1617–1632 di 1765 risultati

Mani nude

Davide Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte e vivo come lo si è solo a sedici anni. Di fronte a lui, invisibile tra una folla di persone che ballano e bevono, un uomo anziano, stanco e pericoloso, lo osserva. E lo sceglie. Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza su un camion e costretto a lottare a mani nude contro uno sconosciuto. È il suo ingresso nel mondo dei combattimenti clandestini all’ultimo sangue: o uccidi o vieni ucciso. All’inizio Davide piange, protesta, si ribella: cresciuto in una quotidianità ovattata e rassicurante, non sa cosa sia la violenza. Ma il suo corpo conosce l’istinto, e vince i primi incontri. L’uomo, il suo rapitore, scorge in lui il potenziale di un combattente diverso da tutti gli altri, e forse anche qualcosa di più, una sorta di erede a cui trasmettere la sua conoscenza, i suoi valori e le sue personalissime leggi morali. Lo aiuterà a sopravvivere in un mondo disumano, gli insegnerà che la prigionia, i soprusi, l’omicidio e la morte possono diventare accettabili, una nuova ‘normalità’. Dopo 1442 giorni, un centinaio di omicidi alle spalle e la perdita di ogni inibizione o moralità, di Davide Bergamaschi non sarà rimasto più niente e dalle sue ceneri sarà nato Batiza, il più feroce degli assassini. Il secondo romanzo di Paola Barbato è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco. È il racconto di un incubo reale che ogni anno inghiotte decine di persone – al bar, davanti alle scuole, in metropolitana – e le divora per sempre, anima e corpo.

Lord Darcy 2

Compito di Lord Darcy è quello di risolvere misteri che sfidano la ragione. Forse il colpevole ha usato le scienze proibite e forse no, ma non c’è stanza chiusa, non c’è paradosso che Darcy non sappia dipanare. In un mondo dove la fisica si tinge di surreale e il fattore m, nell’espressione E=mc2, non indica solo la “massa”, l’investigatore della Corona deve tener conto anche dell’impossibile. In questo secondo e ultimo volume delle sue avventure, vi proponiamo inchieste inedite e casi limite, tutti in versione scrupolosamente integrale.

INDICE
L’IMBROGLIO DEL GUADO
The Muddle of the Woad (1965) 
UN PIZZICO DI IMMAGINAZIONE
A Stretch of the Imagination (1973) 
UNA QUESTIONE DI GRAVITA’
A Matter of Gravity (1974) 
LA FIALA DI IPSWICH
The Ipswich Phial (1976) 
LE SEDICI CHIAVI
The Sixteen Keys (1976) 
IL NAPOLI EXPRESS
The Napoli Express (1979) 

Lord Darcy / 1

In Europa solo gli Stati anglofrancesi sono liberi. Italia, Russia e Germania sono costellazioni di principati. In Polonia vige la dittatura. Ma che mondo è questo? Lord Darcy lavora per la Corona e il suo compito è risolvere arcani omicidi. Forse il colpevole ha usato scienze proibite. O forse no… Ma che mondo è questo? Un mondo dove la fisica è un’opzione e l’astrologia profuma di matematica superiore. Un mondo rigoroso, fantascientifico nel più puro senso della parola, in cui le clamorose inchieste di Lord Darcy somigliano a quelle della polizia scientifica di una realtà più evoluta. Finalmente la prima parte del grande ciclo, compresi gli inediti, in versione integrale.
INDICE
FOTOSCOPIA
The Eyes Have It (1964)
L’IDENTITA’
A Case of Identity(1964)
LA STANZA CHIUSA
Too Many Magicians (1966)
RANDALL GARRETT – l’Autore
GIUSEPPE LIPPI

