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Un invito a cena di troppo

Argirocastro, settembre 1943. La città, reduce dall’occupazione italiana, assiste col fiato sospeso all’arrivo dei blindati tedeschi: per ritorsione a un’imboscata contro la propria avanguardia, il colonnello nazista Fritz von Schwabe ha infatti ordinato un rastrellamento di decine di ostaggi da fucilare. Ma a quel punto il colonnello riceve un invito a cena da parte del dottor Gurameto, notabile della città e suo vecchio compagno di università in Germania, e gli eventi prendono una svolta imprevista. Scandita dalle note del grammofono, quella cena aleggerà a lungo nei racconti degli abitanti della città, come in una danza circonfusa da un alone di mistero: cos’avrà convinto il colonnello a rilasciare tutti gli ostaggi, compreso il farmacista ebreo? Dieci anni dopo, anche il morente Stalin vuole vederci chiaro su quel patto inconfessato, che nella sua mente annebbiata potrebbe aver generato il germe di un complotto ebraico contro il blocco comunista. L’istruttoria che ne segue, condotta da due giudici zelanti e ambiziosi, si perderà nel gioco di specchi di una verità impossibile, scavando nel ventre di una città sospesa nel tempo, assopita nel grigiore del nuovo ordine eppure vibrante di umori antichi, ingenuamente pensosa, eppure intrisa di ferocia. Un romanzo denso e corale in cui la voce di Ismail Kadaré si libra nel vuoto poetico di un mondo totalitario come una denuncia inesorabile e al tempo stesso come un nostalgico canto d’amore.

Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità

Dire che la politica dell’ultimo decennio ha drammaticamente sottovalutato la condizione del lavoro flessibile significa tenersi molto al di sotto delle righe.
Circa 8 milioni: sono gli italiani che hanno un lavoro instabile. Tra 5 e 6 milioni sono precari per legge, ossia lavorano con uno dei tanti contratti atipici che l’immaginazione del legislatore ha concepito negli ultimi quindici anni. Gli altri sono i precari al di fuori della legge, i lavoratori del sommerso. Come si è arrivati a queste cifre, perché le imprese chiedono la flessibilità del lavoro in misura sempre crescente, quali sono i costi umani che stiamo pagando e quali sarebbero i costi economici che il paese dovrebbe affrontare se si volesse davvero coniugare l’instabilità dell’occupazione con la sicurezza del reddito, cosa ha a che fare tutto questo con la globalizzazione, quali caratteristiche dovrebbe avere una politica del ‘lavoro globale’ per essere davvero all’altezza delle reali dimensioni del problema. In queste pagine, l’accusa di Gallino: non solo non è giusto che il precariato sia merce di scambio dell’economia globalizzata, ma nemmeno intelligente per una società che voglia congiungere allo sviluppo economico lo sviluppo umano.

Psychon e altri simulacri

PSYCHON – La città della forza: enormi prismi, obelischi, cubi, cilindri, romboidi, cupole, piramidi dai colori abbacinanti e corruschi… Qui si annidano i Padroni del Psychon! E il “giorno dell’orrore” si avvicina di nuovo.
SIMULACRON 3 – “i robot erano inquietanti, ma per lo meno a volte si riusciva a sottometterli. I computer sono là, e ci controllano.” Da questo celebre romanzo Rainer W. Fassbinder ha tratto la serie televisiva tedesca Welt am Draht (1973). Anche il film del 1999 Il tredicesimo piano è ispirato a questa grandissima storia.
PARTENZA DOMENICA – Cinque racconti per una ricca panoramica sulla miglior fantascienza galouyana.
IL TEMPIO DI SATANA – Come trasformare la più spietata delle tirannie nella più eroica delle missioni.
Indice:
Psychon (Psychon, 1959)
Simulacron 3 (Simulacron-3, 1964)
Partenza domenica (Deadline Sunday, 1955)
L’ultimo salto (The Last Leap, 1960)
Spirito combattivo (Fighting Spirit, 1960)
Jebaburba (Jebaburba, 1954)
Gli occhi del cane (Seeing-Eye Dog, 1956)
Il tempio di Satana (Satan’s Shrine, 1954)
Copertina di Franco Brambilla

