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Ricatto perfetto

Alan sta passando un momento difficile: il giornale per cui scrive ha chiuso e la sua situazione economica è disperata. Una moglie e due figli a carico, il conto sempre in rosso: in queste condizioni non è facile nemmeno sopravvivere. Tuttavia negli anni, grazie al suo lavoro di giornalista, Alan si è fatto molti amici. E cosa c’è di più naturale che rivolgersi agli amici quando si è in difficoltà? Del resto è gente con molti soldi, cui Alan in passato ha fatto più di un favore. Eppure gli voltano tutti le spalle. Con una scusa o l’altra, lo lasciano solo. Un grave errore da parte loro. Sono ricchi, sì, ma hanno tutti qualcosa da nascondere. E Alan sa bene cosa e soprattutto sa come farlo sapere in giro. È così che concepisce la sua vendetta, il suo ricatto perfetto: scrivere un libro nero che li convincerà a essere più generosi con lui, un libro fantasma che conterrà tutti i fantasmi di una Torino spregiudicata e intrigante. L’esordio letterario di Antonio Cabrini, icona leggendaria del calcio italiano.
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Alan sta passando un momento difficile: il giornale per cui scrive ha chiuso e la sua situazione economica è disperata. Una moglie e due figli a carico, il conto sempre in rosso: in queste condizioni non è facile nemmeno sopravvivere. Tuttavia negli anni, grazie al suo lavoro di giornalista, Alan si è fatto molti amici. E cosa c’è di più naturale che rivolgersi agli amici quando si è in difficoltà? Del resto è gente con molti soldi, cui Alan in passato ha fatto più di un favore. Eppure gli voltano tutti le spalle. Con una scusa o l’altra, lo lasciano solo. Un grave errore da parte loro. Sono ricchi, sì, ma hanno tutti qualcosa da nascondere. E Alan sa bene cosa e soprattutto sa come farlo sapere in giro. È così che concepisce la sua vendetta, il suo ricatto perfetto: scrivere un libro nero che li convincerà a essere più generosi con lui, un libro fantasma che conterrà tutti i fantasmi di una Torino spregiudicata e intrigante. L’esordio letterario di Antonio Cabrini, icona leggendaria del calcio italiano.
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Ragione filosofica e fede religiosa nell’era postmoderna

Quale etica e quale bioetica nell’era post-metafisica e dopo la dissoluzione delle grandi ideologie politiche del ‘900? Quale lo spazio della razionalità filosofica e quale quello della fede cristiana? In che modo comportarsi di fronte a questioni come l’aborto e l’eutanasia? A questi e ad altri interrogativi cercano di rispondere Dario Antiseri e Gianni Vattimo, in un incontro-scontro che parte dal presupposto condiviso di una razionalità non-fondazionista, e quindi consapevole della propria fallibilità. Se per Vattimo ciò conduce ad un’etica della caritas depurata da “incrostazioni” ormai insostenibili, per Antiseri la fine delle pretese pseudorazionali dei “grandi racconti” rappresenta, ai nostri giorni, il praeambulum fidei più consistente e maggiormente persuasivo.
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Quale etica e quale bioetica nell’era post-metafisica e dopo la dissoluzione delle grandi ideologie politiche del ‘900? Quale lo spazio della razionalità filosofica e quale quello della fede cristiana? In che modo comportarsi di fronte a questioni come l’aborto e l’eutanasia? A questi e ad altri interrogativi cercano di rispondere Dario Antiseri e Gianni Vattimo, in un incontro-scontro che parte dal presupposto condiviso di una razionalità non-fondazionista, e quindi consapevole della propria fallibilità. Se per Vattimo ciò conduce ad un’etica della caritas depurata da “incrostazioni” ormai insostenibili, per Antiseri la fine delle pretese pseudorazionali dei “grandi racconti” rappresenta, ai nostri giorni, il praeambulum fidei più consistente e maggiormente persuasivo.
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Quelli che ami non muoiono

“L’attitudine di Fortunato è quella dell’apprendista incantato, tutto teso all’ascolto ma già capace di arrivare all’essenza dei personaggi che frequenta e di fi ssarli con pochi tratti.” Ernesto Ferrero, La StampaBorges che conosce le persone attraverso le loro mani, Laura Betti che scrive a Tony Blair, Pier Vittorio Tondelli che guarda per l’ultima volta il mare della Grecia, Matt Dillon che telefona per curiosità, Franco Fortini che invece telefona alle sette del mattino.E poi Giulio Einaudi che mangia pollo con Nanni Moretti, Salman Rushdie rintanato dietro a una porta, Natalia Ginzburg che ha paura di parlare in pubblico, mentre Doris Lessing prende l’autobus per Monreale. E ancora, David Grossman che è circondato dai giocattoli dei figli, Brodskij che si rivolge ai gay durante la cerimonia del Nobel e Alberto Moravia che muore in un momento di distrazione.Ma anche l’antipatia di Agota Kristof, la dolce ruvidezza di Hanif Kureishi, lo sguardo smemorato di Bassani, la solitudine di Paul Bowles, i sussurri di Anita Desai. E la Roma del vento e dei poeti, Berlino e un Muro che cade insieme a molte granitiche certezze, New York e gli inquilini dei suoi buildings, Tangeri e il suo pessimo vino, Londra, swinging e abitata dagli squali… Personaggi, scenari, geografie reali e geografie degli affetti. Legami, passioni, litigi, separazioni, nuovi incontri. Con questa seducente, brillante incursione nel nostro passato prossimo, negli anni in cui il mondocambiava e la società letteraria d’antan volgeva al tramonto, Mario Fortunato ci mette di fronte a una verità semplice e assoluta: solo grazie alla scrittura, la memoria può diventare racconto e dare immortalità alle persone che abbiamo amato. Come in un romanzo