Lettere dalla prigionia

Come scriveva Aldo Moro durante i 55 giorni della prigionia? Come lavoravano i brigatisti? Che fine hanno fatto gli originali delle carte dell’uomo politico? Per quale ragione le lettere sono state ritrovate dattiloscritte e in fotocopia in due momenti diversi (nell’ottobre 1978 e nell’ottobre 1990) nello stesso covo di Milano? Quali sono i brani censurati e manipolati dalle Br? In che misura questi testi contengono l’autentico pensiero del loro autore? Cosa voleva comunicare Moro attraverso le lettere? Cosa fece il governo italiano per affrontare l’attacco terrorista?
Nella premessa e nel saggio conclusivo il curatore, dopo una rigorosa ricerca di archivio, prova a rispondere a queste e altre domande conducendo il lettore all’interno delle dinamiche che segnarono la scrittura delle lettere e lo svolgimento del sequestro fino al suo drammatico esito. Miguel Gotor non percorre sentieri già battuti da altri e fugge ogni tentazione dietrologica, ma attraverso un appassionante corpo a corpo con un personaggio (Moro: «il discorso») e con un problema (le Br: «il terrore») fornisce un contributo innovativo alla comprensione di questo epistolario – forse il più importante del Novecento italiano – nonché alla ricostruzione del «caso Moro» e, più in generale, della storia degli anni Settanta.

Le cronache di Narnia

Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, “Il leone, la strega e l’armadio” inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come “Le Cronache di Narnia”. Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. C.S. Lewis lo scrisse con la dichiarata intenzione di rivolgersi ai bambini, ma non solo a loro. Era convinto, infatti, che “un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta”. Un’incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell’avventura, ma anche per l’insolito spessore che tradisce l’immensa cultura di un autentico scrittore, noto medievalista dell’Università di Oxford, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche. La presente edizione offre al pubblico italiano il testo integrale delle “Cronache di Narnia” in un unico volume, con una traduzione completamente aggiornata e con un breve saggio in appendice, inedito in Italia, in cui Lewis stesso spiega cosa significhi per lui “scrivere per i bambini”. Età di lettura: da 10 anni.
**

Le case del brivido

Nelle ore più cupe della notte le finestre cigolano, un rumore di passi si ode sulle scale, una porta inizia lentamente ad aprirsi, comincia il terrore! Dall’orrore della storia di Stephen King che non consentirà più di guardare la porta chiusa di un armadio senza provare un brivido di paura, alla sanguinosa soluzione dell’enigma di Lizzie Borden descritto da Robert Bloch, all’agghiacciante visione del Diavolo nascosto dietro la maschera dell’innocenza infantile come la racconta William F. Nolan, ecco diciassette storie del terrore scritte dai migliori autori di questo genere.
**

Lacrime di cristallo

Sid, Luce e Hoon frequentano il primo anno delle superiori. Sid è una campionessa di scherma, Luce sa come conquistare un ragazzo, e Hoon è semplicemente un genio. Hanno poco in comune, se non una coincidenza curiosa: la stessa data di nascita. Ma una nemica improvvisa e spietata, strani poteri che si ridestano, lacrime prodigiose che si trasformano in cristalli e un messaggero da un mondo lontano non possono essere solo coincidenze. Sid, Luce e Hoon capiscono di essere legate tra loro da un destino inesorabile che le sta chiamando a combattere. Per salvare il mondo dove hanno sempre vissuto. E quello da cui provengono. Età di lettura: da 10 anni.
**