I ribelli e l’astronave

Nell’anno 1968 dell’Era Galattica il governo della Repubblica, in guerra con la Federazione Teroni, vuole riappropriarsi a tutti i costi della Theodore Roosevelt, la nave comandata da Wilson Cole.
Già ricercato per ammutinamento e pirateria, Cole ha tentato di dimostrare più volte che si tratta di false accuse: tutto inutile. Ora, a capo di cinquanta unità, è considerato un pericolo autentico, ma fosse per lui non combatterebbe
ancora. In fondo, contro le sue cinquanta astronavi la Repubblica può schierarne milioni… Quando scoppiano le ostilità, tuttavia, Cole è costretto ad accettare la sfida, anche a costo di allearsi con antichi rivali. E l’ultima parola spetterà alla Teddy R., l’astronave che ha già combattuto nei cieli più infuocati.
Copertina di Franco Brambilla

I figli del lupo

Dopo la lotta finale al fianco dello stregone Arngrim contro la regina Jennesta, gli orchi della banda dei Figli del lupo sono riusciti ad attraversare la porta d’accesso, tornando così nel loro mondo d’origine. Qui, lontano dalle minacce delle terre di Maras-Dantia, prima fra tutte l’invasore umano, Strike e i suoi compagni hanno finalmente trovato la pace… Una pace voluta, ma anche difficile per dei guerrieri assetati di sangue come gli orchi. Così, quando attraverso un portale giunge un messaggio di Arngrim, il quale chiede nuovamente l’aiuto degli orchi, Strike e i fidati Haskeer e Coilla non esitano a riunire i Figli del lupo, arricchiti di nuovi membri, e a utilizzare le cinque stelle magiche che consentono loro di saltare da un mondo all’altro. Dopo un breve ritorno a Maras-Dantia per recuperare Jup, l’unico nano della banda, sbarcheranno su Acurial, un mondo in cui gli orchi sono ancora schiavi e nel quale scopriranno che la strega-regina Jennesta non solo non è morta ma, con nuove forze, progetta di trasformare tutti gli orchi in un esercito di non-morti al suo servizio. Inoltre, un manipolo di misteriose creature, votato alla ricerca delle stelle magiche, è sulle tracce di Strike e dei suoi compagni, deciso a strappare loro il potere di viaggiare tra i mondi.

Guerre imperiali

Jeremy Solters è un ragazzo del tardo XXI secolo. Durante l’anno scolastico la sua famiglia vive in California, ma d’estate si trasferisce a Polisse, una città di frontiera… dell’Impero Romano. Non l’antico Impero Romano dei nostri libri di storia, ma un Impero Romano che non è mai caduto: una dimensione parallela, uno degli infiniti mondi possibili. Questo perché è stata scoperta la tecnologia per muoversi tra le diverse linee del tempo: alcuni mondi sono invivibili, altri sono spaventosi, come quello in cui Hitler ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Molti di questi universi, però, sono ricchi di risorse inutilizzate. A tale scopo, la Crosstime Traffic invia i suoi commercianti (e i loro famigliari) in quelle linee del tempo. La vita della famiglia Solters è dura, specialmente perché deve fare i conti con le regole e le usanze dell’Impero, dove più che i soldi e le leggi, valgono le alleanze fra i signori locali. Ma quando i genitori di Jeremy tornano a casa per un’emergenza medica, il trasporto intertemporale smette di funzionare. Jeremy e sua sorella Amanda si ritrovano da soli, Polisse viene messa sotto assedio e la loro vita cambia radicalmente.

2001 odissea nello spazio

Un enigmatico monolito viene trovato sepolto sotto la polvere della luna, gli scienziati scoprono con stupore che risale ad almeno tre milioni di anni. Una volta dissotterrato, l’oggetto comincia a emettere un potente segnale verso Saturno. Un’astronave pilotata da uomini, la Discovery, viene mandata a indagare. I membri dell’equipaggio sono uomini ben addestrati, ad assisterli c’è un computer autocosciente e ultra-sofisticato HAL 9000. La programmazione di HAL rispecchia la mente umana: è capace di senso di colpa, di nevrosi, perfino di uccidere. Quando HAL si rende conto che la missione va al di là dell’umana comprensione, comincia a uccidere a uno a uno gli uomini e a sabotare l’astronave per impedirle di procedere verso l’ignota destinazione. **