“L’attitudine di Fortunato è quella dell’apprendista incantato, tutto teso all’ascolto ma già capace di arrivare all’essenza dei personaggi che frequenta e di fi ssarli con pochi tratti.” Ernesto Ferrero, La StampaBorges che conosce le persone attraverso le loro mani, Laura Betti che scrive a Tony Blair, Pier Vittorio Tondelli che guarda per l’ultima volta il mare della Grecia, Matt Dillon che telefona per curiosità, Franco Fortini che invece telefona alle sette del mattino.E poi Giulio Einaudi che mangia pollo con Nanni Moretti, Salman Rushdie rintanato dietro a una porta, Natalia Ginzburg che ha paura di parlare in pubblico, mentre Doris Lessing prende l’autobus per Monreale. E ancora, David Grossman che è circondato dai giocattoli dei figli, Brodskij che si rivolge ai gay durante la cerimonia del Nobel e Alberto Moravia che muore in un momento di distrazione.Ma anche l’antipatia di Agota Kristof, la dolce ruvidezza di Hanif Kureishi, lo sguardo smemorato di Bassani, la solitudine di Paul Bowles, i sussurri di Anita Desai. E la Roma del vento e dei poeti, Berlino e un Muro che cade insieme a molte granitiche certezze, New York e gli inquilini dei suoi buildings, Tangeri e il suo pessimo vino, Londra, swinging e abitata dagli squali… Personaggi, scenari, geografie reali e geografie degli affetti. Legami, passioni, litigi, separazioni, nuovi incontri. Con questa seducente, brillante incursione nel nostro passato prossimo, negli anni in cui il mondocambiava e la società letteraria d’antan volgeva al tramonto, Mario Fortunato ci mette di fronte a una verità semplice e assoluta: solo grazie alla scrittura, la memoria può diventare racconto e dare immortalità alle persone che abbiamo amato. Come in un romanzo

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Qualcuno a mezzanotte. La settima indagine del commissario Martini

Torino. Estate 1938. Nel parco del Valentino, non lontano dal Borgo Medioevale, viene trovato ucciso uno scrittore, soggettista per la FERT.
Tra passioni e rancori, il commissario Andrea Martini investiga nel mondo del cinema e della moda, elegante e subdolo “salotto buono” della città. ..
– C’è stata troppa confusione nei movimenti di questa gente, – commentò con amarezza Piperno. – Ognuno di loro avrebbe potuto allontanarsi dal teatro senza essere notato. Per esempio, prima di entrare o durante l’intervallo. In mezzo a tanta gente non è difficile dileguarsi, – sospirò profondamente, – e poi la complicità del buio, in quel parco pieno di viottoli, di piante…
– Sì, – ammise Martini, – comunque, qualcuno, a mezzanotte, è riuscito a piazzare una pallottola nel cuore di quel povero cristo.

Torino. Estate 1938. Nel parco del Valentino, non lontano dal Borgo Medioevale, viene trovato ucciso uno scrittore, soggettista per la FERT.
Tra passioni e rancori, il commissario Andrea Martini investiga nel mondo del cinema e della moda, elegante e subdolo “salotto buono” della città. ..
– C’è stata troppa confusione nei movimenti di questa gente, – commentò con amarezza Piperno. – Ognuno di loro avrebbe potuto allontanarsi dal teatro senza essere notato. Per esempio, prima di entrare o durante l’intervallo. In mezzo a tanta gente non è difficile dileguarsi, – sospirò profondamente, – e poi la complicità del buio, in quel parco pieno di viottoli, di piante…
– Sì, – ammise Martini, – comunque, qualcuno, a mezzanotte, è riuscito a piazzare una pallottola nel cuore di quel povero cristo.

