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Nero Wolfe: lunga vita al morto

Nero Wolfe, lo sapete anche voi, è un tipo accidioso, che prima di muoversi ci pensa due volte, e poi resta fermo. Da quando Io conosco, non l’ho mai visto mettere il naso fuori di casa, se non per affari suoi privati. Sono sempre io, Archie Goodwiin, a sgambare per la città e paesi limitrofi, per portargli le notizie su un vassoio d’argento. Ma questa volta, il mondo si è capovolto Il grande Nero si e mosso. Non solo: ha preso l’aereo, è salito su vari veicoli a quattro ruote, tra i quali uno trainato da un cavallo, e mi ha fatto da guida tra i sentieri tortuosi del Montenegro. E non basta. Ora è lui a fare rapporto al sottoscritto, perché in questo paese della malora si parla una lingua, che solo un poliglotta come Wolfe può capire. E tutto questo perché Nero Wolfe ha deciso di mettere le mani su un assassino pagato da una pericolosa organizzazione politica internazionale che ha dei tentacoli tanto lunghi da arrivare fino negli Stati Uniti. Staremo a vedere che succederà. Spero solo di riuscire a tornare nella nostra vecchia casa di arenaria. Mi rendo conto che le mie sembrano le ultime parole di un condannato a morte. Ma è proprio così che mi sento: a due passi dalla tomba. Se muoio, mandatemi dei fiori.

Nemesis

Anno 25 dopo Cristo: in una sperduta regione del Caucaso, ai confini dell’Impero Romano, la Legio III Gallica si rende colpevole del massacro di un centinaio di civili. Ventidue anni dopo, l’unica superstite dell’eccidio, che ha assunto il nome di Nemesis (cioè “Vendetta”), compare nell’Urbe decisa a regolare i conti con gli antichi stragisti.
Per rintracciarli ha bisogno di un alleato e, ravvisandolo in Publio Aurelio Stazio, ne prende in ostaggio l’amica Pomponia per indurlo a collaborare.
Drammaticamente diviso tra la fedeltà alle legioni e l’ansia per la sorte dell’amica, Aurelio inizia la sua indagine nella III Gallica.
Tutto a un tratto, però, i legionari cominciano a morire di morte violenta e su ognuno di loro viene trovata una piccola tigre di legno.
Nemesis nega di essere l’assassina e Aurelio le crede: prende così avvio una seconda, pericolosissima inchiesta, alla quale si affianca quella parallela del segretario Castore, che mal sopporta di essere tagliato fuori dal gioco. E intanto l’assassino torna a colpire…

Musicofilia

Un giorno, a New York, Oliver Sacks partecipa all’incontro organizzato da un batterista con una trentina di persone affette dalla sindrome di Tourette: tutti appaiono in preda a tic contagiosi, che si propagano «come onde». Poi il batterista inizia a suonare – e come per incanto il gruppo lo segue con i tamburi, fondendosi in una perfetta sincronia ritmica. Questo stupefacente esempio è solo una particolare variante del prodigio di «neurogamia» che si verifica ogniqualvolta il nostro sistema nervoso ‘si sposa’ a quello di chi ci sta accanto attraverso il medium della musica. Presentando questo e molti altri casi con la consueta capacità di immedesimazione, in Musicofilia Sacks esplora la straordinaria robustezza neurale della musica e i suoi nessi con le funzioni e disfunzioni del cervello. Allucinazioni sonore, amusia, disarmonia, epilessia musicogena: da quali inceppi nella connessione a due vie fra sensi e cervello sono causate? Come sempre l’indagine su ciò che è anomalo getta luce su fenomeni di segno opposto: l’orecchio assoluto, la memoria fonografica, l’intelligenza musicale e soprattutto l’amore per la musica – un amore che può divampare all’improvviso, come nel memorabile caso del medico che, colpito da un fulmine, viene assalito da un «insaziabile desiderio di ascoltare musica per pianoforte», suonare e persino comporre. Grazie alle testimonianze dei pazienti di Sacks ci troviamo così a riconsiderare in una nuova prospettiva appassionanti interrogativi, e assistiamo ai successi della musicoterapia su formidabili banchi di prova quali l’autismo, il Parkinson, la demenza. Dai misteriosi sogni musicali che ispirarono Berlioz, Wagner e Stravinskij, alla possibile amusia di Nabokov, alla riscoperta dell’«enorme importanza, spesso sottostimata, di avere due orecchie»: ogni storia cui Sacks dà voce illumina uno dei molti modi in cui musica, emozione, memoria e identità si intrecciano, e ci definiscono.