Vennero dal Futuro

Per esplorare le ultime trasformazioni della realtà (indicizzate, sistemate e referenziate) non vi resta che leggere i ventitr racconti di questo volume e scoprire:
*come disarticolarsi nel tempo con Kage Baker;
* cosa si provi a vivere una serata di onesto pericolo insieme a Mark Laidlaw;
*perché sia così difficile raccontare come siano andate veramente le cose (Stephen Baxter);
* e se ci fossero ragioni per mantenere il segreto (Gregory Benford).
Ma per favore, per favore non raccontate a nessuno le sorprese e i colpi di scena di questi ventitré classici tradotti per voi direttamente dal futuro. 23 “casi” narrati da Kage Baker, Gregory Benford, Nancy Kress, Ian McDonald, Ken MacLeod, Bruce Sterling, Gene Wolfe e molti altri.
Copertina di Franco Brambilla
Elenco completo dei racconti:
*Sistema operativo Aristotele – Tony Ballantyne
* L’ultimo americano – John Kessel
*Memorare – Gene Wolfe
* Tracciatori e tiratori – Kage Baker
*Ripetere il passato – Peter Watts
* Niente più storie – Stephen Baxter
*Vennero dal Futuro – Robyn Hitchcock
* La moglie della tomba – Gwyneth Jones
*Una serata di onesto pericolo – Marc Laidlaw
* Partita Finale – Nancy Kress
*Reclutamento – Greg Egan
* Ragioni per non pubblicare – Gregory Benford
*Impermeabilità oggettiva in un sistema chiuso – William Shunn
* Sempre – Karen Joy Fowler
*Chi ha paura di Wolf 359? – Ken MacLeod
* Artificio e intelligenza – Tim Pratt
*Pirati della costa somala – Terry Bisson
* Sanjeev e il robotista – Ian McDonald
*Terza persona – Tony Ballantyne
* Il ponte – Kathleen Ann Goonan
*Come sai, Bob – John Hemry
* La lustrazione – Bruce Sterling
* Come inizia la musica – James Van Pelt

L’Altra Europa

Questo libro nasce da una telefonata, un incontro personale e un manoscritto. La telefonata avviene tra Paolo Rumor, discendente dell’omonima famiglia protagonista di molte vicende della Democrazia Cristiana, e Giorgio Galli, il massimo esperto italiano dei rapporti tra esoterismo e politica. Oggetto della telefonata e del successivo incontro tra i due è un manoscritto per molti versi sconcertante. Si tratta di un ampio segmento delle “Memorie riservate” di Giacomo Rumor, padre di Paolo ed esponente di punta della DC del dopoguerra. Al centro del memoriale vi è la collaborazione tra Rumor senior (fiduciario di monsignor Montini, futuro papa Paolo VI) e Maurice Schumann, insigne statista francese all’epoca del Trattato di Roma (1957), cioè del primo concreto passo verso l’Unione Europea. Dalle pieghe di questa sinergia emergono confidenze inquietanti: dietro al lavoro diplomatico che porta al Trattato sembrano nascondersi alcune centrali occulte, portatrici di una loro idea di Europa, con sensibili interferenze non solo della Cia e del Vaticano, ma anche di misteriosi, antichissimi circoli esoterici… Il tutto in una nuova edizione arricchita e ampliata.

Il lupo e il filosofo: Lezioni di vita dalla natura selvaggia

Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un’università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin (“re” in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall’America all’Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell’umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: “Il lupo è la radura dell’anima umana … svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi”. La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.

Energia per l’astronave Terra. Quanta ne usiamo, come la produciamo, che cosa ci riserva il futuro

Tutti utilizziamo energia in ogni istante della giornata, magari senza accorgercene, con un’abbondanza mai goduta da nessun’altra generazione nella storia umana. Ma che cos’è l’energia? I nostri consumi possono continuare ad aumentare all’infinito? Quali e quante riserve energetiche ospita ancora l’astronave Terra? Questo libro fornisce le coordinate indispensabili per orientarsi nel labirinto delle fonti di energia – dal petrolio ai biocombustibili, dal solare al nucleare, dagli aspetti economici a quelli sociali – e cerca di delineare uno scenario energetico possibile per la nostra fragile e complessa civiltà. Due supplementi speciali in coda al libro “Dodici miti da sfatare” e “Forse non sapevi che” – riassumono i temi-chiave per chi vuole affrontare in modo responsabile il problema energetico. **

Come mi viene. Vite di ferro e cartone

Al centro delle storie che Renga viene raccontando c’è un uomo che si aggira raccogliendo oggetti, oggetti raccolti apparentemente senza motivo. Un mazzo di chiavi trovato in strada. Un aquilone. Una vecchia sveglia. L’uomo raccoglie quello che trova in una stanza illuminata dai raggi del sole che passano tra le assi malferme del tetto. Sono piccoli oggetti che assumono via via la forma di ali, ali che sono scampoli di vita delle persone che li hanno posseduti, usati, persi. Finestre aperte su altre esistenze. E finestre su altre esistenze o su segmenti diversi della vita dell’io narrante sono le storie che fanno corona a questo episodio. L’infanzia dolceamara della campagna, l’adolescenza che morde il freno, la vita adulta avvitata dolorosamente intorno alle fatiche della vita coniugale. Attraverso continui flashback, i singoli episodi vengono stabilendo la distanza fra il superstite che ora si guarda esistere e la forza del suo passato, fra la sua inadeguatezza e l’ansia di volare via. **