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Pietro, Paolo E Maria Maddalena. Storia E Leggenda Dei Primi Seguaci Di Gesù

Bart Ehrman, author of the highly popular Truth and Fiction in The Da Vinci Code and Lost Christianities, here takes readers on another engaging tour of the early Christian church, illuminating the lives of three of Jesus’ most intriguing followers: Simon Peter, Paul of Tarsus, and Mary Magdalene. What do the writings of the New Testament tell us about each of these key followers of Christ? What legends have sprung up about them in the centuries after their deaths? Was Paul bow-legged and bald? Was Peter crucified upside down? Was Mary Magdalene a prostitute? In this lively work, Ehrman separates fact from fiction, presenting complicated historical issues in a clear and informative way and relating vivid anecdotes culled from the traditions of these three followers. He notes, for instance, that historians are able to say with virtual certainty that Mary, the follower of Jesus, was from the fishing village of Magdala on the shore of the Sea of Galilee (this is confirmed by her name, Mary Magdalene, reported in numerous independent sources); but there is no evidence to suggest that she was a prostitute (this legend can be traced to a sermon preached by Gregory the Great five centuries after her death), and little reason to think that she was married to Jesus. Similarly, there is no historical evidence for the well-known tale that Peter was crucified upside down. Ehrman also argues that the stories of Paul’s miracle working powers as an apostle are legendary accounts that celebrate his importance. A serious book but vibrantly written and leavened with many colorful stories, Peter, Paul, and Mary Magdalene will appeal to anyone curious about the early Christian church and the lives of these important figures.

Bart Ehrman, author of the highly popular Truth and Fiction in The Da Vinci Code and Lost Christianities, here takes readers on another engaging tour of the early Christian church, illuminating the lives of three of Jesus’ most intriguing followers: Simon Peter, Paul of Tarsus, and Mary Magdalene. What do the writings of the New Testament tell us about each of these key followers of Christ? What legends have sprung up about them in the centuries after their deaths? Was Paul bow-legged and bald? Was Peter crucified upside down? Was Mary Magdalene a prostitute? In this lively work, Ehrman separates fact from fiction, presenting complicated historical issues in a clear and informative way and relating vivid anecdotes culled from the traditions of these three followers. He notes, for instance, that historians are able to say with virtual certainty that Mary, the follower of Jesus, was from the fishing village of Magdala on the shore of the Sea of Galilee (this is confirmed by her name, Mary Magdalene, reported in numerous independent sources); but there is no evidence to suggest that she was a prostitute (this legend can be traced to a sermon preached by Gregory the Great five centuries after her death), and little reason to think that she was married to Jesus. Similarly, there is no historical evidence for the well-known tale that Peter was crucified upside down. Ehrman also argues that the stories of Paul’s miracle working powers as an apostle are legendary accounts that celebrate his importance. A serious book but vibrantly written and leavened with many colorful stories, Peter, Paul, and Mary Magdalene will appeal to anyone curious about the early Christian church and the lives of these important figures.

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Piccolo Pantheon portatile

“Convoco i miei amici filosofi scomparsi, in qualità di testimoni del processo fatto dall’Infinito ai suoi falsificatori. Essi vengono a dirci, attraverso l’intermediario della voce che pronuncia il loro elogio, che l’imperativo del materialismo democratico contemporaneo, ‘Vivi senza idee’, è al contempo vile e inconsistente. Fui legato ad alcuni da amicizia, con altri ebbi qualche discussione. Ma sono felice di dire qui, in barba agli intrugli che vogliono farci ingoiare oggi, che questi quattordici filosofi scomparsi li amo tutti, ebbene sì. Sì, li amo”.

“Convoco i miei amici filosofi scomparsi, in qualità di testimoni del processo fatto dall’Infinito ai suoi falsificatori. Essi vengono a dirci, attraverso l’intermediario della voce che pronuncia il loro elogio, che l’imperativo del materialismo democratico contemporaneo, ‘Vivi senza idee’, è al contempo vile e inconsistente. Fui legato ad alcuni da amicizia, con altri ebbi qualche discussione. Ma sono felice di dire qui, in barba agli intrugli che vogliono farci ingoiare oggi, che questi quattordici filosofi scomparsi li amo tutti, ebbene sì. Sì, li amo”.

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Per esclusione Parte Seconda

La piccola Carol Corwin è rinchiusa in una baracca, lontana da ogni possibilità di aiuto. La bambina stringe a sé il suo orsacchiotto. Ha paura, perché è sola. Dov’è suo fratello Daniel? Craig Dabecourt, agente dell’FBI, è tornato in attività dopo un brutto incidente in missione che gli ha cambiato la vita. Ora si troverà ad affrontare il caso più difficile, imbattendosi nell’assassino più feroce, che sfugge a ogni logica, dentro una New York scura e piovosa. Un assassino di bambini. In un clima tetro e claustrofobico, I’FBI è chiamata in causa per dare la caccia a un serial killer che si fa chiamare Salomone. Un criminale spietato che non si ferma davanti a nulla, neppure all’innocenza delle sue vittime.
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La piccola Carol Corwin è rinchiusa in una baracca, lontana da ogni possibilità di aiuto. La bambina stringe a sé il suo orsacchiotto. Ha paura, perché è sola. Dov’è suo fratello Daniel? Craig Dabecourt, agente dell’FBI, è tornato in attività dopo un brutto incidente in missione che gli ha cambiato la vita. Ora si troverà ad affrontare il caso più difficile, imbattendosi nell’assassino più feroce, che sfugge a ogni logica, dentro una New York scura e piovosa. Un assassino di bambini. In un clima tetro e claustrofobico, I’FBI è chiamata in causa per dare la caccia a un serial killer che si fa chiamare Salomone. Un criminale spietato che non si ferma davanti a nulla, neppure all’innocenza delle sue vittime.
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Per esclusione Parte Prima