Molto più di una notte

Una miscela esplosiva.
Damien Winter è affascinante, arrogante e molto presuntuoso. Charlotte Ramsey, però, non ha alcuna intenzione di rovinarsi la vita cedendo alla sua primitiva sensualità, almeno fino al momento in cui il proprio matrimonio, ormai alle porte, viene annullato.
Una proposta scandalosa.
Ciò che Damien propone a Charlotte, all’apparenza, non ha alcun senso. Ma, in fondo, accettare quell’offerta potrebbe portare entrambi a raggiungere il loro scopo… e forse anche molto di più!
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### Sinossi
Una miscela esplosiva.
Damien Winter è affascinante, arrogante e molto presuntuoso. Charlotte Ramsey, però, non ha alcuna intenzione di rovinarsi la vita cedendo alla sua primitiva sensualità, almeno fino al momento in cui il proprio matrimonio, ormai alle porte, viene annullato.
Una proposta scandalosa.
Ciò che Damien propone a Charlotte, all’apparenza, non ha alcun senso. Ma, in fondo, accettare quell’offerta potrebbe portare entrambi a raggiungere il loro scopo… e forse anche molto di più!

Il mistero di Linda

La fine di un temporale, una macchina in panne, l’istantanea di un delitto (per citare Agatha Christie) Ma fra le verdi strade della Val Pellice, la collina di Baldissero e la Torino dei salotti buoni soffia un vento esotico, un’aria di avventura. Uno scrittore viaggiatore e suo fratello disperso in Africa, nell’ombra il mistero della regina di Saba. Al commissario Martini, come sempre, il compito di far trionfare la sua idea di giustizia. Camminarono lentamente, in quella leggera coltre ovattata, forata solo ogni tanto dai punti di brace delle sigarette. – Non sei riuscito ad apprendere nulla di quella Linda con la quale Colier aveva appuntamento? – domandò a un certo punto il capo della Mobile a Martini. – Sarei curioso di saperne qualcosa.
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Il Matematico Indiano

Il matematico indiano by David Leavitt
A trentacinque anni G.H. Hardy, accademico di Cambridge, è considerato uno dei più brillanti matematici del suo tempo. Una mattina del 1913 riceve una lettera da un oscuro contabile indiano che afferma di avere la soluzione a un complesso quesito matematico impostato dallo stesso Hardy. Il professore si reca quindi in India per conoscerlo, e trova un giovane dotato di un genio assoluto per il calcolo. Tra i due nascerà una proficua collaborazione destinata a sfociare in una difficile e contrastata storia d’amore.
Dipanando con la sapienza del grande narratore un episodio fondamentale della storia del pensiero matematico, Leavitt esplora in questo romanzo temi cruciali come il genio e l’identità, disegnando la complessa dinamica umana e culturale tra due menti ugualmente sottili ma cresciute in due mondi assai diversi.

Maigret si mette in viaggio

In una piovosa notte di ottobre una contessa italiana ingoia un tubetto di gardenal nel suo lussuoso appartamento del Georges V (uno degli alberghi più eleganti di Parigi), e alle tre del mattino fa chiamare un medico perché ha cambiato idea e non vuole più morire, e viene quindi trasportata d’urgenza all’Hòpital Américain di Neuilly. A Lucas pare un evento di così secondaria importanza da non doverlo neanche segnalare a Maigret quando il commissario arriva in ufficio la mattina seguente. Povero Lucas: sarà uno sbaglio gravido di conseguenze, e destinato a complicare l’esistenza di Maigret e di tutta la Polizia Giudiziaria. Perché poche ore dopo, in un’altra stanza dello stesso albergo, e per la precisione nella vasca da bagno, viene scoperto il cadavere del famoso colonnello Ward, un uomo d’affari miliardario che guarda caso era l’amante proprio della bella contessa italiana. Da Parigi a Nizza, da Monte Carlo a Losanna, e da qui di nuovo a Parigi, stavolta a Maigret toccherà fare il giro dei luoghi preferiti da quello che viene comunemente definito il jet set internazionale.
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La luce di Orione

La luce di Orione by Valerio Evangelisti
Dopo anni di assenza torna Nicolas Eymerich, l’inquisitore duro, geniale e crudele creato da Valerio Evangelisti. Questa volta – corre l’anno 1366 – Eymerich deve recarsi a Padova, alla riunione del capitolo domenicano. Lo attende un aspro scontro con Francesco Petrarca, ispiratore di un dipinto ambiguo e malefico. È però solo l’inizio di una traversia che porterà Eymerich sulle galee dei crociati, fino a Costantinopoli, nel cuore di un impero bizantino in piena decadenza. Eymerich dovrà risolvere un doppio mistero. Forse la soluzione sta nella guerra apocalittica che sconvolge un Iraq mai pacificato, nel nostro prossimo futuro. Forse nella straordinaria scoperta del fisico quantistico Alain Aspect. Saranno necessarie tutta l’intelligenza, la spietatezza e la cultura di Eymerich per sventare, in via provvisoria, una minaccia diabolica, e per smascherare il peccato più mostruoso di cui esseri umani si siano mai resi colpevoli.

