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Tutti I Racconti 1954 (vol 2)

I racconti di Dick raccolti in questo volume furono pubblicati per la prima volta nel 1954, in un periodo in cui lo scrittore californiano stava affinando la sua ispirazione narrativa, in attesa di cimentarsi con i primi romanzi. L’autore esplora molteplici generi narrativi – il fantastico, la fantascienza, il gotico – come fosse un astronauta irrequieto della letteratura popolare, che si muove da un pianeta all’altro. Accanto all’esplorazione del fantastico, grazie alla quale l’autore amplia i confini del genere della fantascienza con un ricco ventaglio di scenari futuristici, si afferma l’esigenza di rimanere ancorato alla realtà contemporanea, raffigurata in molti racconti attraverso vicende quotidiane che vengono sconvolte da eventi sconcertanti e inimmaginabili, che irrompono nella vita di ogni giorno.

I racconti di Dick raccolti in questo volume furono pubblicati per la prima volta nel 1954, in un periodo in cui lo scrittore californiano stava affinando la sua ispirazione narrativa, in attesa di cimentarsi con i primi romanzi. L’autore esplora molteplici generi narrativi – il fantastico, la fantascienza, il gotico – come fosse un astronauta irrequieto della letteratura popolare, che si muove da un pianeta all’altro. Accanto all’esplorazione del fantastico, grazie alla quale l’autore amplia i confini del genere della fantascienza con un ricco ventaglio di scenari futuristici, si afferma l’esigenza di rimanere ancorato alla realtà contemporanea, raffigurata in molti racconti attraverso vicende quotidiane che vengono sconvolte da eventi sconcertanti e inimmaginabili, che irrompono nella vita di ogni giorno.

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Shadowhunters. Citta di Vetro

Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo è una Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l’eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova costretta ad attraversare il portale magico che la porterà nella Città di Vetro, luogo d’origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso è proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace, suo fratello, non la vuole laggiù, e Simon, il suo migliore amico, è stato arrestato dal Conclave, che no si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l’unica possibilità de Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di qua sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più pre i suoi nuovi poteri. L’amore è un peccato mortale… forse, e i segreti del pa rischiano di essere fatali.

Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo è una Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l’eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova costretta ad attraversare il portale magico che la porterà nella Città di Vetro, luogo d’origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso è proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace, suo fratello, non la vuole laggiù, e Simon, il suo migliore amico, è stato arrestato dal Conclave, che no si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l’unica possibilità de Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di qua sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più pre i suoi nuovi poteri. L’amore è un peccato mortale… forse, e i segreti del pa rischiano di essere fatali.

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Santanta

HORROR – Deserto del Mojave. L’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Un vento infernale spazza via ogni cosa. Ma… siamo sicuri che sia solo vento?27 giugno di un anno imprecisato, in epoca contemporanea. Il rientro dello Shuttle della missione spaziale STS 117 viene spostato dalla Base Kennedy in Florida alla Base Edwards del deserto del Mojave, in California. Qualcosa però va storto negli ultimi secondi dell’atterraggio. Per colpa forse di una inaspettata e violentissima folata di vento, lo Shuttle sbanda all’improvviso e si sfracella al suolo con la perdita di tutti e sei membri dell’equipaggio. Mese di settembre dell’anno successivo. Dal deserto del Mojave l’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Catastrofici incendi, pazzia dilagante e il suicidio collettivo di una comunità di indiani. E il Santa Ana che urla sempre più come un animale preistorico. E’ solo vento? Danilo Arona, scrittore e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: “Melissa Parker e l’incendio perfetto” (Dino Audino), “Black” “Magic Woman” (Frilli), “Palo Mayombe” e “Cronache di Bassavilla” (Flaccovio), “L’estate di” “Montebuio” (Gargoyle Books), “Ritorno a Bassavilla” e” Malapunta””” (Edizioni XII), “Finis Terrae” e “Bad Visions” (Mondadori), “Protocollo Stonehenge” (Mezzotints) e “La croce sulle labbra” (Mondadori) in coppia con Edoardo Rosati, “Io sono le voci” (Anordest), “Vento bastardo” (Iris 4), “L’autunno di” “Montebuio” (NeroCafè) con Micol Des Gouges, “Rock” (Edizioni della sera).  **
### Sinossi
HORROR – Deserto del Mojave. L’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Un vento infernale spazza via ogni cosa. Ma… siamo sicuri che sia solo vento?27 giugno di un anno imprecisato, in epoca contemporanea. Il rientro dello Shuttle della missione spaziale STS 117 viene spostato dalla Base Kennedy in Florida alla Base Edwards del deserto del Mojave, in California. Qualcosa però va storto negli ultimi secondi dell’atterraggio. Per colpa forse di una inaspettata e violentissima folata di vento, lo Shuttle sbanda all’improvviso e si sfracella al suolo con la perdita di tutti e sei membri dell’equipaggio. Mese di settembre dell’anno successivo. Dal deserto del Mojave l’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Catastrofici incendi, pazzia dilagante e il suicidio collettivo di una comunità di indiani. E il Santa Ana che urla sempre più come un animale preistorico. E’ solo vento? Danilo Arona, scrittore e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: “Melissa Parker e l’incendio perfetto” (Dino Audino), “Black” “Magic Woman” (Frilli), “Palo Mayombe” e “Cronache di Bassavilla” (Flaccovio), “L’estate di” “Montebuio” (Gargoyle Books), “Ritorno a Bassavilla” e” Malapunta””” (Edizioni XII), “Finis Terrae” e “Bad Visions” (Mondadori), “Protocollo Stonehenge” (Mezzotints) e “La croce sulle labbra” (Mondadori) in coppia con Edoardo Rosati, “Io sono le voci” (Anordest), “Vento bastardo” (Iris 4), “L’autunno di” “Montebuio” (NeroCafè) con Micol Des Gouges, “Rock” (Edizioni della sera).