La piccola Carol Corwin è rinchiusa in una baracca, lontana da ogni possibilità di aiuto. La bambina stringe a sé il suo orsacchiotto. Ha paura, perché è sola. Dov’è suo fratello Daniel? Craig Dabecourt, agente dell’FBI, è tornato in attività dopo un brutto incidente in missione che gli ha cambiato la vita. Ora si troverà ad affrontare il caso più difficile, imbattendosi nell’assassino più feroce, che sfugge a ogni logica, dentro una New York scura e piovosa. Un assassino di bambini. In un clima tetro e claustrofobico, I’FBI è chiamata in causa per dare la caccia a un serial killer che si fa chiamare Salomone. Un criminale spietato che non si ferma davanti a nulla, neppure all’innocenza delle sue vittime.
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La piccola Carol Corwin è rinchiusa in una baracca, lontana da ogni possibilità di aiuto. La bambina stringe a sé il suo orsacchiotto. Ha paura, perché è sola. Dov’è suo fratello Daniel? Craig Dabecourt, agente dell’FBI, è tornato in attività dopo un brutto incidente in missione che gli ha cambiato la vita. Ora si troverà ad affrontare il caso più difficile, imbattendosi nell’assassino più feroce, che sfugge a ogni logica, dentro una New York scura e piovosa. Un assassino di bambini. In un clima tetro e claustrofobico, I’FBI è chiamata in causa per dare la caccia a un serial killer che si fa chiamare Salomone. Un criminale spietato che non si ferma davanti a nulla, neppure all’innocenza delle sue vittime.
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Pensione Tersicore: la terza indagine del Commissario Martini

Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. In Pensione Tersicore, Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell’omicidio di un attore dal fascino ambiguo, avvenuto nel suo camerino la sera stessa del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà a individuare l’assassino.

Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. In Pensione Tersicore, Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell’omicidio di un attore dal fascino ambiguo, avvenuto nel suo camerino la sera stessa del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà a individuare l’assassino.

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Panchine: Come Uscire Dal Mondo Senza Uscirne

La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. È il margine sopraelevato della realtà, il posto ideale per osservare quello che accade, la gente che si muove, che vive, l’autobus che passa, i piccioni, le nuvole sopra la testa.
Per molti, che a stare seduti su una panchina provano imbarazzo, è l’immagine della provvisorietà, della precarietà, forse del declino. Stare in panchina, nel lessico attuale, è il contrario dello scendere in campo. Eppure una buona panchina fa sentire al riparo chi vi siede e fa apparire il suo ozio come un’attività di qualità superiore, da intenditore – un po’ come quando al ristorante uno ordina un piatto molto semplice e il cuoco gli fa capire di considerarlo un buongustaio. Una panchina perfetta è come una piega del mondo, una zona franca, liberata o salvata, dove il semplice sedersi è già in sé una meditazione. Non è necessario che sia sullo Stelvio o sulla Promenade des Anglais o davanti allo skyline di Manhattan: è la panchina che definisce il centro dell’universo.
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### Sinossi
La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. È il margine sopraelevato della realtà, il posto ideale per osservare quello che accade, la gente che si muove, che vive, l’autobus che passa, i piccioni, le nuvole sopra la testa.
Per molti, che a stare seduti su una panchina provano imbarazzo, è l’immagine della provvisorietà, della precarietà, forse del declino. Stare in panchina, nel lessico attuale, è il contrario dello scendere in campo. Eppure una buona panchina fa sentire al riparo chi vi siede e fa apparire il suo ozio come un’attività di qualità superiore, da intenditore – un po’ come quando al ristorante uno ordina un piatto molto semplice e il cuoco gli fa capire di considerarlo un buongustaio. Una panchina perfetta è come una piega del mondo, una zona franca, liberata o salvata, dove il semplice sedersi è già in sé una meditazione. Non è necessario che sia sullo Stelvio o sulla Promenade des Anglais o davanti allo skyline di Manhattan: è la panchina che definisce il centro dell’universo.