Aiutami

Questa storia è la storia di cinque animalisti: Ricky, Bruno, Claudio, Sara e Giovanni. È la storia dei loro ideali, dei loro dubbi, dei loro sogni, della loro voglia di un mondo più giusto per uomini e animali. Siamo nel novembre 2008, a Milano, quando in un convulso fine settimana i cinque protagonisti mettono in atto il rapimento di Luigi Banes, cacciatore e assessore della regione Lombardia. Lo trasportano in Valtellina e lo tengono sotto sequestro, poi all’improvviso tutto cambia e i ruoli di forza all’interno del gruppo portano a una piega degli eventi diversa da quella prevista. Fino alla conclusione che inchioda ognuno alle sue responsabilità, lettore compreso. Questa storia è anche la storia della passione di Ricky per la musica: avrebbe voluto fare il paroliere e invece è finito in fabbrica. Il 10 novembre, giorno in cui la vicenda trova il suo epilogo, è l’ottantesimo compleanno di Ennio Morricone, il più grande compositore contemporaneo, e Ricky vuole fargli gli auguri. Chissà se ci riuscirà. uesta storia è inoltre la storia dell’amore di Ricky per Giulia, appena conosciuta ma già al centro dei suoi pensieri. Un amore che accompagna, in modo tenero e disperato, lo svolgersi dell’azione.

Hunter killer: romanzo

La situazione in Arabia Saudita è insostenibile: enormi ricchezze petrolifere nelle mani di corrotti membri della famiglia reale mentre il popolo della più grande nazione islamica è alla fame. Il principe Nasir, rigido fondamentalista, decide di giocare la sua carta e impadronirsi del potere, ma da solo non può farcela. Spunta quindi l’ombra di una grande potenza europea, pronta a mettere a disposizione uomini e una potente flotta sottomarina per scatenare una rivoluzione e bloccare l’afflusso di petrolio all’Occidente. Il Medio Oriente è sconvolto da un’ondata di violenza che può paralizzare il mondo. L’intervento USA è inevitabile, e per condurre le operazioni viene richiamato sul campo l’ammiraglio Morgan che, nell’ultimo decisivo scontro, si troverà di fronte lo spauracchio di tutti i servizi segreti occidentali, il suo nemico storico, la sua nemesi: Ravi Rashood, capo di Hamas e disertore del SAS inglese.

Half of What I Know/Metà Di Quello Che So

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In tre racconti l’autrice, con tocco magistrale, mostra come perfino i piccoli episodi
della nostra vita, comunque li si giudichi, lascino un segno indelebile. Che siano
proprio i piccoli episodi della nostra esistenza a segnarci così profondamente da
orientare le nostre relazioni e le nostre emozioni future? Un percorso introspettivo
può portarci a rintracciare quegli avvenimenti che, giudicati minori, sono stati
riposti nell’ambito dell’oblio? Tra le righe di questi racconti, dallo stile accorato e
ironico, riflessivo e malinconico, non è azzardato ritrovare la “pedagogia degli
stracci” del filosofo Walter Benjamin: sono gli episodi velocemente accantonati
dalla memoria perché non presentabili secondo i canoni della razionalità quelli che
maggiormente reclamano la nostra consapevolezza in quanto possibili veicoli per la
nostra autenticità.
In these three stories, with her masterly touch, the author suggests that even
small episodes in our lives, however we define them, leave their indelible traces.
Can it be that the little moments in our lives can leave such deep marks as to
influence our future relationships and emotions? Can an introspective path help
us retrieve those minor events which were otherwise confined to the realm of
cognitive oblivion? We do not think we are pushing the comparison too far when
we say that between the lines of these stories, characterized by a style that is both
moving and ironic, both thoughtful and melancholy, we can find instances of
Walter Benjamin’s “pedagogy of the rags”: The episodes that are quickly set
aside by conscious memory because they cannot be filtered through rational
rules, are actually those which more insistently clamor for our attention as the
necessary guideposts to discovering our true selves.