HORROR – Deserto del Mojave. L’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Un vento infernale spazza via ogni cosa. Ma… siamo sicuri che sia solo vento?27 giugno di un anno imprecisato, in epoca contemporanea. Il rientro dello Shuttle della missione spaziale STS 117 viene spostato dalla Base Kennedy in Florida alla Base Edwards del deserto del Mojave, in California. Qualcosa però va storto negli ultimi secondi dell’atterraggio. Per colpa forse di una inaspettata e violentissima folata di vento, lo Shuttle sbanda all’improvviso e si sfracella al suolo con la perdita di tutti e sei membri dell’equipaggio. Mese di settembre dell’anno successivo. Dal deserto del Mojave l’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Catastrofici incendi, pazzia dilagante e il suicidio collettivo di una comunità di indiani. E il Santa Ana che urla sempre più come un animale preistorico. E’ solo vento? Danilo Arona, scrittore e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: “Melissa Parker e l’incendio perfetto” (Dino Audino), “Black” “Magic Woman” (Frilli), “Palo Mayombe” e “Cronache di Bassavilla” (Flaccovio), “L’estate di” “Montebuio” (Gargoyle Books), “Ritorno a Bassavilla” e” Malapunta””” (Edizioni XII), “Finis Terrae” e “Bad Visions” (Mondadori), “Protocollo Stonehenge” (Mezzotints) e “La croce sulle labbra” (Mondadori) in coppia con Edoardo Rosati, “Io sono le voci” (Anordest), “Vento bastardo” (Iris 4), “L’autunno di” “Montebuio” (NeroCafè) con Micol Des Gouges, “Rock” (Edizioni della sera).  **
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HORROR – Deserto del Mojave. L’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Un vento infernale spazza via ogni cosa. Ma… siamo sicuri che sia solo vento?27 giugno di un anno imprecisato, in epoca contemporanea. Il rientro dello Shuttle della missione spaziale STS 117 viene spostato dalla Base Kennedy in Florida alla Base Edwards del deserto del Mojave, in California. Qualcosa però va storto negli ultimi secondi dell’atterraggio. Per colpa forse di una inaspettata e violentissima folata di vento, lo Shuttle sbanda all’improvviso e si sfracella al suolo con la perdita di tutti e sei membri dell’equipaggio. Mese di settembre dell’anno successivo. Dal deserto del Mojave l’inferno si scatena sulla sottostante Marina del Rey. Catastrofici incendi, pazzia dilagante e il suicidio collettivo di una comunità di indiani. E il Santa Ana che urla sempre più come un animale preistorico. E’ solo vento? Danilo Arona, scrittore e critico cinematografico. Tra le sue pubblicazioni: “Melissa Parker e l’incendio perfetto” (Dino Audino), “Black” “Magic Woman” (Frilli), “Palo Mayombe” e “Cronache di Bassavilla” (Flaccovio), “L’estate di” “Montebuio” (Gargoyle Books), “Ritorno a Bassavilla” e” Malapunta””” (Edizioni XII), “Finis Terrae” e “Bad Visions” (Mondadori), “Protocollo Stonehenge” (Mezzotints) e “La croce sulle labbra” (Mondadori) in coppia con Edoardo Rosati, “Io sono le voci” (Anordest), “Vento bastardo” (Iris 4), “L’autunno di” “Montebuio” (NeroCafè) con Micol Des Gouges, “Rock” (Edizioni della sera).