La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. È il margine sopraelevato della realtà, il posto ideale per osservare quello che accade, la gente che si muove, che vive, l’autobus che passa, i piccioni, le nuvole sopra la testa.
Per molti, che a stare seduti su una panchina provano imbarazzo, è l’immagine della provvisorietà, della precarietà, forse del declino. Stare in panchina, nel lessico attuale, è il contrario dello scendere in campo. Eppure una buona panchina fa sentire al riparo chi vi siede e fa apparire il suo ozio come un’attività di qualità superiore, da intenditore – un po’ come quando al ristorante uno ordina un piatto molto semplice e il cuoco gli fa capire di considerarlo un buongustaio. Una panchina perfetta è come una piega del mondo, una zona franca, liberata o salvata, dove il semplice sedersi è già in sé una meditazione. Non è necessario che sia sullo Stelvio o sulla Promenade des Anglais o davanti allo skyline di Manhattan: è la panchina che definisce il centro dell’universo.
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### Sinossi
La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. È il margine sopraelevato della realtà, il posto ideale per osservare quello che accade, la gente che si muove, che vive, l’autobus che passa, i piccioni, le nuvole sopra la testa.
Per molti, che a stare seduti su una panchina provano imbarazzo, è l’immagine della provvisorietà, della precarietà, forse del declino. Stare in panchina, nel lessico attuale, è il contrario dello scendere in campo. Eppure una buona panchina fa sentire al riparo chi vi siede e fa apparire il suo ozio come un’attività di qualità superiore, da intenditore – un po’ come quando al ristorante uno ordina un piatto molto semplice e il cuoco gli fa capire di considerarlo un buongustaio. Una panchina perfetta è come una piega del mondo, una zona franca, liberata o salvata, dove il semplice sedersi è già in sé una meditazione. Non è necessario che sia sullo Stelvio o sulla Promenade des Anglais o davanti allo skyline di Manhattan: è la panchina che definisce il centro dell’universo.

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Officina Alkemica: L’alchimia come via per la felicità incondizionata

**Un libro che cambia lo sguardo sulla vita** Questo libro presenta in maniera chiara e semplice, passo dopo passo, l’insegnamento alchemico, che si rivela essere un efficace cammino di crescita spirituale alla portata di tutti. Cosa cercavano in verità gli alchimisti? Come è possibile per l’uomo moderno approdare alla gioia incondizionata e all’immortalità percorrendo la via alchemica? Assisteremo, in futuro, a una “restaurazione degli antichi misteri” sul pianeta terra? **L’AUTORE**: Salvatore Brizzi partendo dallo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni, si occupa di trasmettere attraverso la sua attività di scrittore e conferenziere i principi della creazione della propria realtà, affinché l’individuo non continui a idolatrare il Mondo come un dio onnipotente al di fuori di sé. Si ispira alla figura del monaco-guerriero per educare l’essere umano a divenire un vero leader, il Re del suo Regno, in qualunque attività decida di intraprendere. E’ un esperto di Alchimia trasformativa e tiene corsi e seminari in diverse città. Salvatore Brizzi intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui. Molto apprezzato come divulgatore in quanto capace di esprimersi in maniera chiara e accessibile a tutti, in passato è stato direttore editoriale della rivista esoterica “Antipodi” e ha fondato a Torino una casa editrice, la Antipodi Edizioni, il cui obiettivo principe è proprio la diffusione di antichi insegnamenti atti a facilitare l’evoluzione interiore dell’essere umano. La sua formazione comprende: la Quarta Via di Gurdjieff, le opere di Alice Bailey e H.P. Blavatsky, l’Agni Yoga, l’applicazione dei Vangeli.
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### Sinossi
**Un libro che cambia lo sguardo sulla vita** Questo libro presenta in maniera chiara e semplice, passo dopo passo, l’insegnamento alchemico, che si rivela essere un efficace cammino di crescita spirituale alla portata di tutti. Cosa cercavano in verità gli alchimisti? Come è possibile per l’uomo moderno approdare alla gioia incondizionata e all’immortalità percorrendo la via alchemica? Assisteremo, in futuro, a una “restaurazione degli antichi misteri” sul pianeta terra? **L’AUTORE**: Salvatore Brizzi partendo dallo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni, si occupa di trasmettere attraverso la sua attività di scrittore e conferenziere i principi della creazione della propria realtà, affinché l’individuo non continui a idolatrare il Mondo come un dio onnipotente al di fuori di sé. Si ispira alla figura del monaco-guerriero per educare l’essere umano a divenire un vero leader, il Re del suo Regno, in qualunque attività decida di intraprendere. E’ un esperto di Alchimia trasformativa e tiene corsi e seminari in diverse città. Salvatore Brizzi intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui. Molto apprezzato come divulgatore in quanto capace di esprimersi in maniera chiara e accessibile a tutti, in passato è stato direttore editoriale della rivista esoterica “Antipodi” e ha fondato a Torino una casa editrice, la Antipodi Edizioni, il cui obiettivo principe è proprio la diffusione di antichi insegnamenti atti a facilitare l’evoluzione interiore dell’essere umano. La sua formazione comprende: la Quarta Via di Gurdjieff, le opere di Alice Bailey e H.P. Blavatsky, l’Agni Yoga, l’applicazione dei Vangeli.

