papponaggio: quello che conta è che la famelica caccia ai soldi, al potere e a una vita da favola in qualche posto caldo e soleggiato non si ferma mai. L’obiettivo è sempre quello: denaro facile e Life Deluxe.
Ancora una volta un’inedita Stoccolma quantomai dark è il palcoscenico delle gesta violente e dei personaggi che hanno reso indimenticabili i due precedenti romanzi di Lapidus.
*Life Deluxe* è l’ultimo volume della Trilogia Stockholm Noir di Jens Lapidus.

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La nave che affonda

La “nave che affonda” è il vecchio manicomio con tutte le sue catene istituzionali che la legge 180 del 1978 – trent’anni fa – ha fatto scomparire. Quello presentato qui è un documento che viene dall’interno di un’esperienza calda, la battaglia contro i manicomi combattuta da Franco Basaglia, prima a Gorizia e poi a Trieste. Un documento che riporta alla fine degli anni Settanta con un consuntivo spregiudicato a più voci. Un documento che sembra lontano, ma che è straordinariamente vicino a noi. Nella casa di Venezia di Franco Basaglia si svolgono ore di animata conversazione. Con Franco Basaglia ci sono Agostino Pirella, un altro dei principali protagonisti di quella stagione, Franca Ongaro Basaglia, intellettuale e politica, coautrice con Basaglia stesso di molti testi, e un giornalista, Salvatore Taverna, che conosce bene il problema del disagio psichico. **

La “nave che affonda” è il vecchio manicomio con tutte le sue catene istituzionali che la legge 180 del 1978 – trent’anni fa – ha fatto scomparire. Quello presentato qui è un documento che viene dall’interno di un’esperienza calda, la battaglia contro i manicomi combattuta da Franco Basaglia, prima a Gorizia e poi a Trieste. Un documento che riporta alla fine degli anni Settanta con un consuntivo spregiudicato a più voci. Un documento che sembra lontano, ma che è straordinariamente vicino a noi. Nella casa di Venezia di Franco Basaglia si svolgono ore di animata conversazione. Con Franco Basaglia ci sono Agostino Pirella, un altro dei principali protagonisti di quella stagione, Franca Ongaro Basaglia, intellettuale e politica, coautrice con Basaglia stesso di molti testi, e un giornalista, Salvatore Taverna, che conosce bene il problema del disagio psichico. **

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India, Cina, Russia. Le premesse per tre rivoluzioni

Questa antologia, curata da Bruno Maffi nel 1960 e presentata qui da una nuova introduzione di Mario Maffi, raccoglie un’ampia selezione di scritti di Marx e Engels su tre nazioni – India, Cina e Russia – e su come hanno vissuto l’impatto di un colonialismo aggressivo e della penetrazione capitalistica. Dopo un prologo sulle avvisaglie rivoluzionarie in Estremo Oriente, si passa all’India del 1853 dove il declino della Compagnia delle Indie prepara l’ascesa dell’impero britannico; si attraversa la Cina del 1857-1862, durante le guerre dell’oppio e la rivolta dei T’ai-p’ing, per giungere alla Russia del periodo 1858-1895 dove, accanto a un artificioso sviluppo industriale, sopravvivono ancora strutture economiche rurali. **

Questa antologia, curata da Bruno Maffi nel 1960 e presentata qui da una nuova introduzione di Mario Maffi, raccoglie un’ampia selezione di scritti di Marx e Engels su tre nazioni – India, Cina e Russia – e su come hanno vissuto l’impatto di un colonialismo aggressivo e della penetrazione capitalistica. Dopo un prologo sulle avvisaglie rivoluzionarie in Estremo Oriente, si passa all’India del 1853 dove il declino della Compagnia delle Indie prepara l’ascesa dell’impero britannico; si attraversa la Cina del 1857-1862, durante le guerre dell’oppio e la rivolta dei T’ai-p’ing, per giungere alla Russia del periodo 1858-1895 dove, accanto a un artificioso sviluppo industriale, sopravvivono ancora strutture economiche rurali. **

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