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Le stanze illuminate

Joan è la madre, Eloise è la figlia. La prima, un'adorabile signora che ha superato l'ottantina, non può più vivere da sola. La seconda ha un lavoro troppo importante per non essere sola: è una consulente d'investimento di grande successo e lavora per un'azienda della City. Insieme cercano una casa per anziani e la trovano: 17 Huntley Gardens, a sud del Tamigi, un edificio maestoso costruito da una ricca famiglia di mercanti del XIX secolo e trasformata in casa di riposo alcuni anni prima. Per ammorbidire il trauma del trasferimento decidono di fare un viaggio in Sudafrica, loro paese d'origine. Lì, la madre trova ombre e tracce del passato drammatico della famiglia intrecciate con la storia di quella nazione lontana. Tracce che si collegano inaspettatamente con la storia della casa di ricovero londinese. Joan, dopo aver fatto ritorno a Londra, scivola, a causa di un incipiente Alzheimer, in un mondo in cui tornano attuali tutti i fantasmi del passato. È convinta di poter viaggiare nel tempo: vuole salvare i bambini che tanti anni prima abitavano in casa Huntley dalle attenzioni di un pedofilo che probabilmente aveva violentato anche sua zia Hannie. Nel frattempo, Eloise, al principio egoista e viziata, capisce che deve prendersi cura della madre, il solo amore costante nella sua vita.

Joan è la madre, Eloise è la figlia. La prima, un'adorabile signora che ha superato l'ottantina, non può più vivere da sola. La seconda ha un lavoro troppo importante per non essere sola: è una consulente d'investimento di grande successo e lavora per un'azienda della City. Insieme cercano una casa per anziani e la trovano: 17 Huntley Gardens, a sud del Tamigi, un edificio maestoso costruito da una ricca famiglia di mercanti del XIX secolo e trasformata in casa di riposo alcuni anni prima. Per ammorbidire il trauma del trasferimento decidono di fare un viaggio in Sudafrica, loro paese d'origine. Lì, la madre trova ombre e tracce del passato drammatico della famiglia intrecciate con la storia di quella nazione lontana. Tracce che si collegano inaspettatamente con la storia della casa di ricovero londinese. Joan, dopo aver fatto ritorno a Londra, scivola, a causa di un incipiente Alzheimer, in un mondo in cui tornano attuali tutti i fantasmi del passato. È convinta di poter viaggiare nel tempo: vuole salvare i bambini che tanti anni prima abitavano in casa Huntley dalle attenzioni di un pedofilo che probabilmente aveva violentato anche sua zia Hannie. Nel frattempo, Eloise, al principio egoista e viziata, capisce che deve prendersi cura della madre, il solo amore costante nella sua vita.

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La solitudine dei numeri primi

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza. La recensione di IBS

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza. La recensione di IBS

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La balia

Kostas Charìtos, commissario dal volto umano e appassionato lettore di vocabolari, cambia i suoi consueti itinerari. In questa sua nuova avventura approda a Istanbul per una vacanza. Almeno nelle intenzioni, visto che il demone dell'indagine torna a visitarlo nella persona di un greco, uno dei pochi rimasti nell'antica Costantinopoli. Maria, una anziana conoscente dell'uomo, la sua balia, è scomparsa, e lui non sa come districarsi nella ricerca. Così Charìtos, solo apparentemente spaesato nei babelici scenari turchi, saprà ricostruire con arguzia, talento investigativo e grande ironia una fitta e complessa rete di vendette personali, soprusi, ingiustizie che faranno luce su quella misteriosa scomparsa. Ancora una volta Petros Markaris tesse una trama condotta con la precisione di un orologiaio, un affresco a tinte forti delle contraddizioni, dei colori, degli odori della società mediterranea.