La storia di un matrimonio

«Crediamo tutti di conoscere le persone che amiamo»: così Pearlie Cook comincia a raccontarci gli incredibili sei mesi che sono stati, per il suo matrimonio, una sorta di inesorabile lastra ai raggi X. Siamo nel 1953, in un quartiere appartato e nebbioso di ex militari ai margini di San Francisco, e tutto nella vita dei Cook parla ancora della guerra: la salute cagionevole di Holland, i ricordi tormentati di lei, le loro abitudini morigerate e un po’ grigie. Una vita per il resto normalissima, come sottolinea la voce ammaliante di Pearlie – mentre la sua testa scoppia di pensieri che forse, via via che si disvelano, preferiremmo non ascoltare. Eppure li leggiamo con avidità, rassicurati dal fatto che lei, palesemente, ha intenzione di dirci proprio tutto. Perché, allora, ci sentiamo invadere da un’ansia arcana, da un senso di vertigine e di smarrimento, come davanti a certe atmosfere torve di Edgar Allan Poe? Non solo per il susseguirsi di colpi di scena che ci avvincono a ogni riga sino a condurci all’unico finale davvero imprevedibile. Non solo per l’uomo venuto dal passato, per la lettera che colpisce come un pugno, per i terribili segreti che si dischiudono a uno a uno… Sarà allora per la dolorosa lucidità con cui la narratrice riesce a indagare la distanza che separa ciascuno di noi dagli altri? O perché a ogni pagina ci chiediamo: come fa Pearlie a sapere tutte queste cose – di noi?
(source: Bol.com)

La somiglianza

L’ex detective della sezione ‘Infiltrati’ di Dublino Cassie Maddox viene convocata con urgenza dal suo vecchio capo Frank Mackey: una giovane donna è stata trovata uccisa, pugnalata al petto, in un cottage diroccato della campagna irlandese. Sembrerebbe un caso di routine, se non fosse che la vittima somiglia in modo impressionante a Cassie e che se ne andava in giro con un’identità fittizia, facendosi chiamare Lexie Madison. Il nome non è per niente nuovo a Cassie: nella sua prima missione, appena uscita dalla facoltà di psicologia, lo aveva usato come copertura allo scopo di infiltrarsi in un giro di trafficanti di droga all’interno del campus universitario. Della giovane donna trovata morta si sa solo che stava seguendo un dottorato in letteratura e che viveva in un’antica residenza georgiana, Whitethorn House, con altri quattro studenti. Ma chi era esattamente? Perché usava il nome di Lexie Madison? E l’assassino conosceva la sua vera identità o l’ha scambiata per la poliziotta? Cassie decide così di accettare la proposta di Frank e tornare a indossare i panni di Lexie, prendendo il posto della ragazza – senza divulgare la notizia della sua morte -, in modo da avvicinare le persone che frequentava e identificare i sospetti. Ma ben presto scoprirà di avere in comune con lei molto più del volto e di un nome falso…
**

La scomparsa delle api

“Se l’ape scomparisse dalla terra, all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani.” (Albert Einstein) Questa frase, attribuita al geniale scienziato tedesco e a lungo considerata solo un paradosso e nient’altro che un’ipotesi quasi fantascientifica, si sta rivelando, da qualche anno a questa parte, molto più vicina alla realtà di quanto avremmo mai potuto immaginare.
Per anni gli apicultori di entrambe le sponde dell’oceano hanno lanciato allarmi inascoltati, finché, nel febbraio 2007, negli Stati Uniti sono comparsi i primi dati ufficiali: mancano all’appello centinaia di miliardi di api, affette da un misterioso morbo. La notizia fa il giro del mondo, fino a quando, nel gennaio 2008, diviene chiaro che la grande moria riguarda anche l’Europa: 50 miliardi di api sono scomparse in Grecia, almeno 55 miliardi non fanno ritorno alle arnie nel nostro paese. Ma non è finita qui: lo stesso genere di notizie arriva da altri paesi europei, dall’India, dal Canada, dalla Nuova Zelanda.
Qual è la causa di questo fenomeno, che sembra essere l’inizio dell’estinzione dell’ape? I ricercatori hanno avanzato diverse ipotesi. Si pensa che siano le onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari e dai ripetitori, si ipotizza che sia la conseguenza della diffusione di organismi geneticamente modificati nell’agricoltura, si sospetta che sia una delle tante conseguenze del riscaldamento globale.
La scomparsa in massa delle api ha assunto dimensioni tali da non poter essere più ignorata. Se oggi ci sembra improbabile che l’umanità possa estinguersi per una causa apparentemente così banale, di certo un evento di questa portata appare come una sorta di campanello di allarme: forse ci siamo spinti troppo in là nella manipolazione del nostro ambiente naturale.
Partendo da un’arnia deserta in Florida, Sylvie Coyaud ci porta con sé in un viaggio appassionato attraverso paesi vicini e lontani. Nella certezza che “trovare il colpevole” della scomparsa delle api potrebbe essere il primo passo per scongiurare una futura catastrofe ecologica sul nostro pianeta.