**Un libro che cambia lo sguardo sulla vita** Questo libro presenta in maniera chiara e semplice, passo dopo passo, l’insegnamento alchemico, che si rivela essere un efficace cammino di crescita spirituale alla portata di tutti. Cosa cercavano in verità gli alchimisti? Come è possibile per l’uomo moderno approdare alla gioia incondizionata e all’immortalità percorrendo la via alchemica? Assisteremo, in futuro, a una “restaurazione degli antichi misteri” sul pianeta terra? **L’AUTORE**: Salvatore Brizzi partendo dallo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni, si occupa di trasmettere attraverso la sua attività di scrittore e conferenziere i principi della creazione della propria realtà, affinché l’individuo non continui a idolatrare il Mondo come un dio onnipotente al di fuori di sé. Si ispira alla figura del monaco-guerriero per educare l’essere umano a divenire un vero leader, il Re del suo Regno, in qualunque attività decida di intraprendere. E’ un esperto di Alchimia trasformativa e tiene corsi e seminari in diverse città. Salvatore Brizzi intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui. Molto apprezzato come divulgatore in quanto capace di esprimersi in maniera chiara e accessibile a tutti, in passato è stato direttore editoriale della rivista esoterica “Antipodi” e ha fondato a Torino una casa editrice, la Antipodi Edizioni, il cui obiettivo principe è proprio la diffusione di antichi insegnamenti atti a facilitare l’evoluzione interiore dell’essere umano. La sua formazione comprende: la Quarta Via di Gurdjieff, le opere di Alice Bailey e H.P. Blavatsky, l’Agni Yoga, l’applicazione dei Vangeli.
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### Sinossi
**Un libro che cambia lo sguardo sulla vita** Questo libro presenta in maniera chiara e semplice, passo dopo passo, l’insegnamento alchemico, che si rivela essere un efficace cammino di crescita spirituale alla portata di tutti. Cosa cercavano in verità gli alchimisti? Come è possibile per l’uomo moderno approdare alla gioia incondizionata e all’immortalità percorrendo la via alchemica? Assisteremo, in futuro, a una “restaurazione degli antichi misteri” sul pianeta terra? **L’AUTORE**: Salvatore Brizzi partendo dallo studio dei metodi di trasmutazione alchemica delle emozioni, si occupa di trasmettere attraverso la sua attività di scrittore e conferenziere i principi della creazione della propria realtà, affinché l’individuo non continui a idolatrare il Mondo come un dio onnipotente al di fuori di sé. Si ispira alla figura del monaco-guerriero per educare l’essere umano a divenire un vero leader, il Re del suo Regno, in qualunque attività decida di intraprendere. E’ un esperto di Alchimia trasformativa e tiene corsi e seminari in diverse città. Salvatore Brizzi intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui. Molto apprezzato come divulgatore in quanto capace di esprimersi in maniera chiara e accessibile a tutti, in passato è stato direttore editoriale della rivista esoterica “Antipodi” e ha fondato a Torino una casa editrice, la Antipodi Edizioni, il cui obiettivo principe è proprio la diffusione di antichi insegnamenti atti a facilitare l’evoluzione interiore dell’essere umano. La sua formazione comprende: la Quarta Via di Gurdjieff, le opere di Alice Bailey e H.P. Blavatsky, l’Agni Yoga, l’applicazione dei Vangeli.

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Non ti lascero mai solo

Francesco è uno che se la gode alla grande. Single di successo, ha trovato il suo equilibrio fra donne, lavoro, palestre, auto e vestiti alla moda. Equilibrio a cui non vuole rinunciare per nulla al mondo. Nella sua vita è entrata da qualche mese Mia, un’americana, bella, intelligente e disponibile a una convivenza seria ma non claustrofobica. Però ha un difetto: ama gli animali in generale e i cani in particolare. Ecco perché un bel giorno un vivacissimo cucciolo fa il suo ingresso in casa della coppia: Poldo. È un meticcio di sette mesi trovato per strada. È vivace, un po’ maldestro, desideroso di coccole e curioso di scoprire ogni angolo della casa. All’inizio la vita di Francesco non si sposta di una virgola. Come da accordi con la fidanzata, lui non vuole occuparsene e il cane è affidato solamente alle cure di Mia. Ma quando lei è costretta a volare oltreoceano per assistere il padre gravemente malato, Francesco si trova a dover fare i conti in prima persona con le insopprimibili necessità di Poldo: mangiare, bere, sgambettare nel parco, giocare con gli altri cani e soprattutto dare e ricevere l’affetto del padrone, anche se il padrone non lo vuole. Strattonato al guinzaglio da Poldo e schiaffeggiato nell’orgoglio dalla lontananza di Mia, Francesco cerca in tutti i modi di liberarsi del cane. Finché un pomeriggio un evento imprevedibile cambia radicalmente la sua vita. La storia di un amore fra un uomo e un cane. Un amore inaspettato e quindi ancora più coinvolgente.
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Francesco è uno che se la gode alla grande. Single di successo, ha trovato il suo equilibrio fra donne, lavoro, palestre, auto e vestiti alla moda. Equilibrio a cui non vuole rinunciare per nulla al mondo. Nella sua vita è entrata da qualche mese Mia, un’americana, bella, intelligente e disponibile a una convivenza seria ma non claustrofobica. Però ha un difetto: ama gli animali in generale e i cani in particolare. Ecco perché un bel giorno un vivacissimo cucciolo fa il suo ingresso in casa della coppia: Poldo. È un meticcio di sette mesi trovato per strada. È vivace, un po’ maldestro, desideroso di coccole e curioso di scoprire ogni angolo della casa. All’inizio la vita di Francesco non si sposta di una virgola. Come da accordi con la fidanzata, lui non vuole occuparsene e il cane è affidato solamente alle cure di Mia. Ma quando lei è costretta a volare oltreoceano per assistere il padre gravemente malato, Francesco si trova a dover fare i conti in prima persona con le insopprimibili necessità di Poldo: mangiare, bere, sgambettare nel parco, giocare con gli altri cani e soprattutto dare e ricevere l’affetto del padrone, anche se il padrone non lo vuole. Strattonato al guinzaglio da Poldo e schiaffeggiato nell’orgoglio dalla lontananza di Mia, Francesco cerca in tutti i modi di liberarsi del cane. Finché un pomeriggio un evento imprevedibile cambia radicalmente la sua vita. La storia di un amore fra un uomo e un cane. Un amore inaspettato e quindi ancora più coinvolgente.
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Non leggete i libri, fateveli raccontare: sei lezioni per diventare un intellettuale dedicate in particolare ai giovani privi di talento