Kostas Charìtos, commissario dal volto umano e appassionato lettore di vocabolari, cambia i suoi consueti itinerari. In questa sua nuova avventura approda a Istanbul per una vacanza. Almeno nelle intenzioni, visto che il demone dell'indagine torna a visitarlo nella persona di un greco, uno dei pochi rimasti nell'antica Costantinopoli. Maria, una anziana conoscente dell'uomo, la sua balia, è scomparsa, e lui non sa come districarsi nella ricerca. Così Charìtos, solo apparentemente spaesato nei babelici scenari turchi, saprà ricostruire con arguzia, talento investigativo e grande ironia una fitta e complessa rete di vendette personali, soprusi, ingiustizie che faranno luce su quella misteriosa scomparsa. Ancora una volta Petros Markaris tesse una trama condotta con la precisione di un orologiaio, un affresco a tinte forti delle contraddizioni, dei colori, degli odori della società mediterranea.

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L’ultimo volo dell’angelo

San Gimignano, metà del Trecento. Un uomo torna a casa dopo un viaggio. Riabbraccia la moglie, la figlia di pochi anni. E felice. Solo una manciata di ore, e gli zoccoli di una ricca cavalcatura calpestano tutto quello per cui ha sempre vissuto. Siena, 1359. Strani incidenti turbano la quieta quotidianità dello Spedale di Santa Maria della Scala, crocevia di pellegrini alla volta di Roma. Fenomeni che sfiorano il soprannaturale, spiegabili, volendo, ma come?
Un'anima che non sa darsi pace e un'intera comunità che prova a ritrovare un equilibrio, soprattutto in vista della festa più importante dell'anno e delle sue rappresentazioni. L'ultimo atto, per entrambe, sarà un omicidio. Violento, sacrilego. Venuto dal cielo, come una vendetta divina.

San Gimignano, metà del Trecento. Un uomo torna a casa dopo un viaggio. Riabbraccia la moglie, la figlia di pochi anni. E felice. Solo una manciata di ore, e gli zoccoli di una ricca cavalcatura calpestano tutto quello per cui ha sempre vissuto. Siena, 1359. Strani incidenti turbano la quieta quotidianità dello Spedale di Santa Maria della Scala, crocevia di pellegrini alla volta di Roma. Fenomeni che sfiorano il soprannaturale, spiegabili, volendo, ma come?
Un'anima che non sa darsi pace e un'intera comunità che prova a ritrovare un equilibrio, soprattutto in vista della festa più importante dell'anno e delle sue rappresentazioni. L'ultimo atto, per entrambe, sarà un omicidio. Violento, sacrilego. Venuto dal cielo, come una vendetta divina.

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Jack Vance – L’Odissea Di Glystra

Una marcia di quarantamila miglia, una volta e mezzo il giro della Terra: ecco che cosa si trova davanti Claude Glystra, inviato dalla Terra a indagare sul Pianeta Gigante e subito ridotto alla condizione di pellegrino da un misterioso attentato. Glystra e i suoi foschi compagni (tra i quali si nasconde certamente una spia nemica) non hanno nemmeno una mappa dello sterminato territorio che devono attraversare. Sanno soltanto che il Pianeta Gigante raccoglie da secoli i fuorilegge, gli avventurieri, gli anarchici, i dissidenti e i ribelli di ogni specie e di ogni razza, e che il viaggio sarà pieno di meraviglie e di stranezze, ma anche di insidi, trappole e pericoli mortali.

Una marcia di quarantamila miglia, una volta e mezzo il giro della Terra: ecco che cosa si trova davanti Claude Glystra, inviato dalla Terra a indagare sul Pianeta Gigante e subito ridotto alla condizione di pellegrino da un misterioso attentato. Glystra e i suoi foschi compagni (tra i quali si nasconde certamente una spia nemica) non hanno nemmeno una mappa dello sterminato territorio che devono attraversare. Sanno soltanto che il Pianeta Gigante raccoglie da secoli i fuorilegge, gli avventurieri, gli anarchici, i dissidenti e i ribelli di ogni specie e di ogni razza, e che il viaggio sarà pieno di meraviglie e di stranezze, ma anche di insidi, trappole e pericoli mortali.

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Il Giovane Holden

Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a “exemplum vitae”, e ciò ne ha decretato l’immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi “e tutto quanto”, “e compagnia bella”, “e quel che segue” per tradurre sempre e soltanto l’espressione “and all”. Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di “una cosa da lasciarti secco” o “la vecchia Phoebe”. Uno dei libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.

Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a “exemplum vitae”, e ciò ne ha decretato l’immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi “e tutto quanto”, “e compagnia bella”, “e quel che segue” per tradurre sempre e soltanto l’espressione “and all”. Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di “una cosa da lasciarti secco” o “la vecchia Phoebe”. Uno dei libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.

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