La rivincita della donna matura

Rose ha quarantasette anni ed è una donna di successo. Ha tutto quello che si può volere dalla vita: un marito adorabile, un lavoro appagante, due figli ormai grandi, una bella casa circondata da un giardino di fiori bianchi, perfetti come la sua esistenza. Lei che è abituata a pianificare ogni cosa, non si immagina di certo che tutto quello che ha costruito stia per crollare come un castello di carte. Perché una sera suo marito le annuncia di voler andare a vivere con un’altra donna e il suo direttore di volerla sostituire alla direzione della rubrica dei libri. Rose è sconvolta. Come se non bastasse la donna che le ha rubato il marito e il lavoro altri non è che la sua collaboratrice più fidata: la ventinovenne Minty.

La guerra bianca

Agli albori del 1915 l’Italia è una nazione ancora da forgiare. Il popolo è diviso da irriducibili differenze: non c’è una lingua, non c’è un sentimento comune. Gli italiani devono temprarsi in una solida unità nazionale. La soluzione è la guerra, la fucina il campo di battaglia. Più alto sarà il sacrificio, più nobili saranno i risultati. A pagarne il prezzo saranno i giovani costretti in un fronte che corre per seicento chilometri, dalle Dolomiti all’Adriatico. Combatteranno in un biancore di pietre e di neve che dura tutto l’anno, saranno uniti nella paura e nell’angoscia, uccideranno. Intorno a loro l’assordante fuoco di sbarramento, l’insostenibile tensione prima dell'”ora zero”, l’inferno della terra di nessuno. Luigi Cadorna avrà in pugno le vite dei suoi soldati. Nel 1919 chi alla patria aveva dato tutto si lascia conquistare dalla “trincerocrazia” di Mussolini e dall’idea che la Grande guerra costituisca il fondamento della nazione. Si prepara così la scena per l’avvento del fascismo. Valorizzando fonti come i diari dell’epoca e le interviste ai veterani, lo storico inglese Mark Thompson con “La guerra bianca” restituisce il pathos degli assalti alle trincee, ripercorre con sobrietà e precisione l’epica del fronte italiano, mette a nudo la foga nazionalistica e gli intrighi politici che hanno preceduto il conflitto. Tra le pagine del libro, le esperienze di guerra di una grande generazione di scrittori schierati su fronti opposti: Ungaretti, Hemingway, Kipling e Gadda.

La battaglia del Labirinto

La guerra tra gli dei dell’Olimpo e i Titani è alle porte, e ancora una volta il Campo Mezzosangue è in pericolo: gira voce che Luke e il suo esercito siano a un passo dall’invasione. E se i confini del Campo non fossero sicuri come una volta? Per difendersi, Percy, Annabeth e Grover devono addentrarsi nel Labirinto di Dedalo, cbe forse nasconde una via d’accesso al Campo. Un tempo a Creta e ora nel sottosuolo nordamericano, il Labirinto è un mondo sotterraneo che nasconde pericoli e insidie indicibili, e gli insegnamenti di Quintus, il nuovo istruttore di tecniche da combattimento, si rivelano preziosissimi. Percy e i suoi amici lotteranno con nemici sempre più potenti e terrificanti, scopriranno la verità sulla scomparsa del dio Pan e dovranno scontrarsi con il terribile segreto custodito da Crono. L’ultima sfida ha inizio… e questo è solo la prima delle battaglie. Età di lettura: da 12 anni.
**