Il libro contiene la serie di articoli apparsi sulle colonne di “ABC” nel 1966, sotto il titolo: “Come si diventa un intellettuale”. Una serie di consigli ironici, disincantati, spesso amari e graffianti, ma veri ed efficaci per aiutare un giovane a diventare un intellettuale. Non saranno necessarie, a parere dell’autore, particolari doti di talento, anzi quanto più mediocre sarà il giovane, tanto più velocemente potrà raggiungere il successo. I consigli vanno dal corso di studi da intraprendere, al tipo di vacanza da fare, al tipo di donna da sposare, in che modo gestire il proprio capo, come comportarsi con le segretarie e via dicendo.

Il libro contiene la serie di articoli apparsi sulle colonne di “ABC” nel 1966, sotto il titolo: “Come si diventa un intellettuale”. Una serie di consigli ironici, disincantati, spesso amari e graffianti, ma veri ed efficaci per aiutare un giovane a diventare un intellettuale. Non saranno necessarie, a parere dell’autore, particolari doti di talento, anzi quanto più mediocre sarà il giovane, tanto più velocemente potrà raggiungere il successo. I consigli vanno dal corso di studi da intraprendere, al tipo di vacanza da fare, al tipo di donna da sposare, in che modo gestire il proprio capo, come comportarsi con le segretarie e via dicendo.

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Nient’altro Che La Verità

Nicolas Creel, cinico e potente magnate dell’industria bellica, ha un obiettivo ambizioso: ridisegnare gli equilibri politici ed economici mondiali piegandoli alla sua visione e ai suoi interessi. Per raggiungerlo, chiede la collaborazione di Dick Pender, esperto di perception management , che dovrà pilotare l’opinione pubblica diffondendo notizie false che attribuiscono alla Russia una serie di crimini atroci, attraverso un abile e spregiudicato uso dei media e della rete, generando reazioni a catena in tutto il pianeta. Shaw è un uomo che non ha mai avuto nulla da perdere, con un passato da dimenticare e un presente al servizio di un’agenzia internazionale di intelligence impegnata a mantenere la pace e la sicurezza. Costantemente in giro per il mondo per missioni pericolosissime e spesso ai limiti della legalità, per la prima volta nella sua vita si scopre a sperare in un futuro diverso da condividere con Anna, la donna di cui è innamorato. Katie James è una giornalista che, all’apice della professione, si è ritrovata a fare i conti con la propria coscienza e le proprie debolezze, uscendone pesantemente sconfitta. Ora ha l’occasione di ricostruirsi una carriera e una vita, e non vuole lasciarsela sfuggire a nessun costo. Con l’abilità tipica dei grandi maestri del thriller, David Baldacci incrocia le strade e i destini dei suoi personaggi facendoli muovere all’interno dello scenario del possibile scoppio di una nuova guerra mondiale, tanto più spaventoso proprio perché estremamente realistico. Mescolando azione, sentimenti e politica internazionale, Nient’altro che la verità è un romanzo pieno di intuizioni brillanti e colpi di scena che travalica i canoni del genere senza tradirne l’essenza.