Il linguaggio dell’Impero: Lessico dell’ideologia americana

Terrorismo, fondamentalismo, antiamericanismo, odio contro l’Occidente, complicità con l’Islam e gli antisemiti: sono le accuse che l’impero americano brandisce come armi affilate. In un clima mondiale di mobilitazione totale contro i barbari alle porte, e anzi già insediati nella cittadella occidentale, chiunque non sia con l’America è automaticamente nemico della pace e della civiltà.
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Lettere 1925-1975 e altre testimonianze

“Quando la bufera sibila intorno alla baita – scrive Heidegger nel 1925 trascorro una pausa di tranquillità sognando l’immagine di una fanciulla che con l’impermeabile, il cappello calcato fin sopra i grandi occhi quieti, entrò per la prima volta nel mio studio e, timida e riservata, diede una breve risposta a tutte le domande, e solo allora capisco che la vita è storia”. Timida e ingenua, emblema della purezza, simile a una dea greca o a una santa: così viene dipinta la studentessa Hannah Arendt dal suo autorevole professore nelle prime lettere di questo epistolario. Esse segnano l’inizio di un intenso legame affettivo, che, pur in forme molto diverse nel tempo, lega per tutta la vita due dei più importanti pensatori del Novecento. Il carteggio, in questa edizione integrale, scandisce in tre tappe la storia di questo legame: dalle lettere della relazione tra il maestro e l’allieva, il vedersi, fino alla pacata amicizia dell’autunno della loro vita, passando per il momento più difficile, il ri-vedersi, la Arendt torna in Germania molti anni dopo aver abbandonato il suo amore senza prospettive e il suo paese preda del nazismo. La ricchezza di queste lettere trascende la dimensione personale: tra le maglie della conversazione quotidiana traspare la profondità della riflessione sul mondo dei due autori. Essa si intreccia con il loro amore fino a dar vita a una sovrapposizione particolarmente suggestiva tra il piano dei sentimenti e quello del pensiero filosofico.
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L’Italiano

Chi è l’Italiano? Sembra chiederselo persino Dio, nella cornice di questo libro, facendo i conti con il carattere nazionale di un popolo senza uguali. Infantile, opportunista, simpatico, adattabile, ingegnoso, vigliacco, furbo, egoista, generoso, narcisista. La forza del ritratto consiste nel cogliere l’essenza di un carattere. Interi discorsi sull’identità culturale e nazionale sono meno efficaci del profilo di un personaggio che le incarni in un’esperienza vissuta e soprattutto viva, come accade in questa raccolta di racconti che compongono una galleria di ritratti capaci di illuminarsi a vicenda. E se i personaggi si parlano l’un l’altro, a distanza, di racconto in racconto, in un gioco infinito di echi sotterranei, il ritratto si fa specchio impietoso in cui specchiare noi stessi. Nel ritmo incalzante di undici storie che dànno forma a un’unica storia, Sebastiano Vassalli riesce a tracciare il profilo dell’Italiano nel tempo e a disegnare infine il nostro volto.

L’Italia spiegata a mio nonno

Dal 1997 a oggi il mondo del lavoro italiano ha subito una delle trasformazioni più profonde che l’Italia del dopoguerra ricordi. La cosiddetta riforma Treu e tutta una serie di modifiche legislative che arrivano via via fino alla riforma che prende il nome da Marco Biagi, il professore bolognese ucciso dalle Brigate rosse nel 2002, hanno fatto sì che il mercato del lavoro si sia trasformato fino a perdere molte delle sue caratteristiche tradizionali. Le conseguenze di queste scelte politiche sono state molte, alcune positive e altre meno: se infatti l’Italia ha conosciuto in questi ultimi anni una netta riduzione della disoccupazione, soprattutto giovanile, sono stati proprio i giovani e i più deboli a pagare le amare conseguenze di tanto “riformismo” praticato solo sulla pelle di fasce minoritarie e marginali della popolazione. Federico Mello, in modo acuto e divertente, attraverso una brillante e scanzonata lettera a suo nonno prova a spiegare, senza moralismi e dati alla mano, che cosa sia diventata l’Italia. Lo fa raccontando come e quando si è smantellato il “posto fisso”, ma solo per alcuni, i più giovani. E di come, nel frattempo, l’Italia sia diventata il paese con la classe dirigente più anziana d’occidente. Un paese in cui sembra impossibile concepire qualsiasi ricambio generazionale e qualsiasi riforma delle pensioni o del welfare che non sia un puro e semplice debito lasciato da pagare alle generazioni che verranno.