La bambina pericolosa

Maria Laura Gangemi: una femmina – vera, appassionata, bellissima con quella “vampa” di capelli neri ricci che le incorniciano il volto minuto – e uno sbirro, determinato fino alla testardaggine, coraggioso e tagliente. Maria Laura Gangemi è tutto questo ed è insieme la donna che, in un tiepido pomeriggio autunnale, attraversa il magnifico Giardino Bellini di Catania per godere della sua pace rigogliosa quando viene attratta da un violento litigio fra ragazzine: accostatasi al gruppo per capire di cosa si tratta, però, si trova inaspettatamente a mal partito e viene derubata del portafoglio con tutto il suo contenuto. Potrebbe essere, questa, una scena come tante di piccola criminalità minorile, se non fosse che, il giorno dopo questo episodio, viene denunciata la sparizione proprio della ragazzina che ha derubato il commissario Gangemi, Angelina. E seguendo le tracce di questa bimba cresciuta troppo in fretta Maria Laura si troverà a dover scavare nel cuore torbido e violento di una famiglia siciliana, nel cuore marcio e omertoso dell’amata e odiata Catania, e soprattutto nel proprio stesso animo. Le tracce di Angelina, infatti, portano sulle pendici dell’Etna, nei luoghi dove il commissario ha trascorso le sue estati di bambina, e sembrano condurre all’antica leggenda della “trovatura” – un tesoro per trovare il quale bisogna sacrificare l’innocenza, il sangue di un bambino innocente – e fanno riemergere come lava ustionante un terribile passato.
Książka ma 334 strony.

La bambina della sesta luna. Tutta la storia

Nina potrebbe essere una normalissima ragazzina che frequenta la quinta elementare (aiuto! ci sono gli esami) e vive con le zie a Madrid, poiché i genitori hanno un incarico molto importante che li porta all’estero di continuo. Tutto appare molto semplice, da principio. Ma c’è quella strana voglia a forma di stella sulla mano, uguale a quella di suo nonno Misha, un alchimista che vive a Venezia. Proprio quella stella è un segno del destino di alchimista che aspetta anche Nina, un futuro che comincia improvvisamente, una notte, quando il nonno muore in modo misterioso. Nina raggiunge Venezia, accompagnata dal suo cane Adone e dal gatto Platone, pronta a capire cosa stia succedendo. Il nonno aveva predisposto tutto per la piccola nipote, che ritrova una sorta di passaggio di consegne alchemico e una serie di strumenti per affrontare un lungo e pericoloso viaggio nel mistero. Sesta Luna e le sue caratteristiche fondamentali. Età di lettura: da 8 anni.

L’ultimo teorema

L’ultimo teorema (Urania) by Arthur C. Clarke, Frederick Pohl
Un uomo non potrà mai volare nello spazio, dicevano i saccenti. Negli stessi anni, e per lo stesso motivo, decretarono che un’astronave non potesse atterrare in Italia. Invece l’astronave Ares atterrò, “prima nave di linea regolare tra i pianeti”, e cambiò tutto. Era quella del n. 1 dei “Romanzi di Urania”, scesa su di noi il 10 ottobre 1952. Oggi, a sessant’anni di distanza e quasi 1600 numeri dopo, l’ultimo romanzo di Arthur Clarke – scritto in collaborazione con Frederik Pohl – viene a festeggiare degnamente il nostro anniversario. E se qualcuno si chiedesse: “Ma che teorema mi hai fatto?”, gli risponderemmo che si tratta del celebre teorema di Fermat, e che un giovane matematico dello Sri Lanka è il primo ad averne scoperto la dimostrazione originale. Mentre ai danni della Terra, strisciante e insidiosa, si prepara l’invasione aliena…