Nicolas Creel, cinico e potente magnate dell’industria bellica, ha un obiettivo ambizioso: ridisegnare gli equilibri politici ed economici mondiali piegandoli alla sua visione e ai suoi interessi. Per raggiungerlo, chiede la collaborazione di Dick Pender, esperto di perception management , che dovrà pilotare l’opinione pubblica diffondendo notizie false che attribuiscono alla Russia una serie di crimini atroci, attraverso un abile e spregiudicato uso dei media e della rete, generando reazioni a catena in tutto il pianeta. Shaw è un uomo che non ha mai avuto nulla da perdere, con un passato da dimenticare e un presente al servizio di un’agenzia internazionale di intelligence impegnata a mantenere la pace e la sicurezza. Costantemente in giro per il mondo per missioni pericolosissime e spesso ai limiti della legalità, per la prima volta nella sua vita si scopre a sperare in un futuro diverso da condividere con Anna, la donna di cui è innamorato. Katie James è una giornalista che, all’apice della professione, si è ritrovata a fare i conti con la propria coscienza e le proprie debolezze, uscendone pesantemente sconfitta. Ora ha l’occasione di ricostruirsi una carriera e una vita, e non vuole lasciarsela sfuggire a nessun costo. Con l’abilità tipica dei grandi maestri del thriller, David Baldacci incrocia le strade e i destini dei suoi personaggi facendoli muovere all’interno dello scenario del possibile scoppio di una nuova guerra mondiale, tanto più spaventoso proprio perché estremamente realistico. Mescolando azione, sentimenti e politica internazionale, Nient’altro che la verità è un romanzo pieno di intuizioni brillanti e colpi di scena che travalica i canoni del genere senza tradirne l’essenza.

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Nella casa del pianista

La sera del 30 gennaio 1980 Jan Brokken rimane folgorato da un concerto: tutti gli studi di Chopin interpretati da Youri Egorov, astro nascente del pianoforte. Dalle prime battute riconosce in lui il talento che ogni giorno sente esercitarsi nella casa vicina. Diventato amico intimo, testimone diretto della sua avventura artistica ed esistenziale, bruciata in soli trentatré anni, Brokken racconta il grande pianista, emblema del genio sregolato, dell’esule dall’Unione Sovietica che trova la fama nel libero Occidente ma mai le radici, del diverso in lotta con un perenne senso di solitudine. Omosessuale per- seguitato dal KGB e assetato di libertà, poi profugo in un campo italiano, Youri si immerge ventiduenne nella vivace bohème di Amsterdam, su cui incombe ancora sconosciuta l’ombra letale dell’aids. Il successo non si fa attendere, dalle frenetiche tournée mondiali fino alla consacrazione accanto ai più acclamati cantanti e direttori d’orchestra. Ma sotto il brillante talento cova la fragilità dell’uomo, la nostalgia della patria e degli affetti per sempre perduti. Youri si aggrappa alla stretta cerchia di amici che orbita intorno alla sua casa di Amsterdam, una calorosa “famiglia” di creativi e musicofili che lo sentiranno suonare fino alle ultime, tragiche note. Primi fra tutti l’architetto Jan Brouwer e la “principessa” Tatjana, lui tenero compagno di vita e lei speciale compagna dell’anima, su cui Youri riversa tutto il suo amore disperato per la Madre Russia. Con delicatezza e toccante umanità, Brokken racconta la storia di un artista, di una vita, di un’amicizia, di un’intera epoca, sulle note di un appassionato inno alla musica.

La sera del 30 gennaio 1980 Jan Brokken rimane folgorato da un concerto: tutti gli studi di Chopin interpretati da Youri Egorov, astro nascente del pianoforte. Dalle prime battute riconosce in lui il talento che ogni giorno sente esercitarsi nella casa vicina. Diventato amico intimo, testimone diretto della sua avventura artistica ed esistenziale, bruciata in soli trentatré anni, Brokken racconta il grande pianista, emblema del genio sregolato, dell’esule dall’Unione Sovietica che trova la fama nel libero Occidente ma mai le radici, del diverso in lotta con un perenne senso di solitudine. Omosessuale per- seguitato dal KGB e assetato di libertà, poi profugo in un campo italiano, Youri si immerge ventiduenne nella vivace bohème di Amsterdam, su cui incombe ancora sconosciuta l’ombra letale dell’aids. Il successo non si fa attendere, dalle frenetiche tournée mondiali fino alla consacrazione accanto ai più acclamati cantanti e direttori d’orchestra. Ma sotto il brillante talento cova la fragilità dell’uomo, la nostalgia della patria e degli affetti per sempre perduti. Youri si aggrappa alla stretta cerchia di amici che orbita intorno alla sua casa di Amsterdam, una calorosa “famiglia” di creativi e musicofili che lo sentiranno suonare fino alle ultime, tragiche note. Primi fra tutti l’architetto Jan Brouwer e la “principessa” Tatjana, lui tenero compagno di vita e lei speciale compagna dell’anima, su cui Youri riversa tutto il suo amore disperato per la Madre Russia. Con delicatezza e toccante umanità, Brokken racconta la storia di un artista, di una vita, di un’amicizia, di un’intera epoca, sulle note di un appassionato inno alla musica.

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