Incontro a mezzanotte

Inghilterra, 1825

Philippe Gautier, ricco uomo d’affari e agente segreto al servizio di Re Giorgio IV, è tornato in Inghilterra per scagionare il fratello da un’ingiusta accusa di tradimento. L’ultima cosa che si aspetta è di essere aggredito e derubato da un bandito di strada, e ancor meno che il bandito in questione sia una giovane donna di una bellezza sconvolgente! Deciso a darle una lezione, Gautier la costringe ad accompagnarlo a Londra, tanto più che la sconosciuta, oltre ad accendere in lui una bruciante passione, potrebbe aiutarlo a provare l’innocenza del fratello. Ma durante il viaggio l’intelligenza e la perspicacia di Raine, nonché il suo indomito coraggio, finiscono per conquistarlo, e Philippe si ritrova sempre più spesso a chiedersi come può convincere la sua riottosa prigioniera a rischiare il tutto per tutto per una promessa d’amore.
(source: Bol.com)

Henry Drummond. Il dono supremo

Una moltitudine di persone, assetata di saggezza e spiritualità, si raccoglie intorno a un predicatore. La parola viene data a un giovane missionario seduto fra gli ascoltatori, Henry Drummond, che ha vissuto per alcuni anni in Africa. Henry apre la Bibbia e legge la prima Lettera di San Paolo ai Corinzi. Al centro dell’epistola è l’amore, che è superiore a tutto e non ha confronto con nessun altra facoltà dello spirito, neanche la fede, dono supremo che culmina nell’inno alla carità del capitolo tredicesimo. A partire dal libro “La migliore cosa del mondo” del pastore protestante Henry Drummond, Paulo Coelho riflette sul messaggio contenuto nella prima Lettera di San Paolo ai Corinzi.
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Giulietta è ‘na zoccola. Calci di rigore

C’era una volta “Giulietta è ‘na zoccola”, un libro passato dalla libreria in tv e che ha dato lo spunto a “Striscia lo striscione”, rubrica di Striscia la notizia. Poi, due anni fa, ha giocato i suoi “Tempi supplementari”, e adesso la saga di Giulietta arriva alla terza puntata, dove si battono i Calci di rigore. Qui i più geniali tifosi di tutta Italia, creativi come pubblicitari e implacabili come Zorro, si sfidano tra loro con l’arma più corrosiva: l’ironia. E ci raccontano gli ultimi anni di un calcio (e di un’Italia) da operetta, dove è meglio ridere che piangere dell’apocalisse di intercettazioni e veline, rampolli birichini e manager onnipotenti, giocatori sovrappeso e bilanci “light”, arbitri col Rolex, testate e colpi di testa, biglietti nominativi e tornelli.
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Il giorno dei Lord

Una volta all’anno, le persone più importanti d’Inghilterra si riuniscono tutte insieme in una stanza. La regina Elisabetta e il principe ereditario Carlo, il primo ministro, giudici, vescovi, leader spirituali e temporali. Non mancano le nuove generazioni: sono presenti il figlio del primo ministro britannico e il figlio della presidente USA. L’occasione è quella della cerimonia d’apertura del Parlamento, la cerimonia di Stato più importante dell’anno, un evento ‘strappato alle fornaci della storia britannica’. Quattrocento anni prima, nella stessa occasione, Guy Fawkes aveva cercato di far saltare in aria tutti quanti. Ora tocca a un nuovo gruppo di congiurati, stavolta stranieri, prendere d’assalto la Camera dei Lord. Per un giorno, ventiquattr’ore di pura tensione in cui le crisi politico-diplomatiche si mischiano a quelle personali, verranno tutti presi in ostaggio: i terroristi terranno sotto scacco una nazione e il mondo intero, il tutto in diretta tv. Ma dovranno vedersela con Harry Jones, parlamentare ed ex militare pluridecorato in piena crisi matrimoniale, noto sia per il suo coraggio che per la sua capacità di indisporre i superiori per eccesso di intraprendenza. La parabola angosciante di uno scenario spaventosamente verosimile, che si conclude con uno sbalorditivo colpo di scena. L’autore della serie di culto House of Cards torna in grande stile con una nuova serie di thriller politici. ‘Racconto la sola cosa che conosco bene, la politica per com’è e per come deve essere: spietata e crudele. Lì sta la sua grandezza’. ‘Thriller britannico della miglior qualità’. ‘The Guardian’ ‘Michael Dobbs dispiega lentamente un thriller che è al contempo un incubo e una premonizione… Pensate a un Die Hard un po’ più contenuto, e pregate che Il giorno dei Lord rimanga solo immaginazione’. ‘Financial Times’

(source: Bol.com)